30 giugno 2011

Decreto ingiuntivo da 21mila euro sul Comune di Briatico

Il Municipio di Briatico

BRIATICO È stato accolto dalla seconda sezione del Tar di Catanzaro il ricorso proposto dal "Consorzio Intercomunale per la promozione e lo sviluppo della Costa Tirrenica", rappresentato dall'avvocato Pietro Proto, contro il Comune di Briatico. I giudici amministrativi hanno così ordinato al Comune di Briatico di dare esecuzione, entro 30 giorni, a un decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Vibo il 6 aprile 2010 e con il quale l'ente comunale è stato condannato a corrispondere al Consorzio la somma di poco più di 21mila euro.
Il consorzio, tramite apposita raccomandata, aveva già invitato il Comune di Briatico ad adempiere a quanto previsto dal decreto ingiuntivo. Non avendo però il Comune ottemperato all'obbligo, i giudici amministrativi hanno stabilito in sentenza che, in caso di ulteriore inadempienza, sarà nominato un "commissario ad acta", che procederà, entro il termine di trenta giorni, a soddisfare la richiesta del consorzio. Il commissario sarà individuato tra i funzionari della Prefettura di Vibo Valentia.
I giudici amministrativi hanno altresì condannato «il Comune di Briatico alla rifusione delle spese di lite in favore delconsorzio, liquidate in complessivi mille euro, oltre accessori di legge se dovuti. (g.b.)

Briatico. Scossa nella maggioranza Nasce un gruppo autonomo

Ultimatum di Sergio Bagnato: «Rispetto dei ruoli o si va a casa» 
di Francesco Barritta


Sergio Bagnato, Consigliere Comunale
BRIATICO
La politica a Briatico è in fermento. La maggioranza, rimasta sola in Consiglio dopo la scelta del gruppo di minoranza di Andrea Niglia di abbandonare l'aula, inizia a mostrarsi meno coesa e, al suo interno, si sono ormai andati consolidando due distinti schieramenti. Da una parte ci sono i fedelissimi del sindaco Francesco Prestia (il vicesindaco Massimo La Gamba, l'assessore all'ambiente Vincenzo Savino e il capogruppo Mirko Nicolino), dall'altra, invece, si è compattato, attorno alla figura di Sergio Bagnato, un gruppo autonomo più consistente, in cui sono confluiti gli assessori Milena Grillo, Gennaro Melluso e Domenico Marzano, e i consiglieri Graziano Spasaro e il presidente del Consiglio Carlo Staropoli. Rimangono in posizione defilata Nicola Anile, che si è staccato dal gruppo di Bagnato durante l'ultimo Consiglio, e infine Gianfranco Bulzomato.
Se l'unità all'interno della maggioranza è venuta meno, ciò è imputabile, per quanto riguarda il gruppo afferente a Bagnato, «al modo di agire del sindaco – spiega il capogruppo – che ha accentrato a sé troppi poteri, credendo di poter gestire quasi tutti i settori dell'amministrazione, dai lavori pubblici ai rapporti con l'Italcementi». Su questo punto, in particolare, Bagnato ha criticato la scelta di Prestia di «destinare risorse per interventi sulle strade piuttosto che per la pulizia delle spiagge, cui erano originariamente destinati».
Allo stesso modo Bagnato e i suoi non hanno digerito la scelta del primo cittadino «di apportare tagli al bilancio sulle voci dedicate alla promozione turistica, ai contributi destinati alla neonata Proloco e alle associazioni attive, senza minimamente aver interpellato nessuno». Si è dunque venuta a creare una «totale assenza di dialogo e, con essa, è venuta a mancare la fiducia reciproca». Sempre secondo i consiglieri del gruppo autonomo non sarebbe una scusa valida quella del paventato rischio di un commissariamento, che avrebbe a sua volta reso necessaria questa presa di posizione del sindaco. Tuttavia, per senso di responsabilità, i membri del gruppo di Bagnato, seppur ormai critici nei confronti del sindaco, non mollano l'amministrazione, proprio perché sperano ancora di poter recuperare l'equilibrio perduto.
Così, prima della prossima seduta di Consiglio, che si dovrebbe tenere entro fine mese per l'approvazione del Bilancio, lanciano un ultimatum: «O si ristabiliranno – chiosa Bagnato – nel rispetto dei ruoli i rapporti che si sono ormai deteriorati, o questa amministrazione avrà i giorni contati. Sono disposto – conclude il capogruppo – a mettere da parte anche le accuse ricevute dal sindaco in persona, che pur mi hanno molto deluso dal punto di vista umano e professionale, per il bene della collettività».
Il prossimo Consiglio, che sarà incentrato soprattutto sulla delicatissima questione del Bilancio, si prospetta come la resa dei conti. Gli autonomi hanno chiarito le loro posizioni. La prossima mossa spetta al sindaco Prestia.

Le posizioni
Con il sindaco Francesco Prestia, ci sono Massimo La gamba, Vincenzo Savino e Mirko Nicolino.
Il gruppo autonomo è composto da Sergio Bagnato, Milena Grillo, Gennaro Melluso, Domenico Marzano, Graziano Spasaro e Carlo Staropoli.
Equidistanti possono definirsi Nicola Anile e Gianfranco Bulzomato.
La minoranza ha deciso di non partecipare ai lavori del consiglio comunale.

29 giugno 2011

Serata Templare con la presentazione del libro “Noli me tangere” di Francesco Deodato



Sabato sera, nella Sala Consiliare di Curinga, messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale e dal Sindaco Pallaria, e inserito nelle celebrazioni di commemorazione della “Terza Giornata Templare”, è stato presentato l’ultimo libro di Francesco Deodato, studioso del Cristianesimo delle origini, dal titolo “Noli me tangere”. La serata, che in onore all’opera ha preso il nome del libro di Deodato, è stata moderata dal giornalista Maurizio Bonanno. Nel corso dell'incontro sono intervenuti il Gran Priore d’Italia dell’Ordine Templare, Stelio Venceslai, accompagnato dalla Gran Tesoriera dell’Ordine, Donatella Merli e dal Balivo di Calabria, Gianfranco Palmieri. Tra i bianchi mantelli crociati dei Cavalieri e quelli marrone degli scudieri, tra spade templari e collari esprimenti l’elevato grado dei partecipanti, è seguita l’introduzione di Maurizio Bonanno e la breve allocuzione del Commendatore della Commenda Christi Milites di Lamezia Terme, Giuseppe Miceli. Ad aprire i lavori Giuseppe Cinquegrana che ha relazionato sui segni lasciati dai Cavalieri Templari in Calabria, di seguito l’intervento dell’autore del volume, Francesco Deodato, che ha sottolineato come i temi trattati nell’opera sono da considerare “duri” ma non “contro”.  Proseguendo nella presentazione, Deodato ha spaziato il suo discorso sulle Sacre Scritture (Bibbia e Vangeli) e sulla loro interpretazione da parte della Chiesa, sulla distruzione di Gerusalemme, sulle vere origini dei Cavalieri Templari e sul loro presunto tesoro ipotizzandone la localizzazione, sui molti ambigui ed inquietanti personaggi che si sono interessati ad esso. Deodato ha poi parlato della vera o presunta divinità di Gesù, della Sacra Sindone, della storia sconosciuta della vita di Gesù riferita agli anni che vanno dal quattordicesimo al ventinovesimo, prima quindi che iniziasse la vita pubblica, del Vangelo di Giovanni  e dei messaggi criptati inviati dallo stesso a “chi doveva capire”, del processo a Gesù, della sua crocifissione e della resurrezione e di Maria Maddalena. Il Gran Priore d’Italia dell’Ordine dei Cavalieri Templari ha avuto parole di apprezzamento per l’opera di Francesco Deodato, riproponendosi di indire una serie di incontri con le altre organizzazioni europee al fine di costituire un dipartimento di ricerca della Storia del Cristianesimo e Templare e del quale l’Autore sarebbe stato chiamato a farne parte unitamente a Giuseppe Cinquegrana. Intanto, è notizia di questi giorni, il libro di Deodato verrà tradotto in spagnolo e rumeno, per la stampa e la diffusione anche in questi Paesi. Un vero successo per il colonnello-scrittore-ricercatore di Ionadi. La serata templare è continuata con una suggestiva cerimonia di investitura di uno Scudiero (il dottore Michelangelo Miceli) e di un Cavaliere (il giornalista Maurizio Bonanno) nominati ad opera del Commendatore della Christi Milites ed alla presenza sanzionatoria del Gran Priore d’Italia.

Franco Vallone

Paghelia. Rassegna di fotografia e poesia 2011: aperte le iscrizioni

Per il terzo anno consecutivo l’associazione Socioculturale Paralioti, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Parghelia e lo sponsor dell’American Bar di Parghelia, promuove l’iniziativa di una rassegna fotografica e di poesia, proseguendo nell’intento di creare un momento di communitas in cui la cittadinanza possa riunirsi, riconoscersi e ritrovarsi. Già nei due anni precedenti la nostra iniziativa ha riscontrato un grande apprezzamento da parte del pubblico, pargheliese e non, e ci auguriamo che anche la partecipazione attiva vada aumentando, con il contributo di materiali nuovi e diversi.
Quest’anno abbiamo scelto di seguire l’onda delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, dando allo stesso tempo la possibilità a ognuno di declinare questa ricorrenza in maniera personale e unica. I temi scelti sono dunque “Verde Bianco e Rosso” e “Matrimoni all’italiana”. 
Il primo è un tema capace di accogliere le ispirazioni più disparate: i tre colori della bandiera, intesi sia dal punto di vista prettamente cromatico, riproducibile in fotografia, sia da quello dell’italianità stessa, catturata in un istante dall’obiettivo in uno dei suoi mille significati.
Con il secondo tema, “Matrimoni all’italiana”, vorremmo dare la possibilità a tutti di riportare alla luce una foto del proprio album di famiglia, non per forza lontana negli anni ma anche recente o recentissima, per esporre insieme a noi un momento della propria vita affettiva, ma anche uno spaccato della nostra società e del modo in cui si è evoluta nel tempo e nello spazio, attraverso una delle sue celebrazioni più importanti.
La mostra si svolgerà a Parghelia dall’ 11 al 12 agosto 2011 in via M. Meligrana (Pineta) dalle ore 21.30 alle ore 24.00.
Per partecipare con le proprie fotografie e poesie, contattare l'associazione Paralioti al numero di telefono 3494083461 o tramite e-mail paralioti@yahoo.it . Sul sito web www.paralioti.it sono disponibili ulteriori informazioni ed è possibile scaricare il regolamento della rassegna ed il modulo di adesione.

27 giugno 2011

Mix di arte e fede nella Potenzoni in fiore

All'opera contribuiscono tutti i 200 abitanti suddivisi in quattro rioni: Agave, Chiesa, Glicine e Torre 
di Marialucia Conistabile




Potenzoni
Una notte e una mattina di intenso lavoro. Una corsa contro il tempo per concludere le opere e "aprire le porte" ai visitatori. Si ha tempo fino al tardo pomeriggio per ammirare i "quadri" realizzati con petali di fiori perché alle 19 è in programma la processione e finita questa del caleidoscopio di colori che per un giorno ricoprono le stradine di Potenzoni, frazione di Briatico, resterà poco.
Ed è proprio la totale mancanza di "vanità" per quanto faticosamente realizzato che rappresenta lo spirito dell'Infiorata di Potenzoni, giunta alla diciannovesima edizione. Tutto il lavoro, infatti, viene preparato, svolto e compiuto con un unico scopo: quello di creare, intrecciando l'arte alla fede, un lungo percorso di opere di fiori sul quale possa degnamente passare il Corpo del Signore.
Nella giornata in cui la Chiesa celebra il Corpus Domini, Potenzoni si trasforma. I quattro rioni (Agave, Glicine, Torre e Chiesa) in cui la frazione è suddivisa sono un brulichio di persone. Una sorta di "disordine ordinato" perché ognuno – sia esso bambino, adolescente, giovane, adulto o anziano – ha un ben preciso compito da svolgere. Il tutto sotto lo sguardo vigile e attento dei capi rioni – Nunzia Aprile (Agave); Patrizia Comerci (Glicine); Filomena Gallone (Torre) e Giulia Casuscelli (Chiesa) – e dei maestri infioratori. Ma alla trasformazione di Potenzoni non contribuiscono soltanto i suoi 200 abitanti. In loro aiuto arrivano amici e volontari, tutti chini sui disegni da riempire di petali stando bene attenti alle delicate sfumature di colori. E alla fine ci si rende conto d'essere davanti a vere e proprie opere d'arte, la gran parte a tema religioso.
Camminando ai lati delle vie dei vari rioni, infatti, si passa davanti a scene del Vangelo, ad angeli, calici e colombe, a immagini sacre circondate da elaborate e originali cornici, a lunghe "stuoie" di petali sistemati per comporre coloratissime greche e a inediti come il quadro raffigurante la visione di Suor Giuliana da Cornillon, suora del convento di Liegi, che prese i voti nel 1207, da cui nacque poi, per opera di papa Urbano IV la festa del Santissimo Sacramento.
Ma se a Potenzoni, nel giorno del Corpus Domini, le strade fioriscono lo si deve innanzitutto a padre Lorenzo Di Bruno che 19 anni fa, appunto, lanciò l'idea accolta con entusiasmo dai fedeli. E di strada l'Infiorata di Potenzoni ne ha fatta tanta se si considera il crescente numero di visitatori – fra cui molti stranieri – e il fatto che oggi gli infioratori della frazione di Briatico partecipano alle manifestazioni nazionali, dove rappresentano la regione.
A tirare le fila di una manifestazione che vede il suo momento clou nel giorno del Corpus Domini ma ha alle spalle mesi di organizzazione, è l'associazione "Potenzoni in fiore", presieduta da Francesca Artesi. Gestire tutto il lavoro non è semplice, soprattutto il giorno della festa, ma in aiuto di Potenzoni corre l'amministrazione comunale di Briatico, quest'anno rappresentata dal sindaco Francesco Prestia e dalla sua giunta, che mette in azione i vigili urbani e cerca di eliminare i disagi, nonchè la Protezione civile. Anche la Provincia dà il suo patrocinio, ma per il resto neanche un centesimo arriva a Potenzoni. Infatti per realizzare il tutto gli abitanti si auto-tassano. «Quest'anno non abbiamo potuto dare alcun contributo, ma cerchiamo comunque di aiutare anche moralmente la popolazione di Potenzoni – commenta il sindaco Francesco Prestia – vista la grande valenza di un'iniziativa non considerata dagli Enti più importanti».
Ma le opere d'arte di Potenzoni in fiore, sebbene destinate a scomporsi al passaggio della processione, un segno – oltre a quello della fede – lo lasciano. Al mattino, infatti, ogni singola opera viene esaminata da una apposita giuria che compila delle schede. Valutazioni in base alle quali, domenica prossima 3 luglio, sarà decretato il rione vincitore che riceverà il gagliardetto dell'Infiorata.
A stabilire, con i loro giudizi artistici, il vincitore della 19esima edizione dell'Infiorata sono stati il maestro orafo Gerardo Sacco, l'artista (pittore e scultore) Antonio La Gamba e gli esponenti di Vibo, Cosenza e Catanzaro del Fai (Teresa Saeli, Gregorio Carratelli e Maria Teresa Di Martino). Ieri mattina fra i visitatori il sen. Francesco Bevilacqua, i sindaci Nicola D'Agostino (Vibo) e Pasquale Landro (Zambrone) e l'assessore Filippo Pugliesi (Cessaniti) .


26 giugno 2011

Eliminare le indennità? Il consigliere Bagnato si ritrova in solitudine

di Francesco Barritta

Sergio Bagnato, Consigliere Comunale
Il Consiglio comunale di venerdì scorso è stato caratterizzato dalla proposta del consigliere comunale Sergio Bagnato di rinunciare temporaneamente a ogni indennità. Non una semplice provocazione, ma una concreta proposta per rispondere alle difficoltà economiche in cui versa il Comune.
Recuperare dunque risorse economiche da ogni tipo di indennità, «dal gettone di presenza dei consiglieri – ha spiegato Bagnato – alle indennità di assessori, presidente del Consiglio e sindaco», destinando poi le cifre risultanti dall'intervento «alla realizzazione di manifestazioni culturali, sportive, educative, ecologiche, che diano una impronta a questa amministrazione, che faccia capire alla gente che ci ha eletto che se alcune cose non vengono fatte, non è per incapacità o per inerzia, ma perché la situazione economica non ce lo permette».
Secondo i calcoli del consigliere, si sarebbe arrivato – estendendo la misura per dodici mesi – a un risparmio pari a 46mila 852 euro.
La proposta non ha però ricevuto il voto favorevole dei suoi colleghi consiglieri.
Certo, questa soluzione non sarebbe stata il modo giusto di affrontare i problemi di bilancio di una realtà come Briatico, ma sposare anche temporaneamente questa iniziativa avrebbe permesso almeno, secondo Bagnato, dare «una piccola prova della nostra moralità, come dimostrazione che da quando siamo entrati noi, gli interessi personali sono rimasti fuori dalle porte del municipio».

23 giugno 2011

Riflessioni di un lettore sui rifiuti briaticesi

No comment

Carissima Redazione di Rosso Fajettu, dopo aver riflettuto a lungo ho deciso di condividere con voi e con i lettori i miei pensieri riguardanti l’emergenza rifiuti che è sotto gli occhi di tutti nella nostra Regione e nel nostro territorio del Comune di Briatico. Noi tutti sappiamo che la mancata raccolta dei rifiuti è dovuta  principalmente ai pagamenti degli stipendi effettuati con mesi o anni di ritardo ai lavoratori ed alla gestione scellerata delle discariche presenti in Calabria. Le cause sono lampanti,chiare e sono presenti da tempi immemori anche se l’intensità della gravità varia in continuazione presentando picchi poco gradevoli in corrispondenza  del periodo estivo. Proprio durante la bella stagione i più intelligenti, risoluti,illuminati e lungimiranti cittadini del briaticese decidono di sostituirsi alle ditte incaricate della racconta dei rifiuti per sistemare il problema adottando la tecnica più antica, spettacolare, efficace ed economica che si conosca. Signori e Signori il fuoco! Ebbene si, i nostri compaesani decidono di liberarsi degli scomodi, ingombranti,antiestetici  rifiuti cospargendoli di carburante ed innescando le fiamme. Che genialità e che atto eroico che compiono queste “Grandi e valorose Menti”! Rendono un gran servizio alla comunità, un dono davvero irrinunciabile anche in virtù del fatto che di questo periodo le vie dei nostri centri abitati pullulano di turisti provenienti da ogni parte del globo. Secondo il loro ragionamento mostrare i bidoni pieni di spazzatura sarebbe dannoso per l’immagine e per le sorti dell’economia! Peccato che il ragionamento che si viene a creare nella mente di questi ottusi cittadini sia completamente errato, privo di logica e senza alcun fondamento scientifico e sociale. La riduzione del volume della spazzatura grazie all’azione “snellente”del fuoco è solo apparente perché la maggior parte della massa iniziale degli informi rifiuti va a finire nell’aria sotto forma di sostanze cancerogene. Tutti quanti conoscono il significato di questo orribile termine che puntualmente viene dimenticato! La parola diossina vi ricorda nulla? I media riportano i casi più disparati ma il pubblico sembra essere dotato di una memoria molto a breve termine. Sappiamo solo lamentarci con Dio, con il fato, con le istituzione per i malesseri fisici che affliggono la nostra società, tumore e cancro in primis. Piuttosto che scagliarci contro i responsabili sbagliati per le nostre malattie non sarebbe più ragionevole adottare comportamenti idonei limitandone le cause di insorgenza? Siamo bravissimi a ribellarci in massa contro la costruzione di termovalorizzatori, o inceneritori come dir si voglia, e contro le centrali nucleari affluendo come un fiume in piena verso i seggi elettorali ma siamo estremamente incapaci di comportarci nel modo più responsabile possibile nei confronti della nostra generazione e delle generazioni future rilasciando nell’aria molecole estremamente dannose per il nostro fragile e delicato corpo. Ma secondo voi il numero crescente di ammalati di tumore è davvero legato al caso o all’improvvisa pazzia di qualche divinità suprema? Siamo noi esseri umani  a far ammalare noi stessi ed i nostri familiari con gesti ingiustificabili come la distruzione dei rifiuti con l’ausilio del fuoco. Appiccare il fuoco alla spazzatura vi potrà sembrare un’azione innocua e di poco conto ma è sufficiente pensare che una sola molecola di diossina, o molecole  diverse che agiscono in modo simile,è in grado di danneggiare una cellula del nostro corpo e come per magia il danno si estende a porzioni sempre più grandi dell’organismo! Ecco il vero regalo che i nostri concittadini aspiranti e novelli fuochisti ci stanno porgendo. Altro che risoluzione dei problemi. La questione più allucinante è che le persone più colte non battono ciglio e sembrano ignorare l’odore insopportabile e i fumi alti parecchi metri che fuoriescono dai cassonetti dove i rifiuti vanno in fiamme. Delle volte in lontananza mi sembra di assistere alle spettacolari eruzioni dei vulcani siciliani. Peccato che l’origine del fumo sia completamente diversa e dolosa piuttosto che naturale! Riflettete gente e non lasciate che i vostri parenti, vicini di casa o paesani vi rovinino la vita! E’ meglio lasciare intatta l’immondizia accanto o nei bidoni con tutti i contro estetici che sappiamo piuttosto che trasformarla in sostanze gassose estremamente  mortali o non mettiamo a piangere la prossima volta che ad un nostro amico o a noi stessi viene diagnostica qualche brutta carogna!

Un cittadino di Calabria


fonte foto: Luigi Barillari

Il "ciclone" don Ciotti scuote le coscienze

«La Chiesa ha il dovere di parlare e di non tacere dove c'è un'ingiustizia, dove le regole non sono rispettate» 
di Marialucia Conistabile


Don Luigi Ciotti, Don Nino Vattiana e Mons. Giuseppe Fiorillo
In città è arrivato non per portare solidarietà a don Tonino Vattiata, ma un messaggio di corresponsabilità. «Responsabilità di cui ognuno di noi deve farsi carico – ha detto – e che è necessaria per trasformare i sogni in speranza; una speranza che si chiama opportunità».
Un concetto che don Luigi Ciotti, fondatore dell'associazione Libera, ha ripetuto più volte nel corso di un incontro con il parroco di Pannaconi, anch'egli componente del coordinamento provinciale di Libera.
Ma nella sala del duomo di San Leoluca sono arrivati in tanti per salutare don Luigi e ascoltare le sue parole. Accolto da mons. Giuseppe Fiorillo, presidente provinciale di Libera, a portare un saluto a don Ciotti sono stati per primi il prefetto Luisa Latella e il questore Giuseppe Cucchiara, poi il giudice Fabio Regolo, altri esponenti dell'associazione antimafia (fra i quali Giovanna Fronte, Matteo Luzza e Franco Gioghà) e i testimoni di giustizia Pino Morelli e Nello Ruello.
Una scelta precisa quella di don Ciotti di «venire da don Tonino», dopo il rogo che ha distrutto la sua autovettura, e di proseguire per la Valle del Marro, dai giovani della cooperativa che hanno subìto l'incendio (quattro i focolai rinvenuti) di ben sette ettari di uliveto, coltivato su terreni confiscati alla 'ndrangheta. Un leitmotiv di fuoco che non sarebbe esclusiva della Calabria, in quanto «situazioni di estrema gravità per Libera si sono verificate in altre regioni d'Italia – ha evidenziato don Luigi – e sono state volutamente tenute sotto-traccia per facilitare le indagini». Una sorta di disegno precostituito, una vera e propria controffensiva a Libera alla vigilia della partenza di ben 4mila e 500 giovani (già prenotati) che hanno deciso di trascorrere le loro vacanze in 27 campi lavoro realizzati sui terreni confiscati alla mafia. Ma Libera, nonostante le difficoltà, mantiene ferma la barra e la schiena dritta, guardando all'Europa dove il coordinamento è ben presente. «Si è globalizzata la mafia – ha sottolineato don Ciotti – e ci siamo globalizzati anche noi, chiedendo inoltre al parlamento europeo normative specifiche sulla confisca dei beni provento di attività illecite. Questo perché a nessuno è consentito di farla franca». E dopo aver posto l'accento sulla grande «trasversalità di Libera» dove sono presenti anche preti ortodossi e pastori valdesi, oltre a molti sacerdoti cristiani, don Ciotti ha ribadito l'impegno della Chiesa «che ha il dovere di parlare, di non tacere, ogni qualvolta avviene un'ingiustizia, ogni qualvolta le regole non vengono rispettate. Compito della Chiesa – ha aggiunto – è di dare vita e corpo a un progetto ispirato al Vangelo e mirato a illuminare le coscienze, a mettersi al servizio del bene comune. Un compito che ci aiuta a saldare la terra con il cielo». E ancora riprendendo le parole di Sant'Agostino "la speranza ha due figli: la rabbia e il coraggio", don Luigi Ciotti ha evidenziato: «La rabbia serve per capire come vanno le cose, il coraggio per vedere come potrebbero andare». Coraggio, dunque, che per il fondatore di Libera altro non dev'essere che responsabilità; responsabilità da assumersi ai vari livelli per contribuire alla costruzione di un mondo migliore e soprattutto libero dal giogo della criminalità. Una responsabilità che è anche della Chiesa la quale, a parere di don Ciotti, deve intraprendere un cammino di purificazione.
Nel corso del suo incontro con don Tonino Vattiata e gli altri esponenti di Libera, don Luigi ha ribadito e ampliato questi concetti, promettendo – in particolare a Giovanna fronte che lo aveva esplicitamente chiesto – di tornare in città. Ma prima di salutare tutti – dopo essersi soffermato a parlare con il testimone di giustizia Pino Morelli – e raggiungere i ragazzi della Valle del Marro un altro messaggio ha voluto lanciarlo: «Mi piacerebbe vedere i terreni confiscati coltivati da cooperative di giovani del posto. Non è facile ma in altri territori è stato possibile liberare la terra per liberare le persone».

Attestati
A don Tonino, altri attestati di vicinanza. Da Maria Limardo (Fli) e dal gruppo regionale Idv (Mimmo Talarico, Giuseppe Giordano, Emilio De Masi).
L'esponente di Flinon nutre dubbi sul «caparbio impegno» del parroco nella consapevolezza che «non recederà dalla sua azione, ricevendo nuovi stimoli per un maggiore e sentito impegno nell'interesse generale». Tuttavia per la Limardo la situazione impone «un rafforzamento dell'azione preventiva delle forze dell'ordine già attivata sul territorio e di quella repressiva con processi celeri che diano concretezza all'attività degli organi inquirenti il che richiede inderogabilmente quella maggiore attenzione governativa per il Tribunale già invocata dalle massime cariche della magistratura».
Un messaggiodi speranza a Libera da parte del gruppo regionale di Idv, convito che «Libera e parroci calabresi sapranno reagire e continuare con fermezza e impegno nel solco della legalità e della giustizia».

22 giugno 2011

Libri ed e-book si leggono gratis tra mare, sabbia, sdraio e ombrelloni

di Francesco Barritta




TROPEA
È partita il 15 giugno l'iniziativa culturale organizzata dalla casa editrice "Meligrana" in collaborazione con il lido "Tropical", che permetterà a tutti i turisti ospiti della struttura di avere a disposizione una intera libreria in maniera del tutto gratuita.
L'evento durerà fino al 15 settembre e, da quest'anno, gli organizzatori hanno deciso di cambiarne il titolo da "Libri al sole" in "Leggi al sole", grazie alla novità assoluta introdotta per l'edizione 2011.
«Una novità – spiega l'editore Giuseppe Meligrana – che in Italia non ha precedenti: quella cioè di offrire agli ospiti del lido la possibilità di leggere gratuitamente, oltre ai classici libri di carta della Meligrana Editore, anche gli eBook, fornendo agli stessi un apposito eReader con tecnologia e-Ink, l'ormai notissimo schermo a inchiostro elettronico che ha tra le sue caratteristiche principali proprio quella di non emettere luce come gli schermi classici, ma di riflettere la luce ambiente, e quindi di non creare quel classico effetto di stanchezza agli occhi che impedisce la lettura».
Tutto ciò sarà possibile grazie a "Simplicissimus Book Farm", che ha promosso l'evento con il sito web www.ultimabooks.it (negozio di ebook ed ereader online più importante d'Italia), apprezzando l'iniziativa a tal punto da offrire gli eReader modello "Cool-er" per la riuscita di "Leggi al sole", e da mettere in cantiere una serie di iniziative analoghe per il mese di luglio in vari stabilimenti di tutta Italia. «Tropea – commenta soddisfatto l'editore Meligrana – è la prima località balneare italiana ad avere ospitato questa iniziativa sperimentale».


21 giugno 2011

Don Tonino Vattiata raccoglie la sfida: «Li caccerò via per il bene del paese»

Domani a Pannaconi atteso don Luigi Ciotti, domenica il vescovo celebrerà la santa messa
di Stefania Marasco


Don Luigi Vattiata
Don Tonino Vattiata è Nino Vattiata. Il giorno prima come il giorno dopo. Trent'anni fa come oggi. E la promessa è stata che lo sarà anche domani. Lo ha promesso dall'altare. Dopo l'attentato incendiario, dopo le fiamme che hanno avvolto la sua macchina. Ieri, però, nella piccola chiesa di Maria Santissima della Lettera, non era il giorno del perdono. E la guancia alla criminalità non l'ha voluta porgere.
Voleva indossare una divisa di poliziotto Nino trent'anni fa. Perchè voleva un mondo più giusto. Poi, don Tonino la sua battaglia ha deciso di farla seguendo la strada del Signore. Indossando sempre una divisa che si rispecchiasse nei suoi occhi azzurri. Con trasparenza e con la passione che, ieri, per chi non l'avesse mai conosciuto ha presentato il suo "distintivo". Perchè don Tonino è rimasto Nino. E la voce non è mancata. Una messa contro la violenza, alla quale la piccola comunità ha voluto partecipare, stringendosi attorno al suo parroco. Con lui anche Libera, l'associazione antiracket che si è tinta di "verde" per lanciare un messaggio di speranza, mentre don Ciotti sarà in città domani. Tutti con la maglietta per ricordare l'appartenenza del parroco e la sfida che la violenza non ha scalfito.
Una sfida rilanciata nel manifesto che Giovanna Fronte ha voluto dentro e fuori la chiesa, per ricordare che l'impegno di una vita non si annebbia con la violenza nelle tenebre di una notte. Accanto a don Tonino, sull'altare, don Peppino Fiorillo che ha celebrato la messa, e don Sicari e don Florio. Intorno le istituzioni e le forze dell'ordine (presenti fra gli altri il prefetto Latella, il questore Cucchiara, assente invece il vescovo che sarà a Pannaconi domenica per celebrare la messa). Insieme per ricordare che Pannaconi non è 'ndrangheta, ma che la 'ndrangheta c'è e va estirpata.
Parole forti. Pronunciate senza indugio. E dal Vangelo di Matteo don Tonino ha trovato la linfa, «la sua – ha detto nell'omelia – è una pagina carica di speranza, ma soprattutto è un invito a non avere paura. Avere paura è umano, la codardia, la vigliaccheria invece non appartengono all'uomo».
Dalla speranza all'invito a guardare al futuro di Pannaconi, «da dove – ha aggiunto – si eleva un grido forte perchè quello che è successo è circoscritto a un esiguo numero di persone, non è il popolo di Pannaconi che è invece onesto e laborioso. Ma – ha ammonito – si deve invertire la tendenza che appartiene anche a Pannaconi e ossia che si lascia correre tutto perchè tanto le cose non cambiano. Non è così e dobbiamo dimostrare di essere cristiani».
Cristiani con la voglia di cambiare, però. Perchè «sconti non ne faremo a nessuno» ha avvertito don Vattiata, «dobbiamo avvalerci di atteggiamenti validi, queste persone non hanno diritto di cittadinanza a Pannaconi, non sono cristiani, dobbiamo anche evitare di salutarli, di offrirgli il caffè». Senza paura, insomma, don Tonino ha voluto dare un volto alle ombre che si muovono nelle tenebre, «il fatto – ha sottolineato – che il fatto è avvenuto a Pannaconi vuol dire che tutto si è consumato qui, perchè sono stato 4 giorni a Vibo con l'influenza dai miei genitori e lì non è accaduto nulla. Magari hanno pensato di fare arrivare i fuochi di Cessaniti fino alla mia macchina». Oltre le parole, oltre i fatti don Tonino la sua divisa continua a indossarla. E ha avvisato: «Cari amici avete intrapreso una strada senza ritorno, potete anche andare in galera perchè chi intraprende la via della delinquenza non può farla franca». Solo una, la via d'uscita, quella «della conversione e se – ha proseguito – anche dovrete pagare il prezzo delle vostre malefatte almeno morirete nel letto della vostra casa». Un monito contro la criminalità, contro «quello che è ignoranza, sottosviluppo, male. Male nel senso morale e cristiano e nessuno si deve piegare alle logiche di questo male. Ma – ha tuonato ancora dall'altare – non vi vergognate? Cosa pensate di ottenere incendiando l'auto di un parroco? Come potete entrare in chiesa dopo aver fatto cose del genere? Adesso comunque vi è chiaro quale sarà il mio atteggiamento, perchè io non mi lascio intimidire». Da qui, l'invito alla comunità a condividere con lui questo percorso, «perchè non sarà un atto incendiario ad allontanarci, io resto qui, dovranno andare via loro. E vi posso garantire che ho la forza per mandarli via e lo farò per il bene del mio paese».
Una forza ribadita dal sindaco Altieri che ha ricordato come «queste persone non possono stare con noi, perchè noi non siamo un popolo di delinquenti». Criminalità da debellare con la forza della cultura, l'invito del prefetto che dal canto suo ha ricordato il lavoro delle Istituzioni e delle forze dell'ordine, «vano senza la voglia di cambiare della comunità». La 'ndrangheta paragonata a un tumore «da estirpare», questa la sfida lanciata dal prefetto. Una sfida per la quale è sceso in campo don Fiorillo che ha esortato a uscire dalla messa con il rinnovato «messaggio di speranza» che dà forza e senso alla vita, «perchè – ha concluso – chi semina morte deve sapere che verrà la vita».

Silvano Russo, il cantautore di Briatico al suo secondo album

Silvano Russo


Si chiama Silvano Russo ed è nato a Tropea nel 1978, ha vissuto a Briatico, paese di origine della sua famiglia, fino all’età di vent'anni, quando, finite le scuole superiori e diplomatosi ragioniere, è costretto ad emigrare dalla Calabria, partire dalla terra che ama profondamente e da sempre. Al nord d'Italia la vita è dura, Silvano Russo all'inizio affronta anche i lavori più umili e pesanti, ma, nel contempo, non abbandona la sua più grande passione e aspirazione: scrivere canzoni, cantarle e suonare la chitarra per accompagnarle. Con il passare degli anni la passione per la musica aumenta fino a sfociare un vero e proprio amore che lo porta, nel 2010, ad incidere il suo primo cd, un lavoro realizzato grazie a Matteo Callisti delle Edizioni Canto Libero di  Mariano Comense,  agli arrangiamenti di Nando Celata, noto tastierista della cantante Tiziana Rivale, e allo Studio De Amicis di Cesano Boscone, in provincia di Milano. All'uscita del cd il lavoro musicale di Silvano Russo viene apprezzato da molti, è un successo grande per vendite, pubblico nei concerti e passaggi e promozioni in radio, tanto da richiedere una nuova incisione tutta dedicata alla canzone “Lampa alla Vraci” per la scuola di musica Cimas di Rovellasca (Co). Le tradizioni popolari, il dialetto, i detti e i proverbi ripresi dalla cultura  calabrese, i termini toponomastici di Briatico, le antiche arcaiche credenze, i riferimenti meteorologici locali di pescatori e contadini vengono ripresi, inseriti in un contesto di racconto canoro e supportati da una musica e un ritmo nuovo con influenze tipiche della musica popolare calabrese, si esalta la cultura tradizionale e folklorica che viene diffusa senza segni di retorica e nostalgia, con un successo inaspettato e in terre lontane, in Brianza, a Como, Milano e nella Lombardia intera. Il grande successo del cd fa aumentare la voglia di andare avanti, la musica e le parole  di Russo diventano un secondo cd, un singolo dal titolo “Dimmi che tu” ed adesso è in arrivo il suo secondo vero grande album dal titolo “La nostra vita” , con sette pezzi inediti, firmati da Silvano Russo, nei testi e nella musica, e quattro cover di successo di tre grandi della canzone italiana:  il calabrese Mino Reitano, Nicola di Bari e  il grande mitico Domenico Modugno. L’uscita del nuovo cd, pubblicato sempre per Canto Libero Edizioni, è prevista per il  prossimo 30 giugno, e, con la pubblicazione di questo disco, Silvano Russo continua la sua più grande passione per la musica iniziata tanti anni fa proprio a Briatico e come un vero figlio d'arte, suonando con lo zio Antonio Russo, storico chitarrista di tante band locali, con il cugino Pippo Anile, cantante che ha avuto anche una copertina su Sorrisi e canzoni tv, e con Domenico Russo, altro cugino polistrumentista e suonatore dei tamburi dei giganti processionali calabresi. Una intera famiglia di Briatico, una vera stirpe nata con il ritmo, la musica e la canzone, nel sangue.  

Franco Vallone

18 giugno 2011

Victor Grasso, dall'Argentina a Briatico con la canzone nel cuore

Victor Grasso


Briatico – Non chiamatelo Vittorio, si chiama Victor Grasso ed è un simpatico personaggio di Briatico che da sempre ama imitare, con successo, tanti cantanti famosi. Baffetti bianchi, grosso anello d'oro giallo americano al dito, maglietta della lontana squadra del cuore, quella d'Oltreoceano, Victor Grasso è nato in Argentina a Mataderos, Nueva Chicago, un barrio (quartiere) di Buenos Aires, nel ferragosto del 1937. Padre calabrese di Briatico, emigrato a 17 anni, e madre argentina, figlia d'emigranti siciliani di fine ottocento. Una storia di emigrazione nell'Argentina degli anni trenta poi, nel 1970, la prima volta in Italia, il primo viaggio a Briatico, per recuperare memoria, per conoscere i luoghi dimenticati del padre, del nonno, degli avi e delle lontane origini. Successivamente conosce la futura moglie, prima per fotografia, com'era l'uso del tempo tra persone lontane, è una prima cugina di Briatico che sposa e fa arrivare in Argentina, vivono nella bella provincia di Buenos Aires dove Victor inizia a lavorare con diverse e varie esperienze, dalla costruzione di "gocce" di vetro per i lampadari alla grande fabbrica di chiavi per le auto di tutte le marche e di tutto il mondo, dalla fabbrica di lampadari in bronzo fuso a quella di chiavistelli. Ma sin dall'età di otto anni, molto prima di iniziare l'attività lavorativa, Victor canta per tanti anni nei cori locali dei dintorni di Nueva Chicago. Victor Grasso ama imitare la voce dei grandi della musica argentina, della canzone popolare, del cinema, in questo è "figlio d'arte", un suo zio era un famoso imitatore in Argentina. Tra i tanti, Victor imita il grande Carlos Gardel, Roberto Julio Sánchez detto Sandro de America, Hugo del Carril, il cantante folk Antonio Tormo, Albert Eclave, l'attore Johnny Weissmuller, il famoso Tarzan del cinema, e tanti altri. Grasso ama cantare da sempre, con passione e trasporto, perfette le sue imitazioni anche di alcuni cantanti italiani come Domenico Modugno, Peppino Di Capri, Nicola Di Bari, Mino Reitano, anche se nel suo cantare in italiano si sente sempre qualche traccia di spagnolo castigliano, la sua antica lingua di origine. Ma torniamo alla storia di Grasso, la prima delle due figlie nasce in Argentina, la seconda a Tropea. Dopo qualche anno dal matrimonio la moglie di Victor non si trova più bene in Argentina, troppo nostalgica, troppo legata alla sua Calabria e alla sua Briatico. Alla fine degli anni settanta decidono di trasferirsi in Italia, Victor parte per un anno a Milano dove lavora in una fabbrica metallurgica, poi rientra a Briatico per stare vicino alla famiglia ed inizia a lavorare in una azienda di solai prefabbricati e, successivamente, in una di shopper, buste di plastica per alimenti, poi, infine, arriva il tempo della pensione. Sono passati tanti anni, la vita  di Victor continua oggi a Briatico e l'Argentina rimane sempre indelebile nel suo cuore, con la sua inconfondibile musica, con il suo folk e con il suo tango, con i suoi tanti cantanti da imitare ed adesso Victor Grasso sente un legame fortissimo con quel Carlitos Gardel che moriva  nel 1935, due anni prima della sua nascita, un misterioso legame di voce così forte che, in alcuni momenti, lo fa sentire quasi reincarnazione di quel cantante mai conosciuto e morto carbonizzato a Medellin, in Colombia, in un incidente aereo avvenuto sulla pista dell'aeroporto durante un decollo.

Franco Vallone

17 giugno 2011

Briatico a Milano

Dante Petrarca e Pippo Anile

Ristorante "Al Rubattino" di Milano, 12 giugno del 2011, quarantasette briaticoti tutti assieme attorno a un tavolo e ad una tavolata, tanti altri sono assenti giustificati, sono impegnati presso i seggi referendari. La giornata è di quelle memorabili, per stare tutti assieme, senza retorica, con un pizzico di nostalgia, per parlare, raccontare, ricordare ma anche per ideare, proporre cose nuove, pianificare… Il tema, la traccia fissa del discorso: Briatico, la ridente cittadina calabrese distante mille chilometri da quel ristorante, un luogo, la sua gente, i compaesani, i fatti ed anche i difetti.
Filippo Coppola, uno degli organizzatori più attivi, ci racconta:  "La giornata è andata benissimo, siamo stati veramente bene, chiaramente i discorsi erano tutti su Briatico e i briaticesi, su una cosa eravamo tutti d'accordo: il grande amore per Briatico!!!  Oltre al pranzo, che come al solito è stato oltre che abbondante e squisito, c'è da sottolineare la grande ospitalità di Grazia ed Alfio che hanno sempre dato il massimo della disponibilità. Il convivio è stato allietato (improvvisando) da uno spettacolo di Pippo Anile e Dante Petrarca con musiche, stornellate, brindisi e canzoni popolari calabresi e briaticote e non è mancato neanche un momento di cabaret. Durante l'evento abbiamo raccolto duecento euro, un piccolo contributo da consegnare al comitato organizzatore dell'imminente festa in onore della Madonna del Carmine". Tutti i partecipanti sono stati omaggiati con l'attesissimo  gadget personalizzato briaticese, dopo il portachiavi e la raffinata rubrica con la Torre Rocchetta stampata a secco, questa volta è stato consegnato ai presenti un utile cappellino personalizzato con su scritto "Città del Mare, lo stemma di Briatico  e sotto la scritta “I love Briatico”, ovviamente il "love" era rappresentato da un cuore rosso. Un utile gadget consegnato con la speranza che presto venga utilizzato a mare, sotto il sole di Briatico e sulle bellissime spiagge di Safò, della Brace, della Marina, di Scrugli o di Cocca.

Franco Vallone 




La Festa della gente di mare, oggi il convegno a Catona

Da 18 anni nei Comuni di Francavilla Angitola e Pizzo si celebra, a metà luglio, la Festa della Gente di Mare in onore di San Francesco di Paola. La manifestazione si ricollega all’antica devozione verso il taumaturgo paolano molto sentita dai pescatori, dai marittimi e da tutte la gente  legata al mondo del mare. Nelle ultime edizioni, in concomitanza con il 5° Centenario della morte del Santo (1507-2007), la festa ha avuto un notevole sviluppo, espandendosi dai centri calabresi tradizionalmente più legati a San Francesco (Paola, Pizzo, Francavilla Angitola, Reggio Calabria Catona, Nicotera, Tropea, Soriano Calabro, Paterno Calabro, Fuscaldo) alla vicina Sicilia. La “Festa della Gente di Mare ” organizzata , grazie all’impegno di Vincenzo Davoli, Gianfranco Schiavone e Giuseppe Pungitore, curatori del sito internet www.francavillaangitola.com, di Giovanni Bianco, e Emanuele Stillitani, della Proloco di Pizzo, di Franco Di Leo del Centro Italiano Protezione Civile di Pizzo, di Francesco La Torre , responsabile del reparto di Riabilitazione Psichiatrica  di Pizzo, di Adriana Maccarrone, presidente della Cooperativa Sociale “La Voce del Silenzio” Onlus di Pizzo,  con il sostegno del Vescovo  di Mileto, dei Padri Minimi e del clero diocesano, di varie associazioni di volontariato e protezione civile e con la collaborazione della Guardia Costiera, enti e autorità civili e religiose, risulta essere, secondo gli organizzatori, la più importante festa della gente  di mare organizzata in Italia. Nel programmare l’edizione del 2011 il comitato si è avvalso della preziosa collaborazione di P. Casimiro Maio, rettore del santuario di Catona, dell’ammiraglio Francesco Ciprioti, ufficiale in quiescenza della Capitaneria di Porto, dei Terziari Minimi di Catona e della Fondazione San Francesco da Paola nel Mondo. Nelle edizioni passate era presente la Campania, con la reliquia della “Salvietta” del Taumaturgo e la statua di San Francesco di Paola è stata accompagnata dalla Madonna Pellegrina del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, appositamente presente per espressa volontà di Natuzza Evolo di Paravati, che nella sua esemplare esistenza ha sempre manifestato una grande devozione al Santo Patrono di Calabria. Il comitato organizzatore della festa ha prescelto per il 2011 quale sede del convegno su San Francesco e sull’Ordine dei Minimi la città di Catona, luogo noto come punto di imbarco per il miracoloso attraversamento dello stretto di Messina da parte del Santo. Il convegno si terrà venerdì 17 giugno.  I relatori dell'incontro saranno: Giuseppe Caridi dell'Università di Messina, mons. Antonino Denisi, del tribunale diocesano di Reggio Calabria, Padre Rocco Benvenuto, Correttore provinciale dei Minimi di Calabria, Puglia e Messico.

Franco Vallone

16 giugno 2011

La comicità di Massimo & Francesco, operatori ecologici di Briatico

Francesco Bianco e Massimo Limardo


Briatico – Massimo e Francesco sono quasi sempre assieme, amici, colleghi di lavoro e compagni di tante simpatiche performance artistiche. Massimo Limardo di Briatico, classe 1972, e Francesco Bianco di Conidoni di Briatico, nato nel 1976, sono due simpatici operatori ecologici che lavorano in paese. Si alzano prestissimo, lavorano sodo quando tutti gli altri ancora dormono, poi, nel tempo libero della loro giornata, si trasformano come in una metamorfosi e diventano una simpatica coppia di artisti comici con tante idee cabarettistiche da realizzare, con battute da provare e riprovare, con scene da sperimentare e videoclip da girare e pubblicare. Massimo Limardo i nostri lettori lo conoscono già, lo ricorderanno per il ritrovamento di una cassaforte chiusa, abbandonata per le strade di Briatico, per un grosso blocco di ghiaccio arrivato dal cielo e caduto pesantemente a pochi centimetri dalla sua testa, e forse anche per il recente ritrovamento di una grossa tartaruga lacustre della specie “orecchie gialle”, buttata viva tra l'immondizia in un cassonetto di Briatico, recuperata e salvata proprio da Limardo dalle lame del trituratore della nettezza urbana. Il giovane Massimo Limardo ha anche partecipato, con i noti cabarettisti Rino e Giulio,  su Telespazio Calabria, ad alcune trasmissioni televisive di successo e, da qualche tempo, si presta  a fantasiosi e originali travestimenti durante le feste di Natale e di Carnevale e  poi... i suoi sketches  imperversano sui canali televisivi della rete e su YouTube come anche quelli del poliedrico collega Francesco Bianco definito da tempo il “Tenore di Conidoni”, ma anche  “Latino Dance” e “'Uomo tromba” che, da buon imitatore, riesce a simulare alla perfezione la musica di strumenti a fiato, trombe, trombette e tromboni, che si materializzano  magicamente, riuscendo a suonare interi brani del repertorio nazionale ed internazionale. Massimo & Francesco, assieme, hanno prodotto recentemente alcuni video particolarmente comici, irriverenti, esilaranti come la “tarantallata attorno agli ingombranti", un modo utile, questo, oltre che a divertire, anche a sensibilizzare, socialmente ed ecologicamente, la gente. 

Franco Vallone

15 giugno 2011

Eclissi lunare a S. Costantino di Briatico



Questa sera a S. Costantino di Briatico alle ore 21.00 osservazione astronomica dell'eclissi lunare con l'aiuto di Toni Scarmato, la punta di diamante astronomica di cui Briatico si può vantare.

14 giugno 2011

Vibonese. Il quorum solo in quindici Comuni

Valanga di sì ovunque: i quesiti più votati sono risultati quelli su acqua pubblica e tariffe 

Il record dell'affluenza alle urne in provincia si è registrato a Drapia dove a votare si è recato il 68,4 per cento. La "maglia nera", invece, spetta a Fabrizia con il 29,4. In ogni caso Vibo Valentia con il 46,7 per cento, seguita da Crotone con il 45,1 si ritrova nell'elenco delle sei province italiane dove il quorum non è stato raggiunto (Reggio Calabria e Foggia 49,34, Caltanissetta 49,94 e Trapani 49).
In provincia di Vibo sono riusciti a varcare la soglia del 50 per cento solo 15 Comuni. In testa Drapia, a seguire Brognaturo con il 61,7, Vazzano con il 59,9 e Limbadi (59,1). Poi tutti gli altri: Pizzoni (55,1), Rombiolo (54,7), Pizzo (54,1), San Costanitno Calabro (53,3), Zaccanopoli (53,2), Spadola (53,1), Ricadi (52,2) Simbario (51,9) Vallelonga (51,8), Parghelia (50,7) e Filogaso (50,1).
Ma al di là dell'affluenza i referendum più votati in ambito provinciale sono stati quelli con la scheda rossa (acqua pubblica) e quello relativo alla determinazione delle tariffe (scheda gialla). In questo caso il primo il sì si è attestato sul 97,9% e 98,1. Lieve flessione, per quanto riguarda nucleare e legittimo impedimento. In ogni caso schiacciante la vittoria del sì su tutti i quesiti. A fianco la tabella con i risultati completi di tutti i Comuni grazie alla disponibilità ed all'efficienza del servizio elettorale della Prefettura.
Non sono mancate anche in questo tornata referendaria le polemiche per alcuni disservizi nella distribuzione delle schede. In questo caso a sollevare il problema è stato il consigliere comunale del Pd, Giovanni Russo. Quest'ultimo in una nota ha evidenziato che nel quartiere Moderata Durant non hanno avuto la possibilità di esprimere il loro voto ai referendum per il mancato recapito delle tessere elettorali a causa della toponomastica incompleta del quartiere. «Per avere la certezza se il quorum sia stato raggiunto – aveva affermato nella mattinata di ieri Russo – bisogna ormai attendere solo qualche ora ancora, ma per la prima volta, l'istituto referendario in Italia ha dato un segnale di grande vitalità, non scontato. A Vibo Valentia, invece, si è fatto di tutto affinchè il quorum non fosse raggiunto. Infatti nella nostra città, gli abitanti di uno dei più popolosi quartieri, non hanno avuto la possibilità di andare a votare. La causa di tutto ciò – ha detto – è la toponomastica incompleta delle vie della zona di Moderata Durant. L'ufficio elettorale di palazzo "Luigi Razza", ha sì provveduto ad inviare le tessere elettorali, ma a causa di indirizzi insufficienti se le è viste rispedite al mittente. Tutto ciò è dovuto all'inefficienza di questa amministrazione di destra, che non ha messo nelle condizioni molti cittadini della città capoluogo di poter esprimere il proprio voto. Spero soltanto che sia casuale il fatto che l'attuale amministrazione, non abbia provveduto per tempo a far pervenire ai cittadini le proprie tessere. Non voglio credere che questa sia un'operazione politica per non far raggiungere il quorum nella nostra città, ma sarebbe gravissimo se così fosse».(n.l.)

13 giugno 2011

La difficile partita nella lotta alla criminalità

Si lavora per un maggior controllo del territorio ma la forza della denuncia stenta a farsi strada 
di Nicola Lopreiato

La violenza criminale non si ferma. La raffica degli attentati si sussegue. Sotto tiro commercianti, artigiani, imprenditori, sindaci e amministratori. Attentati dinamitardi, auto che saltano, colpi di pistola contro le vetrine di negozi e, quando la situazione lo richiede anche lancio di bombe molotov.
Un'escalation criminale senza precedenti che rilancia in tutto e per tutto un gravissimo allarme sociale; mette in ginocchio attività imprenditoriali che operano in una realtà dove il tessuto economico è piuttosto fragile e nello stesso tempo semina paura e sfiducia. Emblematico quanto sta accadendo attorno all'imprenditore Vincenzo Restuccia che in tantissimi anni di attività ha collezionato ben 103 attentati.
La reazione Di fronte ad una violenza spavalda e arrogante la reazione dello Stato c'è stata: maggiori controlli sul territorio e una maggiore sinergia tra le forze dell'ordine. In tal senso le recenti riunioni tenutesi in Prefettura hanno già dato qualche risultato e il procuratore Mario Spagnuolo ha parlato di un "modello Vibo". Tutto questo, se gli attentati continuano, è evidente che non basta. La nuova ondata della violenza criminale non sarà fermata. Per mettere in piedi un piano in grado di contrastare le cosche bisogna prima conoscere le nuove dinamiche che si sono venute a determinare negli ultimi anni. Dall'operazione Dinasty Affari di famiglia (prima vera offensiva contro la 'ndrangheta vibonese) ad oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata. Quasi tutti i personaggi di spicco sono tornati in libertà, mentre le giovani leve reclamano un loro ruolo, costi quel costi. In questi casi a pesare è la forza militare, quella che in genere viene messa in atto sui campi di battaglia che si conquista a colpi di pistola e di bombe, tutti ai danni di commercianti e imprenditori, coloro i quali debbono rendersi conto che le dinamiche sono cambiate. E in tal senso le nuove leve riescono sicuramente a farsi "apprezzare" perché capaci di lasciare il segno e farsi temere. Il controllo di tutte le attività che un tempo veniva imposto con la forza e il carisma dei capi è saltato un pò ovunque. La mappa del crimine è completamente mutata e gli attentati che si susseguono ogni notte anche in città lo dimostrano abbondantemente.

strategia perdente 
Tutti gli sforzi compiuti fino ad oggi, e non sono pochi, si sono rivelati insufficienti. In primo luogo perché manca la collaborazione, ma soprattutto manca la forza del coraggio. Le denunce a viso aperto da queste parti non ci sono mai state, salvo qualche eccezione. Non c'è un solo imprenditore, se non messo alle strette, che abbia puntato il dito contro i suoi estorsori. Il racket non è solo quello che si presenta per ritirare la mazzetta, ma anche quello che impone e pretende; quello che si presenta in giacca e cravatta e chiede l'assunzione di un operaio, di un guardiano o di una fornitura a tutti i costi. In tal senso le indagini del recente passato hanno certificato situazioni piuttosto eclatanti. Pensare di fronteggiare la violenza criminale affidando questo compito solo alle forze dell'ordine è impossibile. Quella che deve esplodere è la forza del coraggio. Mentre lo Stato da parte sua non può venire meno ai suoi doveri. A rendere vulnerabile l'economia di questo martoriato territorio non è solo la violenza criminale, quella che spara e intimorisce, ma anche quanti continuano indisturbati a sguazzare nella "zona grigia"; coloro i quali non disdegnano di dialogare con personaggi che per un motivo o per un altro tengono rapporti con personaggi delle cosche e nello stesso tempo siedono tranquillamente accanto a quanti predicano legalità. Tutto questo finisce per creare confusione e sfiducia e di questo passo sarà molto difficile poter immaginare che prima o poi possa esplodere la forza del coraggio.

Fabio Conocchiella. Direttore Europeo



Fabio Conocchiella, il giovane musicista di Briatico, con la sua raffinata arte da qualche tempo ottiene consensi e successi in tutto il mondo. Il prossimo 14 giugno, nella prestigiosa Concert Hall di Minsk, capitale della Bielorussia, Conocchiella dirigerà, per la prima volta, la Belarusian State Orchestra (Orchestra di Stato della Bielorussia), in un concerto con i famosi solisti Mario Stefano Pietrodarchi (Bandoneon) e Luca Lucini (Chitarra). Il programma del concerto prevede tra l'altro in cartellone: “Fabio Conocchiella: Morricone Suite [Prima esecuzione assoluta] (per orchestra); A. Piazzolla: Tres Tangos Sinfonicos (per bandoneon e orchestra); Fabio Conocchiella: Variazioni Visuali [Prima esecuzione assoluta] (per chitarra e orchestra); R. Molinelli:  Trittico (per bandoneon e orchestra); A. Piazzolla: Doppio Concerto “Hommage a Liege” (per chitarra, bandoneon e orchestra); Nello specifico, nel programma ci saranno le prime esecuzioni assolute di due brani dello stesso  Conocchiella: la Suite su temi di colonne sonore di E. Morricone quali: “Il Pianista sull’Oceano”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “C’era una volta il West” e “Mission”, commissionatagli proprio per questo evento. L’altra opera di Conocchiella in prima assoluta è “Variazioni Visuali” per chitarra solista e orchestra, commissionatagli dal solista Luca Lucini cui è dedicata”. Come spiega lo stesso autore “essa è il frutto della volontà di sintetizzare due sfere sensoriali apparentemente distanti tra loro, come descritto nel titolo: “Variazioni”, che richiama il senso dell’udito, in quanto forma musicale in cui è sviluppato il materiale sonoro del brano; “visuali”, aggettivo che appartiene al senso della vista, nello specifico una vista “interiore”, quella rivolta al mondo delle immagini della nostra memoria. Il risultato di questa sintesi vuole essere un brano che va vissuto come “esperienza” sensoriale, in cui la musica diventi un particolare punto di vista sulle immagini richiamate alla mente dell’ascoltatore, nella sua soggettività, anche se viste, metaforicamente, con gli occhi di un'altra figura, quella del compositore, che diviene così il filtro specifico tra l’ascoltatore e le immagini che esso richiama alla mente nel momento dell’esecuzione, un filtro che ne fa cogliere punti di vista, spero, nuovi e profondi”. Fabio Conocchiella, oggi diciannovenne,  sin dall’età di sette anni si è avvicinato al mondo della musica, quasi per gioco, imparando ad orecchio a suonare il pianoforte e l’organo. Successivamente, all’età di dieci anni, Conocchiella ha iniziato lo studio del violino e, contemporaneamente, ha scoperto di avere l’affascinante vocazione per la composizione, una vera e propria passione che, a distanza di pochi anni, diventerà la sua principale attività e che lo ha portato allo studio accademico della materia. Ad oggi il giovane musicista di Briatico ha all’attivo numerose composizioni per i più svariati ensamble strumentali, dalla musica da camera a quella sinfonica, e prepara arrangiamenti e orchestrazioni per importanti orchestre nazionali e estere.  

Franco Vallone

11 giugno 2011

Referendum 12 e 13 giugno 2011



Ruba un'auto ma viene bloccato e arrestato

Autovettura rubata viene rintracciata e recuperata nell'arco di una manciata di minuti.


Luigi Innorcia
Un intervento flash quello che ha visto entrare in azione i carabinieri i quali oltre a recuperare l'auto e restituirla al legittimo proprietario – un bagnino di Tropea – hanno arrestato l'uomo che l'aveva rubata. Si tratta di Luigi Innorcia, 33 anni, residente a Ispica (Ragusa), finito in carcere per furto aggravato.
Da quanto emerso Innorcia si sarebbe impossessato dell'autovettura nei pressi della stazione ferroviaria di Tropea dove il bagnino l'aveva parcheggiata per pochi minuti. A dare l'allarme è stato lo stesso prorietario che ha denunciato il furto mobilitando così i carabinieri i quali hanno attivato posti di blocco lungo l'intero tratto della strada 522. A intercettare l'auto con a bordo Innorcia sono stati i militari della Stazione di Briatico e della Compagnia di Tropea che sono riusciti a bloccare il mezzo dopo un breve inseguimento, impedendo così al siciliano di allontanarsi dal territorio provinciale.(m.c.)


10 giugno 2011

Briaticoti a Milano


Domenica prossima, 12 giugno 2011, a Milano si svolgerà la terza edizione dell'incontro conviviale che riunisce periodicamente i briaticesi (briaticoti) residenti, emigrati, o studenti, che vivono nell'area del Centro e del Nord d'Italia. Un simpatico modo per ritrovarsi e per trascorrere una giornata tra compaesani, nella vicinanza della lontananza della bella e amata Briatico. Per informazioni telefonare al numero 347.3709827

Franco Vallone

“Noli me tangere” il nuovo libro di Francesco Deodato




Dopo il successo editoriale di Maria Maddalena non ha casa in Vaticano, Francesco Deodato presenta ai suoi lettori un altro affascinante viaggio nel profondo della storia dal titolo Noli me tangere, non mi toccare. Un prezioso contenitore, 184 pagine di memorie che viaggiano nel tempo da duemila anni, un voler ripercorrere quello che il tramandare religioso ha, con i testi delle sacre scritture, dei Vangeli canonici e delle altre fonti storiche ufficiali, ma anche per per tradizione orale, inculcato, senza possibilità di replica, per generazioni e generazioni. Per come si fa leggere, Noli me tangere è racconto fluido, pieno di reali elementi di riferimento storico e continui inviti all'approfondimento delle tante tracce carpite all'oblio del tempo e lanciate nel futuro della ricerca documentaria. La scrittura, il testo, il senso del raccontare, evidenzia l'inedito sguardo di Deodato. Uno sguardo colto e appassionato che effettua letture della e nella storia, non dall'alto ma da un punto di osservazione multiplo che si immerge da più dimensioni, direttamente nel contesto storico. Un'azione di critica culturale, d'immersione e approfondimento, attuata non per distruggere, ma per costruire, appuntare e annotare accanto, in rosso, altre possibili identità, altre verità che non debbono ritenersi in assoluto le "uniche verità". Quello che scaturisce da questa ricerca sono ipotesi, proposte di visione delle cose, tesi, possibilità. Una vera e propria sana democrazia della lettura del dato storico, dell'elemento documentario e religioso che fa, perlomeno, riflettere. Riflessione che mai come in questo caso è elemento necessario per una seria rilettura del passato troppe volte raccontato e tramandato ad uso e consumo di una "realtà-comodità" precostituita e preconfezionata. L'autore, nella fase di ricerca, ha cercato di leggere, in modo interpretativo, alcuni passaggi dei Vangeli canonici e di quelli gnostici. Poi Francesco Deodato ha riportato le affermazioni al pensiero del tempo ed alle cronologie del periodo storico, traslandole in quella storia millenaria della Chiesa e collocandole infine nella realtà attuale. Un lavoro lungo svolto molte volte direttamente sul campo, in loco per poter vedere e toccare, per non lasciare fuori possibili interpretazioni simboliche, metaforiche e di tipo semantico che ancora oggi gli antichi reperti si portano addosso. Francesco Deodato in Noli me tangere parte da molto lontano, dalle origini. Pone, e si pone, domande continue per tracciare una sorta di mappa delle incongruenze, del detto non detto, delle mezze verità e di tutto ciò che altri fonti storiche riportano in modo approssimativo e superficiale. Una storia di civiltà, ma prima di tutto una storia di fede, di religione e religiosità, di credenza interpretata dal popolare, di religioni che si avvicinano e si allontanano continuamente, con scambi, diramazioni, intersecazioni di fatti, persone e personaggi, luoghi e tempi, momenti e accadimenti. Alla fine trapelano anche tanti dubbi e possibilità, e non sempre tutte le domande trovano una risposta. Il dato storico che viene raccolto e raccontato, scritto o trascritto, contiene verità dubbiose, forse non vere o influenzate, visioni di parte o di comodo, invenzioni, cancellature, a volte eliminazioni di elementi politicamente scomodi in un dato momento della storia sociale e dell'uomo. Storie che si ribaltano con il cambiamento dei tempi, delle politiche e dei personaggi che nel tempo si sono succeduti nella Chiesa. Deodato cerca di risolcare queste orme, le tracce e i binari del tempo, ripercorre personalmente gli itinerari spirituali e storici dei cosiddetti luoghi dell'anima, per "sentire", ancora una volta, i suoni antichi, lo schiocco dei colpi di frusta, le grida, le preghiere, le passioni, i misteri templari e i rintocchi di campane medievali,  per percepire una sorta di essenza antica rimasta memorizzata sui luoghi, tra quelle pietre sotto la croce da cui traspaiono, ancora oggi, le ombre che il fatto storico ha lasciato indelebili. Qumran, Mar Morto, Gerusalemme, Nazareth, Rennes le Chateau, Roma, Parigi... dalla Palestina alla Francia, dal Libano a Israele, dall'India all'Italia, tanti i riferimenti di luoghi da ripercorrere per respirare storia, la traccia di vita che è riuscita ad arrivare all'oggi e le mille fascinose storie non ancora completamente svelate. Luoghi e tempi ancora intrisi di sangue, di mistero, di passione e, prima di tutto, della tanta umanità  che ci ha preceduto. 

Franco Vallone

SCHEDA VOLUME
Noli me tangere
Francesco Deodato
Edizioni Adhoc - Vibo Valentia, 2011
Euro 15.00
pagine 184

IV B, in classe con Raul Bova


Michele De Luca professore di lettere dello studente che diventò attore

La IV B del prof. Michele De Luca e Raul Bova

Istituto Magistrale Jean-Jacques Rousseau, via delle Sette Chiese di Roma, la foto di gruppo ha i colori sbiaditi dal tempo, ma, per adesso, rimane icona indelebile di quella IV, sezione B, della fine degli anni ottanta. L'immagine ritrae, per ricordo, la classe al completo: 9 studenti maschi con  calzini bianchi in bellavista e 11 femmine con le scarpe basse, come si usava allora; e poi ci sono due professori: quello semicalabrese di lettere, rigorosamente in giacca e cravatta, e quello calabrese di filosofia, con i libri incollati in mano. Nel gruppo anche un ragazzo dalle spalle larghe, con la maglia bianca: è il giovane Raul Bova, uno dei venti studenti di quella 4B. Il professore di lettere si chiama Michele De Luca ed è nato a Roma, sua madre era romana,  suo padre calabrese di Parghelia, allora comune in provincia di Catanzaro. De Luca è stato, per quattro anni, il professore di lettere di Raul Bova. “Al primo banco c'era seduto Raul, ragazzo del '71 timido ed introverso, - ricorda De Luca - sempre indeciso. Era tanto appassionato di nuoto ed era già campione italiano giovanile nei 100 metri stile dorso. L’ho sempre incoraggiato, agli esordi della sua brillante carriera cinematografica. Pochi sanno che Raul ebbe, negli anni dello sviluppo, diversi insegnati calabresi: la professoressa Maria Luisa De Fazio Stranges, di scienze; il professore di filosofia Elvio Papalia, nativo di Cittanova, morto improvvisamente a scuola proprio mentre teneva lezione. Io, - continua De Luca - essendo quotidianamente a contatto con calabresi, vedo, in queste concomitanze, una specie di intervento del destino, che mi ha avvicinato sempre più all’amata Calabria, perché come recita l’adagio popolare chi va al mulino s’infarina!” Il padre calabrese, colleghi di lavoro calabresi, la calabresità nella memoria, i viaggi estivi a Parghelia e tanta Calabria a tavola... tutti elementi che irrompono nella vita del professore e la sfiorano continuamente, ed è proprio da qui che inizia, in parte, l’interesse di De Luca per lo studio dei dialetti della Calabria. Una passione forte e travolgente, come quella per la storia contemporanea, che lo ha portato, negli anni precedenti, a realizzare una biblioteca con una consistenza di circa 23.000 volumi e 2.000 tra periodici e numeri unici, biblioteca riconosciuta di “grande interesse” prima dai Beni culturali della Toscana e, in seguito, del Lazio. Con parte del materiale documentario raccolto, “volantini e ciclostilati di lotta e di piazza” compresi, De Luca organizza, in Toscana, tante mostre e convegni sulle tematiche del dissenso politico nel Dopoguerra. Il professore per oltre trent’anni ha insegnato l'italiano ma è con l’inizio del nuovo millennio che esplode prorompente, in lui, l’interesse per lo studio della cultura popolare e dei dialetti calabri. De Luca lo fa con passione, competenza, con un approccio di studio inedito e con periodiche incursioni sul campo; pubblica, nel giro di pochi anni, tanti articoli e brevi saggi, e qualche libro. Tra questi citiamo: “Giovan Battista Marzano interprete solitario del lessico calabrese”, in: Dizionario etimologico del dialetto calabrese, Sala Bolognese, Arnaldo Forni editore, 2006; Nomi dialettali e nomignoli dei comuni della Calabria e dei Calabresi, Catanzaro, Carello editore, 2007; Breve storia dei dizionari calabresi dal presunto Massara a Rohlfs, Roma, Immagini del Presente, 2009; La potenza evocativa del dialetto nelle opere di Ciccio De Rose: “Asulìa tu ca mi s’i frati” e “Ditti e mali ditti”, Roma, System Graphic, 2011; “Il saggio di vocabolario calabrese (1850) di Francesco Cherubini”, Roma, System Graphic, 2011. Ha curato l’edizione di un libro di Maria Rosaria Vallone, Miriroci e le altre, prima opera di narrativa con la trascrizione fonetica del calabrese parlato, che uscirà nella prossima estate. Da anni è impegnato alla realizzazione di un Dizionario comparato dei dialetti e delle tradizioni della Calabria. Abbiamo avuto il piacere di sfogliare in anteprima le bozze dei suoi primi otto volumi, una vera opera monumentale. Quando tutte le migliaia di pagine del dizionario usciranno in libreria, i dialetti calabresi avranno pochi segreti e nulla da nascondere, ne siamo davvero convinti.

Franco Vallone

06 giugno 2011

Vibonesiamo. In vetrina le bellezze artistico-culturali dei Comuni

di Viviana Mazzocca





È in edicola "Vibonesiamo", una nuova guida che punta alla scoperta dei cinquanta comuni del vibonese. Il prodotto editoriale è stato realizzato con il supporto degli assessorati al Turismo e alla Cultura della provincia di Vibo Valentia e grazie a oltre trenta amministrazioni comunali che hanno arriso al progetto e lo hanno sostenuto.
Gli ideatori dell'originale progetto editoriale sono Mario Vallone, Giuseppe Bruzzese, Francesco Pugliese e Matteo Aiello, quattro ragazzi già soci della "Thoth", società che opera dal 2010 nell'ambito della comunicazione. La particolarità della pubblicazione consiste negli spazi destinati ad ognuno dei comuni della provincia di Vibo Valentia. Ogni singolo paese, con le sue frazioni, viene raccontato, ognuno in un'intera pagina, attraverso le sue tradizioni, i cenni storici, le feste religiose e un ricco report fotografico che ha catturato le immagini più belle e suggestive di ogni luogo.
Una guida per i turisti che ogni estate affollano l'intera provincia ma, anche e soprattutto, una guida che mira a far conoscere il territorio ai suoi stessi abitanti, spesso inconsapevoli delle bellezze e delle peculiarità del proprio luogo d'origine. Un progetto minuzioso ed esaustivo che non ha precedenti tra le guide turistiche della zona sia per la completezza delle informazioni, sia perché riesce ad abbracciare tutti i comuni del vibonese. Presente anche un sito internet (www.vibonesiamo.it) che allarga anche al web le informazioni contenute nella guida e che viene puntualmente aggiornato con gli eventi che i comuni, le pro loco e i cittadini stessi intendono organizzare.
Un modo intelligente e pratico per conoscere in qualunque momento le sagre, le feste religiose, le semplici curiosità di un territorio esteso e a volte sconosciuto e per incentivare, da parte dei visitatori e degli originari della zona, la promozione e la conservazione delle tradizioni popolari e del patrimonio artistico della provincia.

05 giugno 2011

Briatico. In attesa di un temporale estivo

La mattina presto, il cielo mostra strani colori e improvvisamente ci troviamo in un incredibile forte temporale.

fonte: http://www.flickr.com/photos/macmamauri/5339305710/

04 giugno 2011

Conocchiella dirigerà l'orchestra bielorussa

Fabio Conocchiella, Direttore d'orchestra e compositore


BRIATICO L'orchestra di Stato Bielorussa sarà diretta da un compositore vibonese. Sarà il giovane briaticese Fabio Conocchiella, infatti, a dirigere la prestigiosa "Belarusian State Orchestra", in un concerto con i famosi solisti Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneon e Luca Lucini alla chitarra. L'evento musicale, che si terrà il 14 giugno nella capitale bielorussa Minsk, prevede due prime esecuzioni assolute di Conocchiella, che oltre all'importante incarico di direttore d'orchestra, potrà anche essere apprezzato come compositore. Il programma sarà completato da due brani di Astor Piazzolla e da uno di Roberto Molinelli.
Il brano di apertura sarà quello per orchestra dal titolo "Morricone suite", di Fabio Conocchiella, seguito dal "Tres Tangos Sinfonicos" per bandeon e orchestra del grande compositore Astori Piazzolla, dalla seconda composizione di Conocchiella intitolata "Variazioni Visuali", per chitarra e orchestra, dal "Trittico" per bandoneon e orchestra di Molinelli e dal doppio concerto per chitarra, bandoneon e orchestra "Hommage a Liege" di Piazzolla.
Il primo brano composto da Conocchiella è stato appositamente commissionato al compositore calabrese per questo evento e consisterà in una suite su temi di colonne sonore del grande Ennio Morricone (come "Il Pianista sull'Oceano", "Nuovo Cinema Paradiso", "C'era una volta il West" e "Mission"). Per quanto riguarda "Variazioni Visuali", invece, si tratta di un brano commissionatogli dal solista Luca Lucini, al quale Conocchiella l'ha voluto dedicare. «L'opera – spiega l'artista – è il frutto della volontà di sintetizzare due sfere sensoriali apparentemente distanti tra loro, cioè il senso dell'udito con quello della vista, ma una vista interiore, quella rivolta al mondo delle immagini della nostra memoria».
Un brano che va quindi vissuto come esperienza sensoriale in cui il compositore diviene il filtro specifico tra le immagini che egli riesce a evocare nella mente dell'ascoltatore «e – aggiunge lo stesso Fabio Conocchiella – un filtro che ne riesca a far cogliere punti di vista, spero, nuovi e profondi». (f.b.)

La Calabria perbene risponde alle bombe

E martedì alle 19 in piazza Vittorio Veneto a Tropea una seduta congiunta di venti consigli comunali 
di Viviana Mazzocca






Ricadi
Il palazzo dei congressi "G. Berto" a stento è riuscito a contenere il numero di persone presenti al consiglio comunale aperto che si è tenuto ieri pomeriggio. Una cittadinanza che ha fermamente dimostrato, con la sua presenza e il suo intervento, il sostegno e la solidarietà dovuti e sentiti dopo gli atti intimidatori che hanno colpito il sindaco Pino Giuliano, l'imprenditore Vincenzo Restuccia e il primo cittadino di Tropea Adolfo Repice.
Giuliano, nel suo brevissimo intervento ha voluto ringraziare la popolazione, le associazioni, gli imprenditori e le personalità politiche intervenute per l'occasione, puntando l'attenzione su quello che lui stesso ha definito «un duro colpo per l'economia della zona, ma soprattutto per la popolazione ricadese».

Pino Giuliano, Sindaco di Ricadi
Un consiglio comunale che può ben definirsi una vera e propria assemblea popolare. A questo consiglio seguirà un altro consiglio comunale aperto, convocato a Tropea per martedì 7 giugno, alle 19 in piazza Vittorio Veneto. Sarà una seduta allargata ai comuni limitrofi e aperta alle autorità civili, militari, alle rappresentanze di partiti, associazioni e alla cittadinanza per protestare contro gli atti intimidatori di questi giorni. Oltre venti comuni, tra Pizzo e Nicotera, parteciperanno a questa nuova iniziativa per dimostrare in modo unanime la lotta alla criminalità.
Molte le personalità politiche presenti e moltissimi gli interventi volti, in maniera decisa e risolutiva, a estirpare definitivamente la criminalità nei comuni del vibonese. Presenti l'on. Mario Tassone vice segretario Udc e componente commissione parlamentare Amntimafia, il senatore Francesco Bevilacqua, i consiglieri regionali Bruno Censore e Alfonsino Grillo, il presidente della provincia Francesco De Nisi, l'assessore provinciale Martino Porcelli, l'assessore regionale Mario Caligiuri, l'on. Michele Ranieri, il presidente della commissione regionale Sanità Nazzareno Salerno, il coordinatore provinciale del Pdl Valerio Grillo, Sergio Pititto, Nicola Brosio, il sindaco di Zambrone Pasquale Landro, il segretario generale Cgil Calabria Sergio Genco, Cono Massara, Giuseppe Rito, il coordinatore provinciale del Movimento Scopelliti Pippo Bonanno, Pasquale Farfaglia, il sindaco di Spilinga Franco Barbalace, il primo cittadino di Joppolo Giuseppe Dato, il sindaco di Tropea Adolfo Repice con il presidente del consiglio comunale di Tropea Nino Valeri, il presidente della Banca di S. Calogero Antonio Barone, l'imprenditore Vincenzo Restuccia, il consigliere provinciale Nino Macrì, il sindaco di Parghelia Maria Luisa Brosio, Maria Limardo (Fli), Gaetano Vallone, Franco de Luca (Pd), Luciano Prestia (Uil).
Giunti anche a distanza messaggi di solidarietà da parte del sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza il quale in un telegramma ha espresso il suo sdegno e da parte dell'on. Angela Napoli, anche lei ferma nel condannare tali intimidazioni.
Agli interventi del capogruppo di maggioranza del comune di Ricadi, Francesco Giuliano, e dei capigruppo di minoranza Franco Saragò e Nicola Tripodi, sono seguiti gli attestati di solidarietà dei presenti. Per l'on. Mario Tassone, autore di un'interrogazione parlamentare incentrata sull'emergenza criminalità, questa «è un'occasione da cogliere. La presenza di tutti noi non è formale ma è indice di una forte preoccupazione per gli atti che stanno colpendo i sindaci e gli amministratori. La risposta – prosegue – è la mobilitazione in massa, ma allo stesso tempo bisognerà impegnarsi per individuare i responsabili».
La sollecitazione a investigare giunge anche dal consigliere regionale Bruno Censore, il quale ha chiesto ulteriore vigilanza sul territorio. «La risposta di questa sera è un sussulto civico – ha detto – e questo dimostra che la democrazia e lo stato sono più forti, ma la popolazione ha bisogno di capire come si muovono le indagini».
L'idea del fronte comune nella lotta alla 'ndrangheta proviene dal senatore Francesco Bevilacqua e dall'assessore regionale Mario Caligiuri, i quali puntano sul contrasto alla criminalità attraverso un maggiore sviluppo culturale e una completa coesione della cittadinanza. De Nisi, nell'esprimere la propria vicinanza a Giuliano, Restuccia e Repice, punta l'attenzione sul senso di sfiducia della popolazione che vede spesso impuniti gesti gravi come quelli degli ultimi giorni e sulla certezza della pena per i colpevoli di tali intimidazioni. Il sindaco di Tropea Adolfo Repice ha ritenuto invece opportuno sottolineare il grave danno che questi atti criminali apportano all'economia del territorio e al turismo, motore del sistema economico della provincia e della Calabria. «Attenzione – ammonisce – anche nella creazione delle liste, perché prima o poi la criminalità presenta la propria cambiale da pagare».

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