29 aprile 2010

PRESTIA vs NIGLIA, LA SFIDA INFINITA


Primo consiglio dell'era Prestia tenuto pubblicamente nelle sale Anap. Colorito spettacolo politico del sindaco e dell'ex sindaco.

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org



BRIATICO- L’importanza del primo consiglio l’hanno fatta intendere i briaticesi, affollando le sale Anap come forse mai era successo nella storia del paese. Ed in effetti i cittadini non saranno rimasti delusi dallo spettacolo teatrale offerto dai due protagonisti assoluti della serata di martedì. Il neo sindaco Franco Prestia e l’ex sindaco Andrea Niglia, hanno dato vita ad un colorito dibattito di contro-repliche al veleno, dove non si sono risparmiate critiche e stoccate. All’ordine del giorno vi erano tre punti essenziali sul quale discutere. Passato al voto il primo punto, che riguardava l’approvazione dei verbali di sedute precedenti, l’attenzione si è focalizzata sui temi scottanti degli ultimi tempi: la situazione delle casse comunali e la situazione ordine pubblico, riguardanti le recenti intimidazione a danno del’ex sindaco. Pronti, via. Andrea Niglia, circondato dai suoi consiglieri di minoranza, Francesco La Piana e Marco Polistena, denuncia subito “ questa seduta non è valida, io sono stato chiamato qui stasera per deliberare e votare, non per fare assemblea.” Franco Prestia, come al solito molto calmo e razionale, chiede al consigliere Niglia di intervenire dopo il proprio personale intervento, cosa che in realtà avviene, ma dopo reiterati richiami. Un Niglia in piena, non lascia spazio ai discorsi del sindaco, così che si assiste ad un fenomeno del tutto nuovo e sconosciuto a Briatico: la spettacolarizzazione della politica. Delizioso. Franco Prestia, riuscendo a strappare il silenzio del suo avversario, inizia a rendere noto a tutta la popolazione la situazione delle casse comunali. “ Al 30-03-2010, le casse di questo Comune sono in deficit – tuona Prestia – noi stiamo ereditando dall’amministrazione precedente un debito di circa 2.800.000 euro, un vero disastro per noi, una vera mazzata per la collettività.” E ora si inizia a capire il perché di tanta polemica del capogruppo di minoranza. “ E’ tutto disorganizzato – continua Prestia – Insieme ai miei consiglieri, abbiamo dovuto lavorare duro in questo mese per capire come far quadrare i conti, anche per pagare gli operai. Manca l’acqua a San Leo, come stai dicendo tu in giro Andrea. Bene, siamo andati a controllare con i tecnici il perché di tale problema. Ne sussegue che dei tre serbatoi esistenti nella frazione, uno non ha mai funzionato e due hanno delle continue perdite. E’ stato questo il tuo modo di amministrare.” Pane pane, vino vino. Anche se in realtà, ebbene dirlo, i dubbi espressi da Niglia, a riguardo l’invalidità del consiglio, possono essere motivati, perché di civico consesso nella seduta di martedì c’è stato poco. Un assemblea civile, un rendiconto quinquennale, si potrebbe definire così. Ma alla cittadinanza non interessa questo cavillo, alla cittadinanza importa sapere e conoscere, numeri, idee e verità. Il consigliere Niglia a questo punto, decide di raddrizzare la situazione, tenendo una sorta di lezione di economia: “ Cari colleghi e consiglieri – spiega il docente universitario – il bilancio è un qualcosa di molto complesso, dove vanno lette tante voci. Voi giudicate il mio operato solo guardando il passivo, ma non dite che questo Comune vanta dei crediti e non dite nemmeno che il debito accumulato è frutto di una gestione scellerata dal ’94 al 2004. Voglio tener presente – continua Niglia - che questo Comune non ha mai pagato l’Ici allo Stato e non si è nemmeno mai presentata alle cause che la riguardavano. E tutto questo debito l’ho creato io?” Nel solito rimpallo di responsabilità, Prestia e Niglia continuano la loro personale battaglia; la gente in aula ascolta divertita, tra applausi e risate, i presenti si godono lo spettacolo offerto dai due uomini più in vista della politica locale. L’atmosfera da tribunale che si è creata, ha comunque delineato uno scenario non particolarmente promettente per Briatico, perché se si parla di debito, di discariche abusive, di intimidazioni e di turismo che non decolla, ne sussegue che il lavoro al quale sono chiamati i nuovi amministratori, si annuncia arduo e insidioso. Qualcosa di positivo, però, bolle in pentola. La proposta più bella della serata è nelle mani Prestia, che pensa di istituire un quinto assessorato del tutto nuovo e particolare: “ Non possiamo permettere che la cittadinanza sia dimenticata nei piccoli aspetti quotidiani che la riguardano – afferma il sindaco – ed è per questo che ho deciso che la quinta nomina sarà un assessore alle piccole cose. Si signori, ci sarà una figura che si occuperà di salvaguardare ogni angolo della città, per rendere sempre e costantemente decoroso e pulito il paese.” Un ottima idea, qualcosa che restituirà ai cittadini una Briatico da giardino sul mare. Nell’ultimo punto in programma è stato chiaro il riferimento alle vicende legate alle intimidazioni subite da Andrea Niglia, dove tutto il consiglio si è espresso in maniera netta e decisa contro queste forme di violenza, condannando all’unanimità il vile gesto e volendo combattere uniti per arginare questo fenomeno, esaltando un solo pensiero: la legalità. Spazzati via i fantasmi di un possibile coinvolgimento diretto da parte della nuova giunta, che per bocca di Franco Prestia invita le forze competenti ad indagare su di lui senza timori, non resta che sottolineare l’inizio di una nuova stagione politica, fatta di dialogo, scontro e rispetto di idee. Una normalità, che a Briatico non ha mai trovato casa.

Vibonese. Depurazione, il servizio rischia il blocco

«Gli Enti non pagano e la ditta che gestisce la manutenzione non retribuisce i lavoratori»
di Marialucia Conistabile


La stagione estiva è alle porte; porte che, rimanendo così le cose, rischiano d'essere aperte su una problematica che è ormai diventata una piaga per il Vibonese: la depurazione.
A rigirare il dito nella ferita è il sub commissario della Femca Cisl Calabria, Giuseppe Conocchiella, il quale chiede, per l'ennesima volta, la riapertura di un confronto in Prefettura con Ato, azienda e amministrazioni interessate. Al contempo mette le parti in causa sul chivalà considerato che ad oggi gli impianti – complessivamente riguardano 17 comuni della costa – «sono al limite del rendimento per insufficiente manutenzione ordinaria e assenza totale di quella straordinaria». Una situazione partorita da una serie di circostanze che contribuiscono – e non è il primo anno – a rendere le cose più complicate di quelle che sono. In pratica il sistema depurazione si ritrova al centro di una girandola di responsabilità che chiama in causa le stesse amministrazioni comunali, l'Ato 4 e la ditta che gestisce il servizio. Le prime – almeno non tutte – pagano per i servizi ricevuti, per cui l'Ato non riceve quanto convenuto e a sua volta non riesce a onorare il contratto stipulato con la ditta (la Dpr costruzione, che gestisce il servizio dal 2009). Questa a sua volta «pretende che i lavoratori, complessivamente 24, continuino a prestare la propria opera - spiega Conocchiella – in modo gratuito anche in assenza degli istituti contrattualmente previsti in materia di salario, vestiario, Dpi, mezzi aziendali e così via». E per evitare che la situazione continui ad avvitarsi su se stessa, senza possibilità di venirne fuori con il rischio di seri problemi dal punto di vista igienico-sanitario-ambientale, la Femca Cisl ha intensificato le richieste d'incontro con l'azienda «completamente latitante» e le amministrazioni interessate, ma senza riuscire finora nell'impresa. Intanto – secondo quanto evidenziato dal sub commissario della Femca – la situazione si aggrava e neanche gli stessi operatori turistici intervengono. «Sembrano disinteressati alla questione – osserva Conocchiella – ritenendo forse che i loro clienti non si accorgeranno dello stato del mare e delle spiagge».
Insomma la questione è complessa e rimanendo tale rischia di esplodere non potendo contare in eterno «sul buon senso e la serietà» dei lavoratori. «In Prefettura la Dpr dichiara di non poter continuare a garantire il servizio in queste condizioni – rileva il sindacalista –. L'Ato 4 e l'assessore provinciale delegato dichiarano candidamente di non essere nelle condizioni trovare le risorse necessarie (circa 2 milioni e mezzo di euro), da alcuni Comuni non pagate per servizi avuti. Dal canto suo la Dpr non è in grado di pagare il fatturato, mentre i Comuni interessati al piano di rientro trovano mille ragioni per dimostrare – spiega Conocchiella – che quanto richiesto dall'ufficio tecnico dell'Ato, in base al calcolo dell'utenza equivalente, non sia applicabile, che le richieste sono esose, che mancano i fondi e che prolungheranno lo stato di insolvenza sine die».
Insomma un "palleggio" di responsabilità, avallato dall'alibi di leggi in materia poco chiare, a cui la Femca Cisl chiede venga posta fine «armonizzando il settore idrico integrato con l'individuazione di un soggetto unico cui affidare i poteri decisionali non solo d'indirizzo, ma anche economico-operativi e la responsabilità civile, oltre che politica, del mancato funzionamento del servizio».

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=62842&Edizione=11&A=20100429

28 aprile 2010

L'ASC SOGNA LA PROMOZIONE


Un anno esaltante per la Briaticese, culminato con il secondo posto in classifica e la possibilità di disputare i play-off.

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org



BRIATICO- E’ stata senza dubbio una stagione esaltante quella dell’Asc Briaticese, che al primo anno di militanza in seconda categoria, è riuscita subito ad approdare ai play-off, insidiando più volte, dopo essere stata prima in classifica per diverso tempo, la capolista neo-promossa Cessaniti. Una squadra tosta, che ha un avuto un calo nella parte finale della stagione per via di infortuni e squalifiche, ma che comunque può contare sul recupero di uomini importanti, abituati a pressioni di un certo tipo, come ad esempio Peppe La Rosa, Nicola Prostamo e l’ariete Marco Arena. Una squadra a tratti bella e incontenibile, guidata da un allenatore esperto, Pasquale Vasinton e dal suo capitano, Antonio Accorinti, leader in campo e carismatico nello spogliatoio. La squadra della “Torretta”, può così affrontare le finali che l’attendono con tutte le carte in regola, per regalare al paese un salto di categoria, che verrebbe definito come storico. Il primo avversario da battere sarà il Prasar, che l’Asc incontrerà prima in trasferta e poi al “San Nicola”, dove il pubblico di casa, sempre presente e rumoroso, non mancherà all’appuntamento, per godersi gli istanti finali di una stagione calcistica, che l’Asc Nuova Briaticese ha giocato da protagonista. Il girone E è sembrato essere fra tutti quello più equilibrato, dove nessun risultato è apparso mai scontato e dove si è dovuto attendere fino alla fine per avere la matematica certezza dei piazzamenti in classifica. Un segnale, questo, che determina un fatto ovvio: l’anno sportivo appena terminato è stato competitivo e combattuto, poco rissoso e molto spettacolare, nei risultati e nelle singole partite. Squadra regina è stata il Cessaniti, squadra rivelazione l’Asc Nuova Briaticese. Difficile pronosticare chi fra le 4 squadre arrivate ai play-off( Caraffa-Marcellinara e Prasar-Asc), riuscirà a conquistare la 1° categoria; la Briaticese senza dubbio dirà la sua, avvantaggiata da una componente che nel calcio spesso fa la differenza: entusiasmo!

Briatico. Omicidio colposo Il gup dispone un maxi risarcimento

900mila euro
di Marialucia Conostabile

Rinvio a giudizio e rito abbreviato in rapida successione, ieri davanti al gup Cristina De Luca, per Piotr Vasilcenco, 53 anni, moldavo residente a Paradisoni di Briatico. L'uomo era accusato di omicidio colposo in relazione alla morte di Fabio Barbieri, 17 anni di Paradisoni. Una morte per la quale il giudice ha fissato un risarcimento pari a ben 900mila euro, condannando l'imputato (avv. Maria Concetta Marrella) a 4 mesi.
Un risarcimento mai liquidato da un magistrato in sede penale, ma che comunque non riempirà nella vita dei genitori e dei familiari di Fabio (costituitisi parte civile con gli avvocati Giuseppe Di Renzo e Annamaria Maduli) il vuoto lasciato. E si deve proprio alla determinazione dei genitori del ragazzo – morto il 26 luglio del 2005 – se il caso è stato riaperto dalla Procura. Grazie, infatti, a investigazioni difensive prodotte dai due penalisti il procuratore Mario Spagnuolo ha chiesto e ottenuto dal gip la ripertura delle indagini. E così il caso, archiviato dal gip su richiesta del pm a un anno e 3 mesi dalla morte di Fabio, è stato riaperto e la giustizia ha fatto il suo corso, anche con una certa celerità. Da quanto poi emerso, infatti, il 25 luglio del 2005, Fabio Barbieri non fu urtato dal trattore condotto dal moldavo procurandosi il trauma che lo portò il giorno seguente alla morte, ma cadde dal mezzo sul quale si trovava. Una caduta accidentale ma che ha consentito di riaprire i termini della rivalutazione dell'intera vicenda.

Raduno dei Briaticesi e degli amici di Briatico

Il gruppo di Briaticesi radunatisi a Milano

Domenica 18 aprile u.s., presso il Ristorante Pizzeria Griglieria "Al Rubattino" di Milano, c'è stato il 1° raduno dei briaticesi e degli amici di Briatico di Milano (presente anche il Piemonte, la Liguria e il Lazio). Al pranzo hanno partecipato 60 persone, le quali hanno dato vita ad un pomeriggio a dir poco splendido, è stato proprio bello incontrarsi a Milano, è stato ancora più bello leggere l'emozione sul viso di coloro che si rivedevano dopo oltre 30 anni, è stato splebdido "l'ambiente" più che gioioso che si è creato, sul viso di tutti, nessuno escluso, per l'intera durata dell'evento (dalle 12,30 alle 18,00) è rimasto stampato un sorriso che si vede solo nelle occasioni più belle, a testimonianza della felicità e della gioia che regnava nella sala. Difficile da descrivere quando gli amici Grazia ed Alfio, proprietari del ristorante, hanno portato in sala la splendida torta "Saracena" con la raffigurazione della "nostra" Torre, a parte l'esclamazione all'unisono  ......... a Turri.......che si è levata nella sale e  le innumerevoli foto scattate alla torta, qualcuno non è riuscito a nascondere l'emozione che ha provato nel rivedere il simbolo della amata (con tutti i suoi difetti) Briatico. La giornata è stata conlusa con un omaggio a tutte le coppie e single intervenuti, consistente in un portachiavi con stampato lo stemma della nostra città. E' doveroso dire anche che alla bella riuscita della giornata, ha contribuito (non poco) l'abbondante ed ottimo menù che ci hanno proposto Grazia ed Alfio, ai quali và tutto il nostro ringraziamento per la cordiale ospitalità che ci hanno riservato.

Filippo Coppola

Un momento del raduno Briaticese
A Turri!

26 aprile 2010

Archeoclub, suggestivo viaggio nella Calabria antica

Quarta Giornata dell'archeologia: in primo piano i mosaici di Vibona e le tracce del teatro greco a Mileto

Lo splendore dei mosaici dell'antica Vibona e le tracce del teatro greco tra le rovine della cattedrale normanna di Mileto, sono stati i temi del convegno organizzato dall'Archeoclub nell'ambito della quarta Giornata dell'archeologia. Incontro svoltosi sabato pomeriggio nell'auditorium del Sistema bibliotecario.
Ad aprire i lavori è stata Anna Murmura, presidente della sezione cittadina dell'Archeoclub d'Italia. Alla sua breve presentazione è seguito l'intervento del dott. Paolo Barresi, ricercatore di archeologia classica (Università Kore di Enna), il quale, con le sue spiegazioni e l'ausilio di immagini al computer, ha guidato i partecipanti all'incontro in un'affascinante viaggio nella Calabria antica. Un viaggio che Barresi, grande conoscitore della mosaicistica romana in Calabria, ha intrapreso attraverso i mosaici dell'età Romana, passando dal "Mosaico del drago" di Caulonia a quelli ritraenti scene di pesca e uccelli rinvenuti in zona Scrugli e nel rione S. Aloe, nel capoluogo.
Barresi si è soffermato soprattutto su questi ultimi, rilevando, in particolare, l'influsso proveniente dalla mosaicistica dell'Africa Romana, a conferma degli intensi traffici e quindi dei contatti culturali intercorsi tra Vibona e le colonie d'oltremare.
I lavori sono poi proseguiti con l'intervento del prof. Patrizio Pensabene, docente ordinario di archeologia classica alla Sapienza di Roma, il quale ha invece calamitato l'attenzione dei presenti con il racconto dei suoi sopralluoghi nell'area archeologica di Mileto, dove, tra i resti della cattedrale normanna, giacciono enormi colonne risalenti all'antichità classica. «Il reimpiego di colonne greche e romane nella costruzione di chiese e palazzi – ha detto il prof. Pensabene – era una pratica diffusa in tutto il Medio Evo. I Normanni vi fecero ampio ricorso tra gli anni 1060 e il 1085, quando edificarono grandi cattedrali allo scopo di favorire una certa unità religiosa laddove era forte l'influenza della religiosità bizantina».
Pensabene ha poi avanzato la suggestiva ipotesi che quelle colonne fossero parte del teatro di Vibona. Un teatro che, sulla base di un attento studio sulle colonne, risulterebbe essere tra i più grandi della penisola italica.
Il docente di archeologia classica ha, quindi, concluso l'incontro con l'auspicio di una seria collaborazione con la città di Vibo Valentia, il cui immenso patrimonio archeologico per alcuni aspetti (vedi le cave romane) aspetta ancora di essere esplorato e valorizzato.



24 aprile 2010

Tutto è pronto per la Fiera nautica delle Calabriae

La manifestazione giunta alla sua terza edizione si svolgerà dall'1 al 9 maggio prossimi nell'area portuale di Vibo Marina


Nelle precedenti edizioni la media di visitatori nei tre giorni di fiera è stata di circa 30mila persone (8-9mila al giorno), un numero quest'anno destinato ad aumentare se si considera che la Fiera Nautica delle Calabriae, giunta alla terza edizione, questa volta si protrarrà dall'1 al 9 maggio. L'inaugurazione, infatti, in programma sabato prossimo alle ore 10,30 a Vibo Marina.
Un appuntamento con la nautica e il mondo del diporto che tende a diventare sempre più importante e che in questa edizione vedrà la partecipazione di espositori – non solo calabresi – che operano a livello internazionale. Inoltre una serie di manifestazioni parallele sono previste a Vibo Marina, il cui porto è pronto a trasformarsi in un grande palcoscenico, che accoglierà, tra gli altri, Valeria Marini, lo stilista Antongiulio Grande e il duo Battaglia-Miseferi.
La Fiera Nautica delle Calabriae nata tre anni fa con l'intento di puntare i riflettori sull'infrastruttura portuale di Vibo Marina, è andata al di là delle previsioni diventando uno degli appuntamenti più importanti del settore. Tutto questo grazie al lavoro di squadra che vede interagire la Consulta portuale Santa Venere, la Camera di commercio, la Capitaneria di porto, la Provincia e il Consorzio industriale. Una rete, di fatto, creata dalla nascita dell'Aspo (Azienda speciale porto), presieduta dal commissario della Camera di commercio Michele Lico e di cui è direttore Bruno Calvetta, segretario generale dell'ente camerale. Azienda che aspetta la presenza del Comune nel cda e che ha "vivacizzato" la già dinamica attività che attorno all'infrastruttura portuale si muove. Dinamicità ieri sottolineata, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'evento, dal col. Vincenzo de Luca, direttore del compartimento marittimo. All'incontro erano anche presenti il sindaco Nicola D'Agostino, il presidente della Provincia Francesco De Nisi, il sen. Francesco Bevilacqua, Franco Ranieri (Consulta portuale) e Roberto Salerno (Unioncamere).(m.c.)



23 aprile 2010

Il film documentario “Terra sogna terra” girato negli orti calabresi di New York

di Franco Vallone



“Esterno giorno, orto con alberi di fichi, anziano immerso tra le foglie dell'albero raccoglie i dolci frutti... ciak si gira...” Ci troviamo in un terreno coltivato nei pressi di New York, ma, guardando le immagini di questo film, sembra di essere proprio in Calabria, mentre camminiamo per orti e giardini assolati, tra  alberi di fichi, pomodori incannati e melanzane viola, tra viti di uva fragola, cipolla rossa di Tropea e peperoni piccanti.  Giardini e orti, curati e coltivati di tutto punto, con le stesse antiche procedure e con le modalità della tradizione calabrese, con radici, piante e alberi molte volte fatti arrivare in America proprio dal lontano paese natio. In realtà ci troviamo dall'altra parte dell'Oceano, nei dintorni della Grande Mela e più precisamente a New Rochelle. Ed è qui, in questi veri e propri orti di Calabria, che l'attrice e regista italoamericana Lucia Grillo ha voluto girare l'ultima sua fatica cinematografica. Il film documentario si intitola "Terra sogna terra", per significare che gli emigranti che curano questi spazi coltivati con la fatica e la memoria, vengono "dalla terra" essendo  stati nel passato tutti contadini. L'interessante tematica sviscerata dalla Grillo è la traccia del film ed è incentrata proprio sugli orti degli emigrati italiani in america. Il film verrà proiettato il prossimo  24 aprile a New York. Tante le interviste all'interno del filmato ed alcune di queste sono state effettuate dall'autrice ad anziani emigrati provenienti dalla Calabria, (in particolare da Francavilla Angitola, in provincia di Vibo Valentia, piccolo paese d'origine della famiglia di Lucia Grillo).  La regista nel suo film ha voluto inserire anche alcuni personaggi molto familiari, il nonno novantacinquenne, Francesco Antonio Grillo, gli zii, Antonio Pizzonia, Rachel Rifilato e Vincenzo De Rocco, ed anche un emigrato siciliano. "C'è anche mio padre con la sua camicia azzurra con le strisce rosse, - aggiunge la regista - vera ispirazione per il documentario perché il suo orto e il suo giardino sono stati per me sempre una fonte di meraviglia e affascinazione".
"Terra sogna terra", della durata di venti minuti, è spunto anche per una conferenza sul tema "Terre Promesse", all'interno della quale verrà proiettato il film. I personaggi e gli interpreti di questo film documento sono stati contadini nella Calabria della prima metà del '900, poi la dolorosa scelta di partire, emigrare, e, una volta sistemati in America (tutti a New Rochelle, NY), hanno iniziato a coltivare orti e giardini, sognando una vita e un futuro migliore; “così – aggiunge Lucia - sono tornati "alla terra" conservando la tradizione di coltivare il terreno americano e sfruttarlo in modo positivo anche per mangiare e sopravvivere”. Lucia Grillo è nata a New York nel 1971, studi regolari poi l’università alla New York University di Manhattan, laurea in recitazione al Lee Strasberg Theatre Institute sempre di New York, in seguito Lucia si specializza nella stessa scuola cinematografica frequentata anni prima da Marilin Monroe e Al Pacino. Dopo alcuni anni consegue una seconda laurea, questa volta in letteratura italiana, da allora Lucia Grillo è presente nel mondo dell’arte e dello spettacolo di mezzo mondo. Riceve una borsa di studio sulla poesia italiana poi studia musica, il pianoforte in particolare, scultura e fotografia. Lucia inizia a recitare in teatro, approda nel mondo della pubblicità televisiva con alcuni spot che arrivano anche in Europa, tra gli altri si fa notare in uno spot per la Finlandia per una famosa vodka. Per undici anni risiede a New York nella centralissima zona di Greenwich Villane poi si trasferisce nella lontana California, a Los Angeles, ed è qui che fonda dapprima un gruppo di lavoro denominato degli “Sperduti” con altri ragazzi italo-americani. Il gruppo si occupa di sin dall’inizio di produzione filmica e teatrale. Dopo l’esperienza di quattro anni a West Holywood fonda la “Calabresella Films” che nel 2002 è produttrice associata della Los Angeles Italian Films Awards. Lucia è produttrice e regista dello spot televisivo per la Laifa di Los Angeles. Recita con Vincens Schiavello, uno degli attori di Gost, nel film “Favole Siciliane”.  Lucia interpreta in questi anni decine di films, tantissimo teatro e numerosi spot pubblicitari. Ricordiamo, tra gli altri, il film “Summer of Sam”, del regista Spike Lee, e poi l’indimenticabile parte nel film commedia “Winning Girls Through Psychic mind control”, e la produzione di grande successo del film “A pena do pana”(girato in Calabria), con il grande Vincent Schiavelli, dove Lucia Grillo è attrice, regista e produttrice. Come attrice nel 2009 ha anche lavorato nel film “Duplicity” e nel 2006 in “Pop Machine”.

La regista / attrice Lucia Grillo


21 aprile 2010

Briatico. Nuova intimidazione contro l'ex sindaco Niglia

Briatico (Vibo Valentia). Ancora una intimidazione ai danni dell'ex sindaco di Briatico nel vibonese, Andrea Niglia, 33 anni, docente dell'ateneo di Messina. Nella notte, sconosciuti hanno preso a calci l'auto dell'uomo, tracciando poi sulla carrozzeria alcune croci. Solo pochi giorni fa, l'ex sindaco, aveva trovato nella sua buca delle lettere tre cartucce calibro nove in una busta contennete un foglio macchiato di sangue con scritte minacciose. Sull'episodio indagano i Carabinieri.

Briatico. Andrea Niglia non lascia il Consiglio dopo la grave intimidazione

Solidarietà espressa dal sindaco Prestia e dalla giunta


L'ex sindaco Andrea Niglia non lascia la politica. Dopo l'avvertimento dei giorni scorsi, con tanto di proiettili e messaggio di morte recapitigli a casa in una busta gialla sigillata, sembra intenzionato a proseguire la sua permanenza in Consiglio dagli scranni del gruppo di minoranza. «Prima di gettare la spugna – ha detto Niglia – devo capire chi mia ha mandato i proiettili. Se è il gesto di un folle vado avanti senza paura. Cosa diversa, invece, se dietro i proiettili e il messaggio di morte ci sono persone che non vogliono essere intralciate. In questo caso, insieme agli altri consiglieri del gruppo di minoranza: Francesco La Piana, Maria Bernadetta Calafati, Agostino Vallone e Marco Polistena, valuteremo di dimetterci dal Consiglio. Non voglio mettere a repentaglio la mia vita, quella dei miei familiari e di questi ragazzi che hanno creduto in un progetto politico che aveva come obiettivo il rilancio turistico del nostro territorio».
La lettera intimidatoria con proiettili, Niglia, l'ha ricevuta il 15 aprile scorso. Giorno in cui la giunta Prestia e il Consiglio si insediavano. Nel sinistro messaggio, l'ex primo cittadino, veniva "consigliato" a mettersi da parte. «Scordati a politica per i prossimi cinque anni altrimenti te la facciamo pagare». La lettera era stata spedita da Lamezia Terme, con doppia affrancatura, il 12 aprile scorso. Appena l'ha ricevuta, l'ex sindaco, ha immediatamente sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Briatico i quali hanno immediatamente avviato le indagini per risalire all'identità degli autori.
Esprime solidarietà a Niglia il sindaco Prestia. «A nome mio e di tutta l'amministrazione esprimo la più viva solidarietà e vicinanza per il vile, deprecabile e assolutamente ingiustificabile gesto di intimidazione che ha turbato lei e la sua famiglia. Minacce di questo genere denotano un imbarbarimento del confronto politico che non ha niente a che vedere con il dibattito democratico».

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=59322&Edizione=11&A=20100421


19 aprile 2010

Libera, la forza dell'impegno

Pomeriggio assemblea provinciale alla presenza di don Luigi Ciotti
di Marialucia Conistabile

Tre anni di vita, di costante presenza. Tre anni di duro lavoro, per "preparare" il terreno alla semina. Tre anni come spina nel fianco di una comunità per troppo tempo assopita, indifferente; tre anni anche di logorìo per quanti, per lungo tempo, si erano sempre sentiti e creduti intoccabili.
E oggi il coordinamento provinciale di Libera si appresta a cogliere i primi frutti. Certo è sempre poco rispetto a quanto in realtà si sarebbe potuto fare se la risposta della comunità fosse stata più dinamica e partecipata – e di questo gli esponenti dell'associazione contro le mafie ne sono ben consapevoli – ma rappresenta comunque un significativo punto da cui partire. Nonostante le difficoltà, infatti, Libera è stata in grado di costruire, giorno dopo giorno, tassello dopo tassello, una sorta di ponte ideale e della ribellione, tra le vittime della criminalità organizzata, la società e le istituzioni. Un lavoro silente, condotto con tenacia ma in grado di segnare il punto della svolta, di fare la differenza rispetto al passato. «I tempi oggi sono maturi per una serie di circostanze – spiega l'avv. Giovanna Fronte, del coordinamento di Libera – e di questo in molti ne sono consapevoli. Non solo cittadini ma anche associazioni di categoria e sindacati. Certo la strada è ancora in salita, però tutti insieme ce la faremo».
Pomeriggio al Valentianum (ore 17, teatro) il coordinamento di Libera – presieduto da mons. Giuseppe Fiorillo e che vede, oltre all'avv. Fronte, braccia attive don Tonino Vattiata, Franco Gioghà, Giovanni De Sossi, Matteo Luzza e l'avv. Alfredo Mercatante – ha convocato l'assemblea provinciale. Una riunione di tutti gli iscritti, degli aderenti (associazioni di categoria, culturali, sindacato, volontariato) e di tutti i cittadini, per fare il punto su quello che è stato fatto e progettare un percorso comune per il prossimo futuro. A presiedere i lavori sarà il fondatore dell'associazione, don Luigi Ciotti. Accanto a lui il prefetto Luisa Latella e il sindaco Nicola D'Agostino.
Nel corso dell'assemblea si farà il punto del percorso intrapreso tre anni fa, lungo il quale negli anni, associazioni e cittadini si sono affiancati a Libera. Un percorso che vuole, infatti, essere condiviso e che in tal senso viene quotidianamente tracciato. Atti e fatti piccoli e grandi, ma tutti significativi perché frutto di precise assunzioni di responsabilità nei confronti della lotta ingaggiata contro ogni tipo di mafia e di illegalità. Un fronte sul quale c'è sempre stata Libera che ha scavato trincee, indicato le strategie da compiere, agito come motore propulsore. Le costituzioni di parte civile nei processi contro esponenti della criminalità organizzata, rappresentano un esempio di quanto sia stata incisiva l'azione. Soprattutto quando in campo, al fianco delle vittime, sono pronte a scendere associazioni di categoria. È il caso della Cna – presieduta da Giovanni Cugliari – che ha deliberato, e non era mai accaduto in passato, la costituzione di parte civile in un processo che vede un artigiano vittima del racket e degli usurai. Ma, altri esempi provengono dalla Cgil che, nel corso dell'ultimo congresso provinciale, ha sottoscritto un documento di adesione, da Confindustria, oppure da Tropea dove è ormai attivo un presidio di Libera. Un progetto quest'ultimo seguito da don Tonino Vattiata che riguarda soprattutto i giovani. E proprio a loro guarda con particolare attenzione il coordinamento provinciale di Libera che ha programmato una serie di iniziative di sensibilizzazione.
Oggi pomeriggio, inoltre, durante l'assemblea verrà anche completata la fase del tesseramento annuale e delle nuove adesioni. Insomma Libera va avanti e cerca nuovi varchi su cui innescare il proprio "effetto domino" capace di creare libertà dalle cosche, libertà dal racket e libertà dalle pressioni. In poche parole – come lo stesso don Ciotti ha ribadito in una sua precedente visita – l'obiettivo è di affermare la «libertà di vivere». Una libertà che deve essere liberata e per questo richiede l'impegno di tutti. «Non basta essere buoni cittadini – ha detto ancora don Ciotti – bisogna essere anche onesti cittadini. Bisogna finirla di predicare e di rivolgersi al Signore, perchè il Padreterno si è stufato di sentire "Signore di qua, Signore di là". Occorre fare la propria parte».



17 aprile 2010

Satira Briaticese: Vengo anch'io

Realizzata da Cristiano Santacroce

E LA MINORANZA SI DIVIDE


Scissione nella minoranza. Andrea Niglia tiene stretto 3 collaboratori, Agostino Vallone corre da solo.

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org

BRIATICO- Se da un lato abbiamo una maggioranza coesa, con 11 elementi pronti a remare per una stessa barca, dall’altra invece abbiamo una minoranza divisa. Come forse molti avevano già intuito, Agostino Vallone e Andrea Niglia scindono il loro legame politico e decidono di correre ognuno per idee proprie. Vallone giustifica la sua scelta dichiarandosi appartenente ad un partito politico, il Pd per essere chiari, sostenendo come “stare in un comune significa fare politica ed io da tesserato del Pd mi sento di sposare la causa del mio partito politico.” Scissione, correrà da solo. Andrea Niglia invece, il quale adesso si reputa un indipendente, sceglie la linea del “ci penserò”, riferito ovviamente alle posizioni che dovrà prendere in merito ad una sua futura alleanza politica. Insieme a lui, dei ragazzi molto astuti e combattivi, come Marco Polistena, Francesco La Piana e Bernadetta Calafati, i quali saranno la vera arma democratica di questo quinquennio targato Prestia. “Saremo la minoranza, non l’opposizione, saremo coloro i quali vigileranno il lavoro della maggioranza, con lealtà e senso civico, criticando costruttivamente quando ci sarà bisogno di farlo.” Parole, queste, che a Franco Prestia suonano male, il quale in ultima battuta stizzito dichiara: “non accettiamo lezioni di democrazia da te, caro Andrea, perché tu non puoi dire che vigilerai sul nostro lavoro, quando tu per 5 anni hai fatto fuori, prima tutta la minoranza e poi alcuni membri della tua squadra.” L’inizio di un’appassionata stagione amministrativa, dove mai come questa volta si era visto un vero confronto degno della miglior politica locale e della migliore democrazia. Le premesse hanno il gusto della “battaglia intellettuale”, imperativo categorico per ridare speranza a Briatico.

INIZIA L'ERA PRESTIA


Il giuramento del neosindaco che da il via all'amministrazione dei "rinnovatori briaticesi". Toccante il discorso di Maria Joel, sindaco futuro del paese.

di Angelo De Luca a.deluca@rossofajettu.org


BRIATICO- Inizia ufficialmente il nuovo percorso amministrativo di Franco Prestia, che giovedì, nella sala consiliare del comune di Briatico, ha prestato solenne giuramento, divenendo così il 62° sindaco della storia del paese. Ad aprire i lavori, prima di tutte le cerimonie di rito, Maria Joel Conocchiella, sindaco baby della città di Briatico, che ha incantato con il suo lungimirante discorso, dedicato ai “nuovi” e a “vecchi”, strappando applausi a scena aperta e, cosa ancora più rilevante, strappando l’abbraccio tra Franco Prestia e Andrea Niglia, formalizzando così pubblicamente il passaggio di consegne. “Un alto momento di seria politica – ha dichiarato il neosindaco – “insegnatoci da una bambina; prendiamo esempio da lei.” Ed in effetti non capita tutti i giorni di ricevere lezioni di vita da una ragazzina non ancora 14enne, che ha avuto il merito di rianimare una sala apparsa agli inizi molto silente ed imbarazzata. E così, dopo lacrime ed applausi, la giornata prende il via seguendo l’iter in programma. Agli ordini del segretario comunale, il dottore Vazzana, la procedure scivolano via veloce, fino ad arrivare alla nomina degli assessori, proclamati direttamente da Franco Prestia: Massimo La Gamba, nominato vice sindaco con delega al Bilancio e alla Programmazione economica; Enzo Savino, assessore al Turismo e alla Cultura, con delega all’Ambiente e all’Ecologia; Domenico Marzano, assessore ai Lavori pubblici e all’Urbanistica; Gennaro Melluso, assessore alla Sanità, Igiene pubblica, Politiche giovanili e sport. “Per tutti gli altri – così come afferma Prestia – “la possibilità di lavorare insieme a noi, perché siamo partiti volendo essere una squadra e lavoreremo da squadra. Gli incarichi sono scritti solo sulla carta, tutti siamo sindaci e tutti siamo assessori.” Un bel segnale di fiducia, nei confronti dei suoi 11 uomini, ma anche della minoranza, coinvolta attivamente nel progetto di rinascita promosso dal primo cittadino. A turno, la parola passa ai neo eletti, che per parte della maggioranza, si fanno scudo dietro le parole riconcilianti e ben auspicanti di La Gamba e Marzano, i quali chiosano “ è in atto la stagione del confronto e della trasparenza. Abbiamo il dovere di rispondere alle esigenze dei cittadini, perché per troppo tempo questo comune è stato abbandonato, sfavorendo l’economia turistica e l’economia reale. La partecipazione collettiva sarà il nostro punto di forza, saremo a disposizione di tutta la popolazione.” Discorso finale giustamente affidato a Franco Prestia, il quale, molto elegantemente decide prima di parlare ai cittadini intervenuti alla proclamazione, poi chiude definitivamente la bagarre con l’avversario Niglia: “Credo di poterti essere padre e da padre voglio dirti che mi hanno fatto male le tue parole offensive nei miei confronti in corso di campagna elettorale. Io tendo la mano a favore della riconciliazione e ci metto una pietra sopra, perché sono consapevole che certe cose spesso sono dettate dall’inesperienza.” Tirata d’orecchio, saluti finali, si ritorna al lavoro. E’ iniziata l’era Prestia.

16 aprile 2010

Francesco Prestia vara una giunta composta da quattro assessori

Le deleghe a La Gamba, Savino, Melluso e Marzano
di Lino Fresca


Tregua?  La stretta di mano tra Niglia e Prestia è stata sollecitata dal Sindaco Baby Maria Joel Conocchiella

Da ieri pomeriggio è finita l'era Niglia. Al suo posto è subentrato Francesco Prestia, affermato medico che ha promesso in campagna elettorale il rilancio socio-economico di Briatico.
Il neo sindaco ieri pomeriggio, durante l'insediamento del consiglio comunale, ha presentato la squadra che lo affiancherà nel governo della cittadina per i prossimi cinque anni. Vice sindaco è stato nominato Massima La Gamba. Il primo cittadino gli ha assegnato, inoltre, le deleghe al Bilancio e alla Programmazione economica. Vincenzo Savino, invece, è stato assegnato al Turismo, ambiente e territorio. La Sanità, lo sport e la cultura vanno a Gennaro Melluso. Infine, Lavori pubblici e urbanistica a Domenico Marzano.
Fra venti giorni il primo cittadino nominerà un quinto assessore e il presidente del consiglio comunale. Assessore e presidente del Consiglio "in pectore" saranno Gianfranco Bulzomato (Personale) e Carlo Staropoli.
Il neo sindaco dopo aver presentato la sua squadra di governo ha ribadito che «gli impegni presi durante la campagna elettorale saranno rispettati. Il nostro programma sarà realizzato fino all'ultimo punto. La nostra cittadina ha bisogno di un rilancio del settore turistico per avere in futuro. Operatori del settore e giovani non ci chiedono che questo. L'industria turistica per girare a pieno regime ha bisogno di nuove infrastrutture e di servizi pubblici efficienti».
Prestia ha assicurato inoltre che una particolare attenzione sarà dedicata ai servizi sociali. «Dobbiamo dare risposte concrete anche alle persone che si trovano in grave stato di bisogno. Anziani, diversamente abili e disoccupati saranno al centro della nostra azione amministrativa. Per i giovani, invece, è nostra ferma intenzione realizzare nuovi centri di aggregazione per il tempo libero».


15 aprile 2010

Vendeva pesce inidoneo al consumo, fermato

Francesco Morello
È stato notato dai carabinieri della Compagnia su viale Affaccio, mentre bandiva alcune decine di chilogrammi di prodotti ittici. Pesci che Francesco Morello, 49 anni, di Briatico trasportava a bordo della sua autovettura, per l'occasione, munita di altoparlanti e microfoni per richiamare la clientela.
Alla vista dei militari che lo stavano raggiungendo per alcuni controlli, Morello avrebbe chiuso il cofano dell'autovettura cercando di allontanarsi senza dare nell'occhio, ma è riuscito a percorrere soltanto pochi metri prima di essere fermato. Nel momento in cui i carabinieri gli hanno chiesto di esibire la certificazione sanitaria, all'uomo non è rimasto altro da fare che ammettere di esserne privo. Inoltre i veterinari dell'Asp hanno constatato che i prodotti ittici, parte dei quali già smerciata, non erano idonei al consumo umano. Da qui l'arresto di Francesco Morello per commercio di sostanze nocive. L'uomo ieri mattina è comparso davanti al giudice per la direttissima.


fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=56708&Edizione=11&A=20100415

14 aprile 2010

Incendiati la serranda di un negozio e un'auto

di Marialucia Conistabile

Ancora fiamme nella notte a Tropea, ai danni di un esercizio commerciale e di un'autovettura.
Nel primo caso l'incendio, appiccato da ignoti attraverso l'utilizzo di liquido infiammabile, ha interessato soltanto la serranda di un negozio di prodotti tipici locali, ubicato in via Libertà. L'immediato intervento dei vigili del fuoco e dei carabinieri, infatti, ha impedito alle fiamme di propagarsi oltre. Sul danneggiamento, avvenuto intorno all'una di notte, sono in corso indagini.
Verso mezzanotte e mezza, invece, un altro intervento dei vigili del fuoco era stato richiesto in via Stazione, sempre a Tropea, dove a fuoco era andata un'autovettura (una Y10). Al momento dell'incendio, sulla cui natura sono in corso indagini da parte degli agenti del Posto fisso di polizia, la Y10 era parcheggiata nei pressi dell'abitazione della proprietaria, la quale sarebbe stata presa di mira altre volte. Anche in questo caso l'intervento dei poliziotti e dei vigili del fuoco ha impedito alle fiamme di divorare completamente l'autovettura.
Nei giorni scorsi, intanto, sempre in via Libertà un incendio aveva interessato un appartamento estivo, di proprietà di una trentenne che risiede a Padova, distruggendo due camere da letto. 


fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=56198&Edizione=11&A=20100414

11 aprile 2010

I PRIMI PASSI DI PRESTIA

I lavori di manutenzione degli spazi pubblici innanzitutto. Aspettando giovedì per l'insediamento ufficiale.

di Angelo De Luca
a.deluca@rossofajettu.org

BRIATICO- Ancora la nuova giunta non si è insediata, ma il gruppo “Prestia” ha già iniziato il suo nuovo percorso di amministrazione. La manutenzione innanzitutto, in linea con il programma dei “rinnovatori briaticesi”, i quali hanno promesso profondi cambiamenti in progress, atti a rendere il paese quantomeno pulito costantemente. Ed è così che gli sforzi di questi giorni si sono concentrati nella pulizia di tutti gli spazi verdi. Dai bivi di entrata del paese, al lungomare, ai giardinetti, alla via marina, alle aiuole, gli operatori addetti stanno facendo gli straordinari per riportare il paese all’ordine estetico, aspettando la settimana prossima, allorquando, il neo sindaco convocherà il primo consiglio, attribuendo cariche e nomine ai suoi collaboratori. Bocche cucite, nessuno ancora conosce le idee di Prestia in merito alla giunta che verrà; di sicuro c’è che i suoi “uomini” saranno scelti per competenze specifiche di settore, mettendo da parte la quota voto riportata alle elezioni. Una strategia ben inquadrata che fa capo a quel famoso gioco di squadra tanto sponsorizzato dall’allora candidato della lista numero 1, e che, a poche settimane dalla vittoria, sembra prendere corpo e realtà. I punti fondamentali ruotavano attorno ad una riforma ben definita del sistema di nettezza urbana e dell’efficienza produttiva della macchina comunale, utili, secondo la visione amministrativa di Prestia, a far crescere tutti gli altri punti in agenda. D’altro canto l’estate è alle porte, dunque urge una riunione collettiva tra pubblico e privato, in modo da ridare a Briatico visibilità e servizi, sia ai turisti, che con la bella stagione affolleranno le vie del paese, che agli abitanti stessi, che già con l’inizio della primavera sono soliti riscoprire le bellezze dei luoghi che Briatico offre. Di certo siamo all’inizio del nuovo percorso, ma se il buongiorno si vede dal mattino, la nuova squadra ha senza dubbio rispettato il suo impegno, iniziando già da subito a lavorare per il paese. Spenti definitivamente gli animi accessi del post-elezione, la “normalità” adesso sembra aver preso la strada giusta, per assicurare ai cittadini una quinquennio stabile e ricco di iniziative.

Briatico. Convocazione del primo Consiglio Comunale


Nella sede Comunale, alle ore 18.00 del giorno 15-04-2010 si terrà in prima convocazione la sessione straordinaria del Consiglio Comunale per la trattazione del seguente ordine del giorno:
- Esame degli eletti alla carica di Sindaco e di Consigliere comunale e delle condizioni di eleggibilità e di incompatibilità di ciascuno di essi (art. 40 e 41 del D. Lgs 267/2000);
- Giuramento del Sindaco (art. 50 del D.Lgs 267/2000)
- Comunicazione del Sindaco sulla nomina degli Assessori e del Vice Sindaco (art. 40 e 46 del D. Lgs 267/2000)
- Elezione della Commissione Elettorale Comunale (art. 41 D. Lgs 267/2000)
- Costituzione dei gruppi consiliari e designazione dei rispettivi capigruppo

10 aprile 2010

Liquami trattati a Portosalvo, il Wwf sollecita una indagine mirata

«Non si tratta di creare facili allarmismi ma di conoscere la verità sulle condizioni del mare»
di Marialucia Conistabile


Alla ferma denuncia del presidente della Provincia, Francesco De Nisi, sul trattamento dei liquami – parte dei quali provenienti da altre province calabresi e da altre regioni – nella piattaforma depurativa di Portosalvo si aggiunge l'intervento della sezione regionale del Wwf.
L'associazione ambientalista prende spunto dal contenuto della lettera inviata da De Nisi a palazzo "Luigi Razza" e alla Regione, per rilanciare il problema della tutela del mare «risorsa primaria per qualsivoglia ipotesi di economia turistica del territorio». Un problema che necessita innanzitutto di una approfondita indagine e di interventi adeguati ma, al tempo stesso, di conoscenze e di risposte chiare e precise. Soltanto così, infatti, a parere della sezione regionale del Wwf si possono mettere in atto delle strategie mirate e soprattutto adeguate agli interventi di tutela della risorsa mare che dovrebbero richiedersi.
E rimanendo sul caso del trattamento dei liquami nella piattaforma consortile di Portosalvo, l'associazione ambientalista evidenzia: «Ancora una volta non si tratta di creare facili allarmismi, ma semplicemente di conoscere la verità sulle condizioni di salute del nostro mare, convinti come siamo che i problemi ambientali debbano essere affrontati con conoscenze e mezzi adeguati e che, al contrario, il sottovalutarli o addirittura negarli, non può che aggravare eventuali situazioni di pericolo per la salute del mare». Un rischio i cui effetti avrebbero ripercussioni amplificate in particolar modo «in un'area che dovrebbe fare della conservazione dell'ambiente e della saggia valorizzazione turistica – rileva il Wwf Calabria – un obiettivo irrinunciabile, per come tra l'altro richiesto anche dall'istituzione del Parco regionale marino».
Pertanto, secondo quanto sottolineato in una nota dalla sezione regionale dell'associazione, l'arrivo a Vibo Marina «di navi cariche di liquami di ogni genere, compresi gli scarti dell'industria zootecnica e agricola, nonché, in base alla denuncia dello stesso De Nisi e dei comitati cittadini, di migliaia di metri cubi di oli usati e di acque di sentina, rende necessaria una seria e meticolosa indagine sugli effetti che tutti questi reflui hanno sull'ecosistema marino e sulla effettiva capacità dell'impianto di depurazione di Portosalvo di smaltire e depurare in maniera adeguata tutti i liquami provenienti non soltanto dall'area industriale della città capoluogo, ma addirittura da fuori regione».
Insomma accertamenti mirati chiede il Wwf in linea con quanto già esposto dal presidente dell'Amministrazione provinciale a parere del quale Comune e Regione devono prendere consapevolezza «di una situazione che appare incompatibile con la vocazione turistica della costa vibonese e la salvaguardia ambientale». Per De Nisi, infatti, l'attività che si svolge nell'impianto del Consorzio industriale «legittima e supportata dalle necessarie autorizzazioni» non andrebbe di pari passo con la vocazione turistica e la salvaguardia del mare. A tal proposito ha fornito alcuni dati: «Ogni anno nel depuratore di Portosalvo, oltre alla normale attività di smaltimento dei liquami fognari e industriali prodotti nell'area di competenza dell'impianto, vengono trattati 41mila metri cubi di acque nere, provenienti da fosse biologiche, rifiuti dell'industria zootecnica e di quella agricola, nonché 12mila metri cubi tra oli usati e acque di sentina. Attività che ha un forte impatto ambientale soprattutto a causa del difficile smaltimento dei metalli pesanti».

09 aprile 2010

Briatico, incendiato legname in un cantiere edile

I Vigili del Fuoco hanno spento le fiamme mentre i Carabinieri sono giunti sul posto per i rilievi del caso


 Ignoti hanno dato alle fiamme del legname in un cantiere edile. Il fatto è avvenuto nella prima mattinata di oggi a Sciconi, una frazione di Briatico, nel vibonese, dove l’impresa Edil Costruzioni di proprietà di FF. del luogo, aveva preso in appalto la costruzione di fabbricato. Sul luogo i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme ed i Carabinieri della stazione di Briatico per le indagini.

Fonte: http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/vibo_briatico_incendio_legname_cantiere_edile_edil_costruzioni_carabinieri_4652.html

08 aprile 2010

Briatico. Massimo La Gamba nominato vice sindaco

di Francesco Iannaci

Massimo La Gamba, primo degli eletti nella lista "Rinnoviamo la nostra città", è stato nominato vice sindaco. Un incarico importante che premia il suo impegno nell'ultima tornata elettorale. Il neo sindaco, Francesco Prestia, è abbottonatissimo sul nome degli assessori che lo affiancheranno nella gestione della cosa pubblica.
Prestia è riuscito a vincere la sfida con il sindaco uscente, Andrea Niglia, sfoderando un programma elettorale teso a dare risposte concrete ai cittadini. La lista che lo sosteneva "Rinnoviamo la nostra città", ha incassato 1.360 voti, 28 in più rispetto a quelli dell'avversario che ha toccato i 1.332. consensi.
Il neo sindaco, per il momento non ha ancora deciso la data dell'insediamento del nuovo consiglio comunale. Solo in quell'occasione presenterà la squadra di governo. In campagna elettorale, il primo cittadino, aveva affermato che la sua Giunta si doveva contraddistinguere da quelle precedenti per impegno ed efficienza. I cittadini gli hanno creduto per questo, con il loro voto, hanno defenestrato un sindaco che nell'ultimo segmento della sua amministrazione si era particolarmente impegnato per fare finanziare la costruzione di un porto turistico in località "Torretta di Briatico".
Prestia, dal canto suo, è determinato a rilanciare il settore turistico per ridare un futuro a tutti quei giovani che chiedono un posto di lavoro.

Affruntata, metafora, simbolismo e segno

di Franco Vallone

La processione finale dell'affruntata - foto di Tommaso Prostamo


La devozione popolare delle nostre genti meridionali ha creato e scritto, con la sua religiosità popolare e con varie esternazioni folkloriche, un vangelo delle apparizioni del Cristo alla Madonna, detto comunemente Affruntata, Svelata, Cumpruntata, Cunfrunta o Cumprunta. L'Affruntata si svolge annualmente a Vibo Valentia ed in molti paesi della sua provincia. Il giorno di Pasqua per le strade di Vibo, Briatico, Sant'Onofrio, Paradisoni, San Giovanni di Zambrone, Pernocari, Filogaso, San Costantino Calabro, Filadelfia, Acquaro, Soriano Calabro, Sciconi di Briatico , Rombiolo, il lunedì  dell'Angelo a Dasà, il martedi ad Arena. A Zammarò, frazione di San Gregorio d'Ippona, la manifestazione si svolge la domenica successiva alla Pasqua. In provincia di Reggio Calabria l'Affrontata, o Cunfrunta, si svolge a Bagnara Calabra, Rizziconi, Polistena, Benestare e in tanti altri paesi. Nella sua linearità plastica e nel silenzio del dramma che viene solo rappresentato, l'interpretazione dell'Affruntata è che Gesù non solo non apparve anzitutto a Maria, ma che Giovanni l'evangelista, il discepolo prediletto, cui il Maestro aveva affidato la Madre, sia il mediatore di questo incontro e l’annunciatore della vittoria del Figlio sulla morte. L'Affruntata, l’incontro, è una antichissima espressione scenica, una sacra rappresentazione della resurrezione che ci arriva dal medioevo anche se ha radici precristiane e che racconta, con una intensa partecipazione corale, i riti di passaggio della primavera, della rinascita e del ciclo vitale dei campi. I tre personaggi classici dell'Affrontata sono San Giovanni, il Cristo Risorto e la Madonna ammantata di nero. Le tre statue vengono posizionate all'interno del paese in luoghi prefissati non visibili tra loro, poi s’inizia con il percorso rituale di San Giovanni che, con un andamento in crescendo, porta all’incontro di Maria con Cristo Risorto. Il velo nero dell’ Addolorata cade e la  Madonna appare vestita di rosa o di bianco o di azzurro. Il momento culminante dell'incontro si completa con il suono delle campane a festa, il volo di colombe bianche ed una lunga processione di ringraziamento per le vie del paese. La rappresentazione popolare vuole che Maria rifiuti di credere per ben due volte, solo al terzo annuncio, ormai convinta, segue Giovanni e corre verso l'incontro del Figlio proveniente dalla parte opposta. Ma l'Affruntata, l’antico evento di religiosità popolare che si svolge ogni anno il giorno di Pasqua, non è solo ritualità, tradizione popolare e folklore. Come ogni altro evento che investe tutta la comunità il rituale è anche un enorme contenitore di messaggi, di segni, di simboli e di codici che, attraverso il non detto e la metafora, possono creare un gergo e comunicare dell'altro. Per alcuni l'Affrontata, nelle sue dinamiche simboliche, mima i tempi del rapporto sessuale, con una prima fase di preliminari, il crescendo dell'andamento percorso da San Giovanni (che avanza e ritorna indietro sempre più velocemente), la fase centrale con l'incontro del Cristo Risorto con la Madonna Addolorata che perde il manto nero (con le colombe bianche che escono da sotto il mantello e volano in cielo) ed una fase finale dove, attraverso la processione e il rientro in chiesa, si ritorna alla normalità. Ma al di là di questo tipo di lettura vi sono altre interpretazioni ed ogni Pasqua, ad ogni Affruntata, la comunità legge l'andamento del rituale come come “visione – previsione - presagio” valida per l'anno successivo e gli auspici vengono estrapolati proprio dal come riesce l'Affrontata. Se il rituale non ha intoppi, se l'incontro riesce ad essere sincronizzato alla perfezione, per il paese, e quindi per la comunità, tutto andrà bene, fino alla Pasqua successiva. Un messaggio da una dimensione altra che riesce a oltrepassare le barriere del tempo sacro e a prelevare codici  anche da antichi riti pagani legati alle figure di Kore, Persefone e Proserpina,  ai riti sotterranei di passaggio, di soglia e di rinascita. Antiche usanze lentamente elaborate in centinaia di anni dalla religione cristiana ed ancora rielaborate, semplificate e caricate di una più ricca simbologia dalla religiosità popolare, dalla tradizione consolidata e uniformata da tutta la comunità.  Nell'Affruntata il tempo di più forte tensione avviene proprio nel momento dell’incontro. Quando una delle statue cade a terra all'interno dello svolgimento del rituale questo viene letto come segno molto negativo. Per le tradizioni del popolo sono elementi simbolici che rimandano a previsioni foriere di buie premonizioni per tutta la comunità. Anticamente questi segni colpevolizzavano eventuali disgrazie, pestilenze, terremoti, fatti delittuosi, sommosse e guerre che si verificavano durante l'anno. Molti  anni fa, proprio nel vibonese, a Zammarò di San Gregorio d’Ippona, durante la fase conclusiva dell’Affrontata cadde la statua della madonna che in quell’occasione rimase decapitata con grande sofferenza, paura ed allarme che durò tutto l’anno successivo. Alcuni anni dopo cadde una statua durante l’Affruntata di Paradisoni di Briatico. Anche in quel caso la gente interpretò l’evento con severa dinamica di infauste previsioni. 


07 aprile 2010

Buon compleanno Briatico


La nostra storia, il nostro passato, la nostra tradizione lascia Euriatikon per spostarsi sul mare. 227 anni fa nasceva la Briatico nuova.
di Angelo De Luca e Franco Vallone

Era il 5 febbraio del 1783 quando un devastante terremoto rase al suolo la gloriosa città di Briatico Vecchio. La fine di una città millenaria, attestata sin dai tempi dei romani e che oggi più che mai sente il bisogno di essere rivalutata, perché patrimonio di tutti i briaticesi. Da li, da quel sito oramai abbandonata alle intemperie del tempo, la storia di ogni briaticese prende vita; le radici di ogni famiglia sono scritte in quei ruderi e sono sussurrate da quegli alberi. Briatico, dopo quel terremoto, non ebbe più il coraggio di ricostruirsi sui cadaveri dei propri cari. Così, il 4 aprile di quello stesso anno, i 925 superstiti, decisero di costituire un assemblea pubblica, spostando la “carovana della vita” in un altro sito, decretando così la rinascita della nuova Briatico. Ai piedi della Torretta, così imponente e protettiva, lontano dalle rovine del terremoto, i superstiti, presieduti dall’allora giudice della città, Luigi Lieto, e dal cancelliere Paolo Caprino, iniziarono a costruire le fondamenta della città nuova. Si decise, quel lontano giorno di fine settecento, di riedificare la città di Briatico, in un luogo poco lontano, in una località denominata Cocca. Un grande terreno di proprietà del feudatario Ettore Maria Pignatelli, duca della città di Monteleone, venne regalato dallo stesso Pignatelli ai poveri sfollati. In questa bellissima località erano preesistenti un magazzino degli oli, l'alloggiamento del direttore e di alcuni operai della vetriera, e il magazzino del monastero di Santa Chiara. Molti a
Briatico, quando si parla di memoria, di storia, di archeologia e di Briatico Vecchio , ricordano, con nostalgia e affetto, lo storico locale Domenico La Torre. Uomo di cultura della Briatico del '900, grande ricercatore e raccontatore appassionato, per lunghi anni ha frequentato numerosi archivi e biblioteche. Il ricercatore aveva ritrovato molti documenti inediti che riguardavano il momento preciso del passaggio dal vecchio abitato al nuovo sito, dell'inizio della storia della nuova città dopo il disastroso terremoto del 5 febbraio del 1783. Ad oggi però, questa incredibile storia di vita, scritta a chiare lettere negli archivi della biblioteca di Napoli e riportata alla luce dal grande La Torre, viene costantemente dimenticata, quasi oltraggiata. La Torre raccontava: “Il Pignatelli accorso dalla capitale per soccorrere la popolazione, non esitò ad accettare la richiesta dei cittadini e disporre subito di far recidere porzione delle vigne per mettere a disposizione i suoli edificatori. Il feudatario fece costruire per prima cosa, a nord del magazzino ducale degli oli, otto baracconi di otto vani ciascuno per far ricoverare subito i più bisognosi. Per il resto della popolazione concesse tre lotti di terreno a forma rettangolare. I suoli furono concessi in enfitensi e gravati da un censo perpetuo di 15 grana all'anno, da corrispondersi alla fine di agosto di ogni anno a cominciare dall'agosto del 1784”. La pianta del nuovo abitato di Briatico fu progettata da due ingegneri: Giuseppe Vinci, della Camera baronale e Antonio Fortini, giunto da Napoli col Pignatelli. Tale pianta, sempre secondo le fonti scritte recuperate da Domenico La Torre, fu comunque modificata dagli ingegneri militari e con le convocazioni pubbliche tenute a partire dal 24 aprile del 1783, i tecnici crearono una rete stradale spaziosa che in caso di movimenti sismici consentisse alla popolazione un grande margine di sicurezza. Sempre nell’aprile 1783, da Napoli arrivarono ben quattro bastimenti carichi di tavolame e chiodame per la ricostruzione. Il duca Pignatelli fece costruire davanti alla chiesa parrocchiale e alla camera baronale una grande piazza, al centro della quale si ergeva una magnifica fontana che servisse di comodo a tutto il pubblico, e poco meno di cento baracche per uso dei poveri superstiti rimasti senza una fissa dimora. Tutto il restante suolo fu diviso in venti quadrati, dieci inferiori e dieci superiori, da un reticolo di strade e di traverse, il tutto imperniato su due arterie principali e parallele distanti 40 metri e intersecate da nove traverse distanti 35 metri l'una dall'altra. Ed infatti il paese rimane ancora un luogo sicuro e protetto, urbanisticamente perfetto, capace di sopportare al meglio varie catastrofi sismiche, come il terremoto del 1907. Ecco Briatico oggi, affacciata su un terrazzo vista mare, in posizione dominante, talmente dominante da abbracciare in un solo colpo d’occhio tutto il golfo di Sant’Eufemia e le isole Eolie. Un giorno di memoria, un giorno carico di significato, un giorno da ricordare e commemorare, per non dimenticare e lasciar morire la storia, la storia di tutti i briaticesi che in quella Briatico Vecchia rivedono le loro radici. 4 aprile 1783 – 4 aprile 2010, Briatico compie 227 anni.

06 aprile 2010

Aprile 1783, la rinascita di Briatico

di Franco Vallone

Briatico, la Rocchetta vista dall'alto


Aprile 1783. La nuova Briatico a "Cocca, fondo di questa baronal camera, tiratosi dalla dolcezza del clima, acque abbondanti, vicinanza dal mare e dall'amenità del sito…" 
Molti a Briatico, quando si parla di memoria, di storia, di archeologia e di Briatico Vecchio , ricordano, con nostalgia e affetto, lo storico locale Domenico La Torre. Uomo di cultura della Briatico del '900, grande ricercatore e raccontatore appassionato, La Torre aveva effettuato, durante la sua vita, numerosi studi riguardanti la storia del paese. Il ricercatore aveva, per lunghi anni, frequentato numerosi archivi e biblioteche ed aveva ritrovato molti documenti inediti che riguardavano proprio il tempo soglia di Briatico, il momento preciso del passaggio dal vecchio abitato al nuovo sito, fatti e documenti del tempo della ricostruzione, dell'inizio della storia della nuova città dopo il disastroso terremoto del 5 febbraio del 1783. Ed è proprio uno di questi documenti che riporta il numero ufficiale dei superstiti del terremoto di Briatico Vecchio: 925 persone. Uomini, donne e bambini impauriti, tanti sbandati nelle campagne attorno al paese distrutto, persone ferite, provate, stanche, mortificate, che si ritrovarono, per rifugiarsi in qualche modo, nei pressi della torre Rocchetta dove vi erano, preesistenti, alcune fabbriche per la lavorazione dell'olio, del tonno, una vetreria e baracche di pescatori. Altri ancora preferirono scappare verso i paesi di Jonadi, Mileto, Monteleone e Tropea, cercando di trovare alloggio presso case di amici e parenti. Il 4 aprile del 1783 parte di questi superstiti si riunirono, alla Rocchetta, in pubblico parlamento, presieduto da Luigi Lieto, giudice della città, e dal cancelliere Paolo Caprino.
Si decise, quel lontano giorno di fine settecento, di riedificare la città di Briatico in un luogo poco lontano, un terreno coltivato a vigna, in una località denominata Cocca (coltura chiusa) o San Giovanni. Un grande terreno proprietà del feudatario Ettore Maria Pignatelli, duca della città di Monteleone, residente a Napoli. In questa bellissima località erano preesistenti un magazzino degli oli, l'alloggiamento del direttore e di alcuni operai della vetriera, e il magazzino del monastero di Santa Chiara.
La Torre raccontava ancora: "Il Pignatelli accorso dalla capitale per soccorrere la popolazione, non esitò ad accettare la richiesta dei cittadini e disporre subito di far recidere porzione delle vigne per mettere a disposizione i suoli edificatori. Il feudatario fece costruire per prima cosa, a nord del magazzino ducale degli oli, otto baracconi di otto vani ciascuno per far ricoverare subito i più bisognosi. Per il resto della popolazione concesse tre lotti". Tutto il restante suolo fu diviso in venti quadrati, dieci inferiori e dieci superiori, da un reticolo di strade e di traverse, il tutto imperniato su due arterie principali e parallele distanti 40 metri e intersecate da nove traverse distanti 35 metri l'una dall'altra. Briatico era rinata da quell'idea datata 4 aprile 1783.

Briatico. Artisti emergenti moda, Francesca Prostamo


Abito rosso: abito da sera/cerimonia in crèpe in seta di colore rosso. Linea morbida ed sinuosa, stretto in vita drappeggiato sul davanti. Rifinito con un doppio bordino di perle bianche.  Stola in crèpe de chine per consentire un ampio  drappeggio.

Tecnica usata:  base d’acquarello trattato poi con pastelli colorate,  matita e sfumino per gli effetti di chiaro scuro.





Abito rosa: abito da sera, in taffetà di colore rosa/magenta. Corpetto aderente asimmetrico, ricamato, con fascia a tinta unita come la gonna,con spacco laterale.

Tecnica usata: china per i contorni,  base d’acquarello trattato poi con pastelli colorate,  matita e sfumino per gli effetti di chiaro scuro.

Per contattare l'autrice, Francesca Prostamo: fragilyeternity@hotmail.it


05 aprile 2010

A Briatico affruntata con brivido finale

Di Franco Vallone

L'attimo della pericolosa oscillazione della Madonna

Anche quest'anno Briatico ha realizzato l'antico rito dell'affruntata, una delle sacre rappresentazioni più interessanti del giorno di Pasqua. Un rituale dove viene riattualizzato, annualmente, il simbolico incontro del Cristo Risorto con la Madonna Addolorata tramite  la figura soglia di San Giovanni. Durante questa edizione della Pasqua del 2010 tanta gente a Briatico, tantissimi emigrati che non hanno voluto mancare al tradizionale appuntamento, tanti turisti, ed un piccolo brivido registrato proprio nei momenti conclusivi del rito medievale. Dopo l'incontro la statua della Madonna, già svelata dal nero mantello e portata in corsa da quattro giovani del paese, si è inclinata paurosamente da un lato. Fortunatamente i veloci riflessi dei portantini sono riusciti a ristabilire prontamente l'asse verticale della statua evitando in extremis una possibile rovinosa caduta. Come si ricorderà nelle passate edizioni dell'antico rituale in provincia di Vibo Valentia vi sono state alcune cadute, le ultime a Paradisoni di Briatico e a Zammarò di San Gregorio d'Ippona, cadute delle statue sacre dell'affruntata che vengono interpretate come segno infausto per tutto il paese dove l'incidente avviene.  

(RFj)
Segnalo l'uso che si fa dell'affruntata a S.Onofrio, secondo Repubblica.it:
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/05/news/ndrangheta_processione_pasqua-3135498/

04 aprile 2010

Morte di Fabio Barbieri, la Procura riapre il caso

Investigazioni difensive ribaltano tutto: svolte nuove indagini e chiesto un rinvio a giudizio
di Marialucia Conistabile

Il caso era stato archiviato dal gip, su richiesta del pm, a un anno e tre mesi dalla morte di Fabio Barbieri, 17 anni di Paradisoni di Briatico, vittima di un incidente. Un caso oggi tutt'altro che chiuso, riaperto grazie alla determinazione dei genitori di Fabio ma, soprattutto, alle investigazioni difensive condotte dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Annamaria Maduli, che hanno portato alla luce un'altra verità sulle modalità della caduta del ragazzo, seguita il giorno successivo dal suo decesso.
Investigazioni che si sono rivelate la chiave di volta per l'apertura di nuove indagini che, grazie all'accelerata impressa dalla Procura, hanno consentito non solo di riaprire il caso ma di procedere ulteriormente al fine dell'accertamento della verità sulla morte di Fabio che avrebbe compiuto 18 anni il 13 ottobre del 2005.
A dare l'input i genitori del ragazzo – Domenico Barbieri e Maria Grazia Saragò – a procedere gli avvocati Di Renzo e Maduli, a fare il resto il procuratore Mario Spagnuolo. Un meccanismo messo in moto dal lavoro svolto dai due penalisti che ha portato all'acquisizione di elementi probatori del tutto nuovi. Tant'è che il 23 aprile del 2009 hanno depositato una memoria alla Procura della Repubblica, chiedendo al pm di proporre al gip la riapertura delle indagini. Istanza accolta a tamburo battente dal procuratore Spagnuolo il quale a distanza di soli 4 giorni (27 aprile 2009) chiedeva al gip la riapertura delle indagini sulla morte di Fabio Barbieri rilevando, appunto, gli elementi nuovi emersi «utili a una ricostruzione dei fatti diversa da quella acquisita in prima sede». All'epoca, infatti, si ipotizzò che Fabio il pomeriggio del 25 luglio del 2005 fosse caduto sull'asfalto (sbattendo il capo) dopo essere stato urtato dal trattore sul quale si sarebbe dapprima trovato, condotto da Piotr Vasilcenco, un moldavo di 53 anni, residente a Paradisoni.
Una versione però in un certo qual modo ribaltata dalle dichiarazioni rese dallo stesso Vasilcenco dalle quali emergerebbe che il ragazzo sia caduto dal trattore e non sia stato urtato. Circostanza che quindi riaprirebbe i termini della rivalutazione complessiva del caso, in particolar modo in merito al nesso di casualità fra fatto traumatico ed evento, all'epoca posto in dubbio dalla consulenza medico-legale.
A meno di tre mesi dalla richiesta del pm – precisamente il 17 luglio 2009 – il gip Lucia Monaco emetteva il decreto consentendo la riapertura delle indagini e disponendo, al contempo la trasmissione degli atti all'Ufficio di Procura.
Ulteriori indagini sono state svolte e il 19 marzo scorso il pubblico ministero – dott. Spagnuolo – ha chiesto il rinvio a giudizio per Piotr Vasilcenco ipotizzando nei suoi confronti il reato di omicidio colposo. Nello specifico al moldavo viene contestata una condotta caratterizzata da «negligenza, imprudenza e imperizia» per aver consentito a Fabio Barbieri di salire a bordo del trattore «non abilitato a portare passeggeri» e per aver mantenuto «una condotta di guida imprudente in quanto non adeguata alla presenza del passeggero sul veicolo, cagionando la morte di Fabio che cadeva dal mezzo, riportando un trauma cranico con frattura temporale e otraggia». A pochi giorni fa – precisamente lo scorso 24 marzo – risale, infine, il decreto di fissazione dell'udienza preliminare, stabilita dal gip Cristina De Luca per il 27 aprile prossimo. In quella sede il gup deciderà sul rinvio a giudizio o meno dell'imputato.
Per il momento i genitori del ragazzo e i loro rappresentanti – avvocati Di Renzo e Maduli – incassano il risultato, comunque, ottenuto considerato che il caso relativo alla drammatica scomparsa di Fabio, morto il giorno successivo alla caduta, era stato archiviato circa tre anni fa. Una decisione che i genitori della vittima non erano riusciti a mandare giù . Inoltre – secondo quanto evidenziato dall'avv. Giuseppe Di Renzo – «la riapertura delle indagini ha tratto il proprio fondamento non soltanto in una rivalutazione di elementi già contenuti in un processo archiviato, ma nell'acquisizione di elementi probatori del tutto nuovi e per certi versi nella rinnovazione di elementi già raccolti», attraverso la testimonianza del moldavo (alla presenza del suo avvocato) al quale altre persone avrebbero all'epoca detto di non riferire che il ragazzo, al momento dell'incidente, si trovasse sul trattore.

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=74521&Edizione=11&A=20100404

Il giudice rimette Niglia in libertà

di Marialucia Conistabile

Non è stato convalidato dal giudice l'arresto di Francesco Giuseppe Niglia, 52 anni di Briatico, fermato dai carabinieri per inosservanza delle prescrizioni inerenti la sorveglianza speciale, misura di prevenzione a cui l'uomo è sottoposto.
Dopo l'arresto Niglia (difeso dagli avvocati Antonio Porcelli e Francesco Muzzopappa) è comparso davanti al giudice che, accogliendo le istanze dell'avv. Porcelli e della dottoressa Elisa Solano (che ha rappresentato l'avv. Muzzopappa), ha disposto l'immediata scarcerazione del 52enne di Briatico e non ha convalidato l'arresto.
Francesco Giuseppe Niglia l'altro ieri era stato notato dai carabinieri della Stazione mentre all'esterno di un bar del centro conversava con un'altra persona con precedenti.

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=74521&Edizione=11&A=20100404

03 aprile 2010

Briatico. Ancora un arresto dei Carabinieri

Briatico (Vibo Valentia). Ancora un arresto dei Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, diretta dal capitano Stefano Di Paolo. Questa volta a finire nella rete dei militari della Stazione di Briatico è stato Francesco Giuseppe Niglia, 52enne ben noto in paese e sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune costiero, colto in flagrante dagli uomini della Benemerita mentre, davanti ad uno dei bar più frequentati della cittadina, stava tranquillamente conversando con un’altra persona gravata da precedenti penali, il tutto in violazione delle prescrizioni impostegli all’atto della irrogazione della misura di prevenzione.

Appena gli uomini dell’Arma, che notte e giorno pattugliano la zona per assicurare uno stringente controllo del territorio ed evitare il compimento di azioni illecite, si sono accorti della situazione, hanno immediatamente fermato il veicolo militare e sono scesi per bloccare il Niglia e portarlo in caserma. Qui all’uomo, già in passato ospite delle celle della Benemerita, è stata contestata l’inosservanza delle prescrizioni inerenti la sorveglianza speciale ed è stato dichiarato in arresto. Niglia è stato rinchiuso nel carcere di Vibo Valentia in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

02 aprile 2010

Mastro Giuseppe Congestrì di Sant'Onofrio, francesista di 90 anni e amico di Jacques Prévert

di Franco Vallone


Ha novant'anni Giuseppe Congestrì e la sua memoria, ancor oggi lucidissima, ricorda come se fosse ieri il tempo dei suoi amici intellettuali francesi, quelli grandi, i giganti della scrittura che sono entrati nella storia della letteratura mondiale. Nella sua piccola Sant'Onofrio, in provincia di Vibo Valentia, ci abita da un pò di anni, da quando è rientrato da Parigi, da allora definisce il suo paese un "Villaggio". Lui è un personaggio umile, piegato dal tempo, fragile, che non ama parlare di sé. Mastro Peppino, come ama definirsi, parla sempre, abbondantemente, ma degli altri, dei suoi amici scrittori, di artisti di grande levatura e di fama internazionale che con lui hanno condiviso la vita culturale nella Parigi degli anni cinquanta e sessanta. Mastro Peppino in quel tempo era giovane, aveva solo trent'anni e c'era una Parigi ancora colta e raffinata che viveva di cultura con le piccole e buie librerie, gioiello del sapere internazionale, con le case editrici che erano veri laboratori della letteratura mondiale, salotti soffusi, spazi frequentati da tanti artisti e critici d'arte, pittori, musicisti, editori e letterati parigini. Giuseppe parla benissimo il francese ed ha una sensibilità artistica notevole, si integra in profondità nella città delle brasserie, dei croissant caldi e degli incontri con artisti e critici. Congestrì è calabrese, è nato a Sant'Onofrio nel lontano 1920, dopo aver conseguito la laurea in letterature straniere e lingue presso l'Università Orientale di Napoli, ben presto è ordinario di lingua e letteratura francese nei licei statali. Il suo sapere è al di sopra della normalità accademica, pubblica diversi testi scolastici rivolti alla conoscenza e all'apprendimento della lingua francese. In Francia, a Parigi, diventa anche giornalista, ma si farà notare, principalmente, come critico letterario e raffinato produttore di poesia. Siamo andati a trovarlo più volte nella sua casa di Sant'Onofrio, dietro la scrivania del suo studio un'ordinata biblioteca con centinaia di volumi, molti sono testi pubblicati da lui. Congestrì vanta infatti numerose pubblicazioni (più di cinquanta) frutto di severi ed appassionati studi che hanno registrato nel tempo consensi di critica e riconoscimenti internazionali.  In un corridoio anonimo della casa, quasi nascoste, una serie di cornici appese alle pareti contornano documenti importanti: la sua seconda laurea rilasciata da l'Académie Francaise, le decorazioni des Palmes Académiques, un diploma del Premio Calabria di Villa San Giovanni del 1964, il certificato di letteratura francese contemporaneo rilasciato nel 1955 dalla Sorbona… Il professore di Sant'Onofrio ci apre alcune cartelle che sanno d'altri tempi. Quella di colore rosso bordò, vero scrigno della memoria, contiene un tesoro culturale d'inestimabile valore. Al suo interno lettere di confronto letterario e autografate ricevute dai maggiori scrittori francesi del tempo, da Roland Barthes a Henrìette Charasson, da Henri Clouard a Minou Drouet, da Jan Guéhenno a René e José Johannet, da Maurice Rat a Michel Simon, da Francois e Claude Mauriac a Jacques Prévert, ed ancora Pierre Seghers, André Thérive, André Malraux, René Malhamé e tanti altri ancora. Congestrì ci mostra altre lettere, scritti e grafie vergate da penne stilografiche, tra le tante una missiva che arriva dalla Francia ed approda a Sant'Onofrio, pagine inedite firmate dal grande Francois Mauriac e poi una cosa ancora più straordinaria: “una Lettre des iles Baladar che Jacques Prévert - spiega lo stesso Congestrì - mi inviò surrealisticamente da un luogo non luogo e non par Avion ma par Thon... rimarrà una prestigiosa rarità letteraria da far gola alla più rinomata biblioteca nazionale”. La “busta di spedizione – libro - oggetto artistico indefinibile” è veramente particolare con francobolli finti, disegni e didascalie (all'esterno e all'interno del plico – libro) realizzati e firmati dallo stesso Prévert. 
Alla fine, per chiudere l'incontro, facciamo una domanda al professore: 
Professore Congestrì ma chi è il destinatario di tutte queste rare lettere d'autore?
Lui, mastro Peppino di Sant'Onofrio, ci risponde: “devo dire chi sono? Sono solo un modesto letterato che ama definirsi “petit lettré de village”, pur sapendo che i piccoli letterati di villaggio possono ugualmente stupire i grandi letterati di città”.


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