31 maggio 2011

Briatico. «Rinunciamo a ogni indennità».

Le somme risparmiate potrebbero essere utilizzate nel sociale. La proposta avanzata dal consigliere comunale Sergio Bagnato
di NANDO SCARMOZZINO

Sergio Bagnato, consigliere comunale di Briatico
BRIATICO - La notizia potrebbe sembrare sensazionale e spettacolare. Non è, invece, né l'uno né l'altro. Nasce , infatti, da un'esigenza e da un convincimento profondi e sinceri, responsabile atteggiamento di chi amministra la cosa pubblica tanto più che arriva in momento che suona delicato e difficile per l'amministrazione comunale e l'intero Comune di Briatico. Insomma, proporre a tutti i consiglieri (di maggioranza, in quanto la minoranza non esiste più a seguito delle dimissioni in massa reiterate), sindaco e assessori compresi, di rinunciare a tutte le indennità spettanti «per destinarle ad attività di rilevanza sociale», è la proposta di Sergio Bagnato, giovane (laureato) consigliere del Comune di Briatico per tutta la durata del mandato amministrativo. Proposta, che Sergio Bagnato possa essere al più presto oggetto di deliberazione da parte del Consiglio Comunale. Eccone le motivazioni, dallo stesso consigliere poste all'attenzione di presidente dell'assemblea, di sindaco e di segretario comunale. “Il sottoscritto Sergio Bagnato, in qualità di consigliere di questo Comune, propone l'immediata rinuncia da parte di tutti gli amministratori (consiglieri, assessori, sindaco) a tutte le indennità spettanti, viste le difficoltà economiche in cui versa il nostro ente, in conseguenza di precedenti scelte politiche poco oculate e di amministrazioni poco attente alle finanze, ritenuto di non voler sacrificare lo svolgimento di alcune manifestazioni che interessano la cultura, lo sport, la scuola pubblica e che valorizzano per definizione lo spirito di legalità, di solidarietà, di civile convivenza, valori su cui si fonda la nostra comunità e che dovrebbero vedere coinvolti i nostri più giovani concittadini che, a mio parere non meritano di subire tali ripercussioni. Ritenngo, inoltre, che una piccola gratificazione economica all'attività politico-amministrativa non potrà mai essere equiparata alla gratificazione morale di un semplice gesto per la comunità». Sergio Bagnato - nei mesi passati è stato indicato come principale referente di un nutrito gruppo di consiglieri - si è sempre dichiarato a favore del cambiamento e di una politica tesa ad affrontare seriamente i problemi della comunità briaticese. Tuttavia, l'esempio di una buona proposta ha bisogno di compagni di viaggio per concretizzarsi. Sicuramente, per non rimanere indietro, gli altri consiglieri e sindaco la seguiranno. Non foss'altro che per il fatto che essa mira a colpire gli animi più sensibili e più attenti alle problematiche.

fonte: Il Quotidiano della Calabria (31 maggio 2011, p.40)

30 maggio 2011

Referendum Abrogativo

Fiera nautica, bilancio positivo

In aumento la presenza di espositori, imbarcazioni, acquirenti e visitatori 
di Vittoria Sicari


Bilancio positivo per la Fiera nautica delle Calabriae.
Appuntamento ormai fisso per il porto di Vibo Marina che, dal 21 al 29 maggio, ha ospitato l'interessante evento organizzato dalla Camera di commercio e dall'Aspo, affiancate dalla Capitaneria di porto e dalla Consulta portuale Santa Venere.
A tirare le somme nella giornata conclusiva di ieri il commissario della Camera di commercio Michele Lico che ha fatto il punto di tutto l'andamento fieristico, che ha visto anche la presenza di politici nazionali del calibro del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli e del sottosegretario Aurelio Misiti, i quali si sono impegnati a mettere a punto nel breve periodo interventi di rilancio dell'infrastruttura portuale.
La fiera è stata, dunque, anche un momento di confronto per focalizzare l'attenzione sul porto e sulle sue potenzialità di sviluppo. Infatti, è stato lo stesso governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti a sottolineare l'importanza strategica del porto di Vibo Marina per il quale la Regione ha stanziato 20 milioni di euro.
«Le idee in cantiere sono tante – ha detto Lico – a partire dalla riqualificazione della banchina Cortese-Malta e dalla realizzazione di una struttura permanente per i diportisti attiva da giugno a settembre che funzioni anche come info-point per i turisti e come centro di primo soccorso in collegamento con la sezione cittadina di Protezione civile "Augustus"». Altro dato importante, per il commissario della Camera di commercio, è che già dal prossimo 2 luglio saranno attivi dal porto di Vibo Marina i collegamenti per Tropea-Reggio-Messina. Anche dal punto di vista degli espositori la fiera si è chiusa con un segno più e con risultati eccellenti. L'idea è di farla diventare polo di attrazione di tutto il centro-sud. Interessante su questo fronte la proposta lanciata da Giovan Battista Foderaro, imprenditore storico del sistema mare sul territorio, volta ad aprire anche all'esposizione e vendita di barche usate.
«Bisogna investire sul porto – ha osservato Foderaro – che negli anni ha dimostrato di essere un'importante realtà di sviluppo. Infatti, quando io ho iniziato la mia attività, circa 42 anni fa, qui c'era il vuoto, c'era solo un piccolo pontile con poche barche e qualcuno mi dava del matto quando ho annunciato di voler investire sui collegamenti turistici per le isole. Poi tutto è cambiato e adesso scommettere sul sistema mare significa produrre sviluppo e occupazione».
Infatti, va da sè che se la domanda cresce, aumenta anche l'offerta. Ed è in questa direzione che per il sindaco Nicola D'Agostino bisogna muoversi per rendere attrezzato e competitivo il porto di Vibo Marina. Un porto che ha tutte le carte in regola per divenire struttura portante di tutto il Tirreno calabrese. Sulla stessa lunghezza d'onda l'intervento dell'assessore comunale al Turismo Pasquale La Gamba, il quale si è soffermato sulla positività dell'evento fieristico che «anno dopo anno sta prendendo sempre più corpo e che rappresenta un momento di grande attenzione economica verso un settore delicato come quello della nautica da diporto che ha bisogno di nuove e maggiori attenzioni imprenditoriali non solo calabresi». E di centralità del porto ha parlato anche il direttore dell'Aspo Maurizio Caruso Frezza. «Un porto – ha detto – che deve essere costituito soprattutto di infrastrutture umane che producano sinergie e sviluppo senza le quali rimangono solo piloni e cemento». Insomma, una infrastruttura che dialoghi con le istituzioni, che crei servizi, avvii i giovani alla pratica del mare e incentivi le imprese del settore.
«Il segnale di riconoscimento per la struttura d'altronde c'è – ha rilevato Franco Ranieri, uno dei principali organizzatori dell'evento – e va colto e incentivato ed è legato all'aumento di presenze di personaggi importanti come Romiti, Montezemolo, Della Valle». Tutti d'accordo, dunque, sul fatto che bisogna costruire una Calabria del mare partendo proprio da Vibo Marina.


29 maggio 2011

Tropea. Intimidazioni, convocata una riunione operativa.

Il vertice consentirà di fare il punto sulla grave situazione 
di Marialucia Conistabile

Il Procuratore di Vibo, Mario Spagnuolo

Una riunione operativa per fare il punto della situazione sul fronte della pressione della criminalità sul territorio con particolare riferimento alla zona di Tropea.
A convocarla il procuratore Mario Spagnuolo che, domani pomeriggio, presiederà il vertice in programma alle ore 16 nella sede della Compagnia carabinieri di Tropea. Saranno presenti i dirigenti di tutti gli uffici investigativi presenti sul territorio e, in particolare, di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, con le loro articolazioni operative (Squadra mobile, Nucleo investigativo, ecc.). Con loro il procuratore della Repubblica tasterà, innanzitutto, il polso della situazione per poi definire un piano di azione in grado di contrastare e prevenire il verificarsi di azioni delittuose.
Insomma, si affronta di petto il problema anche perché, le intimidazioni compiute negli ultimi tempi impongono interventi proporzionali alla loro gravità. Oltretutto tra pochi giorni sarà definitivamente aperta la stagione turistica per cui una delle priorità è quella di garantire il più possibile la sicurezza pubblica.
Al tempo stesso, però, la riunione operativa in programma domani pomeriggio consentirà a inquirenti e investigatori di esaminare la situazione anche dal punto di vista della "riorganizzazione" nel Vibonese dei gruppi che nel loro complesso compongono il più ampio corollario della criminalità organizzata. Alla luce di quanto sta accadendo e dello stillicidio di intimidazioni perpetrate sul territorio il quadro che ne emerge è quello di una criminalità frammentata, con gruppi che cercano di conquistare spazi e "clienti" e di imporre sempre le regole del pizzo ma affibbiando alle vittime interlocutori diversi. Un fenomeno difficile da contenere e da monitorare soprattutto nelle zone, ed è il caso della costa, dove gli interessi che orbitano sono di entità rilevanti. Cartina tornasole di una situazione peraltro già nota e contro la quale, tranne qualche colpo assestato, poco si fa, è l'acuirsi delle intimidazioni e degli avvertimenti nel periodo che precede l'apertura dell'industria vacanze. Forse i metodi della 'ndrangheta rispetto al passato sono un pò cambiati, ma il risultato rimane sempre lo stesso con molti operatori e commercianti che, sebbene colpiti e pressati, preferiscono subìre in silenzio.
C'è da dire comunque che, per quanto riguarda Tropea, a fare traboccare il vaso è stata l'intimidazione compiuta, qualche giorno fa, ai danni del sindaco Adolfo Repice a cui, ignoti, hanno bruciato l'autovettura danneggiandone altre due. Un gesto molto grave che certo non rientra nella rosa degli attentati firmati dal racket e che, però, ripropone il problema dell'uso dei "metodi mafiosi" e violenti, duri a morire. Un aspetto che apre scenari diversi e che richiede mirate e adeguate contromisure.
Ma il filo rosso delle intimidazioni si dipana ovunque e anche nella città capoluogo la situazione non è delle più serene. Gli attentati – per lo più incendiari, a colpi d'arma da fuoco e a suon di bombe – si susseguono a ritmo costante e in modo, quasi pianificatorio, colpiscono ben determinate zone. Un vortice dentro cui, proprio in questi giorni, è finita l'azienda Callipo srl, il cui show room in via Giovanni XXIII è stato centrato da otto colpi di pistola. Per l'azienda si tratta della seconda intimidazione nell'arco di poche settimane, avendo già lasciato gli emissari del racket un proiettile davanti alla porta. Inoltre nella stessa zona altri esercizi e locali pubblici sono stati presi di mira.

28 maggio 2011

San Costantino di Briatico. TERZA EDIZIONE GIORNATA DELL’ANZIANO


Per il terzo anno consecutivo l’Associazione Eleutheria organizza la “Giornata dell’Anziano”, evento volto a donare una giornata di svago e condivisione agli anziani che vivono a San Costantino di Briatico, che quest’anno si svolgerà in data 29 Maggio.
I ragazzi dell’Associazione, con il prezioso aiuto delle numerose persone che sempre garantiscono la propria disponibilità quando si tratta di organizzare eventi con fine sociale, hanno provveduto ad invitare tutti gli ultra-settantacinquenni portando l’invito ad ogni persona, casa per casa.
Come già accaduto per le edizioni precedenti, anche quest’anno la maggior parte delle persone invitate ha accettato con enorme entusiamo di partecipare, anche perchè spesso questo evento rappresenta per molte tra loro l’unica occasione per rivedere amici di un tempo che, a causa di acciacchi dovuti all’età o più semplicemnte perchè presi dalla quotidianità della vita familiare, non si incontrano più come si faceva durante la giovinezza.
La manifestazione inizierà il 29 Maggio alle ore 11:00 con la messa  domenicale che, per l’occasione, sarà interamente dedicata ed animata dagli anziani stessi, per poi proseguire con il pranzo che avrà luogo presso le salone della scuola materna.
Le pietanze saranno preparate dai ragazzi dell’Associazione (con l’indispensabile aiuto delle famiglie) che, per l’occasione, saranno anche camerieri.
Il pomeriggio sarà poi allietato dalla musica di alcuni ragazzi di San Costantico che, con grande gioia, hanno deciso di collaborare suonando per i propri nonni.
Lo scopo che L’Associazione Eleutheria si prefigge con questa iniziativa è quello di poter restituire alle persone anziane un pizzico dell’enorme affetto che ogni giorno ci donano, consentendo loro di trascorrere una giornata diversa, all’insegna della sola gioia e convivialità.

Franco Vallone

27 maggio 2011

Briatico. Gli under 14 degli Amici del mare privati del sogno delle nazionali

di Viviana Mazzocca

La squadra di hockey su prato di Briatico

«Avremmo partecipato alle nazionali, se solo ci avessero aiutati». A dirlo è la squadra under 14 di hockey su prato, la "H.c. Amici del mare". Una piccola realtà nata nel 2008 da un progetto dell'istituto comprensivo di Briatico per volere del dirigente scolastico e presidente del Coni Vibo Valentia professor Rocco Cantafio.
Una realtà che però non ha avuto gli aiuti sperati e rischia oggi di non poter continuare ad esistere. «Non siamo stati presi in considerazione – afferma Elisabetta Naso, allenatrice della squadra e fiduciario scolastico della Fih (federazione italiana hockey) – dalla Provincia, né tantomeno dalla Regione. Gli unici sponsor disponibili nei nostri confronti sono stati il comune di Briatico e la «Guna», azienda italiana produttrice di farmaci omeopatici. Altri hanno contribuito all'acquisto delle attrezzature, delle divise, ma queste piccole somme purtroppo non bastano per una squadra che vive solo grazie a contributi esterni».
Dopo aver partecipato a numerosi campionati regionali, la squadra in soli quattro anni è riuscita a raggiungere le nazionali under 14. «Era il nostro obiettivo – prosegue – ed era un traguardo al quale tutti tenevamo in modo particolare, soprattutto i ragazzi che si sono impegnati sempre con grande spirito sportivo, nonostante le difficoltà. I ragazzi non hanno infatti neanche un posto dove allenarsi».
Il Coni provinciale si era inizialmente detto disponibile a garantire un aiuto, ma il Coni della regione Calabria non si è invece reso disponibile, mandando in fumo il sogno delle nazionali.

Briatico. Multato per 10 mila euro un gruppo di pescatori di frodo palermitani

L'attrezzatura sequestrata ai pescatori di frodo

Briatico (Vibo Valentia). Avevano trascorso tutta la notte immergendosi nelle acque di Briatico, proprio davanti alla celebre Rocchetta, riempiendo oltre 50 ceste di pregiati ricci di mare che, una volta puliti, sarebbero stati venduti a peso d’oro a ristoranti e pescherie della provincia di Palermo. Lavorando per tutta la notte speravano che nessuno avrebbe notato i movimenti degli 8 palermitani, tutti ben noti alle forze dell’ordine ed abili pescatori subacquei, che, senza sosta, avevano letteralmente depredato centinaia di metri quadrati di mare in spregio a qualsiasi norma a tutela dell’ambiente e soprattutto del fermo biologico imposto per favorire proprio la riproduzione dei ricci. Così, quando il gruppo di pescatori di frodo è uscito dall’acqua portandosi sulle spalle, oltre all’attrezzatura per le immersioni, oltre 20 mila pregiatissimi ricci, è rimasto letteralmente a bocca aperta appena ha visto spuntare dal nulla due pattuglie della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia, che da ore stavano attendendo il ritorno a riva dei siciliani. Appena il gruppo ha posato nel furgone le pesanti ceste gli uomini della stazione di Briatico e della motovedetta dell’Arma di base a Vibo Marina sono infatti spuntati dal nulla chiedendo a tutti l’esibizione dei documenti e le autorizzazioni a quello che è stato un vero e proprio saccheggio del fondale della zona. Come prevedibile di documenti non c’era nemmeno l’ombra e così la carovana si è avviata verso la vicina caserma della Benemerita dove i militari hanno elevato al gruppo oltre 10 mila euro di contravvenzioni per la pesca di frodo, sequestrando nel contempo tutto il materiale per le immersioni e la raccolta dei crostacei, del valore di oltre 4 mila euro. Infine gli uomini della Benemerita hanno provveduto a liberare di nuovo in mare tutto l’illecito pescato assicurandosi di ripopolare tutta la vasta zona che, in una notte, era stata completamente spogliata e che, se non fosse stato per l’intervento degli uomini dell’Arma, da un vero e proprio paradiso per i sub si sarebbe trasformata in un deserto.

26 maggio 2011

Il territorio dimenticato nel baratro della crisi Ammortizzatori sociali per oltre 500 lavoratori mentre Regione, Provincia e Comune non producono niente

di Stefania Marasco
Corso Vittorio Emanuele a Vibo Valentia

Si tasta il polso, si osserva il malato. In cerca di una cura. A indossare i "camici" i segretari generali di Cisl e Uil, Sergio Pititto e Luciano Prestia. Che sul termometro vedono salire la temperatura quando si parla di lavoro. Soprattutto dopo aver fatto un esame sulla situazione socio-economica della provincia. «Ne è emerso un quadro drammatico», la diagnosi. Un quadro che non fa differenza alcuna, che «coinvolge – spiegano – interi settori, la quasi totalità delle classi sociali».
Un'ombra pesante che lascia senza fiato. In rassegna sono presi tutti i settori, partendo dal comparto dell'edilizia, «si è raggiunto – spiegano Pititto e Prestia – un livello di crisi mai riscontrato con centinaia di lavoratori in cassa integrazione o in disoccupazione e decine di imprese sull'orlo del fallimento». Non cambia aria, per il settore del commercio e del terziario che, «sono nel pieno della crisi con centri commerciali che chiudono o che sbarcano giornalmente il lunario». Altra parentesi, poi, per il metalmeccanico che «faticosamente sta intravedendo qualche spiraglio ma alla fine di un periodo che ha prosciugato ogni risorsa. Il comparto del turismo – incalzano – sicuramente registrerà una flessione, si auspica non gravissima ma che sicuramente ridurrà in ginocchio interi comuni che dalle vacanze balneari traevano l'economia per l'intero anno». Insomma, Cisl e Uil mettono sul tavolo i tanti nodi da sciogliere. Nessun allarmismo, ma una realtà che i sindacati invitano a guardare in faccia con dati alla mano. Dati che ricordano che oggi «oltre 500 lavoratori nel Vibonese usufruiscono degli ammortizzatori sociali in deroga e – spiegano – se così non fosse sicuramente andrebbero ad ingrossare le fila dei disoccupati e degli inoccupati. Numerose imprese poi già da tempo non riescono a rispettare mensilmente il pagamento degli stipendi, alcuni di essi registrano addirittura ritardi di molti mesi con la conseguenza che centinaia di famiglie stanno precipitando nella povertà». Giovani e meno giovani per i quali Pititto e Prestia chiedono risposte.
«É evidente – spiegano infatti – che in mancanza di una repentina inversione di tendenza la situazione diverrà insostenibile, alimentando tensioni e stati d'insofferenza sociale che potrebbero sfociare anche in disordini generalizzati». Non è solo un appello. É un monito, perchè «con rammarico» Prestia e Pititto «con gli altri componenti delle segreterie hanno commentato la distanza che separa la politica e anche le Istituzioni dai bisogni dei cittadini». E, il pensiero va alle «ingenti risorse per le politiche sociali, per le attività produttive, per il lavoro, che pur essendo disponibili, vengono messe a disposizione con una lentezza esasperante». Una critica senza distinzione di colore politica alcuna. Infatti, dalla Regione alla Provincia passando per il Comune, il "tono" non cambia e investe «la politica regionale caratterizzata da continui annunci ai quali – chiosano – non corrisponde un ritorno di risultati». Ancora più negativo, il giudizio sulla Provincia, dove «non si ravvisa – continuano – alcun segno di vita, diversi assessorati non hanno mai manifestato alcuna attività, altri sono stati totalmente inadeguati rispetto all'emergenza vibonese, il tutto – incalzano – in assenza di un'opposizione capace di denunciare i ritardi che si registrano». Nessuna carezza, poi, all'indirizzo del Comune per il quale «le aspettative della cittadinanza rispetto alla nuova compagine si stanno sgretolando e si è ancora in attesa delle risposte ai problemi seri» fra cui emergenza idrica e rifiuti, Piano Versace. Un'analisi a tutto campo, insomma, che verrà messa sul tavolo dell'Attivo dei delegati di Cisl e Uil che si terrà il 10 giugno in vista della manifestazione a Roma del 18. Occasione che permetterà di fare proposte, a tutela del mondo del lavoro lasciato nell'oblio della crisi. Una malattia da curare. Con i fatti.

25 maggio 2011

Vibo. "Un donatore moltiplica la vita" Sabato allo stadio triangolare di calcio


Anche quest'anno sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, il ministero della Salute in collaborazione con il Centro nazionale trapianti ha promosso la Giornata nazionale donazione e trapianto. La manifestazione di quest'anno avrà come slogan: "Un donatore moltiplica la vita", che sarà il messaggio centrale presente su manifesti e locandine, come su bandane e magliette.
Il messaggio, legato alla donazione di organi, trova la sua ispirazione in quell'umanità che attraverso il trapianto di organi è ritornata ad una vita normale. Ciò a significare, anche a consolazione dei familiari dei donatori, che la donazione del proprio corpo dopo la morte può non solo salvare molte vite minacciate o limitate da gravi malattie, ma è un gesto che permette di contribuire a dare un nuovo impulso alla vita.
Per l'occasione l'Asp, nell'ottica di informare e sensibilizzare la popolazione sulle tematiche della donazione e trapianto di organi, ha organizzato, con l'ausilio di varie associazioni di volontariato quali: l'Aido (Associazione italiana donatori), l'Admo (Associazioni italiana donatori organi tessuti e cellule), l'Adet, (Associazione dializzati e trapiantati) un triangolare di calcio che si svolgerà il 28 maggio, alle ore 16, allo stadio "Luigi Razza".


24 maggio 2011

Riapertura strada "Cimitero di Briatico"


Dopo che la "nuova" strada che collega Piana del Campo con Briatico, realizzata dalla Cemensud, per consentire a se stessa, l'apertura di una cava di materiali argillosi con l'asportazione totale  della vecchia sede stradale, sembra che, poichè questa nuova strada, in funzione anche, assieme alla "pista",[mai resa efficiente e sempre da realizzare, per Convenzione(!?), da parte della Cemensud] di collegamento col sito archeologico di "Briatico Vecchia", realizzata in zona franosa senza che chi dovesse cntrollarne la realizzazione, a suo tempo, lo abbia fatto, sta franando verso il torrente  "Murria" ed è stata, perciò, interdetta al transito, la Cemensud stia riaprendo al traffico privato, dei camion che trasportano il materiale per suo conto, la strada che fiancheggia il Cimitero, con tutte  le conseguenze che potranno seguire per Chi tiene a questo Sacro Luogo che "ospita" i ns Morti. Ognuno, a Briatico, fa e disfà ciò che pare e conviene, nel silenzio generale, salvo poi, a perseguitare chi non si piega alla logica della "sottomissione", se non fisica, almeno......psicologica!!
Lascio a Voi lettori ogni altro commento e/o considerazione!

Nicola Conocchiella

23 maggio 2011

In campo per combattere il cancro a "colpi" di prevenzione con la Lilt

di Stefania Marasco


É una parola che, spesso, fa paura. É una parola che, però, si può anche vivere con la speranza. La speranza che la prevenzione e la ricerca aiutano a costruire.
Una speranza che, ogni giorno, diventa tangibile nella lotta contro il cancro. Quella che vede scendere in campo la Lega italiana lotta tumori che continua a portare avanti la sua battaglia contro la patologia tumorale, diffondendo una nuova cultura della prevenzione.
Porge la sua mano e la sua competenza e così anche in città la Lilt, presieduta dal dott. Francesco Petrolo, porta speranza e aiuta quanti di quella parola possono iniziare a non avere paura. Perchè prevenzione e diagnosi precoce spesso significa guarigione. Una consapevolezza che spinge la Lilt a proseguire su questa strada, perchè «oggi prevenire – spiegano dall'associazione – non si identifica solamente con una più lunga sopravvivenza, ma vuol dire anche vivere bene e una corretta informazione, oltre ad una adeguata educazione alla salute, rappresentano gli elementi basilari per una prevenzione efficace».
In questa direzione, anche la sezione provinciale non si tira indietro e rilancia il suo impegno, riscuotendo consensi sempre più numerosi e offrendo la sua assistenza. Un obiettivo che la Lilt non raggiunge guardando dalla finestra, ma da protagonista. E protagonista sarà anche in città dove la sezione provinciale apre il suo ambulatorio a quanti ne fanno richiesta.
Una scelta di vita per stare accanto a chi sta male e per sensibilizzare alla prevenzione, insomma, e che nel mese di giugno, grazie alla collaborazione gratuita del Laboratorio di analisi cliniche Nusdeo rappresentato dal dott. Sergio Pacetti, accenderà i riflettori sulla prevenzione dei tumori della prostata.
Una campagna di prevenzione, quindi, che grazie a Pacetti aprirà le porte della sezione provinciale della Lilt a tutti gli uomini con più di 40 anni che desiderano prenotarsi, per essere sottoposti, in modo completamente gratuito, ad un prelievo di sangue nell'ambulatorio della Lega in via Terravecchia Inferiore, dove ci sarà anche personale tecnico messo a disposizione dallo stesso laboratorio del dott. Pacetti.
Le prenotazioni si potranno effettuare telefonando al 392-2845923 e le visite oltre che in città saranno effettuate anche a Stefanaconi e Filadelfia, presso le sedi locali della Lilt. La campagna avrà inizio a giugno e si protrarrà per tutto il mese, le persone che si sottoporanno a prelievo ematico saranno successivamente contattate per avere il risultato dell'esame. Nel caso di alterazione, saranno, invece, inviate nella sede Lilt per essere sottoposte a visita urologica, che sarà effettuata dal dott. Alberto Ventrice, specialista urologo volontario della Lilt.
Si percorre la strada della prevenzione. Si dà un volto alla prevenzione. Prevenzione e informazione, le armi vincenti per sconfiggere il cancro e ridare speranza.

22 maggio 2011

Flora e fauna briaticese

Flora e fauna briaticese

fonte: http://www.flickr.com/photos/lu_la/5493092978/

Briatico. Bar Niglia, la saracinesca resta abbassata

di Giuseppe Baglivo

Resta revocata la licenza per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande disposta nei confronti del bar di Maria Caterina Niglia, ubicato nella piazza principale di Briatico. Questa la decisione della seconda sezione del Tar di Catanzaro che in sentenza non ha mancato, fra le altre cose, di "bacchettare" anche il servizio di polizia amministrativa del Comune.
Il locale era stato chiuso per «esigenze di sicurezza pubblica» e la Prefettura aveva giustificato il provvedimento facendo «esplicito riferimento alla frequentazione abituale dell'esercizio da parte di pregiudicati». Avverso tale decisione, Maria Caterina Niglia, difesa dall'avvocato Aldo Assisi, aveva quindi proposto ricorso al Tar contro il ministero dell'Interno, la Prefettura di Vibo e il Comune di Briatico.
Maria Caterina Niglia era subentrata il 18 gennaio 2007 a Gregorio Niglia, originario titolare della licenza poi revocatagli nel 2004 «per esigenze di pubblica sicurezza» con provvedimento successivamente sospeso dal Tar.
A far muovere la Prefettura erano state «due segnalazioni del 1999 a carico della ricorrente per gioco d'azzardo», ma soprattutto la circostanza che Maria Caterina Niglia «è sorella di Francesco Giuseppe Niglia, già proprietario e gestore dell'esercizio, tratto in arresto – scrive il Tar in sentenza – il 19 settembre 2006» nell'operazione "Odissea"».
Nel ricorso, Maria Caterina Niglia faceva leva sul fatto che il «servizio di polizia amministrativa del Comune di Briatico con una nota del 3 agosto 2007» aveva riferito che il bar non era frequentato da malavitosi e la Prefettura, a suo dire, non aveva mai indicato «nominativamente i pregiudicati abitualmente frequentatori dell'esercizio».
Circostanze, però, che il Tar ha smontato. Inoltre, i giudici sottolineano che la nota della Polizia municipale di Briatico del 3 agosto 2007 «non può assumere alcun rilievo in quanto – spiegano in sentenza – non è compito del Comune sovrapporre le proprie valutazioni a quelle espresse dagli organi effettivamente titolari del potere di provvedere in materia di sicurezza e ordine pubblico».

21 maggio 2011

Trionfo in musica per i ragazzi dell’Ic di Briatico

L'orchestra dell'Istituto Comprensivo di Briatico
BRIATICO Successo per i ragazzi dell’Istituto comprensivo di Briatico che si sono distinti al VI Concorso europeo giovani musicisti “Luigi Denza”, che, anche quest’anno, si è pregiato dell’alto patrocinio del presidente della Repubblica, del presidente del Parlamento europeo, della Regione Campania e della Provincia di Napoli, in riconoscimento dell’altissimo valore culturale della manifestazione e dell’incessante opera di divulgazione della cultura musicale, in Italia ed all’estero, svolta da circa un decennio dai musicisti dell’associazione “Le Camenae”. L’importante kermesse campana, riservata agli alunni delle scuole elementari e medie, per solisti e formazioni da camera, quest’anno ha visto assegnare il primo premio all’orchestra dell’Istituto di Briatico, composta da ben cinquantadue elementi e diretta da Giovanna Filardo. Altri numerosi primi e secondi premi sono stati consegnati ai ragazzi del gruppo, preparati egregiamente dagli insegnanti Francesco Acampora, Antonio Baccaglini, Mercurio Corrao, Giovanna Filardo, Assunta Gigantino, Filippo Polito e Giuseppe Vetere, che, in questa occasione e assieme agli allievi, hanno inteso ringraziare, per la grande attenzione e collaborazione al progetto, la dirigente dell’Istituto, Maria Cattolica Russo, e il direttore dei servizi generali amministrativi, Luigi Antonio Prestia Lamberti. In Campania, a Vico Equense, i giovanissimi artisti calabresi, assieme agli insegnanti, hanno ritirato l’attestato di merito conferito all’Istituto comprensivo di Briatico «distintosi per l’elevata professionalità dei docenti e degli alunni», e poi la cerimonia ufficiale di premiazione, tanti i primi e secondi classificati: un primo premio è andato al trio formato da Annamaria De Gaetano, Michele D’Ascoli e Salvatore Mazzitelli. Un altro primo premio è stato conferito al quintetto composto da Maria Domenica Vecchio, Domenico Lo Iacono, Salvatore Mazzitelli, Giuseppe Mazzitelli e Francesca Lorena Vecchio. Un secondo riconoscimento è andato al duo composto da Vincenzo Schiavello e Salvatore Mazzitelli, mentre altri due importanti “secondo posto classificato” sono stati assegnati al duo formato da Giuseppe e Salvatore Mazzitelli e al duo composto da Danila Malerba e Mariele Lo Bianco. Per la sezione solisti due i primi premi assegnati agli alunni di Briatico, rispettivamente a Salvatore Mazzitelli e a Vincenzo Schiavello. Un successo grande per alunni e docenti, un vanto per tutto l’Istituto e per Briatico che ha voluto salutare con striscioni giganti il rientro del gruppo dalla Campania.

Franco Vallone
(Calabria Ora, 21 maggio 2011 - p.38)

Luigi Di Gianni, il grande documentarista innamorato del Sud, oggi a Vibo Valentia e Pizzo

Vinse il primo premio al Festival del Cinema di Venezia con “Magia Lucana”

Il regista Luigi Di Gianni
Luigi Di Gianni, definito il filosofo della macchina da presa, è uno dei registi documentaristi più grandi, ed oggi, a Vibo Valentia e Pizzo, lo accolgono con entusiasmo per una serie di proiezioni e seminari, di incontri con le scuole e dibattiti. É solo la prima delle tante le iniziative delle "Giornate del Cinema Mediterraneo”, che si svolgeranno fino al 22 maggio, organizzate dalla Cineteca della Calabria, presieduta da Eugenio Attanasio, da Nish Spazi Aperti, presieduta da Ivano Tuselli, con la collaborazione del Circolo Lanterna Magica di Pizzo, presieduto da Antonietta Villella, del Liceo Artistico di Vibo Valentia e dell'Accademia Fidia di Stefanaconi, presieduta da Michele Licata,  con il patrocinio dell'Assessorato Provinciale al Turismo e della Città di Pizzo. Il Cinema di Luigi Di Gianni è lo sguardo di un vero antropologo dell'immagine, un uomo incantato dal mondo delle donne del Sud, dal loro lavoro, dai loro sguardi e dalle loro mani, un regista innamorato e affascinato dalla luce del Meridione d'Italia. Da sempre il cinema di Luigi Di Gianni si affianca a visioni che ricordano le icone inondate di solarità tipiche della scrittura di Carlo Levi e della pittura di Enotrio Pugliese, immagini riprese senza pericolosa retorica, rischio di chi si occupa di queste tematiche. Tra i lavori più interessanti di Di Gianni come non ricordare "Magia Lucana", del 1958, 35 millimetri, medio metraggio, bianco e nero straordinario. Il film ottenne, nello stesso anno, il primo premio del documentario al Festival del Cinema di Venezia. Realizzato con la collaborazione dell'antropologo Romano Calisi e la consulenza scientifica di Ernesto De Martino, il film tratta della sopravvivenza di antiche e arcaiche forme magico-rituali in Basilicata, con il taglio delle nuvole in tempesta da parte di alcuni contadini, rituale effettuato con le stesse procedure utilizzate dalle mogli dei nostri pescatori calabresi che tagliavano, sulle spiagge, i "cuda a rattu", le trombe d'aria marine. Nel documentario anche alcune forti scene di rituali funebri, lamentazioni tragiche delle prefiche che lambiscono memorie dell'antica Magna Graecia e delle "ciangiuline" di Pizzo, con musicalità, canti e decantazioni rivolte a defunto. Si percepisce, dalle immagini del film, quanto l'incontro di Luigi Di Gianni con Ernesto De Martino, con il musicologo Diego Carpitella, con la voce narrante di Arnoldo Foà, sia stato importante e determinante  nella fase di post produzione di questo documentario che rimarrà traccia indelebile dei film successivi del regista. Un filo rosso che negli anni seguirà e inseguirà Di Gianni e lo porterà a percepire una "realtà inafferrabile" dove la costruzione delle immagini, il suono percepito, gli umori dei luoghi e del tempo, vengono ricostruiti ed elaborati in una reale "finzione del reale",  mai finta, con canti, voci, suoni e rumori inseriti in sincro. Nei film documento di Luigi Di Gianni le scene sembrano essere percepite come icona di un Sud non tranquillizzante, a differenza del cinema documento di Vittorio De Seta, anzi in Di Gianni l'immagine diventa quasi inquietante. Tra i documentari della sua filmografia ne ricordiamo alcuni di quelli girati in Calabria: “Donne di Bagnara” del 1959, “Tempo di Raccolta” del 1966, dove si ripercorrono le strade delle raccoglitrici d'olive della Piana di Gioia Tauro, e “La Madonna del Pollino” del 1971. Luigi Di Gianni, da sempre estraneo al clima del neorealismo, diventa oggi un importante riferimento per chiunque voglia accostarsi all'attività documentaristica di alto livello concettuale ed espressivo.

Franco Vallone  

20 maggio 2011

Chiuse le iscrizioni al Tropea Film Festival

Bruno Cimino - presidente e direttore artistico del festival


Tropea -  Come da regolamento, il 15 maggio 2011 si sono chiuse le iscrizioni alla V edizione del Tropea Film Festival. Si attendono ora i titoli dei film finalisti. A detta degli organizzatori la selezione si preannuncia molto difficile per l’alta qualità dei lavori proposti alla commissione esaminatrice. Nonostante i tagli alla cultura, nonostante le lentezze istituzionali locali, nonostante l’apatia di chi potrebbe e certamente dovrebbe credere che le manifestazioni culturali possono essere un valido volano per lo sviluppo economico. Al Tropea Film Festival sono tutti soddisfatti del numero dei film iscritti, 165, per partecipare alla V edizione. Ma se da una parte si lavora alacremente per mantenere vivo un evento importante quale è il Tropea Film Festival, dall’altra c’è l’amarezza che se si va avanti di questo passo è facile che alla fine non potrà essere più garantito neanche l’indispensabile per la sopravvivenza di un settore che, almeno in Italia, dopo il calcio, è quello che appassiona ed unisce gli spettatori. Bruno Cimino, presidente e direttore artistico del festival, va comunque avanti, instancabile e dice: “Sono certo che, prima a poi, vincerò il braccio di ferro contro chi riveste compiti istituzionali e non capisce il ruolo che può svolgere un festival cinematografico. Ma anche per rispetto agli artisti, alla nostra cultura e per i luoghi dove si svolge”. I film dei registi, produttori, case di distribuzione e filmmaker iscritti al Tropea Film Festival  sono così suddivisi: 25 lungometraggi, 120. cortometraggi e 20 mediometraggi, alcuni dei quali documentari di rilevante interesse sociale. Pur non essendo previste, dal regolamento, le categorie dei mediometraggi e docufilm, anche in questa edizione si è registrato un rilevante interesse e sia i registi sia le produzioni hanno insistito nell’inviare i loro lavori. Si spera, fuori concorso, di premiarne almeno uno. A giorni si attende l’elenco dei finalisti, i 30 film che vedremo al Teatro del Porto tra il 18 ed il 22 agosto 2011 e che si contenderanno i premi in palio. Ricordiamo che le serate del 17 e del 23 sono destinate rispettivamente alla inaugurazione ed alle premiazioni. Pur non potendo, al momento, anticipare alcun titolo, almeno cento dei film iscritti sono di altissima qualità e, per questo, la selezione si presenta alquanto difficile.

Franco Vallone

19 maggio 2011

Vibo Marina. Acqua mista a idrocarburi, scatta la protesta

«Siamo stati informati in ritardo, ci auguriamo che il problema possa essere risolto prima dell'estate» 
di Vittoria Sicari






L'ordinanza di divieto assoluto di utilizzo dell'acqua per fini alimentari e umani nelle frazioni di Vibo Marina e Bivona, emessa l'altro ieri dal sindaco Nicola D'Agostino, ha scatenato l'allarme tra la popolazione.
La notizia della presenza di idrocarburi nell'acqua ha fatto il giro della comunità e il panico ha cominciato a dilagare.
Per i cittadini è iniziata subito la corsa al rifornimento idrico, soprattutto per le famiglie numerose con figli piccoli come quella di Giuliano Cozzolino, formata da due adulti e tre bambini, in cui il disagio grava parecchio. Infatti, «un conto è comprare l'acqua da bere – ha rilevato Cozzolino – ma tutt'altra cosa è acquistare acqua per cucinare, lavare la frutta, la verdura e fare il bagno ai bambini». Sì perchè da quando a Vibo Marina e Bivona si è sparsa la voce, la maggior parte dei cittadini, per timore di beccarsi brutte infezioni, non usa l'acqua neppure per lavarsi le mani.
Il tanfo di gasolino, secondo quanto hanno fatto notare alcuni residenti di via Parodi, si sente anche semplicemente annusando l'acqua. C'è chi dopo aver riempito pentole e bacinelle ha rilevato persino la presenza di chiazze oleose e maleodoranti. Il problema, che pare si trascini ormai da anni, sembrerebbe di non facile soluzione, anche perchè l'acqua proveniente dal serbatoio, ubicato nel territorio di Longobardi, detto comunemente della "galleria" ha spesso manifestato questi inconvenienti. Ma se al disagio per la mancanza d'acqua, che durante la stagione estiva per le frazioni marine è una costante, si aggiunge il problema dell'inquinamento il nodo diventa davvero difficile da sciogliere.
«Con un rischio così alto – ha osservato Romana Ciccopiedi – che per altro, si dice, perduri da anni, non capisco come mai si arrivi sempre a saperlo quando il danno è già fatto. Io l'ho appreso soltanto ieri pomeriggio dopo aver utilizzato l'acqua per mangiare, cucinare e lavare i piatti». Anche i commercianti, soprattutto i titolari di attività preposti alla somministrazione di alimenti e bevande, sono sul piede di guerra.
«L'estate è alle porte, – hanno denunciato –il turismo arranca, adesso aggiungiamo l'inquinamento dell'acqua e il quadro è completo». Se ci fossero maggiori controlli, secondo i residenti, forse alcuni problemi potrebbero essere prevenuti.
Sulla stessa lunghezza d'onda l'opinione di Saverino Evolo proprietario di un negozio di frutta e verdura, secondo il quale, con l'emergenza idrica le vendite caleranno per tutti, ma saranno soprattutto i titolari di attività legate alla produzione di prodotti freschi e alla distribuzione di frutta e ortaggi, che richiedono l'utilizzo di molta acqua o un lavaggio accurato, a risentirne maggiormente
«Se non si insiste su monitoraggio e controlli – ha detto Rosario Alibrandi – la questione si riaprirà sempre. Infatti, è da anni che gira voce che l'acqua non è potabile, e nessun provvedimento è stato preso». Intanto, il sindaco, ha fatto sapere che saranno svolte ulteriori analisi al fine di accertare la qualità del liquido erogato.
Attualmente, pare che le cause di non potabilità siano collegate ai lavori in corso lungo la ferrovia, anche se per i cittadini di Vibo Marina e Bivona, l'acqua della "galleria" che attraversa la condotta ubicata appunto all'interno di una galleria ferroviaria nel tratto Vibo Pizzo- Mileto è stata sempre soggetta a facili infiltrazioni. «In passato –ricordano alcuni residenti – ci sono state infiltrazioni fognarie anche per gli scarichi dei treni che attraversano quotidianamente la galleria». C'è chi fa riferimento anche a precedenti ordinanze di non potabilità addirittura mai revocate, in base alle quali essendo l'acqua inutilizzabile non dovrebbe essere soggetta a pagamento. Magra consolazione se si pensa che nella situazione attuale i costi per l'approvvigionamento idrico leviteranno notevolmente, soprattutto per budget familiari monoreddito.
Da ieri gli abitanti delle due frazioni sono tutti con il fiato sospeso in attesa del risultato definitivo delle analisi. La paura è legata al fatto che la situazione possa protrarsi ancora a lungo e che con l'imminente arrivo della stagione estiva i disagi si amplifichino.


18 maggio 2011

Il bel gioco di Cettina Crupi che si chiama Cinema

Cettina Crupi con Antonio Albanese sul set

Lei, la nuova attrice reggina, si chiama Cettina Crupi, classe 1970, quarant'anni, occhi neri come il carbone e lunghi capelli ancora più neri. Orgogliosa e testarda, calabrese e figlia di calabresi, sin da piccola è attratta dalla luce magica del cinema, dai colori forti dello spettacolo televisivo, dal tappeto rosso delle passerelle di moda e dalle tavole polverose del teatro. Inizia quasi per gioco la storia di Cettina Crupi attrice, partecipando nel dicembre del 1992 alla Ruota della Fortuna di Mike Bongiorno. Al di là dei duemilioni in gettoni d'oro vinti, Cettina si arricchisce di tanta esperienza di scena e si innamora profondamente del mondo che si respira in televisione e, prima di tutto, del dietro le quinte. Tanti costumisti attorno, un camerino tutto personale, parrucchieri a disposizione, poi i cameramen che si posizionano nello studio, la lucetta rossa accesa e il mito Mike davanti a lei. Cettina in quell'occasione viene notata dalla Pubblilancio. Ad una settimana di distanza dalle giornate milanesi ecco le prime proposte televisive per alcune importanti televendite. Cettina Crupi rinuncia perché “non voleva abbandonare Calabria e parenti in Calabria”. Troppo lontana da casa l'allettante Milano televisiva. Arrivano i  social network tanto  di moda, l'iscrizione a Facebook, le foto di Cettina vengono notate dal noto fotografo Pasquale Garreffa, segue un book fotografico con foto posate in studio e arriva anche il primo vero invito ufficiale per partecipare al cast di un film. Con la regia di Alice Rowenaher a Reggio Calabria si gira “Corpo Celeste”. Nel cast, diretto da Marilena Alescio, Cettina Crupi viene notata, le assegnano  un ruolo non di rilievo. La prima esperienza cinematografica è fatta, adesso il film è stato presentato al Festival di Cannes, ed oggi è un film di successo. Primi di luglio del 2010, Cettina Crupi viene invitata per il cast del film “Qualunquemente” con Antonio Albanese e con la regia di Giulio Manfredonia. Supera la prova cast e, a fine luglio, si gira per le strade di Santa Trada di Scilla; sono le famose scene con il famoso pilone del più famoso Stretto di Messina. Pienone d'incassi per il film e, da questo momento, tanti inviti importanti e non solo cinematografici. Infatti Cettina sfila sulla passerella per “Terry Fashion”, realizza, come attrice, spot televisivi per il Lido Aquarius e per altri autorevoli committenti. Anche se alta1.65 il suo corpo e il suo viso sono carichi di espressività e sensualità, Cettina piace, ha uno stile tutto suo e viene contattata per fare da modella  da centri  di Make-up e Photo, poi un'altra parte cinematografica nel film  Annamaura, del regista Salvatore Grasso, un lavoro cinematografico sulle tematiche della mafia. Subito dopo viene contattata dalla redazione di Forum di Canale 5, Cettina interpreta una causa con la conduzione di Rita Dalla Chiesa. Le cause della trasmissione sono vere cause di cassazione ma non tutte vengono “raccontate” dai veri personaggi interessati al contenzioso, si utilizzano attori. Il ritorno in Calabria, il rientro per le strade di casa, ad attenderla un' altra piccola parte nel film del regista Paolo Inglese, dal titolo “Fiori d'amianto” e, finalmente, un ruolo nel film “Pagate Fratelli”, del regista Salvatore Bonaffini, un lavoro cinematografico ambientato nel 1950 a Mazzarino, città d'arte della Sicilia. Qui Cettina Crupi si ritrova a recitare con attori importanti come Tony Sperandeo, Salvatore Lazzaro, Alfredo Li Bassi, Giuseppe Scaglione, Elide Fiore, Alberto Molonia, Orio Scaduto e Marcello Arnone. In questo film Cettina interpreta la pettegola del paese. Dicevamo sopra di una Cettina  testarda e orgogliosa, ma, aggiungiamo, è, prima di tutto, semplice e sincera, una donna che non vuole fare programmi anche se si comprende bene che il cinema è la sua grande passione, poi, per chiudere, è lei ad aggiungere un pensiero tutto suo: “è iniziato per gioco questo cammino nel mondo del cinema... ed io voglio giocare cercando di fare attenzione a non farmi male”.

Franco Vallone

17 maggio 2011

Tropea. Nei locali a mezzanotte stop alla musica

Si rischia una multa e persino la chiusura dell'esercizio per tutta la stagione estiva 
di Viviana Mazzocca

Adolfo Repice mostra come al massimo ci si potrà divertire a Tropea
Con la stagione turistica ormai dietro l'angolo e all'indomani del Giro d'Italia che ha concluso la sua ottava tappa nella cittadina tirrenica, l'amministrazione riparte dai divieti. Dopo il tentativo di dialogo tra i gestori dei locali e l'amministrazione comunale avvenuto nello scorso anno, ora l'amministrazione lavorerà con una maggiore severità nei confronti di coloro i quali non si adegueranno alle nuove norme. Lo ha annunciato ieri il sindaco Adolfo Repice.
Due, le ordinanze disposte dal primo cittadino rivolte al mantenimento del decoro e dell'arredo urbano e alla tutela della sicurezza e della quiete pubblica. La prima disposizione riguarda gli spazi pubblici concessi ai locali cittadini, che dovranno definire i propri limiti con piante basse o ringhiere in ferro battuto che non superino il metro e venti di altezza. Queste, inoltre, dovranno essere sistemate all'interno degli spazi concessi, così come l'esposizione di materiale pubblicitario non potrà essere collocato al di fuori dello spazio assegnato. Multe fino a 500 euro e revoca dell'assegnazione del suolo concesso per chi non osserverà l'ordinanza. «Un provvedimento, questo – ha dichiarato il primo cittadino – che prevede altresì il divieto di giocare con il pallone in piazza Vittorio Veneto e che eviterà di invadere spazi adibiti al passeggio e alla circolazione».
Ancora più rigida e con sanzioni più severe l'ordinanza emanata in materia di tutela della quiete pubblica. Nessuna eccezione, se non grazie a un permesso specifico, per i gestori dei locali della cittadina tirrenica che organizzano serate di musica dal vivo: a partire da subito – si legge nel provvedimento – per non arrecare disturbo alla quiete pubblica è vietato l'utilizzo di strumenti musicali e sonori a partire da mezzanotte e fino alle otto. Oltre al pagamento di una multa è inoltre prevista la chiusura del locale, qualora si ripeta la violazione, per un periodo che può spingersi fino a tutta la stagione estiva. Un boccone amaro da digerire per i proprietari dei locali della perla del tirreno, che proprio durante le ore notturne e fino alle prime luci dell'alba registrano il più intenso afflusso di clienti. Un provvedimento ritenuto però necessario dall'amministrazione per assicurare i fondamentali diritti alla salute pubblica, alla quiete ed al riposo.
Il primo cittadino, poi, tira le somme sulla situazione generale della città che si prepara al boom estivo e rassicura gli operatori in merito ai servizi della città, quali la depurazione, l'erogazione dell'acqua, la pulizia delle spiagge. «L'amministrazione comunale – ha continuato il sindaco – garantirà ai cittadini tutti i servizi essenziali che saranno funzionanti per tutta la stagione turistica. Gli impianti di depurazione attualmente in attività, ossia Argani e La Grazia, stanno lavorando in maniera efficiente e garantiranno la loro funzionalità, sempre a condizione che i paesi vicini che usufruiscono di questo servizio non abbiano problemi, perché in tal caso sarà Tropea a pagarne le conseguenze. Quanto all'erogazione dell'acqua abbiamo ricevuto garanzie da parte della Sorical, la quale provvederà all'aumento della quantità d'acqua per il territorio di Tropea».
Il Comune avvierà invece tra qualche giorno la pulizia delle spiagge libere, mentre per il ripascimento della costa si dovrà attendere il mese di settembre.

16 maggio 2011

Grotta azzurra, via libera dell'Abr

Gli interventi possono continuare solo nella parte esterna della darsena
di Francesco Iannaci

Il cantiere dei lavori per la riqualificazione della grotta azzurra di Pizzo
Mentre continuano i lavori di riqualificazione dell'area antistante la Grotta azzurra a Pizzo, l'Autorità di bacino regionale ha rilasciato, il 28 febbraio scorso, un nuovo parere, con il quale mette un punto fermo sulle opere in corso. Secondo l'Abr il parere rilasciato al Comune di Pizzo il 6 agosto del 2009 «resta valido ed efficacie».
In pratica, le opere relative alla pista e al ponte pedonale «sono tutte retrostanti il muro della banchina, lato rupe della darsena, nonché le opere retrostanti l'accesso ed il recupero della Grotta». In sostanza, i lavori possono continuare solo, però, per la parte esterna della darsena artificiale, mentre invece non possono essere portati a termine, come da progetto iniziale, per la parte sottostante il piede della rupe. L'acqua marina, in sostanza, non potrà entrare all'interno della Grotta. Inoltre, non potranno essere realizzati il ponte e la pista pedonale.
Il Comune di Pizzo, per come prescritto dalla stessa Abr, aveva presentato una variante al progetto iniziale, per mezzo del quale acquisiva quanto contenuto nel parere dell'Autorità di bacino. Il nuovo pronunciamento, sollecitato dallo stesso Comune di Pizzo, scrive un nuovo capitolo di una vicenda intricata che ha visto anche il coinvolgimento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia. I lavori di riqualificazione della Grotta azzurra avevano preso il via nel febbraio del 2009.
Le opere, per le quali la Regione aveva stanziato un milione e 500mila euro, avrebbero dovuto interessare la riqualificazione dell'area antistante la Grotta azzurra, con la realizzazione di una darsena artificiale per far rientrare l'acqua del mare all'interno della cavità naturale. Un'esposto del geometra Gerlando Gioffrè, aveva sollevato alcune perplessità circa la legittimità delle opere, in quanto rientranti in una zona classificata R4, massimo rischio frana, nel Pai regionale. La Procura della Repubblica di Vibo Valentia, a seguito dell'esposto denuncia, aveva aperto un'inchiesta per accertare eventuali irregolarità. La stessa Procura aveva disposto, il 25 maggio del 2009, il sequestro preventivo dell'area del cantiere, notificando anche quattro avvisi di garanzia al sindaco di Pizzo Fernando Nicotra, al responsabile unico del procedimento, arch. Francesco Alessandria e ai progettisti dell'opera, Giuseppe Pitt e Francesco Sacchinello, in un secondo momento prosciolti.
Per i primi due il reato contestato era quello di abuso in atti d'ufficio. I due tecnici, invece, dovevano rispondere di falso ideologico. Il comune di Pizzo aveva subito fatto ricorso al Tribunale del riesame, il quale, aveva dissequestrato il cantiere e dato, così, la possibilità al Comune di Pizzo di riprendere i lavori. Il procuratore capo, Mario Spagnuolo, che aveva seguito tutta l'inchiesta, aveva fatto ricorso in Cassazione, la quale aveva a sua volta invitato il Tribunale del riesame ad una nuova rideterminazione in merito alla vicenda. Lo stesso Tribunale aveva confermato il provvedimento di dissequestro emanato in precedenza.
La Procura, attualmente ha nuovamente impugnato la sentenza davanti alla Suprema Corte. Attualmente si aspetta il nuovo pronunciamento della Cassazione, che dovrà decidere se annullare il provvedimento di dissequestro e quindi bloccare i lavori di riqualificazione, oppure confermare quanto disposto dal Tribunale del riesame e dare la possibilità al comune di Pizzo di portare a termine i lavori, che dovrebbero, nonostante tutto riqualificare uno dei tratti più suggestivi del litorale pizzitano, che fino a qualche anno fa era ricettacolo di immondizia e adibito a discarica abusiva.

15 maggio 2011

Veduta da Briatico Vecchio

Veduta da Briatico Vecchio verso ovest

fonte: http://www.flickr.com/photos/lu_la/5712168419/

In 33.097 chiamati alle urne Insediati regolarmente i seggi negli otto comuni del territorio provinciale

di Lino Fresca



Nella provincia di Vibo Valentia sono otto i comuni chiamati al voto oggi e domani, dalle 8 alle 22 e dalle 7 alle 15, per l'elezione del sindaco ed il rinnovo del Consiglio. Ieri pomeriggio si sono regolarmente insediati i seggi sotto l'occhio vigile di un dispositivo di sicurezza composto da polizia carabinieri e Guardia di finanza.
Complessivamente si recheranno a votare 33mila 097 persone, di cui 16mila 336 maschi e 16mila 761 femmine. Sono chiamati ad esprimere il loro voto anche 92 elettori comunitari, 35 maschi e 57 femmine. Trentanove, invece, sono le sezioni dislocate negli otto comuni impegnati nella tornata elettorale.
Sono questi i numeri delle elezioni amministrative vibonesi che, in particolare, interessano i centri di Serrà San Bruno, Filadelfia, Limbadi, Ricadi, Gerocarne, Maierato, Sant'Onofrio e Joppolo.
Nutrito il corpo elettorale a Serra San Bruno (7mila 297, di cui 3mila 679 maschi e 3mila 618 femmine) che dovrà scegliere tra quattro candidati a sindaco: Bruno Rosi (Pdl), Mirko Tassone (Lavoro per il cambiamento), Rosanna Federico (Città degli Abeti) e Giuseppe Raffele (La Serra).
Seimila 660, invece, sono gli aventi diritto al voto a Filadelfia; tremila 319 sono i maschi, mentre tremila 341 le femmine. Tre i candidati sui quali si dovrà esprimere l'elettorato. Si tratta di Maurizio De Nisi (Pd), Gaetano Walter Caglioti (Uniti per cambiare) e Antonio Zoccali (Inizia con noi).
Altro centro dove l'elettorale è chiamato ad esprimere un giudizio difficile è Limbadi. I votanti sono 2mila 907 di cui 1.426 sono maschi e 1481 sono femmine. Gli aspiranti alla carica di sindaco sono Pino Morello (Lista democratica) e Francesco Crudo (Orizzonti nuovi per Limbadi).
Tre i candidati alla carica di primo cittadino a Ricadi dove il corpo elettorale è composto da 4mila 471 persone. Più nutrita la rappresentanza femminile (2mila 286). Per i maschi, invece, gli aventi diritto al voto sono 2mila 185. In campo per la poltrona di sindaco Nicola A. Tripodi (Ricadi libera), Giuseppe Giuliano (Ricadi rinasce) e Francesco Saragò (Il Girasole).
Grande attesa per questa mattina anche a Gerocarne dove gli sfidanti sono Paolo Crispo (Progetto Gerocarne) e Sebastiano Rocco Catania (Insieme si può) i quali sperano, con i loro programmi, di aver convinto gli elettori. Complessivamente quelli chiamati alle urne sono 2mila 479 di cui 1.258 femmine e 1.221 maschi.
Oggi e domani, a Maierato, si sottoporranno al giudizio dei 2mila 706 elettori Sergio F. Rizzo (La Campana) e Domenico A. Servello (Rinascita). I due sfidanti per spingere l'elettorato femminile (1.333) e quello maschile (1.373) a votarli hanno puntato sulla messa in sicurezza del territorio.
Dopo una lunga stagione commissariale l'elettorato di Sant'Onofrio, composto da 3.661 persone, torna alle urne per voltare pagina. I candidati a sindaco sono Concetto Rodà (Per Sant'Onofrio) e Fortunato Addesi (Insieme per Sant'Onofrio).
Chiude la lista dei comuni dove si vota, Joppolo. Gli sfidanti che si sottoporranno al giudizio dei 2.916 votanti sono Giuseppe Dato (Rinascita democratica) e Salvatore Vecchio (Unione per il comune). Complessivamente le liste messe in campo sono 20. Diciotto civiche e 2 di partito.

14 maggio 2011

Il Wwf dedica alle foreste la Giornata delle Oasi

Il Lago Angitola

È dedicata all'anno internazionale delle foreste la giornata oasi Wwf del 22 maggio, in cui l'associazione aprirà gratuitamente al pubblico un vero mosaico di oltre 100 meraviglie lungo tutto lo stivale, di cui oltre 40 costituite da boschi. In Calabria l'evento centrale si svolgerà nell'oasi del lago Angitola dove sarà organizzata una giornata di visite guidate, esposizione di funghi e prodotti dell'agricoltura biologica, mostre sulla biodiversità forestale, oltre alla tradizionale liberazione di uccelli curati nei centri di recupero della fauna selvatica.
Proprio in omaggio all'anno delle foreste, la festa delle oasi Wwf lancia la grande raccolta fondi: "Una nuova oasi per te" (dall'8 maggio al numero 45507 sarà possibile donare due euro), per salvare tre boschi italiani di grande valore naturalistico e allo stesso tempo tra i più minacciati del territorio, ossia i boschi di Marzaglia in Puglia; un'area prossima alla riserva naturale di Valpredina, sulle prealpi bergamasche; e il bosco umido di foce dell'Arrone sul litorale laziale. Il Wwf segnala, inoltre, le nuove opportunità che quest'anno rivolge alle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di I e II grado, tra cui la formazione "Viaggio nel verde" il cui programma potrà essere verificato sul sito www.wwf.it/educazione.
I bambini potranno così formarsi e ricevere in regalo una copia del quaderno didattico "La natura in tasca".(v.s.)

12 maggio 2011

Tropea. Estate alle porte, i soliti nodi da sciogliere

Ottimismo da parte del sindaco Repice che ammonisce: si deve puntare sull'ospitalità e il rispetto dei prezzi 
di Viviana Mazzocca


Inizia il conto alla rovescia in attesa del boom estivo per le strutture di ricezione turistica e per gli operatori del settore. Con la stagione turistica alle porte si ripresentano infatti le questioni legate alla gestione dei servizi, alle infrastrutture, alla viabilità, alla depurazione, a tutte quelle problematiche che, puntualmente, ogni anno continuano a riproporsi e che, in alcuni casi, non sembrano trovare una soluzione definitiva.
Gli operatori chiedono attenzione da parte delle amministrazioni, auspicano una maggiore pulizia delle spiagge e un controllo mirato e continuo soprattutto agli impianti di depurazione che, specie nei periodi di afflusso turistico più marcati, tende a divenire ogni anno un'emergenza. «É un tasto dolente – afferma un'operatrice del settore riferendosi alla "questione depuratori" – riguardo il quale noi possiamo fare ben poco. Per ovviare a questo inconveniente, che purtroppo si verifica più volte durante l'estate – continua – cerchiamo di puntare sull'ottimizzazione di tutti quei servizi che possiamo offrire al cliente, soprattutto cortesia ed accoglienza, per soddisfare ogni sua richiesta». L'idea comune a molti albergatori rimane sempre quella di raggiungere il traguardo della destagionalizzazione dell'afflusso turistico, cioè tentare di estendere la stagione non limitandola ai soli mesi estivi, ma portarla da aprile a novembre. «Destagionalizzare il turismo – asserisce un agente del settore – si può e si deve fare, ma ciò comporta uno sforzo da parte delle forze politiche che devono salvaguardare e mantenere al meglio il territorio, in quanto esso è un aspetto determinante sul quale si rivolge l'interesse della clientela».
C'è chi, invece, ritiene impossibile l'ampliamento della stagione turistica per «una serie di cause strutturali – dichiara un albergatore – che si ripresentano ogni anno, quali la mancanza di attrattive convincenti che sappiano indurre il cliente a venire in vacanza adesso piuttosto che a luglio».
Sembra aleggiare tuttavia un certo ottimismo riguardo all'imminente stagione turistica. Le prenotazioni presso le strutture ricettive della cittadina, a quanto affermano con soddisfazione molti operatori, sembrano decisamente aumentate rispetto agli anni passati, sia per la chiusura di alcuni canali turistici, dovuta ai recentissimi conflitti che hanno dirottato la clientela da mete più esotiche verso i canali nazionali, sia per il perfezionamento dei servizi da parte delle strutture della zona. «È auspicabile, – dichiara Deborah Valente, – il coordinamento del nostro lavoro da parte dell'amministrazione regionale. Sfruttando al meglio le nostre competenze e le nostre capacità sarà possibile realizzare una sinergia efficace tra gli operatori che potrà portare ottimi risultati in termini di domanda e offerta da parte del turismo nazionale ed internazionale». Si dice ottimista anche il sindaco di Tropea Adolfo Repice che auspica un periodo favorevole per la Perla del Tirreno: «Si preannuncia – afferma – una stagione ottimale dal punto di vista turistico. Inoltre quest'anno registriamo un notevole aumento dei turisti, sempre più interessati al nostro territorio. Tuttavia il compito più importante spetta agli operatori, che devono puntare sulla gentilezza, sull'ospitalità e sul rispetto di prezzi proporzionati ai servizi».


11 maggio 2011

Il Circolo del Cinema “Lanterna Magica” a Roma per la prima di Tatanka

Il regista Giuseppe Gagliardi:“presto sarò a Pizzo per presentare il film”

Maria Laura Fiumara, Vera Bilotta, il regista Giuseppe Gagliardi, Magda Primerano e Antonietta Villella

É stata una serata in “prima fila”, e davvero memorabile, quella vissuta dal presidente e da alcuni componenti del Circolo del Cinema “Lanterna Magica” di Pizzo. Antonietta Villella, Vera Bilotta e  Magda Primerano, di ritorno da Roma, appaiono emozionate per quella che è stata una “partecipazione ufficiale” alla prima nazionale di “Tatanka”, film del regista calabrese Giuseppe Gagliardi. Tatanka, uscito in questi giorni in 190 sale cinematografiche di tutta Italia, è un film forte e prorompente che trova ispirazione dal racconto “La Bellezza e l’Inferno” dello scrittore Roberto Saviano. Un lavoro filmico interessante che ha come traccia le palestre di pugilato della Campania viste come luoghi di resistenza ai clan. Il regista ha girato con uno stile tutto personale e con il montaggio di Simone Manetti ed in questo film, (opera che si potrebbe definire del “neo-neorealismo”), ci sono ritmi velocissimi e serrati, forti colori, forti sapori e anche rumori forti, dove “i pugni che si sentono sono veri”, precisa lo stesso Gagliardi. E poi c'è il  l’utilizzo del dialetto come lingua che esalta il linguaggio del discutere quotidiano e comune di un luogo, dove c'è gesto, gergo e metafora (tanto che si è deciso di sottotitolare il film). La colonna sonora, che da qualcuno è stata già definita ipnotica, è scritta da Peppe Voltarelli, fraterno amico di Gagliardi, da sempre suo compagno di giochi filmici e sonori. Gagliardi, il giovane regista di  Saracena, è molto legato al circolo del cinema di Pizzo dove più volte è stato ospite assieme allo stesso Voltarelli.  Il regista ha tenuto molto alla presenza del Circolo di Pizzo a Roma dove il film è stato presentato, al Cinema Barberini, alla presenza di tanti giornalisti, attori e personaggi dello spettacolo.  Antonietta Villella, Vera Bilotta, Magda Primerano e Maria Laura Fiumara, si sono dette entusiaste del bellissimo film e dell'accoglienza avuta dal regista che, nonostante fosse occupato con numerosi cronisti e fotografi, con la simpatia di sempre le ha ringraziate pubblicamente in conferenza stampa per aver presenziato a questa speciale occasione culturale. In sala, al Barberini, anche  Francesco Maria Primerano, attore pizzitano che ha avuto un ruolo nel film e l'immancabile Voltarelli, ed è stato come rivivere una delle serate di Pizzo, al Circolo del cinema, con i due ospiti inseparabili a fare da mattatori. Poi, alla fine, prima dei saluti, la promessa dello stesso regista: “quanto prima sarò a Pizzo per la proiezione e la presentazione di Tatanka”.

Franco Vallone

10 maggio 2011

Tropea, cresce l’attesa per la carovana “rosa"

Al via i preparativi per accogliere il Giro d’Italia
di Nicola Pirone

L'altimetria della tappa Sapri - Tropea del 14 maggio 2011
Sei anni dopo il Giro d’Italia torna a fare tappa a Tropea. La “perla del Tirreno” aveva già ospitato la corsa rosa nel 2005, quando a vince- re era stato l’attuale commissario tecnico Paolo Bettini. Allora si partì dalle Terme Luigiane, una tappa adatta ai velocisti ma che alla fine fu decisa nello strappo finale dallo scatto imperioso del “Grillo” che quel giorno vinse la sua prima tappa al Giro. Sabato sarà il gran giorno, per Tropea ma anche per l’intero Vibonese. Il Giro, infatti, transiterà dalle nostre parti dopo la tappa Pizzo-Catanzaro Lido del 2008. Per celebrare il 150esimo dell’Unità d’Italia, non poteva mancare una tappa in Calabria e l’organizzazione ha preferito andare sul sicuro e puntare tutto sulla Perla. La Sapri-Tropea di 217 chilometri è una tappa adatta ai velocisti, ma ancora una volta il percorso rappresenta parecchie insidie. Partenza dalla cittadina campana alle 11 ed arrivo previsto a Tropea intorno alle 17. Cinque saranno le province attraversate: Salerno, Potenza, Cosenza, Catanzaro ed appunto Vibo Valentia. Nella provincia ipponica la corsa arriverà attraverso la statale 18 e toccherà le località di Pizzo, Vibo Marina, Bivona, Briatico, Marina di Zambrone, Parghelia e Tropea dov’è posto il traguardo. In tutto 20 chilometri, tutti costeggiando il Tirreno. Una volta entrata nella cittadina della costa degli Dei, la carovana si dirigerà verso via Lerocades, prima della discesa del Vescovado e via Libertà, qui inizierà la salita con pendenza del 7,8% prima d’arrivare in cima al traguardo. Una tappa, come detto, adatta ai velocisti ma nel finale ci potranno essere degli scatti anche da parte di uomini di classifica. L’Italia punta tutto sui velocisti Alessandro Petacchi e Daniele Bennati,
ma sicuramente potranno esserci delle sorprese. Una su tutte il calabrese Francesco Reda a caccia della prima vittoria nella sua terra ed in assoluto al Giro d’Italia. Intanto sono ore d’attesa a Tropea dove fervono i preparativi per il tanto atteso appuntamento sportivo, il più importante dell’anno per quanto riguarda la provincia di Vibo Valentia. Ospitare il Giro non capita tutti i giorni, così il centro costiero si è vestito a festa. Grazie agli interventi della Provincia sono state asfaltate le strade sulle quali transiterà la corsa. Ripristinato il tratto che dalla spiaggia porta fino al centro abitato interessato da movimenti franosi durante l’inverno a causa delle forti piogge. Il cambio di percorso è stato, così, evitato e la salita renderà più affascinante la tappa. Come sostenuto dal sindaco Adolfo Repice «Tropea accoglierà con molto calore il Giro d’Italia. Da queste parti la stagione turistica è già iniziata e gli alberghi registrano il pienone. È stato fatto un gran lavoro da parte nostra. Un ringraziamento particolare lo devo fare all’ingegnere Bulzomì, responsabile del ciclismo in Calabria che ha voluto Tropea come sede d’arrivo di tappa».
Gli ultimi chilometri della Tappa

fonte articolo: web.calabriaora.it (10 maggio 2011, p.37)
fonte foto: www.gazzetta.it

09 maggio 2011

Da oggi, 8 Maggio, in distribuzione “Natuzza di Paravati”, ottavo volume di Valerio Marinelli sulla mistica calabrese



Si intitola “Natuzza di Paravati” ed è il nuovo fascinoso volume pubblicato da Valerio Marinelli per le “Edizioni Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati di Mileto. Marinelli è un serissimo professore universitario che insegna all'Unical di Rende, presso la facoltà di ingegneria, ma è anche, e da tanti anni, il vero biografo ufficiale della mistica Natuzza Evolo. Da oggi questo ottavo volume è in distribuzione, un nuovo libro che ha una impostazione tipologica e narrativa consolidata dai precedenti sette, con un testo che mantiene la suddivisione del materiale in capitoli con lo stesso titolo di quelli dei volumi precedenti, in modo da rendere più facile la consultazione, la fruizione e l’approfondimento dei vari aspetti dei carismi di Natuzza. Tra le pagine del nuovo libro di Valerio Marinelli numerosi supporti fotografici di Lorenzo Giacomelli che testimoniano emografie e stimmate, tanti nuovi e inediti approfondimenti biografici sulla mistica, redatti con la collaborazione di don Pasquale Barone, padre Michele Cordiano e don Maurizio Macrì. Seguono i capitoli con le attività della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime e con le attività dei Cenacoli di preghiera. Il quarto capitolo del volume tratta, e affronta con estremo rispetto, le tematiche legate alle sofferenze mistiche di Natuzza, mentre il quinto capitolo si riferisce al fenomeno dei misteri dell’emografia ed il sesto riporta i messaggi della Madonna della festa dell’Assunta e altri straordinari fatti mistici. Il settimo capitolo del libro contiene episodi della bilocazione di Natuzza; l’ottavo tratta il carisma della visione dei defunti; il nono riporta testimonianze di grazie e di guarigioni; il decimo capitolo riporta dichiarazioni e testimonianze di religiosi e l’undicesimo dichiarazioni e testimonianze di laici. Il volume contiene tantissime tracce inedite su cui riflettere, elementi utili a cercare di capire meglio gli straordinari insegnamenti spirituali di Natuzza Evolo. “In particolare - sottolinea lo stesso autore - questo ottavo volume contiene notizie biografiche, testimonianze, dichiarazioni e documentazione di varia natura e concernenti Natuzza, raccolte nel triennio 2004-2006”. In occasione della distribuzione di questo ottavo volume, la Fondazione di Paravati ha annunciato la pubblicazione, a breve, di un nono volume che completerà la stessa collana editoriale.  

Franco Vallone

08 maggio 2011

L’odissea di una famiglia di Mileto alla quale è precluso l’utilizzo del terreno



Da quarantanni, da quando ne aveva appena tredici, adesso ne ha 53, sta lottando presso il Tribunale di Vibo Valentia per poter rientrare in possesso di un terreno di famiglia fittato, all’epoca, dal padre ad una famiglia di contadini in odore di mafia, adesso in odore di ‘ndrangheta, che col passare del tempo se lo è impossessato, trasferendolo tra familiari senza fare avvicinare i legittimi proprietari. L’anno scorso, finalmente, cinque di loro sono stati condannati a 23 anni di reclusione, ma non è servito a nulla, perché l’odissea non è terminata. Teatro della incredibile vicenda: San Giovanni, una frazione di Mileto, dove in località “Monaco-Curcio- Tordaino” esiste, appunto, l’omonimo fondo, un terreno di alto pregio di oltre cinque ettari con destinazione urbanistica ed industriale, di proprietà della famiglia Palaia-Porcelli. Vittima, la principale, il
figlio Francesco Paolo Palaia, 53 psicologo presso l’Asp di Vibo Valentia, a cui non è stato mai permesso di mettervi piede perchè minacciato di morte insieme a tutta la sua famiglia. La madre, la principale erede, è morta tra una causa e l’altra, ma il figlio Francesco ha deciso di continuare la sua battaglia. Una battaglia che alla fine sembrava aver vinto, al punto che il giorno in cui poteva rientrare in possesso del proprio terreno, sul posto sono piombate tutte le autorità giudiziarie e le forze dell’ordine, per salutare l’evento e far capire che la legge ha vinto, che lo Stato è presente. Una pia illusione, perchè l’assurdo è come se quel fondo, da fittare ad una cooperativa di giovani, è come se non ci fosse, poiché non può fittarlo o darlo in comodato in quanto gli interessati, tra cui degli imprenditori tedeschi, si si sono ritirati per paura di ritorsioni e per possibili vendette. «E dire - dice Palaia - che si potrebbero ricavare almeno dieci posti di lavoro, ma io sono stanco e sfiduciato al punto che sto meditando di lasciare il paese, in quanto sia io che la mia famiglia, moglie e due figli, rischiamo continuamente la vita. Veniamo guardati di brutto da persone che entrano ed escono dal carcere».

fonte: web.calabriaora.it (8 maggio 2010, p.34)

Briatico Vecchia, sì alla riqualificazione

Promesso un finanziamento dalla direzione regionale del Mibac

Una veduta dei ruderi di Briatico Vecchia
BRIATICO Primo, lusinghiero successo per Salvatore Parisi, ispettore onorario del ministero per i Beni e le attività culturali (Mibac), il quale, in sinergia con l’amministrazione comunale di Briatico, ha ottenuto la formale promessa di finanziamento del progetto di riqualificazione ambientale dell’area di Briatico vecchia, con la realizzazione di un itinerario di accesso attrezzato e con l’eventuale impiego di asinelli da soma per il trasporto di persone. In pratica, la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Calabria, dopo l’intervento della Soprintendenza competente per le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, si è impegnata a stanziare un contributo in conto capitale fino ad un massimo del 50% dei lavori di restauro ultimati e collaudati, ovvero ad erogare finanziamenti per i quali il ministero rimborsa fino al 6% degli interessi sui mutui contratti e finalizzati al recupero. Di Briatico vecchia, che sorgeva su un colle alla destra della fiumara Murria, distrutto dal sisma del 1783, rimangono i ruderi del castello medievale fatto edificare da Ferdinando Bisbal e dell’antico centro abitato, che all’epoca contava 12 chiese, 3 conventi e aveva un’enorme importanza storico-culturale. Del convento dei padri Domenicani e della chiesetta di Santa Maria del Franco, rasi al suolo sempre dallo stesso sisma, rimangono poche vestigia, tra queste la statua della compatrona di Briatico, la Madonna immacolata. Dal duomo di San Nicola, anch’esso ormai rudere, proviene invece la bellissima tela di San Nicola, dipinta nel ‘600 da Tommaso di Florio e un crocefisso quattrocentesco. Tutte queste opere sono oggi conservate nella chiesa matrice, dove il turista interessato non solo al mare le potrà ammirare.

fonte: web.calabriaora.it (8 maggio 2010, p.33)

07 maggio 2011

Barbieri, anarchico dimenticato

Conosciuto all’estero è quasi caduto nel dimenticatoio nella sua Briatico

L'anarchico dei due mondi Francesco Barbieri e il ricercatore briaticese Alessandro Bagnato
BRIATICO Giovedì, 5 maggio, ricorreva il 74esimo anniversario della morte di Francesco Barbieri, l’anarchico calabrese dal prestigio internazionale, conosciuto come “l’anarchico dei due mondi”. Barbieri era nato il 14 dicembre del 1895 a San Costantino di Briatico, morì durante i moti di Spagna, a Barcellona, assieme a Camillo Berneri, il 5 maggio del 1937. Alcuni anni fa, nel 2009, l’allora assessore alla Cultura del comune di Briatico, Agostino Vallone, si era interessato per intitolare piazza Baracche di San Costantino proprio a Barbieri, ed oltre all’aspetto della toponomastica, far costruire un monumento che lo ricordasse. Poi la cosa, per motivi burocratici, sfumò nel nulla. Oggi Alessandro Bagnato, un giovane ricercatore del luogo, porta avanti una approfondita e appassionata ricerca sul personaggio anarchico. A lui abbiamo posto alcune domande.

E’ stato un grande personaggio calabrese ma oggi è poco conosciuto proprio in Calabria.
«Sì, nessuno, o quasi, conosce le sue idee, la sua vita, la sua storia. All’estero è rappresentato come figura di spicco dell’anarchismo internazionale ed accostato a figure di fama mondiale, nel suo paese natio è quasi sconosciuto. Né una strada che porti il suo nome, ne un sigillo che lo ricordi, è vittima egli stesso della sua stessa storia».

Però ci sono vari studi che ne approfondiscono la figura.
«Si, certo, la sua memoria è fiorente grazie allo studio di Angelo Pagliaro e di Antonio Orlando. Ci sono innumerevoli testi che si occupano del compianto briaticese e che documentano le sue attività».

E a San Costantino come viene ricordato oggi?
«Non si è mai arrivati a dare un giusto riconoscimento ad un personaggio così illustre che ha sacrificato la sua vita in onore della storia. Egli partì da viale dei Giardini di San Costantino, passò la sua infanzia in Argentina, poi tornò in Italia ma nel periodo fascista se ne andò».

Aveva un legame forte con il suo paese?
«Andava per il mondo con un sentimento che lo legava al- la sua terra, quando parlava della gente, diceva sempre “la mia gente”».

Era contro ogni tirannia, dittatura, sopruso?
«è stato un uomo che ha fatto dei suoi ideali di libertà uno stile di vita, e per questo negava ogni azione a carattere tirannico. Amava dire: “L’Utopia accende una stella nel cielo della dignità umana, ma ci costringe a navigare in un mare senza porti”. Le sue straordinarie capacità lo portarono negli anni ad avere rapporti con i personaggi che all’epoca firmavano le pagine della storia».

Fu temuto da molti, Francesco Barbieri?
«Fu osannato e fu temuto. Fu nominato come uomo liberale che non considerava nessuna forma patriarcale dentro le mura di una Stato. Non accettava nessuna pseudo forma di potere. Amava un mondo libero dove la sua gente si poteva sentire libera delle proprie attività. Consideriamo che in quegli anni la vita all’interno dell’attuale Comunità europea era fiorente di popolazioni prese a dominio da un solo uomo che predominava su tutti. L’Europa era piena di tirannie, già il fatto che ci fossero uomini che lottavano contro a chi gli stava togliendo la legittima libertà è un qualcosa che dovrebbe essere tutelato e non dimenticato».

Ci voleva molto coraggio ad andare controcorrente in quel periodo?
«Barbieri era un uomo coraggioso, certamente avere la forza e il coraggio di riuscire a schierarsi contro un sentire popolare in quei periodi era un’impresa ardua. Però uomini come il “Chico”, così veniva chiamato nell’ambiente dell’anarchismo, hanno dato luce ai propri pensieri, allontanato le proprie paure e hanno lottato per noi e per il mondo. Il “Chico” ci ha lasciato a soli 42 anni, regalandoci però un insegnamento che resterà profondo i tutti noi».

Franco Vallone

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