31 agosto 2011

Lastre di Eternit abbandonati a Triparni



Ancora emergenza rifiuti, ancora cattivi odori che le nostre narici sono costrette a sentire! L’emergenza, se ancora possiamo chiamare così una cosa che dura ormai da troppo tempo, non è stata risolta e non si vedono progetti validi dell’amministrazione comunale e dell’assessore Pietro Comito all’orizzonte che ci facciano sperare un giorno di poter vedere le nostre strade sgombre dalla spazzatura.
Ma quando, alla noncuranza degli amministratori, si aggiunge l’inciviltà di alcuni cittadini allora la cosa diventa pericolosa, e quello che l’emergenza rifiuti si trasforma in emergenza sanitaria. È il caso della frazione di Triparni dove nella notte ignoti hanno scaricato varie lastre di Eternit vicino ai cassonetti che sono  sulla provinciale per Porto Salvo. In questo caso quindi sono rifiuti altamente inquinanti e tossici a giacere da qualche giorno ai bordi della strada, all’inizio del paese e vicino a parecchie abitazioni.
Sappiamo tutti quali sono gli effetti dell’eternit e dell’amianto presente in queste lastre sulla salute dell’uomo. Cancro ai polmoni, questa la sentenza per chi respira queste sostanze che si depositano nei polmoni e che possono rimanere inattive per anni per poi provocare il tumore. Anche una sola particella inalata può condannare un uomo ad ammalarsi ed in molti casi portarlo alla morte. Non prima di aver attraversato un lungo calvario di sofferenze.
Perché allora prendersela con l’amministrazione e non solamente con l’inciviltà e l’ignoranza di chi ha scaricato questi materiali? Noi del PdCI di Vibo Valentia ricordiamo bene il censimento di qualche mese fa delle coperture in eternit presenti nel territorio comunale. Allora avevamo anche accolto bene questa iniziativa, pensando che non si sarebbe ridotta solo alla consegna di un modulo di autocertificazione! Pensavamo che squadre di tecnici avrebbero invaso il territorio comunale per verificare chi effettivamente avesse censito le coperture in amianto e chi invece no. A quest’ora si sarebbe saputo chi pur avendo dichiarato di avere eternit sui tetti adesso non ce l’aveva più (quindi nel frattempo li aveva tolti illegalmente e senza criterio) oppure chi non aveva dichiarato niente sperando di potersene così liberare senza farlo sapere a nessuno!
Avevamo già immaginato le multe a chi non aveva rispettato le regole, tentando di fare il “furbo” e gli incentivi per lo smaltimento dati a chi aveva consegnato il modulo per il censimento agli uffici comunali magari proprio con la speranza di venir aiutato economicamente a smaltire questi materiali cancerogeni.
La gente comune e consapevole che ha coperture in eternit vive con l’ansia di sentirsi un giorno diagnosticare un cancro ai polmoni, ma allo stesso tempo non ha la possibilità economica per smaltirle in modo adeguato. Eppure questi li hanno comprati legalmente, quando venivano venduti liberamente e con il benestare dello stato quando invece già lo stato stesso sapeva che stavano approvando la vendita di materiali altamente tossici! Adesso quello stato dov’è? Perché non si inventa qualcosa per aiutare veramente la povera gente a disfarsi delle coperture in eternit invece di far finta di incentivare lo smaltimento? Perché non se ne fa carico sostituendo magari l’eternit con pannelli solari in modo da produrre energia elettrica? Sarebbe anche una soluzione alla crisi energetica, non servono per forza le centrali nucleari!
Da queste lastre abbandonate a Triparni può nascere qualche precedente pericoloso, come già è successo qualche tempo fa per quell’eternit abbandonato vicino alla biblioteca comunale in pieno centro a Vibo Valentia. Che fine faranno adesso queste lastre e che fine hanno fatto quelle lasciate qualche tempo fa alla biblioteca? (noi sospettiamo che quelle abbandonate alla biblioteca adesso si trovino dove c’è il deposito delle macchine del comune di Vibo Valentia, al comando dei vigili urbani, nascosti agli occhi della gente)
Saranno smaltite adeguatamente? In questo caso allora qualche altro “furbetto” potrebbe pensare di abbandonarle vicino al cassonetto più vicino così lo smaltimento glie lo paga il comune! Non si pensi però di allontanare dagli occhi della gente questo eternit per poi depositarlo in altri luoghi (magari in qualche deposito del comune!). Con l’amianto non si scherza, e solo chi è un ignorante non si spaventa al solo pensiero di respirare quelle polveri di amianto!
Ci chiediamo allora, a cosa è servito quel censimento? Verranno fatti dei controlli per verificare l’effettiva quantità presente di eternit nel territorio comunale di Vibo Valentia? Ci teniamo a ricordare per l’ennesima volta che la tutela dell’ambiente è una cosa fondamentale per la salute dell’uomo, e sinceramente non è giusto che un’intera popolazione paghi per gli errori che qualche incivile e ignorante commette.

Partito dei Comunisti Italiani - Vibo Valentia

26 agosto 2011

Briatico. Liquami davanti casa da oltre un anno. Il Comune non è ancora intervenuto




Briatico. I liquami che fuoriescono dal tombino da oltre un anno

Una storia di ordinario degrado ambientale che va avanti dal mese di novembre del 2010 e che fino adesso il Comune non è riuscito a risolvere nonostante le continue richieste dei diretti interessati.
«Ancora oggi assistiamo io e la mia famiglia alla fuoriuscita di liquami dai tombini vicini alla nostra proprietà. Quella che stiamo vivendo – sostiene S. L. – è una situazione di estremo disagio che non riusciamo a sostenere più. Più volte mi sono recata al Comune per cercare di risolvere il problema che ci sta creando non pochi disagi. Dal tredici agosto scorso aspettiamo che il problema venga risolto. Non è così da momento che lo stesso primo cittadino mi ha detto che non è di competenza loro ma della ditta che ha effettuati i lavori. Purtroppo – aggiunge – il comune di Briatico in questi ultimi anni sta attraversando una fase di grave degrado. Non c'è zona di Briatico in cui non ci siano problemi di spazzatura, alla rete fognaria e alle strade. Mi auguro che dopo la mia denuncia il Comune metta mano alla risoluzione dei problemi che stanno creando disagi a tutta la comunità».

25 agosto 2011

BRIATICO BRUCIA D’ IMMONDIZIA

 Ma come si può signor Sindaco lasciare un paese turistico come Briatico in una stato di totale abbandono ?
Qui sia nel centro urbano che sulla panoramica Cocca, davanti all’ ingresso delle Poste , fuori del cancello della Scuola media, sul lungomare  nel posto più panoramico del mediterraneo, ed in tanti altri siti  ubicati in pieno capoluogo, la spazzatura  non  viene più raccolta, e quando lo si fa  poi per un nuovo intervento bisogna aspettare tempi biblici.
Un vero schifo.
Oggi  a Briatico, ognuno cerca di scaricare  la spazzatura dinnanzi alla porte dell’ altro per cui avviene una lotta a coltello tra paesani .
I posti storici ove venivano depositati i rifiuti, ed ove erano ubicati i cassonetti di raccolta  , non sono più individuabili,  poiché i contenitori che li segnalavano non esistono piu’.
Essi sono stati tutti bruciati e resi inservibili.
Qui la spazzatura non trova piu’ pace.
Una vera Beiriut.
Gli ammassi d’immondizia sono sempre accesi e la diossina impera nell’ area..
I vigili del fuoco poi non rispondono piu’, e quindi  si lascia tutto in stato di abbandono.
Ma signor Sindaco , ma a chi aspettate ad individuare un suolo ove stoccare la spazzatura provvisoriamente , per poi farla trasportare col tempo alle discariche , essendo oggi  tutte piene tappo?
Briatico , signor sindaco , ha la fortuna di avere tante cave abbandonate fuori dal centro abitato e lontani dai torrenti , costituite da terreno marnoso impermeabile , ove si può depositare certamente l’ immondizia poiché il percolato non ha dove andare .
Una perizia geologica ed il gioco è fatto.
Certo se aspettate che siano gli altri a risolvere il problema, La provincia, La regione, I Commissari , ecc. ecc. ecc. con la benedizione  della Prefettura, passerà tempo, molto tempo,ed  intanto il malato se ne va, per definirla in termine medico a voi molto consono.
Ma possibile che devo essere io ad indicare la soluzione che non sono del mestiere ?
Signor Sindaco ,non è meglio portare il materiale fuori dal centro abitato, che tenerlo sotto in naso di tutti ed in bella vista ?
Voi  siete il primo responsabile della salute pubblica e quindi dovete prendere provvedimenti anche a costo di essere denunciato poiché le decisioni forti ti premiano sempre anche quando sbagli,purché siano rivolte  alla salvaguardia della pubblica incolumità ed alla salute di tutti.
CAPITO?
Noi qui che abbiamo una attività commerciale , notiamo che i turisti si lamentano , e molti di essi  , alla visione di tanto degrado  sono andati subito via.
Questo ha comportato e continua a comportare  una grave perdita economica per le aziende locali, oltre che alla immagine e al decoro di tutto il paese , senza trascurare la perdita della  salute, cosa principale . 
Hanno fatto bene signor sindaco gli abitanti della frazione San  Costantino, che tutti concordemente portano la spazzatura fuori da centro abitato , e li nessuno fiata.
Quindi vi prego di prendere immediati provvedimenti  per la risoluzione del  caso , con o senza il mio modesto consiglio, facendo però presente che da questo momento la dichiaro responsabile di eventuali malattie che  questo stato di cose comporta  , oltre alla richiesta dei danni economici subiti .

Briatico li   24/agosto 2011

Firmato
Columbro Leoluca 

( L’originale è stato protocollato al Comune di Briatico il 25/08/2011 -  prot. N. 2839)

Punta Safò, bloccata la fuoriuscita di liquami


Briatico. Dopo tre giorni di liquami lungo una delle strade principali di Punta Safò di Briatico, finalmente, ieri mattina è stato sistemato il guasto che determinava la fuoriuscita delle maleodoranti acque nere. La perdita della condotta fognaria rischiava di creare non pochi problemi igienico-sanitari ai residente del luogo ed a quanti frequentano il rinomato litorale.
Ad accelerare la sistemazione del guasto le proteste di cittadini e operatori turistici i quali, dopo giorni di disagi, hanno chiesto l'intervento di Capitaneria di porto, carabinieri e tecnici del Nucleo industriale che ieri mattina sono intervenuti in forze.
Il problema, determinato dall'improvviso guasto delle pompe di sollevamento di Portosalvo, ha determinato la fuoriuscita dei liquami in prossimità di un noto villaggio turistico e di decine di abitazioni. Per fortuna non si sono riversati in un canalone. Ciò ha evitato che finissero in mare. In questi giorni di caldo la spiaggia di Punta Safò è stata presa d'assalto da centinaia di turisti provenienti da ogni parte d'Italia.


fonte: La Gazzetta del Sud

24 agosto 2011

Ma la Provincia..

AL PREFETTO DI VIBO VALENTIA
AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI VIBO VALENTIA
ALLA  COMMISSIONE ASP DI VIBO VALENTIA
AL QUOTIDIANO  “ CALABRIA ORA ”
AL FATTO QUOTIDIANO .
A STRISCIA LA NOTIZIA.
A ROSSO FAJETTU

Con la presente, i firmatari si interrogano quali azioni abbia intrapreso, da quando è stata istituita ad oggi,  la Provincia di Vibo Valentia, costituita da soli cinquanta Comuni, per dotarsi di una discarica per rifiuti solidi urbani adeguata, tale quindi da rispondere alle esigenze del proprio territorio.
La suddetta provincia ha una superficie molto vasta, 1139 Km2, abitata però da appena 166.732 abitanti, fatte salve le sempre più rare presenze turistiche estive, e pertanto non paragonabile a quella di Napoli, da tempo tristemente famosa per le vicende causate dalla “monnezza”, il cui territorio, di soli 1.071 Km2,  ospita invece una popolazione molto più numerosa,  3.080.873 abitanti!
Eppure oggi lo stesso problema si presenta nella Provincia di Vibo Valentia, ed in questo caso ciò è ancora meno giustificato e giustificabile.
Noi residenti ed ospiti per lunghi periodi in questa Provincia, assistiamo impotenti e sconsolati alle lamentele dei turisti, per lo più campani, che trovano nel nostro territorio la medesima situazione lasciata nella loro città. I pochi stranieri poi, particolarmente i rarissimi nordeuropei, alla visione di un tale scempio preferiscono tornare SUBITO indietro verso il loro paese o verso altri lidi, inorriditi dalla devastazione trovata.
La Provincia di Vibo Valentia, costituita da un esercito di dipendenti, circa 500, più un numero imprecisato di consulenti vari, direttori, dirigenti, e ancora altri da sistemare in pianta organica con concorsi che hanno poco di legalità, né copertura finanziaria, non è risuscita ad affrontare il problema e risolverlo. Come mai?
Si sarà dedicata a quello della depurazione, altrettanto importante?
Neanche questo.
I depuratori non funzionano, i liquami vengono convogliati direttamente a mare senza alcuna condotta sottomarina necessaria per allontanarli dalla battigia, ove si trovano ubicati importanti complessi balneari. Un esempio per tutti il depuratore di Zambrone, lasciato lì senza essere stato messo in funzione, e senza la citata condotta, coma una cattedrale nel deserto.
Nelle more però vengono dati finanziamenti per realizzare altri depuratori e quelli esistenti vengono lasciati a morire.
Le strade provinciali poi, sono in completo abbandono,  basti vedere quella che da Portosalvo porta a Vibo Valentia via Triparni. Sembra il percorso di una gincana africana, piena di buche, solchi ,di tratti avvallati e sconnessi,  di muri di contenimento crollati, senza la sufficiente segnaletica,in definitiva una situazione pericolosa e precaria, tanto “chi muore muore e chi campa campa”,  questa è infatti la filosofia della  nostra amata Provincia.
A questo punto ci chiediamo, a che cosa serve la Provincia?
A Niente, oppure:
 ad acquistare immobili fatiscenti che vengono lasciati lì a marcire, vedi palazzo Romei?
A realizzare tangenziali che hanno bisogno di sostegni con i palloncini per non farla precipitare verso Stefanaconi, portandosi con sé anche il castello Aragonese?
A fare tante altre cose, che non lasciano sicuramente alcun segno positivo e di grandezza per lo sviluppo e la crescita a questo martoriato territorio?

Briatico li   20/agosto 2011-08-19

I Firmatari
Pinto Giacomo  + 50   tel 347 3676775

Ultimo cetriolo estivo. Comunicato UGL Polizia di Stato VV


Ripianamento degli organici della Magistratura inquirente e delle Forze di Polizia, mezzi efficienti, celerità dell’azione giudiziaria e certezza della pena: questa è l’unica ricetta possibile e credibile di cui in Italia si ha bisogno, particolarmente il Meridione e quindi la comunità del Vibonese. Cari si-gnori, il tempo della solidarietà a gettone, vuota e circoscritta, è finito! Siamo ad un bivio: o si ha il coraggio di dare un segnale forte ed inequivocabile, ognuno nel ruolo che rappresenta, o altrimenti bisogna avere il coraggio ma soprattutto la dignità di farsi da parte e ammettere la sconfitta.
Non passa oramai giorno in cui la città di Vibo Valentia ma soprattutto il suo hinterland, non assur-ga mediaticamente agli “orrori” della cronaca nera per omicidi, mezzi di trasporto incendiati, sara-cinesche crivellate da colpi o divelte da ordigni estorsioni e quant’altro, con alcune zone oramai u-niversalmente riconosciute come sedi e crocevia di traffici imponenti di sostanze stupefacenti.
Tutto questo, mentre si continuano ad “aprire tavoli” dissertando amabilmente da filosofi consumati sulle cause socio-antropologiche delle dinamiche criminali, arrivando velatamente anche a giustifi-care malviventi per indole, i quali hanno scelto consapevolmente la strada del male. Noi come rap-presentati di parte delle Forze dell’Ordine non ci stiamo più, ed un primo e sincero bilancio ci sen-tiamo di farlo: siamo stanchi, avviliti ma soprattutto demotivati! Doppi turni massacranti per ovvia-re a carenze di personale sempre più palesi e per garantire almeno una sola volante sul territo-rio, cumuli fisiologici di straordinari e ferie non corrisposti. Per non farci mancare nulla ci troviamo costantemente catapultati in prima linea con “mezzi di borbonica memoria”, per cercare di contene-re i continui rigurgiti di una criminalità sempre più sfrontata, e focolai di una collettività esasperata dalle scelte di una classe politica in doppio petto ed occhiali da sole, presente solamente in occasio-ni di inaugurazioni, convegni e meeting. Ma tornando strettamente alla triste cronaca Vibonese (de-gna dei migliori western), la nostra locale classe politica, dopo l’ennesimo atto intimidatorio perpe-trato nei confronti di due colleghi appartenenti alla locale Capitaneria di porto, ha partorito l’ennesimo topolino!
Complicità e silenzi assordanti… continuano a fare da contraltare a frasi ed esternazioni trite e ritri-te che campeggiano su quotidiani e network locali senza mai far mancare la “solita solidarietà”, mentre si stringono mani e si ricerca il profilo migliore per l’ennesima posa. Addirittura si dichiara
viva soddisfazione, poiché si è riusciti nella titanica… impresa di ottenere venti agenti (chi li ha vi-sti !?!) i quali dovevano essere assegnati temporaneamente e solo per il periodo estivo! A questo punto ci corre l’obbligo di fare alcune riflessioni e porre qualche serio interrogativo: chi ci governa e legifera si è reso conto che viviamo ed operiamo nella zona che ha dato i natali alle consorterie criminali più potenti dell’intero globo terrestre? E’ possibile che nessuno abbia mai pensato di pro-porre un quesito parlamentare, chiedendo il motivo per cui le piante organiche di alcuni uffici di po-lizia del Vibonese risalgono a sedici anni addietro, quando la Città non era ancora capoluogo di provincia, o peggio ancora uffici che risultano istituiti solo su carta? O perché alcuni comandi sta-zione dei Carabinieri, abbiano talmente pochi operatori in forza da poter occasionalmente garantire, la sola presenza del piantone solo nelle ore mattutine? C’è qualcuno che saprebbe spiegarci perché il Ministero dell’Interno ha risposto picche alle richieste dei vertici della questura di Vibo Valentia, decidendo di dirottare per il periodo estivo l’eccellente Reparto Prevenzione Crimine Calabria (udi-te udite!) nelle località balneari della regione Veneto e un poliziotto, dal 1° luglio fino al 31 agosto, dalla locale Scuola di Polizia, aggregato nella Versilia! Complimenti…
Ma al di là di quanto sinora narrato c’è un punto di fondamentale e cruciale importanza: la certezza della pena! Se non si veicola il messaggio che chi delinque abitualmente finisce dentro e ci rimane fino a quando viene piegato, o se qualcuno preferisce “rieducato”, è una guerra persa in partenza. Se non si danno ampie garanzie è inutile fare accorati appelli per invogliare i cittadini a denunciare! La collettività ha sete, oltre che di mirabolanti operazioni di polizia, di vedere marcire in galera il nu-mero sempre più crescente di “cani sciolti” i quali oramai imperversano impuniti in perfetto stile da “arancia meccanica”, soprattutto nei piccoli centri, dove hanno reso invivibile la vita a molte perso-ne. E’ aberrante, riempirsi la bocca con sermoni di vuota retorica, quando poi le vittime che denun-ciano reati gravi e violenze psico-fisiche, si ritrovano sempre i loro aguzzini liberi di continuare nel loro progetto criminoso. E’ frustrante vedere vanificato un quotidiano e certosino lavoro con misure alternative al carcere, ridicole e palliative; lavoro il più delle volte messo in atto nei confronti delle stesse persone con una sfilza di precedenti penali da far inorridire il più incallito buonista!
Questi sono i nostri attuali sentimenti e pertanto sentivamo la necessità di esternarli alla collettività, affinché rifletta sul perché di molti nostri limiti e capisca le reali condizioni nelle quali siamo co-stretti ad operare, con la netta sensazione di essere obbligati a partecipare ad una battuta di caccia grossa, armati di una fionda …

Originale firmato agli atti.

L’Osservatorio per l’Ordine, la Sicurezza Pubblica e la Criminalita.



SEGRETERIA GENERALE PROVINCIALE Via D. Taverna n.2 c/o Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato 89900 VIBO VALENTIA mail:segreteriaugl.poliziavv@virgilio.it

Torneo di calcetto Estate 2011 – Zambrone



Ore 20:30, nel cuore di Zambrone, nel campetto del paese, illuminato a giorno, tanti tuoi amici disputano l’ultima partita del torneo di calcetto, organizzata per te. Primo fra tutti Domenico Vangeli, il parrucchiere oggetto dei tuoi continui scherzi.  Le squadre in finale sono quella di San Giovanni e quella di Mandaradoni, molto forti entrambe. Su tutto il campetto predomina la tua immagine; là,…  sorridente, col viso e gli occhi rivolto a loro. Mentre loro giocano, sembra di vederti  in mezzo a loro, o di udire le tue grida di incitazione a giocare bene o a deriderli per errori fatti, come sapevi fare tu, suscitando il riso in chi ti ascoltava. E’ stata una bellissima finale, fatta di tanto sano gioco e di abbracci e sorrisi fra giocatori di squadre opposte,… il calcio come tu lo volevi, fatto di solo e puro gioco e passione e, tanta, tanta amicizia. Sarai sicuramente fiero di quello che hanno fatto e di come si sono comportati in campo i tuoi amici di una vita. Ti hanno dedicato l’intero torneo, dall’inizio alla fine, con il minuto di silenzio in tuo ricordo e il dono fatto al piccolo Lorenzo di un quad spettacolare, sogno di tutti i bimbi presenti, buttatesi all’assalto per fare il primo giro. Ha vinto ai tempi supplementari la squadra di San Giovanni, meritandosi così il primo posto; secondi la squadra di Mandaradoni, Terzi quella di Zambrone e il premio di miglior portiere è andato a Roberto Colace. Ecco, questa è stata la serata finale del torneo di calcetto a te dedicato. Ovunque sei, sono sicura che ne sarai stato fiero e quel magnifico sorriso, che era la tua carta d’identità ovunque, c’è stato sempre, durante tutto l’arco della serata. Come disse Eleonor Roosevelt, “Molte persone entreranno ed usciranno dalla tua vita, ma soltanto i veri amici lasceranno impronte nel tuo cuore.” Come quello che hai fatto tu, nel cuore di tutti questi giocatori e nelle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerti.

Mariella Epifanio

23 agosto 2011

Emergenza rifiuti, soluzioni temporanee


Tempi brevi per la realizzazione del centro di trasferenza nei pressi dello svincolo autostradale di Mileto 

di Nicola Lopreiato


Da Pizzo a Ricadi, passando per Vibo Marina, Briatico, Zambrone, Parghelia e tanti altri centri del litorale. Una catena di rifiuti lega i comuni della fascia costiera e mette in ginocchio il turismo.
Gli amministratori sono alle prese con una vera e propria emergenza le cui conseguenze, purtroppo, potrebbero ripercuotersi non tanto sulla stagione in corso, che ormai volge al termine, ma addirittura su quella del prossimo anno. L'immagine negativa legata alle problematiche dei rifiuti peserà non poco. Rialzare la testa, dopo lo squallore di questi mesi caldi e puzzolenti non sarà semplice. Il tanfo dei rifiuti non risparmia nessuno. Una situazione ancora più grave in prossimità dei lidi dove le montagne di spazzatura rappresentano un vero e proprio schiaffo nei confronti di quegli operatori che fanno di tutto per rendere gradevole la permanenze di turisti.
L'emergenza è stata affrontata ieri pomeriggio nel corso di un vertice in Prefettura alla presenza del commissario delegato per l'emergenza ambientale Graziano Melandri. Incontro che è servito a tentare di alleviare i grandi disagi di questi giorni ma non per arrivare ad una soluzione definitiva. In tal senso le preoccupazioni del prefetto Luisa Latella rimangono per intero. Anche perché siamo in presenza di provvedimenti che sono stati definiti «tampone».
In ogni caso a cominciare da oggi i centri della fascia costiera dovrebbero poter conferire alla Daneco di Lamezia Terme. Il via libera arriverà dallo stesso commissario Melandri che oggi stesso dovrà firmare un'ordinanza con la quale impartire nuove direttive ai comuni che dovranno meglio specificare il tonnellaggio di rifiuti da portare in discarica. Ciò dovrà permettere ai centri turistici di rimuovere le montagne di spazzatura accumulatesi in questi giorni.
Per il resto si rimane in attesa della realizzazione delle isole ecologiche per avviare alla raccolta differenziata. Ma in questo settore le responsabilità sono soprattutto dei sindaci. I fondi degli anni passati che hanno incentivato a più riprese il servizio non sono serviti a nulla. Ma in alcuni centri come Rombiolo-San Calogero-Limbadi, tanto per fare qualche esempio, l'emergenza rifiuti non esiste perché la differenziata funziona e la massa che va in discarica è piuttosto limitata. La soluzione, pertanto, è sotto gli occhi di tutti, basta cominciare a rimboccarsi le maniche. Nessuno potrà più calare delle soluzioni dall'alto. Il sistema attuale nell'ambito dello smaltimento dei rifiuti è del tutto inadeguato; l'idea di aumentare o ampliare le discariche, che potrebbe essere semplice e immediata, non è certo una soluzione.
Nel corso della riunione con i sindaci, presente anche quello della città capoluogo Nicola D'Agostino, è stato fatto il punto anche sull'impianto di trasferenza che dovrà sorgere a Mileto nei pressi dello svincolo autostradale. In tal senso il commissario ha assicurato che i lavori per la sistemazione dell'area potranno essere avviati nel giro di poco tempo. Le procedure d'appalto, infatti, sono state tutte espletate. Ma anche in questo caso la soluzione non potrà essere definitiva. Servirà solamente a fronteggiare eventuali emergenze. Intanto ieri camion dell'Eurocoop sono stati costretti con enorme sacrifici a portare i rifiuti a Castrolibero. Tutto questo ha detto il segretario provinciale dello Slai Cobas, Nazzareno Piperno, comporta sacrifici per i lavoratori.

22 agosto 2011

Rifiuti, si torna in Prefettura

Critico Gaetano Vallone: l'intervento di Scopelliti non ha prodotto nulla
di Viviana Mazzocca

Vertice in Prefettura con i sindaci del comprensorio per tentare una manovra immediata contro l'emergenza rifiuti, divenuta ormai una reale urgenza dei territori costieri che continuano a subire un incalcolabile danno d'immagine, oltre ai rischi per la salute dei cittadini che divengono ogni giorno più preoccupanti. Presenti in Prefettura il sindaco di Ricadi Pino Giuliano, in prima linea nella risoluzione dell'emergenza, il sindaco di Tropea Gaetano Vallone, Maria Brosio (Parghelia), Pasquale Landro (Zambrone), Francesco Prestia (Briatico), Giuseppe Dato (Joppolo), Pasquale Caparra (Zaccanopoli), Alessandro Porcelli (Drapia), Francesco Galati (Zungri), Nicola Altieri (Cessaniti), il responsabile dell' Utc di Nicotera l'architetto Emanuele Miano, l'assessore Patrizio Cuppari a rappresentare il comune di Spilinga e l'assessore del comune di Vibo Nicolino La Gamba.
L'incontro, tenutosi nella serata di sabato a seguito di una assemblea operativa organizzata a Ricadi tra gli stessi sindaci, riunitisi alla ricerca di soluzioni per fare fronte alla situazione, ha portato con sé nuove proposte atte a risolvere un allarme divenuto ormai insostenibile. Tra queste, l'intervento, a fine riunione, dell'assessore alla comunicazione del comune di Vibo Valentia, nonché presidente protempore dell'associazione "ViboVale", Nicolino La Gamba, il quale è riuscito ad organizzare un appuntamento immediato con il prefetto di Vibo Valentia Maria Luisa Latella, in attesa di un ulteriore confronto con il commissario per l'emergenza ambientale Melandri.
Già intorno alle 20 di sabato i sindaci presenti, pronti anche all'eventualità di consegnare le dimissioni in massa nel caso in cui non si fosse raggiunto un accordo, si trovavano già al secondo piano della prefettura di Vibo Valentia. Alle 21,15 l'arrivo inaspettato quanto sperato del presidente Scopelliti ha fatto auspicare una soluzione. Oltre un'ora di confronto durante la quale i sindaci hanno esposto le problematiche che continuano a gravare in maniera critica sul territorio. Due, in definitiva, le domande rivolte dai sindaci al governatore Scopelliti. «Per quale motivo – hanno quindi chiesto i sindaci – le ordinanze del commissario Melandri (la prima risalente al 5 agosto scorso e la seconda giunta sulle scrivanie dei primi cittadini nella mattina di sabato) vengono disattese e non rispettate, provocando un considerevole dispendio di energie e risorse e un peggioramento della situazione dei rifiuti sulle strade».
La seconda richiesta, invece, riguarda principalmente i comuni della fascia costiera. «Abbiamo chiesto – afferma Pino Giuliano anche a nome dei suoi colleghi – la certezza di una via prioritaria, fino a che l'allarme non sia cessato, per il conferimento dei rifiuti». Le risposte di Scopelliti, dopo un confronto telefonico con lo stesso commissario, non sono tardate. È previsto infatti per oggi alle 14,30, in Prefettura, una riunione tra i sindaci e il commissario Melandri, alla presenza dei rappresentanti della Ecoinerti per fare nuovamente il punto della situazione.
Intanto, già da ieri i comuni hanno la possibilità di conferire i rifiuti nella discarica di Pianopoli e nella discarica di Castrolibero, in provincia di Cosenza. Per il primo cittadino di Zambrone Pasquale Landro si è trattata di «una boccata di ossigeno per noi sindaci. Per il comune di Zambrone – continua Landro – l'emergenza resta comunque dietro l'angolo, soprattutto per l'impossibilità, nell'immediatezza, di reperire i mezzi per conferire i rifiuti fino alla discarica di Castrolibero. Tutti i mezzi a disposizione del nostro comune si trovano, ad oggi, in fila per poter scaricare».
Diversa l'opinione del sindaco di Tropea Gaetano Vallone, secondo il quale non si uscirà ancora da questa criticità. Per Vallone l'intervento di Scopelliti «non ha prodotto nulla. I cassonetti continuano ad essere ricolmi e le discariche non possono accogliere i nostri rifiuti. Per questo motivo ho proposto ai miei colleghi di consegnare le nostre dimissioni in massa».
Il sindaco di Briatico Francesco Prestia sottolinea invece il peso economico che comporta il conferimento dei rifiuti a Castrolibero. «Per noi – dichiara – è soprattutto un problema economico. Non abbiamo previsto queste spese nel nostro bilancio. Bisogna inoltre considerare che stiamo parlando di oltre duemila tonnellate di rifiuti nei comuni che vanno da Nicotera a Pizzo. Ritengo perciò che questa non sia una soluzione definitiva all'emergenza».
Intanto i sindaci, in accordo con il Prefetto e con il presidente Scopelliti, fanno appello alla cittadinanza che dovrà organizzarsi per attuare al meglio la raccolta differenziata. L'appello si fa ancora più forte nei confronti delle attività commerciali e delle strutture turistiche. Non è tuttavia da escludere che, in assenza di nuovi provvedimenti, realmente risolutivi, possano essere decise dai sindaci del comprensorio eclatanti forme di protesta.

20 agosto 2011

Contromarra in piombo di eta’ greca (V-III secolo A.C.) trovata a largo della Costa degli Dei.


Il reperto archeologico recuperato dai sommozzatori della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, si trovava a 12 metri di profondita’.

L'Antica contromarra romana ritrovata a Briatico
Gianluca Mauro e Antonello Palermo i sommozzatori che hanno scoperto la contromarra

BRIATICO (VIBO VALENTIA), 19 agosto 2011  – Una testimonianza dell’antica marineria e’ giunta fino ai giorni nostri. Un prezioso reperto archeologico e’ stato recuperato in mare al largo della costa di Briatico, nella Costa degli Dei, dai sommozzatori della Guardia di finanza di Vibo Valentia.
Il reperto e’ una contromarra in piombo, del tipo a tre fori, di eta’ greca (V – III secolo A.C.) in ottimo stato di conservazione. La contromarra e’ stata trovata a circa 12 metri di profondita’, parzialmente ricoperta da sabbia e sedimenti.


17 agosto 2011

LA SPAZZATURA E' ENTRATA NEL "PAESAGGIO" LOCALE: FINO A QUANDO DOVREMO SOPPORTARE QUEST'ALTRA VERGOGNA !!??


Possibile che non si possa fare nulla per sbloccare la vergognosa ed incivile situazione che "blocca" da mesi, ormai, la regolare raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, possiblile che il Prefetto di Vibo Valentia non sia al corrente di quanto si sta verificando !!??  Se non lo è, perchè non è stato messo al corrente !!?? Se lo è, perchè non interviene dall'alto della Sua figura istituzionale, come ha fatto in tanti altri casi di emergenza, per mettere fine ai disagi dei Cittadini !! Possibile che i, sempre più scarsi, Turisti che visitino le ns incantevoli (prima dei depuratori e della raccolta "privatizzata" dei RSU) zone, debbano turarsi il naso e chiudere gli occhi, per non rilevare il degrado in cui "annaspiamo" con sempre maggiore difficoltà !!?? Mare inquinato e città piene di immondizia, sono diventati il ns biglietto da visita !!
Per non parlare della distribuzione dell'acqua pubblica, carente se non assente, e, a Vibo, da mesi, addirittura, non potabile, con quali disagi, per i Residenti, ma anche per i Visitatori temporanei, penso sia molto facile immaginare !!
Questo "Stato", della cui vicinanza ai Cittadini, tanto si parla, specialmente da parte dei "Suoi" Rappresentanti locali, nei convegni pubblici e sui massmedia, perchè non fa "sentire" la sua presenza, anche con il ripristino della vivibilità del Territorio, come in questo caso, oppure, come molti pensiamo, nelle ns zone, lo "stato", è.......soltanto una "accezione verbale" !!?? 
STATO, SE CI SEI, E' ANCHE IN MOMENTI COME QUESTI CHE TI DEVI FAR SENTIRE: CON I FATTI, NON SOLO CON I "PROCLAMI" PUBBLICITARI DI COLORO CHE TI RAPPRESENTANO E CON LE"BUONE" INTENZIONI, CHE, PURTROPPO, LASCIANO.......LE SITUAZIONI 
CHE TROVANO !!

Nicola Conocchiella

Nè prima, nè dopo. La disastrosa avventura dei dimissionari. Cade o non cade? La speranza nelle mani dei non eletti.



Enzo Savino, Carlo Staropoli e Gianfranco Bulzomato lasciano. E questo, stando a quanto dimostrato dopo un anno di lavoro, non è un dramma politico. Il dramma, semmai, è quello di averlo fatto in un momento particolarmente difficile. Non solo per la vita dell’amministrazione nella sua specificità, accerchiata oltretutto dall’occhio vigile della Commissione di accesso agli atti, ma soprattutto per le varie situazioni di emergenza che Briatico sta attraversando da qualche mese. Se poi si tiene conto del fatto che dei tre dimissionari, uno era pure assessore all’Ambiente, profondi dubbi potrebbero alimentare strani sospetti, che di motivazioni politiche non hanno nulla a che vedere. Reale incompatibilità o mirata strategia di destabilizzazione? Era nell’aria da qualche tempo, poi che qualcosa, malumori inclusi, trapelavano a ripetizione dalle rumorose stanze del palazzo di via Margherita. Certo è, che un conto può essere il malumore leggittimo di chi non va più daccordo con l'inquilino dell'uffico accanto, un altro è il senso di poca responsabilità. Perchè andarsene a gambe levate, lasciando tutto e tutti nel disastro più assoluto? Si, perché apparirebbe inopportuno, vista la situazione in cui versa il Comune, lasciare affondare la barca, considerando poi, che una dimissione non scagiona nessuno, specie quando il danno è stato creato da tutti. Dimissionari compresi. Un’estate turisticamente da dimenticare, un servizio di raccolta rifiuti peggiore di altri Comuni e una palese divisione interna, sarebbero dovuti essere stimoli in più per cercare di lasciare segno del proprio impegno nonostante le difficoltà. E per chi è abituato a mangiare pane e politica, certe cose, chiamate altrimenti “doveri istituzionali”, sa che deve metterle in conto. Nella buona e nella cattiva sorte. Invece, così facendo, ci si è ritrovati dall’oggi al domani svuotati improvvisamente di tali qualità. Ma Prestia, se riesce a tenere duro, specie in un momento tra i più gravi di sempre, dove anche il gradimento dei cittadini è al minimo, può pure rimanere a galla. Addirittura, è questo avrebbe dell’incredibile, i “Rinnovatori” potrebbero uscire da questo “terremoto” più forti di prima. Per due ragioni semplici: la prima è quella intrinseca a questa storia, ovvero che i dissidenti, divenuti con il tempo pure scomodi, si sono eliminati da soli; la seconda invece riguarda l’entrata in scena dei non eletti, i quali, a conti fatti e nomi alla mano, dovrebbero garantire una certa stabilità all’interno della nuova squadra di governance locale. Totò Ventrice, tra i papabili per l’occupazione della sedia vuota lasciata da Savino e già a lavoro da consigliere dopo l’uscita di Nicola Anile, Pietro Cascasi, Rino Bagnato, Gianfranco Malerba e Lucio Mazzitelli, potrebbero rappresentare la rivincita e la rinascita dell’amministrazione Prestia, essendo gli stessi dei personaggi vogliosi di entrare in gioco, vista la tendenza uguale a tutti i “bocciati” al primo turno di dimostrare le loro capacità. La sensazione, dunque, è quella che una volta passata la tempesta, potrebbe tornare il sereno. Potenzialmente uno schiaffo per tutti i pessimisti alla porta, che aspettano sormioni la caduta dell’intera giunta. Per il resto, rimanendo al presente, bisogna comunque prendere atto delle dimissioni in blocco dei tre, almeno fino a qualche tempo fa, fedelissimi del sindaco, tentando, se possibile, di dare una spiegazione politica alla scelta presa. Scelta che però, non può e non deve essere individuata nella pura e semplice “incompatibilità” di circostanza. Giusto per una questione di intellettualità.

Angelo De Luca

14 agosto 2011

I° Galà di Danza in piazza a Briatico e l'Amministrazione comunale premia Nino Grasso e Luigi M. Lombardi Satriani


L'antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani

Briatico- Oggi, domenica 14 agosto, in Piazza IV Novembre a Briatico, si svolgerà il "I° Galà Città di Briatico". L'Associazione Artistico Culturale Dansepartout in collaborazione con l'Amministrazione comunale  di Briatico ha organizzato, lungo la Costa degli dei, uno stage di danza classica e contemporanea con insegnanti di fama internazionali quali Gaetano Petrosino, il belga Luc Bouy e Annalisa Romano. Allo stage di Briatico hanno partecipato numerose scuole ed allievi della nostra regione e di altre parti d'Italia. Lo stage si conclude con il galà di questa sera che prevede fra l'altro l'esibizione pubblica, protagonisti tutti i partecipanti. Stasera sul grande palco della piazza di Briatico si esibiranno in uno spettacolo denominato "ISLA", la Compagnia di balletto Dansepartout, con la direzione artistica del coreografo di fama internazionale Luc Bouy. "ISLA", negli intendimenti dell'organizzazione, è "la denominazione di un affresco di sentimenti e ricordi di viaggi nelle isole greche, con musiche popolari greche e coreografie e costumi dello stesso M° Luc Bouy".  Lo spettacolo di danza di Briatico sarà preceduto dalla Prima edizione del "Premio Nino Grasso", che vedrà la premiazione di un artista calabrese affermatasi a livello nazionale nel campo della danza, la ballerina Giovanna Pisani, attualmente solista al Teatro dell'Opera di Roma, che ricopre da tempo ruoli da Prima Ballerina. L'istituzione di questo Premio, fortemente voluto dall'Associazione Artistico Culturale e Compagnia di Balletto “Dansepartout”, è un omaggio ad "un enfant terrible di questa terra, poeta e scrittore amaro che ha vissuto con profonda sofferenza e disagio la contraddizione e le difficoltà del nostro tempo, ma che la sua naturale predisposizione all'humour e alla caricatura gli ha consentito di trasfigurarne in aloni di satira ed ironia". 

Il compianto paroliere Nino Grasso
Soddisfatto dell'iniziativa artistica il sindaco di Briatico, Franco Prestia, che nel corso della stessa serata, sullo stesso palco, conferirà, seguendo l'iniziativa intrapresa l'anno scorso, due “Premi della Città di Briatico” a illustri concittadini. Il primo verrà assegnato, alla memoria, allo stesso paroliere Nino Grasso, nato in una delle frazioni di Briatico, nella piccola Conidoni, il 3 aprile del 1920. Dopo aver effettuato i suoi primi studi a Soverato, Grasso conseguì le maturità classica e magistrale a Vibo Valentia e successivamente la laurea in giurisprudenza a Roma. Sempre nella Capitale, più tardi, prestò servizio presso il Provveditorato agli studi, come funzionario. Grasso ha all’attivo moltissime affermazioni letterarie e musicali. Ha collaborato a diversi periodici ed ha, tra l'altro, tradotto in dialetto calabrese i trentaquattro canti dell’Inferno di Dante che intitolò "Inferno... in Calabria".  In campo artistico si è interessato al mondo della canzone, riscuotendo successi in Italia e all’estero come autore e compositore. I cantanti Nilla Pizzi, Gloria Christian, Paolo Sardisco, Luana Sacconi, Carla Boni, Betty Curtis e tanti altri hanno inciso le sue canzoni con la collaborazione di prestigiose orchestre e presso le case discografiche più affermate: dalla R.C.A. alla Polyodr della Siemens, dalla Cetra alla Colombo. L'altro illustre personaggio di Briatico, che verrà premiato questa sera, è il professore Luigi M. Lombardi Satriani, nato a Briatico il 10 dicembre del 1936, è laureato in Scienze Politiche, antropologo culturale di fama internazionale, etnologo e docente in tante università italiane e straniere (tra l'altro in quelle di Napoli, Messina, della Calabria, di Roma, del Texas in Austin e di San Paolo del Brasile), già Senatore della Repubblica e ordinario di Etnologia all'Università “La Sapienza” di Roma, è autore di tantissime pubblicazioni di successo. Tra le sue opere ricordiamo: La stanza degli Specchi,  Il ponte di San Giacomo (con M. Meligrana), Pulcinella. Il mito e la storia (con D. Scafoglio). 

Franco Vallone

Comune Briatico, si dimettono in tre Il sindaco Prestia perde altri pezzi e la stabilità dell’amministrazione


Briatico. Se ne vanno il presidente dell’ assemblea Staropoli, l’assessore Savino e il consigliere Bulzomato
di NANDO SCARMOZZINO

BRIATICO – Un terremoto politico ha letteralmente colpito l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Prestia. La maggioranza si è sgretolata paurosamente perdendo tre consiglieri in una volta sola. Si sono dimessi, infatti, il presidente del Consiglio comunale Carlo Staropoli, l’assessore al Turismo Vincenzo Savino e il consigliere Gianfranco Bulzomato. La sopravvivenza della squadra, o meglio di quel che resta, guidata dal sindaco Francesco Prestia, è oramai molto incerta, appesa da un filo. Il “per chi suona la campana”, e di conseguenza il “tutti a casa”, dovrebbe avere infatti i giorni, forse le ore, contati. I tre, stando al poco che è trapelato, non appaiono affatto propensi a fare passi indietro. Ogni dichiarazione in merito alle loro clamorose dimissioni è comunque rinviata di qualche giorno. Ma, cosa c’è dietro questa loro, neppure tanto improvvisa, decisione di abbandonare definitivamente gli scranni del parlamentino locale? Sembrerebbe, secondo alcune indiscrezioni, una convivenza con il sindaco, in un primo tempo fatta di piccole incomprensioni, diventate però in un secondo momento vere e proprie crepe, addirittura voragini incolmabili. Un leit motiv, quello della incomprensione con il primo cittadino Francesco Prestia, che torna a far capolino con prepotenza in questa circostanza e che era stato richiamato con forza all’attenzione generale dal consigliere, vice presidente del Consiglio comunale, Nicola Anile, dimessosi anche lui settimane addietro. Un atteggiamento accentratore, se si vuole, quello denunciato nei confronti del sindaco Francesco Prestia, contro il quale in qualche occasione all’interno delle sedute del civico consesso aveva sollevato eccezioni la stessa minoranza, prima di rassegnare, ad un certo punto, le dimissioni in blocco. Inoltre, non può non essere notato il fatto che le dimissioni dei tre consiglieri Staropoli, Savino e Bulzomato sono avvenute mentre il Comune di Briatico è sotto osservazione da parte di una triade di commissari, la cui presenza durava da tre mesi e giorni addietro ha ottenuto una proroga di altri novanta giorni. Quanto questo possa avere  influito sulla scelta di dimettersi da parte di Staropoli e compagni, è difficile dirlo e forse non ha alcun fondamento. Tuttavia, è certo che la leadership di Francesco Prestia adesso è in balia di un mare in burrasca. E questo è un fatto. La barca potrebbe affondare del tutto qualora non si riuscisse ad effettuare la surroga. Com’è già accaduto con quella dei consiglieri di minoranza.
Ma, forse, non si arriverà neppure a questo risultato. Non è da escludere al punto in cui si sono messe le cose che lo stesso sindaco Francesco Prestia getti la spugna quanto prima. Qualche settimana fa era propenso a farlo. Era successo prima di una seduta del Consiglio, che era stata preceduta da un pre-Consiglio burrascoso.
Ancora una volta i duellanti erano stati Staropoli e il sindaco (Savino e Bulzomato non avevano partecipato ai lavori del Consiglio).

Fonte: Il Quotidiano della Calabria (12 agosto 2011, p.29)

Sugnu i fora, sugnu i fora


A 'stati arrivanu i fora, tanti persuni chi i reguli i Briaticu nu' canusciunu.
Eru ja a benzina l'atru jeri, annavota viju 'sta scena. 'Nu patri e 'na fija caminavanu 
subba a sinistra versu l'Africanu. Arrivava sparatu comu a 'nu refulu unu. 
U padri 'nci fici ca manu, u vaci cianu. U refulu si fermau. Scindiju da machina. Pijo' 'nu mattunu e 'nci dissi a 'stu signori cu a fija: si non ti ammazzu cu 'stu mattuni, vegnu dopu e ti sparu. 
'benumali ca interveniu u benzinaru u mu calma. Ma sti turisti chi caminanu a pedi,
non si informano ca a briaticu u reguli su diversi. Simu ntall'ira i internet e ancora
c'eni genti chi non sapi i reguli, e si capisci luntanu 'nu migiu ca sugnu i fora e sugnu puri fora. Dopu cincu minuti, avija o vajiu u 'ccattu u latti, e ca machina scindivi jani a Delfina.
Jani u signali dici ca si gira sulu a sinistra. Avanti a mia 'nci stava unu, chi sicuru era i Briaticu e i reguli canusci. Non girau a sinistra ma a destra, e s'imbuttau 'nta strada che porta a scola.
Iu chi sugnu i fora,  nu' sapija ca havia u fazzu. Vaiu a destra o vaiu a sinistra? Poi eppu u sceggiu pa a sinistra. Picchi a destra, subba i strisci ianchi jeranu parchiggiati nu camiun e na machina. E nun si vidia nenti. Ivi a sinistra sapendu ca sbaggiava. Putroppu sugnu i fora e mi spagnai 'u segu i riguli i Briaticu.
Ma picchi i sindacu nu' faci nu picculu librettu che i reguli chi valgunu a Briaticu. Da scaricari da u situ du cumuni.
Cusi genti cumu a mia o comu a chiu turista ca fija, chi sugnu i fora o sugnu fora, su potarrianu leggiri e tanti probremi si potarrianu evitari cu a paci di li santi briaticoti.

Grazie.
CG

Briatico: violenza a pubblico ufficiale, un arresto e 2 denunce


Un giovane di 27 anni, M. C., disoccupato, già noto alle forze dell'ordine, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di violenza a pubblico ufficiale. Stessa sorte è toccata ai suoi familiari, anch'essi noti alle forze dell'ordine, denunciati per lo stesso reato. Il fatto e' avvenuto ieri a Briatico, un centro turistico sulla costa vibonese. I militari dell'Arma diretti dal maresciallo Antonio Alaia, si erano recati presso l'abitazione del giovane per invitarlo in caserma dopo che aveva avuto un animato diverbio con un conoscente. Discussione che era presto degenerata in uno scontro aperto. I militari dell'Arma volevano solamente verificare cosa fosse accaduto, ma lui, dapprima si e' rifiutato di andare in caserma a spiegare la situazione, e poi, quando i carabinieri sono tornati per accompagnarlo, spalleggiato dai familiari, ha pensato bene di provare a scatenare una vera e propria guerriglia. In pochi attimi infatti, M. C. avrebbe cominciato ad inveire contro i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia e, come se non bastasse, ha preso una bottiglia di vetro e l'ha scagliata contro uno dei militari, che ha prontamente evitato il colpo. Accortosi di avere esagerato è poi scappato dentro casa, protetto da padre, fratello e due sorelle, tutti noti alle forze dell'ordine, e si è barricato dentro. Ne sono nati alcuni momenti concitati alla fine dei quali, calmati gli animi, il giovane si è deciso ad uscire ed e' stato subito dichiarato in arresto con l'accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, mentre i familiari sono stati denunciati in stato di libertà per gli stessi reati.

Il più grande flash mob della Calabria (su spiaggia) alla Marina di Zambrone


Uno degli intensi momenti del flash mob

Marina di Zambrone, 11 agosto 2011, pochi minuti dopo le ore 18.00: tutto è pronto per il flash mob su spiaggia più grande della Calabria. C'è tantissima gente sulla spiaggia bianchissima, come al solito, ma in tanti sono a conoscenza di quanto di speciale sta per accadere e dell'imminente evento, anche se tutti fanno finta di nulla e sembrano essere in quel luogo per un semplice bagno, per prendere il sole, per un giovedì pomeriggio tutto agostano e calabrese... Poi, all'improvviso, la spiaggia sembra svuotarsi di colpo in un'area ben precisa, la folla si ritrae e lascia un enorme cerchio di sabbia vuoto per poi, subito dopo, inondarsi improvvisamente di una vera e propria marea umana. È il più grande flash mob su spiaggia che si realizza in Calabria dopo giorni e settimane di lavoro svolto al computer, tra amicizie, link, pagine facebook, YouTube, messaggi e condivisioni virtuali sui socialnetwork. Un gigantesco flash mob in spiaggia per dare il benvenuto a tutti i turisti, un evento unico e organizzato dalla Pro Loco Zambrone. Ma ecco i particolari cronologici dell'evento: alle 18.15 nell'aria si diffonde la musica dell’Inno d’Italia, graffiante e suonato con la chitarra elettrica. Al centro del grande cerchio di vuoto c'è un ragazzo  ammantato della bandiera tricolore e una simbolica chitarra per simularne il suono. Poi, poco dopo, arrivano prorompenti i ritmi di motivi musicali dal sapore “estivo” e ad alto volume e una marea di persone che corrono all'unisono in direzione della spiaggia lasciata libera poco prima. Un flash, tutti si muovono e saltano allo stesso modo come fossero stati istruiti. La gente attorno resta piacevolmente stupita e in molti cercano di seguirne i passi. Dopo pochi minuti la musica sembra essere terminata ed ecco, invece, la grande sorpresa: si diffonde nell'aria un suono di tamburelli e organetti e inizia la danza della tarantella sulle note di una travolgente, tipica “sonata riggitana”. Una danza a cui nessuno rimane indifferente. Donne, uomini e bambini iniziano ad unirsi alla danza e sulla spiaggia di Zambrone un’onda umana si muove assieme seguendo i passi di un’antica danza calabrese. Un flash mob, un modo, per la Pro Loco Zambrone, di dire “Benvenuti!” a tutte quelle persone che hanno scelto la Calabria, e in particolar modo Zambrone, per passare le vacanze. Un sogno di una ragazza, la Segretaria della Pro Loco, Mariella Epifanio, di un gruppo di amici, e l’unione di diverse forze completate dalla caparbietà calabrese.  Al progetto hanno voluto aderire e collaborare l’insegnante di danza, Antonella Ferraro, di Progetto Danza di Porto Salvo di Vibo Valentia, che ha creato la coreografia inserita su YouTube e seguita dai partecipanti dell’evento in rete. (Sono state registrate più di 1200 visualizzazioni in soli 5 giorni); DJ Marlyn (all'anagrafe Giuseppe Grillo), che ha creato la base musicale per il flash mob; tutte le strutture turistiche presenti alla marina di Zambrone, che hanno condiviso il sogno e l’idea di dare alla Marina un volto giovane, mettendo anche a disposizione i loro animatori; il Presidente e gli amici della Pro Loco Zambrone, e dell’Associazione Calabria Etnica di Reggio Calabria che ha fornito la tipica e irresistibile sonata riggitana. Un bel flash mob nato dall’unione di menti e professionalità. A caldo (e, dato la temperatura, molto a caldo) abbiamo voluto chiedere a Mariella Epifanio alcune considerazioni sulla riuscita dell'evento, ecco cosa ci ha risposto: “E’ stata un’emozione immensa vedere tantissima gente che non conoscevo, ma che ha condiviso l’evento creato da me su facebook, ballare tutta assieme come se fosse stata istruita nella stessa scuola di danza, venuta apposta da varie parti della Calabria e addirittura da fuori regione. La locandina, da me creata per sponsorizzare l’evento in rete, aveva su scritto ((Non sono i luoghi ad essere magici ma sono le persone a renderli tali))”. Brava, aggiungiamo noi, l'ideatrice Epifanio ad aver organizzato un evento estivo che, seguendo le mode e le dinamiche del mondo virtuale, ha  fatto incontrare, per un lunghissimo attimo di 15 minuti, la dimensione della rete internet con la realtà e nella realtà tangibile, con l'unione, l'amicizia, la conoscenza, la vicinanza e la condivisione del divertimento. 

Franco Vallone


11 agosto 2011

Turismo, molte ombre e poche luci


«La programmazione della prossima stagione dovrà essere definita entro settembre» 
di Marialucia Conistabile

I problemi, per il comparto turistico del Vibonese, sono più o meno gli stessi, da circa un ventennio a questa parte. Ma se in passato l'improvvisazione è stata una costante del settore, oggi la musica cambia in quanto gli operatori turistici di improvvisato vorrebbero non ci fosse più niente.
Finita questa stagione (nella promozione delle offerte il mercato è già chiuso da parecchi mesi) gli imprenditori cercano adesso di riuscire ad avere una seria programmazione per la stagione 2012, ma anche in questo caso non c'è molto tempo da perdere in quanto da settembre già si lavora per il futuro. Una scadenza alla quale la Sezione turismo di Confindustria guarda con una certa preoccupazione, facendo sì autocritica ma mettendo sul piatto della bilancia anche i problemi irrisolti che sul comparto producono un effetto boomerang. Criticità che lungo la costa vibonese sono sempre: depurazione, emergenza rifiuti – che si traducono in mare e strade sporchi – trasporti.
Ieri mattina nella sede di Confindustria a fare il punto sono stati il presidente della Sezione turismo Giuseppe Macrì e gli imprenditori del settore Debora Valenti, Maurizio Di Bella e Antonio Mazzeo. Hanno iniziato dall'andamento della stagione in corso, che ha registrato un aumento considerevole delle presenze a maggio, giugno e luglio – «che ci aveva illusi di un andamento in linea anche per agosto», ha evidenziato Macrì – e un calo del 30 per cento per questo mese. La crisi economica ha certo contribuito, ma «anche noi – ha ammesso il presidente della Sezione turismo – non siamo stati in grado di prevedere questa situazione e di rimodulare i prezzi tra luglio e agosto». Un aspetto questo che, per gli imprenditori del comparto, deve essere tenuto bene in conto anche in virtù di un allungamento della stagione di cui tanto si parla. Un allungamento che, a parere di Debora Valenti, non deve essere circoscritto a determinati mesi, bensì proiettato sull'intero anno «considerato che – ha rilevato – soprattutto dai Paesi del Nord Europa richieste ne arrivano sino ad autunno inoltrato». E allora di tutto ciò gli operatori turistici del Vibonese – tra Nicotera e Briatico insistono 287 strutture alberghiere, mentre il solo comprensorio di Capo Vaticano conta 180mila posti letto – vogliono che si tenga conto nella politica di commercializzazione del prodotto turismo per il prossimo anno.
Una richiesta strettamente legata a diverse esigenze che, al di là delle complesse problematiche ambientali, tocca in maniera concreta il tasto collegamenti aerei per avvicinare i mercati del Nord Europa alla Calabria. «Quest'anno che c'erano ulteriori voli lo abbiamo saputo a maggio quando ormai le nostre offerte erano state fatte – ha sottolineato Macrì – ora vorremmo sapere entro settembre se per la prossima stagione ce ne saranno ancora. In tal senso ci stiamo muovendo anche alla Regione e il senatore Francesco Bevilacqua ci sta dando un aiuto». Insomma l'imperativo categorico è fare una programmazione e riuscire a definirla in tempi brevi. Un passaggio obbligato se davvero si vuole ancora continuare a fare turismo lungo la costa vibonese.
Programmazione ma anche interventi di natura ambientale. Altro nodo da sciogliere per una provincia che avrebbe tutte le carte in regola per incidere significativamente sui mercati internazionali e non solo europei. «Ma in queste condizioni – hanno ancora evidenziato gli operatori del settore – come si fa ad andare avanti? Il sistema di depurazione è al collasso, tant'è che dalle pubbliche scuse di Loiero a oggi poco o nulla è cambiato. Una situazione ereditata da questo governo regionale che, però, necessita di adeguati interventi. Di anno in anno se ne parla e di anno in anno il problema si ripresenta. Cosa vogliamo fare? Continuare a contare i comuni del Vibonese (sono 20 su 50) privi di impianti di depurazione o guardare le fogne di Zaccanopoli continuare a versarsi nel torrente Le Grazie visto che, a distanza di mesi dall'ultima alluvione, nessuno è riuscito a riparare pochi metri di condotta?».
E dalla depurazione all'emergenza rifiuti il passo è stato brevissimo. «Non sappiamo più quali scuse inventare quando i turisti ci chiedono il motivo di tanta sporcizia in giro – hanno commentato gli operatori –. Molti di noi all'interno delle rispettive strutture hanno realizzato isole ecologiche, ma quando queste sono piene e nessuno viene a ritirare i sacchetti, cosa dobbiamo fare? Nei prossimi 5 giorni ci è stato comunicato che ci saranno ulteriori problemi e siamo a cavallo di Ferragosto...».
La situazione, dunque, è calda anche sul fronte turismo senza considerare che le strutture della costa (soprattutto fra Briatico e Parghelia) danneggiate dall'ultima alluvione non hanno ricevuto alcun aiuto. Si va avanti a stima di danni e nulla più. Qualche operatore ha anche rinunciato all'aiuto pubblico e si è rimboccato le maniche, ma se non riuscirà a sciogliere gli altri nodi (programmazione, depurazione, rifiuti e trasporti) difficilmente si andrà avanti. Ecco perché gli operatori turistici del Vibonese intendono essere parte attiva della programmazione futura.

09 agosto 2011

CON STILE - Serata di Moda e Musica


Comitato Festa San Rocco Casignana

CASIGNANA (RC)
Piazza Municipio, ore 21,30



CON STILE
Serata di moda & musica
a cura di:
Chiara Garreffa & Francesca Prostamo
(per gli abiti)

Lucia Gareffa & Rosalba Muscatello
(per il make up)

CON LA PARTECIPAZIONE DI:
Rosanna Varacalli
(per il canto)

Stex, Kromosoma, Danilo Biancospino
(per il canto)

Nadia Raco & Miriam Zito
( per il ballo)

Vincenza Lucà
(per la fotografia)

I COSMETICI PER IL MAKE UP SONO STATI OFFERTI DALLA YVES ROCHER

06 agosto 2011

“Medici del corpo e dell’anima” - La pellicola del regista Enzo Carone presentata a Brattirò di Drapia


Una vecchia immagine dell'uscita dei santi


Nella grande piazza di Brattirò di Drapia l'altra sera c'era davvero tutto il paese riunito, tutti assieme per assistere alla proiezione e alla presentazione del film documentario dedicato alla  festa settembrina in onore del Santi Martiri Cosma e Damiano. La pellicola, firmata dal regista Enzo Carone, è titolata “Medici del corpo e dell’anima”, durante la proiezione, in platea, tanta gente con le lacrime agli occhi ad ogni immagine che passava veloce sullo schermo, del parroco recentemente scomparso, don Giuseppe Furchì, di paesani  riconosciuti, di emigrati in terre d'Oltreoceano, di processioni dei Santi con dietro chi oggi non c'è più… la nostalgia è sempre in agguato quando si guarda indietro. Il video ripercorre il tempo e le fasi della ricorrenza, che viene festeggiata dal 25 al 27 settembre di ogni anno, anche con l'utilizzo di alcune interviste alle persone più anziane del paese, che sono oggi vera memoria storica di Brattirò. Il regista Enzo Carone è visibilmente soddisfatto per il lavoro svolto. Durante le riprese il paese è diventato un vero set cinematografico e la disponibilità della gente di Brattirò è stata totale. Il documentario, trasmesso in diretta web in tutto il mondo, è una vera e propria opera collettiva dove ognuno si ritrova e ripercorre un frammento della propria storia personale e di comunità. Racconto orale, ricerca storica, documenti, fotografie, filmati in super 8 e d'epoca, archivi video… tanti gli elementi utilizzati, ripresi, scavati e recuperati per comporre il docufilm video prodotto dal “Comitato Festa Brattirò 2010”, un dinamico e attivo comitato composto dal presidente Pasquale Vallone, da Immacolata Pontoriero, Giuseppina Crudo, Antonio De Luca, Domenico Farfaglia, Francesco Pulicari, Domenico Rombolà, Francesco Rombolà, Maria Rombolà, Pasquale Rombolà, Pasqualino Rombolà e Rosaria Vita. “Il documentario - ha spiegato Pasquale Vallone - è un omaggio che il Comitato ha inteso fare ai Santi Medici ed a tutta la comunità brattiroese sparsa  per il mondo. Attraverso le immagini abbiamo cercato di immortalare una festa che per noi rappresenta l’essenza del nostro senso di appartenenza, la nostra comune radice culturale. Il filmato è un atto d’amore e di devozione verso i nostri Martiri. Lo consegnamo alle future generazioni per rafforzare e consolidare la devozione verso i Santi Cosma e Damiano e, come ha detto il compianto don Giuseppe durante le riprese, per lasciare un segno ed un ricordo tangibile”. Le musiche del documentario sono state curate da Carmine Barrese e dal Maestro Vincenzo Laganà, con la partecipazione del coro Don Giosuè Macrì di Tropea. Alla buona riuscita del filmato ha partecipato anche Mario Vallone, Antonio Pugliese e Alessio Bompasso, voce fuori campo, commentatore delle sequenze. La ricorrenza annuale della festa di San Cosma e Damiano - come si ricorderà -  è una delle più attese e rinomate di tutta la provincia di Vibo Valentia e rappresenta, per gli abitanti di Brattirò, il momento più alto di una religiosità portata per il mondo. Tanti sono, infatti, gli emigrati di Brattirò che ogni anno ritornano dall'Argentina, dall'America, ma anche dalla Grecia e da ogni altro luogo, per raggiungere la loro festa, i loro santi, i loro parenti, le loro devozioni e le loro tradizioni, per le strade, mai dimenticate, del proprio paese.  Dopo la novena iniziano i festeggiamenti, veri e propri, dedicati al santo farmacista e al santo medico, fino al 27 settembre, giorno solenne della festa grande. Annualmente il paese viene letteralmente invaso da fedeli, pellegrini e devoti provenienti anche dalle altre province calabresi. Arrivati a Brattirò, gesti antichi ripercorrono ritualmente le strade del paese: la messa, il bacio della reliquia e delle statue, le "spille", i ricordini e le immaginette, l'offerta votiva, il mercato e la fiera, il biglietto per la riffa di una vitella decorata con nastri colorati e con l'immagine dei due santi. Rituale era anche l'acquisto delle salsicce, delle cotiche fatte bollire  per le pubbliche vie e dei mostaccioli votivi decorati con pezzi di stagnola rossa e verde, gli stessi colori delle vesti dei santi Cosma e Damiano. A sera arrivano gli incanti, la riffa, il gazebo barocco con la banda, i giganti, i cantanti... Un'antica festa tradizionale, carica di ritualità e di segni arcaici, interessanti dal punto di vista antropologico e religioso, per un culto portato molti secoli addietro a Brattirò dai monaci basiliani, con molti aspetti rituali che, da centinaia di anni, si tramandano per confermare il senso dell'appartenenza e dell'identità di tutta l'intera comunità, nella Brattirò di Calabria e nelle mille altre Brattirò sparse per il mondo. 

Franco Vallone

05 agosto 2011

Briatico, tramonto del 4 agosto 2011


Briatico, tramonto del 4 agosto 2011

Tropea. Vallone lancia l'operazione azzeramento


Subito la revoca degli atti su polo scolastico, parcheggio di località Contura e porto 
di Francesco Barritta


Gaetano Vallone e la sua squadra si sono insediati già ieri mattina a palazzo Sant'Anna. Nonostante ciò, il nuovo sindaco pare avere già le idee chiare sulla situazione trovata. «Ci sono guai a non finire», sostiene, citando come esempio il corpo dei vigili urbani passato da 14 unità e sei. «Ciò significa – aggiunge – l'impossibilità di controllo per quanto riguarda il traffico e di espletamento di tutti gli altri servizi di competenza comunale».
Sulla sentenza giunta nel cuore dell'estate, Vallone confessa di non esser stato colto di sorpresa. «Già attendevo il giudizio favorevole dal Tribunale amministrativo regionale – spiega – non c'è stato, ma il Consiglio di Stato ci ha dato perfettamente ragione, grazie alla difesa appassionata e affettuosa dell'avvocato Giovanni Spataro».
Per il primo cittadino di Tropea le prime urgenze di cui il nuovo esecutivo dovrà occuparsi «sono quelle mirate a bloccare alcuni provvedimenti posti in essere dall'amministrazione Repice – chiosa Vallone – e precisamente mi riferisco al polo scolastico e al parcheggio multipiano, opere queste che, se dovessero andare in porto, andrebbero a prostrare la città». Sul polo scolastico, Vallone spiega che la maggioranza di Repice «aveva previsto la demolizione dei tre plessi delle scuole elementari, nonché l'edificio della scuola media», per creare un unico edificio con scuole elementari e medie, ricorrendo al leasing in costruendo. «Ottimo strumento – incalza il sindaco – ma che non è da considerarsi prezzemolo per ogni minestra. Evidentemente l'amministrazione Repice non si è fatta i conti in tasca, in quanto il Comune di Tropea dovrebbe pagare per 20 anni un canone di circa 500 mila euro annui, debito che il bilancio comunale non è in condizioni di onorare, senza contare il fatto che dopo i venti anni, per il riscatto è necessario sborsare il 3 per cento sul valore complessivo stimato del costo della costruzione o locazione».
Passando al parcheggio multipiano, «l'amministrazione Repice – prosegue Vallone – irresponsabilmente non ha preso in considerazione che il Comune di Tropea attende la sentenza relativa all'esproprio dell'attuale parcheggio in località Contura, sentenza che vedrà il Comune soccombere per svariati milioni di euro. La qual cosa significa essere soggetti al sicuro dissesto. È necessario bloccare anche il progetto del parcheggio multipiano, che in termini numerici ci dà soltanto 184 auto a rotazione, quasi uguale al numero di cui oggi disponiamo».
Toccando invece il tema del porto, Vallone ricorda come si sia in attesa del Consiglio di Stato. «Una cosa però è certa – dice Vallone – quello ideato dalla propaganda Repice in campagna elettorale di "restituire il porto ai tropeani" è semplicemente uno slogan, perché il porto non è di proprietà comunale, ma è di proprietà del demanio marittimo, dello Stato».
Accennando infine ai progetti futuri, Vallone ha spiegato che le linee programmatiche devono ancora essere tracciate, ma quello che manca sono le infrastrutture per la cultura, perché il turismo di Tropea «è limitato semplicemente a quello di tipo balneare – ha concluso Vallone – che si esaurisce nell'arco di pochi mesi, mentre il turismo culturale può comprendere almeno sei mesi l'anno».


fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=109099&Edizione=11&A=20110805

Lettere/ Come mai?


Egr. Direttore

Ho appena  constatato, con mio grande rammarico, quanto del resto già sapevo in quanto  riferitomi da terze persone, della pubblicazione sul blog da Lei diretto di un articolo a firma di Angelo De Luca dal titolo “Comune Briatico. MA NON AVEVA DETTO CHE CI PENSAVA LUI?” con annessa abusivamente una mia vignetta . È inutile dire che la cosa mi ha indignato profondamente e mi chiedo come vi siete permessi a fare una cosa del genere senza neanche degnarvi di chiedermi il permesso?
Non perché una cosa si trova liberamente su internet si può fare quello che si vuole non tenendo presente minimamente a cosa si va incontro e davanti a quale prospettive si mettono le persone, specie poi se si tratta di temi delicati come quelli da voi toccati nell’articolo in questione, e, soprattutto, tenendo in considerazione la realtà che viviamo attualmente a livello locale che non è assolutamente facile e dove, essendo tutti sul piede di guerra, spesso si passa dal fare di una cosa pubblica una questione privata e personale. E sia chiaro che ciò non significa non dover scrivere o esprimere le proprie opinioni per paura delle reazioni altrui, ma quando lo si fa bisogna che ognuno se ne assuma le responsabilità e faccia attenzione a non danneggiare chi non centra niente. L’articolo pur facendo riferimento al tema dell’acqua non ha nessuna attinenza con la vignetta, la quale a suo tempo fu da me realizzata in merito ad una questione ben precisa e in un contesto politico ben definito che oggi non esiste più per le ragioni che tutti conosciamo. Tutto ciò oltre alla mia di indignazione ha provocato anche quella di molte altre persone direttamente o indirettamente chiamate in causa dal disegno e che hanno preteso da me chiarimenti, quando io invece ero all’oscuro di ogni cosa e ignaro di ciò che era stato messo in atto a mia insaputa. E non bisogna pensare che avendo messo in calce il nome dell’autore si sia messo al pari con la coscienza, perchè paradossalmente ha aggravato la situazione più di quanto si possa immaginare. Altra cosa grave che il tutto prima ancora che fosse pubblicato sul Suo blog è comparso sulle pagine di un quotidiano locale, ragion per cui mi riservo di chiedere lumi a chi di dovere e nelle sedi più opportune. Ribadendo la mia indignazione la invito a non pubblicare più nulla da me realizzato senza il mio esplicito consenso e a scrivere sulle pagine di rosso fajettu nel più breve tempo possibile un post in cui venga chiarita la questione e soprattutto la mia posizione.

Cordiali Saluti

Cristiano Santacroce


R. 
L'immagine è abbinata all'articolo perché è così che l'autore l'ha inviata, questo blog lascia libero spazio agli autori nelle loro scelte. 


Nel caso specifico per venire incontro alla tua richiesta l'immagine e l'indicazione dell'autore della stessa verranno rimossi in modo permanente da Rosso Fajettu.


Saluti


Antonio Esposito

04 agosto 2011

Narcotraffico, le redini nelle mani di vibonesi


Coinvolti anche un nipote e altri quattro sancalogeresi oltre ad abruzzesi e colombiani 
di Giuseppe Baglivo




É un'indagine che il gip distrettuale di Bologna, Andrea Santucci, definisce nell'ordinanza di custodia cautelare come «dettagliatissima». Ed in effetti nella ricostruzione di un tentativo di importazione in Italia di ben mille e 500 chili di cocaina dall'Ecuador, fondamentale si è rivelata la collaborazione fra le intelligence investigative italiane e straniere.
Diciassette le ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal gip su richiesta del pm Enrico Cieri della Dda di Bologna. Oltre a Francesco Ventrici, 39 anni, cui l'ordinanza è stata notificata nel carcere di Caltanissetta, i provvedimenti restrittivi riguardano: Antonio Grillo, detto "Il bisonte", 33 anni, di San Calogero, ritenuto il più stretto collaboratore di Ventrici ed arrestato in un ristorante di sua proprietà; Angelo Mercuri, 43 anni, di San Calogero, cognato di Ventrici; Michael Kramer, 46 anni, nato in Germania, residente in Austria, ritenuto l'uomo capace di procurare il velivolo che avrebbe dovuto trasportare la cocaina; Antonio Chavarro Pastor, colombiano di 48 anni, residente ad Alicante (Spagna); Giuseppe Corsini, detto "lo Zio", 61 anni, bolognese di San Giovanni in Persiceto, trasferitosi in Spagna per curare i rapporti con i narcos; Paola Boselli, 39 anni, moglie di Corsini; Nicolò Cataldo, 36 anni, di Bari; Marco Di Maurizio, 30 anni di Giulianova (Teramo) e Claudio Zippilli, 47 anni di Sant'Omero (Teramo) indicati come i possessori della villa che sarebbe stata usata come deposito per la cocaina; Giuseppe Petullà, 47 anni, di Rosarno, residente a Schio (Vi), Italo Iannello, 20 anni, di San Calogero, parente convivente di Ventrici a Bentivoglio (Bo); Ferdinando Zappia, 32 anni, di San Calogero; il colombiano Raul Isaza Cano, 44 anni, detto "il negrito"; Oscar Alvarez Murillo, 69 anni, detto "il nonno", colombiano; Giuseppe Simonelli, 32 anni, detto "Paco" di San Calogero, presunto intermediario fra Ventrici e i colombiani. Infine, in carcere è finito Vicente Mari, 44 anni nato in Svizzera e residente a San Vincenzo di Galliera, nel Bolognese.
Quest'ultimo era rimasto coinvolto anche nell'inchiesta "Golden jail" del 7 aprile scorso poiché per gli inquirenti bolognesi doveva diventare, con la società "Futur program" di San Lazzaro di Savena (Bo), il referente di Ventrici nel settore immobiliare. Sul registro degli indagati è finito anche Giuseppe Grillo, 30 anni, di San Calogero, fratello dell'arrestato Antonio. Nei suoi confronti, però, il gip ha respinto l'arresto poiché a suo carico emergono «solo alcuni contatti con il fratello, di cui gli unici dotati di valenza indiziaria sono rappresentati dallo scambio di sms il 18 e 19 dicembre 2010 laddove Antonio impartisce a Giuseppe la direttiva di portare del denaro ad una ragazza in Abruzzo. Lo spunto, però, – scrive il gip – appare insufficiente ad integrare prova univoca in ordine alla partecipazione punibile dell'indagato».
La presunta organizzazione avrebbe agito dal luglio 2010 al gennaio scorso con contatti fra la provincia di Bologna, Alicante (Spagna), Lubiana (Slovenia) e l'Ecuador. É il 16 luglio 2010 quando la Direzione centrale per i servizi antidroga di Roma comunica alla Mobile di Bologna che la Dea Americana (uffici di New York e Vienna) aveva avviato un'indagine nei confronti di Michale Kramer per traffico di cocaina. Pedinato e seguito in ogni spostamento, Kramer viene seguito sino in Slovenia dove giunge lo spagnolo Pastor Chavarro al fine di visionare l'aereo sul quale doveva essere trasportata la cocaina. Chavarro promette a Kramer 100mila euro per il noleggio del velivolo e per la benzina, accreditandoli su un conto svizzero. Da qui parte la ricostruzione di una rete di rapporti che vede Chavarro giungere in Italia dalla Spagna unitamente a Corsini e Simonelli e poi alloggiare in un hotel di Bentivoglio ospite della "V.M. Trans", società amministrata da Ventrici e da un fratello di Angelo Mercuri.
Incontri e riunioni, anche nella villa di Ventrici a Bentivoglio, sarebbero stati finalizzati all'acquisto di 1.500 chili di cocaina che dovevano giungere in un deposito in provincia di Teramo via Ecuador a bordo del velivolo procurato da Kramer. Il carico, tuttavia, non è mai arrivato in Italia per via di complicazioni sorte nella trattativa con i colombiani, nonostante una spesa preliminare di circa 2,5 milioni di euro. Somma che, secondo la Dea, era stata movimentata tramite un istituto di credito compiacente della Slovenia. Ogni indagato avrebbe avuto nella presunta organizzazione un ruolo ben preciso con Antonio Grillo, Vicente Mari, Angelo Mercuri, Italo Iannello, Ferdinando Zappia – indicati come «persone di fiducia di Ventrici» – preposti all'organizzazione dell'importazione di cocaina, recandosi in Slovenia, Spagna, Austria ed Ecuador. Secondo gli inquirenti, a trasferirsi poi più volte all'estero per tenere i rapporti con i narcos colombiani sarebbe stato anche Giuseppe Simonelli, che avrebbe curato pure il trasporto unitamente a Giuseppe Petullà, Nicolò Cataldo e Vicente Mari.
Marco Di Maurizio e Claudio Zippilli avrebbero infine fornito il supporto logistico, predisponendo il luogo di immagazzinamento ed occultamento della coca.

03 agosto 2011

Cambia sindaco per un voto a Tropea,sentenza Consiglio Stato


Dopo 14 mesi sostituito Repice, primo cittadino e' Vallone


(ANSA) - TROPEA (VIBO VALENTIA), 3 AGO - Ribaltato a 14 mesi dalle consultazioni amministrative il risultato delle elezioni comunali a Tropea.

Il Consiglio di Stato, con una sentenza emessa oggi, ha stabilito che il nuovo sindaco della cittadina e' Gaetano Vallone che scalza per un solo voto di differenza Adolfo Repice, proclamato primo cittadino all'indomani della tornata elettorale del 28 e 29 maggio 2010. Assetti rivoluzionati in Consiglio comunale con la lista di Vallone che avra' 11 seggi e quella di Repice cinque. (ANSA).

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/calabria/2011/08/03/visualizza_new.html_759141613.html

01 agosto 2011

Comune Briatico. MA NON AVEVA DETTO CHE CI PENSAVA LUI?


Dalla scoperta dell’acqua calda, al “Ghe pensi mì” versione calabrese. Storie comuni in Italia. Anzi, storie di Comuni in Italia. Ma andiamo per gradi. E’ già passato un anno e mezzo da quando una nuova giunta si insiedeva a Briatico. Ma di novità, a ben vedere da quello che succede ogni giorno negli uffici del palazzo di via “Margherita”, non ce ne sono poi troppe da raccontare. Questo, vuole semplicemente essere un promemoria per chi la memoria l’ha persa già al primo giro di boa. Quante parole si sono spese in quella epocale campagna elettorale. Tante, forse troppe. Talmente tante da pensare che davvero qualcosa potesse cambiare. Immaginare una Briatico diversa non era solo un sogno. Doveva essere un obbligo. Da cittadino e, soprattutto, da amministratore. Invece ci si ritrova puntualmente a fare il resoconto di quello che non si è fatto. Appunto occorrerebbe ogni tanto fare resoconti di altro tipo. Altri, insomma, incentrati su un discorso più preciso: quello che si è detto. Erano ben venti i punti programmatici esposti in maniera chiara da colui il quale oggi siede sulla poltrona di sindaco. Il giorno dopo la vittoria, Franco Prestia si presentava come un soggetto politico attento e risoluto, deciso ad apportare migliorie e cambiamenti. Memorabili le sue prime parole: “Da oggi siamo tutti sindaci perché tutti parteciperanno all’attività amministrativa”. Un idillio durato poco, dove, ben presto, si è ritornati all’altra faccia della politica, a quella cioè che tutti i cittadini sono da sempre abituati a concepire come un fatto assolutamente privato. Non sente più ragioni Franco Prestia. Nemmeno quelle dei suoi compagni di viaggio, i quali avranno pure da proporre qualcosa ogni tanto. Del resto, nonostante le premesse fossero altre, il sindaco è lui. Dunque, ci pensa lui. Anzi,per usare un eufemismo teatrale alla Tino Scotti, "ghè pensi mì". E così, come tutti i buon padri di famiglia, onori ed oneri gli si devono addebitare senza riserva. Lasciando stare per un attimo le cose grosse, quelle che in un paese come Briatico non vedranno mai la luce, come ad esempio la sistemazione della rete idrica fognaria, tam tam di tutte le amministrazioni che si siedono a governare, o le infrastrutture di un certo livello, come i porti, le strade e addirittura i cestini dell’immondizia sul lungomare, quello che più interessa oggi è vedere se almeno l’ordinario è stato mantenuto. Una delle proposte più interessanti uscita fuori dal treno dei desideri del sindaco Prestia, è stata senza dubbio l’istituzione di un nuovo quinto assessorato, ribattezzato da lui stesso come “l’assessorato alle piccole cose”. Nemmeno il tempo di promuoverlo, che di questa nuova delega si è persa la traccia. Anche sul capitolo “posti di lavoro” il sindaco si era espresso in maniera chiara. Per far fronte a tale necessità, si era detto di voler costituire una sorta di cooperativa multi servizi, che, come tutte le buone cose pensate, ovviamente non si è fatta. Non ancora magari. Per non parlare poi della cosiddetta “valorizzazione dell’esistente”, votata essenzialmente al rilancio del turismo e cavallo di battaglia del programma de "I rinnovatori" . In un’intervista del pre-elezioni, Prestia dichiarava convinto: “Le basi della nostra idea di turismo sono strettamente collegate alla necessità di riqualificazione del territorio, dove intendiamo svolgere un efficace lavoro di valorizzazione dell’esistente, riqualificazione della rete idrica, revisione totale dell’Ici e, cosa importantissima, riassetto totale del servizio di nettezza urbana, perché il biglietto da visita che il nostro paese deve avere è senza dubbio quello della pulizia e dell’ordine costante”. Già, biglietti da visita. Alla fine di tutta questa storia si dirà giustamente che è tutta colpa del debito e che il Comune è stato trovato disastrato. Addirittura, dicono alcuni, "con soli 98 centesimi all’attivo". Pensavano, Prestia, il suo vice e tutto il resto, di aver scoperto l'isola del tesoro. Invece, a conti fatti, hanno scoperto l'acqua calda.

Angelo De Luca

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