29 settembre 2011

BRIATICO FA CRACK!


Era già nell'aria da tempo. Mercoledì c'è stata l'ok del consiglio durante l'assise. Il revisore unico, Francesco Tigani: "Impossibilità di gestire l'ingente debito pregresso".


Il Municipio di Briatico
Per iniziare a leggere il papello del disastro, il revisore dei conti Francesco Tigani, ha chiesto gentilmente all'aula il permesso di potersi togliere la giacca, tanto la questione che si sarebbe affrontata da li a poco sarebbe stata lunga e delicata. Riassumendo, un intero pomeriggio di convocazione di assise è stato utilizzato per dire semplicemente una cosa: il Comune di Briatico è
collassato. Parafrasando invece il sindaco Franco Prestia, non si sa bene se definire il crack “un matrimonio o un funerale”. Ciò che da subito, specialmente per quei pochi cittadini presenti al consiglio di mercoledì sera, è balzato agli occhi con profondo spirito di incredulità, è il lento ed implacabile sviscerarsi del disavanzo di 6.114.999,00 euro, cui si aggiungono i debiti fuori bilancio di 2.678.967,74 euro e l'anticipazione di cassa di 1.806.439,20 euro, prodotti da anni e anni di di mala gestione e poca trasparenza. Si, perchè visto quello che è contenuto nelle 40 pagine della relazioni stilate da Tigani e dai nuovi addetti dell'ufficio finanziario del Comune, bisognerebbe non solo indignarsi per la solita malagestione della amministrazione pubblica, ma anche e soprattutto per la condotta inusuale e tante volte impropria dello stesso ente, come successo in alcune occasioni. 

Quelle anticipazioni fuorilegge...
Ad esempio, una delle anomalie più gravi riscontrate da Tigani durante la sua “settimana di passioni” tra la carte del Comune, è quella che riguarda un'anticipazione di cassa, calcolata sulla base dei dati in bilancio del 2009. La filiale Ubi banca Carime di Tropea, ha stranamente concesso al Comune di Briatico un'anticipazione di cassa di gran lunga superiore a quella spettante secondo quanto disposto dall'articolo 222 del Tuel, che fissa “un limite massimo di anticipazione pari ai tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente”. I vertice della filiale Ubi tra l'altro, non negano "di aver concesso erroneamente un non meglio specificato  extra-fido", non esibendo poi "alcuna documentazione in merito, seppur richiesta". Traducendo, qualcuno dal Comune ha chiesto ed ha ottenuto di più di quanto consentito, dunque, “in palese violazione dell'articolo”. Questa “manovrina”, evidentemente, ha permesso al Comune, già in disavanzo da diversi anni, di posticipare quella che mercoledì si è rivelata la resa dei conti. Neanche a dirlo, la colpa, per almeno il 90%, ricade sulla passata amministrazione, quella cioè che si fregiava di aver mantenuto i conti a posto, di avere crediti da recuperare e di conseguire addirittura consistenti avanzi di amministrazione pari a circa 1 milione di euro. Oggi quindi, i vecchi amministratori, di cui due (Andrea Niglia e Agostino Vallone) appartenenti all'attuale minoranza dimissionaria, e scomparsi dalle scene della politica locale, hanno ben altro di cui poter andare fieri. Un debito abnorme come questo, di sicuro non può essersi creato da solo. Ci vuole mestiere e soprattutto collaborazione attiva di molti soggetti competenti, a livello politico e a livello amministrativo. 

Il dissesto e i creditori alla porta
Abusi che oggi costano cari alla collettività. Anzi, carissimo. “La dichiarazione – afferma il revisore unico, il quale intende sottolineare come la stessa non sia “completamente esaustiva”, facendo intendere quanto altro ancora ci sia da scoprire - dei dati che sono emersi dalla situazione complessiva, è tale che non vi siano le condizioni per l'adozione dei provvedimenti necessari al ripiano dei debiti fuori bilancio”. In parole povere, il documento redatto con “particolare attenzione al grado di attendibilità delle previsioni”, verrà trasmesso al Ministero degli Interni, al quale spetterà l'ingrato compito di decretare formalmente il dissesto finanziario. I creditori, puntuali come svizzeri, bussano ogni giorno alla porta chiedendo il proprio onesto denaro per le prestazioni svolte. Tra questi, non vi sono solamente grandi realtà aziendali, come la Sorical, la Sicilia verde, l'Enel, Ato e Regione, banche e Cassa depositi e prestiti, ma anche piccoli commercianti e imprenditori che si sono trovati nella spiacevole situazione di servire il Comune senza mai essere stati ripagati di un solo centesimo. E questo da anni, tanto che, come da prassi in questi casi, il Comune ha collezionato diversi atti ingiuntivi, precetti e pignoramenti, per un valore di 435.886,98 euro. 

Matrimomio o funerale?
“Un quadro di insieme -per dirla alla Tigani – estremamente deteriorato”, dove la dichiarazione del dissesto a questo punto appare necessaria, oppure come recita una nota del Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali, “un atto dovuto nel ricorrerne dei presupposti”, visto che, qualora non si scelga di adottare tale drastica misura, il Comune e la collettività rischierebbero seriamente di vedere depennati i cosiddetti servizi essenziali, quali acqua, depurazione ed illuminazione pubblica, raccolta rifiuti e refezione scolastica, che l'Ente in teoria avrebbe dovuto garantire. Che si tratti di matrimonio o di funerale non si sa ancora. Briatico da oggi ha messo un punto ed è richiamata a riorganizzarsi. Di sicuro pagheranno i cittadini onesti i costi in aumento dei servizi essenziali, Ici esclusa visto che comunque risulta essere già al massimo. Ma è altresì vero che pagheranno anche gli evasori totali, i quali non potranno più furbescamente esimersi dal mancare un pagamento. E a Briatico ce me sono tantissimi. Si ristabilisce l'ordine insomma. Del resto, è proprio in questi casi estremi che si capisce quanto la politica sia davvero una cosa seria, anche se fatta di uomini sbagliati.

Angelo De Luca

Laboratorio sulla legalità


Vibo Valentia 30 settembre  2011 ore 16,00/20,00 - Camera di Commercio 



       Il coordinamento Provinciale di Libera Vibo Valentia si pregia invitare le SS.LL.  al laboratorio itinerante dell’antimafia sociale, Laboratorio sul tema del Lavoro, che avrà luogo a Vibo Valentia,  Venerdì 30 settembre p.v. dalle ore 16.00 alle ore 20.00 al Valentianum presso la sede della Camera di Commercio.
   
   All'iniziativa prenderà parte la dott.ssa Maura Ranieri -Ricercatrice Diritto del Lavoro Dipartimento di Diritto dell'Organizzazione Pubblica, Economia e Società Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro- Campus Universitario di Germaneto.

      A conclusione dei lavori, alle ore 21,00, presso la Sala Teatro del Valentianum,  è in programma  lo spettacolo “Mafie in pentola”

   L’obiettivo dell'incontro è quello di dare spunti di riflessione sulle tematiche relative alla giustizia sociale  e sul lavoro ed il progetto è solo il primo passo per un lavoro programmato e partecipato sul territorio.

      Stante la rilevanza dell'iniziativa e delle tematiche affrontate, si confida nella importante e gradita presenza delle SS.LL.

      Cordiali saluti
Il coordinamento Provinciale Vibo Valentia

27 settembre 2011

Arriva l'autunno, si lavora per Briatico


Franco Prestia, il Sindaco di Briatico



Inizio d'autunno “caldo” per l’amministrazione Prestia che in questi giorni è molto attiva nell’ambito dei lavori pubblici e non solo. Tra i lavori in corso, si segnalano la realizzazione di impianti fotovoltaici presso gli istituti scolastici di Briatico e delle frazioni S. Leo, Paradisoni e San
Costantino, per una cifra che si aggira attorno ai 120mila euro. 150mila euro, invece, la cifra impegnata per la ristrutturazione in corso della scuola media di Briatico. Lavori di collaudo  sono
in opera per il Corso Margherita e la piazzetta dedicata a San Padre Pio, antistante l’edificio postale di San Costantino. Il tutto, senza sborsare un euro dalle casse comunali. Tra le iniziative più importanti, però, l’amministrazione comunale di Briatico comunica di “aver avviato il recupero degli oneri di urbanizzazione relativi agli ultimi dieci anni e un progetto per il censimento e recupero idrico integrato, tramite l’utilizzo di personale e tecnici interni coadiuvati da un esperto esterno. Sempre riducendo al minimo gli esborsi per l’ente”. E non è tutto, poiché il Comune di Briatico ha incassato il sì ad alcuni importantissimi finanziamenti: 350mila euro per la ristrutturazione della scuola materna di S. Costantino; 150mila euro per le strade interpoderali, 84mila euro per l’acquisto di uno scuolabus e 46mila euro da utilizzare per l’acquisto di beni e servizi utili al plesso scolastico di Briatico. L’appuntamento con il consiglio comunale è invece fissato per il prossimo  28 settembre, alle 18,00, quando l’amministrazione comunale targata Prestia sarà chiamata a discutere e deliberare sul riequilibrio di bilancio, l’elezione del vice-presidente del consiglio comunale e l’approvazione della nuova toponomastica di strade e piazze del comune.

Franco Vallone

18 settembre 2011

Lettere. Il Comune di Briatico e il dissesto finanziario


Caro fajettu;
E’ ormai di dominio pubblico, la notizia che l’ufficio finanziario del Comune di Briatico, ha i documenti pronti per dichiarare il dissesto finanziario. Qualcuno lo vanta come un atto di salvezza da questa situazione attuale, io preoccupato innanzi tutto della parola stessa “Dissesto”, ho iniziato a chiedere chiarimenti qua e la, e così mi sono accorto che non si sono resi conto a cosa si va incontro.
Ti spiego meglio:  mi sono informato tra i rimasti consiglieri ed assessori in carica, ed mi hanno fatto capire che sarebbe l’unico modo per risanare le casse del Comune, con i fondi dello stato, che prenderebbe in carica tutti i debiti che abbiamo accumulato in questi anni, in pochi mesi.
Non convinto ho chiesto chiarimenti  alla parte politica avversaria, i quali negano, in primis la possibilità di attuare lo stesso poiché sostengono che i nostri amministratori stanno confondendo i debiti che abbiamo maturato dai mutui a lungo termine con i debiti che facciamo per la regolare amministrazione , o meglio ignorano il fatto che il nostro Comune è fortemente indebitato, e li colpevolizzano per le mancate entrate dei tributi.  
Da internet si evince che si ha dissesto finanziario, quando il Comune non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi definiti indispensabili e quando nei confronti dell’Ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del ripristino del riequilibrio di bilancio né con lo strumento del debito fuori bilancio.
Ammesso che sia vero che siamo in questo stato, io credo che questa sia la rovina per la povera gente che ha sempre pagato le tasse comunali, perché ancora internet dice che è vero che il risanamento verrà dalle casse dello stato, ma con un mutuo ventennale che noi dovremmo pagare noi con i tributi tra l’altro raddoppiati.
Riporto cosa ho letto
“La normativa sul risanamento finanziario prevede la sospensione della decorrenza degli interessi sui debiti ed il blocco delle azioni esecutive. La possibilità di poter accedere ad un mutuo ventennale a carico dello Stato”
ed ancora
 “tutti gli Enti Locali che dichiarano il dissesto, debbono provvedere con risorse finanziarie proprie”  
“L’Ente Locale, una volta attivata la procedura del dissesto finanziario è obbligato come previsto dall’art. 251 del T.U. Enti Locali ad adeguare le imposte, le tasse locali, le aliquote e le tariffe di base nella misura massima consentita dalla legge”
Redatto da L’art. 244 del testo Unico 267 del 2000       
Ti prego di volerlo pubblicare in modo che chi più esperto di noi ci dia le giuste delucidazioni, coloro che lo vogliono attuare ci ripensino altre tre milioni di volte, ed infine che la gente sappia a cosa stiamo andando incontro e come abbiamo fatto ad arrivarci.
Mille grazie
Un cittadino stupido che paga è ha sempre pagato tutto.
P. S. Speriamo almeno di avere qualche risposta.


angelo larosa <donnie69it@yahoo.it>

17 settembre 2011

La mattanza nel Vibonese dove a sparare non è solo la mafia

di Pietro Comito
Uomo ucciso a 51 anni il 23 luglio 2011 nel vibonese.
VIBO VALENTIA Morti di mafia. Morti senza mafia. Morto seppellito in una tomba. Morto che ancora una tomba l’aspetta. Morto che in una tomba ha solo una scapola. Morto crivellato nel fuoco incrociato di kalashnikov, lupare e pistole. Morto con un solo buco in fronte. Morto per due colpi di fucile alle spalle. Morto per una pistolata al cuore. Dato in pasto ai cinghiali, gettato in un dirupo o fatto sparire sotto terra. Morto per la terra, morto per un cavallo. Ucciso sulla terra e ucciso sulla strada. Fatto inginocchiare e decapitato con due botte di fucile a canne mozze per una parola non detta. Legato e bruciato vivo per una parola scritta in chat. Ucciso come il fratello. Ucciso assieme al fratello. Ucciso assieme ai quattro figli. Ucciso davanti alle due figlie. Giustiziato a sangue freddo sotto casa dopo una scazzottata. Giustiziato dopo una scazzottata e poi carbonizzato in macchina. Soffocata in una rapina finita male. Rapita, sparata, nascosta e carbonizzata per quegli amanti di troppo. Dissanguato da un taglio alla gola perché sessualmente perverso. Accoltellato a morte dal sangue del suo sangue perché violento come un animale...
Storie, a memoria, che hanno nomi, cognomi e date. Un rosario che non ha fine. Non è più uno stillicidio, ma una mattanza. Per chi vuol vederla per ciò che è. Cronache solo a volte legate da un sottile filo rosso sangue, il più delle volte storie a sé. E non sono solo storie di ’ndrangheta. Sono storie dal Vibonese, dove per un assassino arrestato altri cinque restano a piede libero. Storie dal Vibonese, dove in Procura la carta è finita. E ammesso che ci fosse ci vorrebbe il toner per stampare. Ma pure il toner è finito. E ammesso che ci fosse il toner ci vorrebbe una stampante, perché quella che c’era, vecchia di dieci anni, è fusa. Già, anche il computer, nelle sezioni di pg, s’è fuso.
Storie dal Vibonese, dove la densità criminale non è quella che c’è ad Aosta e Belluno, ma il numero di poliziotti e carabinieri è uguale (o forse addirittura inferiore) che ad Aosta o Belluno. Perché la ripartizione non avviene sulla scorta degli indicatori sulla densità criminale, ma sul numero degli abitanti. Storie dal Vibonese dove la fenomenologia criminale è un problema che investe solo gli organi dello Stato, i cui rappresentanti a volte sono sì all’altezza ed altre volte no. E riguarda poco la Chiesa, pochissimo la società civile, quasi per nulla la scuola, per niente la politica. Storie dal Vibonese dove un morto ammazzato è solo un altro morto ammazzato. Una locandina davanti all’edicola, un articolo sul giornale, un dato che aggiorna la statistica.

fonte articolo: Calabria Ora (17 settembre 2011, p.7)

16 settembre 2011

Il vibonese Giacomo Francica, medaglia d'oro al Campionato Regionale di Karate, vola verso il Campionato Italiano che si svolgerà a Roma


L'allievo Giacomo Francica con il maestro Antonio Francioso

Ancora un successo di quelli grandi per la palestra - scuola Asd Francioso Karate che opera presso il Palazzetto dello sport di Vibo Marina, diretta dal Maestro Antonio Francioso, al Campionato Regionale di Karate Kumitè, svoltasi domenica 11 settembre a Villa San Giovanni, presso il palazzetto dello sport della città dello Stretto. Tra i numerosi partecipanti in gara l'atleta Giacomo Francica di Porto Salvo di Vibo Valentia, 16 anni, facente parte alla categoria 61 kg, ha conseguito il primo posto, vincendo la medaglia d'oro della sua categoria e conseguentemente si è qualificato al Campionato Italiano che si svolgerà a Roma il 24 e 25 settembre. “Giacomo Francica è un atleta maturo - ha commentato Antonio Francioso - un ragazzo che opera alle Marinate con serietà e impegno sin dal 2006, che si è sempre distinto per spirito di squadra”. Le gare di Kata e Kumite che si sono svolte in questi anni a Villa San Giovanni, per gli annuali campionati regionali, hanno permesso di avvicinare questo sport ad un pubblico sempre più vasto. La filosofia del Karate impone di migliorarsi continuamente per ricercare la massima padronanza tecnica e mentale, così da raggiungere equilibrio interiore, stabilità e consapevolezza, ricordiamo che il Kumitè e il Kata sono, assieme al Kihon, sono le tre componenti fondamentali dell'allenamento nello stesso karatè. Il termine giapponese do kumitè viene tradotto con la parola combattimento. Per Kumitè si intende l'incontrarsi con le mani: nel confronto reale come in quello di palestra è necessario un avversario. Lo scopo del vero combattimento è quello di abbattere l'avversario, quello del Kumitè è la crescita reciproca dei praticanti. Il Kata è, invece, un succedersi di tecniche di parata e attacco prestabilite contro più avversari immaginari e forme. Nell'esecuzione dell'esercizio riveste grande importanza proprio la qualità formale delle singole tecniche, delle posizioni e degli spostamenti. Il Kata è un vero combattimento, seppur codificato, quindi deve esprimere efficacia, sia dal punto di vista tecnico che strategico. 

Franco Vallone

Briatico: sorpreso a passeggiare in cortile nonostante fosse ai domiciliari

Un uomo di 49 anni Domenico Franzè, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari a Briatico ma residente a Cessaniti, è stato trovato dai carabinieri della locale stazione, diretti dal maresciallo Antonio Alaia, a spasso al piano terra del condominio del palazzo. Quando i militari dell'Arma sono andati per un controllo presso il condominio dove abita l'uomo, lo hanno trovato tranquillamente a spasso, intento a godersi un po' di aria fresca. I militari, data la situazione, hanno provveduto immediatamente a chiarire a Franzè che per domicilio non si potevano intendere tutte le pertinenze del palazzo in cui risiede, ma solo le mura domestiche. Un concetto che, seppure l'uomo avrebbe dovuto avere ben chiaro da tempo, al fine di essere sicuri che non ci potessero essere fraintendimenti, ha fatto scattare l'arresto con l'accusa di evasione. Reato di cui dovrà rispondere davanti al Tribunale di Vibo Valentia.

fonte: http://www.cn24.tv/news/32068/vibo-sorpreso-a-passeggiare-in-cortile-nonostante-fosse-ai-domiciliari.html

BRIATICO: CARABINIERI, SORVEGLIATO SPECIALE SORPRESO UBRIACO E A LITIGARE CON PREGIUDICATO


(AGENPARL) - Vibo Valentia, 14 set - Come sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno Giuseppe Morello, cittadino briaticese dell’81, aveva l’imposizione di rientrare nella propria abitazione entro le 21 di ogni sera, ma quando gli uomini della Stazione Carabinieri di Briatico sono andati a controllarlo pochi minuti dopo le 9 di sera, invece di trovarlo tranquillamente seduto davanti alla televisione, lo hanno notato a poca distanza dalla sua abitazione, completamente ubriaco ed intento a litigare con un altro pregiudicato del luogo.
I militari della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia hanno quindi provveduto prima di tutto a riportare la calma tra gli animi dei due, per evitare che la discussione degenerasse in una vera e propria rissa, e poi, una volta ristabilita la serenità, hanno ammanettato il Morello arrestandolo con l’accusa di violazione delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno.
Così l’uomo, ben noto alle forze dell’ordine, ha avuto la possibilità di smaltire la sbornia dai propri arresti domiciliari in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.
Il territorio ed i soggetti sottoposti a misure restrittive sono costantemente monitorati e controllati dagli uomini della Benemerita che, nelle ultime settimane, hanno moltiplicato i propri sforzi per evitare che qualcuno di loro, credendosi più furbo degli altri, possa violare gli obblighi impostigli.

14 settembre 2011

Fuga dal Comune, lasciano tre consiglieri della maggioranza



BRIATICO La politica briaticese è di nuovo a un bivio. Agosto è stato di certo un mese caldissimo per gli amministratori, visto che anche la squadra guidata dal sindaco Francesco Prestia, che lo scorso inverno era già rimasta priva di antagonisti, per l'uscita di scena della minoranza, ha perso altri tre consiglieri, che hanno rassegnato le proprie dimissioni.
Ultimo a dimettersi, giorno 22 agosto, è stato il presidente del Consiglio comunale Carlo Staropoli, che ha seguito l'esempio del suo vice Nicola Anile (dimessosi qualche settimana prima), dell'assessore al turismo Vincenzo Savino e del consigliere Gianfranco Bulzomato, usciti di scena l'11 agosto.
Nonostante il maroso giunto proprio in piena estate, Prestia è rimasto fermo al timone, riuscendo in qualche modo a mantenere la rotta e rimpiazzando i dimissionari sugli scranni del Consiglio con i primi dei non eletti della sua lista "Briatico rinnoviamo la nostra città".
Durante gli ultimi Consigli comunali, tenutisi il 22 e 31 di agosto, i nove consiglieri rimasti dei 17 eletti alle passate elezioni hanno dovuto sostituire i tre membri dimissionari della maggioranza. Staropoli è stato così sostituito da Pietro Cascasi. Michele Mazzitelli ha preso invece il posto del consigliere Bulzomato (visto che Salvatore Bagnato ha rinunciato) e infine Savino è stato sostituito da Francesco Marlerba.
Subito dopo la convalida dell'elezione dei tre nuovi consiglieri, passate all'unanimità, si è dovuto procedere all'elezione del presidente del Consiglio, lasciato vacante da Staropoli e privo di un vice, vista la precedente defezione di Anile. Per questa carica è stato scelto scelto il consigliere Mirko Nicolino.
Dopo questo turnover obbligato, il nuovo gruppo alla guida del Comune di Briatico è quindi costituito dal sindaco Francesco Prestia, dai consiglieri Massimo La Gamba, Gennaro Melluso, Domenico Marzano, Milena Grillo, Graziano Spasaro, Mirko Nicolino, Sergio Bagnato, Antonio Ventrice, Francesco Malerba, Michele Mazzitelli e Pietro Cascasi.
Rimane ora vacante l'assessorato al turismo che sarà attribuito quanto prima dal sindaco. (f.b.)

11 settembre 2011

11 settembre 10 anni


Il momento del secondo impatto


REPORTAGE DA NEW YORK, pochi giorni dopo l'11 settembre 2001
Si parte dall’aeroporto di Lamezia Terme, il clima nell’aerostazione è abbastanza tranquillo, polizia, carabinieri e uomini della guardia di finanza vigilano con competenza.
Il problema si fa notare dopo le procedure di “chek in” quando dobbiamo passare il controllo di sicurezza dell’imbarco: notiamo subito che le divise degli operatori addetti non sono quelle familiari di carabinieri, polizia o guardia di finanza. Sono anonime e non trasmettono certo serenità i gesti poco sicuri e poco convincenti degli operatori del servizio. Le modalità di sorveglianza e di analisi del bagaglio a mano lasciano a desiderare. Questi signori lasciano trasparire una certa incapacità nel gestire il particolare momento che richiederebbe invece una notevole professionalità. Un vecchietto viene fatto passare e ripassare nella zona raggi X: ha in tasca una forbicina per le unghie. Gli dicono che deve lasciare le forbicine ad un parente. Il vecchietto entra in crisi, dice di non avere un parente in aeroporto, poi, poco più tardi, un parente, forse nominato tale sul campo, esce fuori e ritira la piccolissima forbice. Gli agenti ritornano indietro dalla zona bagagli con due bidoni d’olio di Calabria. L’olio di Calabria è un ottimo prodotto tipico ma può diventare pericoloso a bordo di un aereo. Arriva il momento del nostro controllo personale. Un controllo molto blando al nostro bagaglio a mano e siamo già a bordo dell’aereo diretti a New York via Roma, coscienti di poter portare tranquillamente a bordo decine di taglienti lame di taglierini dentro l’agenda personale proprio dietro il supporto della rilegatura ad anelli. Speriamo in un controllo più efficiente a Roma. A Roma il controllo è molto più serio, metal detector, cani antitutto, carabinieri, guardia di finanza e polizia in assetto antiterrorismo, controlli a documenti e persone, molto rigidi. Ci imbarchiamo per New York, il viaggio è tranquillo e l’Alitalia fa di tutto per rendere gradevole la permanenza a bordo con abbondanti e ripetuti pasti e beveraggi vari, un servizio ottimo.
Arrivati a New York notiamo decine di agenti speciali che sorvegliano un aereo arrivato sulla pista poco prima e subito apprendiamo che l’America ha attaccato l’Afghanistan proprio mentre noi volavamo sull’Oceano Atlantico. La città di New York è stranamente vuota ed è irriconoscibile: i ponti levatoi alzati, barriere protettive dappertutto, barricate di sacchi di sabbia, agenti e camion della polizia a non finire. Le strade verso l’interland sono invece stranamente invase di un traffico anomalo. In rientro centinaia le auto con piccole e grandi bandiere americane sventolanti e svettanti in bellavista. Sembra la vittoria di una partita di football invece si vuole solo evidenziare l’orgoglio americano sempre presente in questi casi. Nei primi minuti dopo l’attacco, ci riferiscono, sono scattate eccezionali misure di sicurezza attorno ai palazzi federali di Downtown secondo un piano messo a punto da Rudolph Giuliani e da Kerik, capo della polizia di New York. È sera quando rientriamo in albergo al Ramada di New Rochelle. La gente del posto cerca di non far trasparire il nervosismo, ripete continuamente che non c’è niente da aver paura, ma la paura traspare da sola.
Passano le ore, i luoghi sono sempre più spogli di gente, due i gradi di temperatura che gelano le strade rese ancor più surreali dalla fredda luce dei lampioni. Molti turisti italiani sorpresi da questo vero e proprio stato di guerra mostrano chiaramente i segni classici di un nervosismo e l’ansia da terrorismo si trasforma, a poco a poco, in un vero e proprio attacco di panico. La situazione non è affatto tranquilla. Alcuni colleghi giornalisti ci dicono che con il buio c’è il rischio reale di un attentato terroristico su New York. Arriva una notte lunghissima, tutti davanti al televisore dall’una di notte un no stop fino alle 5 del mattino, tutti i media a spiegare nei minimi particolari gli attacchi appena effettuati. Al mattino ancora molto freddo, gli italo – americani hanno ultimato i preparativi per la parata del Columbus Day. Si parla di una revoca per motivi di sicurezza della manifestazione. I timori di possibili nuovi attentati non hanno frenato la Columbus citizens foundation che promuove l’evento newyorchese. Si entra tutti in cattedrale Saint Patrick, fuori continua a fare freddo, tra i banchi affollati di bersaglieri italiani di Pescara, la banda della guardia di finanza, amici calabresi emigrati a New York, il console italiano a New York, Peter Vallone, il giornalista di Rai International Giuseppe Guglielmo, calabrese di Belmonte. Passiamo i servizi di sicurezza e incontriamo Hilary Clinton per un breve dialogo. Attorno Rudolph Giuliani e tanti amministratori della città, accanto a noi tanti volti noti della Calabria in America, in testa Dominic Procopio, presidente di Calabria Society di New Rochelle che ha curato lo spazio dedicato ai bersaglieri di Pescara ed ha organizzato un commovente concerto, presso New Rochelle, della banda della Guardia di Finanza. Il requiem di Verdi è stato dedicato alle vittime delle Torri Gemelle, le twin towers distrutte dai terroristi. Al Columbus la parata in onore degli eroi di New York, le bellissime autopompe del Fire Department hanno aperto il lungo corteo per ricordare i 350 pompieri morti al World Trade Center dopo che hanno contribuito a salvare più di 20.000 persone, e poi la banda della guardia di finanza diretta dal capitano Gino Bergamini. Chiuse al traffico Duane Street, Elk Street e Broadway. Il quartier generale di Fbi a New York chiuso al traffico così anche la zona dei tribunali federali. Guardiamo con il naso in aria i grattacieli notiamo un grosso aereo che passa poco più sopra, non è affatto vero che gli aerei non possono passare sopra Manhattan. Il freddo diventa sempre più pungente mentre sfiliamo con le bandiere americane al vento gelido, quest’anno al Columbus superano quelle italiane, la gente ha paura, ha freddo, sente il peso della guerra in agguato. New York non sembra più la stessa è pervasa da un silenzio irreale, una quiete che non è affatto naturale per questa Metropoli che è abituata a vivere giorno e notte. La festa degli italo – americani diventa una parata surreale, ci sono 41000 poliziotti infreddoliti che piantonano ogni via, ogni punto del Columbus, 4500 soldati della Guardia Nazionale sono arrivati a dare man forte ai colleghi, gli agenti Fbi sono riconoscibili in borghese come i poliziotti in divisa. Il Columbus Day di quest’anno è il primo appuntamento nelle strade di Manhattan dopo i seimila morti delle torri. Alle 14.30 arriviamo a Central Park, tutti spariscono, la Quinta Strada appare vuota e surreale come mai, tutti fuori dalla città. Seguiamo i Bersaglieri dentro il pullman che li riporta a New Rochelle da Domenico Procopio per il pranzo presso “Mamma Francesca”, italian restaurant di Nik Di Costanzo. Consegniamo i volumi “ItaliAmerica, il viaggio sul mare grande come il cielo” pubblicato in questi giorni in Calabria dalla casa editrice La Mongolfiera di Doria di Cassano Ionio.
Purtroppo il viaggio non può continuare, bisogna rientrare perché si parla di chiusura dello spazio aereo su New York, di chiusura del JFK, chiusura di tutti i voli, pericolo per il pulviscolo di amianto che si è sprigionato dalle Twin Towers, pericolo per un possibile attacco batteriologico, allarme carbonchio polmonare… Saltano alcune iniziative del programma Italian Heritage and Cultural Month in programma fino al 14 ottobre, la dottoressa Sandy Auriti della Mondatori Usa aveva creato e organizzato una serie di eventi culturali veramente interessanti. La presentazione del volume sull’emigrazione di Franco Vallone alla Pace University, la presentazione dello spettacolo teatrale Bastimenti di Cataldo Perri, le conferenze della giornalista del Quotidiano Gabriella Capparelli e dell’editore Giovanni Spedicati… Tutto non si potrà fare, molti rientrano, altri non arrivano. A pranzo si parla di un imminente arrivo del presidente della Regione Calabria Chiaravalloti e del dirigente regionale all’emigrazione Simonetti. Poco più tardi l’annuncio della loro assenza. La partenza incerta per gli eventi che si accavallano uno dietro l’altro, al banco Alitalia un certo signor Petrillo, direttore di scalo Alitalia al JFK di New York, con tutto quello che sta succedendo si permette pure di chiedere una penale di cento dollari a testa agli italiani che intendono partire per l’Italia in anticipo rispetto al piano di viaggio previsto. Paghiamo al signor Petrillo la penale. Appena a Roma protesteremo vivacemente con la direzione Alitalia per il comportamento poco corretto e per la poca umana comprensione del loro funzionario a New York.
Prima di imbarcarci il servizio di sicurezza americano ci analizza, persone e bagagli, centimetro per centimetro. E’ bello sentire questo tipo di attenzione per la nostra sicurezza. Viene anche sfregato uno speciale sensore ai manici del bagaglio a mano, alle zip delle tasche delle borse. I sensori vengono poi analizzati in tempo reale per “vedere se siamo puliti”. Ok ci segnala l’agente specializzato, possiamo proseguire. Pensiamo per un attimo alle guardie giurate piazzate all’aeroporto di Lamezia Terme. Un poco di differenza c’è! Ci sentiamo più tranquilli nel viaggio di ritorno. Il 747 Alitalia ritorna in patria con molti posti liberi. Ci si può anche sdraiare su intere file di poltrone. È sera, si decolla, e dall’alto la New York di sempre, illuminata di colori, ci appare più bella. Il suo silenzio, il suo malumore, le sue ferite, i suoi graffi da quassù non si vedono proprio.


Franco Vallone

09 settembre 2011

Briatico assaltata dagli aspiranti gieffini

di Davide Accorinti

BRIATICO (VV) Selezioni ufficiali del Grande Fratello 2012: come partecipare? Parlarne potrebbe sembrare un po’ prematuro, ma come ogni anno le richieste sono state decine e decine di migliaia in tutta Italia. Dopo il successo delle prime selezioni itineranti, sono ripartiti gli open cast della dodicesima edizione del reality. Per la prima volta i provini per partecipare al programma di Alessia Marcuzzi sono sbarcati a Briatico, in provincia di Vibo Valentia, nella cornice dell’hotel “Baia della Rocchetta”, dove una giornata calda e afosa ha accolto un centinaio di aspiranti gieffini provenienti da varie parti della regione. Il solito “giro” di provini - molti dei quali si sono rivelati dei veri e propri show comici destinati a deliziare il più curioso pubblico di “Mai dire Grande Fratello” dell’intramontabile Gialappa’s - come sempre è partito in largo anticipo rispetto all’inizio della trasmissione. Sicuramente gli aspiranti concorrenti cercheranno di colpire in tutti i modi l'attenzione di quanti sono stati chiamati a giudicarli, perché, nonostante le puntuali critiche, il Grande Fratello si attesta come un programma che attira a sé tantissime persone di ogni età e posizione sociale. Ad esempio, durante la giornata di ieri hanno “sfilato” diverse personalità. Crestati, tatuati, belle ragazze, coatti di periferia, giovani, meno giovani e pure qualche anziano. Per la maggior parte di loro è stata la curiosità a spingerli a partecipare, senza, in realtà, pretendere nulla di più che un diverso ed originale pomeriggio di divertimento. Per altri, i più “affamati” di visibilità e notorietà, il casting di ieri è parso proprio come un’occasione per tentare l’avventura nel mondo dello spettacolo. Maria Rosaria, ad esempio, ventunenne neo stilista vibonese, ci ha confidato che il suo unico obiettivo è quello di «provare un’esperienza diversa», sperando che magari il suo talento artistico «venga conosciuto e riconosciuto». Per Andrea, invece, neo laureato in Scienze motorie, la motivazione più grande è data dal premio finale - che, dice, gli permetterebbe di «aprire una palestra propria» - insieme al desiderio di sapere cosa si prova ad essere “spiato” in qualsiasi ora del giorno da milioni di telespettatori. «Se poi - ammette - tra nomination, prove settimanali e chiacchierate nascerà anche un flirt ancora meglio, al Gf ci sono sempre state delle belle ragazze». Tra i vari aspiranti, poi, abbiamo incontrato gente anche di fuori regione che, trovandosi in villeggiatura nello stesso hotel che sta ospitando la selezione, ha preso al volo il richiamo mediatico dell’avvenimento. E’ questo il caso di Eugenio di Napoli che, infiltratosi tra i più giovani, ha partecipato al provino da sessanta-quattrenne, convinto pure di poter- cela fare. «Vuliss’ a Maronn» ci ha detto sorridendo con una tipica esclamazione partenopea prima di concedersi all’intervista “blindata” degli organizzatori del reality. D’al- tra parte la macchina mediatica del- la Endemol, come da tradizione, punta sostanzialmente ad arricchire il programma di personaggi strani, offrendo molteplici possibilità di concorrere per un posto nella casa più famosa d’Italia non solo tramite selezioni da casting, ma an- che in altri modi. A leggere quanto scritto sul sito ufficiale, quest’anno «sarà possibile tentare la fortuna addirittura non muovendosi da casa». Basterà infatti inviare un video per guadagnarsi una chance di essere “provinati” e sperare poi di conoscere la Marcuzzi, Signorini e tutta la carovana artistica dello show più seguito, amato, discusso e odiato d’Italia. Che poi si vada incontro al successo o ad un vero e proprio flop poco importa, per tre mesi di fama va bene anche questo.

fonte: CalabriaOra (9 settembre 2011, p31)

04 settembre 2011

Briatico. Il Montelapa brucia

Vittorio Sgarbi e la “Cipolla rossa dolce di Tropea” di San Leo di Briatico


Francesco Melograna e Vittorio Sgarbi

Briatico - Adesso, dopo la 'Nduja di Spilinga e il pecorino di Monte Poro, Vittorio Sgarbi sceglie direttamente sul campo altri prodotti tipici calabresi: è la volta della Cipolla rossa e dolce e i peperoncini piccanti di San Leo di Briatico, ed oramai, più che il cofano della sua auto, serve un grande furgone per poter trasportare tutte queste prelibatezze rappresentanti il meglio della Calabria e la calabresità del gusto. Una visita veloce a Briatico e San Leo quella di Vittorio sgarbi che ha visto il noto critico d'arte e personaggio televisivo alle prese con la particolare “Cipolla rossa e dolce di Tropea” che si produce a San Leo di Briatico presso l'azienda agricola di Francesco Melograna. É lo stesso Francesco, con la moglie Tina Mandaradoni ed un esperto agronomo, ad illustrare a Sgarbi le proprietà e le caratteristiche di una cipolla veramente dolcissima che viene prodotta nell'area di Briatico, a San Leo, San Costantino, Potenzoni e Zambrone, cipolla che anticamente veniva trasportata con i carri agricoli, prima alla stazione ferroviaria di Briatico, portata a Tropea nelle caratteristiche ceste, poi stoccata in magazzino, etichettata “Cipolla di Tropea”, perché stazione di partenza e da questa inviata, con il treno e successivamente con le navi, letteralmente in tutto il mondo. Ma ecco i particolari: Vittorio Sgarbi verso le 14.30 di qualche giorno fa ha fatto sosta a Briatico per un crema caffè presso il bar della stazione di servizio Agip di Salvatore Bagnato, una foto con i presenti, un complimento alla bellezza di Silvia, la barista di Paradisoni, uno sguardo di ammirazione all'antica villa dei marchesi Bisogni situata proprio di fronte alla stazione di servizio e poi, subito dopo, l' assaggio, direttamente sul campo, della cipolla di San Leo prodotta dai Melograna. Sgarbi ha voluto scegliere personalmente una cipolla, poi, aperta a metà, ha estratto il “cuore”, la parte centrale più tenera, e l'ha mangiata trovandola dolcissima, e commentando subito dopo: “questa cipolla è un vero dolce”. Alla vista di questo gesto qualcuno dei presenti ha storto il naso ed  ha sottolineato il fatto che l'assaggio poteva portare a dei... piccoli problemi per i successivi incontri, previsti da li a poco, ma lui ha continuato nell'assaggio, ricevendo anche un bacio da una delle ragazze presenti a dimostrazione che la cipolla rossa, dolce e di Tropea (di San Leo) non provoca problemi di alcun tipo nelle relazioni interpersonali e ravvicinate... Alla fine del simpatico incontro, quattro cassette di cipolla ed un chilo di peperoncini piccanti, definiti afrodisiaci dai proprietari della stessa azienda Melograna di San Leo, da portare a casa, a Roma, e con la promessa di  Vittorio Sgarbi di un sicuro ritorno a San Leo per un altro annuale dolcissimo e piccantissimo approvvigionamento.

Franco Vallone

Briatico: bambino vola dalla finestra - illeso, la gente grida al miracolo e pensa a Santa Rosa e Natuzza Evolo


Dopo il pauroso volo dalla finestra B. sta bene e la comunità pensa all'intercessione di Santa Rosa e Natuzza Evolo che proprio quel giorno venivano celebrate


Il luogo dove il bambino è precipitato


B.C. il bambino  di quattro anni di Briatico volato dalla finestra della sua abitazione il 23 agosto scorso, poco dopo le 18.00, adesso gioca tranquillo per le strade del suo paese. Appena qualche giorno fa un pauroso volo dalla finestra di casa e la caduta sull'asfalto della strada sottostante, in via Garibadi. Un volo nel vuoto per circa sei lunghi metri che poteva essere davvero letale per il piccolo B.. Adesso, ad una settimana di distanza, la comunità di Briatico, paese del vibonese sulla Costa degli dei, elabora a freddo l'accaduto e i fatti, vede il bambino, percepisce, pensa e grida al miracolo perché il piccolo B.C. non ha riportato nemmeno un graffio, niente sangue, niente lesioni interne o esterne, niente fratture ossee. Il bambino, come si ricorderà, dopo la caduta era stato prontamente soccorso dallo stesso padre, portato prima all'ospedale di Tropea e successivamente trasportato un autoambulanza al nosocomio di Vibo Valentia per esami più approfonditi, per ecografie e tomografie assiali computerizzate, per una serie di consulenze ortopediche, chirurgiche e neurologiche. All'inizio si era pensato al peggio, ad un forte trauma toracico-addominale anche con qualche sospetta frattura . Il primo bollettino medico, la stessa sera dell'incidente, era abbastanza inquietante: “il bambino – avevano spiegato i sanitari – ha avuto una brutta caduta, ma è vigile e cosciente. Apparentemente non mostra una grave sintomatologia e questo, al momento, lascia sperare che non abbia riportato nulla di grave”. Quarantotto ore dopo il piccolo B.C. era con i suoi genitori, con il suo fratellino maggiore, tra gli affetti più cari di amici e parenti, a casa e in giro per le strade di Briatico, a giocare e passeggiare, come prima, come sempre. Una brutta avventura, un brutto ricordo da dimenticare al più presto. Ritornando a quello che oggi si sente raccontare dalla gente di Briatico, quella sera, intorno alle 18.00, a quella stessa ora della caduta, nella vicina Paravati si stava celebrando una messa per l'anniversario della nascita di Natuzza Evolo, che proprio quel giorno avrebbe compiuto 87 anni, una coincidenza forse, una serie di coincidenze troppo evidenti, di riferimenti cronologici che nelle dinamiche della lettura del sacro e della religiosità popolare sono segni importanti che vengono interpretati dalla gente come un filo rosso che comunica con il mondo del divino, segni che devono essere associati con altri segni, analizzati, letti e interpretati dalla gente comune che percepisce tempi e modi. A questo legame non casuale, tra fatto accaduto e la figura della mistica Natuzza Evolo, molti altri associano anche la figura di Santa Rosa. Insistono ancora molti altri Briaticesi, quel martedì, 23 di agosto era dedicato alla festa e al nome di Santa Rosa e la madre del bambino si chiama proprio Rosa: “Santa Rosa e Natuzza sono intervenute, hanno preso dai capelli il piccolo B. e lo hanno poggiato in piedi, sulla strada, dopo il pauroso volo dalla finestra”. Loro ne sono certi. L'altra certezza, questa volta assoluta e reale, è che B. sta bene. 

Franco Vallone    

Pizzo due passi nel caos..


Un’altra estate è passata, certificando lo stato di deriva etico ed urbano in cui oramai versa Pizzo da anni. Come in ogni periodo estivo la cittadina in questione viene presa letteralmente d’assalto da pseudo-turisti, che insieme a gente del posto, si sentono autorizzati a dare libero sfogo ai più intimi e repressi istinti bestiali, in barba alle regole ordinarie della comune e civile convivenza. 
Macchine e moto posteggiate ovunque, in doppia fila e fin dentro l’uscio di abitazioni o negozi, i posti riservati ai portatori di handicap puntualmente occupati dal villano di turno, con le vie principali ridotte  ad un imbuto e trasformate in una corsia unica con senso alternato di marcia. 
Tutto questo mentre si strombazzano i clacson a più non posso a qualunque ora del giorno, con alterchi e risse che diventano una logica conseguenza. Come se quanto sinora descritto non fosse sufficiente, vecchi e nuovi urlatori hanno “gracchiato” a squarcia gola per intere serate ed ogni oltre limite consentito, disturbando, al contrario di nullafacenti di professione, il riposo di anziani, malati e di chi ben conosce il peso delle responsabilità e della fatica.       
A questo punto ci chiediamo: perché le varie ordinanze comunali che dovrebbero ben definire i limiti dei decibel e degli orari, sono state puntualmente disattese? Perché le esigue risorse della Polizia Municipale ed addetti al traffico, sono state dirottate solo in due siti (piazza e zona marina), lasciando letteralmente impazzire un intero paese in una prevedibile bolgia infernale? Perché non si è proceduto a verbalizzare ed a rimuovere coattivamente i veicoli in sosta selvaggia soprattutto lungo la Via Marcello Salomone e l’intero tratto di strada che conduce alla marina e quartiere stazione? Siamo quindi costretti, nostro malgrado, a fare queste considerazioni negative, perché basta allontanarsi pochi chilometri per trovare realtà urbane che riescono a gestire anche il periodo estivo con funzionalità ed intrattenimenti garbati, soddisfacendo le legittime richieste di molti, senza scadere nella volgarità e nel cattivo gusto.
Dicevamo appunto volgarità ed aggiungiamo tracotanza: zone di centro storico letteralmente occupate (abusivamente?) da gestori di bar e altri commercianti, che con sedie, tavoli e cianfrusaglie varie, invadono ogni centimetro libero di pubblica via, impedendo in molti casi il libero passaggio. Per non parlare della centralissima piazza ridotta ad un angusto labirinto con percorso obbligato, per la presenza dei numerosi bar e ambulanti che “muovendosi guerra” tra di loro con sedie, tende e tavolini, obbligano le persone che vorrebbero fruire di un’area teoricamente pedonale ad assistere ad una squallida partita di Risiko! 
C’è qualcuno pertanto che si occupa di fare controlli in tal senso, dando finalmente risposte a decine di esposti caduti stranamente… nel dimenticatoio, o fa più comodo trincerarsi vigliaccamente dietro la segreta speranza che anche per queste situazioni, di cui ben si conosce la competenza, intervenga lo sparuto ma encomiabile drappello di militi della locale stazione Carabinieri? Siamo forse una collettività ostaggio anche delle casse e degli umori di qualche commerciante,  “amico” o potenzialmente… pericoloso per subire un controllo?
E che dire poi dell’incalcolabile numero di animali domestici che nell’ignobile indifferenza dei loro proprietari insozzano con le loro deiezioni intere aree di strada, costringendo le persone a sgradevoli gincane? Non possiamo peraltro non segnalare, soprattutto nei vicoli del centro storico e lontani… da occhi indiscreti, il pullulare di fantomatiche ditte edili che verosimilmente prive anche di autorizzazioni e licenze di base e in barba alla normativa sulla sicurezza, hanno e continuano a deturpare borghi di rara bellezza imbrattando irrimediabilmente larghi tratti di manto stradale, abbandonando puntualmente detriti e materiale di scarto, lasciando per mesi i “lavori in corso”.
Ed in tutto questo quadro poco edificante e per lunghi tratti della stagione, ci hanno fatto da degna cornice un mare che definire sporco è un eufemismo, l’acqua (potabile?) per alcuni giorni giungere a singhiozzo, con l’immancabile fetido olezzo di contenitori e luridi bidoni di spazzatura che stracolmi all’inverosimile, continuano, circondati da una cornice di percolato, ad emanare stomachevoli odori (malgrado l’ennesimo esposto presentato giorni addietro e come sempre caduto nel dimenticatoio…) degno termometro del senso civico che ci appartiene! 
D'altronde, se pur di guadagnare qualche euro in più si diventa anche portavoce del malcelato disagio di alcuni loschi personaggi camuffati anche da commercianti, non ci si deve meravigliare se si accosta il sano divertimento ad orde di barbari “pippati di coca” che si muovono in perfetto stile da “arancia meccanica”, o se i legittimi diritti dei residenti vengono continuamente calpestati in nome di una presunta “movida” degna delle banlieue francesi!


Originale firmato agli atti.

L’Osservatorio per l’Ordine, la Sicurezza Pubblica e la Criminalita.





SEGRETERIA GENERALE PROVINCIALE Via D. Taverna n.2 c/o Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato 89900 VIBO VALENTIA mail:segreteriaugl.poliziavv@virgilio.it

02 settembre 2011

La Favola del Cinema Moderno. Presentazione al Castello Murat di Pizzo



Il Circolo del “Cinema Lanterna Magica” ha organizzato, per domenica 4 Settembre 2011 alle ore 19.00 presso il Castello Murat di Pizzo, la presentazione del libro di Franco Vallone dal titolo "Giuseppe Imineo, l'ultimo cinematografato di Calabria" - Edizioni Adhoc. All'evento culturale denominato “La favola del Cinema Moderno”,  interverranno il Presidente del Circolo del Cinema Lanterna Magica, Antonietta Villella; il Presidente di Nish Spazi Aperti, Ivano Tuselli; l'etno-linguista Michele De Luca e l'attrice Laura Caparrotti. “Giuseppe Imineo-L’ultimo cinematografaro di Calabria” è  un saggio dedicato alla figura di questo personaggio che ha fatto della passione per la cinematografia la sua ragione di vita. Il giornalista Franco Vallone ha raccontato della vita e delle esperienze professionali e umane di Imineo ed ha saputo cogliere in quest’uomo testimonianze importanti di un grande amore per il cinema.

01 settembre 2011

Rifiuti, Vibo e Cosenza "affogano"


«Il terzo termovalorizzatore è una bufala: mancherebbe il combustibile necessario» 
di Giuseppe Lo Re

«La fase critica si sta superando». Che l'ottimismo sia convinto o "per contratto" poco importa: il commissario per l'emergenza ambientale in Calabria, il generale Graziano Melandri, lo ha ripetuto più volte nel corso degli incontri a tamburo battente degli ultimi giorni.
Ieri è stata la volta degli 80 sindaci della provincia di Catanzaro, riuniti in Prefettura per fare il punto della situazione che nel golfo di Squillace è davvero ai limiti del collasso. Stamattina Melandri riceverà invece il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, che nei giorni scorsi aveva chiesto un incontro urgente. Obiettivo dei confronti è monitorare la situazione e intervenire dove possibile per fronteggiare l'emergenza causata da una serie di circostanze concomitanti, a partire dal funzionamento a mezzo servizio della discarica di Catanzaro e dalla mancanza di siti adeguati fra Cosenza e Vibo Valentia. Ed il risultato è che la spazzatura si accumula nelle strade di gran parte della Calabria.
La "mappa" dell'emergenza spazia da nord a sud della regione. E riguarda sia le discariche che le gli impianti di preselezione dei rifiuti, cioè i due perni intorno ai quali ruota tutto il delicato sistema dello smaltimento. Secondo i dati in possesso dell'ufficio del commissario, attualmente nell'intera regione sono funzionanti sette impianti di preselezione dei rifiuti che producono il combustibile per il termovalorizzatore di Gioia Tauro, mentre una parte di scarti viene conferita nelle discariche funzionanti. Entro la fine dell'anno il generale Melandri conta di realizzare altri tre impianti di preselezione, due in provincia di Cosenza (area del Savuto e zona tirrenica) ed uno nel Vibonese (San Calogero); in questo modo, fra l'altro, si dovrebbe consentire al termovalorizzatore di Gioia Tauro di funzionare a pieno regime.
Con la decisione di far utilizzare soltanto al comune di Catanzaro l'impianto di preselezione di Alli si era creata una sorta di preoccupazione nei sindaci degli altri 79 comuni catanzaresi. Ma ieri Melandri, affiancato dal prefetto del capoluogo Antonio Reppucci, ha tranquillizzato i primi cittadini confermando loro che potranno utilizzare le discariche di Crotone e Pianopoli, a un tiro di schioppo da Lamezia Terme. Il "dirottamento" resterà in vigore fino a quando le discariche di Pianopoli e Alli non saranno ampliate, cioè non prima di alcuni mesi.
Se apparentemente non sembrano esserci situazioni di emergenza nella provincia di Reggio le maggiori difficoltà, secondo il quadro tratteggiato da Melandri, si vivono nelle province di Cosenza e Vibo Valentia, dove lo stesso commissario per l'emergenza ambientale ha ammesso che «ci sono stati dei ritardi che contiamo di colmare in tempi brevi in modo da poter tornare alla normalità. Abbiamo in programma – ha aggiunto Melandri – una serie di progetti, per il lungo periodo, che garantiranno a questi due territori una tranquillità definitiva».
Nell'incontro di oggi tra Melandri e il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, quasi sicuramente si parlerà anche della realizzazione di un termovalorizzatore nel territorio bruzio. E anche su questo argomento il commissario per l'emergenza ambientale ha le idee ben chiare. «Pensare a un terzo termovalorizzatore in Calabria – ha tagliato corto Melandri – è una bufala colossale perché non ci sarebbe il combustibile per farlo funzionare. A mio avviso, piuttosto, non bisognava fare il raddoppio dell'impianto di Gioia Tauro, che sarà ultimato nei prossimi mesi; sarebbe servito di più realizzare il secondo termovalorizzatore nel cosentino così come era stato pensato inizialmente». I giochi sono fatti? A Cosenza il dibattito è accesissimo e sulla questione non si è ancora espressa la Regione.
Tornando a Catanzaro, al termine dell'incontro di ieri il sindaco Michele Traversa ha ribadito che la "corsia preferenziale" riservata a Catanzaro per il conferimento dei rifiuti nella discarica di Alli consentirà di tornare alla normalità nel giro di alcuni giorni. In queste ore i mezzi dell'Aimeri (la società privata che cura la raccolta degli rsu) stanno ripristinando i normali giri per la raccolta, forzatamente rivoluzionati nei giorni precedenti a causa dell'allungamento dei tempi per lo smaltimento in discarica causata dalla presenza di lunghissime file di autocompattatori provenienti dall'intera provincia. Traversa, ieri, si è anche confrontato con Francesco Pugliano, «al quale – si legge in una nota – ha rap presentato le esigenze dei piccoli Comuni in relazione ai maggiori costi che stanno sopportando per conferire i rifiuti a Crotone ed a Pianopoli». Il sindaco di Catanzaro ha anche chiesto a Pugliano rassicurazioni sui bonus di fine anno per la raccolta differenziata, tenendo conto della particolare situazione di emergenza determinata dal blocco del conferimento di plastica, vetro, carta e umido nell'impianto di Alli.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails