31 luglio 2011

Mediterranea Sound Festival 2011


Selezione delle band partecipanti – special guest – programma 


Sono ufficialmente chiuse le selezioni per la III edizione del Mediterranea Sound Festival, indie-contest ,che anche per quest’anno, si svolgerà il 12 agosto a San Costantino di Briatico.
Le band partecipanti alla fase finale saranno 3, selezionate tra oltre 100 demo presentati nel corso del Meeting degli indipendenti di Faenza al quale ha partecipato Max Barba per Mediterranea con il partner tecnico Radio Bombay. 
Ad esibirsi la sera del 12 agosto a San Costantino di Briatico saranno i siciliani Sans Papier, i calabresi Laradura e i lucani Acquatinta. Le band verranno giudicate da una giuria di esperti che decreterà i vincitori a cui verrà offerto un contratto promozionale con l’etichetta indipendente Orquestra di Pavia.
Special guest del MSF11 sarà la band indie/rock NOBRAINO vincitrice del sondaggio XL “Nuova Musica Italiana” e ospite abituale della trasmissione “Parla con Me” di Rai Tre condotta da Serena Dandini.  
La carica esplosiva dei 5 componenti di uno dei gruppi più attivi del momento è difficile che non venga notata anche semplicemente ascoltando i loro pezzi prima di un live. Nel “Bifolco tour” i Nobraino coinvolgeranno il pubblico fino allo stremo delle forze come è dimostrato dalla  usuale presenza di Lorenzo Kruger  tra il pubblico. I testi e le musiche dei Nobraino, almeno a titolo 
personale, rappresentano forse il meglio che attualmente si può trovare in Italia. Da “Grand Hotel” (presente nel loro ultimo lavoro “No USA! No UK!”, prodotto da MArteLabel sotto la direzione artistica di Giorgio Canali) a “Titti di più”, passando per la nuova versione di “Bifolco”. La verità è che ogni pezzo dei Nobraino ti lascia la sensazione di aver ascoltato una grande canzone, destinata ad essere conosciuta per molto tempo. Ma è la serata  stessa che resta nella mente di chi va a un concerto dei Nobraino: Kruger non solo si esibisce in bellissime performances canore, ma gioca col pubblico, inventandosi in ogni momento azioni degne di un giocoliere. 
Ancora una volta la scelta dell’ospite del MSF rispecchia lo spirito dell’iniziativa che è quella di dare spazio alla creatività del vasto panorama indipendente italiano. 
Dopo aver presentato Alessandro Mannarino e Nuju nell’edizione 2010, MSF punta tutto sui NOBRAINO e promette di stupire ancora una volta il suo pubblico grazie a un lungo lavoro di programmazione e selezione supportato dalla passione per la musica dello Staff MSF e di tutta l’Associazione Eleutherìa in qualità di organizzatrice. Organizzazione che necessita di fonti di finanziamento che gli Eleutheri riescono con pazienza a reperire grazie alla grande sensibilità degli Sponsor locali a cui è rivolto il ringraziamento più sincero, e grazie al supporto da parte degli Enti Locali da cui si auspica di ricevere sempre una maggiore attenzione per far crescere insieme l’evento e promuovere il territorio e le tradizioni della nostra terra.
Intenso il programma della serata del 12 agosto che vedrà l’apertura dell’Area Festival alle ore 20.00 dove, in collaborazione con Artigianfamiglia, sarà dedicato uno spazio all’artigianato locale e a mostre di vario genere. Oltre a poter ammirare i lavori e le lavorazioni secolari che hanno reso i nostri prodotti 

unici al mondo si potranno gustare i migliori piatti della tradizione calabrese accedendo alla zona dedicata alla SAGRA MEDITERRANEA dove ci si potrà comodamente sedere e cenare aspettando l’inizio del festival. 
Alle 21.00 ad aprire il festival ci penserà il noto presentatore vibonese Rino Putrino che anche per quest’anno condurrà l’evento, mentre a trasmettere la serata via web se ne occuperà il partner tecnico Radio Bombay con alle cuffie Luca Rovito. 
Alle 21.15 è previsto l’inizio della jam session di circa 30 minuti per ogni band che, liberamente, potranno comunicare il proprio repertorio. 
Alle 23.00, concluse le esibizioni delle band, toccherà ai NOBRAINO fare fibrillare la piazza e non mancheranno sorprese da parte di Kruger e compagni. La serata si concluderà con la premiazione della giuria che decreterà il vincitore della serata.   
Una festa ricca di emozioni dove si potrà ascoltare della buona musica abbinata alla tradizione con i migliori prodotti artigianali e enogastronomici. 
Lo Staff del Mediterranea Sound Festival vi augura un’estate 2011 piena di piccole e grandi cose e vi aspetta il 12 agosto a San Costantino di Briatico. www.mediterrameasoundfestival.it Liberi di suonare.


Giuseppe Vallone
Staff MSF11
Associazione Culturale Eleutherìa
info@associazioneeleutheria.org

30 luglio 2011

Concerto per la Vita - Briatico


Associazione Musicale Metamorfosi e AIDO, sezione comunale di Briatico "Tania Conocchiella", presentano la prima edizione del "Concerto per la Vita", coniugando la sensibilizzazione sulla tematica della donazione degli organi e dei tessuti e la grande musica.

Protagonista del concerto sarà il Quartetto d'archi "Diesis", tra classica e contemporanea, musica da film e tango.

PRESSO 
Auditorium ANAP
Lungomare Briatico

30 luglio 2011 -  Ore 21.30

Ingresso gratuito

Non mancate!



29 luglio 2011

A Vibo Marina, Pizzo e Francavilla Angitola concluse le manifestazioni per la Festa della Gente di Mare in onore di San Francesco di Paola



Si sono svolte, nei giorni scorsi, le manifestazioni per la 18° Festa della gente di mare che per l'edizione 2011 hanno interessato le location di Vibo Marina, Pizzo e Francavilla Angitola.  Uno dei momenti principali della festa è stata l’accoglienza ufficiale, presso il molo del porto di Vibo Marina, del pattugliatore d'altura “Luigi Dattilo”- CP 903, sotto il comando di Francesco Bove. Per l'occasione era presente alla cerimonia la signora Carlotta Dattilo, figlia di  Luigi, Medaglia d’argento al Valor di Marina e madrina della nave al momento del varo. Hanno fatto gli onori di casa il capitano di fregata, Luigi Piccioli, comandante  della Capitaneria di Porto di Vibo Marina, la sua vice Romanazzi, il  comandante  Domenico Malerba, della Guardia Costiera di Pizzo, il  comandante Fausto De Caria, della Guardia Costiera di Amantea. Graditissimo ospite Giuseppe Galdoporpora, responsabile della confraternita di Benincasa di Vietri sul Mare, luogo dove è custodita  la Sacra Reliquia della “Salvietta” di San   Francesco da Paola. Presenti alla cerimonia il tenente colonnello  della Guardia di Finanza, Giovanni Legato; una  delegazione  del Comune di Francavilla Angitola con il sindaco Carmelo Nobile, il vice sindaco, Antonella Bartucca e l’assessore Angelo Curcio e una folta delegazione dell'Associazione Marinai di Pizzo. Commovente il momento della consegna di un prezioso mosaico artistico raffigurante la “Nave Luigi Dattilo messa  sotto la protezione di San Francesco di Paola” e realizzato dai giovani della cooperativa “La Voce del Silenzio” di Pizzo diretta  da Adriana Maccarrone . Un gruppo  di giovani  della cooperativa, guidato  da Francesco La Torre, direttore  del centro di riabilitazione psichiatrica di Pizzo, ha  proceduto  alla consegna  del mosaico nelle mani del comandante Bove, dopo la benedizione da parte del  parroco  di Vibo Marina, Saverio Di Bella. Il giorno successivo si è svolta la tanto attesa e tradizionale traversata, da Marina di Pizzo al Lido Colamaio 2, a bordo di barconi, gommoni e  motovedette scortati dalla nave “Luigi Dattilo”. Filippo  Di Francia , parroco di Pizzo Marina, ha benedetto la statua di San Francesco e la  “Barchetta” a bordo dei barconi. Alla traversata hanno partecipato  anche alcuni devoti calabro-australiani provenienti da Melbourne, luogo dove il santo paolano è molto venerato. Durante la traversata una doverosa sosta in ricordo del giovane subacqueo napitino, Giorgio Stingi,  tragicamente scomparso proprio in quel tratto di mare. Allo sbarco è stata  pronunciata la preghiera del marinaio con la benedizione e il lancio in mare di una corona d'alloro in onore di tutti i caduti. A Olivara di Francavilla Angitola, presso il viadotto di San Francesco di Paola, sono stati consegnati riconoscimenti  a Lucrezia  Galati da Sant’Onofrio e a Concetta Ciliberti Pungitore di Francavilla Angitola e al termine della cerimonia sono stati conferiti i Crest commemorativi realizzati dall'artista Giuseppe Farina. La “Festa della Gente di Mare ” organizzata , grazie all’impegno di Vincenzo Davoli, Gianfranco Schiavone e Giuseppe Pungitore, curatori del sito internet www.francavillaangitola.com, di Giovanni Bianco, e Emanuele Stillitani, della Proloco di Pizzo, di Franco Di Leo del Centro Italiano Protezione Civile di Pizzo, di Francesco La Torre , responsabile del reparto di Riabilitazione Psichiatrica di Pizzo, di Adriana Maccarrone, presidente della Cooperativa Sociale “La Voce del Silenzio” Onlus di Pizzo, con il sostegno del Vescovo di Mileto, dei Padri Minimi e del clero diocesano, di varie associazioni di volontariato e protezione civile e con la collaborazione della Guardia Costiera, enti e autorità civili e religiose, risulta essere, secondo gli organizzatori, la più importante festa della gente di mare organizzata in Italia.



Franco Vallone

San Nicola da Crissa. Arriva internet gratis, senza fili e su banda larga



SAN NICOLA DA CRISSA È ormai operativo il collegamento a internet gratuito, senza fili e su banda larga. Lo rende noto il sindaco Pasquale Fera. Merito del wi-fi e del progetto "Piazze on line" sul quale l'amministrazione ha scommesso. Il Comune ha previsto l'installazione di una rete che permetterà ai navigatori del web di connettersi in banda larga in qualsiasi momento.
«A inizio 2005 – ricorda il sindaco – avevamo tutti cittadini esclusi dalla banda larga. Ora tutti avranno la possibilità di accedere, anche chi abita lontano dal centro abitato ed è sprovvisto dell'utenza telefonica. Tra l'altro Telecom nei prossimi mesi assicurerà pure l'Adsl. In meno di un anno – aggiunge Fera – abbiamo costruito la rete, ora sarà necessario capire come sfruttarla. Di sicuro ne godranno le imprese, dalle piccole alle grandi. Il nostro scopo è di utilizzare questa banda larga per servizi di pubblica utilità, come quelli relativi alla tele-assistenza delle persone anziane e all'istruzione. Dobbiamo avvicinarci soprattutto ai più giovani, portando gratuitamente la banda larga nelle scuole. Ma già da oggi è possibile connettersi senza fili».
Vittorio Cosentino, delegato all'innovazione tecnologica e governo elettronico del Comune, spiega che «il sistema è aperto anche a esercizi pubblici che lo vogliano attivare». L'utente potrà usufruire di una password per accedere alla rete senza costi aggiuntivi.


fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=106086&Edizione=11&A=20110729

28 luglio 2011

Briatico. Un concerto veicola la cultura del dono



Si terrà sabato 30, con inizio alle 21.30, nell'auditorium dell'Anap, la prima edizione del "Concerto per la vita", organizzato dall'associazione musicale Metamorfosi e dalla sezione dell'Associazione italiana donatori organi (Aido) "Tania Conocchiella".
L'associazione Metamorfosi, promotrice dell'evento, è una onlus nata lo scorso anno e presieduta dalla pianista Francesca Staropoli proprio per diffondere la musica d'arte attraverso concerti, eventi, workshop, corsi e seminari sul territorio regionale, con un'attenzione particolare per la musica da camera e orchestrale.
L'obiettivo del concerto di sabato, che prevede l'ingresso gratuito, è quello di coniugare la musica d'arte con la tematica della donazione degli organi e dei tessuti. In questo caso, la musica diventa un veicolo per aiutare la maturazione della cultura del dono e della solidarietà.
A dar vita al concerto sarà il quartetto "Diesis" (con Ivana Comito e Stefania Assisi ai violini, Sabina Fedele alla viola e Francesco Valenzisi al violoncello).
Il programma spazierà dalla musica contemporanea alla classica, dal tango alle più famose colonne sonore del cinema.
Il quartetto si esibirà anche nell'esecuzione del brano "Labirinto", del giovane compositore Fabio Conocchiella, fratello minore di Tania, alla quale è intitolata la sezione Aido, e direttore artistico dell'associazione "Metamorfosi".(f.b.)


27 luglio 2011

Tropea. Musica con troppi decibel, già chiusi tre locali

di Francesco Barritta

Stop alla musica ad alto volume nei locali pubblici. Scattano le prime severe punizioni per i trasgressori. Negli scorsi giorni, sono stati chiusi ben tre locali del centro storico: uno nei pressi del famoso belvedere, uno in largo Duomo e l'altro in piazza Vittorio Veneto.
«Ho fatto chiudere diversi esercizi perché – spiega il sindaco Adolfo Repice – non hanno ottemperato all'ordinanza sulla musica oltre la mezzanotte».
L'ordinanza in questione, emanata lo scorso maggio in materia di tutela della quiete pubblica, prevede lo stop a mezzanotte alle emissioni sonore. Il provvedimento sarà più permissivo per il mese di agosto, consentendo la musica fino alle due, ma oltre gli orari consentiti la punizione sarà identica a quelle già attuate a luglio. Dopo una prima ammonizione, giunge infatti il cartellino rosso, cioè una chiusura per il locale del trasgressore che parte da un minimo di tre giorni. Qualora, dopo questo stop, il proprietario del locale dovesse infrangere nuovamente le regole, si rischia una revoca della licenza per un periodo anche maggiore, e addio guadagni della stagione estiva.
Questa nuova linea della tolleranza zero, però, si ripercuote sul corpo di Polizia municipale, che ha già un gran da fare (essendo sotto organico). Ma a parte questi problemi organizzativi del Comune, che comunque sta facendo rispettare le regole, le preoccupazioni maggiori sono quelle dei gestori dei bar, che si rendono conto di come un'ordinanza così impopolare tra i giovani possa tradursi in un drastico calo dei guadagni. «Basta musica ad alto volume – chiosa però il sindaco – e anche negli orari consentiti, per ora fino a mezzanotte e poi fino alle due, la musica deve essere soft, per consentire il dialogo, perché i bar non sono discoteche e chi pensa di fare discoteca verrà penalizzato».
Chi si era convinto del contrario, prendendo sottogamba l'ordinanza del maggio scorso, si è sbagliato di grosso. Se, infatti, durante l'estate del 2010 la linea adottata (con un provvedimento simile a quello attuale) è stata più morbida e permissiva, quest'anno la musica - è proprio il caso di dirlo - sta davvero cambiando...

26 luglio 2011

Ragazzi in erba. Comunicato Ufficiale UGL Polizia di Stato VV



Quando circa tre anni fa, assumendoci coscientemente i rischi del caso, con le conseguenze collegate e che tempestivamente si sono riscontrate..., definimmo Pizzo una “piccola Amsterdam” non ci sbaglia- vamo. Si sbagliava, certamente chi volutamente, ci definì senza mezzi termini “terroristi”, verosimil- mente lo stesso soggetto che disconosce il significato e le competenze dell’ Autorità di P.S. in un co- mune d’Italia, o forse come facemmo notare con successivo comunicato stampa, i motivi per non te- nerci in considerazione erano altri. Altro che “due passi nel sogno” forse è appropriato dire due “passi nello sballo” e aggiungiamo, senza rischio alcuno. E si cari genitori come alcuni di voi hanno final- mente capito, circolava e continua a circolare talmente tanta sostanza stupefacente, da poter "produrre sogni" artificiali in quantità industriale ma con un unico e scontato finale: l'arricchimento di venditori di morte con la rovina di giovani vite umane e delle loro famiglie.
Amara riflessione a parte, una sola frase ci viene da pronunciare con rabbia ed impeto: vergognatevi tutti Voi che dovete! Martedì 12 luglio u.s., alle prime luci dell'alba, un maxi blitz dei Carabinieri (25 arresti e 50 indagati) denominato "Ragazzi in erba", interrompeva temporaneamente uno dei tanti traf- fici di droga che stanziava stabilmente da anni nella cittadina tirrenica e che si era aggiudicato una fetta di mercato e territorio ben definita, senza sovrapporsi ad altri interessi più grossi e maggiormente inva- sivi e redditizi (edilizia, estorsioni, ecc.). L'intero paese veniva letteralmente cinto d'assedio con un eli- cottero che dall'alto controllava eventuali tentativi di fuga, mentre un continuo via vai di sirene faceva percepire la portata dell'operazione.
Dopo quasi vent'anni di lapalissiane omissioni, collusioni e connivenze, uno sparuto ma straordinario gruppo di Carabinieri sta cercando di ridare dignità al popolo Napitino soggiogato, offeso e vilipeso da "pezzi dello Stato", amministratori locali, sindacati e pseudo-associazioni della società civile... che in- vece di denunciare o quantomeno lanciare l'allarme per quanto di vergognoso stava accadendo, si sono trastullati per tutto questo tempo disperdendo risorse ed energie, dissertando vigliaccamente di sagre, processioni, vini autoctoni e tutto ciò che poteva distogliere l'attenzione su un problema che oramai aveva raggiunto dimensioni insopportabili. E che dire, inoltre, di qualche testata giornalistica che in evidente imbarazzo quasi mai ha avuto il coraggio di pubblicare integralmente i nostri coraggiosi e pungenti articoli, cercando di stravolgerne il significato e censurandoli sistematicamente con un pateti- co e ridicolo "taglia e cuci", snaturando l’articolo e rendendolo un groviglio di frasi privo di collega- mento tra inizio e conclusione, con stralci di sintassi e logica? Paura, o dobbiamo pensare che si segui- vano le viscide direttive di "vili ed occulti burattinai" o ci si vuol far apparire poco ferrati sul piano culturale?
Ma tornando alla cruda realtà, riteniamo doveroso concedere pubblicamente un tributo e quindi anche il merito di questa operazione, unicamente ai colleghi della locale stazione CC di Pizzo, poiché per otte- nere questi risultati hanno dovuto, in un silenzio eroico, rinunciare ininterrottamente per giorni e mesi, a problemi ed affetti personali, riposi, straordinari e ferie saltati sistematicamente, oltre a sacrosanti
svaghi ed altre situazioni di vita ordinaria. Ci teniamo pertanto a sottolineare lo spirito di questi Uomi- ni, per far capire alla cittadinanza che i nostri appelli per l'elevazione a tenenza (mediamente composta da oltre trenta uomini) della locale stazione o l'istituzione di un commissariato di P.S, non erano di certo concetti campati per aria. Infatti, cari concittadini, per portare a termine serie ed efficaci attività d'indagine, (per una normativa quella della legge 309/90 talmente vincolante e complessa nel poter riuscire a produrre prove, per l’impianto accusatorio, che di fatto, a nostro parere, favorisce i venditori di morte), serveno almeno il triplo dei militari attualmente presenti, affinché una parte di loro si occupi di presidiare ininterrottamente il territorio, mentre un’aliquota si deve occupare sola- mente di attività d'indagine. Certamente queste cose le sanno bene alcuni signori... che in tutti questi anni avendo diversi tornaconti sul territorio e traendone costante profitto da un clima di diffusa illega- lità ed anarchia, hanno impedito verosimilmente anche di ripianare e qualificare l'organico della Po- lizia Municipale (che oggi spesso non interviene per quanto di competenza neanche se “imboccati”), per cui tutte le incombenze di loro pertinenza spesso vengono evase dalla locale stazione CC, i quali a loro volta vengono distolti da i loro principali compiti istituzionali.
Appare chiaro, a nostro parere, che al di là delle dichiarazioni di facciata dei politici di turno (a qualsi- asi livello e di qualunque ruolo e colore), avere tra i piedi troppi sbirri, significa ridurre il raggio d'a- zione degli ambienti criminali, i quali a loro volta ne chiederebbero immediatamente contezza, in nome degli "aiutini" elargiti durante le campagne elettorali.
Ma se da una parte siamo soddisfatti perché questa è l’ennesima conferma ad anni di denunce anche nelle sedi previste, (questa, in ordine di tempo, è la terza operazione antidroga che riguarda Pizzo dall’inizio dell’anno in corso!) purtroppo quello che era prevedibile è puntualmente accaduto: gli arre- stati nell’ultima retata sono già tutti fuori dalle patrie galere e di nuovo all’opera! Allora ci viene spon- taneo chiederci: perché si chiedono immensi rischi e sacrifici personali alle Forze di Polizia, si orga- nizzano mega conferenze in mondovisione, si definisce Pizzo la “foce di un fiume (di droga)” con “le solite telecamere” a riprendere scene da “Apocalyps now”, quando poi a distanza di una settimana i più dicono, per gli oggettivi riscontri, che era una rumorosa candid camera?
No cari signori così non va! O si veicola il messaggio che chi delinque finisce dentro e ci rimane o é una guerra persa in partenza. Se non si danno ampie garanzie è inutile fare accorati appelli per invo- gliare i cittadini a denunciare! La collettività ha sete, oltre che di “ridicole sceneggiate”, di vedere mar- cire in galera un numero sempre più crescente di malviventi i quali oramai imperversano impuniti in lungo ed in largo. E’ aberrante riempirsi la bocca con sermoni di vuota retorica, quando poi le vittime che denunciano si ritrovano puntualmente i malfattori liberi di continuare nel loro progetto criminoso. E’ frustrante vedere vanificato un quotidiano e certosino lavoro con misure alternative al carcere, ridi- cole e palliative; lavoro il più delle volte messo in atto nei confronti delle stesse persone con una sfilza di precedenti penali. Questi sono i nostri attuali sentimenti e di parte della collettività che abbiamo il dovere e ne sentiamo la necessità di esternare, affinché si rifletta sul perché di molti nostri limiti, e si capiscano le reali condizioni nelle quali siamo costretti ad operare, con la netta sensazione di essere obbligati a partecipare ad una battuta di caccia grossa, armati di una fionda...

Originale firmato agli atti. L’Osservatorio per l’Ordine, la Sicurezza Pubblica e la Criminalità.

Giacomo Gullo
Sovrintendente Polizia di Stato
Segretario Provinciale Generale UGL Polizia di Stato



SEGRETERIA GENERALE PROVINCIALE Via D. Taverna n.2 c/o Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato 89900 VIBO VALENTIA mail:segreteriaugl.poliziavv@virgilio.it



25 luglio 2011

«Mai visto a Parghelia un mare ridotto in uno stato tanto lurido»



Le condizioni attuali del mare di Parghelia
Dal preside Fiorenzo Restuccia riceviamo e pubblichiamo: «Sono un calabrese di Vibo come tanti altri, ho 72 anni e debbo purtroppo rilevare che nella mia vita non ho mai visto il mare di Parghelia ridotto in uno stato a dir poco lurido. Buste di plastica, liquami color marrone, acque nere, c'è di tutto, eppure siamo in uno dei mari più belli della Calabria, "La costa degli Dei". Vorrei dire ai nostri amministratori locali e regionali ma ve ne siete accorti dello scempio? Non avete ancora capito che il turismo in Calabria potrebbe essere fonte di reddito per migliaia di operatori e lavoratori! Si può fare turismo con un mare pattumiera?
Ho visto in questi giorni turisti svedesi e tedeschi che non potevano fare il bagno per il luridume nel mare. È questa l'immagine che i nostri amministratori presentano al turismo europeo! Ai primi di luglio si è verificata la stessa cosa e qualche sindaco ha chiesto anche scusa. Le scuse si accettano sempre ma l'errore non si deve ripetere altrimenti si fa pura demagogia e certamente non si fa l'interesse dei cittadini e del territorio. Ma l'hanno capito i nostri governanti che non si può gestire la cosa pubblica facendo solo qualche proclama rassicurante dimenticandosi di provvedere possibilmente in anticipo a mettere in efficienza quelle strutture tecniche necessarie per mantenere il mare pulito. Allora chiedo ai nostri governanti locali e regionali: vi abbiamo eletto per occuparvi del territorio se non lo fate dovete andarvene a casa e presto.
La Calabria ha bisogno di amministratori efficienti e dediti a risolvere i problemi del territorio non ad acuirli anno dopo anno, o capaci di trasformare "La costa degli Dei" nel "La pattumiera degli Dei"».

Nd'arranciamu, il nuovo gruppo di canto e musica popolare nato nella frazione Porto Salvo


Il gruppo Nd'arrangiamu durante una esibizione


È nato, da qualche mese, un gruppo di ricerca di canto e musica popolare denominato Nd'arranciamu. Negli intendimenti dei fondatori della neo formazione musicale quella di riscoprire le tradizioni della nostra regione e del vibonese in particolare, attraverso le sonorità, la musica e il canto rituale e tradizionale. Il gruppo è nato in modo spontaneo per volontà di Felice Napoleone, un giovane da anni impegnato, come capo gigantaro, a far ballare i suoi alti fantocci per le strade della Calabria accompagnandoli con un rullare ossessivo dei tamburi. L'idea di allargare gli orizzonti alla musica popolare nasce una sera, a Porto Salvo, e quasi per gioco, ritrovandosi assieme con alcuni amici e con tanta passione addosso. Poi, dopo gli incontri preliminari e le prove, arriva il debutto vero e proprio, avvenuto in occasione della festa della Madonna a Porto Salvo. Da questo momento in poi i ragazzi di Nd'arranciamu vengono catapultati in piazza e richiesti da tanti comitati festa della provincia che li ingaggiano. Loro rispondono con impegno e con costanza. Si parte da Filandari per un secondo concerto, poi sarà la volta di Pannaconi di Cessaniti, e il tour continua per tutta l'estate, tante le serate programmate in agenda. Ed ecco i nomi dei giovani componenti della band: Tersilia Noccioli, voce vellutata e trainante del gruppo, assieme a lei Matteo Iannello e Felice Napoleone; alla chitarra elettrica Filippo Davì; al basso Alessandro Tripodi; alla fisarmonica ed organetto Giacomo Davì; ai tamburelli Maurizio Tedesco e Giuseppe Santacroce; alle nacchere Giuseppe Esposito che oltre a suonare nella band è anche  ballerino del gruppo. Promoter, amministratore e addetto ai rapporti esterni, fan club e pagine facebook, è Massimo Limardo. Il nuovo gruppo, come dicevamo, funziona in questi giorni a pieno ritmo con uno spettacolo che ha già riscosso un discreto successo per i paesi del vibonese, con una musica coinvolgente che prende, rapisce e fa ballare tutta la gente in piazza.

Franco Vallone

Un intero quartiere popolare di Briatico, recuperato e autogestito dagli abitanti, ammirato dai turisti


Uno scorcio del borgo di Cocca


Una volta lo chiamavano populittu, il quartiere popolare di Cocca, a Briatico, case piccole, basse e a schiera, tante quanto basta da avvolgere una piazzetta a forma di elle. Vi si accede, anche oggi, da due lati, dal primo anche con le auto, dall'altro soltanto a piedi. Il piccolo e animato quartiere di Cocca rimane immobile, ed anche un tantino degradato, per  anni. In quel tempo è abitato da gente semplice e umile, brave persone, per lo più pescatori e contadini che lavorano faticosamente di giorno e di notte, sul mare e nelle terre, ma anche da qualche operaio e artigiano muratore. In questo luogo popolare vivevano le famiglie dei Prostamo, dei Collia, dei Napoli, i Bruzzese, i Costanzo, i Gentile, i Zungri, i Morello, i Forelli, i Mazza, i Petrarca, e prima ancora  due indimenticabili e misteriose sorelle, le maistre...  tutti abitanti del populittu, residenti nelle casette tutte uguali, rosa e bianche di calce, con un piccolo fazzoletto di terra che girava attorno e dalla quale ricavare qualcosa per la famiglia: fichi, prugne, nespole, limoni e qualche altro frutto, pomodori, basilico, prezzemolo e sedano a volontà, per fare il sugo tutti i giorni. Oggi molte di quelle persone che abitavano il quartiere purtroppo non ci sono più, qualcuno è emigrato al nord, altri si sono trasferiti. Le cose cambiano, oggi ad abitare le case del populittu ci sono le nuove generazioni ed i giovani hanno saputo trasformare quel modesto quartiere popolare di un tempo in un vero e proprio borgo con un giardino affacciato sul mare, un luogo visitato anche dai tanti turisti che passano sul lungomare e rimangono colpiti dalla bellezza del luogo. Populittu che incanta, le casette sono diventate colorate villette dipinte con i colori raffinati di terre rare, di ocra, di rosa, con tante tonalità diverse di una stessa tavolozza, mediterranea e solare, che fa assomigliare questo luogo alla Sardegna, alla Liguria, alla Grecia e a Malta. Gli abitanti si sono costituiti in un gruppo di lavoro spontaneo e volontario dove ognuno fa quel che può: c'è chi cura le maestose agavi, chi le palme e gli altri ombreggianti alberi, chi innaffia le aiuole e chi ripulisce cestini e strada, chi colora i muri. A vigilare su tutto e su tutti una bella icona della Madonna, una piccola statua che è stata posta in una nicchia al centro della Piazzetta e che dà il benvenuto ai visitatori e protegge l'intero quartiere a lei devotissimo. Ogni festa della comunità briaticese viene vissuta intensamente dal piccolo quartiere della Cocca di una volta. Dalle infiorate del Corpus Domini, all'altarino della festa patronale e all'allestimento scenografico con tanto di barca e reti per la Madonna del Carmine. Tante le processioni religiose, i giganti da corteo e le bande musicali che periodicamente inondano di suoni e di gente il quartiere, tutti si fermano puntualmente per una breve pausa, per un ristoro simbolico oramai obbligato e consolidato. Il quartiere rinato è oggi realtà tangibile, un luogo dove si sente il senso dell'accoglienza, si incontra la pulizia dell'ambiente e la cura  dei particolari estetici, una vera e propria cultura del bello insieme ad una raffinata sapienza popolare scaturita spontaneamente proprio suoi luoghi dell'infanzia degli abitanti. E poi poi ci sono i fiori che sbucano improvvisi e prorompenti dai numerosi vasi pensili e dai contenitori posti nell'atrio delle casette, gerani di tutti i colori, bouganville, rose, garofani ed oleandri... le panchine sotto gli alberi guardano fino a notte fonda al mare di Cocca e della Brace, a Sant'Irene, a Tropea e allo Stromboli che svetta fumante all'orizzonte ogni giorno in attesa di un nuovo, infuocato tramonto. É diventato davvero un bel posto 'u populittu, un luogo che merita di essere visitato e che insegna come e quanto potrebbe essere interessante  Briatico con un poco di cura in più, con più  pulizia, con una attenta partecipazione collettiva alla salvaguardia dell'ambiente, alla cura dei particolari urbanistici, all'arredo esterno, al valore paesaggistico, alla tutela e conservazione del bene comune. 
       
Franco Vallone                                             

22 luglio 2011

Si alza il sipario sul week end della letteratura


TROPEA Si alza il sipario sull'attesissimo "Premio nazionale letterario Tropea – Una regione per leggere". 

La tre giorni letteraria partirà infatti stasera, nel teatro all'aperto del porto di Tropea. Garantiranno la loro presenza i tre autori finalisti: Giancarlo De Cataldo (con "I traditori" per Einaudi), Donatella Di Pietrantonio (con "Mia madre è un fiume" per Elliot) e Marta Morazzoni (con "La nota segreta" per Longanesi). Il vincitore verrà decretato domenica sera, al termine della serata finale, e riceverà il "Premio Tropea" dall'assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri.
Numerosi sono gli scrittori, i giornalisti e gli intellettuali ospiti di queste tre serate che saranno condotte dai giornalisti Livia Blasi e Pasqualino Pandullo, presidente dell'"Accademia degli affaticati", associazione promotrice del'evento.
A leggere alcuni brani dei libri giunti in finale ci sarà l'attore Marco Falaguasta, con il sottofondo musicale del maestro Sergio Coniglio al pianoforte e – novità introdotta quest'anno – con delle immagini proiettate sullo sfondo che serviranno da guida visiva ai tre libri finalisti.
Dopo il saluto del primo cittadino Adolfo Repice, si parlerà di libri in compagnia della presidente della giuria tecnico-scientifica Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice e firma del Corriere della Sera, e dello scrittore Mattia Signorini, vincitore della scorsa edizione. Successivamente interverranno il direttore di Radio3 Rai, Marino Sinibaldi, ideatore del programma radiofonico cult "Fahrenheit"; Aldo Pecora dell'associazione "Ammazzateci tutti"; l'attore Eugenio Masciari.
Per domani, gli organizzatori hanno già anticipato la presenza dell'attore Luciano Marrocu, dei giornalisti Arcangelo Badolati e Paola Bottero e di molti scrittori, come Fulvia Gambaro e Gianfranco Valenti.
Per la serata conclusiva, invece, sarà presente Gian Antonio Stella come ospite d'onore, mentre sul palco si avvicenderanno il presidente della Provincia, Francesco De Nisi; il direttore del Sistema bibliotecario vibonese, Gilberto Floriani; l'editore Giuseppe Meligrana, segretario dell'"Accademia degli affaticati"; il delegato alla cultura dell'Università Magna Grecia di Catanzaro, Tullio Barni; e il prorettore dell'Università della Calabria, Francesco Altimari. (f.b.)

Controlli antidroga scattano sulle strade



Si è tenuto nei giorni scorsi nella Prefettura un incontro volto a definire l'avvio della fase operativa del progetto Drugs on street "No alcol and drugs on the road" presentato dal Comune di Vibo Valentia ed approvato dal Dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei Ministri.
Per tutta la stagione estiva a partire dal prossimo fine settimana, quindi, secondo un nuovo protocollo operativo un gruppo interforze composto da personale della Polizia di Stato, della Polizia stradale, dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di Finanza della Polizia municipale e della Polizia provinciale, unitamente a personale sanitario del Sert di Pizzo e dell'Unità operativa del Pronto soccorso dell'ospedale Jazzolino ed a personale della Croce rossa italiana, effettuerà dei controlli su strada finalizzati ad individuare soggetti che si sono posti alla guida in stato di alterazione psicofisica per l'assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti. L'attività di controllo, che riguarderà prevalentemente le zone di maggior traffico veicolare legato alla presenza di locali, mira ad assicurare migliori condizioni di sicurezza per gli utenti della strada evitando la circolazione di soggetti in condizioni psicofisiche alterate.

21 luglio 2011

“Parole e Suoni, Colori: Emozioni”. Manifestazione promossa dal Premio Internazionale di Poesia “Tropea: Onde Mediterranee”


Lunedì a Sant’Angelo la III edizione dell’appuntamento che riunisce poeti e artisti 





DRAPIA- Torna, per il terzo anno consecutivo, l’appuntamento con l’arte, la poesia e la cultura nel comune di Drapia. Lunedì prossimo, a partire dalle ore 18, in località Sant’Angelo (edificio scuole medie) verrà riproposta la manifestazione culturale “Parole e Suoni, Colori: Emozioni”. L’iniziativa  è promossa dall’associazione che ogni anno organizza il Premio Internazionale di Poesia “Tropea: Onde Mediterranee”. Il sodalizio, presieduto dal prof. Pasquale De Luca, ha preso lo stesso nome del riconoscimento poetico e, nell’organizzazione dell’appuntamento di lunedì prossimo, è coadiuvato dalla Pro loco drapiese (contributo del Comune di Drapia). Per l’occasione, come ormai consuetudine, è previsto l’allestimento di una mostra nel cortile dell’edificio scolastico (presenti tantissimi artisti della nostra provincia) e la partecipazione dei poeti  calabresi che hanno preso parte alla scorsa edizione del Premio di Poesia. Gli autori si alterneranno sul palchetto per interpretare i loro componimenti (per chi ha scelto di non leggere le proprie poesie ci penseranno i lettori: Enzo Godano, Maria Grazia Teramo e Gerarldyne Caracciolo). Il pomeriggio sarà inoltre arricchito dalla musica di Giuseppe Massaria (flauto), Vincenzo D’Acunzo (chitarra) e Geraldyne Caracciolo (fisarmonica). Condurrà il bravissimo e giovane presentatore Domenico Aiello. Ospiti d’onore: il Maestro Giuseppe Vitetta e la scrittrice Marta Morazzoni (finalista del Premio Letterario Tropea). Saranno presenti anche i 5 membri della Giuria dell’ultima edizione del Premio di poesia: Gaetano Antonio Bursese (Consigliere Corte Suprema di Cassazione e Presidente della Giuria); Anna Sambiase (Assessore alla Cultura del Comune di Parghelia); Elisabetta Rombolà (Insegnante in pensione); Giovambattista Ruffa (Insegnante in pensione); Tania Ruffa (giornalista). Le opere partecipanti al raduno poetico (non si tratta di un concorso quindi non vi sarà la premiazione dei primi classificati) saranno raccolte in un opuscolo pubblicato dalla Meligrana Editore.

QUI DI SEGUITO LA PREFAZIONE DELL’OPUSCOLO CONTENENTE TUTTE LE POESIE DEGLI AUTORI PARTECIPANTI ALA MANIFESTAZIONE DEL 25 LUGLIO, LIBRETTO CHE VERRA’ DISTRIBUITO, AL COSTO DI 5 EURO, NEL CORSO DELLA SERATA DI LUNEDI’ PROSSIMO.
Anche quest’anno, per la terza volta, nel segno della continuità e della costanza, proponiamo nuovamente la manifestazione “Parole & Suoni, Colori: Emozioni” - poesia, musica, pittura, arte - III edizione - che si svolge nello scenario bellissimo di Sant’Angelo di Drapia, la collina che dall’alto domina Tropea e che consente allo sguardo innamorato di spaziare lontano, sulle onde del mare, solcato da mille scie luminose, fino alle isole Eolie e allo Stromboli maestoso, in un panorama d’incanto. 
Il successo dell’ottava edizione del Premio Internazionale di Poesia “Tropea: Onde Mediterranee”, che anche quest’anno si è imposto all’attenzione del pubblico, della stampa e dei critici per i numerosi poeti partecipanti da ogni parte d’Italia e da diversi Paesi del mondo, per la gran quantità delle opere pervenute a concorso e per la bellezza delle stesse, ci hanno spinto a realizzare questo incontro poetico, riservato ai soli poeti calabresi, nell’intento di far conoscere le opere, le tematiche, le tecniche artistiche di ognuno di essi. “Promuovere l’amore per la poesia, diffondere la poesia, valorizzare l’arte poetica, far conoscere nuovi poeti e le loro opere in piena libertà espressiva e di pensiero senza condizionamenti ideologici, politici, religiosi, di nazionalità, o di altro genere”, questo è il compito specifico della nostra Associazione ed è per questo che oggi siamo qui: per conoscere, per conoscerci. Perché la poesia unisce gli animi, e oggi più che mai, in questa nostra cara Italia, c’è bisogno di unità, di concordia, di pace. Solo la poesia, nell’espressione verbale degli umani sentimenti, riesce a dare valore ad emozioni apparentemente passeggere e puramente personali, ma che, invece, sono universali ed eterne.
Su questa scia, di proposito, abbiamo innestato due forme artistiche diverse nella loro manifestazione: poesia e pittura. Lo abbiamo fatto perché siamo sicuri che entrambe vogliono esprime uguali stati d’animo, uguali sentimenti. Lo abbiamo fatto perché entrambe descrivono l’uomo nella sua specificità che lo distingue da qualunque altro essere vivente. Lo abbiamo fatto perché entrambe, esaltando la bellezza del creato, sono di origine divina e vogliono magnificare la potenza di Dio. E lo abbiamo fatto perché entrambe parlano dell’uomo, della sua essenza, perché esaltano l’uomo in quanto creatura divina.
Questa simbiosi artistica, di pittori e poeti, a cui si aggiunge anche la musica, ci è congeniale nel guardare in una ricerca approfondita dentro la natura dell’uomo che sempre ci meraviglia e ci sorprende per le sue capacità creative, per le sue emozioni, per le sue azioni. Ci meraviglia e ci sorprende solo per il fatto di essere uomo.
Questa manifestazione, che si ripete in forme nuove e diverse ogni anno, ci dà l’opportunità di dar voce, in piena familiarità, senza i toni aulici e austeri necessari in altre occasioni, ai tanti poeti calabresi che ci seguono, ci stimano, ci apprezzano per gli sforzi che facciamo nella gestione del Premio Internazionale di Poesia “Tropea: Onde Mediterranee”, una realtà ormai consolidata e che altri ci invidiano. E ci dà l’opportunità di mettere in luce i colori straordinari che i pittori hanno impresso sulle loro tele, che ci hanno portato per rimarcare ancora di più l’estrema bellezza di questi luoghi. Ad essi fanno riscontro la musica e il canto, che, con delicate note e voce modulata, passano lievi sui sensi dei mortali fino a raggiungere nel profondo il cuore dell’uomo.
È grazie ai poeti, agli artisti presenti in questa meravigliosa cornice naturale di Sant’Angelo di Drapia, e grazie a chi con la sua opera e il suo contributo ha permesso questa nostra iniziativa, che tutto questo ci è stato possibile. Con l’augurio che essa possa ancora ripetersi negli anni a venire.”

Prof. Pasquale De Luca, Presidente del Premio Internazionale di Poesia “Tropea: Onde Mediterranee”

18 luglio 2011

Parghelia. Giornata in memoria di Paolo Borsellino


19 luglio 2011, Parghelia, piazza Europa ore 19.30



“La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”. Con queste parole Paolo Borsellino lanciava il suo appello alla cittadinanza e ai giovani, per unirsi nella lotta alla mafia. 
Alla memoria del magistrato palermitano e del suo collega e amico Giovanni Falcone l’Associazione socioculturale Paralioti – in collaborazione con Laboart-Tropea e grazie all’appoggio del bar Pepè – dedicherà la giornata del 19 luglio, anniversario della terribile strage di via D’Amelio. L’appuntamento è alle 21.30 in piazza Europa, a Parghelia, per ascoltare le parole più belle di Borsellino, ma anche quelle più forti e scomode, per guardare le immagini di quel giorno e sconfiggere, insieme, in un incontro a metà tra un reading e una rappresentazione teatrale, il pericoloso germe dell’indifferenza.

Comunicato Stampa - Associazione Paralioti

17 luglio 2011

Briatico, storie di disagio ambientale.


Un paese messo in ginocchio dai rifiuti e dall'incapacità amministrativa di gestire le emergenze. E intanto i cittadini bruciano tutto...


Briatico - All’indomani delle comunali del 2010, Enzo Savino, odontotecnico di professione e politico di occasione, si presentava come uno dei personaggi più eletti di tutti e 32 candidati. Consapevole dell’apporto dato alla vittoria del sindaco Franco Prestia, per quei 126 voti, aveva chiesto un assessorato pesante: turismo e ambiente. Ora, dopo più di un anno, il suo modus operandi può essere messo in discussione. O per lo meno, i fatti lasciano pensare questo, visto che oggi il paese si ritrova ad essere pesantamente degradato sotto il profilo ambientale. E’ noto a tutti, che, per un paese che vive sostanzialmente di sole e di mare per tre mesi l’anno, le due deleghe in questione rappresentano il fulcro di un’intera amministrazione, perché è appunto da questo cilindro che si cavano le migliori idee. Ma a Briatico, vista la pessima situazione in cui versa, per l’ennesima volta e per l’ennesima amministrazione, si è data la delega giusta forse alla persona sbagliata. Si, magari è vero, qualcuno dirà che le emergenze di questo periodo ci soni in tutti i paesi, ma è altrettanto vero, senza smentite, che in altri paesi stanno pur tentando di risolverne almeno qualcuno. A Briatico no, questo non succede. Ancora oggi ad esempio, la zona Marina , presenta gravi difetti strutturali dovuti certamente alle recenti alluvioni. Ma quello che l’acqua dei fiumi Murria e Spataro hanno distrutto, l’uomo, o meglio, l’uomo politico, non ha saputo ricreare. A parte qualche ritocco alla buona, il cuore pulsante della Briatico pseudo-turistica, non è altro che un borgo lasciato in balia delle incurie del tempo e della scarsa attenzione amministrativa. Per non parlare poi del tormentone dell’anno: la spazzatura.


Ovunque il paese è disseminato di rifiuti, con diversi punti critici. E ora che l’ennesima ditta che avrebbe dovuto prendere in appalto la gestione dei rifiuti nel Comune è scappata via, rimane da chiedersi a che tipo di estate la cittadinanza e le attività commerciali stanno andando incontro. Varie segnalazioni ci portano dritti ad una delle località più belle e note della provincia. Sant’Irene si presenta letteralmente inquinata dai rifiuti di ogni genere e tipo, con una striscia di sacchi neri lunga almeno 200 metri , che insiste almeno da due settimane, senza che nessuno, assessorato all’ambiente su tutti, abbia preso misure straordinarie in merito. E come spesso succede in casi come questo, i più classici “estremi rimedi” arrivano dai cittadini. Si brucia. Si brucia tutto, lasciando così sul luogo del collasso il cadavere carbonizzato del rifiuto e nell’aria le conseguenze ancor più inquinanti dell’incendio. Resta dunque da chiedersi a cosa serva l’assessorato all’ambiente, visto che il principale attore in questione nemmeno presenzia ai consigli comunali, come testimoniato dall’ultimo avvenuto la settimana scorsa, quando, in attesa dell’importante voto sul bilancio, lo stesso Savino ha preferito starsene a casa, distanziandosi apertamente dalla sua squadra di governo locale. E' questo il modo di amministrare? Non un critica, ma una logica constatazione. Basta semplicemente passeggiare in paese per capirlo.

Angelo De Luca

Il 20 luglio la Messa per Tania e gli altri Angeli di tutto il vibonese


Tania Conocchiella

Il prossimo 20 luglio, alle ore 19,30, nella Chiesa Madre di Briatico, si terrà la “Santa Messa degli Angeli”, in memoria di Tania Conocchiella, la ragazza di Briatico prematuramente scomparsa nel 1999 a causa di un incidente stradale. La Santa Messa degli Angeli è un momento di preghiera comunitario che dal 2000 viene celebrato, in vari paesi del vibonese, a Briatico, Tropea, Santa Domenica di Ricadi, Zaccanopoli, Favelloni, Cessaniti, Mantineo, Vena Superiore, Vena di Ionadi, Paradisoni di Briatico e Nicotera. Una commemorazione, una messa speciale  in memoria di giovani morti prematuramente o per incidenti stradali o per mali incurabili. Una preghiera vissuta in modo collettiva e comunitaria che permette a tutti i parenti degli scomparsi di “stare con i propri cari sull’altare del Signore e di trovare conforto nella fede per la grave perdita avuta, aiuta le famiglie a stare insieme nella fede e ad elaborare il lutto fino all’accettazione”. “La celebrazione di una santa messa con l’intenzione specifica per i nostri Angeli – aggiunge Giuseppe Conocchiella- ha avuto inizio nel 1999 nella chiesa di Santa Domenica di Ricadi per iniziativa di Domenica Maurici, in memoria del proprio figlio Giuseppe Carone scomparso in un tragico incidente stradale. In seguito la signora ha coinvolto alcune famiglie del vibonese che hanno avuto, negli anni, la stessa grave perdita a causa di incidenti stradali. Nello stesso anno, la messa è stata tenuta nella chiesa dell'Annunziata di Tropea per iniziativa della famiglia Valeri in memoria della figlia Paola e del suo ragazzo Dario Colacino scomparsi anche loro a causa di un incidente stradale. L’anno successivo la celebrazione della Messa si svolge a Paravati, nella cappella della Fondazione ”Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” con la presenza di Natuzza Evolo”. Nel 2000 la famiglia Conocchiella  realizza il rito anche a Briatico, nella Chiesa madre di San Nicola Vescovo, dove Tania era cresciuta in fede e amore. "ci permette di vivere, insieme alle altre famiglie, un momento esaltante di comunione, di spiritualità, di fede, di speranza e di carità. “La Santa Messa ci aiuta, in qualche modo, ad accettare con serenità e con fede cristiana la grave perdita subita - conclude Conocchiella- infatti, durante la celebrazione, percepiamo la presenza metafisica del nostro angelo".
Ed ecco i nomi dei tanti Angeli che verranno ricordati il 20 luglio nelle chiese del vibonese: Tania  Conocchiella di Briatico, Paola Valeri e Dario Colacino di Tropea,  Giuseppe Carone di santa Domenica di Ricadi, Vincenzo Campisi di Nicotera, Mirko Colloca di Paradisoni, Antonio Mazzeo di Zaccanopoli, Giuseppe Limardo di Zaccanopoli, Monica Loiacono di Zaccanopoli, Antonello Conocchiella e Giancarlo Conocchiella di Vibo Marina,  Giuseppe Costanzo di San Costantino, Rosetta Gradia di Vibo Valentia, Giuseppe Mazzitelli di Favelloni, Francesco Franzè di Cessaniti, Domenico Staropoli di Favelloni, Samuele Pietropaolo di Briatico, Andrea Raduano di san Mauro Pascoli, Lucia Schiariti di Tropea, Simona Bagnato di Briatico, Nunzia Sorrentino di Vibo Marina, Marco Buttafuoco di Tropea, Francesco Saccà di Favelloni, Emanuele Toraldo di Tropea, Tonino Stillitani di Vimercate, Salvatore Cossu di Vena di Ionadi, Vincenzo Simonelli di San Leo, Vincenzina Garrì di Sciconi, Lorenzo Prostamo di Briatico, Francesca Conocchiella di Briatico, Giuseppe e Carmine Nadile-Vita di Paradisoni e Vincenzo Simonelli di San Leo di Briatico. 

Franco Vallone 
 

15 luglio 2011

Mare sporco da Pizzo a Vibo Marina


La strana colorazione sarebbe da attribuire ad un'abnorme fioritura di alghe. A giorni l'esito delle analisi 
di Francesco Iannaci





Pizzo
«Non cambiare stessa spiaggia stesso mare". I vacanzieri che hanno voluto seguire il consiglio di una famosa canzone in voga agli inizi degli anni Sessanta, si ritrovano anche quest'anno alle prese con le stesse problematiche, con lo stesso mare sporco e con la stessa schiuma giallo-verdastra, che quasi ogni giorno nella tarda mattinata invade il litorale di Pizzo e zone limitrofe. Un fenomeno che si ripresenta con una puntualità svizzera da diversi anni, ma che lascia scontenti tutti, turisti, residenti, ma soprattutto i gestori dei lidi situati lungo tutta la costa, i quali assistono inermi allo svuotamento inesorabile dei propri stabilimenti balneari.
Quest'anno però, stanchi delle solite promesse, delle solite riunioni e delle solite lamentele dei bagnanti, i gestori di alcune strutture balneari di località Marinella e Savelli si sono presentati, ieri, davanti al Comune di Pizzo per chiedere spiegazioni ai Commissari prefettizi e soprattutto per sapere se l'acqua del mare è inquinata e capire se dovranno chiudere la loro stagione in anticipo da quanto avevano programmato. Una situazione divenuta ormai insostenibile e che rischia di compromettere definitivamente una'altra stagione turistica, cominciata con gli auspici migliori e che invece si sta rivelando un vero è proprio flop.
Il mare si presenta sempre più sporco ed i turisti scappano, portando con se le lamentele ed il brutto ricordo di una vacanza finita nel peggiore dei modi, con la ripromessa di non farvi più ritorno. Ad aggravare la situazione il solito scarica barile tra le istituzioni, che non aiuta a risolvere la problematica. Anche se le numerose lamentele e segnalazioni da parte di turisti e residenti non fanno un favore all'immagine del territorio, hanno avuto il merito di spingere la Capitaneria di Porto di Vibo Marina ad espletare nei giorni scorsi una serie di sopralluoghi negli specchi d'acqua compresi tra il litorale dei comuni di Pizzo e Lamezia Terme, più specificatamente tra località Stazione e la foce del fiume Amato.
Dall'esito dei controlli, effettuati dai militari dell'Ufficio locale marittimo di Pizzo, è stata accertata l'anomala colorazione verdastra-giallastra delle acqua marine. Un fenomeno, che nel Golfo di Sant'Eufemia, si ripresenta ormai in maniera sistematica fin dal 2002. La strana colorazione del mare, secondo quanto accertato anche gli anni precedenti, sarebbe da attribuire ad un'abnorme fioritura algale, favorita dal contestuale contributo dell'innalzamento della temperatura e dall'eccessiva stabilità marina. Una circostanza quest'ultima confermata anche dall'Arpacal interpellata negli anni scorsi, la quale aveva accertato la presenza di una grande quantità di alghe nelle acqua del Golfo.
La stessa Agenzia per l'ambiente regionale, per fugare ogni dubbio sulla veridicità delle analisi visive, l'11 luglio scorso lungo il litorale di Pizzo ha eseguito una serie di campionamenti, le cui risultante analitiche dovrebbero essere pronte nei prossimi giorni. Intanto, in attesa dei risultati dall'Arpacal i Commissari prefettizi dal comune di Pizzo hanno disposto l'esecuzione di alcuni controlli nei depuratori e negli impianti di sollevamento rientranti nel territorio comunale, confermandone il regolare funzionamento.


13 luglio 2011

La rete dello spaccio dei "ragazzi in erba"

Nell'ambito della raffica di perquisizioni bloccati altri cinque giovani perché trovati in possesso di droga
di Giuseppe Baglivo

Nove ordinanze di custodia cautelare in carcere ed 11 agli arresti domiciliari. Sono quelle disposte dal gip Gabriella Lupoli che si è pronunciata sulle 20 richieste di custodia cautelare in carcere avanzate dal procuratore, Mario Spagnuolo, il 27 giugno scorso.
L'inchiesta della Procura nata principalmente dal lavoro investigativo dei carabinieri di Pizzo e della Compagnia di Vibo che ha operato sotto le direttive del capitano Stefano di Paolo, supera dunque il vaglio del giudice per le indagini preliminari, dando così ieri il via all'operazione denominata "Ragazzi in erba".
In carcere sono finiti: Domenico Grillo, detto "U Nanu", 25 anni; Alfonso Namia, 38 anni, già detenuto in seguito all'operazione "Ghost"; Giuseppe Feroleto, detto "Coca Cola", 20 anni; Francesco Piperno, detto "Pipe", 25 anni; Emiliano Facciolo, 25 anni; Antonino Sammarco, 21 anni; Massimiliano De Vita, detto "U Reju", 30 anni; Francesco Cefaly, detto "Ciccio" o "Binnu" 26 anni; Francesco Sciarrone, detto "U Gorilla", 20 anni. Tutti gli arrestati sono residenti a Pizzo.
Gli arresti domiciliari sono stati invece disposti dal gip nei confronti di: Giacomo Carnovale, detto "Enzo", 52 anni; Andrea Sciarrone, 18 anni; Anna Ramerino, detta "Ramerina", 21 anni; Mariangela Evolo, 25 anni; Andrea Sardanelli, 19 anni; Piergiorgio Villella, detto Very Nice", 21 anni; Francesco Galeano, 54 anni; Francesco Catalano, 51 anni; Antonio Corvetto, detto "Baffi i topu", 55 anni; Giovanni Buffone, 20 anni; Raffaele Vallone, 23 anni. Le persone finite ai domiciliari sono tutte di Pizzo, tranne Mariangela Evolo che risiede a Paravati.
Alle 20 richieste vagliate dal gip si aggiungono poi altre cinque persone, tutte di Pizzo, arrestate in flagranza nel corso dei controlli effettuati ieri dai militari dell'Arma durante l'operazione. I carabinieri hanno infatti tratto in arresto, sorpresi in un "rave party", i 19enni Luciano Mille e Gregorio Cavallaro; Irene Annunziata Minichini, 26 anni, e Antonio Umbro, 44 anni. I quattro, unitamente ad Andrea Sciarrone (questi già destinatario dell'ordinanza del gip), sono stati sorpresi all'atto di disfarsi di 60 grammi di marijuana, prontamente recuperata e sequestrata. Infine, ad essere fermato nella giornata di ieri è stato anche Francesco Marrella, 30 anni, beccato dai carabinieri mentre tentava di lanciare dalla finestra otto dosi di cocaina.
Dall'ordinanza del gip emerge che le esigenze cautelari vengono giustificate al fine di spezzare le incessanti e quotidiane «cessioni di stupefacenti, destinate ad intensificarsi nel periodo estivo per l'aumento dell'utenza "vacanziera"». La custodia cautelare in carcere viene motivata sul presupposto che gli arrestati sono «dediti stabilmente e cospicuamente allo spaccio tanto al dettaglio – rimarca il gip – quanto in funzione di rifornimento di altri spacciatori. Il loro spessore criminale appare dunque più consolidato ed allarmante». Le persone finite agli arresti domiciliari sarebbero invece «figure relativamente più marginali, spacciatori occasionali o manovalanza, solo di supporto – spiega il gip – e dunque destrutturabili al venir meno della fonte di riferimento». Le persone arrestate, se lasciate in libertà, non avrebbero alcuna difficoltà a gestire «la capillare rete di distribuzione» degli stupefacenti, poiché «si avvalgono e smerciano anche a minorenni e non disdegnano il taglio pericoloso dello stupefacente, talvolta paventando di farlo per mero dispetto». Secondo le risultanze investigative, il territorio di Pizzo sarebbe stato pacificamente ripartito in diverse zone dai pusher «capeggiati da conclamati spacciatori come Francesco Sciarrone, Piperno, Namia, Grillo e De Vita che si avvalgono a loro volta di varie collaborazioni». Alcuni presunti spacciatori (Grillo, Namia e Feroleto,) sarebbero stati per gli inquirenti rintracciabili ed "attivi" in locali notturni della Marina di Pizzo, oppure in via Salomone, su Corso San Francesco ed in via Nazionale. Piperno avrebbe invece «prevalentemente spacciato in Piazza Repubblica, sotto i portici e alla Marina». Ruolo di spicco nello spaccio nei vicoli del centro storico avrebbe poi avuto Massimiliano De Vita che si sarebbe rifornito di stupefacente a Paravati, paese della fidanzata Mariangela Evolo, finita ai domiciliari.

12 luglio 2011

Lotta alla 'ndrangheta La speranza parte da località Timpa a bordo di Musicarte


Il progetto dall'intesa tra Ministero, Prefettura Comune, Conservatorio e la Media di Vibo Marina 
di Pino Brosio




Nicotera
L'immobile confiscato alla mafia in località "Timpa" di Nicotera Marina, venerdì prossimo, alle 10,30, sarà consegnato a "Musicarte", un'associazione temporanea di scopo, che si pone per obiettivo la realizzazione di un centro di aggregazione sociale destinato ai giovani del comprensorio e a quanti di loro vorranno avvicinarsi alla conoscenza del pentagramma.
Il progetto, nato da un'intesa tra il Ministero della Pubblica istruzione, il Comune di Nicotera, il conservatorio musicale "Torrefranca" di Vibo Valentia diretto da Antonella Barbarossa e l'istituto comprensivo "Amerigo Vespucci" di Vibo Marina, guidato dal dirigente scolastico Maria Salvia, si svilupperà progressivamente e impegnerà i locali di un intero piano della struttura confiscata che sorge su tre livelli. Intanto, è stato costituito, per la gestione del Centro di aggregazione, un consiglio d'amministrazione con due articolazioni: comitato di gestione e comitato tecnico scientifico e di valutazione. Del Comitato di gestione fanno parte Maria Fedele, in veste di coordinatrice, mentre componenti sono Maria Beatrice Morano, Caterina Borgese, Antonella Barbarossa e Mario Muscia. Nel comitato tecnico scientifico, invece, il coordinatore sarà Luigi Salesi, mentre Andrea Mamone, Carmelo Apa e Giuseppe Ciccone saranno i componenti. Alla cerimonia, oltre alla commissione straordinaria che gestisce l'ente comunale (Marcello Palmieri, Eugenia Salvo e Angela Diano), parteciperanno il prefetto di Vibo Maria Luisa Latella, una rappresentanza della giunta regionale probabilmente guidata dal governatore Giuseppe Scopelliti, autorità religiose e militari. Saranno presenti anche il presidente della Provincia Francesco De Nisi e numerosi assessori provinciali, nonché i sindaci dell'intero territorio provinciale.
Una manifestazione organizzata nei dettagli e che registrerà anche la presenza del prefetto Giuseppe Caruso, responsabile dell'Agenzia dei beni confiscati alla criminalità organizzata appositamente delegato dal ministro dell'Interno Roberto Maroni. Tutte le procedure sono state sempre seguite con la massima attenzione dal prefetto Latella che ritiene fondamentale caricare la consegna dei beni del giusto significato anche a dimostrazione che lo Stato sul territorio è presente e intende portare avanti tutti i suoi impegni con la necessaria incisività.
Nei locali del bene sottratto alla criminalità organizzata dovrà trovare posto anche la Scuola di cinematografia, un'iniziativa alla quale non hanno fatto mancare il loro sostegno tanto il ministero della Pubblica Istruzione che la giunta regionale. Le somme necessarie per attrezzare la scuola sarebbero già state finanziate, bisognerà procedere agli acquisti. L'immobile in questione è stato confiscato con decreto del 28 settembre 2006 e assegnato al Comune di Nicotera. La sua ristrutturazione venne avviata su iniziativa della commissione straordinaria che, allora come ora, era guidata dal prefetto in quiescenza Marcello Palmieri. Il ministero competente stanziò le somme necessarie per i lavori (646mila euro) che vennero affidati al consorzio "Crescere insieme". Gli interventi per la ristrutturazione della struttura, originariamente destinata ad albergo, sono durati oltre un anno. Venerdì prossimo l'associazione "Musicarte" ne prenderà possesso e subito dopo la cerimonia di consegna, si riunirà il consiglio d'amministrazione per le prime valutazioni e le prime scelte da fare.

11 luglio 2011

Mileto. Bambino disabile picchiato, arrestate 4 maestre d'asilo

Quattro insegnanti dell'asilo di Mileto sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia con l'accusa di maltrattamenti aggravati ai danni di un bambino disabile di cinque anni.

Vibo Valentia, 11-07-2011

Quattro insegnanti dell'asilo di Mileto sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia con l'accusa di maltrattamenti aggravati ai danni di un bambino disabile di cinque anni.

Secondo quanto e' emerso dalle indagini, il bambino e' stato ripetutamente picchiato, anche piu' volte al giorno, e sottoposto ad altre forme di vessazione.

Le quattro insegnanti sono state poste agli arresti domiciliari, mentre nei confronti di una quinta, indagata nella stessa vicenda, e' stato emesso un provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal bambino.

Le indagini che hanno portato agli arresti erano state avviate nello scorso mese di aprile sulla base di informazioni confidenziali giunte ai carabinieri di Mileto, ai quali, in forma anonima, e' stato anche recapitato un dvd con le immagini registrate di alcune donne che rimproveravano un bambino che piangeva ininterrottamente.

I carabinieri hanno scoperto successivamente che i maltrattamenti avvenivano all'interno dell'asilo dopo avere installato nell'istituto alcune telecamere.

fonte: http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=154530


08 luglio 2011

Estorsioni e rapine, la banda del crimine


Sette le persone arrestate da parte della squadra Mobile su richiesta della Distrettuale antimafia 
di Nicola Lopreiato



Una vera e propria organizzazione dedita a estorsioni e rapine. Spavalda, aggressiva, capace di piegare, fiaccare, qualsiasi commerciante. Qualcuno di loro si riforniva di capi d'abbigliamento e di generi alimentari senza pagare, assaltavano negozi. Armi in pugno, svuotavano i registratori di cassa e facevano irruzione nelle sale giochi come veri e propri gangster. In un'occasione uno di loro ha dato fuoco ad un bar all'interno della Villa comunale per indurre la titolare a cederlo.
Metodi convincenti per giovani leve dallo spiccato piglio criminale. Sono solo alcuni dei principali episodi che vengono contestati alle sette persone arrestate ieri mattina dalla squadra Mobile, ritenute contigue alla cosca Lo Bianco.
In carcere sono finiti Giuseppe Lo Bianco di 39 anni; Pasquale D'Andrea di 26; i fratelli Giuseppe e Pasquale Garzo, rispettivamente di 25 e 21 anni; Carmelo Chiarella di 20; Aurelio Paolo Tomaino di 38 e Roberto Cutrullà di 28. Per quanto concerne Giuseppe Lo Bianco gli agenti hanno notificato l'ordine di custodia cautelare in carcere. Interessato all'operazione, denominata Cash, anche Saverio Tagliacozzo, 23 anni. Nei suoi confronti è stato emesso obbligo di dimora nel comune di residenza. Mentre figurano indagati altri diciannove soggetti.
L'inchiesta portata avanti dalla squadra Mobile diretta dal vice questore Maurizio Lento e dal suo vice Emanuele Rodonò, è stata seguita dai sostituti procuratori della Distrettuale antimafia di Catanzaro Pierpaolo Bruni e Giampaolo Boninsegna, mentre l'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip distrettuale Abigail Mellace. Alle persone coinvolte vengono contestate a vario titolo estorsione aggravata dalle modalità mafiose, rapina aggravata dall'uso delle armi, detenzione e porto illegale di armi e munizioni. Le attività investigative hanno consentito di fare luce su gravi fatti delittuosi che si sono consumati in città dal gennaio 2009 all'aprile 2010 e posti in essere a diverso titolo dagli arrestati, alcuni dei quali hanno dimostrato di detenere e far uso di numerose armi e munizioni. A tal proposito è stato accertato da parte degli investigatori che esponenti della banda si esercitavano all'uso delle armi in una campagna nelle immediate vicinanze della città, a ridosso del quartiere Affaccio.
In particolare le indagini hanno fatto emergere una vicenda di danneggiamento a scopo estorsivo ai danni del titolare di un bar ubicato all'interno della Villa comunale. Obiettivo delle persone coinvolte era quello di impossessarsi del locale, anche se su questa vicenda le maggiori responsabilità, secondo quanto accertato dagli agenti, ricadrebbero su Roberto Cutrullà.
Sotto la lente della Polizia anche una rapina ad una sala giochi di via Popilia per la quale il maggiore indiziato sarebbe Aurelio Paolo Tomaino, spalleggiato dai fratelli Pasquale e Giuseppe Garzo, nonché Carmelo Chiarella e Pasquale D'Andrea. Altro episodio di non minore gravità, poi, la rapina al bar di viale Kennedy che gli investigatori sospettano, anche per via di alcune intercettazioni telefoniche, che la stessa possa essere stata organizzata da Giuseppe Lo Bianco. Tutte vicende che fanno emergere uno spaccato criminale piuttosto allarmante dentro il quale le nuove leve si muovevano. Fondamentali in tal senso sono state le conversazioni di Pasquale D'Andrea all'interno della propria auto attraverso le quali gli inquirenti si riescono a rendere conto di come sta effettivamente cambiando l'assetto della vecchia cosca dominante in città.


07 luglio 2011

Briatico. Quattro operatori ecologici restano senza lavoro

Si sono ritrovati dall'oggi al domani senza il lavoro. Si tratta di quattro operai che, sino al 30 giugno, hanno assicurato il servizio di raccolta dei rifiuti. Il responsabile provinciale del sindacato autonomo Slai-Cobas, Nazzareno Piperno, ha subito scritto al prefetto, al Comune, alla ditta di Seminara che è subentrata nella gestione del servizio dal primo luglio, chiedendo la convocazione di un incontro e aprendo la vertenza con la proclamazione dello stato d'agitazione.
Secondo quanto reso noto dall'organizzazione sindacale, l'impresa subentrata nella gestione del servizio dal primo luglio non avrebbe ottemperato all'assunzione dei lavoratori che avevano garantito sino a quel momento il servizio. Lo Slai-Cobas annuncia l'intenzione di tutelare i diritti dei propri assistiti in tutte le sedi.
«La situazione – scrive Piperno – rischia nel breve volgere di qualche giorno di degenerare».

06 luglio 2011

Clan Lo Bianco, chiesti 13 rinvii a giudizio

Le discussioni della difesa a partire dal 29 settembre. Non luogo a procedere per Francesco Macrì
di Giuseppe Baglivo

Tutti a giudizio. Questa la richiesta formulata ieri dal procuratore aggiunto della Dda Giuseppe Borrelli nei confronti di 13 presunti esponenti del clan Lo Bianco coinvolti nell'operazione "The Goodfellas", scattata il 31 maggio dello scorso anno. Associazione mafiosa l'accusa per la quale il pm, al termine del suo intervento, ha chiesto al gup distrettuale Gabriella Reillo il rinvio a giudizio nei confronti di: Carmelo Lo Bianco, 79 anni, alias "Piccinni"; Nicola Manco, 49 anni, genero di Lo Bianco; Andrea Mantella, 39 anni; detto "A Guscia": Raffaele Pardea, 52 anni, alias "Lello U Ranisi"; Domenico Macrì, 27 anni; Giuseppe Lo Bianco, 39 anni; Vincenzo Mantella, 25 anni; Domenico Tomaino, 21 anni; Filippo Polistena, 35 anni; Francesco Giurgola, 34 anni; Francesco Franzé, 28 anni; Salvatore Morelli, 28 anni; Francesco Antonio Pardea, 25 anni, figlio di Raffaele. Gli imputati sono tutti di Vibo Valentia.
Non luogo a procedere, invece, la richiesta del pm nei confronti di Francesco Macrì, 31 anni, di Vibo, fratello di Domenico. Per lui, infatti, l'accusa di associazione mafiosa era già caduta in sede di Tribunale del Riesame, mentre per la detenzione illegale di una pistola calibro 7,65, il Tribunale collegiale di Vibo il 7 giugno scorso aveva mandato assolto l'imputato. Relativamente poi alla posizione di Raffaele Pardea, le contestazioni per la detenzione ed il trasporto sino ad un garage di viale Affaccio di un fucile mitragliatore Kalashnikov con calcio ripiegabile e matricola abrasa, e una pistola marca Sphinx cal. 9, sono già state definite (6 anni la condanna per Pardea) dinanzi al gup Gabriella Lupoli il 3 maggio scorso al termine del rito abbreviato. Nei confronti di Pardea rimane però in piedi l'accusa di associazione mafiosa, per la quale il pm Borrelli ha ieri avanzato al gup il rinvio a giudizio unitamente agli altri 12 imputati.
Su tali richieste e su quella di proscioglimento per Francesco Macrì, il gup Gabriella Reillo farà tuttavia conoscere le proprie decisioni dopo il 29 settembre, data fissata per l'inizio degli interventi degli avvocati degli imputati. Secondo l'accusa, le 13 persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio avrebbero partecipato ad un'associazione di tipo mafioso, avente la disponibilità di armi e per gli inquirenti «promossa, organizzata e diretta da Carmelo Lo Bianco, all'interno della quale Nicola Manco e Andrea Mantella svolgevano mansioni di organizzazione e direzione dell'attività degli altri associati ». Associazione che, secondo la Dda, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo è finalizzata alla commissione di estorsioni ed all'acquisizione e controllo monopolistico di attività economiche, in particolare del mercato delle affissioni pubblicitarie, dei servizi funerari e di trasporto in ambulanza. Filippo Polistena e Francesco Giurgola sono infatti accusati di aver messo « le imprese agli stessi intestate a disposizione del sodalizio di appartenenza al fine di consentire allo stesso di avere lo strumento attraverso il quale perseguire le sue finalità», mentre a Salvatore Morelli e Vincenzo Mantella viene contestato di aver, in concorso con Francesco Franzè, attribuito fittiziamente a quest'ultimo la titolarità delle loro quote nell'impresa Pubbliservice Sud di Franzè Francesco.

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=95100&Edizione=11&A=20110706

05 luglio 2011

Cittadini contro il degrado. Briatico c'è.


Danilo Careglio, Luigi Barillari e Pippo Bruzzese
Dopo un bel caffè in piazza, stanchi di sentire le solite critiche che a Briatico, non c'è niente.
Ecco che ci siamo messi con scopa, paletta e qualche sacco per l'immondizia, a ripulire tutta la centrale " Piazza IV Novembre" dove nelle calde sere d'estate si può passare un pò di tempo in compagnia, i bambini giocare liberamente, e le persone godersi il fresco della sera. La piazza è un simbolo per il paese e devo dire che era in condizioni indecenti, a parte carte bottiglie e e qualche sacchetto qua è la quello che ci ha spaventato di più sono stati i vetri, un grande pericolo per i bambini.



Gli autori del gesto Danilo Careglio "disoccupato" Pippo Bruzzese detto Pippone anche egli disoccupato ed io Luigi Barillari o meglio detto Bristakia come la piccolissima ditta di noleggio con conducente che gestisco.
Piccolo schiaffo a chi è pagato per farlo, o a chi si deve occupare per queste cose con i nostri soldi, ed anche un piccolo esempio ai concittadini, che ogni giorno si lamentano ma non si rendono attivi in modo che lo stato delle cose cambino. In realtà ci abbiamo messo solo pochissimo tempo anche per il sole che scottava, comunque oggi anche se solo in tre abbiamo aperto un piccolo gruppo intenzionato ad attivare nuove iniziative e con la speranza che insieme a noi ci saranno moltissime altre persone a rendersi partecipi, il nostro nome e motto: "Briatico C'è".

Luigi Barillari

link al gruppo di Facebook "Briatico c'è": http://www.facebook.com/home.php?sk=group_128070197276748

03 luglio 2011

Cinque anni fa la disastrosa alluvione

Appello al governatore Scopelliti: ci aiuti a mettere fine a un evento che ha spezzato la nostra esistenza
di Vittoria Sicari


Acqua, fango, paura, disperazione. Le immagini dell'alluvione del 3 luglio 2006, di cui oggi ricorre il quinto anniversario, scorrono come in un fotogramma davanti agli occhi dei cittadini di Longobardi, S. Pietro, Vibo Marina, Bivona e Portosalvo, che in quella tragica circostanza persero familiari, case, aziende, mobili, oggetti personali. Quella fatidica mattina in un'ora si scatenò l'inferno: torrenti esondati, intere vie allagate, abitazioni sommerse da montagne di detriti, gente intrappolata nel fango. Fu come se il cielo e la terra avessero gridato vendetta contro l'abusivismo edilizio perpetrato da anni in un territorio fragile e poco attenzionato, contro la politica del lassismo e delle concessioni facili, contro scelte scellerate e l'incuria di decenni.
Quella mattina fu la montagna a venire giù e ad inghiottire tutto ciò che incontrava per strada senza risparmiare nessuno neppure il piccolo Salvatore Gaglioti.
A distanza di anni, tranne qualche lavoro sommario di messa in sicurezza, che ha riguardato principalmente la sistemazione a valle dei letti dei torrenti, tutto è rimasto immutato. Basta percorrere la statale 18, lungo la quale furono trascinati dalla furia del fango i corpi del piccolo Salvatore e delle due guardie giurate (Nicola De Pascale e Ulisse Gaglioti) che in quell'occasione persero la vita, per rendersi conto che tutto è precario e che la terra continua a cedere. Alcuni canali di scolo, infatti, nella zona a monte non sono stati ripuliti, mentre altri sono stati deviati o addirittura otturati. Ad ogni minimo acquazzone le vie che nel corso dell'evento calamitoso ebbero i danni maggiori continuano ad allagarsi. A Vibo Marina e Bivona i sacchetti di sabbia sono piazzati davanti all'ingresso di ciascuna abitazione dal giorno dell'alluvione, in particolar modo nel quartiere Pennello, su viale dell'Industria e in via delle Calabrie.
La gente non ha mai smesso di stare all'erta e di denunciare i continui disagi subìti, ma nè il Comune, nè la Provincia, nè la Regione si attivano per elimanare definitivamente la situazione di pericolo. Ci sono famiglie che a distanza di cinque anni, dopo aver perso tutto ciò che avevano costruito nell'arco di una vita a fronte di sacrifici immani, non hanno ancora fatto ritorno alle loro case. E chi invece è riuscito a sistemare alla meglio la propria abitazione ha potuto farlo solo accollandosi mutui e finanziamenti, sobbarcandosi il peso di costi aggiuntivi che sommati al già di per sè precario budget personale, influiscono notevolmente sul menages familiare. Anche le aziende che solo in minima parte hanno ricevuto ristoro hanno dovuto mettere mano al portafogli per rimettere a posto quel poco che dopo l'alluvione era rimasto in piedi. Tuttavia, anche se in modo parziale, le ditte e le strutture alberghiere che hanno ospitato gli alluvionati hanno potuto beneficiare in buona parte dei contributi assegnati dall'ente Regione ed erogati dalla Camera di Commercio, per quanto riguarda invece i cittadini che hanno perso casa solo briciole. C'è stato chi addirittura ha ricevuto compensi di appena trenta euro debitamente restituiti all'Amministrazione comunale.
Per molti i fondi stanziati non sono bastati neanche a comprare il letto e il materasso, figurarsi a ristrutturare l'intera abitazione. I cittadini delle frazioni marine, dopo le promesse della Regione e le passerelle dei politici locali e nazionali che per anni hanno continuato a garantire che tutto sarebbe tornato alla normalità, sperano che il neo governatore Giuseppe Scopelliti prenda in mano la situazione. Veramente avrebbero auspicato che anche il sindaco Nicola D'Agostino, anzicchè limitarsi ad essere mero esecutore delle disposizioni adottate dalla precedente giunta Sammarco rivedesse la situazione. Tante le anomalie segnalate dagli alluvionati, soprattutto da coloro che hanno perso la prima e unica casa, sia al primo cittadino che alla Procura della Repubblica, senza alcun esito. Tante le ingiustizie subìte, gli illeciti compiuti, i fondi erogati senza tener conto fino in fondo dei danni reali alle abitazioni.La gente si sarebbe aspettata innanzitutto trasparenza e dunque la pubblicazione di una graduatoria che desse priorità alle prime case costruite con regolare licenza edilizia. In realtà così non è stato. Per tutti è stato applicato lo stesso criterio: 4mila o 2mila euro subito dopo l'alluvione per il risarcimento ai beni mobili e poi una seconda trance di molto inferiore alla prima o superiore di poco, in barba a chi ha rispetto la legge e costruito nel rispetto delle norme edilizie.
«Solo Scopelliti – sottolineano gli alluvionati– potrà mettere la parola fine su una vicenda che dura ormai da troppo tempo».

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails