di Nicola Lopreiato
Locali senza corrente elettrica da sette giorni; attività di volontariato ridotte se non addirittura sospese; disagi per la consegna viveri e per tutte quelle attività legate a qualsiasi tipo di emergenza. E come se tutto ciò non fosse sufficiente a delineare un quadro piuttosto precario, ecco i mezzi di soccorso, vecchi, obsoleti, tutti fuori da qualsiasi standard di sicurezza, in particolare per quanto concerne interventi di primo soccorso. Eppoi tutti allineati su via Dante Alighieri in un parcheggio a strisce blu, sottratto all'utenza con immaginabili disagi per i commercianti.
Sono solo alcuni dei problemi che i volontari della Croce Rossa Italiana sollevano con forza «perché – dicono – se dovesse permanere questa situazione l'attività di volontariato è destinata a morire». Una denuncia forte che chiama in causa i vertici della Cri a cui spesso gli stessi volontari in passato si sono rivolti per rappresentare le condizioni in cui, purtroppo, si trovano ad operare.
A fare da cornice a queste problematiche anche aspetti di altra natura come le convenzioni e il tentativo di perseguire la politica delle assunzioni e non quella del volontariato.
«Ogni qualvolta ci siamo trovati ad esporre questi problemi – confessano – qualcuno di noi è stato minacciato di radiazione». Questa volta, però, l'attaccamento al servizio, alla divisa, al volontariato, è stato più forte delle regole scritte e delle minacce ed i volontari hanno deciso di vuotare il sacco, di mettere fine ai messaggi sinistri. Le cose che non vanno sono tante, eccole capitolo per capitolo.
La sede I locali si trovano al primo piano di un immobile di via Dante Alighieri. Sulla stessa linea, ad un livello superiore c'è la sede del comitato provinciale della Croce Rossa, in questo momento retto dal commissario Maria Silvestro. La sede dei volontari da 7 giorni è senza corrente elettrica. Mentre in precedenza veniva alimentata da un filo volante che partiva dal piano superiore, ovvero dagli uffici del Comitato provinciale della Cri. La sede dei volontari non ha, quindi, mai avuto un contratto Enel autonomo. Il filo volante comporta una serie di rischi (almeno sul piano della sicurezza).
Le attività Senza corrente elettrica il gruppo di volontari (91) – mentre 40 sono i pionieri e 30 gli infermieri volontari – è stato costretto a stoppare qualsiasi tipo di attività, a cominciare dai corsi che necessariamente debbono essere svolti nelle ore serali; così come disagi si manifestano per quanto concerne i servizi di convenzione; i viveri non possono essere distribuiti, e tantomeno si possono ricevere delle persone. I mezzi La Croce Rossa è dotata di 6 ambulanze, di cui solo una è adatta per fare primo soccorso, tutte le altre, invece al massimo possono essere utilizzate per trasferimenti in condizioni di normalità. I mezzi sono obsoleti, insicuri. La Cri, inoltre, dispone di cinque macchine, un pulmino con 9 posti (1982) e un'ambulanza trasformata in furgone. Le convenzioni La Cri ha sottoscritto una convenzione con l'Asp per supportare il servizio di emergenza e per il trasporto di prodotti ematici. Ma i volontari sostengono di non conoscerla. «Siccome oltre ad essere volontari siamo anche soci – spiegano – abbiamo presentato una richiesta di accesso agli atti per poterla conoscere, ma abbiamo ricevuto una risposta negativa. In qualche occasione ci è stato chiesto di dichiarare che non abbiamo volontari per interventi di primo soccorso, questo, per favorire, ovviamente, le assunzioni interinali. In questo modo la Croce Rossa ha cominciato a fare sempre meno volontariato e più assunzioni. Forse un modo come un altro per fare politica, nella speranza che quando si uscirà dalla gestione commissariale e si andrà ad elezioni ognuno possa giocare le proprie carte in termini di consenso». Le direttive Stando così le cose, secondo quanto affermano i volontari «vengono meno le direttive del commissario nazionale che sostengono il volontariato perché senza costi e perchè favorisce una politica aziendalista». A testimonianza della scarsa attenzione verso i volontari anche il mancato acquisto di divise. Ognuno di loro, infatti, è costretto a pagare di tasca propria la divisa, e nella maggior parte dei casi non c'è distinzione tra dipendenti della Cri e volontari». Primo soccorso «Noi siamo la squadra che ha rappresentato la Calabria ai campionati nazionali di primo soccorso a Como – dicono i volontari. Ci siamo piazzati al sesto posto. Ma vi possiamo assicurare che siamo andati a nostre spese e non abbiamo ricevuto neanche un grazie». Amareggiati e delusi, però, i volontari vanno avanti. «A noi non importa dei commissari e di quello che fanno, vogliamo solo essere messi nelle condizioni di poter fare i volontari in sicurezza. Purtroppo qui i commissari di Croce Rossa sono stati messi dalla politica, non hanno mai fatto i volontari, e per loro è solo una poltrona da occupare».













