30 maggio 2010

Briatico. La marina al tramonto



fonte: http://www.flickr.com/photos/20964104@N07/4043346716/

Sequestrati 250 chili di tonno rosso dalla Guardia costiera

A bordo di un motopesca
di L.F.


Un ingente quantitativo di tonno rosso è stato sequestrato dai militari della Guardia costiera di Vibo Marina nell'ambito dei controlli per il contrasto della pesca illegale nel basso tirreno, in particolare con reti "spadare".
Il sequestro, oltre 250 chilogrammi, è avvenuto a bordo di un motopesca approdato nel porto di Vibo Marina dopo che lo stesso era stato controllato in mare dalla motovedetta CP 705 della Guardia costiera di Cetraro.
L'operazione degli uomini del comandante Luigi Piccioli, è scaturita nel corso di una verifica delle quote di pescato. La pesca del tonno è infatti contingentata a livello comunitario. «Pertanto – si legge in un comunicato della Capitaneria di porto – ciascuna unità è autorizzata con uno specifico quantitativo limitato ai fini della conservazione della specie ittica, per un prelievo ottimale ed uno sviluppo sostenibile delle attività di pesca marittima. Considerato che il motopesca oggetto dei controlli non rientra fra le navi autorizzate a questo tipo di pesca e che la cattura dei tonni aveva superato la quota consentita (massimo 5 per cento del totale del pescato), il personale della Capitaneria ha proceduto a confiscare gli esemplari di tonno, elevando inoltre un verbale di circa 2.000 euro. Il prodotto confiscato – continua la nota – è stato poi venduto all'asta ed il ricavato è stato destinato all'erario».
Il prodotto confiscato è stato successivamente venduto all'asta e il ricavato è stato destinato all'erario. L'importante operazione rientra nelle attività di vigilanza pesca, programmate dalla Direzione marittima – Guardia costiera di Reggio Calabria, finalizzate ad un capillare controllo del territorio, così da reprimere e scoraggiare attività di pesca e di commercio di prodotti ittici non consentite.
Non è la prima volta che gli uomini del comandante Luigi Piccioli bloccano pescherecci che praticano ancora la pesca illegale che crea tanti danni all'ecosistema marino.

28 maggio 2010

Decreto taglia Province: un gran pasticcio

Bevilacqua (Pdl) assicura: non saranno abolite ma per farlo è necessaria la modifica della Costituzione
di Nicola Lopreiato

«Un pasticcio senza precedenti». Così il presidente della Provincia Francesco De Nisi ha definito la confusione che in questi giorni è sorta attorno al taglio dell'Ente generata da una raffica di conferme e smentite che si sono inseguite per tutta la giornata di ieri.
«Credo che in questa circostanza la confusione generata nell'opinione pubblica dal Governo non abbia precedenti. L'abolizione delle Province con meno di 220mila abitanti è prevista nel decreto legge della manovra economica anticrisi all'articolo 5. Eppure, il ministro Tremonti e il presidente Berlusconi hanno smentito categoricamente. Insomma, un pasticcio imbarazzante per il Paese, a meno che non si voglia riscontrare in questa avventatezza la scarsa considerazione che il Governo nutre verso le sorti del Mezzogiorno».
In attesa di conoscere il testo del decreto, che ora deve essere firmato dal presidente della Repubblica, De Nisi richiama l'attenzione del Governo su alcune ricadute di carattere sociale ed economico che metterebbero completamente in ginocchio il territorio: «Sebbene la situazione sia ancora estremamente fumosa e presenti evidenti profili di illegittimità costituzionale – sottolinea – è utile analizzare l'impatto che avrebbe l'eventuale soppressione della Provincia di Vibo Valentia e dello status di città capoluogo. Tanti sono gli enti e le articolazioni dello Stato che verrebbero meno: Prefettura, Questura, Comandi provinciali dei carabinieri, della Guardia di finanza, del Corpo forestale, dei Vigili del fuoco, Direzione provinciale del Tesoro, Ragioneria dello Stato, Agenzia delle entrate, Agenzia delle dogane, Agenzia del territorio, Direzione provinciale del lavoro, Camera di commercio, sezione locale di Confindustria, sedi provinciali dell'Inps e dell'Inail, Azienda sanitaria provinciale, Aci, Croce rossa, Ufficio scolastico, Ufficio provinciale delle Poste italiane, Motorizzazione civile. In questi uffici lavorano circa 2mila persone – spiega il presidente – che corrispondono ad altrettanti nuclei familiari. In totale, dunque, almeno 6mila cittadini vibonesi (se si considera una media per difetto di 3 persone a famiglia) sarebbero costretti a trasferirsi altrove».
Le conseguenze sarebbero devastanti per una città come Vibo anche e soprattutto con riguardo alle ricadute economiche. «Pensiamo, ad esempio, al conseguente crollo del mercato immobiliare e del commercio, nonchè ai maggiori costi che dovrebbero essere sopportati dai cittadini per gli spostamenti».
Insomma, gli effetti sarebbero molteplici e non tutti prevedibili. «Ecco perchè – dice De Nisi –, nel caso in cui dovesse essere confermata la volontà del Governo di procede alla soppressione delle Province, promuoveremo una mobilitazione generale attraverso un Consiglio provinciale aperto alla partecipazione dei cittadini e dei sindaci, fino ad impugnare il provvedimento legislativo per sollevare una questione di legittimità costituzionale».
In questo caso, di fronte al pericolo dello smantellamento del reticolo autonomistico, potrebbero ricorrere alla Corte costituzionale la Regione ed i Comuni.
Ma c'è anche chi è convinto, come il senatore Francesco Bevilacqua, che le notizie riportate circa l'abolizione delle mini Province sono prive di fondamento. «Non è assolutamente vero – ha sottolineato – che il centrodestra locale è rimasto in silenzio a guardare, anzi si è subito attivato e prima di suscitare inutile allarmismo tra la popolazione ha voluto verificare la fondatezza della questione. Abbiamo appreso che la notizia (la soppressione delle mini Province ndr), è priva di fondamento, anche perché trattandosi di legge costituzionale, l'abolizione delle Province richiederebbe due passaggi in Parlamento. Ciò nonostante – ha aggiunto Bevilacqua – è intenzione del Governo effettuare tagli sugli enti inutili e sui costi della politica per concorrere a risollevare il paese dalla crisi economica e per evitare di far pagare più tasse ai cittadini».
Secondo il parlamentare del Pdl, infine, «non va trascurato il fatto che dovendo ottenere un beneficio immediato non avrebbe avuto alcun senso per lo Stato attuare a partire dal 2013 la cancellazione delle province».

27 maggio 2010

«Non ci faremo scippare la Provincia»

Imbarazzante il silenzio del centrodestra. Russo (Pd) invita il presidente Scopelliti a prendere posizione
di Vittoria Sicari

La politica costa troppo, si deve autoriformare con tagli mirati e con l'abolizione degli enti inutili. È questo il percorso che sta alla base del provvedimento assunto dal governo Berlusconi nelle ultime ore e che mira alla cancellazione delle Province con meno di 220mila abitanti. Tagli che dovrebbero realizzarsi a partire dalla prossima consiliatura provinciale (2013) e che farebbero saltare anche la giovane provincia vibonese. Una scelta che ha suscitato non poco malcontento tra gli abitanti del comune capoluogo, i quali hanno accolto con favore la decisione del Governo di tagliare gli sprechi ma non hanno digerito che come al solito a pagare le conseguenze siano sempre le aree sottosviluppate del sud.
«La paventata ipotesi del trasferimento delle competenze a Catanzaro – ha osservato Silvie Dobois in Sabatino – sarebbe un terribile ritorno al passato. È appena iniziata a decollare timidamente la nostra provincia e già dovrebbe sparire? È inconcepibile che con la storia che ha la nostra città si torni ad essere un paesino». C'è amarezza tra la popolazione, che già una prima volta, dopo che Monteleone fu eletta a capoluogo della Calabria Ulteriore durante il decennio francese (1805- 1815), venne declassata dai Borboni al rango di "paesani". Non ci stanno più i vibonesi a vedersi scippare dalle opulente città del nord la possibilità di tornare ad essere protagonisti di quella storia che li ricorda cittadini della polis in epoca greca.
«Non sono d'accordo su quanto deciso dal Governo – ha rilevato Maria Gloria Simonetta – non è sicuramente questa la scelta più oculata. I tagli devono riguardare interi settori e non solo le piccole province del sud. Io ho un'associazione di volontariato e la Provincia ha sempre sostenuto la mia azione a favore della collettività». Sono in molti ad essere convinti che il risanamento dei conti pubblici debba partire dagli stipendi dei politici, dalle auto blu, dai privilegi alla casta, dalle mega pensioni maturate dopo appena pochi anni di lavoro. «Che dimezzino lo stipendio ai politici – ha detto don Antonino Vattiata – e che lascino stare le province perchè abbiamo bisogno di strutture di sostegno per il territorio». E ancora «Le risorse vanno risparmiate altrove – ha precisato il ventenne Francesco Mollese – Bisogna pensare a riorganizzare la Pubblica amministrazione in generale e non eliminare le province più piccole che magari hanno una loro valenza È paradossale che in futuro dovrò recarmi da Nicotera a Catanzaro o a Reggio». Dura la reazione di Giovanni Russo (Pd), vice presidente del Consiglio comunale, il quale chiede di conoscere la posizione del neo governatore della Regione «soprattutto in merito alle eccezioni che sembrano proprio un "escamotage" per salvare tutte quelle province care alla Lega nord. Purtroppo ormai siamo abituati ad una politica improntata sulla demagogia e il totale abbandono del Sud su dirette indicazioni della lega. Non si capisce proprio quale sia la finalità di tale proposta: forse incassare il voto di qualche deputato dissidente». Da qui l'invito di Russo a Scopelliti di spogliarsi dei panni di coordinatore regionale del Pdl e prendere le difese delle province più piccole».
E a chiedersi se veramente il ministro Tremonti creda di risparmiare cancellando piccole realtà come Vibo sono davvero in tanti. «Forse bisognerebbe cominciare a snellire gli apparati burocratici in generale – ha sottolineato Cinzia Ceravolo – Quanti sono gli impiegati che riscaldano la sedia e che non hanno le competenze per rendere un servizio alla comunità? Credo che sia questa la strada da seguire». Insomma, non è tanto una questione di numero di abitanti di cui il governo ha voluto tener conto, quanto piuttosto di rilevanza territoriale e culturale di alcuni enti. Ad esserne convinto non è solo il consigliere Russo, ma anche molti giovani i quali invocano presenza delle istituzioni e cultura della legalità. «Dopo tanti passi avanti questa sarebbe una resa – hanno sottolineato alcuni ragazzi – abolendo la Provincia scomparirebbe anche la Questura, la Prefettura, i Comandi provinciali di Guardia di finanza, Carabinieri e Vigili del Fuoco». Nessun commento da parte del centrodestra, che piuttosto imbarazzato, per ora preferisce restare abbottonato, in attesa di una conferma definitiva del provvedimento governativo.


26 maggio 2010

DIECI LE PROVINCE ABOLITE


ROMA - Sono 10 le provincie abolite dalla norma inserita nella Finanziaria. E' quanto riporta il sito del ministero dell'Economia che, nel descrivere le misure adottate, spiega che ''sono abolite 10 piccole Province, con meno di 220.000 abitanti, non ricadenti in regioni a statuto speciale''.
Secondo quanto si e' appreso, le modalita' di calcolo della popolazione per individuare quali sono le provincie interessate faranno riferimento alle statistiche Istat.
Da Biella a Vercelli, passando per Rieti e Vibo Valencia. Sono dieci le provincie che vengono abolite in base alla manovra varata dal governo. Eccole. Nel Piemonte ci sono Biella e Vercelli; in Toscana, Massa Carrara; nelle Marche, Ascoli Piceno e Fermo; nel Lazio, Rieti; nel Molise, Isernia; nella Basilicata, Matera; in Calabria, Crotone e Vibo Valentia.
 
DOMANI LE CONTROPROPOSTE DI REGIONI ED ENTI LOCALI - Giornata cruciale quella di domani per regioni ed enti locali che hanno deciso di riunire gli organismi decisionali per discutere della manovra 2011-2012 e dare una risposta al governo con delle controproposte. La Conferenza delle Regioni è stata convocata per le 10 nella sede del Cinsedo di via Parigi a Roma. Alle 11 sarà la volta del comitato direttivo dell'Anci che si svolgerà a porte aperte limitatamente all'argomento in questione. Alla stessa ora si riunirà anche l'Ufficio di presidenza dell'Upi nella sede di piazza Cardelli; l'Unione delle province farà seguire una conferenza stampa. All'ordine del giorno delle tre riunioni l'esame delle proposte delle proposte del governo passate con riserva ieri in Cdm che complessivamente chiede all'intero sistema delle autonomie un contributo di oltre 13 miliardi di euro nel biennio. * REGIONI - 5 mld di euro il primo anno e altri 5 in quello successivo: è questo il taglio definito "insostenibile" dal presidente Vasco Errani a carico delle regioni che riguarderà fondamentalmente i trasferimenti. Sulla sanità è ancora da definire la questione dei tichet. Proprio per evitarne il ricorso governo e regioni avevano previsto nel Patto della salute 2010 una copertura di circa 830 milioni di euro a carico dello Stato. Ora si dovrà vedere come far conciliare le due disposizioni. Le regioni sono poi preoccupate del taglio del 10 per cento ai singoli ministeri perché temono che i ministri potrebbe rivalersi su quei settori che non gestiscono direttamente e cioé le regioni. * COMUNI E PROVINCE - Per il comparto dei Comuni e delle Province, si parla di 1 miliardo e 100 per il 2011 e 2 miliardi e 100 per il 2012. Nel provvedimento si contemplerebbe poi la riduzione di un certo numero di province. L'anci in cambio chiede la restituzione subito di 500 milioni di euro dei circa 900 già tagliati tra fondo sociale e ici prima casa.In secondo luogo chiede una rimodulazione del Patto di stabilità per il 2011 e il 2012 e di mantenere i tempi stabiliti per il decreto attuativo sul federalismo fiscale. Vi è poi la questione degli immobili non accatastati:saranno trasferiti ai comuni le mappe e gli elenchi, per permettere gli accertamenti fiscali. Il vice presidente dell'Upi, Dario Galli, con delega alla Finanza ha chiesto che i lavori per gli interventi sugli edifici scolastici, per i dissesti idrogeologici e il pagamento dei fornitori che hanno regolarmente svolto il loro lavoro possano avvenire rivedendo la stesura del Patto di stabilità.
A MATERA UN CONSIGLIO STRAORDINARIO - Il Consiglio provinciale di Matera sarà convocato per una riunione straordinaria con all'ordine del giorno la norma della manovra economica che prevede l'abolizione delle province con meno di 220 mila abitanti. La notizia è stata confermata da Francesco Paolo Stella (Pd), presidente della Provincia, che ha una dotazione organica di circa mille persone. La provincia di Matera (31 comuni per un'estensione di circa 3.500 metri quadrati) ha una popolazione di circa 203 mila abitanti: Stella ha auspicato che "il parametro dei 220 mila e anche altri previsti dalla manovra vengano rivisti e accantonati. Su questi temi attiveremo il massimo coinvolgimento dei soggetti istituzionali a vari livelli. Quanto agli sprechi - ha proseguito - il nostro bilancio e le misure di contenimento della spesa adottate dimostrano che sappiamo ottimizzare proficuamente le risorse". In caso di abolizione della provincia materana, in Basilicata, rimarrebbe solo quella di Potenza, capoluogo di regione, ma a Matera si "rigettano" ipotesi di campanilismi. "Non è il caso - ha ribattuto Stella - di avviare o ipotizzare lotte di campanile. Occorre lavorare insieme per superare le difficoltà del Paese. Ma se proprio si dovesse scegliere, sarebbe opportuno coinvolgere i cittadini con un referendum".
PRESIDENTE UPI MARCHE,GOVERNO E' STATO SUPERFICIALE - "'Stupita'' per la "superficialità" con cui il Governo affronta "questioni istituzionali di assoluto rilievo" la presidente dell'Upi Marche Patrizia Casagrande (Pd) sottolinea che la costituzionalità del provvedimento sulla soppressione delle Province al di sotto dei 220 mila abitanti "é tutta da verificare". Con la manovra anticrisi, le Marche perderebbero le Province di Ascoli Piceno e Fermo, verosimilmente costrette a riagreggrarsi a pochi anni dalla separazione. Per la Casagrande "va comunque salvaguardata la buona qualità dei servizi che oggi il sistema delle autonomie eroga alle comunità, e di cui le Province, con la loro azione di programmazione, sono le principali garanti". "In ogni caso, va da sé che la costituzione di nuove province avrebbe dovuto essere affrontata prima e meglio, valutando i reali bisogni e non assecondando spinte particolaristiche". L'Unione delle Province marchigiane si confronterà al suo interno, "coinvolgendo come al solito tutti".
VIBO VALENTIA: PRESIDENTE,  NN SI PUO? PARTIRE SOLO DA TAGLI - La provincia di Vibo Valentia è composta da 50 comuni e da oltre 170 mila residenti. La Provincia è stata istituita nel 1992 ma solamente tre anni dopo viene eletta la prima consiliatura. Il consiglio provinciale è composto da 25 consiglieri. I dipendenti dell'ente sono circa cinquecento. L'economia è incentrata principalmente sul turismo e sull'agricoltura. Non è univoca la preferenza di accorpamento ad altra provincia in caso di soppressione. I residenti nella zona nord del vibonese preferirebbero essere accorpati con Catanzaro mentre coloro che sono nell'area a sud optano per Reggio Calabria. Il Presidente della Provincia di Vibo Valentia, Francesco De Nisi, ritiene che "una tematica di questo tipo non dovrebbe essere affrontata nell'ambito di una manovra economica focalizzata sui tagli alla spesa pubblica posti in essere per fronteggiare la crisi economica. Innanzitutto, per la sua valenza costituzionale che merita un confronto parlamentare ampio e ponderato, ma anche per la sua sostanziale inutilità rispetto agli obiettivi di riduzione della spesa". "Abolire le Province sotto i 220mila abitanti - aggiunge - può determinare un risparmio di qualche decina di milioni di euro all'anno, praticamente un'inezia rispetto alle attuali esigenze di cassa. Di contro, cancellare le Province significa sopprimere anche le questure, le prefetture, gli uffici scolastici provinciali, le aziende sanitarie, i comandi provinciali delle forze dell'ordine e quant'altro. Questo segnerebbe un arretramento dello Stato in territori, come quello vibonese, che non possono prescindere da una sua presenza concreta e operativa". "Insomma, credo che intorno all'ipotesi - conclude De Nisi - di abolire le Province più piccole ci sia molta disinformazione, alimentata dalla valenza demagogica di un provvedimento che assicurerebbe soltanto un ritorno d'immagine a chi governa il Paese, senza reali benefici per i cittadini. Che questo provvedimento sia profondamente ingiusto lo dimostra anche il fatto che il Governo intende escludere dal taglio delle Province quelle che confinano con nazioni estere, evidentemente perché tutte al Nord, dove la Lega - contraria all'abolizione - impone il suo diktat. Come faranno a spiegare questa ennesima sperequazione che marginalizza il Mezzogiorno?".

Manodopera sommersa, scoperti dalla Gdf 108 lavoratori in nero

I finanzieri recuperano a tassazione oltre 4 milioni di euro in materia di imposte sui redditi dal 2005 a oggi
di Marialucia Conistabile

Ben 108 lavoratori in nero e altri 28 irregolari. Tutti alle dipendenze di una società vibonese attiva nel settore dell'edilizia e impiegati in vari cantieri presenti sul territorio provinciale.
A scoprire il "battaglione" di manodopera irregolare sono stati i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria nell'ambito di un'attività economico-finanziaria svolta nei confronti della società controllata che, nel corso degli anni, grazie al sistematico utilizzo di lavoro sommerso, sarebbe stata protagonista di una macro-evasione degli obblighi fiscali e tributari, relativi al settore previdenziale e delle imposte dirette. Nell'arco temporale compreso tra il 2005 e i primi mesi del 2010, controllato dalle Fiamme gialle, è stata tra l'altro recuperata a tassazione, in materia di imposte sui redditi, una cifra rilevante, pari a 4 milioni 780mila 448 euro (circa 9 miliardi delle vecchie lire).
Inoltre il legale rappresentante della società è stato segnalato all'autorità giudiziaria per indebita compensazione di imposte, in violazione della normativa penale tributaria.
Nel corso dell'articolata e complessa verifica fiscale, che ha abbracciato un periodo di circa cinque anni, i finanzieri sono riusciti a individuare una sorta di contabilità parallela a quella ufficiale della società attiva nel settore edile. E proprio attraverso l'esame dei "brogliacci" è stato possibile documentare l'impiego di manodopera in nero in diversi cantieri edili del Vibonese. Un impiego di proporzioni al quanto vaste considerato che, di lavoratori completamente in nero, la società ne avrebbe avuti al suo attivo ben 108.
Al tempo stesso buona parte dell'attività investigativa svolta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria è stata focalizzata sul controllo incrociato della documentazione ufficiale con quella "parallela". Raffronto che ha permesso alle Fiamme gialle di individuare macroscopiche inadempienze contrattuali e irregolarità fiscali che sarebbero state commesse anche nei confronti dei dipendenti regolarmente assunti, i quali – fra le altre cose – avrebbero svolto orari di lavoro superiori a quelli previsti dal contratto collettivo nazionale ai quali sarebbero stati corrisposti, in nero, compensi sottratti a tassazione.
Messo un punto su questa indagine di natura economico-finanziaria, i militari della Guardia di finanza sono già alle prese con altre attività finalizzate al contrasto del fenomeno dell'evasione fiscale e quello del lavoro sommerso; una piaga sempre aperta in un territorio, come quello calabrese, dove la crisi occupazionale regolare ha assunto ormai da tempo carattere endemico e cronico. Una crisi che non riguarda soltanto quanti sono in cerca di prima occupazione, ma colpisce frontalmente quanti perdono il posto di lavoro e non hanno ancora raggiunto l'età pensionabile. Ultraquarantenni e cinquantenni che, di punto in bianco, si ritrovano a dover fare i conti con un lavoro che non c'è più. Una situazione di estrema precarietà e, molto spesso, drammaticità che, in un certo qual modo, favorisce l'espandersi e la cronicizzazione del lavoro nero. Un problema che, al di là degli aspetti legati all'evasione fiscale, è essenzialmente di carattere sociale.

25 maggio 2010

Accesso al credito, l'sos lanciato dalle imprese

É come un'ombra la crisi che sta soffocando piccole e medie imprese. Questione di accesso al credito, di sicurezza minata dal momento difficile. Cosa fare? Questa la domanda che pone il presidente di Confcommercio, Giuseppe Rito. Sente parlare di Banca del sud, e nel frattempo, spiega «le piccole imprese soffocano per l'indisponibilità del sistema bancario, il quale – chiosa – non solo applica un costo del danaro più alto, ma non concede neanche credito alle imprese più sane».
Insomma, Rito è preoccupato e chiede come sia possibile «che nessun organo istituzionale si sia accorto che la crisi sta facendo esplodere anche il problema sicurezza».
Un problema che qui si chiama usura, perchè spiega «non è un mistero che la criminalità stia tentando di impadronirsi di aziende che versano in cattive acque». Poi, spazio ad un'altra «anomalia. I governi – spiega – si affannano a parlare di lotta all'evasione fiscale attraverso il controllo della tracciabilità sui pagamenti». Quindi, Rito chiede: «Come può un'impresa lavorare se le banche non concedono neanche il carnet degli assegni?». In questo senso, si individua come sistema valido «quello del Cofidi, per cui Regioni e Province devono mettere a disposizione i giusti mezzi così da poter investire e mantenere anche i posti di lavoro».

21 maggio 2010

Briatico fotonotizia curiosa

Scoppia un tubo sotto il manto stradale, lavaggio auto gratis per tutti

di Franco Vallone



A  Conidoni di Briatico ieri mattina è scoppiata la condotta dell'acqua potabile, sotto il manto  stradale, proprio al centro della carreggia… lo zampillo d'acqua che fuoriusciva dal tubo era alto più di dieci metri e creava un vero e proprio spartitraffico liquido che lavava gratuitamente tutte le auto in transito.

20 maggio 2010

UN MARTEDI' DI DURO LAVORO AMMINISTRATIVO


Acquedotti, lavori pubblici, incontri con i cittadini. Il sindaco Prestia cerca di velocizzare i tempi per riordinare al più presto il Comune.

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org

BRIATICO- Il lavoro della nuova amministrazione guidata dal sindaco Franco Prestia entra nel vivo. La giornata di martedì ha segnato un vero tour de force per il sindaco e i suoi collaboratori, i quali hanno sfruttato tutta la giornata per veder di risolvere alcuni problemi creatisi nelle ultime settimane. Le prime grane da risolvere hanno riguardato la funzionalità degli acquedotti delle frazioni di San Leo e Sciconi. Come già denunciato da qualche cittadino, i serbatoi del Comune sono mal funzionanti, privando così parte della popolazione dell’indispensabile servizio dell’acqua. “I lavori sarebbero dovuti iniziare già lunedì – dichiara Prestia – ma per via del mal tempo, i tecnici e gli operai non hanno avuto la possibilità di proseguire. Garantisco comunque, che entro la fine di questo mese verrà ripristinato il servizio a San Leo e già dai prossimi giorni invece, funzionerà quello di Sciconi”. E’ utile ricordare, come sostenuto in un precedente consiglio comunale da Prestia, che tali serbatoi hanno delle continue perdite nel tracciato, dunque, la situazione si è peggiorata negli anni, rendendo così dimezzata l’effettiva produttività del sistema idrico. Addirittura alcuni serbatoi, di cui alcuni costruiti da pochi anni, come nel caso di San Leo, non sono mai entrato in funzione. “Vi è la necessità di ridurre gli sprechi – continua Prestia – puntando molto di più sulla manutenzione e sul monitoraggio degli impianti, al fine di rendere efficace il servizio primario dell’acqua”. La giornata di martedì è stata utile, tra le altre cose, per fare il punto della situazione sui lavori in corso d’opera, voluti dalla precedente amministrazione. Insieme ai direttori dei lavori, il primo cittadino ha voluto seguire con attenzione l’andamento delle opere in via di ultimazione, portando avanti con razionalità e buon senso la volontà dei suoi predecessori, lasciando inalterati i progetti in corso. Entro la fine di giugno dunque, molti lavori verranno terminati. E’ il caso del parco Robinson a San Costantino, dove verranno ultimate le procedure di illuminazione della nuova piazza, la sistemazione delle aiuole e la finitura del monumento al centro della stessa. Anche Briatico verrà ritoccata; la bitumazione di alcune zone dissestate, come via Stazione e conseguente “salita ex Cinema”, via Lungomare zona “Poste”. Verranno messe in posa alcune giostrine per utilizzo ludico, in un luogo ancora da definire. Per quanto riguarda Corso Margherita invece, interessata da lavori di riqualificazione artistica, i tempi di ultimazione si prospettano più lunghi. Si spera non troppi per via dell’imminente arrivo della “bella stagione”. “Avevo invitato qui i consiglieri di opposizione per discutere assieme di questi lavori da loro fortemente voluti – stuzzica Prestia – ma forse avranno avuto altro da fare. Li invito comunque a partecipare quando finiranno tutti i lavori in corso d’opera, per vedere giustamente se tutte le cose progettate avranno avuto l’esito da loro idealizzato”. Sempre nella serata di martedì, il sindaco e alcuni suoi consiglieri hanno fatto visita agli abitanti della frazione di Potenzoni; un incontro utile a far sentire la vicinanza istituzionale e raccogliere così informazioni e necessità di ogni cittadino. Segnale questo che sottolinea la volontà del gruppo Prestia di collaborare con la gente, lavorando molto sul territorio, perché, come afferma lo stesso “è con la gente che in certi posti ci vive che dobbiamo fare conti, non con la volontà di costruire a nostro piacimento”.

Comune di Briatico, il Tar riconosce la legittimittà degli atti

Rigettato il ricorso presentato per sospendere l'efficacia di permessi a costruire
di P.B.

La seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale (Vincenzo Fiorentino presidente, Anna Maria Verlengia e Antonio Andolfi giudici referendari) ha rigettato il ricorso proposto da Ombretta Ciapini e Laura Santacroce, entrambe difese dagli avvocati Francesco Tassone e Francesco Iannello, contro il Comune di Briatico e nei confronti di Francesco Mamone (avv. Domenico Colaci), Francesco Niglia e Lorenzina Grillo (avv. Antonello Fuscà).
Le ricorrenti sono state, inoltre, condannate al pagamento delle spese processuali ai controinteressati (3mila euro), mentre sono state compensate le spese nei confronti del Comune.
Ventiquattro pagine di sentenza per analizzare, in fatto e diritto, la richiesta di sospensione dell'efficacia di due permessi di costruire, rilasciati dall'Utc a Francesco Mamone e Francesco Niglia, avanzata da Ombretta Ciapini e Laura Santacroce.
La vertenza rientra nell'ambito dell'operazione condotta circa un anno fa dalla Procura della Repubblica di Vibo valentia in località "Cocca Petrosa".
L'area veniva prima sequestrata dal gip e poi dissequestrata dal Riesame. Dissequestro, peraltro, confermato da una recente sentenza della Cassazione, che, nell'occasione, non ha mancato di mettere in evidenza le carenze rilevate negli atti.
Ora a dare ragione al Comune e ribadire la linearità delle procedure seguite da Niglia e Mamone, arriva anche la sentenza del Tar. L'organo di giustizia amministrativa, analizzati tutti gli atti della causa, confuta uno per uno tutti i motivi di doglianza elencati dalle ricorrenti.
Valutata positivamente l'ammissibilità del ricorso e ritenute le ricorrenti titolari di interessi rilevanti, il collegio giudicante dichiara infondato nel merito il ricorso stesso e respinge tutti gli altri motivi in esso contenuti.
Una sentenza che fa ulteriormente chiarezza sulla vicenda di "Cocca Petrosa" e conferma la correttezza delle procedure esplicate dal Comune e dalle parti interessate.


17 maggio 2010

Vibo marina. I Carabinieri arrestano un pescatore

Francesco Vatano, il pescatore tratto in arresto

Vibo Valentia. Nuovo arresto dei Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, diretta dal capitano Stefano Di Paolo, operato nei confronti di un venditore di prodotti ittici. A finire nella rete degli uomini della stazione Carabinieri di Vibo Marina è stato Francesco Vatano, pescatore 46enne di Vibo Marina, che, nelle prime ore di sabato, è stato sorpreso dagli uomini dell’Arma mentre, a bordo della propria auto dotata di altoparlanti e microfono, stava tranquillamente gironzolando per le frazioni del capoluogo bandendo il pesce posto in bella mostra nel cofano del proprio mezzo. I Carabinieri appena hanno fermato l’uomo hanno immediatamente avvertito l’odore nauseabondo proveniente dai 35 kg. di prodotti ittici lasciati all’aria aperta senza alcuno strumento di protezione e letteralmente invasi dai parassiti.  Immediata è stata la richiesta di intervento indirizzata alle autorità sanitarie cittadine che hanno decretato l’inidoneità al consumo umano degli alimenti e la necessità di provvedere alla loro immediata eliminazione. L’uomo è stato quindi immediatamente dichiarato in arresto con l’accusa di commercio di sostanze alimentari nocive, mentre il pesce rinvenuto è stato distrutto. Quello di oggi è l’ennesimo caso di pescatori intenti a vendere illegalmente prodotti ittici privi di qualsiasi certificazione sanitaria e conservati in condizioni a dir poco incredibili. Pratica che sta venendo giornalmente contrastata con mirati servizi da parte degli uomini dell’arma che, negli ultimi mesi, hanno già arrestato numerosi improvvisati imprenditori del settore.

15 maggio 2010

Raccolta differenziata, persi i finanziamenti

Oltre un milione di euro invece per il consorzio Comunità montana Alto Mesima coordinato dalla Provincia

di Stefania Marasco

Niente esami di riparazione, perchè la bocciatura per il Comune di Vibo Valentia sembra sonora e perentoria. L'esame da superare? La materia si chiamava "raccolta differenziata" e, a studiare, palazzo "Luigi Razza" era stato chiamato con bando regionale dell'ottobre scorso. Porta, invece, la data del 12 maggio 2010 la dicitura apparsa accanto al nome del Comune "non idoneo" – con un punteggio di 44, inferiore a quello minimo di idoneità pari a 60.
Insomma, la materia non sembra portare bene in città, che a suo tempo, però, era stata avvisata sul fatto che fare "rete" con altri comuni sarebbe stato un requisito tenuto in considerazione.
Invece, l'Amministrazione guidata dall'allora sindaco Franco Sammarco preferì la corsa solitaria e oggi non resta che portare a casa l'insufficienza e pensare ad un servizio mai decollato e sul quale ci si dovrà interrogare.
Unico dato "positivo" per la città, comunque, che non sarà sola, perchè a non essere ammessi anche: il Consorzio Sviluppo costa Tirrenica, formato da Nicotera, Tropea, Joppolo, Ricadi, Zambrone e Briatico «non ammesso», perchè «manca documentazione amministrativa»; Serra San Bruno «non ammesso» perchè «mancano supporto informatico e formale impegno alla partecipazione economica»; Mileto «non ammesso» perchè «manca supporto informatico»; Parghelia «non ammesso» perchè «plico privo di qualsiasi sigillo e privo di sottoscrizione».
Non idonei, invece, Mongiana con punteggio pari a 59, Simbario con 55 e Polia con 43. Infine, «non valutabile» Brognaturo, perchè la domanda è stata «spedita fuori termine». Questi, quindi, i Comuni che non accederanno ai 15 milioni 9mila 864 euro stanziati nell'ambito del Por Calabria Fesr 2007-2013 che erano destinati per "interventi di progettazione e realizzazione di servizi di raccolta differenziata".
Dai bocciati ai virtuosi, poi, perchè diversi progetti sono stati promossi, a cominciare dall'associazione dei comuni di Capistrano, Pizzoni, San Nicola da Crissa, Vazzano e Vallelonga – punteggio 67 per un importo di 173mila 331 euro –. Con un punteggio pari a 64: associazione Comuni Rombiolo, San Calogero e Limbadi (564mila 590 euro); Stefanaconi (89mila 892 euro); Pizzo (340mila 437 euro); Cessaniti (126mila 72 euro). In quota con 63 punti, poi, arriva anche la promozione per il Consorzio Comunità Montana Alto Mesima-Monte Poro, costituita da 18 Comuni che hanno redatto il progetto coordinati dalla Provincia: Arena, Spilinga, Dinami, Filadelfia, Dasà, Filandari, Francavilla, Francica, Gerocarne, Jonadi, Maierato, San Costantino, San Gregorio, Sant'Onofrio, Sorianello, Soriano, Zaccanapoli e Zungri (1 milione 163mila 288 euro); Nardodipace (42mila 180 euro). Infine, promossi con un punteggio pari a 60, Filogaso (51mila 588 euro) e Fabrizia (62mila euro).
Soddisfatto per il risultato, l'assessore provinciale all'Ambiente Martino Porcelli che con i 18 Comuni ha raggiunto l'obiettivo: «Un successo – ha spiegato – conseguito grazie alla collaborazione fra Enti e alla volontà di fare rete per affrontare le problematiche legate alla raccolta differenziata dei rifiuti». Porcelli, quindi, ha ricordato il lungo iter di collaborazione, in direzione di quell'appuntamento, segnato per l'11 gennaio, data di scadenza del bando, «per il quale la Provincia – ha aggiunto Porcelli – si era mobilitata per sollecitare i Comuni affinchè presentassero progetti unitari. Una vera e propria campagna di sensibilizzazione realizzata attraverso diversi incontri».
E risale proprio all'ultima delle riunioni, il monito lanciato dal presidente De Nisi e dallo stesso Porcelli, insieme all'allora assessore regionale Silvio Greco, con cui si intendeva avvisare «i Comuni dei rischi derivanti da un'adesione individuale e in effetti – ha spiegato Porcelli – molti Comuni che hanno deciso di procedere in autonomia non hanno raggiunto una posizione utile in graduatoria». Come dire, vedi Vibo...

14 maggio 2010

Briatico. APERTURA DELLA SALA D'INCISIONE NEBBIA RECORDS

Un piccolo studio di registrazione alternativo a basso costo!
di FOG - fogmc@live.it



Dopo l'uscita del disco "Spirito & Materia" e del libro "Riflessioni sull'esistenza di Dio - manuale di resistenza cristiana - la prove che Dio esiste", Francesco Antonio Riggio, in arte Fog Musicista Controcorrente, ha deciso di dare la possibilità ai giovani talenti, artisti, musicisti, gruppi e cantautori della zona vibonese, di registrare i propri lavori musicali nella propria sala d'incisione ad un prezzo bassissimo! Ci si potrebbe chiedere il perchè di questa nobile iniziativa. L'iniziativa nasce come punto forte dell'Associazione Culturale e Artistica progetto Oasi nel deserto, di cui Francesco ne è il direttore. L'associazione infatti ha tra i suoi obiettivi, quello di diffondere la cultura e l'arte, la musica alternativa e promuovere soprattutto quella del nostro territorio. Chiunque volesse saperne di più, può visitare il sito internet di Fog e dell'Associazione Progetto oasi nel deserto: www.fogmc.net, dove oltre a conoscere meglio il mondo di Fog e dell'Associazione stessa, potrà ascoltare la musica registrata nella sala d'incisione Nebbia Records e contattare Fog per un incontro o un preventivo. E' bene sottolineare che l'iniziativa è assolutamente senza fini di lucro e che il denaro andrà all'associazione sotto forma di contributo occasionale e offerta per continuare a diffondere la cultura e l'arte locale. La sala d'incisione non è una casa discografica (o almeno non lo è ancora), si tratta quindi di una iniziativa personale e di una possibilità limitata nel tempo, quindi è bene affrettasi per prenotare la registrazione in studio nella saletta d'incisione alternativa vibonese. La sede è a Briatico in via Gravazio 13, vicino la chiesa del Carmine, è anche possibile scrivere una E-mail a: fogmc@live.it oppure telefonare al seguente numero: 333 28 28 553

Vi aspettiamo in molti!

13 maggio 2010

Mediterranea Sound Festival - II Edizione

di Mario Vallone

BRIATICO - E’ uscito il bando dell’edizione 2010 del Mediterranea Sound Festival rassegna musicale estiva organizzata dall’Associazione Culturale Eleutherìa nella frazione San Costantino. La manifestazione, giunta alla sua seconda edizione, si svolgerà il 12 agosto. Si tratta, in sostanza, di un concorso musicale riservato a talenti e gruppi emergenti, di sempre più crescente rilievo nel panorama musicale italiano cosiddetto ”indipendente”. Il documento nel quel vengono stabilite le modalità e i requisiti per partecipare alla selezione è disponibile sul sito internet ufficiale dell’evento www.mediterraneasoundfestival.it. I partecipanti dovranno, pertanto, inviare quattro brani originali entro il 31 maggio. L’organizzazione selezionerà a suo insindacabile giudizio i musicisti che parteciperanno alla serata finale di agosto. L’elenco dei gruppi ammessi alla finale estiva sarà pubblicato entro il 30 giugno sul medesimo sito internet. I musicisti che si esibiranno sul palco in agosto saranno valutati da una giuria composta da esperti del settore.L’anno scorso il presidente di quest’organo è stato l’ex leader de “Il Parto delle Nuvole Pesanti” Peppe Voltarelli mentre quest’anno, come hanno garantito gli organizzatori, si tratterà di un altro personaggio ma altrettanto noto ALESSANDRO MANNARINI (news Eleutheria). Il vincitore avrà l’opportunità di partecipare ad un tour nei migliori locali live d’Italia grazie alla collaborazione stabilita con “Orquestra Miglior Festival d’Italia” della rete Mei. I brani selezionati per la serata finale saranno inoltre inseriti in una compilation Msf prodotta dall’associazione che organizza il Festival. Anche nell’edizione 2010 è previsto il prestigioso premio della critica “Rino Gaetano” che darà il lasciapassare alla band vincitrice per la partecipazione al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza edizione 2010. I promotori dell’iniziativa sono alla ricerca di supporto da parte di Enti e di privati per far crescere ancora di più un evento interessante ed originale che mira a migliorarsi di anno in anno. La promozione di artisti e band, nell’intento degli organizzatori del festival, va di pari passo con la promozione del territorio e l’impegno nel sociale che l’associazione, presieduta da Stefania Aprile, ha sempre messo in primo piano. Il Mediterranea Sound Festival rappresenta, per questa associazione formata da giovani, l’appuntamento più importante dell’attività che viene sviluppata nel corso dell’anno, ma non l’unico. Altre iniziative per far socializzare sono, infatti, previste nel programma annuale dell’associazione culturale.

da Il Quotidiano della Calabria (12 maggio 2010)

Depurazione, i lavoratori sospendono lo sciopero

Dopo il pagamento degli arretrati

Torna il sereno per i 23 lavoratori della Dpr costruzioni che, dopo aver ricevuto le tre mensilità arretrate, hanno sospeso lo sciopero che avrebbe dovuto partire ieri. Una decisione giunta dopo la riunione tenutasi in Prefettura – presenti fra gli altri il prefetto Latella, il presidente della Provincia De Nisi, il sub commissario della Femca Cisl Conocchiella, i lavoratori Rsu, il dg dell'Ato Lubiana e i vicesindaci dei Comuni interessati – durante la quale sono state affrontate le diverse problematiche della vertenza. A far raggiungere l'obiettivo, hanno spiegato dalla Femca Cisl, l'aiuto «dei sindaci di Briatico e Ricadi che hanno anticipato la somma di 20mila euro nei confronti della società Dpr costruzioni» e che «Briatico abbia aderito al progetto di deleghe al tesoriere per il pagamento dei canoni trimestrali».

Consiglio comunale di Briatico 27-04-2010

Parte 1


Parte 2


Parte 3


Parte 4


fonte: http://www.youtube.com/user/UltimateWrrior

L'articolo relativo a questo Consiglio Comunale: http://www.rossofajettu.org/2010/04/prestia-vs-niglia-la-sfida-infinita.html

10 maggio 2010

PRESTIA SI CONFRONTA CON LE ASSOCIAZIONI

Primi dialoghi per la nuova amministrazione. Dopo i colloqui con gli impendritori turistici è il turno delle associazioni culturali. Sergio Bagnato designato coordinatore.

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org

Il consigliere di maggioranza Sergio Bagnato

BRIATICO- Se c’è un qualcosa di diverso che contraddistingue il nuovo percorso amministrativo, questi è senza dubbio la comunicazione. Dopo il primo positivo incontro con tutti gli imprenditori turistici, Franco Prestia ha incontrato nella serata di venerdì le associazioni culturali attive sul territorio. “ E’ importante cambiare pagina” afferma il sindaco, aggiungendo come “ il volontariato in questo paese non è mai esistito realmente e questa amministrazione crede molto nella collaborazione tra le associazioni, perché strumenti fondamentali di crescita. Il futuro va conquistato con la cultura.” Ed infatti, il sindaco Prestia, riferendosi al prossimo evento in ordine di tempo, ribadisce la volontà di aiutare fortemente il comitato “Potenzoni infiorata”, al fine di rendere unico ed esclusivo l’appuntamento artistico, arrivato al suo 18esimo anno, della piccola frazione collinare. Sergio Bagnato, consigliere di maggioranza di questo nuovo corso politico, è stato scelto come coordinatore che cura i rapporti tra Comune e associazionismo. Il giovane “rinnovatore”, punta decisamente alla fattiva collaborazione di tutte le associazioni presenti, sostenendo come “ è importante per voi essere liberi di agire senza vincoli; noi vogliamo venirvi incontro, non per una semplice questione di scambio, perché non è nel nostro stile dare per ricevere”, intendo forse lo scambio di favori per prendere voti. Un inizio decisamente positivo, che sta in linea con le premesse iniziali, ovverosia con la volontà del gruppo Prestia di creare una rete attiva tra chi gestisce la “cosa pubblica” e chi dovrebbe usufruirne, cioè i cittadini. Sergio Bagnato, traccia poi i punti essenziali di questo binario comunitario: “per prima cosa vorremmo creare un albo delle associazioni, in modo da stabilizzare nel tempo, a prescindere da quale amministratore verrà dopo di noi, il vostro lavoro per la comunità; poi – continua Bagnato – vogliamo essere i vostri coordinatori, in modo da poter programmare al meglio tutte le date estive, per potenziare così la riuscita delle vostre manifestazioni.” Con l’estate che bussa alle porte, la collaborazione tra associazioni è il primo punto da sviluppare, utile per creare una sinergia concreta, fatta di partecipazione attiva e voglia di costruire. Dal canto loro, le 6 associazioni presenti, Euriatikon, Euletheria, Potenzoni Infiorata, Bristakya, Acs Mandaradoni e l’Associazione Astronomica di Tony Scarmato, hanno dato la loro disponibilità per iniziare a collaborare, in modo da sfruttare a pieno tutte le potenzialità che il territorio offre.

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi di Briatico al IV Convegno Nazionale C.C.R.

di Franco Vallone

Il Comune e l'Istituto Comprensivo di Briatico hanno partecipato, nei giorni scorsi, al “IV Convegno Nazionale dei sindaci e degli assessori dei Consigli Comunali dei Ragazzi” che si è svolto a San Severino Marche, in provincia di Macerata. All' evento Briatico ha aderito con una delegazione del Consiglio comunale dei ragazzi costituita dai consiglieri Ilaria Grasso e Benedetta Costanzo, dal vice sindaco Dario Bagnato, e dal sindaco Junior Maria Joel Conocchiella. Alla stessa riunione, per il Comune di Briatico, era presente il consigliere di minoranza, Agostino Vallone, e per l’ambiente scuola, Maria Teresa Zappone, insegnante, e Domenico Conocchiella, rappresentante dei genitori. L'iniziativa si è svolta presso il Convento San Domenico ed ha visto la partecipazione di ben 21 consigli comunali dei ragazzi. Ad aprire i lavori della tre giorni la dirigente dell’Istituto comprensivo di San Severino, Vanna Biancone. Ad intervenire il Presidente del Consiglio di San Severino Alesiani che si è soffermato sull’importanza del convegno. Il Vice prefetto Tombesi ha richiamato l’attenzione sui valori del vivere civile. L' inizio dei lavori è toccato ai ragazzi di Briatico, gli unici ad offrire, oltre al cartaceo, una presentazione su dvd dell’attività svolta. Tra i vari progetti presentati, la realizzazione di una pista ciclabile, di un parco giochi attrezzato e la donazione di un respiratore per l’ospedale di Kabul. Subito dopo la proiezione di un film commentato dall’esperto Sauro Savelli a cui è seguito un dibattito. A sera, al Palazzetto dello sport, si è svolta la Partita della Costituzione. Il giorno dopo sono state affrontate tematiche sulla progettualità condivisa fra scuola ed istituzioni, sul disagio giovanile del mondo della pre-adolescenza, sulla scuola come modello di cittadinanza attiva, su internet sicuro e su diversità come fonte di crescita. Dopo l'intervento del sindaco di San Severino, Cesare Martini, ha preso la parola la scrittrice ebrea Frida Di Segni Russi, che ha parlato del suo libro “99 Graffiti di vita e cultura ebraica” ambientato proprio a San Severino, dove si rifugiò a soli 6 anni, per scampare alle persecuzioni. Per I ragazzi di Briatico una esperienza interessante, costruttiva e formativa, realizzata grazie alla disponibilità del Sindaco di Briatico, Franco Prestia, del suo vice Massimo La Gamba di tutti i componenti del Consiglio Comunale e del preside dell’Istituto Comprensivo, Rocco Cantafio. Per il sindaco Junior Conocchiella “l’idea adesso è quella di poter organizzare a Briatico un convegno di tutti i C.C.R. della provincia di Vibo Valentia, poi di uno a livello regionale ed in seguito arrivare ad un incontro nazionale, d’altra parte -continua Maria Joel- il nostro territorio lo permetterebbe, è bellissimo, questo è il nostro sogno”.


08 maggio 2010

E IL SALARIO?


Guerra sindacale in atto. Operai della DPR senza stipendio da 3 mesi. Lunedì sciopero dei 24 dipendenti.

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org


Sindacati sul piede di guerra. Nel botta e risposta e mezzo stampa, tra il dirigente dell’ATO 4, l’avvocato Lubiana, e il sub commissario della FEMCA-CISL, Giuseppe Conocchiella, emerge un quadro distorto di incomprensioni reciproche. La voce del sindacato, il quale si sente di dovere tutelare i 24 operai, che non ricevono compensi da ben 3 mesi, ha il dito puntato contro la “gestione criticabile” dell’ente provinciale. “La sola preoccupazione dei dirigenti dell’ATO – dice rammaricato Giuseppe Conocchiella- è quella di confondere le acque per arginare il problema di fondo. Loro tacciano il nostro sindacato di “presa di posizione speculativa”, deviando così la questione principale, che è quella che vede una categoria, quella degli operai, lavorare senza stipendio da più di 90 giorni. E’ vergognoso come si cerchi di non volersi assumersi responsabilità in merito.” Ed infatti, quello che Conocchiella chiede, è un incontro pubblico, alla presenza dei dirigente ATO, dei dirigenti FEMCA-CISL, degli operai e dei giornalisti. Ma ad oggi, però, tali richieste sono state snobbate, così che si è creata una bagarre mediatica, senza di fatto, arrivare a nessun compromesso. L’ATO, che cura gli interessi di 17 comuni della provincia, su tutti i comuni della fascia costiera, dovrebbe prendere sul serio la necessità di venir incontro alle richieste di dialogo e collaborazione, perché il potenziale danno potrebbe assumere dimensioni macroscopiche, colpendo innanzitutto gli operai e le loro famiglie, privati dall’indispensabile salario, che ormai manca da tre mesi; ma anche i contribuenti, perché verrebbero privati di un servizio indispensabile, qual’è quello della depurazione; ed infine l’ambiente e il turismo, perché se il sistema di depurazione rimane immobile, con i dipendenti in sciopero, è logica conseguenza il disagio che viene creato a tutto il sistema ricettivo della costa e di inquinamento. “Ci siamo sempre chiesti come mai l’ATO 4 non fa pubblicare, con cadenza settimanale o quindicinale, una scheda riportante i valori di funzionalità ed efficienza rispetto ai dati progettuali, degli impianti da Lei amministrati attraverso la DPR Costruzioni. – denuncia Conocchiella - Questi sarebbero fatti e non demagogia. Perché l’ATO, non rende noto qual è lo stato attuale dei pagamenti dei salari ai dipendenti della DPR Costruzione visto che è tenuto alla verifica dell’applicazione corretta del CCNL contrattualmente previsto?
Perché l’ATO, non pubblica le immagini degli impianti affidatigli partendo dalle strade d’accesso, alle opere murarie, alle strutture e ai luoghi di raccolta del personale? Perché l’ATO, non dice alla popolazione come intende procedere ove l’impresa dovesse chiedere di andare via per l’insolvenza contrattuale?” Sono queste le domande alle quali, il sindacato FEMCA e i lavoratori aderenti a questa sigla, chiedono urgente risposta.

07 maggio 2010

Alluvione, in arrivo oltre 3 milioni di euro per famiglie e imprese

La decisione del presidente Scopelliti


Trasferiti 3,4 milioni di euro ai Comuni di Vibo Valentia, di Sant'Onofrio e di Serra San Bruno ed alla Camera di Commercio, a favore dei cittadini e delle imprese colpite dall'alluvione del 3 luglio 2006, dal presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, nella qualità di commissario delegato all'emergenza alluvione. In particolare, il Governatore ha erogato 1,4 milioni di euro per i privati, che hanno denunciato danni alle proprie abitazioni. La copertura dei danni, considerate le disponibilità di cassa, è pari ad una percentuale di quanto effettivamente denunciato dai soggetti danneggiati.
Oltre due milioni di euro, invece, sono stati erogati a favore delle imprese che hanno richiesto anticipazioni e contributi a stato di avanzamento dei lavori, ammessi ai finanziamenti previsti dall'Apq.
«Sin dal mio insediamento – ha detto Scopelliti – ho considerato l'area di Vibo Valentia, pesantemente danneggiata dall'alluvione del 2006, come quella su cui concentrare, in via prioritaria, gli interventi concertati con la Protezione Civile e con il ministero dello Sviluppo economico. Avevo a cuore la situazione delle famiglie che hanno subìto gravissimi disagi alle proprie case e sono lieto di poter trasferire queste risorse per sostenere quanti aspettavano un segno di attenzione e di vicinanza, che finora, come mi hanno detto, era mancato. Sono passati quasi quattro anni dal 3 luglio 2006, ed è inaccettabile che i cittadini e le imprese del Vibonese non abbiano visto ancora risolte le criticità verificatesi con l'evento alluvionale. Per questo ho inteso anche accelerare i trasferimenti dei contributi alle imprese». Questo, però, ha spiegato Scopelliti, comunque, sarà solo un punto di partenza: «Non mi fermerò qui. Ho già avviato opportuni contatti con il capo della Protezione civile Guido Bertolaso e con il Dipartimento per le Politiche di sviluppo per incrementare le risorse a favore dei privati e di quelle aziende che sono in ginocchio e rischiano di chiudere per sempre».
A manifestare la sua soddisfazione l'esponente del Pdl, Maria Limardo, che prevede come a breve su questa strada «si arriverà al risarcimento integrale di quanto denunciato». Insomma, per la Limardo da Scopelliti giunge «un atto concreto e di straordinaria rilevanza che dà il segno tangibile dell'avvio di quella stagione di buon governo del quale la Calabria e Vibo hanno bisogno. Finalmente dopo anni di disattenzione e disamministrazione le famiglie avranno il giusto ristoro». In questo senso l'esponente del Pdl ricorda «il ridicolo rimpallo dei mesi scorsi fra Comune e Regione, un violento scambio di accuse volto a nascondere una sostanziale incapacità amministrativa».

05 maggio 2010

Una discarica di Eternit sulla spiaggia di Briatico

di Franco Vallone







Una vera e propria discarica a cielo aperto di pericoloso eternit è stata ritrovata a Briatico grazie alla segnalazione di una signora vibonese che ha subito avvisato i Carabinieri della locale Stazione. La discarica è a pochi metri dal mare di località Safò, proprio a ridosso della strada che porta alla spiaggia denominata “Goccia di Mare”. Chi si è sbarazzato di questo intero vecchio tetto di eternit ha pensato bene di completare l'opera disfacendosi anche di una batteria d'auto grondante acidi. L'area interessata è stata prontamente transennata con del nastro rosso e bianco ed è attualmente posta sotto sequestro. Un ennesimo scempio ambientale perpetrato da gente senza scrupoli che sottovaluta la reale pericolosità di questo materiale altamente cancerogeno in quanto contiene fibre di amianto che sfibrandosi possono disperdersi nell'ambiente con la complicità del vento.

GERBERA GIALLA 2010 SBARCA A VIBO MARINA


La carovana della legalità fa tappa a Vibo Marina. Un'intensa giornata dedicata ai giovani per dire "No alla Mafia"

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org


-Maggio come mese dei fiori. Maggio come mese delle stragi. Ed infatti, nulla è stato pensato a caso. Il movimento contro le mafie, Gerbera Gialla, creato e condotto con forza da Adriana Musella, figlia di Gennaro Musella, ingegnere trucidato dalla mafia, 28 anni fa a Reggio Calabria, ha fatto capolinea a Vibo Marina. In occasione della Fiera nautica, il molo “Malta” si è trasformato in un corteo colorato e festoso di giovani, i quali hanno atteso l’arrivo della nave militare “Spica”, ribattezzata come la “nave della legalità”. Molti gli ospiti presenti alla manifestazione: il neo sindaco di Vibo Valentia, Nicola D’Agostino, il presidente della provincia, Francesco De Nisi, il prefetto di Vibo, Luisa Latella, il sostituto procuratore di Vibo, Mario Spagnuolo, il sostituto procuratore di Reggio, Giuseppe Pignatone. “ Quella di oggi è una giornata di festa e di speranza – dice sorridente Adriana Musella rivolgendosi ai giovani – Bisogna iniziare a scrivere una storia nuova, fatta di felicità e gioia, non di sangue e di guerra. Non occorrono gesti eroici, è importante fare qualcosa di positivo nella nostra quotidianità.” La signora Musella, che dal 1992 tiene attiva il movimento contro le mafie, nella sua carovana della legalità, cerca di sensibilizzare i giovani, spinti ogni giorno a sposare le cause del male, senza rendersi conto del pericolo a cui vanno incontro. Il sostituto procuratore Pignatone, intervenuto per assistere alla manifestazione, si affida al celebre pensiero del grande scrittore aspromontano, Corrado Alvaro, per far intendere agli studenti il significato di vivere e lottare contro ogni forma di prevaricazione: “La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile –cita Pignatone, sostenendo a chiare lettere come “è fondamentale respingere la convinzione che la battaglia giudiziaria sia qualcosa di taumaturgico, perché noi crediamo fortemente in quello che facciamo perché abbiamo dedicato la nostra vita per farlo.” Ulteriore iniezione di fiducia, per i presenti e per la società civile in genere, perché dette da un uomo, che, in questi ultimi tempi, è venuto splendidamente alla ribalta delle cronache per via di tutta quella serie di arresti eccellenti compiuti nel reggino. Lo presenza dello Stato c’è, qualcosa forse sta leggermente e impercettibilmente cambiando e la scuola, adesso più che mai, deve intervenire fortemente per educare e ridisegnare l’assetto sociale e comportamentale dei giovani di Calabria, perché il futuro passerà per le mani di chi oggi sfila quasi inconsapevolmente per una causa giusta. Mario Spagnuolo, sostituto procuratore di Vibo, anch’egli “eroe” di questa terra di ‘ndrangheta, si affida alla favola per raccontare ai giovani l’importanza della lotta per la difesa della libertà, raccontando la storia realmente accaduta di Cristiano X di Danimarca, il quale “non si è mai piegato all’invasore per difendere il proprio popolo, girando ogni giorno tra la gente con il suo cavallo, cercando di carpire i bisogni e le esigenze del suo popolo, resistendo agli attacchi e vincendo in fine la sua battaglia contro i cattivi, per la felicità eterna di tutta la nazione.” Maggio mese dei ricordi, dalla strage di Capaci, all’omicidio del capitano Basile, dall’omicidio di Gennaro Musella a quello celebre di Peppini Impastato. Maggio mese della rinascita, della speranza di una società migliore, di una Calabria migliore, di una felicità autentica e mai assaggiata realmente. “Tutti hanno in mano un fiore per non dimenticare: nasce la gerbera gialla, che diverrà il fiore simbolo dell’impegno antimafia, fiore semplice ma dallo stelo forte e robusto come forte e robusto è l’impegno di chi combatte il crimine organizzato. Non si può archiviare la barbarie”, diceva ben 18 anni fa Adriana Musella, all’indomani dell’inizio del suo impegno contro le mafie; “Coraggio, difendiamo la speranza”, gridano invece oggi i giovani della nostra terra.

04 maggio 2010

Ersosione delle coste, De Nisi: "Fare presto e bene"


"Fare presto e bene, affinché si possano realizzare interventi antierosione con una concreta capacità risolutiva". Così il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Francesco De Nisi, ha introdotto i lavori della conferenza programmatica cui hanno partecipato i sindaci e gli assessori di Vibo Valentia, Tropea, Pizzo, Joppolo, Ricadi, Parghelia, Zambrone, Briatico e Nicotera. Alla riunione hanno preso parte anche il presidente della sezione Turismo di Confindustria Pino Giuliano, il presidente del Consorzio costa tirrenica Girolamo Pungitore, il presidente locale del sindacato italiano balneari (Sib), Mino De Pinto, e gli assessori provinciali Giuseppe Barbuto (Lavori pubblici), Martino Porcelli (Ambiente) e Michelangelo Mirabello (Enti locali). L'incontro, è scritto in una nota, "é servito a focalizzare e concordare gli interventi contro il fenomeno dell'erosione costiera, da effettuare impegnando fondi per circa 7,5 milioni di euro, stanziati nell'ambito dell'Accordo di programma quadro (Apq) in materia di difesa del suolo ed erosione delle coste e recentemente destinati con decreto regionale ai Comuni costieri (tranne Tropea, che però ha ottenuto circa 2,6 milioni di euro per il consolidamento della rupe) e assegnati formalmente alla Provincia in qualità di soggetto attuatore degli interventi da realizzare". Opere, prosegue la nota, che vanno ad aggiungersi a quelle già avviate dall'Amministrazione provinciale a Ricadi, Parghelia e Joppolo, portando complessivamente a 10 milioni di euro le risorse complessivamente disponibili per affrontare la problematica. Sulla base delle competenze attribuite alle Province dalla legislazione regionale in materia di salvaguardia ambientale e difesa del suolo, l'Ente ha provveduto a convocare sindaci e rappresentanti degli imprenditori, al fine di coordinare la fase di progettazione preliminare. "Il turismo balneare - ha sostenuto De Nisi - è il motore dell'economia del nostro territorio ed è dunque vitale sfruttare al meglio questa preziosa opportunità, attraverso una progettazione complessiva che sia strutturale e tenga conto delle interazioni tra i vari territori. Il fenomeno erosivo, infatti, non può essere contrastato con interventi slegati l'uno dall'altro, perché le scelte adottate in un'area possono esprimere effetti a catena sui tratti di costa confinanti". Concetti, prosegue la nota, "condivisi dagli amministratori comunali, che però hanno rimarcato il lavoro già svolto in questo settore. In particole, il sindaco di Joppolo, Salvatore Vecchio, ha sottolineato che i fondi sono stati stanziati dalla Regione perché i Comuni coinvolti hanno presentato nel tempo i progetti per numerosi interventi antierosione". Il Comune di Vibo, rappresentato dall'assessore ai Lavori pubblici, Giorgio Modafferi, prosegue la nota, "ha contestato il ruolo di soggetto attuatore attribuito alla Provincia, sostenendo che, fatta salva una generica attività di coordinamento in capo all'Ente provinciale, l'attuazione degli interventi dovrebbe essere competenza esclusiva dei Comuni. Tesi, questa, basata su un'interpretazione della legge regionale 34 del 2002 (che definisce e attribuisce le funzioni alle Province) non condivisa dagli altri presenti e in contrasto, come ha sottolineato lo stesso De Nisi, con quanto avviene nel resto della Calabria, dove la Provincia esercita, così come previsto dalla normativa regionale, le competenze di programmazione in materia di difesa del suolo e salvaguardia ambientale". Al termine della discussione, De Nisi si è dichiarato favorevole ad utilizzare la progettazione comunale già esistente, a patto di adattarla però alle risorse disponibili. "La Provincia, dunque - ha sostenuto - procederà a redigere il progetto preliminare sulla base degli interventi già ipotizzati nei singoli territori. Poi, tra un mese, valuteremo insieme il risultato, integrandolo con eventuali suggerimenti che giungeranno. Come Provincia non ci interessa alcun tipo di gestione, ma intendiamo svolgere fino in fondo il nostro ruolo di coordinamento per giungere ad interventi efficaci e trasparenti".


fonte: http://www.telereggiocalabria.it/news/2-politica/24366-ersosione-delle-coste-de-nisi-qfare-presto-e-beneq-.html

03 maggio 2010

III EDIZIONE DELLA FIERA NAUTICA DELLE CALABRIAE


Nuova edizioni ricca di iniziative per la fiera Nautica, che dall'1 al 9 maggio sarà vetrina di richiamo turistico per l'intera Regione.

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org


VIBO MARINA- Sempre più grande, sempre più innovativa, sempre più spettacolare. La “fiera nautica delle Calabriae” si ripresenta per il terzo anno consecutivo alla gente di Vibo Marina e dell’intera regione, per dare a tutti gli amanti del mare, tutte le novità che riguardano questo settore. Non solo yatch e imbarcazioni costose, ma anche diving e sport e marini, accessori e abbigliamento per la nautica, servizi di charter nautico e di trasporti marini, stand dedicati alla sicurezza e ai preziosi consigli della Capitaneria di Porto, utili a migliorare la qualità della vita di chi, del mare, ne ha fatto un hobby imprescindibile. Tanta gente, curiosi e interessati, hanno affollato tutta l’area della fiera, da via Emilia fino al molo “Malta”, vero e proprio teatro della parata marittima. Alle 10:30 di sabato mattina, il via della 10 giorni dedicati alla nautica, inaugurati per l’occasione dalla soubrette, ex bagaglino,Valeria Marini, che in serata ha presentato al pubblico la sua nuova collezione di lingerie e maillot de bain. Un primo maggio in odor d’estate, dove la bellissima e calda giornata ha fatto da cornice a questa iniziativa, che anno dopo anno, prende sempre più importanza, attestandosi come un evento di settore “in progress”. L’indispensabile sinergia tra gli enti, Unioncamere Vibo Valentia, Aspo, Capitaneria di porto e Consulta economica provinciale, patrocinati da Comune, Regione e Provincia, hanno sicuramente sottolineato l’importanza dell’evento in chiave di rilancio totale, non solo per la provincia di Vibo Valentia, ma di tutta la regione Calabria. Così come afferma Michele Lico, commissario della Camera di Commercio, “ questa fiera rappresenta un’importante occasione per valorizzare le peculiarità del Porto di Vibo Marina e della filiera nautica calabrese, entrambi punti di forza dello sviluppo locale e regionale. Le infrastrutture portuali – continua l’industriale vibonese - sono il biglietto da visita del territorio per chi viene dal mare; un piano coordinato sulla portualità calabrese, sotto la regia della Regione Calabria, favorirebbe sicuramente la competitività di aziende e territorio.” Sfruttare al meglio tutte le potenzialità, che un porto turistico-commerciale come quello di Vibo Marina ha in se, creerebbe le condizioni ideali per ridare la giusta la dimensione a quest’area di sviluppo, da sempre sottovalutata e poco considerata. Ma a quanto pare, le attenzioni della “nuova” politica hanno iniziato a carpire le peculiarità di tale “snodo” commerciale, puntando per i prossimi anni, alla valorizzazione di tutte le risorse offerte.

Capodoglio salvato dalla Guardia costiera

Avvolto nelle reti





Il personale della Guardia costiera di Vibo Marina e di Cetraro ha soccorso in mare un capodoglio in difficoltà perchè incastrato da un groviglio di reti nella parte terminale della coda.
Il cetaceo è stato avvistato a 35 miglia da Cetraro e 42 miglia dal porto di Vibo Marina. Immediatamente sono intervenute numerose squadre della Guardia Costiera che hanno provveduto ad avvicinare l'animale.
Dell'accaduto è stato informato anche Giuseppe Paolillo del Wwf, biologo responsabile regionale per l'assistenza ai cetacei della Calabria. Lo stesso, giunto presso la sede della Capitaneria di Porto di Vibo Marina si è messo a disposizione per raggiungere, con un'unità della Guardia Costiera, il capodoglio in difficoltà.
Nel corso delle operazioni di soccorso il capodoglio, quasi a voler testimoniare il suo buono stato di salute, ha iniziato ad effettuare delle immersioni ripetute che duravano circa 20 minuti per volta. I militari hanno monitorato l'animale per alcune ore e lo hanno lasciato procedere liberamente. Le operazioni di soccorso sono state coordinate dal capitano di fregata (Cp) Luigi Piccioli che ha operato in stretto collegamento con la direzione marittima di Reggio Calabria.

01 maggio 2010

Villaggi turistici, una miniera per le cosche della 'ndrangheta

Dalle precedenti inchieste emergeva che i clan della zona imponevano pizzo, guardianie e forniture
di Nicola Lopreiato

Alcune roulotte distrutte dall'incendio doloso

I villaggi turistici, le forniture, le guardianie, il pizzo. Forse una vera e propria miniera per le cosche della zona. L'attentato incendiario di pochi giorni fa sulla costa di Zambrone riapre una vecchia ferita, quella che molti si erano illusi si fosse rimarginata dopo l'operazione denominata Odissea, portata avanti dalla squadra Mobile, sotto il coordinamento del sostituto procuratore della Distrettuale antimafia di Catanzaro, Marisa Manzini (da circa un anno ormai passato alla Procura generale).
L'attentato di qualche giorno fa ha di fatto messo a nudo ancora una volta l'interesse delle cosche sulle attività produttive del litorale e, in particolare, sui villaggi turistici che continuano a vivere sotto la cappa della violenza criminale.
Le dichiarazioni dello stesso imprenditore confermano per intero la validità di quell'inchiesta e, in molti casi, anche i primi verdetti di condanna ad opera di molti imputati. Nel caso dell'imprenditore di Zambrone la quota da versare alle cosche che tenevano sotto controllo il territorio era del 10 per cento sul ricavato annuo. Una regola alla quale, molto probabilmente, nessuno può sfuggire. E se qualcuno dovesse pensare di farla franca ecco pronti gli emissari del racket ad entrare in azione, a mettere in atto il loro piano, a bruciare e distruggere la struttura come è avvenuto di recente quanto ignoti hanno dato fuoco alle roulotte e danneggiato l'intero impianto elettrico di un noto villaggio a Zambrone Marina, uno dei più bei litorali della costa calabrese. Un colpo basso, di quelli che fanno male, che tolgono il fiato, soprattutto perché arriva alla vigilia della stagione turistica, nel periodo in cui i villaggi prendono prenotazioni e pianificano i loro programmi. «Non pagavo la mazzetta da diversi anni – ha dichiarato l'imprenditore piuttosto preoccupato il giorno dopo l'attentato incendiario –. In passato per stare tranquillo, ero costretto a sborsare 20 milioni che corrispondevano al 10 per cento degli incassi della mia struttura. Dopo questo periodo di calma non riesco a spiegarmi chi abbia potuto compiere un gesto così grave».
Sull'accaduto, come sempre avviene in questi casi, sono state avviate delle indagini per cercare di fare luce sull'accaduto, anche se l'attentato porta i segni del racket delle estorsioni, un giro sotto il controllo del cosche della 'ndrangheta. Capi e gregari dopo i pesantissimi colpi inferti dal 2003 al 2006, prima con l'operazione Dinasty Affari di famiglia, che portò alla decimazione del clan Mancuso di Limbadi, e subito dopo con l'operazione denominata Odissea, con al centro dell'inchiesta presunti affiliati ai La Rosa di Tropea e altri esponenti di primo piano del litorale Vibonese, sono tornati a imporre le loro regole, a esercitare la loro influenza criminale su tutto il litorale, mettendo sotto pressione gli operatori turistici.
Vicende che le inchieste precedenti hanno messo a nudo più volte anche attraverso le testimonianze di collaboratori di giustizia. Ora il nuovo attentato al villaggio turistico di Zambrone testimonia che le cosche sono tornate ad alzare la testa mentre la pressione dello Stato da queste parti, da qualche anno a questa parte, tende ad allentarsi.

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