29 giugno 2010

Il dramma delle Autonomie locali


La nuova legge sul federalismo spazzerà via Comuni, Provincia, assessori, consiglieri. Il tutto per amore del risparmio. I comuni sotto i 5 mila abitanti in pericolo accorpamento.
di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org

I dirigenti regionali e nazionali di “LegAutonomie” non potevano trovare città più adatta per esporre a Sindaci e amministratori locali le problematiche relative alla “carta delle autonomie”. In un periodo contrassegnato dalla forte e crescente incertezza in merito ai poteri delle amministrazioni locali, che, come previsto dalla “manovra Tremonti”, verranno dimezzati, se non addirittura eliminati, unanime è stato il coro di sfiducia di tutti i partecipanti nei confronti del Governo Berlusconi, vero bersaglio del convegno svoltosi ieri nelle sale dell’hotel “Cala del porto” a Vibo Marina. Da più parti, esponenti del centro-destra esclusi per assenza giustificata dai soliti impegni istituzionali, sono arrivate dure parole di profondo dissenso nei confronti della rigida politica adottata in sede parlamentare dai vari fautori del federalismo, con la Lega Nord in testa, e dai vari ossessionati dell’ordine e della disciplina, come ad esempio il ministro Brunetta. E c’è chi parla addirittura di “neo fascismo”. E di ragioni per temere l’avvento del regime ce ne sono a iosa. Francesco De Nisi, Presidente della Provincia di Vibo Valentia, fa il punto della situazione: “ C’è grande incertezza per quanto riguarda il futuro delle amministrazioni locali, dove, in realtà non si capisce molto bene quale sia la posizione reale del Governo, il quale pensa bene di andare avanti nella proposta, attuando l’anti-politica per eccellenza, quella fatta di slogan e spot”. In effetti chi meglio del Presidente della Provincia, coinvolto direttamente nel giochetto del “taglia-Province”, può capire quale sia lo stato attuale del disegno di legge, che, tra le altre cose, settimana prossima approderà alla Camera per essere votato, cambiando per sempre il volto di tutte le autonomie locali. “Lo Stato – continua De Nisi – non riesce a capire che le Province e i Comuni sono il cuore della democrazia, perché hanno uomini e mezzi radicati nel territorio di competenza. Siamo al servizio dei cittadini, siamo i referenti dei cittadini e dettiamo i tempi della vita locale”. Parole estremamente forti, che ribadiscono un concetto molto ben inquadrato, che fa capo senza dubbio ad uno dei principi fondamentali della Costituzione del nostro paese, quell’articolo 5 che “riconosce e promuove le autonomie locali”. Ma del resto, l’obiettivo primario di questo Governo, così come dice sarcasticamente il senatore Murmura “è quello di stuprare la carta Costituzionale”. Di “ritorno al passato” parla il professore dell’università di Napoli Ferdinando Pinto, il quale rivendica l’autenticità della 267 del 2000, sostenendo come “ non si può di certo ritornare ad irrigidire il testo, adottando la formula del “e/o”, come ad esempio si sta facendo con le “competenze” in seno alle autonomie locali, dove verranno divise in obbligatorie e facoltative”. Dunque, le nuove riforme federaliste che presto vedranno la luce grazie alla corposa maggioranza che il centro-destra può vantare in Parlamento, saranno una spiacevole mazzata che colpiranno tutte le autonomie locali, specie in una Provincia come quella di Vibo Valentia, la quale ha nel suo territorio moltissimi Comuni al di sotto dei 5 mila abitanti. Il rischio maggiore è quello di veder accorpate tante piccole realtà che operano nei territori, accentuando di fatto una “guerra” tra poveri, dove per non rimanere isolate dal resto del Paese, che magari, come i molti ben pensanti dicono, farà pur capire agli amministratori l’importanza di lavorare duro per il bene della cittadinanza, ma che di fatto renderà monocratica la realtà politica della Regione Calabria ad esempio, dove per effetto del federalismo, verranno meno organismi come gli assessori e i consiglieri, per lasciare spazio a più organismi di controllo, che si paventa arrivino a quattro, oltre ai già esistenti responsabili dei servizi finanziari e collegio dei revisori. Si profila quindi un vero ritorno al passato, con un Sindaco che cambierà il suo status e diventerà Podestà, accompagnato di seguito dal Prefetto, che sarà a sua volta il “vigilantes” del territorio di competenza.

Diminuiscono i redditi e aumenta la crisi I dati della statistica fotografano il territorio

Alcuni artigiani per superare il momento difficile puntano sull'equazione qualità-servizio
di Vittoria Sicari

La crisi economica continua a mietere vittime e mentre le liste dei disoccupati iscritti ai centri per l'impiego aumentano a dismisura, soprattutto nel Mezzogiorno, calano i redditi da lavoro autonomo. I più poveri, secondo una recente statistica sono orafi e parrucchieri. E se dal punto di vista geografico, i più ricchi, o meglio quelli che dichiarano di più al fisco, vivono a Milano, dove il reddito medio degli autonomi corrisponde a circa 38mila euro annui, i più poveri sono gli artigiani vibonesi (15mila euro) che compilano dichiarazioni molto più "leggere". Anche se, va sottolineato, che per gli autonomi vibonesi non è tanto una questione di reddito, per cui alcune categorie sono più produttive di altre, quanto di economia che in città ormai non gira proprio più. Tempi duri per tutti, a maggior ragione per chi ha un reddito annuale che si avvicina alla soglia di povertà. Non va dimenticato, però, che le statistiche non tengono conto di chi evade il fisco. I sostenitori della linea dura sono, infatti, convinti che alla base dello scarso guadagno dichiarato dagli artigiani ci sia dietro lavoro sommerso ed evasione fiscale. «La mia attività è in crescita – ha dichiarato il parrucchiere Michele D'Angelo – perchè ho deciso di puntare sulla qualità del servizio. Le prestazioni che offro alla mia clientela sono ottime, certo i prezzi non sono bassi ma va anche sottolineato che il mio staff è assunto regolarmente così come è in regola la mia dichiarazione dei redditi». Sulla stessa lunghezza d'onda la posizione di Giusy Cigaina, titolare di un salone di bellezza in viale della Pace, che ha scelto di investire su prodotti di marca e su prestazioni di un certo livello, oltre che sulla continua formazione del personale.
Ma se l'equazione qualità-servizio può risultare vincente per alcuni, per altri non funziona affatto. Certo è necessaria anche una certa dose di fortuna per sfondare in alcuni settori in cui il giro d'affari spesso non è redditizio, neppure se alle buone prestazioni si applica la politica dello sconto o delle promozioni. Infatti, anche se ci sono prezzi che fanno davvero gola, dopo il primo giro di prova molti utenti propendono per il risparmio assoluto, considerato che in una contingenza economica così grave forse è preferibile tagliare radicalmente sulle spese superflue, soprattutto se si vuole arrivare a fine mese.
«Ci sono colleghi che servono la loro clientela direttamente a casa. Così per chi deve pagare il fitto e le spese di mantenimento di un salone diventa davvero difficile». Un dato che per Roberta, collaboratrice presso una parrucchiera in via E. Gagliardi non va trascurato e che incide notevolmente sull'economia del settore. Anche gli orafi se la passano non proprio bene. «Un settore ancora poco apprezzato – ha sottolineato Michele Lo Bianco – io lavoro maggiormente con le regioni del nord, dove partecipo a fiere, esposizioni. Le mie creazioni sono completamente artigianali e nel vibonese, putroppo, non ho molte richieste. Sono soltanto io a mandare avanti l'attività. Attualmente non posso assumere». A conti fatti – mette in risalto la Cna – la riduzione del reddito rispetto al 2010 è aumentata di parecchio. E anche se Confindustria annuncia che ormai l'Italia è fuori dalla recessione, la realtà inconfutabile dei numeri dice che il tasso dei senza lavoro è in crescita. A livello territoriale assieme al reddito calano a picco anche i consumi. «Una situazione prevedibile – per gli artigiani locali – primo perchè il potere d'acquisto dell'euro è inferiore alla lira e poi perchè se non c'è lavoro e se il guadagno è minimo si punta sul necessario».

Esce il Ritmu Novu di ZonaBriganti

di Franco Vallone

Il gruppo Zona Briganti

Si intitola Ritmu Novu l’ultimo lavoro discografico del gruppo musicale ZonaBriganti ed è il frutto di un vero e proprio esperimento musicale che combina le culture tradizionali del popolo calabrese con generi che appartengono al mondo contemporaneo della World Music.  In questa direzione Zona Briganti, ormai da anni, amplia e diffonde la cultura musicale calabrese in un linguaggio capace di attirare amanti di diversi generi grazie al connubio tradizione-modernità. Questa relazione è resa possibile grazie all’uso di strumenti musicali simbolo della Calabria e l’introduzione di altri appartenenti a generi musicali etnici dislocati in tutto il mondo. Innovazione presente anche nei testi dei nuovi brani di “Ritmu Novu”, capaci di legare una costante millenaria  come l’amore tra passato e odierno.  Pedi ‘e Poeta, Mata e Grifone, Brunetta, Il volto dell’ Ecuador, Ritmu Novu, Re Niliu, Condottiero senza ragione, Con un’ ala sola, Gigantaru, Malarazza, Spagna, questi I titoli dei pezzi per questo nuovo lavoro discografico che rappresenta per la band il loro terzo  prodotto discografico , dopo l’ uscita dell’ EP  La Nostra Terra nel luglio 2009  e quella di Zonabriganti  nel 2007, primo disco. Lo spettacolo 2010 di ZonaBriganti  propone l’esecuzione di musiche e balli della tradizione scandite dalla ritmica avvolgente di strumenti recuperati dalla cultura popolare, dal ritmo del tamburello  al suono, contadino, fatato e fascinoso, della lira calabrese e della chitarra battente; dall’armonia sonora e festiva dell’organetto all'arcaica ciaramella. Il Sound ZonaBriganti è stato premiato negli anni con esclusive partecipazioni a eventi importanti, solo per citarne qualcuno: il Festival Encuentro del Nuevo Mundo in Ecuador (tourné  di 15 concerti in diverse città della nazione Sud Americana); Concerto EuroMediterraneo in Francia a Marsiglia con la partecipazione di Pietra Montecorvino; Concerto EuroMediterraneo a Napoli con la partecipazione di Eugenio Bennato, Las Migas e Rione Junno; Festival Notte di Taranta a Brindisi con la partecipazione dei Cantori di Carpino; Tradizionando Festival di Cittanova (Rc) ; il Kaulonia  Tarantella Festival (Rc) sotto la direzione artistica del Maestro Eugenio Bennato ;Beer Festival Mirabella Eclano (Av);   Festival del Castello incantato di Capriglia (Av); il Festival della Tarantella a Carpineto Sinello (Ch) e infine la partecipazione e la vittoria al concorso nazionale Radici Etno Contest di Viggianello (Pz).



Grazie a quest’ultima affermazione ZonaBriganti riesce ed estendere la diffusione del proprio cammino musicale, “Ritmu Novu” sarà distribuito da “Venus Distribuzione” in tutta Italia ed in tutti i negozi di musica con il desiderio che chiunque si lasci coinvolgere da questi ritmi per riuscire a guardare e immaginare, anche solo per un attimo, una inedita Calabria, magica, rituale ed energica. Intanto anche il grande Eugenio Bennato si è innamorato del loro modo di fare musica ed ha dichiarato che "...si tratta di un gruppo già in grado di testimoniare la grandezza della musica popolare calabrese, e di manifestare contemporaneamente il carattere contemporaneo di un movimento artistico nuovo e proiettato nel futuro. Li porto immediatamente in sala di registrazione a Napoli, e nasce per me il progetto ZonaBriganti". Per quanto riguarda i prossimi appuntamenti calabresi del gruppo ricordiamo che a breve sono previsti concerti a San Pietro in Guarano, Bisignano, Nocara, Policastrello, Rota Greca e Lorica per la provincia di Cosenza; Santa Domenica di Ricadi, Pizzo Calabro, Briatico, Zungri e San Marco di Cessaniti, per la provincia di Vibo Valentia;  Lamezia Terme e Martirano Lombardo per la provincia di Catanzaro e Stilo per la provincia di Reggio Calabria. 



28 giugno 2010

Maltempo, allagamenti nelle frazioni e in città



Interventi in città e, in particolar modo, a Vibo Marina e a Bivona. La pioggia che, ieri mattina, si è abbattuta sul territorio comunale qualche problema l'ha causato anche se la situazione è rimasta nei livelli di guardia.
Comunque momenti di panico sono stati vissuti in zona Lacquari dove una Peugeot, con a bordo un uomo e suo figlio, è rimasta bloccata sotto il cavalcavia con l'acqua che arrivava fin quasi ai finestrini. L'intervento dei vigili del fuoco del Comando provinciale ha comunque risolto la situazione. Il ragazzo e l'uomo, infatti, sono stati estratti dall'automobile senza alcuna grave conseguenza.
E la pioggia battente di ieri mattina, di forte intensità ma fortunatamente di breve durata, ha lasciato il segno nelle frazioni marine. Sia a Bivona, sia a Vibo Marina, infatti, è stato necessario l'intervento di squadre dei vigili del fuoco – in questo caso sono intervenuti gli uomini del Distaccamento porto – per una serie di allagamenti che si sono verificati.
Il maltempo, inoltre, ha anche avuto ripercussioni sulla manifestazione "Agorà 2010" in programma proprio ieri pomeriggio a Vibo Marina. A causa delle precarie condizioni e previsioni meteo, infatti, gli organizzatori hanno deciso di rinviare l'appuntamento. Le iniziative prevedevano, con inizio alle ore 18, soprattutto momenti di divertimento per i bambini, tra sport, salute e ambiente. Ma nessun problema. Il tutto è stato soltanto rimandato di una settimana. Per cui, domenica prossima 4 luglio, tutti pronti per un nuovo appuntamento con l'Agorà 2010 (iniziativa promossa da Alleanza sportiva italiana, Energy club Vibo Marina e associazione Solaris con il patrocinio di Comune e Provincia) che riproporrà lo stesso programma.

27 giugno 2010

I 3 moschettieri della democrazia


Una minoranza mai doma critica punto per punto ogni delibera. Il solito caos al Consiglio comunale.

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org



BRIATICO- Potremmo definire questa minoranza, come un falco che scruta la sua preda e colpisce al momento propizio. Tre consiglieri di minoranza, Agostino Vallone, Andrea Niglia e Francesco La Piana, che si battono come leoni quando espongono e che fuggono come gattini quando ascoltano, o almeno, quando dovrebbero. Un 3 contro 12 che spaventa un po’ tutti, persino gli abitanti di Paradisoni, che per la prima volta hanno assistito ad una consiglio comunale in “casa loro”. La scissione tra il gruppo Niglia e il solitario Vallone, si pensava incoraggiasse per certi versi la maggioranza, ma a seguito della giornata di mercoledì, i due gruppi di minoranza si sono mostrati coesi nel “bocciare” tutte le delibere poi deliberate. Il consigliere del Pd Vallone, chiede a gran voce “che fine faranno i progetti presentati dalla vecchia amministrazione?”. Vuole risposte certe l’ex assessore alla cultura, specialmente per quanta riguarda i tempi di fine dei lavori. Discorso a parte per Francesco La Piana, che ormai, quasi per vizio, dissente su tutto. “Noto – esorta La Piana – che la somma prevista per il rilancio del turismo si abbassa notevolmente in questa previsione di bilancio. Passa da 62.436 euro ad appena 25.000. E’ questa la vostra idea di rilancio?” Pronta la risposta di Massimo La Gamba, che sostiene come, per opera della razionalizzazione delle risorse, “bisogna tagliare qualcosa anche nel settore turismo. E’ previsto un rientro di capitale tramite dei finanziamenti esterni privati”. Andrea Niglia, che ormai ha smesso definitivamente i panni del sindaco, per calarsi perfettamente in quelli dell’oppositore, prima di lasciare l’aula, tiene un discorso a favore della società di servizi Asmenet, che era stata appena rimossa dall’incarico della maggioranza, sostenendo come “è una società che serve 309 comuni in Calabria, utile per migliorare i servizi della cittadanza; spero – conclude Niglia – che avrete già trovato dei sostituti a questa azienda e se si, vorremmo sapere chi saranno”. In ultima battuta, forse stanco e spossato da questo duro giorno di dibattito, rivendica all’unisono con La Piana la sua posizione di consigliere di minoranza, sostenendo come “non capisco cosa parlo a fare se poi le mie idee vengono sempre cestinate. Voi non volete prendere in considerazione i miei consigli, dunque credo che questa sia una presa di posizione ingiusta nei nostri confronti.” Una giornata davvero difficile quella passata mercoledì da tutti i componenti del consiglio comunale di Briatico, dove ormai si è perso un po’ il senso delle parti, con una maggioranza che si nasconde dietro il nome di Prestia e tace, e dove una minoranza scatenata recita a pieno organico la parte del leone, non badando alle apparenze e facendo valere il loro diritto di idea.

La maggioranza che si autopromuove


Le solite 12 alzate di mano approvano tutti i punti all'ordine del giorno. Previsti tagli per i prossimi mesi in vari settori.

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org

BRIATICO- Passa tutto, la maggioranza è compatta. Almeno così sembra. Non si cambia neanche una virgola, un sostantivo o un’idea. 11 delibere al voto? 11 delibere votate. La maggioranza basta da sé, la minoranza grida allo scandalo. Un consiglio comunale infuocato, quello di mercoledì pomeriggio nelle aule della scuola elementare di Paradisoni. Franco Prestia decide di cambiare strategia. Alle domande della minoranza decide di rispondere alla fine, senza fare il solito botta e risposta, che tanto ha caratterizzato gli scorsi consigli comunali e che di fatto ha creato una situazione di “duello” continuo tra lui e il consigliere Andrea Niglia. Tanti i punti all’ordine del giorno. Dei primi, quelli riguardanti le aliquote Ici e Irpef, nessuna modifica, “tutto deve rimanere inalterato, fino al 2011, quando qualcosa si potrà modificare”. Nel capitolo delle opere pubbliche, l’architetto Donato fa il punto della situazione di tutte quelle in itinere volute dalla precedente amministrazione. Sono 15 nell’anno 2010, tra cui varie strade interne, ad esempio la “Commento” a San Costantino. In quest’ottica, l’opera che più avrà risalto e importanza, sarà il finanziamento regionale di 900 mila euro, attualmente depositato alla Provincia, in merito all’erosione costiera. Parola al vice sindaco, Massimo La Gamba, che espone di seguito la previsione di bilancio 2010. Si parlava di razionalizzazione delle risorse? Si è deciso di stringere la cinghia e di risparmiare un po’ su tutto. “ Ad esempio – sostiene La Gamba – non saranno progettate e finanziate opere al di fuori della nostra portata, venendo meno al ricorrere alla cassa depositi e prestiti. L’intenzione – continua il vice sindaco – è quella di cercare di fare qualcosa senza ricoprirci di debiti. Cercheremo di lavorare per arrivare a tutti quei fondi che ci permettono questa politica, come ad esempio i fondi regionali o europei”. Insomma, non proprio un compitino semplice, ma che nelle convinzioni della giunta Prestia, è realizzabile attraverso l’impegno e l’astuzia politica; astuzia che prevede il massimo guadagno, non più con il minimo sforzo, bensì con il massimo sforzo, perché bisognerà essere scaltri e arrivare prima degli altri. “ Ricorreremo ai nuovi sistemi di finanza innovativa come il project financial, adottandolo ovviamente in maniera oculata “ assicura La Gamba. Una previsione di bilancio, che se portato avanti con dovere e cognizione di causa, “potrà far dormire sogni più tranquilli a tutti i cittadini per il 2011”. Verrebbe da gridare “miracolo”, quando all’ottavo punto, maggioranza e minoranza approvano insieme la “modifica delle statuto comunale”. Il documento redatto dalla precedente amministrazione e continuato da quella attuale, viene di comune accordo modificato, apportando sostanziali miglioramenti specialmente per quanto concerne il ruolo del cittadino nei confronti del Comune. Un piccolo passo avanti verso l’interattività tra pubblico e privato. Scontro duro poi tra i consiglieri Sergio Bagnato e Agostino Vallone, per quanto riguarda “la concessione di uso di locali comunali”. Per cavilli e interpretazioni sbagliate, il documento diviene il centro di una bagarre senza fine, dove alla fine viene votato con 12 voti a favore e 3 contro. Da oggi, i locali del Comune sono messi a disposizione della popolazione, sia essa in termine di persona singola, sia essa in termine di persona facente parte di un’associazione. L’assise si chiude con gli ultimi punti all’ordine del giorno, “la nomina dell’ambasciatore culturale”, che sarà Mingo Prostamo, un noto studioso e filologo briaticese, scelta questa, fortemente criticata dalla minoranza, e l’adesione alla campagna refendaria “l’acqua non si vende”, che stranamente, su questo tema di carattere fortemente popolare, vede contraria la minoranza.

Le radici di Zio Luciano... Rispoli a Pannaconi di Cessaniti in provincia di Vibo Valentia

Giornalista calabrese colto e raffinato inventore di tanti  programmi radiotelevisivi di successo
di Franco Vallone



La grande casa nobiliare di Pannaconi di Cessaniti, denominata “Palazzo Mantella”, esiste ancora oggi e spicca nella parte alta del paese del vibonese. Oggi i proprietari sono altri ma la denominazione  “Mantella” permane, come rimane, affisso sull'antico portale del palazzo, lo stemma araldico dei Giffone. Qui, in casa dei nonni materni, passava il tempo estivo quello che, dopo qualche anno, sarebbe diventato uno dei grandi nomi del giornalismo televisivo italiano: Luciano Rispoli. Suo nonno, Francesco Mantella, classe 1873, era I° Presidente della Corte d'Appello di Bologna mentre la nonna era una nobildonna dei Giffone, (ramo di Tropea, come ci conferma il ricercatore Salvatore Libertino). Abbiamo raggiunto telefonicamente Luciano Rispoli nella sua casa romana. Lui ricorda ben poco di questi luoghi, delle persone che in questi luoghi vivono e vivevano. I Mantella di Pannaconi sono partiti per altri luoghi, per Bologna e per Roma in particolare, ed anche in loco i fratelli del nonno erano importanti personaggi del tempo. Domenico, farmacista e podestà del paese, Giuseppe, medico di Pannaconi che visse fino a cento anni, e poi c'erano gli zii di Luciano Rispoli, il Capitano Raffaele Mantella classe 1907, proprietario terriero, e Mario, l'avvocato, fratelli della madre del giornalista. Rispoli non ricorda molto di questo lontano periodo, - dicevamo - non ricorda nemmeno del giardino incantato di Pannaconi dove, appena ragazzo, giocava d'estate, quando scendeva da Bologna per le vacanze in Calabria con i genitori. Invece ricorda tanto chi è rimasto in paese. Domenico Curtosi e suo padre Peppe, oggi novantacinquenne,  che abitava e abita proprio di fonte al Palazzo, accanto alla chiesa di Pannaconi. I Curtosi ricordano ancora, con nostalgia, il rapporto di buon vicinato, l'interno nobile della casa che frequentavano ed il mitico giardino di Palazzo Mantella, ben curato, con una palma ultra secolare che oggi ha raggiunto un'altezza davvero notevole, tanti alberi di ulivo e di agrumi di ogni varietà, un giardino colorato strapieno di fiori di ogni tipo, circondato da siepi di mirto profumato e molti roseti. Un giardino nobile, colto e raffinato come colto e nobile, elegante e raffinato era, ed è, il giornalismo di Luciano Rispoli. Lui ha inventato un vero e proprio modo di comunicare, di fare informazione, di  affrontare la notizia, l'intervista, la gente, gli ospiti. Il suo giornalismo, la sua radio e la sua televisione, il suo stile mai fuori dalle righe, mai volgare, sempre incisivo, forte, sobrio, acuto lo stesso, senza l'uso delle parolacce tanto di moda oggi, del fuori tono a tutti i costi, delle liti in diretta. Rispoli è oggi un giornalista con più di cinquant'anni di esperienza e di carriera. Nato a Reggio Calabria il 14 luglio del 1932 la sua infanzia coincide con la guerra, il padre generale (Rispoli ci sottolinea colonnello, il grado superiore è stato assegnato prima della pensione) deportato in Germania, il fratello Luigi, partigiano, viene ucciso a Bologna. Rispoli si trasferisce a Roma nel 1952, inizia la sua attività da cronista, in Rai, sin dall'inizio dei programmi ufficiali della televisione, nel 1954. Rispoli debutta con la rubrica La radio per le scuole, poi conduce Il buttafuori,  è ideatore, regista e conduttore di tantissime trasmissioni: Radiostop, Il vostro Juke-Box, Il vostro spettacolo. Successivamente debutta in televisione con Piccola ribalta. Diviene poi capo del settore Rivista e Varietà. A lui si deve, in questo ruolo, la nascita di trasmissioni destinate a divenire popolarissime. Grazie ad un'idea di Rispoli nasce La Corrida condotta da Corrado. Nel 1969 Luciano Rispoli inventa Chiamate Roma 3131 e  in un locale di cabaret romano scopre Paolo Villaggio al quale affida la conduzione del programma Il sabato del villaggio. Altri programmi ideati e condotti da Rispoli in quegli anni sono: La partita e Ma che tipo è? 
Nel 1977 è nominato Direttore del Dse, incaricato della programmazione didattica e culturale della Rai.
 Nel 1979 idea e conduce L’ospite delle due, spettacolo inedito per genere che anticipava gli attuali talk-show. 
Fra gli ultimi programmi ideati e condotti da Rispoli per la Rai ricordiamo Pranzo in tv,  Pomeridiana, Il gioco dei mestieri, La grande corsa, e le tre  indimenticabili edizioni di Parola mia.  Come giornalista della carta stampata Rispoli ha collaborato con La domenica del Corriere, Tv Sorrisi e Canzoni, Film Tv e con L’indipendente.  Luciano Rispoli è stato assistente del vice-direttore generale della Rai, in radio ha condotto anche Impara l’arte e Il Signor Buonalettera. 
Nel 1993 Luciano Rispoli ha ideato e condotto Tappeto volante in onda su Telemontecarlo, La7, Odeon Tv, Raisat album e, infine, a CanaleItalia. Il suo Tappeto Volante e il suo raffinato salotto sono state  le pagine di un giornalismo che ha fatto scuola e dove Rispoli in questi anni ha accolto e intervistato più di quindicimila personaggi del mondo dello spettacolo, della politica e della cultura. Fra le partner di "zio Luciano", come viene ancora affettuosamente chiamato nell'ambiente, le bellissime Roberta Capua, Melba Rufo di Calabria, Eliana Miglio, Michela Rocco di Torre Padula e Tania Zamparo,  tutte donne con un bellissimo fisico, tanta cultura e molta professionalità. La telefonata con Rispoli continua e si conclude con alcune domande sul suo matrimonio, celebrato a San Giovanni Rotondo da Padre Pio e con un testimone di nozze famoso come Gino Latilla... Poi il grande Luciano ritorna a lavorare, proprio domenica scorsa è stato ospite di “Mattina in Famiglia”, un programma di Rai Due, e, per chi volesse continuare a seguirlo, un suggerimento di Mariano Sabatini, collega giornalista e suo amico: “Luciano Rispoli conduce la trasmissione “I Protagonisti”, un programma per Roma Uno, visibile anche in Calabria su Sky 860. Con grande dignità il “signore della Tv” riparte, a quasi 78 anni, da un'emittente locale”.

26 giugno 2010

Due intimidazioni nella notte nel Vibonese

Due atti intimidatori sono stati compiuti nella notte a Parghelia e Briatico


25/06/2010 Due intimidazioni si sopno verificate in altrettanti comuni del vibonese durante la notte scorsa. La prima è avvenuta nella tarda serata di ieri nel centro abitato a Parghelia, deve ignoti, dopo aver imbevuto uno straccio di liquido infiammabile, lo hanno incendiato e depositato dinnanzi al portone di casa di G.M. 57 anni, ex ferroviere. Ad accorgersene alcuni passanti che hanno svegliato il proprietario e poi lo hanno aiutato a spegnere le fiamme prima che si espandessero all'interno dell'abitazione, rimasta danneggiata soltanto nell'infisso e nei fili della corrente elettrica.

La seconda intimidazione è avvenuta a Briatico, un comune poco distante da Parghelia, dove G.F. 29 anni, titolare di una rivendita di articoli sanitari, ha rinvenuto dinnanzi alla porta dell'esercizio commerciale una busta di plastica contenente una bottiglia di liquido infiammabile unitamente a cinque cartucce per pistola calibro 7,65. In entrambi i casi indagano i Carabinieri.

fonte: http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/vibo_intimidazioni_notte_vibonese_parghelia_briatico_abitazione_fiamme_liquido_5456.html

25 giugno 2010

Vibo Marina. In auto con la cocaina nascosta nel paraurti Arrestato un giovane




È stato fermato e controllato. Gli atteggiamenti sospetti del giovane, Foresta Alessandro 33 anni, residente in città, hanno fatto scattare un'accurata perquisizione dell'auto sulla quale viaggiava. I carabinieri della stazione di Vibo Marina insieme ai militari del Goc hanno rinvenuto un involucro all'interno del quale erano pronte per essere consegnate ben 17 dosi di cocaina.
Così il giovane è stato subito arrestato. Il fatto è avvenuto nella serata di mercoledì. Foresta Alessandro che si trovava alla guida della propria autovettura è stato fermato in località Longobardi. Ma nel momento in cui i militari hanno chiesto di esibire i documenti si sono immediatamente insospettiti da alcuni atteggiamenti dell'uomo.
Da qui la decisione di effettuare la perquisizione dell'auto. Un controllo minuzioso che ha portato a ritrovare, attaccato con del nastro adesivo nella parte interna del paraurti posteriore del veicolo, praticamente invisibile a chiunque non fosse strisciato sotto il veicolo, un involucro di cellophane. Appena aperto i carabinieri si sono subito accorti che la polvere bianca altro non era che cocaina, confezionata in piccole dosi. Un sospetto confermato successivamente dall'esame del narcotest. La coca è stata subito posta sotto sequestro e il suo valore si aggira sui 2mila euro.
Per lo spacciatore sono immediatamente scattate le manette con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo gli atti di rito, infatti, F. A. è stato prima trasferito al carcere di località Castellucci, e successivamente il giudice ha convalidato l'arresto, disponendo i domiciliari. L'arresto dell'altra sera di fatto si inquadra in una serie di controlli disposti dal comando provinciale dei carabinieri per la lotta allo spaccio di droga.

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=89784&Edizione=11&A=20100625

24 giugno 2010

Un nuovo vulcano nel Tirreno

Scoperto dai ricercatori dell'Istituto di geofisica sotto il mare nel tratto davanti a Capo Vaticano, in Calabria. È spento da 670mila anni



L'Italia ha un nuovo vulcano: un nome non ce l'ha ancora, è spento da moltissimo tempo e si trova nel Tirreno meridionale, al largo della Calabria, di fronte a Capo Vaticano. I ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in collaborazione con l'università della Calabria, l'hanno scoperto grazie alla sua «firma magnetica» contenuta nelle sue rocce.
Il nuovo vulcano, che i ricercatori descrivono in un articolo in via di pubblicazione sul Journal of Geophysical Research, si aggiunge ai 28 già noti in Italia (fra attivi e non). Si trova sulla stessa faglia che ha dato origine al terremoto di magnitudo 6,7 che nel 1905 aveva colpito la Calabria, provocando oltre 550 morti e migliaia di senzatetto. È un vulcano spento da moltissimo tempo (fra 670.000 e un milione di anni fa) e per gli esperti è inoffensivo: «non desta più alcuna preoccupazione», osserva Massimo Chiappini, che fa parte del gruppo di ricerca composto da Riccardo De Ritis, Guido Ventura, Iacopo Nicolosi e Fabio Speranza.
Ad attirare la loro attenzione era stato un puntino rosso sulla Carta magnetica d'Italia messa a punto nel 2000, che integrava tutti i dati magnetici acquisiti nel Paese. «Un altro campanello d'allarme erano state le pomici trovate a Capo Vaticano», spiega Chiappini. Così i ricercatori hanno pensato di approfondire ricorrendo alla tecnica dell'aeromagnetismo, più volte utilizzata dall'Ingv in Antartide e basata sull'uso di un sensore magnetico a bordo di un elicottero. I dati acquisiti in questo modo sono stati combinati con quelli esistenti in letteratura e alla fine si è riusciti a identificare il nuovo vulcano.
Il nuovo vulcano non è molto grande, la sua sommità si trova a 120 metri sotto il livello del mare e si estende per circa 15 chilometri. Per De Ritis «c'è una diretta sovrapposizione tra il corpo vulcanico individuato, la struttura sismogenetica e quella magnetica misurata con la tecnica aeromagnetica; tuttavia non vi è relazione diretta tra l'attività vulcanica e la sismicità dell'area di Capo Vaticano». Tuttavia, rileva Chiappini, la scoperta «mette in discussione gli attuali modelli geodinamici del Tirreno e indica come i vulcani delle Eolie si estendessero verso Est ben oltre quanto fino ad oggi ritenuto». I dati attuali posizionano il vulcanismo delle Eolie fino a poco oltre Panarea e Stromboli, mentre la presente scoperta dimostra che si estende fino alla costa della Calabria.

fonte: http://www.ilgiornale.it/techweb/un_nuovo_vulcano_tirreno/cronaca-attualit-vulcani_terremoti/21-06-2010/articolo-id=454846-page=0-comments=1

segnalato da Luigi Barillari

22 giugno 2010

Sviluppo sostenibile e fruibilità del Porto

Sarà presentato pubblicamente giovedì 1 luglio (ore 18) sul lungomare di Vibo Marina il progetto di sviluppo sostenibile elaborato dalla cooperativa Nautilus (con il contributo di Camera di commercio, Consorzio industriale, Lega navale, Wwf, Archeoclub e Italia nostra) per conto della Provincia.
L'imponente lavoro – già illustrato agli amministratori provinciali e comunali – focalizza soprattutto gli interventi per uno sviluppo sostenibile sul tratto di costa ricadente nei territori di Vibo Valentia, Pizzo e Francavilla Angitola. La parte più corposa dell'elaborato riguarda però il porto di Vibo Marina – evidenzia l'assessore provinciale Martino Porcelli, coordinatore dell'iniziativa su delega del presidente De Nisi – per una sua migliore fruibilità attraverso l'allestimento di strutture finalizzate alla realizzazione della "Città del mare"». Tra gli interventi previsti: la riconversione del quartiere Pennello con la creazione di un lungomare fino al porto; la riqualificazione degli arenili; la creazione di un centro servizi per il porto; il riutilizzo della ferrovia come metropolitana leggera; la realizzazione di piste ciclabili; la costruzione di un acquario e di un museo del mare; la razionalizzazione degli approdi turistici; la riconversione e la bonifica delle zone dove attualmente sono presenti infrastrutture industriali.

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=88456&Edizione=11&A=20100622

20 giugno 2010

"Operazione Mare Sicuro 2010"




La Capitaneria di Porto rinnova l'impegno a tutela dei bagnanti e dei diportisti. Regolamenti più duri e "caccia" ai piloti di acqua-scooter.

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org

Come ogni anno la Capitaneria di porto di Vibo Valentia, in concomitanza con l’arrivo dell’estate, mette il punto sulla questione relativa alla sicurezza in mare. Con “Operazione mare sicuro 2010”, iniziativa a carattere nazionale, tutte le Guardie Costiere operanti sugli 8000 kilometri di coste italiane, intendono senza dubbio garantire, sia ai bagnanti che ai diportisti, il massimo impegno in termini di sicurezza, rispetto delle regole demaniali, della pesca, della balneazioni, del rispetto delle norme ambientali e di tutto quello che concerne la vita in mare. Basti pensare che la Capitaneria di porto di Vibo Valentia, tra le più grandi in Italia vista la sua giurisdizione territoriale, che parte da Nicotera e arriva fino a Maratea, impiega 62 uomini al giorno; un piccolo esercito di militari in divisa bianca, attivi non solo nelle acque del Tirreno ma anche sulla terra ferma, i quali, capitanati dal comandante Luigi Piccioli, svolgono un ruolo determinante e capillare su tutto il territorio di loro competenza. Durante l’estate la popolazione lungo le nostre spiagge e le nostre coste cresce in maniera esponenziale e dunque, l’attività dei “marittimi” si rivela preziosa nonché fondamentale. “Prevenire il dispositivo di vigilanza durante le ore di maggiore afflusso; prevenire e quando necessario reprimere tutti quei comportamenti che possano pregiudicare la tutela della vita umana in mare,prestando massima attenzione sul corretto uso dei mezzi veloci come le moto d’acqua; rivolgere particolare attenzione alla presenza delle dotazioni di sicurezza e degli assistenti bagnanti al’interno dei lidi balneari”. Sono questi alcuni dei principali obiettivi illustrati sapientemente dal Comandante Piccioli, che punta decisamente anche per quest’anno a far trascorrere a tutte le persone che si recheranno sulle nostre spiagge, un’estate decisamente più mite in materia di sicurezza. Appare altresì fondamentale, notare come la presenza dei “guarda costa”, sia rassicurante a prescindere da tutto, specie per quanto riguarda tutte le attività sportive in acqua, le quali, come afferma il Comandandante Piccioli, “vanno costantemente monitorate per assicurare l’incolumità dei bagnanti, specie se prendiamo in esempio l’utilizzo degli acqua-scooter. Quest’anno – ha continuato l’ufficiale di mare – attueremo una vera lotta a questi mezzi potenzialmente pericolosi, ricorrendo anche al sequestro del mezzo qualora si vengono a riscontrare anomalie”. Grande attenzione, in linea con i decreti ministeriali delle attività produttive, si presterà alla pesca di alcuni tipi di pesce. Tempi duri si annunciano per le cosiddette “spadare” e per i cacciatori dell’ormai sempre più tutelato “tonno pinna rossa”. Tutti i pescatori dovranno attenersi fedelmente alle regole del Ministero dell’Ambiente per non incappare in pesanti multe e sequestri. Per quanto riguarda le strutture in prossimità dei territori dello Stato ( lidi, chioschi bar, strutture balneari ), la Capitaneria sta svolgendo un vero tour de force lungo tutta la costa, per controllare la situazione in merito alle concessioni demaniali. Importante sottolineare l’attività della Capitaneria sul fronte dell’ecologia. Il monitoraggio costante di tutti gli impianti depurativi è un toccasana per la difficile situazione ambientale della nostra costa. Così come dimostra la recente chiusura dell’impianto di San Nicolò, l’occhio vigile dei “guarda costa” potrebbe essere definito come uno spauracchio per tutte le amministrazioni disattente, le quali potrebbero incappare in seri problemi di tipo giuridico, qualora i loro impianti siano ritrovati ad essere mal funzionanti o addirittura “spenti”.

Aeroporti:Lamezia; ripristinato collegamento con stazione Fs

 Dal 21 giugno all'11 settembre bus navetta corse ogni mezz'ora

(ANSA) - LAMEZIA TERME (CATANZARO), 19 GIU - Riparte il Bus navetta tra l'aeroporto e la stazione ferroviaria di Lamezia Terme Centrale. Il collegamento urbano sara' effettuato dalla Multiservizi con un bus navetta che percorrera' la tratta dall'Aeroporto alla Stazione ferroviaria di Lamezia Terme Centrale e viceversa a partire da lunedi' 21 giugno fino all'11 settembre. Per questo periodo estivo e' prevista una corsa ogni mezz'ora per un totale di 36 corse in andata e 36 in ritorno a partire dalle 5.30 del mattino fino alle 23.(ANSA).

19 giugno 2010

Dal prossimo lunedì scatta l'operazione "Mare sicuro"

di Lino Fresca

Al via l'operazione "Mare sicuro". Infatti, tutto è pronto alla Capitaneria di porto di Vibo Marina per avviare il monitoraggio, per tutto il periodo estivo, del tratto di costa Nicotera-Maratea.
Il dispositivo messo in campo dal comandante della Capitaneria di porto, Luigi Piccioli, per garantire la sicurezza balneare è veramente poderoso. Ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, ha illustrato le fasi salienti dell'intera operazione che partirà lunedì prossimo. L'operazione è coordinata a livello regionale dalla direzione marittima di Reggio Calabria e gestita, a livello operativo nel compartimento marittimo di Vibo Marina. Nei controlli impegnati anche i circondari marittimi di Cetraro e Maratea.
Nelle attività di perlustrazione marittima e terrestre sono impegnati, ogni giorno, 62 militari. Nove nelle sale operative di Vibo, Cetraro e Maratea, 29 sulle unità navali e 24 sui mezzi terrestri. Molteplici i compiti a loro assegnati. In particolare i 62 militari avranno il compito di tenere sott'occhio le strutture balneari che sono pronte ad accogliere migliaia di bagnanti. Attraverso ispezioni a sorpresa garantiranno il rispetto dell'ordinanza di sicurezza balneare. «Dal rispetto di queste norme – ha detto il comandante Piccioli – dipende la sicurezza in mare dei bagnanti e dei diportisti. Contravvenendo a queste disposizioni si va incontro a rischi grossissimi specie se si è a bordo di unità da diporto».
Un'attenzione particolare quest'anno il personale della Capitaneria di porto l'avrà per le moto d'acqua. «I nostri controlli – ha aggiunto il comandante della Capitaneria diporto Piccioli – in questo particolare settore della nautica saranno molto rigidi per scongiurare eventuali incidenti».
Per garantire la vigilanza in mare la Capitaneria di porto disporrà di 13 unità navali: la motovedetta Cp 533 vigilerà sul litorale di Maratea; il battello pneumatico Gc 163 avrà come raggio di azione Praia a Mare; il battello pneumatico Gc 134 monitorerà le acque antistanti Belvedere Marittimo. Nel porto di Cetraro, invece, stazioneranno le motovedette Cp 705 e Cp 85. Quest'ultima verrà utilizzata per attività di soccorso. Il porto di San Lucido sarà passato ai raggi "X" dall'equipaggio del battello pneumatico Gco 93 B. Sul litorale di Amantea la sicurezza dei bagnanti sarà di competenza dei battelli veloci Gco 80 B e Gco 93 B. Nei porti di Vibo Marina e Tropea i controlli saranno affidati a quattro motovedette e a un battello pneumatico. Dodici, infine, saranno le pattuglie giornaliere che via terra monitoreranno le attività di balneazione.

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=87252&Edizione=11&A=20100619

18 giugno 2010

Briatico. Terremoto 3.7 di Magnitudo

Magnitudo(Ml) 3.7 - ITALIA - Evento in mare
17/06/2010 00:39:41 (italiana)
16/06/2010 22:39:41 (UTC)


 
Hai sentito il terremoto? Clicca qui.

Comunicato
Un terremoto di magnitudo(Ml) 3.7 è avvenuto alle ore 00:39:41 italiane del giorno 17/Giu/2010 (22:39:41 16/Giu/2010 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Golfo_di_S._Eufemia.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo. 
 

Dati evento
 
Event-ID2212787990
Magnitudo(Ml)3.7
Data-Ora17/06/2010 alle 00:39:41 (italiane)
16/06/2010 alle 22:39:41 (UTC)
Coordinate38.832°N, 16.146°E
Profondità8.6 km
Distretto sismicoGolfo_di_S._Eufemia
 
Comuni entro i 10Km

PIZZO (VV)
Comuni tra 10 e 20km

CURINGA (CZ)
FALERNA (CZ)
GIZZERIA (CZ)
BRIATICO (VV)
CAPISTRANO (VV)
FILADELFIA (VV)
FILOGASO (VV)
FRANCAVILLA ANGITOLA (VV)
MAIERATO (VV)
MONTEROSSO CALABRO (VV)
POLIA (VV)
SAN GREGORIO D'IPPONA (VV)
SANT'ONOFRIO (VV)
STEFANACONI (VV)
VIBO VALENTIA (VV)




16 giugno 2010

VIBO MARINA, PAESE IN EMERGENZA





La splendida cittadina portolana alle prese con i soliti problemi ecologici. Ormai è una crisi continua.


di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org


VIBO MARINA- Esistono zone di luce ed esistono zone d’ombra. I cittadini delle marinate ormai si sono abituati a questo stato di cose, evitando pure di reagire e di intentare polemiche nei confronti di chi competenza. Per una via Emilia che si imbellisce e cresce, diventando ormai la passeggiata per eccellenza, ci sono zone che regrediscono, sotto ogni punto di vista. La questione “Pennello” rimane sempre la stessa, anzi per certi versi peggiora, visto comunque il numero crescente di abitanti stranieri che affollano le disastrate vie del quartiere durante le ore diurne, ritirandosi alla sera poi in massa negli appartamenti abusivi. Ma questa, si sa, è una storia vecchia, che non certo può essere risolta con un semplice colpo di spugna. Le questioni gravose iniziano ad essere molte. I lavori di collegamento dell’oleodotto Eni, si sono improvvisamente fermati, lasciando il Fosso “La Badessa” aperto a mò di cratere, con tanto di fogna a cielo aperto. La discarica lungo la bretella di collegamento della statale 552 passante per l’Italcementi è divenuta ormai il ricovero per eccellenza di tutti i rifiuti, di ogni genere e tipo. Tra l’altro, il buon costume popolare, come da prassi, decide di appiccare fuoco a tutte quei pneumatici, lavatrici e cartoni, generando così un intenso fumo che ha il gusto del monossido di carbonio. Eppure gli “sbandieratori” delle opere buone trovano sempre occasione per esaltare i propri operati in termini di ambientalismo, come se ormai svolgere il proprio incarico, sia divenuto un qualcosa di speciale. E se magari la spiaggia è stata ripulita, non si può altrettanto parlare di bonifica. L’uso che si fa di alcuni termini, spesso risulta improprio, che nel caso di un territorio come Vibo Marina, potrebbe risultare a suo modo pericoloso. Questo perché la bonifica è un processo assai complesso, che non tende solamente a ridurre rifiuti, ma essenzialmente riporta allo stato naturale lo spazio appunto bonificato. Per “stato naturale” logicamente non si intende “alla meno peggio”. La bonifica andrebbe seriamente adottata dall’amministrazione o dai vari enti paracomunali, perché senza dubbio il paese è attraversato seriamente da una profonda crisi ecologica. Vibo Marina non è solo via Emilia o il corso Cristoforo Colombo. E ora che qualcuno se renda conto.


Vibo. Concorso per il logo della Provincia

Vibo Valentia. Un logo turistico e uno slogan che possano identificare e promuovere l’immagine vibonese. È questo l’obiettivo del concorso di idee indetto dall’assessorato provinciale al Turismo, guidato da Gianluca Callipo, che punta così ad incrementare la visibilità del territorio nei contesti più vari, dalle manifestazioni ufficiali ai patrocini di iniziative esterne, dalla pubblicazione di materiale informativo alla cartellonistica stradale.

Ad aguzzare l’ingegno e la creatività dei partecipanti contribuirà la prospettiva del premio di 5mila euro che verrà assegnato ad un unico vincitore.

Nel bando predisposto dall’assessorato si legge che attraverso questo concorso «si intende adottare il marchio più rappresentativo» delle peculiarità del territorio. Il logo potrà essere realizzato con qualsiasi tecnica grafica e dovrà essere composto sia da immagini che da testo originale dell’autore, riportando comunque la dicitura “Provincia di Vibo Valentia”. Ovviamente dovrà essere inedito, né potrà contenere materiale coperto da copyright.

Alla gara possono partecipare gratuitamente sia concorrenti singoli che in forma associata (in questo caso dovrà essere indicato un responsabile del progetto). Una volta realizzato il logo e il relativo slogan, il plico con il materiale (riportato sia su formato cartaceo che su Cd Rom) dovrà pervenire all’Amministrazione provinciale entro il termine ultimo del 12 luglio 2010.

Entro i 30 giorni successivi, poi, un’apposita Commissione tecnica valuterà gli elaborati (rigorosamente anonimi) in base ai criteri previsto dal bando. In particolare, il punteggio sarà assegnato in relazione alla qualità e alla creatività espressa dal progetto, nonché con riferimento alla capacità del logo e dello slogan proposti di rappresentare al meglio le caratteristiche salienti del territorio.

«Con questa iniziativa vogliamo sperimentare un approccio competitivo per la creazione di un logo che serva a promuovere l’immagine del territorio vibonese – spiega l’assessore Callipo -. Allo stesso tempo, il concorso di idee può rappresentare una piccola ma gratificante opportunità per chi si occupa di promozione pubblicitaria, solitamente giovani professionisti, o anche semplici appassionati di grafica e comunicazione. Mi auguro, dunque, che siano in tanti a partecipare, dando fondo alla propria fantasia per creare un marchio che potrebbe diventare il segno distintivo di questo straordinario spicchio di Calabria».

Scarica il Bando

Scarica il Modulo di partecipazione

fonte: http://www.newz.it/2010/06/15/vibo-concorso-per-il-logo-della-provincia/47685/

15 giugno 2010

Parghelia, operatore turistico ferito in un agguato

L'agguato è stato compiuto stamattina nella cittadina turistica vibonese, proprio nella piazzetta davanti la chiesa

14/06/2010 Un uomo di 47 anni, Domenico Sambiase, operatore turistico è stato ferito alle gambe con tre colpi di pistola, uno dei quali gli ha fratturato il femore. Il fatto è avvenuto intorno alle 9,30 di stamattina a Parghelia, cittadina turistica sulla costa vibonese, nella piazzetta del paese, dinnanzi alla chiesa.
Secondo i primi accertamenti, l'uomo stava scendendo dalla sua autovettura, quando una persona si è avvicinata sparandogli da vicino. Trasportato all’ospedale di Tropea (Vv) per le prime cure, sarà trasferito in un centro specializzato. Sul posto i Carabinieri della Compagnia di Tropea e gli agenti della Polizia di Stato. Sambiase, che aveva vissuto gran parte della sua vita all’estero, da qualche mese era ritornato in paese dove lavorava nel settore turistico.

fonte: http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/vibo_parghelia_operatore_turistico_ferito_agguato_domenico_sambiase_tre_colpi_pistola_4564.html

13 giugno 2010

Vibo Marina. Consegnate ai cittadini le spiagge "bonificate"

La pulizia negli arenili delle Marinate

Senza tassi nè interessi, l'assessore comunale all'Ambiente Pietro Comito ha voluto fare una consegna "chiavi" in mano delle spiagge pulite ai cittadini delle Marinate. Una bonifica terminata «con largo anticipo dai dipendenti dell'Eurocoop».
Insomma, spiagge pulite ed estate sicura, perchè se i lavori di pulizia, con i mezzi meccanici, si sono conclusi in 10 giorni, conclusa non è l'estiva delle Marinate, dove «le aree – spiegano in una nota dal Comune – sono state attrezzate con appositi e nuovi cassonetti» e dove per tutta la stagione l'assessore Comito ha predisposto l'aumento del numero dei dipendenti «passati quest'anno a cinque, e che si occuperanno – si legge ancora nella nota – della manutenzione del litorale».
In questo senso, è stato previsto che «per offrire un servizio efficiente, la pulizia sarà effettuata, oltre che ad inizio mattinata dalle 6 alle 10 anche nella fascia pomeridiana dopo le 16». Spiagge e non solo, perchè Comito ha pensato anche alle strade e nei prossimi giorni si provvederà ad aumentare il numero di cassonetti per la differenziata. «Solo un primo passo» ha spiegato l'assessore, perchè in settimana, ha annunciato, ci saranno altre sorprese «e progetti che stiamo portando avanti».

12 giugno 2010

Briatico. Aveva realizzato discarica illegale, arrestato dai Carabineri

Filippo Niglia


Briatico (Vibo Valentia). Aveva illegalmente realizzato un vero e proprio sito di stoccaggio per rifiuti in un terreno di sua proprietà nella frazione S. Leo di Briatico.

Ad accorgersi delle centinaia di kg di lastre di eternit, calcinacci e tubature ammassate un po’ ovunque nella vasta area sono stati i Carabinieri della Stazione di Briatico che, con il supporto dei loro colleghi dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, da alcuni giorni stanno monitorando metro per metro tutto il territorio comunale per verificare il rispetto della normativa ambientale.

Gli uomini della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia, diretta dal capitano Stefano Di Paolo, dopo aver notato dall’alto le cataste di rifiuti speciali pericolosi e non, tra cui alcune lastre di eternit che già davano evidenti segni di cedimento e le pericolosissime polveri si stavano spandendo anche nei terreni circostanti, hanno svolto una serie di accertamenti per risalire all’identità del proprietario del terreno, identificato in Filippo Niglia, 50enne di Briatico, a cui gli uomini dell’Arma si sono immediatamente recati a fare visita.

Al loro arrivo i Carabinieri hanno potuto notare da vicino la vastità della discarica illegale. Ovunque si vedevano cumuli di calcinacci, tubature, lastre di eternit e addirittura bitume stradale che l’uomo, evidentemente da tempo, stava illegalmente accantonando nella sua proprietà invece di provvedere allo smaltimento a norma di legge.

Gli uomini dell’Arma hanno immediatamente ammanettato il Niglia con l’accusa di aver illegalmente realizzato una discarica di rifiuti speciali inquinanti e pericolosi, mentre l’intera area, di diverse centinaia di mq, è stata posta sotto sequestro in attesa delle operazioni di bonifica.

Continua quindi a ritmo serrato l’attività di tutela ambientale dei Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia che, da mesi, stanno passando al pettine tutti i comuni del circondario nel tentativo di debellare il fenomeno dell’illecito stoccaggio dei rifiuti.

fonte: http://www.newz.it/2010/06/11/briatico-aveva-realizzato-discarica-illegale-arrestato-dai-carabinieri/46777/

10 giugno 2010

La montagna potrebbe salvare la Provincia

Il presidente De Nisi annuncia: siamo pronti a rinunciare a tutte le indennità per risparmiare
di Stefania Marasco

La civiltà veniva dal mare, diceva qualcuno... Le province a quanto pare, invece, arrivano dai boschi o, meglio dire, si "conservano" meglio nei boschi. Perchè se a salvare Crotone dall'emendamento taglia province sarà quel "50 per cento di territorio montano", a mandare in cantina l'ente vibonese, invece, saranno quei 34,75 chilometri quadrati che le mancano per raggiungere la "quota".
Questione di numeri, di quei 200mila abitanti che la giovane provincia non possiede insieme alla porzione di montagna.
Così è, perchè l'emendamento votato a maggioranza dalla Commissione Affari istituzionali della Camera, ha dato il via libera ai tagli e la forbice, al momento sfoltirà solo 4 province (Vibo, Vercelli, Isernia e Fermo). Insomma, il countdown si può cominciare, perchè l'emendamento che costituisce l'art. 14 della Carta delle autonomie si appresta a varcare la soglia della Camera. In attesa del passaggio, però, l'intera provincia non sembra pronta a rassegnarsi. E, in prima fila, il presidente Francesco De Nisi che ha invitato tutti a mobilitarsi e ha convocato un consiglio provinciale aperto in piazza per sabato. Consiglio e non solo, perchè è di ieri l'annuncio: «Il taglio delle piccole Province serve a ridurre i costi della politica? Allora – chiosa – gli amministratori ed i consiglieri di Vibo sono pronti a rinunciare per intero al proprio stipendio». Insomma, quando il gioco si fa duro... il presidente della Provincia va al dunque.
E spiega che questa non è una «provocazione, ma un vero e proprio impegno». Anche perchè lo ribadisce, non è tagliando 4 o 5 province su 109 che si farà risparmio, oltre al fatto che, «il risparmio atteso – spiega – sarà irrilevante per le casse dello Stato, visto che i dipendenti pubblici in forza agli enti che verranno soppressi non possono essere licenziati ma al massimo trasferiti. Ebbene – ribadisce – se il problema siamo noi, presidente, assessori e consiglieri, siamo pronti a rinunciare agli stipendi e ad ogni forma di indennità, a patto che il territorio vibonese non perda lo status di provincia e con esso tutta una serie di servizi e presidi fondamentali». Ergo, cui prodest, sembra chiedersi De Nisi. Ma, se il presidente guarda al dato politico, ad entrare direttamente nel merito della ormai nota Carta delle autonomie è l'ex dg della Provincia, Domenico Mazzitelli. É lui che spiega che a mancare al Vibonese sono «34,75 km quadrati di territorio montano per raggiungere il requisito previsto».
Fa due calcoli e visto che la matematica non è un'opinione spiega: «La superficie territoriale della provincia è di 1139 km quadrati e il 50 per cento corrisponde a 569,5 km quadrati». Preso questo come dato di fatto, quindi, aggiunge: «il territorio montano della Provincia è di km quadrati 534,75 e pertanto ne mancherebbero soltanto 34,75». Un consiglio, quindi, Mazzitelli lo dà: «Mi permetto di ricordare a chi ha interesse che vi sono almeno 3-4 comuni della provincia di Reggio Calabria che, oltre a limitare con il Vibonese, hanno un territorio montano, per cui l'aggregazione di uno soltanto di essi scongiurerebbe la malaugurata ipotesi di soppressione». Fra i comuni a cui l'ex dg pensa «che hanno anche notevoli affinità culturali con la provincia, San Pietro di Caridà, Serrata e Laureana di Borrello». Insomma, per una legge che Mazzitelli reputa come «una bella trovata di tipo nord leghista» una soluzione si può trovare, anche perchè aggiunge «la provincia è fattore irrinunciabile di sviluppo socio-economico, presidio di cultura e legalità e la soppressione – chiosa – farebbe tornare agli anni '90». Ma, a parte numeri e confini, l'ex direttore generale uno sguardo lo rivolge alla legge, al fatto che il Parlamento dovrà seguire quel percorso indicato dall'art. 133 della Costituzione e, in questo senso, sottolinea come «il Parlamento non possa legiferare in assenza de "l'iniziativa dei Comuni" ed il parere della Regione».
Insomma, gli ingredienti ci sono tutti e chissà che la "carta" vinca sulla forbice...


09 giugno 2010

Odissea, scelgono il processo con rito abbreviato i sedici imputati

Alcuni di loro rispondono di estorsione e usura ai danni dei testimoni di giustizia Grasso e Franzè

Scelgono tutti il rito abbreviato i 16 imputati coinvolti, nel settembre del 2006, nell'operazione denominata Odissea, condotta dalla squadra Mobile di Vibo Valentia e coordinata dal sostituto procuratore della distrettuale di Catanzaro, Marisa Manzini. Cadute le aggravanti mafiose, gli atti sono stati trasferiti alla Procura di Vibo Valentia che, già nelle scorse udienze, aveva chiesto al gup il rinvio a giudizio per i vari indagati.
Attraverso i loro legali, però, tutti gli imputati hanno fatto richiesta per essere giudicati attraverso il rito abbreviato che consente, in caso di condanna, uno sconto di pena pari ad un terzo.
Ieri mattina, pertanto, il gup Gabriella Lupoli ha ammesso al rito abbreviato gli imputati: Filippo Gerardo Gentile, 55 anni, di Zambrone; Salvatore Sorrentino, 52 anni, di Vena Superiore; Paolino Lo Bianco, 47 anni, di Vibo Valentia; Giuseppe Francesco, detto "Pino", Bonavita, 64 anni, di Briatico; Francesco Giuseppe Niglia, 62 anni, di Briatico; Nicolino Mazzeo, 40 anni, di Mesiano di Filandari; Alessandro Ventre, 42 anni, di Vena Superiore; Antonino Accorinti, 54 anni, di Briatico; Massimo Guastalegname, 31 anni, di Triparni; Leonardo Guastalegname, 41 anni, di Triparni ma residente a Brescia; Antonio Tripodi, 46 anni, di Porto Salvo; Leonardo Franzè, 46 anni, di Vibo Marina; Giuseppe De Luca, 58 anni, di San Gregorio d'Ippona; Giuseppe Sicari, 48 anni, di Paradisoni di Briatico; Salvatore Muggeri, 33 anni, di Zambrone; Giuseppe Garrì, 38 anni, di San Costantino di Briatico.
Tutti gli imputati devono rispondere, a vario titolo, dei reati di usura ed estorsione ai danni dei coniugi Grasso- Franzè, in un arco temporale ricompreso fra il 1993 al 2005.
Ai fratelli Guastalegname, invece, vengono contestati i reati di estorsione e rapina ai danni del commerciante Giuseppe Francolino. Giuseppe Garrì è chiamato a rispondere di detenzione illegale di una pistola, mentre Nino Accorinti e Salvatore Muggeri sono accusati di estorsione «per aver costretto nel 2001 Giuseppe Grasso a non partecipare ad una licitazione privata indetta dall'amministrazione del Comune di Briatico». Per un diciassettesimo imputato, Giuseppe Accorinti (cl. '59), di Zungri (avv. Francesco Stilo), la scelta se optare per il rito abbreviato o per l'ordinario è stata rimandata alla prossima udienza fissata per il 19 luglio. In tale data avrà anche inizio la requisitoria del pm Fabrizio Garofalo.
Al rito abbreviato condizionato è stato, infine, ammesso Paolino lo Bianco. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati Enzo Gennaro, Giuseppe Bagnato, Giuseppe Di Renzo, Tony Crudo, Francesco Sabatino, Francesco Stilo.
E all'udienza di ieri si è presentato anche il collaboratore di giustizia Giuseppe Grasso il quale ha denunciato in aula di avere subito ulteriori minacce e intimidazioni alla vigilia dell'udienza. Questa volta le minacce secondo quanto sostenuto dallo stesso Grasso, parte offesa nel procedimento sarebbero arrivate via telefono: «Non ti presentare più ai processi».(r.v.)

Briatico. Incendiato un chiosco per la vendita di bevande

Il grave episodio si è verificato la notte scorsa in località Sant'Irene

Il chiosco dato alle fiamme a Sant'Irene - Briatico


Attentato incendiario la notte scorsa intorno alle 3,20 in località Sant'Irene di Briatico, nota località turistica. Ignoti hanno dato alle fiamme il chiosco di Giuseppe Comerci, del luogo. La piccola struttura nel periodo estivo viene utilizzata per la vendita di bibite ed il rilascio di biglietti per gite alle Isole Eolie. Le fiamme hanno danneggiato parte dell'attrezzatura che si trovava al suo interno. I danni non sono di grossa entità.
Ad accorgersi delle fiamme sono stati alcuni abitanti del luogo i quali hanno immediatamente lanciato l'allarme. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Vibo Valentia i quali hanno fatto di tutto per contenere i danni. I carabinieri sono intervenuti ieri mattina, intorno, alle 9. Dopo aver effettuato i rilievi del caso hanno immediatamente avviato le indagini per risalire agli autori. Nel passato l'esercizio commerciale, gestito a livello familiare, aveva subito un altro attentato. Non è la prima volta che sul litorale di Briatico vengono presi di mira strutture turistico-balneare. Due anni fa un altro chiosco nella zona marina era stato distrutto dalle fiamme.(l.f.)

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=81241&Edizione=11&A=20100609

08 giugno 2010

Briatico. Potenzoni sospesa fra arte e fede rivive la tradizione dell'Infiorata

La manifestazione giunta alla diciottesima edizione


L'opera di un artista durante l'infiorata di Potenzoni

Una giornata fra i colori che hanno dato vita alla devozione, a quel sacro che fra le vie di Potenzoni di Briatico ha animato la diciottesima edizione dell'Infiorata e la terza edizione del concorso dell'Infiorata "Sezione artisti", promossa dall'associazione onlus "Potenzoni in fiore".
Agave, Glicine, Torre e Chiesa i quattro rioni impegnati nella manifestazione che ha reso Potenzoni il "Paese calabrese dell'Infiorata artistica". Strade, vicoli e piazze che, domenica, si sono trasformati in un grande tappeto, in attesa del passaggio del Santissimo – la solenne processione per il Corpus Domini. Momenti d'arte e di profonda fede, che coinvolgono i 250 abitanti del piccolo paese del Vibonese e che, anche, quest'anno ha ospitato numerosissimi visitatori.
Un lavoro che per la prima volta in questa edizione ha visto gli artisti lavorare tutta la notte per l'inaugurazione che si è tenuta alle 11 – alla quale erano presenti fra gli altri il vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea Luigi Renzo, il presidente della Provincia Francesco De Nisi, il consigliere regionale Bruno Censore, oltre naturalmente al sindaco di Briatico Francesco Prestia con tutti i rappresenti del Comune.
Un'occasione, insomma, per ripercorrere la tradizione e per farsi travolgere dalla sfida che ha coinvolto gli artisti e il cui vincitore si conoscerà la prossima domenica.

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=80802&Edizione=11&A=20100608

07 giugno 2010

Vibo: caso Federica Monteleone. Condannato l'ex procuratore Laudonio

Laudonio ritenuto responsabile di falso ideologico, omissioni di atti d’ufficio e favoreggiamento, è stato condannato

Dopo la sospensione dallo stipendio e la sospensione dalle funzioni di magistrato disposto dalla sezione disciplinare del Consiglio Superiore della magistratura il 10 gennaio del 2009 su richiesta della Procura generale della Cassazione, per l'ex procuratore di Vibo Valentia Alfredo Laudonio è arrivata ora una condanna in sede penale, giunta al termine del giudizio con rito abbreviato. Laudonio è stato condannato ieri dal gup di Salerno Di Florio ad 1 anno e 8 mesi (pena sospesa) e ritenuto pertanto responsabile dei reati di falso ideologico commesso nell'esercizio delle proprie funzioni, omissioni di atti d'ufficio, favoreggiamento personale. 
audonio, al quale sono state concesse le attenuanti generiche, è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e al risarcimento di tutti i danni, morali e materiali, da liquidarsi in separato giudizio, oltre alla refusione delle spese processuali e di costituzione. 
La vicenda che ha interessato Alfredo Laudonio nasce dalla denuncia, presentata subito dopo la morte di Federica Monteleone, dal sostituto procuratore di Vibo, Fabrizio Garofalo ed inoltrata all'allora Procuratore generale di Catanzaro Vincenzo Iannelli. L'ex procuratore è stato accusato dal pm, Roberto Penna, di aver avviato l'inchiesta sul decesso della povera Federica Monteleone con ritardo, assegnando il fascicolo d'indagine al pm Fabrizio Garofalo solo il giorno dopo il black-out nella sala operatoria dell'ospedale "Jazzolino", nonostante Laudonio fosse stato subito informato di quanto si era verificato in quella sala dal direttore sanitario dell'Asl dell'epoca, Alfonso Luciano, e nonostante il sostituto di turno fosse proprio Garofalo che avrebbe dovuto quindi essere immediatamente avvertito dal capo dell'Ufficio. 
Le omissioni contestate all'imputato riguardano il mancato sequestro della sala operatoria dove fu operata Federica, che avrebbe consentito l'inquinamento delle prove, l'alterazione della stessa sala ed avrebbe inoltre favorito i vertici aziendali ed ospedalieri di Vibo, operanti nel periodo, chiamati ora a rispondere di omicidio colposo dinanzi al Tribunale presieduto da Giancarlo Bianchi. Tali omissioni, secondo l'accusa contestata a Laudonio, avrebbero pure ostacolato l'attività della polizia giudiziaria sul caso di Federica Monteleone. L'altra omissione contestata all'ex procuratore di Vibo riguardava la mancata verbalizzazione di quanto dichiarato dal primario ortopedico dell'ospedale di Vibo, Michele Soriano, nel corso dell'interrogatorio reso dinanzi allo stesso Laudonio. Soriano avrebbe infatti riferito all'ex procuratore che l'impianto elettrico della sala operatoria dell'ospedale di Vibo, nella quale fu sottoposta ad intervento di appendicectomia Federica, era stato modificato già il giorno dopo l'intervento chirurgico sulla ragazza. Quest'ultima circostanza, secondo l'accusa del pm Penna e fatta propria dal gup Di Florio, non sarebbe però stata verbalizzata da Laudonio. La famiglia Monteleone si è costituita parte civile nel processo a carico dell'ex procuratore, per il solo capo d'imputazione relativo all'omissione di atti d'ufficio.

05 giugno 2010

E IL GRUPPO NIGLIA "BOCCIA" LE IDEE DI PRESTIA

La minoranza, che fa la voce dell'opposizione forte, dissente da tutto e vota contro 2 emendamenti su 3.


di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org


BRIATICO- Se ci fosse stata la presenza del “solitario” Agostino Vallone nelle file della minoranza, di sicuro si sarebbe intuito, alla luce della giornata di ieri, da che parte il consigliere targato Pd avrebbe voluto schierarsi. C’è di fatto che il gruppo “Niglia” ha bocciato 2 emendamenti su 3, dando 3 voti contrari e 1 in astensione sul consuntivo del Bilancio 2009 e facendo “l’en plein” di 4 su 4 per quanto riguarda le linee programmatiche in progetto dall’amministrazione Prestia. Andrea Niglia, come al solito combattivo e irrequieto, non si trova d’accordo su vari punti, specie sulle tasse dell’Ici e dei valori venali. L’ex Sindaco, da buon economista, sostiene come “questo Comune ha entrate solo grazie alle tasse Ici, Tarsu e acqua. Io sono favorevole se lavoriamo per aiutare a rendere meno gravosa questa tassa ai meno abbienti, ma allo stesso tempo dobbiamo lavorare per far pagare il giusto dovuto a coloro i quali dichiarano di abitare in 50 mq. e poi vivono in 200. Voglio ricordare - continua Niglia – che c’è gente in questo paese che è un evasore totale e non ha mai pagato un centesimo al Comune”. Parole sacrosante quelle del consigliere di minoranza, perché logicamente paga sempre il giusto per il peccatore, come si suol dire. Sulla questione Italcementi, Andrea Niglia dissente ancora, specificando come
“ la convenzione l’ho rettificata io, passando da 75 milioni annui a 135 mila euro, duplicando dunque le entrate”.

LE LINEE PROGRAMMATICHE DELLA NUOVA AMMINISTRAZIONE

Consiglio comunale in mano alla maggioranza. Tra approvazioni di bilanci e futuro del paese.

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org



BRIATICO- Il consiglio comunale di giovedì ha segnato finalmente, dopo i veleni del pre e post elezioni, l’inizio della nuova stagione politica, fatta di dialogo e confronto sereno tra le parti. Il “gruppo” Prestia, come al solito molto unito e compatto, ha votato a maggioranza sui tre punti previsti all’ordine del giorno. Il bilancio consuntivo dell’anno 2009 è stato approvato senza, però, qualche polemica nata dai 3 neo-consiglieri di minoranza, i quali, tramite le parole del consigliere Francesco La Piana, si sono dichiarati “contrari all’approvazione del documento per discordanza tra il progetto e il documento finale”. La sottigliezza, messa in evidenza dalla minoranza, sottolinea un errore tecnico plausibile e poco rilevante, che fa capo al lavoro dal tesoriere del Comune Gaetano La Rocca, il quale, a suo dire ha tralasciato qualche “residuo passivo in bilancio”. Al 31 dicembre il Comune pareggia i conti con l’esattoria, attestando il suo bilancio a 101.887,86 euro, chiudendo oltretutto con un fondo cassa di 146.887,21 euro. La seduta, avvicendata dai “soliti” battibecchi Prestia-Niglia, vero tormentone di questa nuova stagione, va avanti con l’illustrazione dello stesso Sindaco delle “linee programmatiche” della nuova amministrazione. Un corposo documento di progetto che se sviluppato renderà Briatico davvero al passo con i tempi. Il Sindaco, coadiuvato dal suo vice Massimo La Gamba, espone una serie infinita di idee innovative. Tra le più importanti ci sono senza dubbio il progetto, destinato a realizzarsi dopo la fine dell’estate, della raccolta differenziata potenziata dal servizio porta a porta. Secondo Franco Prestia “ è un progetto realizzabile, che renderebbe sicuramente il paese migliore, più pulito e più moderno”. Un altro nodo da sciogliere sarà improntato sulla riduzione della tasse Ici, Tarsu e Acqua. “Molte famiglie che vivono in condizioni disagiate – sostiene Prestia – non potranno pagare gli arretrati che devono al Comune ed io, come padre di famiglia, mi sento di dire che dobbiamo lavorare uniti per cercare di rendere meno gravosa la spesa ai cittadini meno abbienti”. Sulla questione “lavoro”, Massimo La Gamba ha in mente di incrementare le cooperative di sviluppo, in modo da assicurare a molti cittadini la possibilità di crearsi un’attività di pubblico servizio, tentando così di far rientrare l’esternalizzazioni dei lavori, voluti all’epoca dei commissari prefettizi. Un’altra questione spinosa messa in ballo dal primo cittadino, sono le varie convenzioni che la scorsa amministrazione ha stipulato con gli enti esterni. “Va tutto rivisitato – tuona Prestia – a partire dal piano spiagge, alle convenzioni con gli imprenditori turistici e alla convenzione con l’Italcementi”. A tal proposito, il Sindaco crede fortemente alla possibilità di instaurare un tavolo di trattative con i dirigenti del colosso del cemento, volendo aumentare le richieste di pagamento, che ad oggi sono state fissate per circa 135 mila euro annui per 12 anni. “ E’ troppo poco- conclude Prestia – noi dobbiamo avere di più ogni anno ed è giusto sedersi per parlare”. Ed in effetti trovare migliori accordi con l’Italcementi favorirebbe senza dubbio la modernizzazione del paese, perché Briatico è tra i principali Comuni “sfruttati” dall’estrazione dei materiali di cava.

04 giugno 2010


Comunicato Stampa
XVIII edizione dell'Infiorata di Potenzoni
Domenica 6 giugno 2010, ore 11.00 

 Potenzoni di Briatico, il "Paese calabrese dell'Infiorata artistica", al pari di Genzano, Noto e Poggio Moiano, presenta alla gente, per il diciottesimo anno consecutivo, le sue strade infiorate create per essere solcate dal Santissimo. Per gli abitanti di Potenzoni l'infiorata rappresenta un'importante occasione attraverso la quale manifestare la loro forte capacità espressività e l'attaccamento verso la propria religiosità. Per l'occasione strade, vicoli, larghi e piazzette vengono allestite e decorate con  centinaia di icone e simboli. Anticamente, in paese, era abitudine rallegrare la processione religiosa  del Corpus Domini con una pioggia di petali che venivano lanciati dai balconi al passaggio del Santissimo. Oggi i maestri infioratori di Potenzoni, per qualità tecniche, espressività e fantasia, possono dire di aver raggiunto la perfezione, vengono chiamati per operare nelle maggiori manifestazioni nazionali di infiorate artistiche, realizzando, di volta in volta,  madonne, crocifissi, icone, stemmi e segni sacri, simboli religiosi. Per l’occasione i quattro rioni del paese, Glicine, Torre, Chiesa e Agave, si confrontano con l'utilizzo di milioni di petali colorati.  E le strade del piccolo paese con sole 250 anime si animano festose ed accolgono ancora una volta migliaia di visitatori. Il prossimo 6 giugno, dalle ore 11,00 l'Infiorata di Potenzoni mostrerà tutti i suoi colori. Poi la valutazione delle opere floreali curata da una commissione di esperti ed infine il il passaggio del Santissimo sui policromi effimeri tappeti. L'organizzazione dell'evento è curata dall'Associazione  Onlus "Potenzoni in fiore".
Potenzoni di Briatico (VV) - Domenica 06 giugno 2010: XVIII Edizione dell'Infiorata e III edizione del concorso dell'Infiorata "Sezione Artisti".

Apertura al pubblico dalle ore 11:00.
Accesso libero.
 
Maggiori dettagli sono reperibili sul sito ufficiale dell'Infiorata: www.infioratapotenzoni.it
o contattando direttamente il Comitato promotore. 
La Segretaria dell'Associazione
Daniela Calzone
Contatti:
cell. 
340-6970241 (presidente associazione "Potenzoni in Fiore")



"Potenzoni in Fiore"
Associazione Onlus 
via Carducci snc 89817
Potenzoni di Briatico (VV)

02 giugno 2010

Clan Lo Bianco, l'ascesa delle giovani leve

Ieri udienza di convalida del fermo davanti al Gip che si è riservato la decisione nei confronti dei 14 indagati

di Marialucia Conistabile


Il Capo Clan e le giovani leve dei Lo Bianco


Udienza di convalida del fermo, ieri, davanti al gip Gabriella Lupoli, nei confronti delle dodici persone coinvolte nell'operazione "The goodfellas" (Quei bravi ragazzi), scattata all'alba di lunedì. Altri due indagati, che si sono resi irreperibili, vengono attivamente ricercati. Per tutti il pm Fabrizio Garofalo, su delega dei magistrati della Dda, ha chiesto la convalida del provvedimento emesso dalla Procura distrettuale di Catanzaro e l'applicazione della custodia cautelare in carcere.
Da parte loro, invece, le difese degli indagati hanno contestato la sussistenza del reato associativo e chiesto la non convalida del fermo. Al termine dell'udienza il gip si è riservato la decisione. Sarà invece valutata dal gip di Cosenza la posizione di Andrea Mantella (che si trova piantonato in una struttura sanitaria del Cosentino) nel corso dell'udienza di convalida del fermo in programma domani.
In particolare, destinatari del provvedimento di fermo disposto dal procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro Giuseppe Borrelli e dal sostituto Gianpaolo Boninsegna, sono stati: Carmelo Lo Bianco (detto Piccinni), di 78 anni, che si trova in stato di fermo in ospedale; Andrea Mantella (A' Guscia), di 38 anni, in stato di fermo nella struttura sanitaria di Cosenza; Nicola Manco, di 48; Raffaele Pardea (Lello u Ranisi), di 51; i fratelli Domenico e Francesco Macrì, rispettivamente di 26 e 30 anni (nipoti di Pardea); Vincenzo Mantella, di 24 (cugino di A' Guscia); Giuseppe Lo Bianco, di 38; Francesco Franzè, di 27; Domenico Tomaino, di 20; Francesco Giurgola, di 33 e Filippo Polistena, di 34 anni. Sono, invece, riusciti a rendersi irreperibili Antonio Francesco Pardea, 24 anni figlio di Lello u Ranisi e Salvatore Morelli (Turi l'Americano), di 27. Il provvedimento ha altresì disposto il sequestro di due società: la Pubbliservice Sud e la Transfert Ambulanze.
L'inchiesta – condotta dalla Squadra mobile, guidata dal vice questore Maurizio Lento, e coordinata dal procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro Borrelli e dal sostituto Boninsegna – ha posto in risalto non solo la capacità di ripresa della cosca Lo Bianco, praticamente a pochi mesi di distanza dall'operazione New Sunrise che, nel febbraio 2007, colpì pesantemente il clan della città capoluogo, quanto l'ascesa nelle attività criminali di un gruppo di giovani. Nuove leve che non avrebbero esitato un solo istante a farsi forti dietro il nome dei Lo Bianco, o meglio dello Zio Carmelu e pronti a seguire gli "ordini" di Andrea Mantella il quale avrebbe assunto il coordinamento del gruppo di giovani, nella seconda marzo del 2008, mentre era ai domiciliari, subentrando nell'incarico a Nicola Manco, genero di Piccinni.
E, per gl'inquirenti, la dimostrazione del fatto che le nuove leve non mostrassero titubanze a spendere il nome delloZio Carmelu, sta nella tentata estorsione ai danni di un imprenditore edile (che ha denunciato il tutto, facendo così scattare l'inchiesta). Episodio che risale alla fine del 2007, inizi del 2008. All'epoca i due giovani che si presentarono dall'imprenditore invitandolo a mettersi a posto con il cantiere e con un altro – «avimu u vidimu u ndi mentimi a posto cu stu canteri e cu chiju 'i jocu assupra» – perché «tutti si misiru au postu e aviti u vi mentiti puru vui a u postu», ribadendogli, davanti al suo diniego: «Si no 'nti menti a postu cu nui a Vibu ti stai a Triparni. Ca domani u canteri è chiusu...non si lavora a Vibu e non amu i 'nchiani i' nenti. È puru meritu nostru si fino a mo' lavorasti tranqillu!», nel momento in cui veniva loro chiesto chi li avesse mandati, uno dei due rispondeva in maniera secca:«U zio Carmelu», ribadendo poi davanti a ulteriori domande dell'interlocutore – il quale era a conoscenza del fatto che Carmelo Lo Bianco fosse ai domiciliari – «non iju, ma cu pe' iju», cioè: non lui ma chi per lui. Una "trattativa" che, a distanza di qualche mese, per gli emissari – poi individuati in Antonio Francesco Pardea e Domenico Macrì – si sarebbe potuta chiudere con 3mila euro.
L'attività intercettiva posta in essere dalla Mobile subito dopo l'arresto dei due giovani, nelle strutture carcerarie dove i due erano rinchiusi, in occasione dei colloqui in carcere e a bordo delle autovetture dei loro familiari, avrebbe consentito agl'inquirenti di ricostruire l'intera vicenda «riconducendola nell'ambito delle attività del gruppo Lo Bianco». Ciò anche in considerazione del fatto che, dopo la loro cattura, sarebbe scattato un complesso sistema assistenziale, che prevedeva in primo luogo il pagamento delle spese legali dei due giovani. Anche se, sempre secondo quanto emerge dall'inchiesta, chi doveva far fronte a ciò non l'avrebbe fatto in modo adeguato viste le lamentele «pecore e montoni si comportano male», soprattutto da parte dei familiari di uno dei due giovani arrestati per la tentata estorsione. Infatti, una delle persone che avrebbero avuto l'obbligo di provvedere alle necessità del detenuto sarebbe stato definito, senza mezzi termini, «un bugiardo e un falso» mentre un altro veniva appellato come «un bastardo di merda...ma proprio indegno».
Ma, se da una parte il nome dello Zio Carmelu veniva speso per vincere resistenze e far valere, senza colpo ferire, la forza intimidatrice della "famiglia", dall'altra i giovani che si sarebbero trovati sotto l'ala di Andrea Mantella, non si sarebbero fatti passare la mosca sotto il naso. Uno di loro, infatti, sarebbe l'autore di un atto intimidatorio compiuto, a colpi di pistola, nel settembre del 2009 contro lo studio di un odontoiatra. Una vicenda ricostruita il 18 febbraio scorso all'esito di una conversazione intercettata in quella data. Il movente dell'intimidazione sarebbe da ricercare in una "discussione" avvenuta nello studio. In pratica mentre l'autore del gesto aspettava di sottoporsi a cure odontoiatriche, si era accorto che il medico aveva visitato, prima di lui, una parente di Carmelo Lo Bianco, del '45 detto Sicarro, cugino di Piccinni. Comportamento che il giovane appartenente al gruppo coordinato da Mantella avrebbe preso non solo come un affronto personale, ma come una mancanza di rispetto all'intera frangia del gruppo a cui apparteneva. Pertanto aveva chiarito con il medico che non era il caso di far passare prima una Lo Bianco, come forse si usava in passato, ritenendo – evidentemente in quanto uomo di Mantella – di avere diritto a uguale o addirittura maggiore rispetto: «Ma che vi pare...che qua...qua ormai ci siamo noi che...che pretendiamo...Ormai ci siamo noi che dirigiamo».
E l'esistenza di un nuovo gruppo operante a Vibo Valentia sarebbe emersa anche da altre intercettazioni; un gruppo caratterizzato dalla volontà di estromettere dalla zona «i non vibonesi». In tale contesto, per gl'inquirenti, sarebbe da inserire la lite tra alcune delle nuove leve vibonesi e un esponente del clan Mancuso di Limbadi.

I reati contestati
Alle 14 persone indagate, dodici delle quali fermate e due irreperibili, la Dda contesta la partecipazione a un'associazione mafiosa, con disponibilità di armi, finalizzata alla commissione di estorsioni e altri delitti contro il patrimonio, all'acquisizione, in modo diretto o indiretto, della gestione e, comunque, del controllo monopolistico di attività economiche (mercato delle affissioni pubblicitarie, dei servizi funerari e di trasporto in ambulanza) e di pubblici appalti e alla realizzazione di profitti e vantaggi ingiusti.
Ierinel corso dell'udienza di convalida del fermo, davanti al gip Lupoli, a sostenere la difesa degli indagati sono stati gli avvocati: Vincenzo Gennaro, Giuseppe Di Renzo, Giovanni Marafioti, Francesco Muzzopappa, Tani Scalamogna, Francesco Sabatino e Luigi La Scala.

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