![]() |
| Alcuni pescatori nel porto di Vibo Marina |
Ribattezziamolo il “movimento delle lampare" anche se di movimento e di lampare non se ne vedranno per qualche tempo. Perchè i pescatori e gli armatori del comparto marinaro del vibonese sulle loro barche ci stanno solo per abitudine e amore per il mestiere che fanno. Da qualche giorno infatti sono fermi al porto e oggi, complice anche il blocco dei trasporti, hanno aderito allo sciopero nazionale indetto dalle sigle sindacali di settore. Un comparto decisamente bistrattato al pari degli autotrasportatori, dove però manca ancor più la percezione collettiva dell'importanza strategica, occupazionale ed economica. La loro protesta può infatti non apparire selvaggia, perchè bloccando le imbarcazioni non si crea il caos come quello creato invece dai loro colleghi di “strada”, ma è alla stessa maniera di notevole importanza. I pescatori lavorano in sordina, di notte, mentre tutti dormono. Garantiscono freschezza di prodotto, diversificazione alimentare ogni giorno e un indotto rilevante. Non si sa poi tanto dall'incontro che alcuni rappresentanti dei pescatori hanno chiesto ed ottenuto con il comandante della Capitaneria di Porto, in quanto la stampa è stata interdetta dall'entrare in sala, ma di sicuro le richieste dei “lupi di mare” vertono essenzialmente sui due punti principali: caro carburanti e l'applicazione dell'iva sullo stesso. Inoltre, a una situazione generale che già non invoglia i pescatori a continuare il loro lavoro va aggiunta la carenza del prodotto. Il pesce scarseggia e da quando è entrato in vigore il regolamento comunitario 1967/2006, che ha ridotto lo sforzo di pesca, le imprese sono ancora più in crisi. Ad esempio, per i pescatori professionali l’applicazione dell’Iva sul carburante potrebbe essere una stangata peggiore di quella prospettata, perché l’aliquota applicata potrebbe non essere al 10% come per l’agricoltura e la pesca in acque interne, ma al 21%. I pescatori la incassano al 10%, ma la pagano al 21. Quell’11% di differenza dovrebbe venirgli rimborsato e questo non è cosa facile. D’altronde del gasolio non ne possono fare a meno e a queste condizioni più della metà dell'incasso di giornata è destinato al pagamento del carburante. Se prima poi usufruivano di un abbattimento dell’80% dei contributi sui marinai, ora l’esenzione è scesa al 60% e questo influisce ulteriormente sull’incasso finale. Ad ogni modo domani i pescatori rimarranno ancorati al porto, in attesa di conoscere gli sviluppi del vertice di giovedì presso il ministero delle Politiche agricole tra il titolare del dicastero Mario Catania e alcuni rappresentati sindacali nazionale del settore. Nel frattempo conviene stare fermi perchè almeno così non si va a perdere.
Angelo De Luca

0 commenti:
Posta un commento