31 ottobre 2011

Briatico. Arredo urbano, luce e pista ciclabile Così il lungomare cambierà volto

di Francesco Barritta

Il Comune di Briatico ha approvato il partenariato di progetto per l'elaborazione e attuazione del Progetto integrato di sviluppo locale (Pisl), promosso dal Comune di Tropea, che ne sarà il soggetto capofila. Il progetto coinvolgerà dieci comuni del territorio della costa.
Per quanto riguarda Briatico, l'obiettivo è quello di riqualificare il tratto di mare delle aree a maggior interesse turistico.
Il progetto integrato è parso lo strumento più idoneo anche per inserire Briatico in un contesto più ampio che riguarda l'intera fascia costiera della provincia di Vibo Valentia. La stessa Regione Calabria ha, tra l'altro, previsto nel Quadro unitario della progettazione integrata (Qupi) una suddivisione dei comuni per ambito territoriale e aree a vocazione turistica balneare. Si tratta in pratica del territorio della Costa degli Dei. Briatico, con l'adesione al partenariato, entra quindi di diritto nella cordata che dovrà realizzare il Pisl.
Il delegato alla cultura, Sergio Bagnato, che ha promosso l'iniziativa in Consiglio comunale, ha già individuato aree su cui intervenire con progetti specifici. L'importo finanziabile per i sistemi turistici locali ammonta a circa 20 milioni di euro e al suo interno saranno privilegiati i progetti in grado di contribuire alla crescita e alla valorizzazione dei territori di sviluppo turistico.
Per quanto riguarda Briatico, l'idea di Bagnato è quella di realizzare interventi per un totale di un milione e 700mila euro.
«L'idea progettuale – spiega Bagnato – si dovrebbe tradurre in finanziamenti e, quindi, in opere. Essa riguarda in primo luogo recupero e la valorizzazione del water front nell'area di principale interesse turistico, individuata dalla zona Dolomiti a località Cocca».
Le intenzioni dell'amministratore briaticese sono quelle di realizzare una scheda che comprenda i tanti interventi che dovranno essere realizzati in queste aree attraverso il Pisl "Tropea e Dintorni". «Gli interventi pensati – prosegue Bagnato – avranno una logica ricaduta economica sui privati, e attraverso una serie di azioni previste dal Qupi verrà incentivata la nuova imprenditoria giovanile legata al turismo, utilizzando agevolazioni fiscali economicamente sostenute dallo stesso Pisl».
Oltre alla realizzazione di aree e strutture per insediamenti commerciali stagionali in punti strategici, Bagnato prevede un maxi progetto per la realizzazione di «affacci sul mare, marciapiedi e piste ciclabili laddove mancano, adeguatamente illuminate con forme di energia ecocompatibili, attrezzate di arredo urbano e cartellonistica multilingue, che indicherà le aree di interesse archeologico, culturale naturalistico paesaggistico al fine di migliorare la fruibilità del prodotto al turista straniero».
La costa briaticese sarà quindi più fruibile, grazie anche agli accessi al mare, che saranno recuperati e rivalutati. «I tempi – ha concluso il delegato alla Cultura – dovranno essere brevi, perché dettati da tabelle di marcia ben precise: la regione Calabria vede ormai avvicinarsi l'obiettivo 13, ovvero la fine dei fondi di provenienza europea 2007-2013, e preme perché questi fondi possano essere sfruttati fino all'ultimo, con produttività e investimenti, e non in infrastrutture fini a se stesse».

30 ottobre 2011

l'Halloween ritrovata


Le ossa dei morti, dolci tipici del periodo

In Calabria per molti anni è stata una festa dimenticata una celebrazione che ha riferimenti con la  giornata di Ognissanti e con quella dei morti del 2 novembre.
In questi giorni in una chiesa di Briatico, in provincia di Vibo Valentia, il parroco del paese, don Salvatore Lavorato, alla fine della santa messa ha richiamato l'attenzione sul periodo di Halloween e, alla fine, ha invitato i genitori di tutti i bambini a farli vestire non da streghe e demoni ma di “santi”. Tanti bambini e bambine vestiti da san Francesco di Paola, santa Rita, sant'Antonio, santa Lucia, santi e madonne di ogni tipo.... un tentativo in ambito locale della Chiesa di dare, o forse ridare, un'identità e un aspetto più cristiano e cristianizzante ai giorni dedicati alla commemorazione dei defunti e a Ognissanti. É una nostra festa dimenticata Halloween e non arriva da nessuna lontananza americana come molti affermano. Qualche anno fa, a New York, durante un viaggio, un amico spese quasi 200 dollari di gadget halloweeniani tra cappelli, scherzetti paurosi, zucche di plastica, candele arancioni e mantelli neri, bamboline streghette e atre mille diavolerie tra vampiri dai denti insanguinati e neri pipistrelli. L'amico aveva ritrovato memoria antica calabrese in quel lontano negozio di Manhattan, inconsapevolmente, o forse no, si stava riappropriando di elementi che appartengono profondamente a costumanze e rituali nostrani oramai dimenticati. Halloween, con quegli oggetti simbolicamente ritrovati, riattraversava l’Oceano  e ritornava in Calabria. Oggi i centri commerciali, i negozi di giocattoli e le pasticcerie, da qualche anno a questa parte, hanno un altro rituale appuntamento commerciale che si aggiunge a quello consolidato di carnevale, di Pasqua, di Natale, della festa del papà, della mamma, dei nonni, degli innamorati, della befana…. L’antica festa ritrovata è uno degli eventi rituali più seguiti di oggi ma anche uno dei più antichi riti celebrativi la cui origine risale a tempi lontanissimi. Secondo alcuni esperti di antropologia culturale la celebrazione di Halloween ha origine antichissima e affonda le sue radici nel periodo della civiltà Celtica. Gli antichi Celti festeggiavano l’inizio dell’anno nuovo il 1° di novembre, proprio il giorno in cui si celebrava la fine della stagione calda e l’inizio della stagione fredda, del buio e delle tenebre. La notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre era una soglia molto importante, un momento solenne che rappresentava la più importante celebrazione del calendario. Tutte le leggende più antiche ci narrano di antiche saghe e grandi battaglie che si svolgevano proprio in questa notte particolare. Molte leggende riguardavano la fertilità della terra, il terrore e il panico per l’inizio dell’Inverno. La ricorrenza segnava la fine dei raccolti e assumeva una grande rilevanza. I Celti credevano che il 31 ottobre il Signore della Morte, Samhain, Principe delle Tenebre, chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti. In questa soglia tutte le leggi del tempo e dello spazio venivano sospese permettendo al mondo degli spiriti di unirsi al mondo dei viventi. Nei villaggi si spegnevano i focolai per evitare che gli spiriti maligni venissero a soggiornarvi. Un rito evidente di purificazione, rinnovamento e propiziazione per salutare il nuovo anno. Una rappresentazione ciclica, del tempo e della vita stessa, dove veniva celebrata la speranza del ritorno alla vita. L’usanza americana di travestirsi la notte di Halloween nasce dalla stessa tradizione. Si ritrovavano nella notte del 31 ottobre a festeggiare mascherandosi con le pelli degli animali per esorcizzare e spaventare gli spiriti. I Celti offrivano alle fate del cibo che veniva lasciato sui gradini delle loro case. Il trick or treat si fa risalire a quando i primi cristiani elemosinavano per un pezzo di dolce dell’anima che era quasi sempre un pezzo di pane. Più dolci dell’anima una persona riceveva, più preghiere si promettevano a favore di defunti della famiglia che aveva donato il pane. In America i ragazzini travestiti con maschere mostruose e costumi terrificanti vanno in giro a chiedere, dolcetti o scherzetti. Se non ricevono niente rispondono con qualche brutto scherzo. La Chiesa Cattolica non riusciva a sradicare questi antichi culti pagani che prevedevano la presenza, nell’immaginario collettivo, di streghe, demoni e fantasmi. Nel 835 Papa Gregorio spostò la festa di tutti i Santi dal 13 Maggio al 1° Novembre e diede così un nuovo significato ai culti pagani. Tuttavia l’influenza nefasta del culto di Samhain non fu sradicata e per questo la Chiesa aggiunse, nel X° secolo, la festa del giorno dei morti, il 2 Novembre, in memoria delle anime dei defunti che venivano ricordati e commemorati dai loro cari. Nella nostra tradizione Cattolica, nel nostro calendario, a tutti i Santi viene dedicato il giorno del primo novembre, mentre il giorno successivo è dedicato alla commemorazione dei defunti. Il giorno dedicato ad Ognissanti (in inglese All Saints’Day) aveva una denominazione arcaica: All Hallws’Day. Presso i popoli antichi la celebrazione della festa di tutti i Santi iniziava al tramonto del 31 ottobre e pertanto la sera precedente al 1° novembre era denominato proprio “All Hallows Even” che venne presto abbreviato in “Hallows’Even”, poi in epoche più recenti in “Hallow-e’en” ed infine in “Halloween”. In Calabria per molti anni è stata una festa dimenticata, era una celebrazione che aveva sicuramente riferimenti con la  giornata di Ognissanti e con quella dei morti, con il 2 novembre. In Aspromonte, per tutto un mese, in autunno, ogni sera si usava mettere sul tavolo di casa un piatto ricolmo di cibo, con pane e una bottiglia di vino, un boccale d’acqua e anche  un mazzo di carte da gioco. Tutto questo per rifocillare i defunti che in questo periodo, di notte, vagano nel mondo dei vivi. A Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, ma anche a Filandari ed altri paesi della provincia di Vibo Valentia, si usava raccogliere la cera dei lumini votivi che si scioglieva sulle lapidi dei cimiteri. La cera veniva fusa in delle formine di canna o all'interno di piccole zucche, di peperoni e cipolle svuotate, con un nuovo stoppino posizionato all’interno. Queste nuove candele venivano poi utilizzate nelle “notti dei morti”, tra ottobre e novembre. Si girava per le strade del paese, si bussava alle case dei compaesani per chiedere qualcosa per “i beniditti morti”. Si ricevevano dolciumi o qualche moneta, molto più spesso fichi secchi, corbezzoli, zinzuli, castagne, noci e nocciole… Altra usanza era quella di andare in giro con delle grosse zucche svuotate e intagliate a forma di cranio sdentato, illuminate da una candela posta all’interno. Queste zucche arancio dette “teste di morto” legano la nostra tradizione a quella di Halloween. Si andava in strada a raccogliere piccoli regali di parenti, amici e conoscenti e di notte si posizionavano le “zucche-teste di morti” sulle finestre di casa, per illuminare la notte più buia dell’anno. Sempre in Calabria, in questo periodo, vi è l’usanza di consumare “l'ossa di morti”, un dolce bicolore dall’intenso profumo di cannella che ricorda la forma di un osso. A Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, l’anatomia di questi dolci  assume la forma realistica di scheletro e del teschio umano. 

Franco Vallone

25 ottobre 2011

La Russia guarda con interesse al mercato immobiliare della Costa degli Dei

Antonino Staropoli a Mosca
Briatico si affaccia con successo al mercato immobiliare russo e la Russia è visibilmente e concretamente interessata al nostro territorio. La Progetto casa immobiliare con sede a Briatico è, da anni, leader nella promozione e commercializzazione immobiliare della Calabria all'estero. In questi giorni ha ufficialmente partecipato alla 25° edizione del Demexpo di Mosca che si è tenuto dal 6 al 9 ottobre. Demexpo è il più grande ed importante salone immobiliare internazionale al quale hanno partecipato oltre duecento aziende immobiliari. L'esposizione di Mosca, patrocinata dallo stesso governo russo e dalle principali associazioni di categoria, è diventata oramai il punto di riferimento del settore in Europa. La manifestazione ha rappresentato un'importante vetrina per il comparto italiano del cosiddetto Real Estate, l'Italia risulta, infatti, essere una tra le prime mete scelte dai russi per i loro investimenti in Europa. Il manager della Progetto Casa Immobiliare di Briatico, rientrato dalla capitale russa, ha spiegato gli obiettivi del viaggio, “esaltare e far conoscere al meglio l'immagine dell'intera Calabria, con particolare riferimento alla provincia di Vibo Valentia e alla Costa degli dei, presentando non solo le migliori opportunità immobiliari presenti sul territorio con depliant illustrativi tradotti in russo, ma soprattutto far conoscere le bellezze della nostra regione con il cuore e cercare di descrivere i veri colori della Calabria, la sua cultura, le tradizioni, la storia e l'arte ma anche la gastronomia e tutti gli altri aspetti antropologici identificativi e culturali”. Lo stesso Antonino Staropoli ha poi illustrato i quattro giorni in terra di Russia, “quattro giornate intense dove abbiamo accolto, presso lo stand, tantissimi clienti interessati a progetti sulla Costa degli dei, un importante contatto diretto che ha portato a numerosi appuntamenti finalizzati a creare rapporti di collaborazione, relazioni internazionali, scambi di contatto e dopo la partecipazione alla fiera specialistica dell'International Property Show di San Pietroburgo, lo scorso anno, questa di Mosca è un'esperienza interessante che proseguirà sicuramente nei prossimi anni”.

Franco Vallone

21 ottobre 2011

Briatico: Formalizzata l'adesione al gruppo "Tropea e dintorni"


Il Consigliere del Comune di Briatico, Sergio Bagnato

BRIATICO- E' stata formalizzata ufficialmente, durante i lavori del consiglio comunale straordinario di martedì sera, l'adesione al "protocollo d’intesa per la costituzione del partenariato di progetto per l’elaborazione del Pisl “Destinazioni turistiche” denominato “Tropea e dintorni”. A promuoversi e a seguire questo ambizioso finanziamento di circa 20 milioni di euro, è stato il giovane consigliere Sergio Bagnato, il quale in tutte queste settimane, ha preso parte a diversi incontri promossi da più parti nella provincia.
“L’adesione a questa cordata di comuni – dichiara prima dell'approvazione unanime del civico consesso il giovane “Rinnovatore” - vede tra gli altri, oltre la stessa Tropea in qualità di comune capofila dell’iniziativa, i comuni di Parghelia, Ricadi, Joppolo, Nicotera, ovvero quei territori che per naturale vocazione possono dirsi complementari al progetto. Briatico abbraccia con entusiasmo questa nuova unione per via delle medesime prospettive e caratterische”. D’altra parte, la stessa Regione Calabria ha previsto nel Qupi (Quadro Unitario della Progettazione Integrata) una suddivisione dei comuni per ambito territoriale e aree a vocazione turistica balneare, dove la Costa degli Dei dovrebbe esserne il principale attore. “L’alternativa – dice ancora Bagnato, punzecchiando i diretti competitor di “Vibo Vale” - sarebbe stata quella di aderire a un maxi raggruppamento di comuni disomogeneo e poco coerente con l’essenza stessa dell’avviso”.
L’idea progettuale, che si dovrebbe tradurre in finanziamenti e quindi in opere, riguarda in primo luogo il recupero e la valorizzazione del water front nell’area di principale interesse turistico. A tal proposito, l'area in questione è stata individuata in un luogo ben preciso del Comune: dall’ingresso s.s. 522 (zona Dolomiti) a località Cocca. Una sorta di strada del mare insomma, già pensata da molti politici locali, ma mai concretizzata da nessuno. “Dal punto di vista tecnico – continua il consigliere - intendiamo proporre una scheda progettuale complessiva e comprensiva dei tanti progetti preliminari di interventi che interessano singole aree nell’ambito sopracitato, di modo che possano essere scomponibili in proporzione al finanziamento. Verrà data priorità ai progetti in grado di contribuire alla crescita e alla valorizzazione dei territori di sviluppo turistico”. Dunque, questi interventi dovranno necessariamente avere ricaduta economica sull'intero territorio, dove si sta pensando attraverso una serie di azioni previste dal Qupi, “di incentivare la nuova imprenditoria giovanile”, specificatamente legata al turismo e ai servizi ad essa correlati. Pertanto, qualora il finanziamento di 1,7 miliardi previsto per questo progetto sarà realtà, si potrà dare un deciso slancio alla scarsa economia briaticese. “Saranno realizzate aree e strutture - conclude Bagnato - per insediamenti commerciali stagionali in punti strategici della nostra costa; sarà inserita la realizzazione di affacci sul mare marciapiedi e piste ciclabili laddove mancano, adeguatamente illuminate con forme di energia ecocompatibili, attrezzate di arredo urbano e cartellonistica multilingue che indicherà le aree di interesse archeologico, culturale, naturalistico e paesaggistico, al fine di potenziare la fruibilità del prodotto al turista straniero; e infine saranno recuperati e rivalutati tutti gli accessi al mare per rendere accessibile ai flussi turistici tutta la costa briaticese”.

Angelo De Luca

20 ottobre 2011

Misteri e delitti di una terra che parla la lingua della violenza


Il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri

Delitti, misteri. Storie di Calabria. Che si intersecano e si confondono. A volte, se ne perdono le tracce. A volte, si recuperano. Giorno dopo giorno. In nome della verità. Misteri letti e ascoltati attraverso le parole del giornalista della Gazzetta del Sud, Arcangelo Badolati che, ieri, dall'auditorium della scuola allievi agenti della Polizia di Stato, diretta da Salvatore Barilaro, ha dato il "la" al dibattito promosso dal Siulp, al quale sono intervenuti il Procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo e il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Nicola Gratteri. Dalle pagine dell'ultimo libro di Badolati al lavoro quotidiano dei magistrati. Sulle orme della violenza lasciate dai delitti che non parlano di Calabria, ma che sono storie di Calabria.
Un viaggio fra la criminalità organizzata che spesso non è solo mafia. Che spesso è sistema. "La criminalità in Calabria: stragi, delitti, misteri", il leitmotiv. Perchè il sindacato della polizia, nel 30esimo anniversario dalla sua fondazione, ha voluto chiamare a raccolta per parlare. Per ascoltare. Per imparare. Un appello non raccolto dalla politica, dai sindaci del comprensorio «che non sono venuti – ha detto il segretario regionale del Siulp Luciano Lupo – e oltre il sindaco di Vibo non vedo nessuno. Mi dispiace perchè in un territorio devastato dalla 'ndrangheta mi sarebbe piaciuto vederli». Per avviare il confronto. Per ricordare che poliziotto è uomo. É Stato al servizio del cittadino. Si guarda avanti, però, dal Siulp come ha sottolineato anche il segretario provinciale Franco Caso. Una finestra nel futuro legato al passato raccontato dal giornalista che dalla strage di Ustica al delitto Lanzino è entrato nel mondo della 'ndrangheta.
Storie all'alba di un'estate. Di più estati. Simboli di una criminalità che è altro. Passo dopo passo, dentro le notizie. Ustica, Sila, le mezze verità di un sistema di depistatori. E, ancora, Enrico Mino, «un'altra storia, un generale dell'Arma, un altro mistero che si incrocia con la Calabria». Lui, che pagò con la vita il suo coraggio. Così verso un'altra storia, verso la strage della tensione, fino al golpe di Borghese. Vite spezzate, storie dimenticate per parlare di uno spaccato di Calabria nascosto dietro gli angoli. Quella Calabria di cui ha parlato il procuratore Spagnuolo che ha invitato i futuri agenti presenti in sala a puntare tutto sulla professionalità. Anche nel territorio martoriato dalla violenza, «dove – ha rimarcato – i fatti di sangue sono più che a Reggio Calabria così come i Comuni sciolti per mafia». Quindi, i delitti degli ultimi mesi. Non solo 'ndrangheta, nella «società che usa la violenza per dirimere i suoi conflitti, che ancora non è matura per una crescita democratica». Da qui, l'invito a lavorare in sinergia.
É andato oltre l'invito, invece, il magistrato Gratteri. Pragmatico. Con gli occhi rivolti ai tagli. Partendo dal consiglio «di chiudere la Dia, perchè non è possibile che in Italia tutti fanno le stesse cose». Diminuire la spesa pubblica, «avere coraggio», il monito. Di chi ieri ha voluto dare un nome alla realtà, «con operazioni mediocri che diventano grandi operazioni». Perchè quando si parla di aver decapitato la 'ndrangheta non è vero, come «nel caso dell'Operazione Crimine. Io dicevo a tutti di stare zitti perchè la 'ndrangheta si sarebbe fatta quattro risate». Concretezza, questo ha chiesto Gratteri che ha guardato anche al Vibonese dove «il termometro sono i commercianti, con loro si può capire se la mafia è in difficoltà. Il fatto che non denuncino significa che ancora conviene pagare, che non c'è un sistema forte, che non siamo credibili per come dovremmo». Credibilità che lo Stato deve trovare cominciando a cambiare il sistema processuale. La strada per guardare alla Calabria. Per attraversare i misteri. E squarciare il silenzio delle mezze verità.(s.m.)

19 ottobre 2011

Trasversale delle Serre, a quando la definitiva apertura al traffico?


 Il Governo si era impegnato a consegnare l'opera entro il 31 dicembre dello scorso anno 
di Francesca Onda



SERRA SAN BRUNO
I lavori per la costruzione della Trasversale delle Serre vanno molto a rilento, i sindaci protestano e pressano sulle istituzioni. Di questo passo, dice qualcuno, andranno a gambe all'aria tutte le promesse di quei politici che avevano assicurato che, entro un anno, le Serre avrebbero avuto uno sbocco almeno verso la costa ionica.
Sono in tanti a rilevare, oggi, la situazione di stallo in cui versa lo stato dei lavori. Non solo i sindaci, ma anche il Comitato civico delle Serre il quale non nasconde la sua preoccupazione per il perdurare dell'isolamento delle zone interne che mortifica lo sviluppo economico e rallenta una possibile ripresa.
A smuovere le acque è stato per primo il sindaco di Torre Ruggiero, Giuseppe Pitaro, il quale si è rivolto con una lettera al presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, al prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci, e a tutti i sindaci del comprensorio; adesso si stanno muovendo anche le istituzioni dei territori interni in quanto la costruzione della Trasversale delle Serre ha l'obiettivo di mettere in collegamento i paesi dell'entroterra con la costa ionica e con la costa tirrenica, diramandosi nelle due direzioni a partire dalla parte centrale della Calabria.
I lavori, iniziati ormai da molti anni, non sono stati ancora completati. Di tanto in tanto si assiste all'inaugurazione in pompa magna di qualche piccolo tratto che non risolve per nulla lo stato d'imbottigliamento di cui soffrono i territori interni. Si dice, ogni volta, che presto l'intera arteria sarà completata, ma questo completamento non si verifica mai. Inoltre si è persa ogni fiducia nell'attesa tanto che la situazione viene descritta come "disperata".
Nel merito, il Comitato civico delle Serre ha sentito il bisogno di denunciare pubblicamente con manifesti e con appelli, rivolti perfino al Papa, lo stato di degrado e di isolamento in cui versano le zone interne. «La marginalità e l'isolamento – scrive il Comitato civico – rappresentano per noi la regola, purtroppo. La consapevolezza di vivere, o meglio sopravvivere, nella periferia della periferia d'Italia accompagna la nostra vita quotidiana. Come se non bastasse tutto ciò, oggi vengono messe fortemente in discussione anche le conquiste sociali che questo territorio ha ottenuto con grandi sforzi nel corso degli anni. Le forti problematiche ambientali, la mancanza di servizi essenziali, lo spopolamento inesorabile, l'avvio ormai consolidato di un nuovo flusso migratorio, sono malattie che affliggono da tempo questa terra senza che nessuno riesca ad intravedere un pur minimo spiraglio di riscatto sociale».
Eppure qualcuno osserva, che in altre parti d'Italia e anche della stessa regione alcune arterie stradali, iniziate molto tempo dopo della Trasversale, sono state completate e consegnate. Viene ricordato che il ministro Altero Matteoli, in seguito ad apposite interrogazioni parlamentari, aveva rassicurato che i lavori della Trasversale delle Serre sarebbero stati completati entro il 31 dicembre del 2010, ma sicuramente, a giudicare di come stanno andando avanti le cose, sembra che non si concluderanno nemmeno entro il 31 dicembre del 2012. Infatti, diversi lotti non sono stati ancora nemmeno finanziati e alcuni tratti non sono ancora geograficamente tracciati.

18 ottobre 2011

Fuocu quantu patimu - Le poesie di Mastro Bruno Pelaggi


CALABRIA, CALABRESI E CALABRESITÀ NELLA LETTERATURA DI SAVERIO STRATI


COMUNICATO STAMPA


La giunta regionale con deliberazioni del 21 dicembre 2010 e del 24 gennaio 2011, ha approvato l’avviso pubblico per la selezione di soggetti attuatori delle iniziative/eventi di valenza trasversale. In particolare, col Fondo unico per la cultura, linea 3, su impulso dell’assessore del ramo, Mario Caligiuri, sono state impegnate le risorse necessarie alla promozione del programma annuale 2010. I progetti sui quali è stato promosso il bando sono stati 16. Fra questi, anche quello dedicato alla promozione e alla diffusione delle opere di Saverio Strati. Soggetto attuatore: Centro studi umanistici e scientifici Aramoni di Zambrone, presieduto da Corrado L’Andolina. Il programma è incentrato su un convegno di approfondimento dedicato all’opera del noto scrittore calabrese. Il seminario si svolgerà a Tropea, nell’elegante sala del museo diocesano il prossimo 22 ottobre e avrà inizio alle ore 9. Aprirà i lavori Gaetano Vallone, sindaco della cittadina tirrenica. A seguire, gli interventi di Beatrice Lento dirigente dell’Istituto di istruzione superiore di Tropea e di Francesco Laganà, dirigente dell’Istituto comprensivo di Tropea. Seguiranno le relazioni di approfondimento. Il primo a prendere la parola sarà Pasquino Crupi, critico letterario e studioso del pensiero calabrese. Intellettuale di preminente rilievo regionale che ha dedicato a Saverio Strati recensioni e approfonditi studi. A seguire Giuseppe Rando, ordinario di Letteratura Italiana presso l’università di Messina, facoltà di Lettere. A tale proposito occorre ricordare che la vis narrativa di Saverio Strati fu scoperta da Giacomo Debenedetti, nel periodo in cui insegnava Letteratura Italiana presso la facoltà di Magistero di Messina. La stessa cattedra ricoperta dal professore Rando prima del suo passaggio a quella di Lettere. Sarà poi la volta di Francesco Lesce, ricercatore all’Unical che ha compiuto approfondite ricerche sul Neorealismo calabrese, prendendo le mosse dall’opera di Vittorio De Seta “I dimenticati”. Le conclusioni saranno affidate a Peppe Voltarelli che reciterà alcuni brani del narratore di Sant’Agata del Bianco. A tale proposito, infatti, va rilevato che l’artista calabrese è autore di una composizione dal titolo: “Parole scolpite nella terra… mangiate dal mare”. Una breve e intensa escursione nel mondo poetico di Saverio Strati che si snoda tra estratti dei racconti e musiche dal vivo con melodie e ritmi tipicamente meridionali. La voce di Voltarelli interpreta canzoni tradizionali e tessiture armoniche che fanno nascere il ricordo del dialetto come lingua madre; un universo poetico dal quale attingere stimoli e suggestioni. Un continuo movimento tra passato, presente e futuro. Ad arricchire la manifestazione una mostra dedicata alle opere del noto pittore tropeano Albino Lorenzo che ha dipinto nelle sue tele di masonite, i volti e le immagini descritte da Saverio Strati nella sua opera letteraria. Altro importante passaggio, l’esposizione di pipite e zampogne curata dal maestro Pasquale Lorenzo, da Parghelia. Al riguardo, infatti, occorre ricordare che il fenomeno coreutico-musicale regionale, negli anni in esame, occupa nelle dinamiche sociali territoriali una funzione prioritaria. Infine, una proiezione fotografica interamente dedicata al fenomeno dell’emigrazione che nella letteratura di Saverio Strati ricopre un ruolo centrale. L’iniziativa non ha una valenza puramente accademica, ma tra gli obiettivi dichiarati del progetto c’è l’intento di fare emergere, nella sua cristallina evidenza, l’attualità delle opere di Saverio Strati.

Centro studi umanistici e scientifici Aramoni (Zambrone)
(Tel. 0963-392483; 338-8726318)

12 ottobre 2011

Accesso agli atti e scioglimento dei consigli: botta e risposta a distanza fra Prefetto e vice sindaco di Briatico



Le infiltrazioni tra politica e burocrazia 


Il Prefetto Latella mentre consegna "con molta cautela" la targa antimafia al Vicesindaco La Gamba


Il "filone" aperto di fatto dall'on. Tassone sul rapporto politica-burocrazia – quando la prima mette da parte l'aspetto controllo e la seconda strizza l'occhio alle cosche, agevolandone gli interessi – ha offerto lo spunto per una serie di considerazioni che hanno toccato diversi aspetti, spaziando dai consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose, alle commissioni d'accesso tuttora al lavoro in alcuni Comuni del Vibonese alle ingerenze negli appalti pubblici.
Un discorso ampio che non ha trascurato altri aspetti, come quello legato alla legge "bavaglio" e alla legge anti-corruzione. Quest'ultima richiesta «da almeno un decennio dalle Comunità europea», ha evidenziato il procuratore Spagnuolo ma ancora in «coda all'attività parlamentare impegnata con la legge sulle intercettazioni». E per un territorio come il Vibonese dove l'intercettazione, soprattutto per i casi di omicidio, è da considerarsi l'unico strumento di indagine le ripercussioni della legge non saranno indolore. «Piccole punte avvelenate che finiranno per ostacolare il nostro lavoro», ha detto ancora Spagnuolo.
Ma la consegna delle targhe "antimafia" ai sedici comuni ha anche consentito di affrontare, almeno a livello teorico, il problema legato alla "presenza" della criminalità in alcuni enti locali. Un capitolo questo aperto dal consigliere regionale Censore (vice presidente della commissione antimafia regionale) il quale ha posto l'accento sulla necessità di far uscire la 'ndrangheta dagli enti prima ancora di pensare a non far entrare altri condizionamenti. E sul tema condizionamenti-infiltrazioni è ritornato il sen. Bevilacqua il quale ha sottolineato l'esigenza di una riflessione visto il numero di Comuni i cui consigli sono stati sciolti per mafia e quelli in cui le commissioni d'accesso sono state insediate. A tal proposito il prefetto Latella, nel porre in risalto l'importanza del lavoro svolto dai sindaci – «primo presidio dello Stato sul territorio», che quando combattono al fianco delle altre istituzioni e delle forze dell'ordine sono «il meglio che c'è sul territorio» – ha ribadito che «non vanno lasciati soli». E riferendosi alle commissioni d'accesso e allo scioglimento di alcuni consigli il Prefetto ha aggiunto: «Non vi è volontà repressiva, ma garantista; non è un lavoro facile e non si fa con leggerezza. È un lavoro che non ci piace, ma è la legge che abbiamo e applichiamo».
Ed è toccato proprio al prefetto Latella – non per sua volontà ma a causa di un'organizzazione che avrebbe potuto evitare questa situazione – consegnare la targa al vice sindaco di Briatico, Massimo La Gamba, rappresentante di un Comune dove è attualmente al lavoro la commissione d'accesso. Nel farlo i toni garantisti si sono affievoliti perché il Prefetto ha inteso sottolineare di farlo «con molta cautela» in attesa degli esiti della commissione e, al termine della manifestazione, ha posto l'accento sul fatto che Comuni attualmente al centro degli accessi (Briatico appunto e Mileto) abbiano ricevuto la targa antimafia. Lì per lì il vice sindaco di Briatico non ha ribattuto alcunché. Ma anche La Gamba, a manifestazione conclusa, qualcosa da dire l'ha avuta. «Il prefetto Latella mi ha consegnato la targa sottolineando di farlo con molta cautela e io l'ho ritirata con la stessa cautela dimostrata dalla Prefettura che ha insediato la commissione d'accesso nell'aprile del 2010, a circa sei mesi dal nostro insediamento, pur avendo ricevuto le prime segnalazioni nel gennaio 2007». Al tempo stesso il vice sindaco di Briatico nel rilevare il suo impegno ultra-decennale al fianco di mons. Bregantini e dell'associazionismo ha proseguito con una punta di amarezza: «Considero le parole del Prefetto un'offesa nei miei confronti e di quanti come me sono estranei alle logiche mafiose e con altro spirito e altri interessi si sono posti al servizio della comunità».
Un botta e risposta a distanza che non ha scalfito il clima all'interno dell'aula consiliare dove, a iniziare dal sindaco D'Agostino e da mons. Fiorillo, sono state riprese le parole pronunciate domenica da Benedetto XVI, che ha esortato i calabresi a non cedere e a non rassegnarsi al pessimismo e a combattere «le forze del male mettendo le mani nella pasta della storia». Un richiamo alle rispettive responsabilità anche perché la lotta alla mafie è variegata quanto impegnativa e non si esaurisce con le enunciazioni di principio, né con i buoni propositi che restano tali – come quando un Comune, per esempio, ritira la costituzione di parte civile in un processo – e neanche con le norme se non vengono poi rigorosamente applicate.
Insomma il contrasto alla criminalità esige che si predichi bene e si razzoli altrettanto bene in ogni momento e in diverse circostanze che non iniziano e finiscono con gli appalti pubblici. Il presidente della commissione antimafia regionale ha in un certo qual modo affrontato questo aspetto elencando le iniziative della Regione e del Consiglio per la promozione della cultura della legalità. Al tempo stesso Magarò ha spronato «lo Stato a fare fino in fondo la sua parte dotando magistratura e forze dell'ordine degli adeguati strumenti».(m.c.)

09 ottobre 2011

Briatico. Rubava la benzina dai pullman: arrestato autista delle autolinee Genco


Briatico (Vibo Valentia). Attilio Trapasso, 56enne autista delle autolinee Genco di Vibo Valentia, era quasi di casa alla caserma dei Carabinieri di Briatico. Spesso, negli ultimi mesi, era stato proprio lui a recarsi dai militari dell’Arma per denunciare che, nel corso della notte, qualcuno aveva svuotato i serbatoi dei pullman lasciati in sosta nel parcheggio della frazione San Costantino. Una pratica diventata quasi una consuetudine e che, negli ultimi tempi, era diventata praticamente sistematica. Una piccola emergenza a cui, insomma, bisognava porre un freno ed un rimedio. Così gli uomini dell’Arma, con discrezione, hanno cominciato a monitorare la zona per cogliere sul fatto l’anonimo Lupin che, gratuitamente, si stava rifornendo di benzina. Ci sono voluti giorni di appiattamenti, ma alla fine, ieri sera, nel pieno di una vera e propria bufera d’acqua, convinto che nessuno starebbe stato all’aperto con un tempo simile, si è vista una sagoma spuntare dal deposito dei pullman, con una tanica in mano e salire su una macchina. Immediatamente i Carabinieri della Stazione di Briatico hanno intimato alla figura di fermarsi tagliandogli la strada e, prima che questi capisse cosa era successo, lo hanno estratto dal mezzo. Con incredibile sorpresa i Carabinieri si sono accorti che l’anonima figura altri non era che il solerte autista della ditta Genco che denunciava in continuazione i furti e nella sua macchina, oltre alla tanica che avevano visto gli uomini dell’Arma ed al tubo di gomma utilizzato per aspirare la benzina dai mezzi, vi erano 5 taniche di benzina. Un piccolo capitale che è cresciuto con l’aggiunta di altre 10 taniche trovate nell’appartamento dell’uomo, evidentemente trafugate nelle precedenti scorribande e non ancora consumate sugli autoveicoli privati. Per Trapasso e scattato l’arresto con l’accusa di furto aggravato e, dopo gli atti di rito, è stato trasferito agli arresti domiciliari in attesa del processo.

08 ottobre 2011

Ecco come e dove vedere e ascoltare Benedetto XVI

di Francesca Onda
Papa Benedetto XVI porterà la sua amorevole presenza anche nel Vibonese.


Preparativi ultimati per accogliere il Papa che domani regalerà a Serra San Bruno una giornata storica.
Nel piazzale antistante le mura del monastero certosino è pronto il grande palco da dove Benedetto XVI pronuncerà il suo discorso alla cittadinanza. L'intervento che durerà un decina di minuti, dato che dallo stesso palco parlerà anche, per rivolgere il saluto al Sommo Pontefice, il sindaco Bruno Rosi e probabilmente anche l'arcivescovo di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone. Alle ore 17.45 è previsto l'ingresso del Papa in Certosa dove ad accoglierlo sulla soglia del grande portone d'ingresso del monastero ci sarà il priore, dom Jacques Dupont e tutti i monaci certosini che accompagneranno l'illustre ospite nella chiesa conventuale al canto del Te deum.
In certosa ci sarà il saluto del priore e subito dopo la celebrazione dei Vespri e l'Omelia del Santo Padre. Quanto avverrà all'interno della certosa sarà trasmesso all'esterno su schermi giganti. La partenza del Pontefice è, poi, prevista per le 19.30. Per la giornata di domani sono state varate ingenti misure di sicurezza.
Il sindaco con apposita ordinanza ha vietato la sosta su ambo i lati, pena la rimozione forzata dell'automezzo, per tutte le categorie di autovetture ad eccezione di quelle addette al servizio su via Aldo Moro, Corso Umberto I, viale Certosa, via Sant'Ugo di Lincoln, via G.M. Pisani, via Milite Ignoto, via Serra dei Monaci e via Giuseppe Saragat. Inoltre è stato imposto il divieto assoluto di circolazione dalle 13 alle 20 di domani a tutte le categorie di veicoli, escluse quelle di servizio, su via A. Gramsci, via A. Moro, viale Certosa, corso Umberto I, via A. Scrivo e via G. Saragat. La sosta delle autovetture è consentita nelle vie interne del quartiere Spinetto, escluse le vie Milite Ignoto e Patacchella e nelle piazze P. Tozzo, N. Callipari e P.Nenni.
È quasi certo che il papa non percorrerà con la sua jeep bianca l'intero tratto di corso Umberto I. Il corteo papale raggiungerà la certosa attraverso via A. Moro, il tratto di corso Umberto I che da via A. Moro conduce in località Calvario e viale della Certosa. Pertanto il Sommo Pontefice potrà essere visto in tali tratti di strada oppure raggiungendo direttamente nel piazzale antistante la certosa cui si potrà arrivare esclusivamente a piedi oppure servendosi del servizio navetta che dal centro abitato arriva fino alla certosa.

03 ottobre 2011

Briatico. Dissesto finanziario, il Comune ha disatteso i suggerimenti di Tigani


Porta la data del 24 giugno scorso la nomina di Francesco Tigani da parte del consiglio comunale di Briatico a revisore dei conti del Comune per il triennio 2011- 2013. Lo si evince dalla premessa alla relazione sulla situazione economico finanziaria dell'ente che ha poi dichiarato il dissesto finanziario.
«Al momento della nomina – fa osservare nella premessa il revisore dei conti Tigani – il consiglio comunale aveva già proceduto all'approvazione del conto consuntivo 2010 che presenta un avanzo di amministrazione di euro 1.338.657, 79. Tale avanzo – scrive Tigani – appare però inattendibile».
Il revisore spiega quindi di aver «espresso comunque parere favorevole al bilancio preventivo 2011» con la raccomandazione «che in sede di salvaguardia degli equilibri di bilancio si procedesse al riaccertamento delle entrate correnti in relazione alle previsioni, al riaccertamento dei residui, al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, nonché alla ricognizione della massa debitoria».
Tigani non manca poi di evidenziare che l'anticipazione di cassa accordata dal tesoriere violava il testo unico degli enti locali «essendo pari al 49, 82 per cento delle entrate correnti».
Per rendere esaustive le motivazioni in ordine alle cause del dissesto, il revisore si è avvalso del responsabile del servizio finanziario «che ha fattivamente collaborato – aggiunge Tigani – pur ricoprendo l'incarico dal marzo scorso».
Fra i tanti documenti acquisiti dal revisore dal 17 luglio al 23 settembre scorso, oltre al rendiconto del 2009 e del 2010, vi sono le relazioni del precedente revisore, l'elenco dei residui per anno di formazione, il programma triennale dei lavori pubblici, il piano triennale di contenimento delle spese e tanto altro ancora. Il revisore fa però notare nella propria relazione che il regolamento di contabilità chiesto al Comune «non è stato esibito».
Dal lavoro svolto, «che non può essere considerato comunque esaustivo», è quindi emerso per il revisore «un quadro di insieme estremamente deteriorato». Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, ad esempio, il revisore ricorda che il commissario delegato all'emergenza rifiuti in Calabria, il 9 maggio scorso ha diffidato il Comune a pagare oltre 158mila euro «per tariffa conferimento rifiuti in discarica dovuta per l'annualità 2010, minacciando il recupero coattivo in caso di inadempienza».
La ditta titolare del servizio di spazzamento, raccolta e trasferimento dei rifiuti, stando alla relazione del revisore, il 14 settembre scorso ha inoltre comunicato di vantare un credito dal Comune per le annualità 2008, 2009 e 2010 che, con gli interessi e le spese legali, è lievitato ad oltre 348mila euro. «La Regione – spiega infine il revisore dei conti – il 30 marzo 2006 ha iscritto a ruolo la somma di 847.601,78 euro per mancato pagamento della tariffa per il servizio di smaltimento dei rifiuti a tutto il 31 dicembre 2005».
Dopo un'istanza di rateizzazione con Equitalia del 2010, alla data del 1 settembre scorso il debito residuo risultava quindi «pari a 965.063, 52 euro».
Il grave dissesto finanziario del Comune preoccupa e non poco anche i cittadini. Questi sperano che non abbia conseguenze ancora più disastrose sull'intera comunità.(g.b.)


02 ottobre 2011

Briatico. Parte la caccia al colpevole. Il sindaco ne è convinto e punta il dito contro i suoi predecessori: "Chi ha amministrato questo Comune ha fatto solo disastri".


Il consigliere Sergio Bagnato


Il giorno dopo l’annunciato ricorso al dissesto che, come da prassi, dovrà avvalersi del giudizio finale del Ministero degli Interni per essere formalmente praticato, l’amministrazione comunale, con il suo sindaco Franco Prestia in primis, ha ricorso al “tea culpa” per giustificare la scelta di adottare tale drastico metodo di ripiano del bilancio. A margine del consiglio comunale di mercoledì, dopo la relazione del revisore Franco Tigani, il quale, ha invitato i presenti “ad adottare formale ed esplicita dichiarazione di dissesto finanziario”, Prestia, nel commentare a caldo il crack finanziario dell’ente, sicuramente consapevole tra le altre cose del terremoto politico e sociale che da li in poi si sarebbe scatenato anche potenzialmente a sue spese, si è sentito in dovere di accusare chi secondo lui questo debito l’avrebbe creato. Certo, non si capisce bene se per il sindaco, accerchiato oltretutto da una commissione di accesso agli atti, questa nuova fase della sua esperienza amministrativa sia da considerarsi un tentativo disperato di riappropriarsi della fiducia generale, oppure una fredda vendetta contro chi lo ha accusato e offeso in questi quasi due anni. Sta di fatto che da mercoledì, momento in cui i nodi sono arrivati al pettine, al primo cittadino è venuto spontaneo mettere da subito le carte in tavola, puntando il dito contro i suoi predecessori.  “Dire di chi sono le responsabilità – ha esordito infatti Prestia – è chiaro a tutti”, indicando Andrea Niglia e la sua giunta come i giustizieri di Briatico. “Chi ha amministrato questo Comune – ha chiosato ancora – ha fatto solo disastri, in quanto si è pensato solo a spendere senza mai incassare. Oltre ogni ragionevole immaginazione”. Del resto, dalla relazione stilata da Tigani, la quale per giunta non è ancora del tutto “esaustiva”, dunque peggiorabile, si intuisce chiaramente quanto complicato sia risalire all’effettiva situazione debitoria del Comune, contando pure sul fatto che vi è “una carenza effettiva di documentazione”. Di sicuro, e le carte in possesso del revisore lo dicono chiaramente, quel tanto sbandierato avanzo di amministrazione di 1.338.657,79 euro, contenuto nel documento contabile riguardante l’esercizio 2010 e approvato il 12 maggio 2011, pare essere di “scarsa attendibilità”, in quanto “risulta viziato dalla presenza di un errore nella contabilizzazione dei residui passivi del 31 dicembre 2010”. Una delle colpe maggiori di questa amministrazione, forse, è stato appunto il fatto di aver approvato tale bilancio. Si è rimasti, per così dire, in buona fede fino a quando non si è deciso di vederci chiaro. Per fare questo, l’amministrazione ha deciso di cambiare registro, iniziando dal riordino del personale degli uffici finanziari. Da li in poi solo amare verità. “Noi amministratori - aggiunge in una nota rilasciata alla stampa il consigliere Sergio Bagnato, il quale ha inteso rispondere ad un preoccupato cittadino anonimo che sul blog locale Rosso Fajettu ha chiesto lumi sulle conseguenze del dissesto - ci siamo resi conto troppo tardi della reale situazione in cui ci siamo trovati ad amministrare. Non mi si venga a parlare di vittimismo perché il solo fatto che oggi siamo qui presenti a compiere questo atto di grande responsabilità, mentre altri scappavano, ne è la prova. Molto più facile – continua il giovane “Rinnovatore” - sarebbe stato non approvare il riequilibrio del bilancio e dimetterci. Alla faccia di chi, poco più di un anno e mezzo fa millantava di aver salvato il Comune di Briatico ed averlo portato in attivo. Spendere per Briatico è giusto – conclude Bagnato - ma questo si dovrebbe fare solo quando si hanno le possibilità, altrimenti prima o poi qualcuno dovrà pagare tali irresponsabilità”. Irresponsabilità, che secondo Prestia dovrà pagare “chi ha sbagliato”. E non si capisce ancora quanto di penale ci sia in tutta questa solita storia all'italiana.

Angelo De Luca

Briatico. Dissesto, una mannaia sui cittadini. Aumentano sino al limite massimo previsto tasse, tributi, aliquote e oneri


di Alessandro Bongiorno


E ora, cosa accadrà? Chi pagherà i debiti del Comune dichiarato in dissesto? E come faranno i creditori a incamerare le somme loro spettanti? Sono i quesiti che si aggirano in paese all'indomani della dichiarazione dello stato di dissesto del Comune.
L'introduzione del federalismo fiscale ha complicato queste procedure scaricando sul Comune (e quindi sui contribuenti) l'onere del risanamento. A pagare il dissesto saranno soprattutto i cittadini che vedranno tutti i tributi locali (acqua e spazzatura) schizzare ai livelli massimi previsti dalla legge e dovranno anche accettare che l'addizionale Irpef spettante al Comune sia a sua volta ritoccata al massimo dell'aliquota prevista dalla legge. Il Comune potrà, inoltre, eliminare servizi ritenuti non indispensabili e caricare sugli utenti il 100 per cento dei costi dei servizi a domanda individuale (come ad esempio la mensa scolastica o l'assistenza domiciliare agli anziani). Ai livelli massimi saranno anche gli oneri di urbanizzazione, i canoni (anche patrimoniali) e i diritti. La legge prevede anche il blocco delle assunzioni (già, peraltro, inserito nella legge finanziaria dello Stato) e la possibilità di porre in mobilità (verso altri enti che ne facessero richiesta) i dipendenti del Comune. Previste anche misure per inasprire la lotta all'evasione fiscale.
Il Comune potrà anche accendere un mutuo con la Cassa depositi e prestiti e mettere in vendita i beni del suo patrimonio (eventualità, queste, che erano comunque possibili anche senza la dichiarazione di dissesto).
Lo Stato si limiterà alla nomina di un commissario che dovrà gestire il debito e il risanamento. Da questo momento sono, comunque, bloccati gli interessi e non c'è più la possibilità per i creditori di proporre atti esecutivi. Tutti i debiti e i crediti confluiranno in un piano di estinzione e saranno soddisfatti dall'intervento del commissario, in tempi e modi che saranno definiti.
Ma chi sono i creditori del Comune? Per lo più si tratta dei gestori di servizi pubblici essenziali, quali la raccolta dei rifiuti, la distribuzione delle risorse idriche, l'illuminazione pubblica, la depurazione e la refezione scolastica. In attesa anche la Banca Carime che ha anticipato al Comune quasi quasi un milione e 300mila euro, e la Sorical, che fornisce l'acqua potabile, che ha già diffidato il Comune al pagamento di oltre 981mila euro.
Il dissesto si abbatte, quindi, come una mannaia sui cittadini e ora ci si chiede se non ci fossero strumenti più ordinari per risanare le esposizioni del Comune, visto che alcune delle misure previste dalla legge potevano anche essere introdotte dal consiglio comunale. Altri enti si trovano a fronteggiare bilanci in rosso e stanno battendo strade diverse provando anche a tagliare il tagliabile e a massimizzare le entrate.
Davanti a un rosso di oltre sei milioni, l'amministrazione del sindaco Francesco Prestia, preso atto della relazione del revisore dei conti, ha alzato bandiera bianca. L'opposizione, che da tempo ha abbandonato i banchi del consiglio, ha lasciato intuire la sua contrarietà a questa misura estrema ma, per il momento, non ha assunto alcuna posizione ufficiale. Così come l'ex sindaco, Andrea Niglia, che, da noi interpellato, ha preferito, per il momento, non rilasciare alcuna dichiarazione.
Ora, a Briatico, si attende la nomina da parte del ministero dell'Interno del commissario che dovrà gestire il dissesto. L'amministrazione comunale rimarrà in carica sostanzialmente per garantire l'ordinario.
A giorni, inoltre, completerà il suo complesso lavoro la commissione di accesso agli atti il cui mandato scade il 12 ottobre. Trasmetterà una relazione al prefetto Luisa Latella che, a sua volta, la inoltrerà al ministro dell'Interno cui spetterà valutare se proporre o meno lo scioglimento del Consiglio comunale.


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