30 marzo 2011

Crescono i matrimoni. A Briatico ben 25 coppie pronte al fatidico sì

di NANDO SCARMOZZINO

Don Salvatore Lavorato e Don Nino Maluccio, assistenti spirituali esemplari.

BRIATICO – Oramai sono sempre meno le coppie che si sposano in chiesa scegliendo di trascorre e legare la propria vita insieme, o almeno una parte di essa, in modo alternativo al legame religioso.
Fa notizia, pertanto, e rappresenta una chiara inversione di tendenza almeno in questa provincia il fatto che, nonostante la crisi, non passa la voglia di sposarsi e, soprattutto, di pronunciare il fatidico “si” in chiesa davanti all’altare e alla presenza di sacerdote e testimoni.
Sono state ben 25, infatti, le coppie, provenienti da diversi centri della provincia di Vibo, che hanno partecipato al corso prematrimoniale, svoltosi a Briatico nei locali dell’oratorio S. Nicola, durato tre giorni consecutivi, dal 25 al 27 marzo.
Con l’assistenza spirituale dei giovani parroci don Salvatore Lavorato e don Nino Maluccio, le coppie che hanno oramai deciso di presentarsi davanti all’altare hanno vissuto una vera e propria “full immersion” in raccomandazioni, diritti e doveri, nozioni e lezioni, rimanendo in oratorio dalle 10 del mattino fino alle 11 di notte.
Pranzo e cena, addirittura il pernottamento per chi lo avesse richiesto, hanno fatto da degna cornice ad una più che positiva esperienza, in cui i momenti di preghiera si sono alternati con quelli di confronto delle idee tra coppie.
A proposito non sono mancate le consulenze ed i “consigli” anche da parte di una ginecologa e di un avvocato, i quali hanno cercato di spiegare alle coppie di nome e di fatto in futuro i “segreti” della durata del matrimonio il più a lungo possibile. Comunque sia, ogni coppia ne è uscita forgiata per pronunciare con sicurezza il giorno più bello.
E, per quanto è dato sapere, un buon 70% lo farà entro quest’anno. Sembra di poter dire che ritorna in provincia prepotente il fascino per l’abito bianco per le donne e quello del tight cerimoniali per gli uomini.
Contemporaneamente cresce la convinzione di formare una famiglia, basata su principi cristiani.
Dal canto loro, tuttavia, le giovani coppie hanno sentito il dovere di ringraziare oltre i due giovani parroci, «che stanno lavorando tanto e bene per la comunità di Briatico stando vicini soprattutto ai giovani», anche la comunità e le donne del luogo che hanno cucinato per loro tutti i giorni con arte e con amore.

fonte articolo: Quotidiano della Calabria (30 marzo 2011, p.24)
fonte foto: facebook.com

29 marzo 2011

Briatico. Dossi e spostamento mercato

Dossi artificiali in via Filanda
Località Solaro e in particolare via Filanda saranno rese più sicure grazie all'installazione di tre dossi artificiali. Il sindaco Francesco Prestia ha anche disposto un limite di velocità a 20 chilometri orari. I tre dossi saranno posti all'incrocio con via della Contessa, all'incrocio della via Strada Prg e nei pressi del ponte che attraversa la ex statale 522.

Spostate bancarelle del mercato
Cambia la disposizione delle bancarelle del mercato del giovedì. Gli ambulanti che operavano nel tratto di corso Margherita compreso tra via Guido Rossa e piazza Marconi sono stati dirottati tra l'incrocio via Margherita-via Gravazio e la Settima traversa. Lo ha disposto, con un'ordinanza, il sindaco Francesco Prestia, accogliendo le istanze dei commercianti di corso Margherita.

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=45485&Edizione=11&A=20110329

Vendeva pesce avariato al mercato

Aveva ammassato nel bagagliaio dell'autovettura delle cassette di pesce, in cattivo stato di conservazione, che cercava di vendere al mercato. L'uomo è stato sorpreso ed arrestato dai carabinieri della stazione di Vibo Marina.
Si tratta di Francesco Morello, 50 anni, commerciante ambulante di Briatico, già noto alle forze dell'ordine. Dovrà rispondere di vendita di sostanze alimentari nocive, mentre i circa 40 chilogrammi di pesce sono stati sequestrati.
Durante una verifica all'interno del mercato, i militari hanno notato l'uomo e il pesce in pessime condizioni, ma il venditore ha provato ad allontanarsi. Subito dopo è stato, però, bloccato e arrestato. I controlli dei militari si inquadrano in una serie di azioni nell'ambito della sicurezza alimentare.

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=45477&Edizione=11&A=20110329

28 marzo 2011

Sergio Bagnato critico con i dimissionari.


BRIATICO- L'ultimo tassello che reggeva la stabilità della politica briaticese è caduto assieme agli altri quattro. La minoranza lascia in toto. I motivi, per quanto affermato dai dimissionari dalle note a mezzo stampa dei giorni scorsi, sono riconducibili all'immobilismo politico, laddove, secondo la ormai ex minoranza , "c'è assoluta mancanza di progettualità" e di conseguenza "Briatico non va avanti ma arretra". La maggioranza quindi, salvo decisione dei non eletti di rientrare tra le file della nuova minoranza, si ritroverà per i prossimi 4 anni da sola. "Fare minoranza, specie quando si ha di fronte una maggioranza compatta e coesa, non è mai un compito semplice". Esordisce così il capogruppo dei 7 autonomi in forza all'esecutivo Sergio Bagnato. Il giovane "rinnovatore" mal digerendo comunque la scelta della minoranza di defilarsi, critica apertamente quella che luoi stesso definisce come "una strategica operazione mediatica studiata a tavolino dal duo Vallone- Niglia". "Perchè- si chiede Bagnato- in maniera quasi seriale, questa minoranza , dall'inizio del nuovo percorso amministrativo, ha sempre inteso spendersi e parlare a mezzo stampa solo nel week-end?". Il capogruppo dei 7 autonomi vede dunque nelle iniziative dei dimissionari "un mero strumento di propaganda atto a destabilizzare, agli occhi dell'opinione pubblica, il lavoro della nostra governance locale". E aggiunge: "Hanno dato alle loro dimissioni delle motivazioni tendenziose e prive di fondamento; così facendo offendono gli elettori che li hanno sostenuti". Poi, provocatoriamente incalza: "L’ex consigliere Niglia dovrebbe spiegare, se ne ha ricordo, le motivazioni con le quali a suo tempo la minoranza facente capo all’ Avv. Giacomo Franzoni, si dimise dal consiglio comunale guidato proprio dall'allora Sindaco Niglia Motivazioni serie, che non sono neanche lontanamente paragonabili a quelle che leggiamo oggi sui giornali. Sicuro dell’onestà del nostro operato, invito tutte le Autorità competenti ad analizzare tutti gli atti e in generale l’operato di questa Amministrazione, che sono, al contrario di quanto vorrebbe fare intendere la ormai ex minoranza, senza macchia alcuna!" Le dichiarazioni di Bagnato sono dunque un duro attacco che hanno come obiettivo quello di stabilire un ordine preciso delle cose: "Veniamo additati puntualmente come dei cattivi amministratori, quando invece è da un anno che lavoriamo ogni giorno fino a tarda sera per cercare di sanare le enormi falle che gentilmente ci sono state lasciate in eredità. La vecchia amministrazione non ha voluto bene alla nostra città e ai nostri cittadini perché non ha mai pensato al loro futuro, sperperando denaro pubblico per costruire "piazze e piazzete" di dubbia utilità. E' questo il modo di concepire la progettualità?. E intanto, in comune continuano ad arrivare, quotidianamente richieste di pagamenti di debiti mai saldati". Ritornando poi sulle dimissioni, Sergio Bagnato si appella ai numeri per fare capire qual’è stato l'apporto della minoranza in questi primi 12 mesi di amministrazione: "Calafati e Polistena sembrano non essere mai esistiti in questo consiglio, nonostante potessero vantare qualcosa come 280 voti totali; a parte rarissime apparizioni non sono mai stati presenti alle varie assise. Niglia , LaPiana e Vallone quelle poche volte che ci hanno onorato della loro presenza, non hanno fatto altro che accusare e offendere tutti i componenti della maggioranza". In conclusione, Bagnato rinnova l'appoggio incondizionato al sindaco Prestia e lancia l'ultima stoccata: "Hanno cercato di sollevare polveroni inventandosi spaccature nella maggioranza e mettendo in dubbio la nostra onestà politica.La serietà politica consiste nel portare a termine il compito affidatoci dai cittadini, quello di rappresentarli nelle sedi istituzionali, mi sembra però che il Consiglio comunale sia una sede Istituzionale cui non tutti danno la giusta importanza, ciò dipende forse dal posto che si occupa? Le loro dimissioni dimostrano che è impossibile scardinare una compagine unita e compatta che lavora per conseguire obiettivi comuni. Per giunta, quasi tutti siamo al primo mandato ed i personalismi li lasciamo a chi della politica vuol farne una professione". E nel prossimo consiglio il Sindaco farà un resoconto del primo anno di lavoro.


Angelo De Luca

27 marzo 2011

Successo dell'Imineo Day alla Marina di Pizzo


Marina di Pizzo, 20 Marzo 2011, una serata piovosa nella notte soglia di primavera accoglie Giuseppe Imineo, l'ultimo cinematografato di Calabria. Ripreso, sin dal suo arrivo, dalle telecamere della Rai calabrese e dagli scatti di Tommaso Prostamo del circolo fotografico di Torino, Imineo appare emozionato, commosso dalla piacevole sorpresa di trovare un pubblico davvero numeroso. La sala conferenze del Museo della Tonnara infatti è gremita da tanta gente arrivata da tutta la provincia di Vibo e oltre per un evento culturale dedicato al protezionista di mille sale, un vero e proprio Imineo Day ideato, organizzato e realizzato dal Circolo del Cinema "Lanterna Magica" di Pizzo e da "Le Stanze della Luna" di Vibo Valentia. La serata si apre con le immagini di Imineo ripreso a Tropea, un'intervista effettuata dal ricercatore Salvatore Libertino di Tropeanews, poi lo scorrere delle immagini si interrompe su un fotogramma, un bel primo piano del volto di Imineo che rimane fisso sullo schermo cinematografico come simbolica scenografia, per tutta la serata. Ad aprire i lavori il presidente del Circolo Lanterna Magica, Antonietta Villella. Legge la lunga e affascinante storia di Giuseppe Imineo, dagli inizi con i vecchi proiettori a carboni, alla prima sala cinema da gestire, alle serate del cinema all'aperto, sotto le stelle, alla chiusura dei tanti cinema della provincia, alla notte magica del Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Vera Bilotta, di Lanterna Magica, interviene con interviste in sala, da Imineo risposte mature, colte, piene di grande umanità e di simpatiche esperienze che lasciano trasparire un cinematografaro modesto, buono, tanto appassionato del cinema. In sala l'assessore al Turismo della Provincia di Vibo Valentia, Gianluca Callipo, il sindaco di Filogaso, Giuseppe Francesco Teti; Magda Primerano, vera esperta di cinema in forza al Circolo di Pizzo; Eugenio Attanasio, Presidente della Cineteca della Calabria; Teresa Landro del Circolo del Cinema di Parghelia, numerosi altri cultori e amanti della settima arte. La serata continua, si procede alla cerimonia di consegna a Giuseppe Imineo di una targa e una pergamena, poi, dopo l'intervento del sindaco di Filogaso, arriva il momento delle letture delle  numerose testimonianze pervenute per l'occasione, dalla lettera dell'Assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri a quella di Giovanna Gravina Volontè, figlia di due grandi attori e da anni curatrice de “La Valigia dell'Attore”,  dall'attrice italonewyorkese Lucia Grillo a Caterina Sorbilli, dalla regista Donatella Baglivo a Loredana Ciliberto, dell'Università della Calabria e poi, ancora, Laura Caparrotti, attrice con antiche radici calabresi che vive ed opera in America. La serata prosegue e si conclude con la proiezione del docufilm di Valerio Jalongo dal titolo “Di me cosa ne sai”, un prezioso documento filmico che vede tra i protagonisti proprio Giuseppe Imineo mentre, in viaggio con lo stesso regista, racconta per le strade del vibonese, da Pizzo a Papaglionti e Francavilla Angitola, le sue appassionanti avventure fatte di luce proiettata su uno schermo bianco.

Franco Vallone 

26 marzo 2011

Lascia anche Vallone, il Consiglio resta senza opposizione

Agostino Vallone, ex-monominoranza
Si dimette anche l'ultimo consigliere di minoranza rimasto in carica e l'assemblea comunale rischia di restare senza opposizione anche perchè tre dei quattro candidati alla surroga dei dimissionari hanno già risposto negativamente alla lettera pervenuta loro dagli uffici municipali. Nella mattinata di ieri ha gettato la spugna anche Agostino Vallone. Lo spirito del contenuto della sua lettera di dimissioni non si differenzia da quello manifestato dai consiglieri che già avevano lasciato il Palazzo. Nei giorni scorsi, infatti, se n'erano andati Andrea Niglia, Francesco La Piana, Marco Polistena e Maria Bernardetta Calafati. Agostino Vallone, capogruppo del Pd, lasciando la sua carica consiliare, punta l'indice in particolare contro la mancanza di progettualità dell'amministrazione guidata da Francesco Prestia. Movendo le sue critiche a sindaco e giunta, si mantiene in sintonia con quanto affermato dai componenti dell'altro gruppo di minoranza già dimissionari.
Anche la loro uscita di scena era stata, infatti, giustificata con la difficoltà di dialogo con la maggioranza e con l'impossibilità di portare avanti il proprio mandato a seguito degli ostacoli che incontrava una qualsiasi loro istanza.
Il sindaco Francesco Prestia, in realtà, non ha dato peso alla presa di posizione dei suoi avversari, ma alla luce degli ultimi eventi la situazione sembra si stia facendo piuttosto delicata. Oltre ai consiglieri in carica, infatti, hanno risposto subito no all'ingresso in consiglio comunale anche Francesco Massara, Maria Assunta De Gaetano e Roberto Barbieri ossia tre dei quattro primi non eletti nella lista a suo tempo capeggiata dal sindaco uscente Andrea Niglia. Rimane in sospeso la posizione di Iconio Garrì, quarto candidato alla surroga. Il giovane professionista non ha preso al momento alcuna posizione, ma ha tempo sino a martedì per far conoscere la propria decisione.
Ora di possibili candidati all'ingresso in Consiglio ne rimangono in lista altri sei, ma, vista l'aria che tira, non ci sarebbe davvero da sorprendersi se i banchi dell'opposizione, in toto o in parte, dovessero rimanere vuoti. (p.b.)

25 marzo 2011

Inchiesta "Crimine", chiuse le indagini preliminari Coinvolti 7 vibonesi

Per i pm Antonio Altamura, Pino Galati e Michele Fiorillo avrebbero ricevuto il grado della "Santa" 
di Giuseppe Baglivo

Chiuse le indagini preliminari dell'inchiesta "Crimine" per 161 indagati. Un'attività investigativa della Dda di Reggio che porta la firma del procuratore Giuseppe Pignatone, degli aggiunti Michele Prestipino e Nicola Gratteri, e dei pm Antonio De Bernardo, Giovanni Musarò e Maria Luisa Miranda.
Fra gli indagati interessati alla chiusura delle indagini, anche sette vibonesi. Si tratta di: Antonio Altamura, 65 anni, di Ariola di Gerocarne; Giuseppe Salvatore Galati (detto Pino u Ragioneri), 47 anni e Michele Fiorillo, 25 anni, entrambi di Piscopio; Antonio Cuppari, 72 anni, di Panaia, frazione di Spilinga; Giuseppe Antonio Primerano, 66 anni, di Fabrizia; Damiano Tassone, 25 anni; e Rocco Tassone, 65 anni, entrambi di Cassari, frazione di Nardodipace. Ai vibonesi la Dda reggina contesta il reato di associazione mafiosa, ritenendoli inseriti in diversi "locali" di 'ndrangheta attivi in provincia di Vibo e Reggio.
Antonio Altamura era già stato attenzionato dai magistrati reggini nel 1998 nell'ambito dell'operazione "Piano Verde", che certificò l'esistenza di "locali" di 'ndrangheta nella zona dell'Alto Mesima. Da tale indagine, però, Altamura era stato prosciolto dal gup di Reggio il 21 febbraio del 2000. Il suo nome era quindi ritornato agli onori delle cronache lo scorso anno, poiché il collaboratore di giustizia, Enzo Taverniti di Gerocarne – ascoltato a verbale il 9 gennaio 2010 dal pm della Dda di Catanzaro, Giampaolo Boninsegna – aveva spiegato che il defunto boss di Fabrizia, Umberto Maiolo (ucciso a Gardone Val Trompia nell'agosto 2004), avrebbe mantenuto per anni solidi rapporti con Antonio Altamura, conosciuto dal pentito con l'appellativo di "U Sindacu". Altamura è ora accusato di essere vicino alla 'ndrangheta (la Società) di Rosarno.
In particolare, Domenico Oppedisano di Rosarno, ritenuto il reggente dell'organizzazione criminale calabrese, riferisce nelle intercettazioni che il boss Giuseppe Pelle di San Luca aveva proposto di dare ad Altamura il grado della "Santa", contro il volere di personaggi di Gioia Tauro. Il grado venne poi conferito grazie all'intervento di Oppedisano.
Organizzatore del "locale" di Piscopio sarebbe stato invece Antonio Cuppari, con facoltà di assumere le decisioni più rilevanti. Ruoli di primo piano all'interno del "locale" di Piscopio avrebbero avuto, secondo gli inquirenti, anche Salvatore Giuseppe Galati e Michele Fiorillo. Per i magistrati, la carica di "santista" sarebbe stata conferita a Galati e Fiorillo in occasione del matrimonio di quest'ultimo, al quale avrebbero partecipato "personaggi" del calibro di Giuseppe Commisso di Siderno e Rocco Aquino di Marina di Gioiosa Ionica, oltre a rappresentanti delle "famiglie" Giorgi e Pelle di San Luca. Dagli atti dell'inchiesta emerge però che per Galati sarebbe stato pronto il conferimento della carica di "Padrino".
Gli inquirenti collocano poi Giuseppe Primerano a capo del "locale" di Fabrizia in stretto contatto con Oppedisano, mentre il compito di organizzare il "locale" di Cassari di Nardodipace sarebbe stato affidato a Rocco Tassone. Il nipote, Damiano Tassone, sarebbe stato invece un «partecipe attivo», capace di assicurare la comunicazione fra gli associati. I Tassone avrebbero inoltre mantenuto stretti legami con Giuseppe Commisso di Siderno. Secondo l'accusa, infine, Rocco Tassone, "Pino" Galati e Michele Fiorillo avrebbero preso parte ad un summit di 'ndrangheta svoltosi il 13 febbraio dello scorso anno a Bovalino.

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=43075&Edizione=11&A=20110325

24 marzo 2011

Briatico. Consiglio Comunale, effettuata la surroga

Briatico. Al momento a rappresentare la minoranza è rimasto il solo Agostino Vallone
Sostituiti i quattro consiglieri d’opposizione che hanno presentato le dimissioni
di NANDO SCARMOZZINO

BRIATICO - Roberto Barbieri, Iconio Garrì, Francesco Massara e Maria Assunta De Gaetano sono i consiglieri comunali, primi dei non eletti, ai quali è stata già notificata la comunicazione con la surroga, dopo le dimissioni in blocco di altrettanti quattro consiglieri di minoranza, anch'essi eletti nella lista civica “Democratici briaticesi”, vale a dire Andrea Niglia, Francesco La Piana, Marco Polistena e Maria Bernadetta Calafati. Il provvedimento di surroga dovrebbe scattare a fine mese, quando è prevista la convocazione di un consiglio comunale, che già alcuni addetti ai lavori non esitano a definire “straordinario”, e non certo per il numero dei consiglieri che saranno surrogati.
C'è ben altro. Cosa, è impossibile al momento immaginarlo in quanto le bocche della maggioranza sono cucite. Ma, le sorprese rischiano di essere tante. Per esempio, stando ad alcune voci circolate in questi giorni, successivamente alle dimissioni in blocco di Niglia e compagni, non è detto che i consiglieri destinatari della notifica di surroga accetteranno di sedersi sugli scranni lasciati vuoti dell'opposizione ricostituendo, così, il plenum del civico consesso. Chi per ragioni di opportunità e schieramento politico, chi per motivi legati al lavoro, sembrerebbe, comunque, che non debba rispondere all'appello, se non con un no. Inoltre, le ragioni di un possibile diniego potrebbero sussistere anche all'interno delle motivazioni stesse chiaramente addotte dai consiglieri Niglia, La Piana, Polistena e Calafati al momento della presentazione delle loro dimissioni. Quel che è certo è il fatto che a rappresentare l'opposizione resta in questo momento Agostino Vallone, costituitosi come monogruppo Pd all'indomani dell'esito elettorale.

fonte: Il Quotidiano della Calabria (24 marzo 2011, p.26)

23 marzo 2011

Vibo. Investimenti dei privati per arredare le scuole

Gli sponsor potranno acquistare pure materiale didattico e in cambio avranno un ritorno pubblicitario 
di Vittoria Sicari

Lo sviluppo del territorio difficilmente avviene per generazione spontanea, solitamente nasce dal contributo tra enti pubblici e privati e dal concorso di idee provenienti da soggetti di vario tipo. Ecco perchè le realtà più avanzate riescono attraverso questo binomio ad attuare progetti vincenti. Questa stessa soluzione è stata individuata dalla Provincia per fornire gli arredi agli istituti scolastici di sua competenza. Una soluzione, per altro, già attuata con successo per ricostruire e arredare la Scuola elementare di Bivona, distrutta dall'alluvione del 2006. Va ricordato che in quell'occasione, tra i soggetti "privati" in prima linea c'è stata la Gazzetta del Sud che partecipò alla ricostruzione della struttura finanziando gli arredi con una donazione di 100mila euro. La decisione deliberata dalla giunta provinciale su proposta congiunta del presidente, Francesco De Nisi e dall'assessore alla Pubblica istruzione, Pasquale Fera, che va appunto nella stessa direzione, ha il vantaggio dell'economicità, in quanto attraverso il coinvolgimento di sponsor privati, vuole evitare aggravi di spesa per l'Ente. «Com'è noto – spiega Fera – la Provincia è tenuta, ai sensi della legge 23/96, a garantire agli istituti di istruzione superiore del proprio territorio un insieme di strutture e servizi, compresi gli arredi scolastici, che sono fondamentali per il buon funzionamento delle attività didattiche».
In tutto il territorio gli istituti di competenza provinciale sono 27, con circa 9mila studenti. Per provvedere agli arredi e ai servizi di tutte le scuole in questione occorrerebbe, pertanto, un notevole dispendio di risorse pubbliche, senza considerare che a causa dell'usura naturale, bisognerebbe provvedere periodicamente ad integrare o sostituire le forniture al fine di assicurare agli alunni condizioni di adeguato confort.
Il procedimento è il seguente: ogni anno i dirigenti scolastici comunicano alla Provincia, che dovrebbe provvedere nell'immediatezza, l'elenco del materiale mancante o da integrare. E se in passato grazie ai finanziamenti dello Stato l'onere per l'Ente era meno gravoso, «ultimamente – fa notare l'assessore alla Pubblica istruzione – con la contrazione dei trasferimenti statali è diventato molto più difficile sostenere spese di un certo rilievo e in tempi brevi». Da qui l'idea di coinvolgere i privati, possibilità prevista dalle norme vigenti che permettono alle Province di stipulare contratti di sponsorizzazione diretti a recuperare maggiori risorse per ottenere un miglioramento della qualità dei servizi e delle attività». A fronte del loro impegno diretto, ai privati viene garantito di beneficiare della possibilità di esporre piccoli messaggi pubblicitari, promuovendo così la loro immagine in forme e modi espressamente regolamentati da un apposito avviso pubblico che verrà emanato dall'Ente.
In sostanza, su ogni arredo sarà possibile apporre una placca o un piccolo pannello che riporterà la dicitura "Il presente arredo è stato sponsorizzato dalla ditta..."., seguita da un eventuale breve messaggio. Saranno escluse le sponsorizzazioni riguardanti la propaganda di natura politica, sindacale, filosofica e religiosa. Così come la pubblicità diretta o indiretta collegata alla produzione e distribuzione di prodotti nocivi alla salute quali, ad esempio, tabacco e alcolici. E poi anche i messaggi che possano risultare offensivi.
«Assicurare agli studenti una proficua e confortevole attività didattica – spiega De Nisi – è una delle priorità alla quale dedichiamo, da sempre, grande impegno. L'attuale e grave congiuntura economica ha però ridotto sensibilmente le possibilità d'intervento. Ecco, allora, l'utilità di questo nuovo modo di procedere che ci consentirà, a costo zero, di affrontare e risolvere in maniera tempestiva il ricorrente problema della carenza e obsolescenza degli arredi scolastici degli istituti di competenza provinciale».
A dimostrazione che quando c'è capacità di programmare e di amministrare si trova sempre la soluzione ad ogni problema. Tanto più quando si tratta di investire sulla formazione e sulla cultura. E la Provincia ha sempre saputo dare prova di sensibilità nei confronti del mondo della Scuola.

Vibo. Un concorso di idee per riqualificare alcune zone della città

La riqualificazione delle vie di accesso alla città può partire anche da un concorso di idee. Meglio se le idee vengono dai giovani e se il progetto nasce da un nuovo modo di concepire la politica, legato al confronto e alla partecipazione attiva dei cittadini.
L'iniziativa promossa dall'assessore comunale all'Urbanistica Sabatino Falduto, attraverso un bando pubblico, mira ad abbellire i punti nevralgici del Comune.
Tra le zone interessate: il cavalcavia di località Affaccio, l'incrocio della Scuola di Polizia, la rotonda di ingresso lato Piscopio, l'incrocio Vibo-Triparni, l'incrocio Madonnella e l'incrocio che immette a Vibo Marina. I punti di accesso alla città sono senza dubbio il "biglietto da visita" di ogni agglomerato urbano, «proprio per questa ragione – ha spiegato l'assessore all'Urbanistica – assieme al sindaco abbiamo ritenuto che la riqualificazione di Vibo debba partire dagli ingressi cittadini per renderli esteticamente più gradevoli».
Al concorso potranno partecipare i neo laureati in architettura e/o ingegneria, con laurea conseguita da non oltre un triennio, ovvero professionisti iscritti all'albo dei rispettivi ordini. Al vincitore andranno ben 4mila euro.
Il supporto di idee da parte dei giovani potrà, pertanto, essere utile non solo per avere nuovi suggerimenti progettuali, ma anche per acquisire pareri e mettere a confronto varie opzioni di sviluppo del territorio.
«Non bisogna dimenticare – ha aggiunto Falduto – che alcune grandi opere di riqualificazione urbana realizzate sul territorio nazionale e non solo, sono il frutto di un concorso di idee». L'indicazione che si evince dal bando, pubblicato sul portale istituzionale del Comune (www.comune.vibovalentia.vv.it), è quella di ricongiungere virtualmente, mediante il concorso, i diversi punti di accesso alla città.
L'amministrazione D'Agostino auspica, pertanto, di recuperare le zone interessate e in più di unirle progettualmente mediante un filo conduttore che sia in grado di caratterizzare ciascun punto.(v.s.)


22 marzo 2011

Novecento voci spezzate dalla mafia, dal ricordo all'impegno per cambiare il futuro

Istituzioni, scuole, cittadini e associazioni in sinergia per commemorare le vittime della violenza
di Stefania Marasco

Nomi che non sbiadiscono come l'inchiostro che li ricorda. Memoria che col tempo non si scioglie come la neve al sole. Qualcuno ci aveva provato. La violenza aveva spezzato quelle vite umane. Vite spezzate, vite sacrificate.
Dalla Sicilia alla Calabria, dalla Campania alla Lombardia. Suona, è una musica funesta. Quella intonata dalla mafia, dalle mafie. Che cambiano nome, ma non cambiano volto. Da una parte all'altra dello Stivale. Un volto pavido che si nasconde dietro la violenza. Torquato Ciriaco - Lamezia Terme 1 marzo 2001; Michele Reina Palermo 9 marzo 1089; Anna Dell'Orme - Secondigliano 26 marzo 1994. É un elenco lungo. Scritto sempre dalla stessa mano. Una mano che nel mese di marzo ha lasciato in terra 25 morti.
Novecento in tutto. Tutti impressi nella memoria. Di quanti sabato hanno sfilato a Potenza per ricordare e impegnarsi. Di quanti ieri anche in città hanno voluto mettere una mano sul cuore per costruire un futuro che chiuda questo libro. Il libro della morte e della speranza come la manifestazione che Libera ha voluto promuovere. Affinchè il sacrificio sia il "perchè" del futuro. Da loro, dalle 900 vittime delle mafia, la ripartenza. Nomi che ieri hanno scandito il ritmo all'interno del Duomo. I loro nomi letti dalle autorità, dagli studenti. Voci per dare voce. Nomi per raccontare storie.
La storia di Falcone e Borsellino. La storia di Federico Del Prete, ucciso per aver denunciato un vigile che riscuoteva il pizzo per conto della camorra. Diego Gassani, avvocato penalista, ucciso barbaramente nel suo studio, per aver onorato la toga. Mariangela Ansalone, bambina di soli 9 anni, uccisa per sbaglio, insieme con il nonno in un agguato di 'ndrangheta. Emanuela Loi, agente della scorta del magistrato Paolo Borsellino, barbaramente trucidata cadendo nell'adempimento del proprio dovere.
Ieri mattina, a dare vita alle loro storie, c'erano le associazioni, i cittadini, gli studenti – fra gli altri presenti il prefetto Latella, il ten. col. Roccia, il direttore della scuola di polizia Barilaro, il presidente dell'Anp Mazza, Priolo di Cittadinanzattiva, Ruello e Mangiardi. Loro e la gente onesta che continua a credere. Che vuole guardare avanti. Una chiesa gremita per proseguire la sfida della Giornata dell'impegno. Protagonisti, loro, i cui nomi sono stati scanditi uno alla volta, «nomi – ha sottolineato mons. Giuseppe Fiorillo durante la celebrazione – di chi si è ribellato alla mafia, caduti per difendere la nostra società».
Ricordo attraverso storie di vita e lettura della Bibbia. Da Isaia per ritrovare fiducia, letture che «parlano di speranza – ha spiegato Giovanna Fronte – di fiducia. Non un ricordo fine a stesso, ma proiettato verso il futuro», affinchè «questo libro si chiuda – ha sottolineato mons. Giuseppe Fiorillo – e si possa costruire un futuro senza mafie, senza violenze». Un elenco da cancellare. Senza che sbiadisca la memoria, questo il messaggio. «Non dovranno essere aggiunti altri nomi, per questo – ha aggiunto il sacerdote – noi dobbiamo lavorare, nel loro nome, siano essi giudici o operai». Una preghiera, per ritrovare la strada. Insieme. Una preghiera che durante la cerimonia ha unito i presenti che hanno recitato il "Padre nostro". Mano nella mano. Per essere più forti, per ricordare insieme e lottare. «Guardando al futuro» ha ribadito la Fronte. Un monito sulle note della musica che ha accompagnato la giornata – grazie ai canti di Mimma Cacciatore e Giovanni Colarusso.
Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giancarlo Siani, Francesco Fortugno, Gaetano Marchitelli di soli 15 anni ucciso per caso, Franco Imposimato, Domenico Beneventano, Mario Dodaro, Graziella Campagna, stiratrice rea di aver trovato un'agendina e dei documenti di un mafioso e uccisa a colpi di fucile per paura che potesse parlare. Loro solo alcuni. Alcuni dei 900. Voci che entrano nel cuore. Di chi vuole guardare avanti. Guardando alla mafia, alla 'ndrangheta, alla camorra e scegliendo da che parte stare. Senza se e senza ma. Senza compromessi. Nè grigio nè nero. Senza essere eroi. Solo gente qualunque, che fa il suo dovere.

Prestia: le dimissioni della minoranza un'offesa agli elettori

A Briatico, dopo le dimissioni in blocco di quattro consiglieri di minoranza, anche la maggioranza mostra i muscoli, compatta e stretta attorno al sindaco Francesco Prestia. Non accettano assolutamente le accuse mosse dalla minoranza e, anzi, promettono di sottoporsi al giudizio dei cittadini in un incontro pubblico per tirare le somme di questo primo anno di amministrazione.
Prestia, anzi, in un passaggio del suo breve commento alla vicenda, definisce le motivazioni della minoranza soltanto fandonie. Se infatti i quattro consiglieri dimissionari (Andrea Niglia, Francesco La Piana, Marco Polistena e Maria Bernadetta Calafati) avevano spiegato alla cittadinanza che la loro scelta dipendeva da una serie di motivi, la maggioranza è di tutt'altro avviso. «Penso che chi non vuole svolgere il ruolo di consigliere – ha affermato ieri Prestia – non si debba candidare, altrimenti significa che si è candidato per altri motivi, che sono a noi ignoti».
Le dimissioni, dunque, sono viste come un gesto immotivato e anzi sono state etichettate da Prestia come «un'offesa a coloro i quali li hanno eletti, votandoli alle passate elezioni, e che oggi non sono più rappresentati». I quattro dimissionari, ai quali non si è aggiunto Agostino Vallone (che resta l'unico consigliere di minoranza), hanno spiegato la scelta come conseguenza diretta del difficile rapporto con la maggioranza, dell'impossibilità di confrontarsi sui problemi (visti sempre da posizioni diverse e inconciliabili) e dell'approssimazione della gestione della cosa pubblica. «Le motivazioni – ha chiosato Prestia – sono solo fandonie e un insulto all'intelletto degli amministratori di questo comune». Sta di fatto che la "città del mare" si troverà ora con un consiglio comunale da rifare. Ma gli amministratori badano poco alla mossa delle forze di opposizione, e puntano piuttosto a dimostrare ai cittadini che il lavoro svolto non si presta alle critiche dei dimissionari. «Per quanto riguarda onestà, moralità e trasparenza – aggiunge Prestia – ne abbiamo da vendere».(f.b.)


20 marzo 2011

Corsa contro il tempo per riparare i danni

A Briatico e Parghelia le situazioni più gravi. Simonelli replica a Vallone 
di Francesco Barritta

Quello che resta della piazzetta antistante la Rocchetta, a Briatico.

L'estate è alle porte e sono ancora tutti da risolvere i problemi causati dal maltempo lungo la Costa degli Dei. Le copiose piogge dei mesi scorsi hanno alimentato l'impeto dei torrenti, mettendo in crisi anche viabilità e depurazione. E di mezzo ci andranno sicuramente gli operatori del settore turistico.
A Briatico si sono trovati a fare i conti su molti fronti. Le esondazioni ripetute dei torrenti Mùrria e Spataro hanno causato svariati danni lungo tutto il loro corso. Il sindaco Francesco Prestia dimostra di avere comunque idee abbastanza chiare sul da farsi. «Abbiamo fatto una ricognizione dei danni – ha affermato – sia alle strutture pubbliche, come la piazzetta della marina, che è stata distrutta, sia a quelle private, come i villaggi». Non va meglio per gli impianti di depurazione. «Quelli di San Costantino, Sciconi e Conidoni sono andati in tilt ed è franata – ha ricordato Prestia – la strada che va dalla marina di Briatico fino alla Rocchetta, che dobbiamo cercare di riaprire con i lavori di ripristino entro venerdì». Questi sono soltanto i lavori più urgenti, ma ce ne sarebbero altri di minore entità, che premono sulle dissestate casse comunali. «Noi riusciremo a rientrare solo in parte – ha detto a tal proposito Prestia – ma stiamo aspettando i contributi regionali, ai quali tenteremo di accedere». Maggiori aiuti si attendono, quindi, per risolvere i problemi della "città del mare" e delle sue frazioni.
Proseguendo lungo la costa verso sud, anche le amministrazioni di Parghelia e Tropea dovranno rimboccarsi le maniche. Il sindaco di Parghelia Maria Luisa Brosio ha dato incarico «per un lavoro di maggiore supporto nel monitoraggio del territorio mirato a controllarne la vulnerabilità». Questo lavoro va fatto, ha spiegato la Brosio, «affinché possa servire da supporto a quanto hanno già fatto e stanno facendo in questi giorni i tecnici della Provincia di Vibo Valentia, quelli della Protezione civile, assieme ai Vigili del fuoco ed ai tecnici del Comune, che sono stati sempre presenti sul territorio». Sempre da Parghelia è giunto l'allarme per l'incipiente stagione turistica. A lanciarlo è stato in settimana, dalle pagine della Gazzetta, l'assessore al Turismo Diego Stacciuoli, il quale ha posto l'accento sul danno economico, che si ripercuoterà sugli imprenditori turistici, e sulle risorse finanziarie che si renderanno necessarie per riparare al cattivo colpo all'immagine che il territorio sta subendo.
Sul confine tra Parghelia e Tropea, intanto, rimane chiuso il tratto terminale della stra provinciale 22, dove è stato eretto un argine di terra per impedire al Burmaria di invadere il porto di Tropea. I problemi dei torrenti sono condivisi tra i due centri della costa. Qui l'acqua è stata la maggior nemica. Tropea, infatti, oltre alle frane verificatesi lungo la rupe e gli smottamenti in paese, a causa dei quali sono state chiuse due scuole, ha registrato i danni maggiori proprio al quartiere della Marina, dove la pressione delle condotte ha causato la rottura di alcune pompe di sollevamento e i liquami si sono riversati per quasi un mese nel porto.
Anche i torrenti, Lumia da una parte e Burmaria e La Grazia dall'altra, hanno messo sotto scacco la Marina. Dopo le rassicurazioni di ieri del sindaco di Tropea Adolfo Repice, anche l'assessore al Turismo Tonino Simonelli ha voluto difendere il suo operato dalle critiche. «Non amo replicare perché ritengo che ognuno debba dire la sua – ha detto Simonelli – ma non posso far passare le bugie che vengono dette per la questione dei liquami del porto». La critica mossagli da Vallone «sulla intempestività degli interventi lascia l'amaro in bocca» ha proseguito l'assessore, dicendo inoltre che se Vallone «piuttosto che dettare presunti scoop per via telefonica si fosse recato sui luoghi fin dalle prime ore degli accadimenti, avrebbe trovato il sottoscritto ed altri componenti dell'amministrazione unitamente a personale specializzato».
Simonelli, insomma, spiega la causa della vemenza del maltempo ha messo a dura prova l'impianto di sollevamento di depuratori «per ben tre volte negli ultimi 80 giorni, comportando la necessità di reperire con grande difficoltà pezzi sostitutivi dell'impianto medesimo. Non di minore entità – ha proseguito – è stato il cedimento della linea elettrica, problema non risolto dall'Enel ed a cui questa amministrazione sta facendo fronte attraverso potenti generatori elettrici», che hanno comportato spese impreviste ed esose per il Comune.

Undici comuni si associano e stilano un elenco di 23 priorità


Obiettivo dei sindaci è di lavorare in sinergia per risolvere problematiche di interesse collettivo
di Marialucia Conistabile

Nicolino La Gamba

Un'associazione di comuni per fare emergere, soprattutto, i centri più piccoli dalla sorta di limbo in cui sono da tempo intrappolati. Una rete che unirà ideologicamente territori diversi e che consentirà di "ridisegnare" la mappa dei servizi nella provincia.
Una svolta che domani sarà sancita a palazzo "Luigi Razza" con la sottoscrizione di un protocollo d'intesa attraverso il quale viene di fatto costituita l'associazione "Vibo Vale". Alle 10 a sottoscrivere l'accordo saranno i sindaci di Vibo Valentia (Nicola D'Agostino); Pizzo (Fernando Nicotra); Maierato (Sergio Rizzo); Sant'Onofrio (commissario prefettizio); Stefanaconi (Saverio Franzè); San Gregorio d'Ippona (Michele Pannia); Ionadi (Nazzareno Fialà); Francica (Antonio Suppa); San Costantino Calabro (Domenico Borrello); Cessaniti (Nicola Altieri) e Briatico (Francesco Prestia).
Nel corso di due incontri nel mese di febbraio i sindaci hanno messo a punto e concretizzato l'idea coltivata dall'assessore comunale agli Affari istituzionali Nicolino La Gamba e il sindaco di San Gregorio Pannia, riuscendo a individuare anche ben 23 punti di intervento prioritari. E che la voglia di fare, e sul serio, ci sia lo dimostrano le problematiche messe nero su bianco, la cui risoluzione non sarà più demandata a un singolo comune ma sarà frutto di un'azione sinergica di 11 amministrazioni locali. A iniziare dalla tutela ambientale e dalla messa in sicurezza del territorio, condizione essenziale per poter parlare di progetti di sviluppo reali. Argomento questo a cui i sindaci affiancano il completamento della Tangenziale est o l'individuazione di un sistema alternativo alla statale 18 per la viabilità della città capoluogo.
Ma gli obiettivi che l'associazione di comuni intende raggiungere sono tanti altri e spaziano dal miglioramento dei sistemi di depurazione e la realizzazione di una piattaforma ecologica per la raccolta dei rifiuti, ai lavori di miglioramento della viabilità sulla statale 18 con la realizzazione di un viale alberato, illuminato e con pista ciclabile; dalla creazione di un Corpo di polizia municipale intercomunale, a quella di una commissione extra-comunale per la gestione dell'abusivismo. E ancora intento dell'associazione è di programmare nuove aree di sviluppo industriale comuni e di migliorare la viabilità fra i diversi centri rispolverando il progetto del filobus. Poi, tra le altre, molte le proposte per rilanciare il turismo puntando sulla riqualificazione dei centri storici (paesi albergo), la creazione di percorsi ambientali-turistici-storico- culturali, la realizzazione del Museo del mare a Briatico (palazzo Bisogni), la creazione di un lungomare Portosalvo-Briatico-Pizzo con pista ciclabile e di un centro direzionale servizi con annessa sala congressi polivalente e "città dei ragazzi". In agenda anche e soprattutto iniziative comuni per la realizzazione del nuovo ospedale e l'istituzione di un Polo universitario di ricerca possibilmente sulle cellule staminali e biologia marina, con sede a Vibo, nonché la costituzione di cooperative territoriali per il lavoro giovanile.
«Sostenere iniziative comuni è l'unico modo per fare rete – evidenziano gli 11 sindaci – e dare un senso compiuto alla politica del fare, allargando i confini dei propri comuni e facendoli diventare un unico ambito di 75mila abitanti. Cercare di realizzare opere grandi o piccole che siano, ma di interesse comune, è per noi il modo di concepire la politica come strumento al servizio della collettività per avere risposte su temi di più ampio respiro».


19 marzo 2011

Briatico. Si dimettono quattro consiglieri di minoranza

Il gruppo d'opposizione all'attacco: un'amministrazione senza alcuna progettualità
di Pino Brosio
Il palazzo municipale di Briatico

Un rapporto difficile con la maggioranza, l'impossibilità di confrontarsi sui problemi visti sempre da posizioni diverse e inconciliabili, l'approssimazione nella gestione della cosa pubblica e la mancanza di trasparenza negli atti amministrativi. E, poi, mancanza di progettualità, conferimento di consulenze a professionisti esterni, delibere di dubbia legittimità.
C'è questo e altro nella lunga lettera con cui i consiglieri di minoranza Andrea Niglia, Francesco La Piana, Marco Polistena e Maria Bernadetta Calafati hanno rassegnato le dimissioni dalla loro carica consiliare scegliendo di tornare a fare i liberi cittadini senza però rinunciare all'impegno costante a tutela degli interessi del paese. Tra le file della minoranza, in sostanza, rimane in carica solo Agostino Vallone. Il numero legale dei consiglieri c'è tutto e, di conseguenza, l'amministrazione guidata da Francesco Prestia può continuare a portare avanti il suo programma. Bisognerà solo procedere alla surroga dei dimissionari, ma non è detto che lo scorrimento della lista di minoranza trovi gli aventi diritto disponibili ad entrare in Consiglio.
Per la maggioranza comunque nessun problema. La decisione di Niglia, La Piana, Polistena e Calafati non sorprende più del necessario. Il clima in Municipio era teso da tempo, il confronto tra maggioranza e opposizione inesistente. In pochi probabilmente si aspettavano una scelta così drastica, ma il colpo di scena era nell'aria. E potremmo essere solo all'inizio. «Le motivazioni che ci spingono a tale estrema decisione – si legge nella lettera di dimissioni – sono diverse e sono legate al modo di amministrare scelto da questa amministrazione, che riteniamo molto approssimativo e deludente, e alla mancanza di trasparenza negli atti amministrativi». Un percorso politico-amministrativo «fatto solo di ordinaria amministrazione, confusione, pressappochismo, illegittimità, mancanza di chiarezza».
Parole dure anche per sottolineare che nell'attività amministrativa «c'è assoluta mancanza di progettualità» con la conseguenza che «Briatico non va avanti ma arretra». Niglia e gli altri consiglieri non nascondono la loro delusione per l'esperienza sin qui maturata tra i banchi dell'opposizione. L'elenco degli addebiti è lungo e comprende «la negazione di atti e documenti amministrativi richiesti nell'esercizio delle nostre funzioni» nonché le difficoltà della maggioranza a fornire chiarimenti su ogni atto dubbio». Insomma «un crescendo di scortesie istituzionali – denunciano i quattro dimissionari - fatte di silenzi ed omissioni, ostilità e repulsioni, che pur non piegandoci a livello politico ci demoliscono a livello personale, alimentando il nostro disagio a svolgere le funzioni di consigliere comunale». E le conseguenze sono immaginabili perché «la minoranza consiliare è stata messa all'angolo, costretta a subire una massacrante azione demolitoria fatta di limitazioni, contrasto, impedimenti come dimostrano gli atti, i verbali del consiglio comunale e le note inviate dal gruppo scrivente alle autorità sovracomunali competenti».
Il gruppo dimissionario pensava di arrivare alla fine della legislatura, ha mollato prima ma «la nostra non è una resa – promettono i dimissionari – bensì una decisione responsabile, proiettata alla continuazione del nostro impegno».


17 marzo 2011

Gli alunni della Primaria di Briatico festeggiano l'Unità d'Italia



Una giornata davvero speciale quella vissuta dalla scuola primaria di Briatico con gli alunni e le insegnanti che hanno voluto festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia con alcune semplici ma significative iniziative. Le insegnanti Maria Elisabetta Scordamaglia, Rosaria Boragina, Francesca Meligrana, Concetta Iorgi, Antonia Melluso, Elisabetta Naso, Carmela Rita Romano, Giovanna De Rito, assieme alle insegnanti di lingua inglese e religione, hanno prima preparato, sensibilizzato e stimolato sulle tematiche dell'Unità d'Italia, sul Tricolore e sul concetto di Patria, poi, successivamente, con tutti gli alunni, hanno voluto festeggiare l'evento dell'anno con un lungo corteo che dalla scuola si è mosso in direzione della Casa Comunale dove sono stati accolti dal sindaco di Briatico, Franco Prestia, dal Segretario Comunale, dai componenti dell'Amministrazione Comunale, da rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia Municipale. Qui i giovanissimi allievi, con bandiere, nastrini, coccarde e striscioni rigorosamente tricolore, hanno suonato e cantato l'Inno di Mameli e altri canti patriottici e recitato poesie inerenti al tema. Il sindaco Prestia, nel suo articolato intervento, ha ringraziato le insegnanti e gli alunni per l'impegno e la sensibilità dimostrata in memoria di questa importante storica giornata ed ha voluto donare ufficialmente alla scuola una grande bandiera italiana. Gli alunni hanno quindi consegnato al sindaco un attestato commemorativo in ricordo di questa  giornata. Nel pomeriggio gli alunni hanno messo in scena un'originale drammatizzazione sui diversi punti del percorso storico che ha portato all'Unità d'Italia, alla presenza, questa volta, dei genitori degli allievi in una scuola inedita, addobbata da centinaia di piccole bandiere tricolore, il tutto reso possibile con il fattivo contributo di tutte le insegnanti e delle collaboratrici Maria Concetta Aquilino e Caterina Riga. All'iniziativa ha voluto partecipare fattivamente Rocco Cantafio, presidente delle squadre scolastiche di hockey “Amici del mare e Rocchetta”, e Giovanna Di Giorgio, che ha realizzato un filmato digitale dell'evento, un documento audiovisivo che diventa traccia, memoria non retorica anche per le generazioni future briaticesi.

Franco Vallone

Depurazione e dissesto nemici del turismo

Il presidente De Nisi denuncia: dal tavolo regionale tenuti fuori molti sindaci della Costa degli Dei 
di Nicola Lopreiato

Depurazione e dissesto idrogeologico. Un binomio perfetto, in grado di continuare a produrre danni incalcolabili al turismo e a tutto il litorale. Da Nicotera a Tropea, da Parghelia a Zambrone fino a Briatico sono molti i villaggi devastati dalle recenti alluvioni. Strutture completamente sommerse dal fango e dai detriti con danni incalcolabili. E come se tutto ciò non fosse sufficiente a delineare un quadro piuttosto allarmante ecco i depuratori, inefficienti, insufficienti e, nella maggior parte dei casi, anche questi danneggiati. E in questo contesto assume una posizione piuttosto ferma il presidente della Provincia, Francesco De Nisi che mette a fuoco tutte le disfunzioni dei depuratori: «Il sistema depurativo accusa gravi criticità e, dunque, non può restare fuori dal piano di interventi che sarà finanziato con i fondi Por. La Regione, che in queste settimane sta programmando gli interventi da attuare, deve assolutamente coinvolgere tutti i Comuni costieri per valutare con le amministrazioni locali le priorità da affrontare con le risorse comunitarie».
De Nisi coglie l'occasione per intervenire sulla recente convocazione da parte della Regione di un tavolo di lavoro per l'individuazione degli interventi infrastrutturali relativi alla depurazione, a valere sulle risorse Por Fesr Calabria 2007-2013. E in questo contesto aggiunge: «All'incontro sono stati invitati soltanto gli amministratori di Vibo Valentia e Nicotera, nonostante le criticità e le disfunzioni del sistema depurativo riguardino quasi tutti i Comuni della fascia costiera – afferma De Nisi, ribadendo quanto già scritto all'assessore regionale competente –. In particolare, attualmente l'impianto di Briatico non è funzionante perché sottoposto a provvedimento di sequestro giudiziario; allo stesso modo, non è funzionante l'impianto di Parghelia, mentre quello di Ricadi ha notevoli problemi che ne compromettono l'efficacia soprattutto durante la stagione estiva, con gravi ripercussioni sul settore turistico». Una situazione piuttosto preoccupante, oggetto della relazione sul funzionamento degli impianti redatta dalla Capitaneria di Porto e trasmessa al presidente De Nisi, nella quale si documentano tutte le criticità infrastrutturali e tecniche, impianto per impianto.
Sulla autorevolezza e completezza di questo documento, De Nisi poggia la richiesta di un tavolo tecnico presieduto dal Prefetto per vagliare la situazione e promuovere anche nel Vibonese interventi infrastrutturali con i fondi comunitari a disposizione. «Alla riunione di qualche giorno fa, il Dipartimento regionale per le Politiche dell'ambiente ha invitato soltanto i Comuni di Vibo Valentia e Nicotera – ricorda De Nisi –. Ebbene, c'è da sottolineare che l'impianto che serve il territorio della città capoluogo è uno dei pochi perfettamente funzionante, mentre Nicotera, dove non sono presenti impianti di depurazione, si serve del vicino depuratore di Gioia Tauro. Perché, dunque, tenere fuori dalla programmazione regionale proprio i Comuni dove maggiori sono le criticità? Un paradosso che deve essere superato con l'impegno della Regione a coinvolgere anche le altre Amministrazioni costiere».

15 marzo 2011

Nicotera. Frenata sul porto turistico, non ci sono fondi

Ma il Dipartimento con chiude le porte e rimanda tutto alla riprogrammazione del Por 
di Pino Brosio


La zona dove dovrebbe sorgere il porto
Niente porto nell'immediato (la Regione ha risposto negativamente alla richiesta di finanziamento avanzata dalla commissione straordinaria), niente barche a mare (l'anno scorso sono state sequestrate dalla Capitaneria di porto tutte quelle che si trovavano in un'area di rimessaggio sull'arenile). Ferie inguaiate. Per gli appassionati di mare e pesca in mare si profila, infatti, un'estate in tono minore. Se la stessa Capitaneria di porto non offrirà una qualche soluzione al problema, nessuno sa dove potrà lasciare la barca durante le prossime vacanze. In tanti sono alla ricerca di una soluzione che non è dietro l'angolo, mentre la prospettiva della costruzione del porto si allontana nuovamente.
All'inizio dello scorso febbraio il prefetto Marcello Palmieri, su sollecitazione del comitato "Nicotera viva", inoltrava un'istanza al Dipartimento Turismo della Regione per avere notizie dettagliate sul porto di Nicotera e sapere se era ancora possibile rientrare in qualche finanziamento. La risposta è arrivata. Non chiude definitivamente la porta alla speranza, ma non offre neppure troppo spazio all'illusione. Il responsabile del Dipartimento Turismo, Gianfranco Ielo, offre, peraltro, un quadro degli atti susseguitisi nel 2008 partendo da una riunione tenutasi il 4 febbraio 2008 nei locali dell'assessorato regionale al Turismo e nel corso della quale venivano approfondite le proposte progettuali avanzate dai Comuni e che potevano essere «realizzate e rendicontate nel rispetto dei termini di chiusura del Por 2000-2006 e cioè entro il 31 dicembre 2008».
Successivamente tutti gli enti interessati venivano sollecitati «a trasmettere in via ordinatoria la propria ipotesi progettuale entro il 5 marzo 2008». Ipotesi progettuale che il Comune di Nicotera inoltrava in data 4 marzo 2008. Il 9 aprile 2008 l'assessorato al Turismo inviava ai Comuni nuovo sollecito a trasmettere il progetto esecutivo dell'opera portuale per poter concentrare la ripartizione delle risorse solo sugli elaborati muniti dei requisiti necessari (presenza nell'elenco degli interventi dei Comuni interessati, possesso delle concessioni, compatibilità del programma di realizzazione dell'intervento con le scadenze del Por e cioè entro il 31 dicembre 2008, attuazione da parte dei soggetti pubblici, immediata cantierabilità).
Per accelerare i tempi, l'ufficio regionale inviava agli enti un fax datato 16 aprile 2008 con quale chiedeva di sapere entro il 20 aprile 2008 se il Comune era in possesso dei requisiti richiesti. Dal Comune di Nicotera partiva in data 24 aprile una nota siglata dal neoeletto sindaco Salvatore Reggio nella quale si faceva presente che «questo Ente è dotato di propri studi tecnici per la realizzazione di una struttura portuale per la nautica da diporto, ma non è in grado, all'attualità, di ottemperare a quanto richiesto ai punti 1, 2, 3, 4, 5 della nota in argomento. Si chiede, pertanto, l'inserimento nelle programmazioni 2007-2013». Sfortunatamente nel Por 2007-2013 non veniva inserita alcuna somma per la portualità per cui Nicotera, allo stato, non può accedere ad alcun finanziamento. Tutto perduto? Non è detto. Il Dipartimento Turismo, infatti, non esclude che «a seguito della riprogrammazione del Por 2007-2013 la Regione possa prevedere risorse finanziarie a sostegno della portualità».

13 marzo 2011

Cinema il 20 marzo alla Marina di Pizzo Omaggio a Giuseppe Imineo

Organizzato dal Circolo del Cinema “Lanterna Magica” di Pizzo e da “Le Stanze della Luna” di Briatico

L'invito dell'evento organizzato dal Circolo del Cinema “Lanterna Magica” di Pizzo e da “Le Stanze della Luna” di Briatico questa volta è davvero molto particolare. Contiene, al suo interno, una vera cine-reliquia, un frammento originale del primo schermo da proiezione cinematografica utilizzato da Giuseppe Imineo.   Su questo telo, oggi ingiallito dal tempo, sono stati proiettati migliaia di film di ogni genere, davanti a questo schermo tanta gente ha sorriso, ha riso, ha pianto, ha applaudito e si è commossa, si è innamorata ed emozionata. Ed oggi è bello sapere che intere generazioni, con il loro sguardo e il loro guardare, hanno fissato per ore anche questo piccolo pezzo di schermo bianco. Quanta luce è stata assorbita, quante immagini, quanta vita è passata davanti a questo frammento di telo. Anche questa è la magia del Cinema. La serata, in programma alla marina di Pizzo, è un vero e proprio “Imineo Day” tutto dedicato all'ultimo cinematografaro di Calabria, e prevede tra l'altro la proiezione del video del ricercatore Salvatore Libertino “Intervista a Giuseppe Imineo al porto di Tropea”, una serie di letture e interviste in sala a cura di Vera Bilotta e Antonietta Villella del Circolo del Cinema “Lanterna Magica”, il conferimento della targa “Omaggio a Giuseppe Imineo” e la proiezione del docufilm di Valerio Jalongo “Di me cosa ne sai” lavoro   con la partecipazione di Imineo e proiettato al Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Nato a Filogaso, in provincia di Vibo   Valentia, il 30 agosto del 1933, Imineo è, da sempre, prima di tutto un grande appassionato di Cinema. É il 1946 quando a Pizzo nasce, a cura della famiglia Ruoppolo, il mitico cinema Moderno nelle stalle di un palazzo nobiliare dei marchesi Stillitani. Successivamente sarà proprio Imineo a gestire, per tanti anni, questo magico luogo, una vera avventura per uno dei pionieri di questo tipo di attività nella nostra regione. Il grande locale di Pizzo deve essere trasformato in una sala di proiezione, proprio sulla mangiatoia dell'antica ex stalla viene ricavato e costruito un piccolo palco e su quelle polverose tavole di palcoscenico passeranno poi, negli anni, tanti stili di avanspettacolo, di teatro leggero, tanti personaggi del mondo dello spettacolo, della musica ed anche della politica. Imineo nel suo affascinante viaggio, nel corso della gestione dei cinema Mele e Moderno, incontrerà tanti vip di cinema e teatro, da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia all'inizio della loro carriera artistica, ad attori impegnati di teatro come Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi, da registi come Gianni Amelio, Donatella Baglivo e Lucia Grillo, ad Elena Varzi, Saverio ed Eleonora Vallone e tantissimi altri grandi personaggi del cinema. Sul grande  schermo bianco verranno proiettati migliaia di film di tutti i tipi, documentari, cartoni animati, film muti, in bianco e nero e a colori, cortometraggi, lungometraggi e cinemascope, cinegiornali della Settimana Incom e cinefilmati dell'Istituto Luce, pellicole in 16 e 35 mm. Il tutto proiettato con macchine da proiezione di tutti i tipi, veri marchingegni fumanti e rumorosi, prima a carboni e poi con modernissime e innovative lampade alogene allo xenon. Dal 1957 in poi lo stesso Imineo cura proiezioni presso i cinema mitici di quegli anni in tutta l'allora provincia di Catanzaro, dal Mele e il Moderno di Pizzo al cinema Massara di Briatico, al Miramare di Vibo Marina, dal cineteatro Valentini di Vibo Valentia fino a Curinga e Bagnara, e poi il cinema ambulante nelle piazze di tutta la Calabria che vede un errante Imineo con il suo furgoncino bianco, un mezzo attrezzato di tutto punto, da cui, aperte le porte posteriori, usciva la luce magica del cinema. Oggi Imineo possiede un patrimonio storico culturale e documentale davvero notevole costituito da un archivio con migliaia di affissi, fotobuste, manifesti e locandine, da bobine e pizze di film di tutti i tipi che scrivono e descrivono la storia del cinema dal dopoguerra ad oggi. Imineo nella sua carriera ha raccolto tante considerazioni sul suo lavoro fatto di luce che passa veloce sullo schermo, da quello di Vittorio Sgarbi con le sue forti critiche relative all'ambiente decadente del Moderno, alla regista  italoamericana Lucia Grillo che dichiarò che “il Moderno di Pizzo è il cinema più bello mai visto in assoluto, altro che le fredde e lucide multisale di New York e Los Angeles... è questo il vero cinema con l'odore di cinema”. Questione di sguardi, di sensibilità e di gusto, aggiungiamo noi, di concezione romantica del cinema e del suo mondo ancora fatto di polverosi tendoni rosso porpora, seggiole di legno ripiegabili, poltroncine vellutate e teli bianchi che assorbono luci e suoni. Imineo, dicevamo, è oggi un vero appassionato del cinema e la sua fama di cinematografaro ha oltrepassato i confini calabresi. In questi anni è diventato un vero personaggio stimato da attori, registi ed esperti di cinema. Adesso, dopo sessant'anni, il cinema Moderno ha chiuso i battenti, come tutte le belle cose, come nelle belle avventure, c'è una fine a tutto e come nei film arriva alla fine il The End. “Ho visto chiudere il Mele di Pizzo, ci racconta Imineo, il Massara di Briatico, il Valentini di Vibo Valentia... io vado avanti, intendo continuare ancora con il cinema in piazza, programmare e con il mio gusto estetico fare delle scelte, con la mia memoria, con la mia lunga esperienza, ho in progetto una rassegna cinematografica tutta mia, è  una cosa inedita e davvero tutta particolare: i sessant'anni di cinema raccontati attraverso una selezione di film del mio archivio-museo, dal lontano 1946 ad oggi, un sogno che intendo realizzare per tutti gli appassionati estimatori di cinema della Calabria”. Ma la storia di Giuseppe Imineo non finisce con la chiusura dei tanti cinema della provincia di Vibo Valentia. La sua avventura continua oggi, come diceva lo stesso Imineo, con la luce, quella magica luce del cinema all'aperto, quella magica luce che tutto colora, che continua ad illuminare i grandi teloni bianchi stesi al vento, a creare immagini mosse dalla brezza marina su questi bianchi schermi che molte volte non riescono nemmeno a contenere l'intera immagine proiettata. Grazie all'opera di Imineo si vedono ancora   improvvisi fuori quadro, fotogrammi in movimento, sfocature e immagini deformate anche su facciate di chiese e campanili, case e cose che circondano le piazze dei nostri paesi. Ancora oggi tante sedie in fila, il vecchio sgangherato furgoncino bianco allestito di tutto punto come una vera sala di proiezione, e la voce del cinematografaro di Filogaso:"abbassatevi così vedono tutti”, prima di passare davanti allo schermo ancora illuminato di sola luce bianca, e poi le ombre allungate che sfilano come giganti neri nella luce. Il cinema all'aperto è una vera e propria tradizione, purtroppo in fase d'estinzione, dei nostri paesi calabresi. “Dagli anni trenta fino agli anni sessanta – ricorda Giuseppe Imineo -  molti proiezionisti giravano la nostra regione con furgoni e camioncini carichi di teli arrotolati, arcaiche macchine da proiezione a carboni, pizze di latta arrugginita e pellicole di celluloide che spesso prendevano fuoco all'improvviso”. Il furgoncino bianco di Imineo, prima della proiezione e per tutto il pomeriggio, girava per le strade del paese pubblicizzando l'evento previsto per la serata. La tromba amplificata fissata sopra il tettuccio del mezzo chiamava a raccolta, come un banditore, tutta la cittadinanza: "Donne, uomini e bambini, questa sera alle ore ventuno, tutti in piazza per un magnifico film, prima sarà effettuata la proiezione del "firmi luci" (di solito un breve documentario dell'Istituto Luce o un cinegiornale che precedeva la proiezione del vero e proprio film) ". Poi alle 21.00 sceso il buio, nella piazza la gente iniziava ad affluire per vedere il nuovo film. Molti entravano nella vicina chiesa per affittare le sedie numerate sullo schienale dipinto di rosso: una sedia dieci lire, due sedie venti lire. 10 lire di allora, quanto costava un cono gelato a due gusti o l'equivalente di dieci caramelle di zucchero alla menta, un solo obbligo: riportare le sedie dentro la chiesa alla fine dello spettacolo. Molta gente preferiva portarsi la sedia da casa, sottobraccio, per risparmiare le dieci lire, poi, dopo la caotica installazione della platea, finalmente si spegnevano le luci dei lampioni ed iniziava la proiezione con la macchina magica. Dal rumoroso proiettore usciva fumo, molte volte la pellicola scarrellava dalla bobina, altre volte la stessa pellicola di celluloide esplodeva e prendeva fuoco. L'audio della proiezione era un mix di colonna sonora originale, rumori di fondo, fruscii, urla e schiamazzi, risate e rumori di sedie spostate. Qualcuno, in prima fila, riusciva a sentire qualcosa, altri anziani, dietro, dormivano sulla sedia. Quando il film era in cinemascope bisognava allungare il telone con dei prolungamenti improvvisati ai lati, quando invece la pellicola si spezzava improvvisamente e il telone s'illuminava di bianco, era il momento per fare ombre cinesi, per urlare e fischiare fino a quando, riparato lo spezzone, non si riprendeva con la proiezione. Nella sola zona di Vibo Valentia in quel tempo vi erano numerosi "cinematografari di piazza", oltre a Imineo di Filogaso, c'erano i Rascaglia di Nicotera, i Grillo di Vibo Valentia, i Massara di San Costantino di Briatico, i Servello di Maierato, i Bonelli di Mileto, mastro Bruno Schiavello di San Costantino Calabro, altri proiezionisti anche a Curinga e Vibo Marina… Nei giorni di festa questi personaggi giravano le piazze di tutta la Calabria, paesi e paesini, contrade piccolissime, per proiettare film comici, storici e western, qualcuno si ricorda di aver visto "Tormento, Blek il macigno, I figli di Nessuno, Banditi a Milano, Catene con Amedeo Nazzari, o Non c'è pace tra gli ulivi con Raf Vallone. Le varie procure dei comitati feste, nell'organizzare le manifestazioni in onore ai santi patroni erano intenti a scegliere il film più richiesto con gli attori più graditi. A Rombiolo ci raccontano di quando nelle frazioni Moladi e Garavadi, rispettivamente il 6 e 8 dicembre di ogni anno, in occasione delle feste dell'Immacolata e di San Nicola, si svolgeva il film all'aperto proiettato da Giuseppe Imineo. In pieno inverno era una vera avventura, la gente oltre alla sedia si portava appresso anche il braciere acceso. Doveva essere davvero emozionante assistere ad una proiezione in quest'ambiente tra decine e decine di fuochi accesi e i fumi che si coloravano delle immagini proiettate. Il cinema era magia e continua, ancora oggi e a distanza di tanti anni, ad esserlo. Ma non finisce qui l'avventura di Giuseppe Imineo... Nel 2009 il regista romano Valerio Jalongo arriva in Calabria per girare alcune scene del suo Film Bianco, e proprio grazie al Circolo del Cinema Lanterna Magica di Pizzo avviene l'incontro del regista con Giuseppe Imineo. Un incontro che diverrà determinante per i contenuti culturali del film, per il titolo stesso (la scelta cadrà su “Di me cosa ne sai”, una spontanea frase di Imineo). Dopo il montaggio e l'uscita del film la pellicola viene presentata al Festival Internazionale del Cinema di Venezia. In quell'occasione Giuseppe Imineo, invitato ufficialmente, è presente in sala, mentre scorrono i titoli di coda del film viene invitato ad alzarsi in piedi in quella magica platea di registi, attori, giornalisti, addetti ai lavori e un pubblico di quelli importanti. Poi arriva  la grande emozione, l'applauso della capitale italiana del cinema all'ultimo cinematografaro di Calabria.

 Franco Vallone 

10 marzo 2011

Il territorio cede ancora e si teme l'effetto diga

Il geologo Enzo Morelli: «Da Nicotera a Briatico la situazione resta preoccupante» 
di Viviana Mazzocca


Il territorio continua a franare e l'emergenza è destinata a durare ancora a lungo. Ora c'è il timore che fango e detriti possano riversarsi sui torrenti sbarrandone il corso e creando quell'effetto diga dalle conseguenze difficilmente ipotizzabili.
È il caso della frana che si è verificata nel pomeriggio del 6 marzo tra le frazioni di Zambrone, Daffinà e Daffinacello, che è andata a ostacolare, intasandone quasi completamente il percorso, il corso del torrente Fiume che sfocia nei pressi del comune di Parghelia. Gravi problemi anche a Drapia: nella notte tra il 6 e il 7 marzo una nuova frana ha colpito la provinciale 18 nei pressi del ponte di Drapia, con caduta di massi di cospicue dimensioni, obbligando l'amministrazione comunale a una nuova ordinanza di limitazione della percorribilità della struttura viaria (lungo tale strada transita anche lo scuolabus); sono inoltre peggiorate le condizioni del territorio interno del comune, colpito negli ultimi due mesi da decine di eventi franosi: dal crollo della fontana vecchia a Brattirò, alla situazione di deterioramento di Sant'Isidoro, a Sant'Agata, a Santa Lucia.
Negli ultimi giorni si è inoltre registrato un ulteriore aggravio del castello Galluppi a Caria a causa dell'imbibizione delle murature che hanno generato un decadimento generale delle strutture.
Lungo tutta la costa e nei comuni interni del Vibonese non ha proprio fine il conteggio dei danni provocati dalle frane, dalle alluvioni e dalle esondazioni dei torrenti e dei fiumi che solcano l'intero territorio. Sono terminati nei giorni scorsi i sopralluoghi effettuati dal geologo Enzo Morelli, incaricato più volte dalle diverse amministrazioni della zona per effettuare sopralluoghi e interventi a seguito dei molteplici dissesti, crolli e cedimenti che hanno interessato l'intero territorio costiero e l'hinterland della provincia di Vibo Valentia.
«Permane l'allarme per tutto il territorio – afferma Morelli – e la situazione continua a essere preoccupante: da Nicotera a Briatico, escludendo alcune ristrettissime aree che hanno meglio sostenuto le condizioni climatiche degli ultimi mesi, è tutto in un equilibrio precario e in movimento incipiente».
Le ispezioni e i controlli hanno riguardato le zone maggiormente colpite dalle avversità del clima, in particolar modo quelle in cui le piogge sono state più abbondanti durante questa stagione e hanno sortito maggiori effetti negativi anche a causa dell'orografia particolarmente accidentata, andando così ad acuire le già precarie condizioni di stabilità ed equilibrio globali ivi esistenti.
Sopralluoghi dunque lungo la statale 522, che continua a essere in una situazione di criticità dopo le piogge dei giorni scorsi; nel comune di Drapia, anche questo flagellato da frane e smottamenti soprattutto lungo la provinciale 18 che porta al centro di Drapia, con l'aggravante che questa risulta essere l'unica via d'accesso al comprensorio capoluogo e alla sede municipale; nel comune di Tropea, colpito anch'esso da cedimenti in diversi punti della cittadina (dal crollo di parte della rupe in zona marina di Rocca Nettuno ai dissesti nelle zone adiacenti alle scuole dell'Annunziata e del Carmine) e dagli allagamenti provocati dagli straripamenti dei torrenti la Grazia e Burmaria, che hanno investito tutta la zona del porto e del locale impianto di depurazione; in tutti gli altri territori, costieri e interni, feriti e ormai in ginocchio a causa del maltempo e di una cattiva gestione di un territorio oramai compromesso.
«La statale 522, ad esempio, – spiega il geologo Morelli – si trova in una condizione di seria difficoltà: le frane che si stanno lentamente riversando sui corsi d'acqua potrebbero creare un effetto diga che andrebbe ad aumentare di gran lunga i danni e i disagi attualmente esistenti. Le falde, alcune anche di notevoli dimensioni, ormai imbibite e allentate, continuano a muoversi a causa delle piogge incessanti e provocano frane, di diverse entità, che, staccandosi dalle loro sedi, affluiscono nei torrenti ostruendo il normale flusso delle acque e provocando danni ben maggiori di quelli che si sono verificati fino a oggi. A Parghelia inoltre – prosegue Morelli – sono a rischio anche alcuni complessi turistici e abitativi privati: in questo lembo di territorio, che non è certo l'unico a soffrire di questo scempio, è venuta meno l'officiosità idraulica di fossi e torrenti in quanto quelle che erano un tempo vie d'acqua adesso sono quasi completamente invase dall'asfalto o utilizzate quali discariche abusive di qualsiasi materiale. Allo stato attuale la gran parte dei vecchi corsi d'acqua, specie nei tratti urbanizzati, è ricoperto da strade e cemento. Essendo pertanto drasticamente ridotte le sedi degli alvei dei canali – spiega Morelli – questi non trovano modo e spazio in cui poter defluire con i risultati che stiamo vedendo negli ultimi mesi, anche in occasione di piogge abbondanti, pur in assenza di eventi pluviometrici eccezionali».
È evidente come siano mancati precedentemente studi rivolti ad esaminare i corsi d'acqua e ad analizzare gli eventuali danni che la corsa al cemento poteva provocare. Continua a rendersi urgente e fortemente necessario tentare di sensibilizzare gli enti locali, la provincia e la regione, ma anche i privati. «Le soluzioni e le professionalità cui attingere ci sono – conclude l'esperto – ma i finanziamenti a disposizione sono pochi e non possono bastare per risolvere il problema».

09 marzo 2011

Il 13 marzo il Primo Raduno dei Giganti a San Gregorio d'Ippona

Giorno 11 marzo previsto un convegno sui mitici fantocci processionali 




É, in assoluto, il primo appuntamento invernale con i raduni dei giganti nella provincia di Vibo Valentia. La Pro Loco San Gregorio, nell’ambito delle manifestazioni previste per il 2011,  ha programmato per il prossimo 13 marzo l'iniziativa denominata “Gigantando – Primo Raduno dei Giganti”. Nelle intenzioni dell'associazione turistica quelle di voler rivalutare le antiche radici della nostra provincia ponendo attenzione ai mitici fantocci di cartapesta utilizzati nei rituali durante le feste di paese, presenti numerosi nella nostra regione e, soprattutto,  in provincia di Vibo Valentia. I giganti da corteo, come si ricorderà, sono elementi  rituali molto popolari che si possono ritrovare nelle feste e nelle celebrazioni comunitarie di molti paesi d’Europa. I primi giganti sono citati in alcuni documenti del 1621,  oggi i giganti sono fantocci con la struttura portante in legno, alti anche oltre tre metri con le teste in cartapesta o in resina sintetica, che vengono fatti ballare al ritmo di tamburi, rullanti e grancassa. I giganti sono oggi molto radicati inigorendola in questi anni. Al grande raduno di San Gregorio d'Ippona  hanno aderito numerosi gigantari, tra gli altri si potranni Giganti dei Lo Preiato di Vena; i Giganti di Pannaconi; i Giganti e i tamburi di Coccorino; i Giganti di Francesco Maesano di re 14.30 con partenza dalla centralissima piazza Duomo. San Gregorio e le sue strade accoglieranno trenta giganti e circa centoventi tamburinari che partiranno dalla piazza e sfileranno per le vie del centro storico, per fare successivamente rientro in pia ha voluto organizzare, a margine dell'evento, anche un convegno, previsto per l'11 marzo alle ore 11.00, per discutere sugli ario Carnovale, interverranno per i saluti il sindaco di San Gregorio, Michele Pannia, e l'assessore provinciale al Turismo, Gianluca Callipo. Relazioneranno sul tema il consigliere Nazionale UNPLI, Francesco Todaro; Don Vincenzo Varone, Vicario episcopale per le attivitnte scolastico del Liceo Artistico di Vibo Valentia, Pietro Gentile. A moderare i lavori il dirigente scolastico Alberto Capria.

Franco Vallone

08 marzo 2011

Briatico Moda. La sposa di Francesca Prostamo


Abito da sposa monospalla in mikado di seta bianco e crepes argento morbidamente drappeggiato, applicazioni in cristalli swarovski sulla parte sinistra del corpetto e sul velo.

Per contattare l'autrice, Francesca Prostamo: shadowofbutterfly@hotmail.it

8 Marzo: il lungo cammino delle donne

La proposta: necessario creare una nuova coscienza civica per l'effettiva parità tra i generi
di Vittoria Sicari


Oggi otto marzo: festa della donna. Saranno in molte ad approfittarne per trascorrere una serata con le amiche, non altrettante saranno invece le donne del Vibonese che in occasione dell'otto marzo si fermeranno a riflettere sul ruolo della donna nella società odierna.
Ma l'otto marzo sarà anche il giorno della memoria, per non dimenticare le lotte di tante donne che come le 129 operaie dell'industria tessile "Cotton" di New York persero la vita a causa di un incendio appiccato nello stabilimento dove cucivano camicie, mentre protestavano contro le condizioni alienanti in cui erano costrette a lavorare. Fu proprio a partire da quella tragedia che l'otto marzo venne scelto come giornata simbolo della lotta per l'affermazione dei diritti delle donne. Diritti spesso negati, calpestati, vilipesi o addirittura ignorati.
Un lungo cammino, dunque, durato più di un secolo, fatto di ostacoli, sacrifici, rinunce con cui ancora oggi le donne devono fare i conti districandosi tra lavoro, famiglia, interessi.
«Io non ho avuto difficoltà, forse perchè senza lamentarmi, ho cercato di coniugare famiglia, lavoro e impegno politico – ha osservato Nadia Bax, donna-medico e consigliera comunale. – Penso che stia ad ogni donna attraverso capacità e concretezza farsi strada nella società». Per Teresa Esposito, coordinatrice provinciale delle donne Pd, l'8 marzo deve essere un giorno per costruire soluzioni e proposte promuovendo una nuova coscienza civica, soprattutto nel Mezzogiorno, che affidi alle donne maggiori responsabilità nelle istituzioni e nel lavoro, per il raggiungimento dell'effettiva parità di diritti tra i generi. Dello stesso avviso la giovane studentessa Greta Pontoriero, secondo la quale è giusto fare una riflessione sul percorso compiuto dalle donne in un secolo di battaglie messe in atto per il riconoscimento dei propri diritti. «Ecco perchè – ha osservato Greta – non bisogna svilire la festa della donna con il divertimento "trasgressivo" in giro per i locali o in discoteca». C'è chi, invece, come Mara Cuccione casalinga e madre, pensa che l'otto marzo debba essere tutti i giorni per dare un senso alla propria vita e per caratterizzare il proprio essere donna-individuo.
«Le donne hanno fatto tanta strada ed è giusto ricordare il loro impegno – ha affermato l'avv. Sabrina Caglioti, presidente dell'associazione "Da donna a donna" – credo, però, che ormai non si tratti più di raggiungere determinati livelli, quanto piuttosto di ottenere pari opportunità».
Un otto marzo all'insegna dell'impegno quotidiano e sociale quello di Giovanna Fronte, dell'associazione "Libera", che va ricordato proprio per dare un senso alle tante donne che si battono in prima linea per il cambiamento e che aldilà delle quote rosa sono riuscite a ritagliarsi un proprio spazio e un proprio ruolo nella società. E come custodi della memoria le donne di "Libera" non potevano non festeggiare una ricorrenza come quella della festa della donna, però, caratterizzandola e arricchendola di significato, per non dimenticare le madri che hanno perso i propri figli nelle stragi di mafia e le figlie, che come Rosanna Scopelliti, ospite oggi di "Libera" al Sistema bibliotecario, hanno perso i propri padri, magistrati, membri delle Forze dell'ordine, uomini, nel sacrificio della lotta per la legalità.

07 marzo 2011

Intervista a Salvatore Parisi Ispettore dei Beni Culturali ed Artistici di Briatico


Dott.Salvatore Parisi Ispettore Onorario per i Beni Artistici Culturali e 
Paesaggistici di Briatico

Non tutti i cittadini conoscono questa figura, ma senza dubbio la sua presenza è fondamentale per il miglioramento e la tutela dei beni artistici e storici di tutti quei paesi che hanno la fortuna di possederne alcuni. A Briatico poi, cittadina che può vantare diversi siti archeologici di una certa rilevanza, la presenza di un ispettore di questo tipo può essere di vitale importanza. Infatti, nel novembre del 2010, il Ministero dei beni culturali, ha provveduto a nominare ispettore il dottore Salvatore Parisi. Parisi, uomo di esperienza e professionalità, campano di nascita e calabrese di adozione, ha iniziato già a lavorare intensamente per Briatico, rilevando criticità e adottando misure volte alla tutela dei beni paesaggistici e culturali. “Il mio impegno – dice convinto Parisi – è quello di mettermi a disposizione della comunità di Briatico, ascoltando eventuali problemi e concertando di fatto eventuali situazioni”. A tal proposito, l’ispettore ha già mosso le prime segnalazioni, al fine di tutelare la storia del paese. La famosa torre Saracena, simbolo di Briatico, è al centro delle attenzioni del Ministero e, da qualche settimana, anche dall’amministrazione comunale. Parisi infatti sostiene che “la torretta va tutelata al meglio, perché bene storico-artistico di inestimabile valore. La mia idea – continua Parisi – è quella di richiamare l’attenzione dei Beni culturali, per cercare di preservarla, non tanto dalle intemperie, quanto dall’impronta dell’umana inciviltà”. Non a torto qualcuno, durante la passata propaganda per le amministrative, chiamò sarcasticamente la torretta “il più nobile cacatoio d’Italia”, riferendosi di fatti a tutte quelle persone che non hanno rispetto di un bene così prezioso per i briaticesi e per la storia nel suo complesso. Un’altra iniziativa che sta balenando nell’immaginario dell’ispettore Parisi, è quella di riportare alla luce il sito storico di Briatico vecchio, perché “una delle rarissime opere rimaste meglio conservate in Calabria”. Per chi non conoscesse Briatico vecchio, si tratta di un paese oramai fantasma, perché disabitato dopo il terremoto del 1793. L’antica Euriatikon rappresentava un centro di notevole importanza ai tempi, essendo la stessa uno snodo cruciali per gli scambi commerciali. Oggi, di quel famoso paese dell’entroterra, rimangono diversi ruderi che si stringono attorno al castello medievale dell’antica famiglia spagnola dei Bisbal. “Un progetto che ho in mente –dice Parisi – è quello di creare degli accessi ai ruderi, rispettandone la storia e il contesto naturale nel quale si immerge. Mi piacerebbe creare dei percorsi a tema, con aree sosta in diversi punti prima di arrivare a bordo di asini e cavalli al sito in questione. Un modo che permetterebbe di creare anche alcuni posti di lavoro. Il Comune comunque mi assicurato che ha anch’esso un progetto simile e quindi collaborando assieme sarà senza dubbio più facile ridare alla gente di Briatico un pezzo della sua storia”.

Angelo De Luca

05 marzo 2011

L'arcaico Carnevale di San Costantino di Briatico

Un momento della scorsa edizione


8 Marzo - San Costantino di Briatico celebra il Carnevale tradizionale tra i fumi piccanti di peperoncino
È la tradizionale festa del re Carnevale che si svolge annualmente a San Costantino di Briatico, una festa “grassa” che anticamente veniva intensamente vissuta come momento di aggregazione e rappresentava la vera festa popolare. Era la festa senza alcun limite di espressione, era libertà assoluta, il luogo e il tempo del ridere, della follia e dello scherzo, ma anche del capovolgimento delle cose, dell’esternazione della materialità e dell’abbondanza alimentare. A Carnevale ogni gerarchia viene sovvertita, tutto diviene lecito, cadono i tabù ed i rapporti divengono disinibiti, superando i freni inibitori imposti dalle convenzioni sociali e le barriere culturali create da differenze di classe e di sesso. Il singolo diventa comunità, si spoglia della sua individualità per fondersi e confondersi nel vortice della festa che attraverso il mascheramento, la grassa carne di maiale, il vino rosso, la danza, la musica, il lamento rituale e i fumi piccanti del peperoncino, permettono di liberarsi, di annullarsi per ritrovarsi tutti assieme a condividere una emozione comune che esula dalla sfera del quotidiano. Anche a San Costantino di Briatico, a Carnevale, tutto il popolo era in piazza per costituire un allegro corteo funebre che accompagnava le spoglie di Re Vincenzo, rappresentato da un pupazzo di stoffa, cenci  e paglia. Oggi, ancora una volta, si rivive l’atmosfera dell'antico Carnevale per come è stato tramandato e recuperato. Come spiega il presidente dell'Associazione Culturale Eleutherìa, Stefania Aprile, “si risvegliano dopo un lungo letargo durato più di sessanta anni i vari personaggi della storia di Carnevale. Riprendono vita i becchini che trasportano "'u catalettu" su cui è adagiato Carnevale seguito da tutta la folla che simula pianti grotteschi (cuvali); il prete che recita in latino maccheronico e incensa con fumo di polvere di peperoncino ed incenso; la moglie di Carnevale, Corajisima, vedova inconsolabile e la figlia rientrata per l'occasione dal convento. Circondano la bara i membri della confraternita vestiti di bianco. Personaggio non di secondo piano è il medico”. Il rito quest'anno si arricchisce della messa in scena della farsa "U processu a Carnalavari", liberamente tratta dal poemetto in vernacolo del 1930 dal titolo "Discurzu a carnalavari". Con il recupero della tradizione del Carnevale si vuole anche rendere omaggio alla memoria di Grazioso Garrì, autore del poemetto curato dal figlio Giuseppe Garrì. "Oggi - scrive il Garrì - a distanza di poco più di mezzo secolo, poco o nulla rimane di quel mondo arcaico che improntò la vita quotidiana delle generazioni passate. Non senza rimpianto dobbiamo prendere atto che è definitivamente tramontata un'epoca. Un'epoca fatta per molti versi di privazioni e di stenti, ma anche di appartenenza e di aggregazione che aveva lo straordinario potere di animare la vita di un villaggio e di dare un senso alla grama quotidianità. L'evoluzione dei tempi ci ha fatto conoscere un relativo benessere materiale, ma nello stesso tempo ha cancellato tradizioni e costumi che avevano un'intrinseca valenza umana e culturale di cui tutti avvertiamo oggi la mancanza, ma che forse non riusciremo più a far rivivere”.  Il programma 2011 della manifestazione, organizzata dall'Associazione Culturale Eleutherìa e  dalla Comunità di San Costantino, con il patrocinio del Comune di Briatico, prevede per martedì 8 marzo, alle ore 19.00 il “Processu a Carnalavari”, alle 20.00 il corteo funebre goliardico, alle ore 21.00 l'incendio del fantoccio carnascialesco e successivamente, a chiusura del rituale,  il cosiddetto “ricunzulo”, con salsicce, vino e tarantelle per tutti.

Franco Vallone

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