30 marzo 2010

Il nuovo Consiglio Comunale di Briatico

Dalle preferenze espresse nel voto, che trovate nello speciale elezioni, ecco la composizione del nuovo Consiglio Comunale:


Sindaco:  Francesco Prestia


Consiglieri di maggioranza:

La Gamba Massimo
Savino Vincenzo
Melluso Gennaro
Marzano Domenico
Grillo Milena
Spasaro Graziano
Nicolino Mirko
Staropoli Carlo
Anile Nicola
Bagnato Sergio
Bulzomato Gianfranco



Consiglieri di minoranza:






Niglia Andrea
Calafati Maria Bernadetta
Vallone Agostino
Polistena Marco
La Piana Francesco

Briatico. Comunali 2010. Vince Prestia

Secondo fonti attendibili appare chiara la vittoria della Lista n.1, il nuovo Sindaco di Briatico è Franco Prestia, pare abbia pesato l'orientamento della frazione di S.Costantino. Più tardi fornirò maggiori dati sulla pagina dedicata alle elezioni:


I migliori auguri al nuovo Sindaco ed a tutti i componenti della sua lista, buon lavoro!

Quattro omicidi nell'arco di un mese Il territorio assediato dalla violenza

La scia di sangue parte da Drapia il 23 febbraio tocca Longobardi e il 22 marzo ritorna a Tropea
di Marialucia Conistabile

Quattro omicidi nell'arco di un mese. Delitti maturati in ambienti diversi ma con analoghi leitmotiv e contesti. Sottofondi che parlano di sangue e piombo; di missioni di morte compiute con il favore dell'oscurità. Una strategia in cui non rientra l'omicidio di Giovanni Lo Piccolo, di 48 anni, colpito al collo con un'arma da punta e morto dissanguato al suo arrivo al pronto soccorso dell'ospedale Jazzolino dove aveva avuto la forza di giungere con la sua stessa auto. Una vicenda questa che potrebbe presto segnare una significativa svolta.
Quattro fatti di sangue, cadenzati dallo scorso 23 febbraio al 22 marzo, sui quali sono in corso indagini anche se venire a capo di ogni singolo delitto non sembra un'impresa tanto facile. In circa trenta giorni, infatti, nel Vibonese i killer sono entrati in azione più volte ma il grande nodo da sciogliere è di riuscire a capire chi ha armato loro le mani. Se per il caso Lo Piccolo gli uomini della Squadra mobile battono piste legate perlopiù alla sfera personale della vittima e alle sue frequentazioni, la musica cambia di parecchio davanti ai delitti di Pietro Carone e Michele Palumbo. Cinquantotto anni il primo, 45 il secondo, entrambi uccisi a colpi d'arma da fuoco. Ma se per eliminare Carone – allevatore di Santa Domenica di Ricadi che nel giugno del 2004, a distanza di pochi mesi dall'omicidio del fratello Saverio, era riuscito a sfuggire a un agguato – la sera dello scorso 22 febbraio il killer ha sparato un solo colpo di pistola centrandolo al cuore, un vero e proprio gruppo di fuoco è entrato in azione la sera dell'11 marzo sulla 522, nel territorio della frazione Longobardi. Per uccidere Michele Palumbo, perito assicurativo incensurato, è stato scomodato un gruppo di fuoco. Un fatto di sangue dalle modalità cruente – 18 sono stati i colpi di pistola calibro 9 sparati contro il perito – e soprattutto portato a termine da sicari disposti a tutto, anche a uccidere un uomo sotto gli occhi atterriti delle figlie. Questo è accaduto nella tarda serata di un giovedì di marzo a Longobardi.
Due delitti quest'ultimi sui quali sono in corso indagini da parte di carabinieri (Carone) e polizia (Palumbo); due omicidi che, comunque, hanno tirato entrambi in ballo la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Nell'immediatezza dei due assassinii, infatti, il procuratore Mario Spagnuolo e i sostituti titolari dei due casi, si sono consultati con i colleghi della Dda. Sono stati tirati fuori vecchi fascicoli e gli atti di inchieste condotte in passato al fine di riuscire a individuare qualche elemento utile a far luce sui due omicidi. Insomma l'attività investigativa viene condotta a raggio più largo che mai, tuttavia pensare che, nel breve termine, si possa giungere a qualche risultato di rilievo è impensabile.
D'altro canto le modalità d'azione dei killer non avrebbero lasciato margini utili alle indagini. Per il caso di Pietro Catone, infatti, tutto sarebbe avvenuto in perfetta solitudine in un villaggio turistico ancora senza ospiti sulle alture che sovrastano Tropea. Relativamente a Michele Palumbo, invece, al di là delle tute mimetiche indossate e dei passamontagna calati sul volto dai componenti del commando, si è cercato di fare anche piazza pulita – o meglio bruciata – dell'auto e delle armi utilizzate. Una Fiat Uno, rubata qualche giorno prima del delitto in via De Luca, è stata ritrovata carbonizzata nel territorio di Triparni. Al suo interno le armi usate per compiere l'omicidio e probabilmente anche gli indumenti utilizzati dai killer. Tutto ridotto a un cumulo di cenere. Un copione, questo, che richiama alla mente le modalità usate dopo altri efferati fatti sangue nel Vibonese.
A undici giorni dall'omicidio del perito assicurativo, altro sangue. Questa volta a Tropea dove a cadere è Vincenzo Di Costa, 46 anni, disoccupato. A ucciderlo quattro colpi di revolver, calibro 38, sparatigli diritti al petto da distanza ravvicinata. Di Costa non era legato ad ambienti vicini alle cosche locali, aveva un carattere molto singolare, ma non veniva certo ritenuto un uomo da temere. Qualcuno però l'ha atteso sotto casa tendendogli un agguato. Un altro caso su cui fare luce.

29 marzo 2010

Comunali 2010. In attesa dei risultati alcuni sondaggi

Mentre in queste ore imperversano le proiezioni del voto regionale, che consegnano la Calabria a Giuseppe Scopelliti, per quanto riguarda il voto comunale non resta che accontentarsi degli unici due sondaggi effettuati sulla popolazione briaticese, quello di questo blog, Rosso Fajettu, e quello di SOS Briatico che considererei come quello più attendibile.

Sondaggio Rosso Fajettu. Votanti 226
Lista n.1  voti 65
Lista n.2  voti 161



Sondaggio SOS Briatico. Votanti 394
Lista n.1  voti 157
Lista n.2  voti 237


27 marzo 2010

Briatico. Comunali 2010. TUTTO IN UNA NOTTE!

Chiusura dei giochi per le comunali 2010. Piazza IV novembre gremita come poche volte in questi anni. Ben tornata politica!
di Angelo De Luca

BRIATICO- E adesso le conclusioni. Un mese intenso, un mese durante il quale cari lettori del blog, noi di Rosso Fajettu vi abbiamo mostrato la faccia simpatica, critica, futuristica della politica nostrana. Ebbene, dopo decenni, possiamo dire alla gente del paese che la politica ha fatto ritorno per le vie del paese. Un monito che serve a sperare per il futuro, perché di promesse caro popolo, i due candidati a sindaco ne hanno fatte a iosa. L’attenzione mediatica che si è voluta dare all’avvenimento non è stata pensata a caso, ma al contrario, è stata strategicamente indirizzata per avviare una sorta di confronto virtuale tra le parti, cioè il confronto tra chi professa e tra chi ascolta la profezia. Ciò significa che finite le elezioni, a vincitore stabilito, Rosso Fajettu conserverà in archivio le promesse messe all’asta, e che potranno essere strumento utile e unico per voi lettori, i quali adesso avranno la possibilità di entrare a far parte della cosa pubblica, come mai avevano fatto prima. Si è detto molto, si farà di più, di questo ne sono sicuro, perché l’attenzione che si è prestata durante questo fervente mese di marzo, è stata altissima, sottolineando un fatto ovvio: interesse generale! E’ bello vedere tanta gente in piazza ascoltare i messaggi che vengono mandati da sopra un palco. E’ bello il sistema dell’avvicendamento democratico, cioè “prima parlo io, dopo parli tu”. E’ bello, alla luce dei discorsi ascoltati, tornare a casa e analizzare le parole: “Lista n°1 o Lista n°2 ?”. Il senso delle cose sta proprio qua, nell’indecisione seppur parziale, perché comunque il voto di opinione ancora rimane ancora un tabù, ma sempre speciale, perché la confusione in certi casi stimola la libertà di scelta. Tra qualche giorno avremo il nuovo sindaco; tra qualche giorno questa epica battaglia tra il medico “pacchiano” e il professore “borghesuccio”, avrà terminato la sua corsa e con essa terminerà pure lo spettacolo colorito della politica locale. Si è parlato di tutto e ci siamo divertiti ad immaginare una “Briatico secondo noi”, a provare ad essere tutti sindaci per un giorno, idealizzando il paese come meglio ci è piaciuto. Dai porti alle strade nuove, dai campi sportivi a Briatico Vecchio, da nobili cacatoi italiani a Torri che cadono, dalle scuole alle mense, dalla rete idrica all’immancabile questione ici, dalle tasse spazzatura all’inefficienza della pubblica amministrazione, dall’insabbiamento delle coste ai parco giochi, dalle proteste e dai lenzuoli attaccati sui palazzi abbandonati, al lavoro che non c’è e all’Italcementi che produce. Qualcosa, almeno una di queste, crediate che non debba essere realizzata? E se a tutti piace essere sindaco per un giorno, non crediate sia opportuno esserlo sempre? Esiste un sindaco di nome ed esistono i sindaci di fatto. Il sindaco di nome è colui il quale siede in Palazzo e gestisce la nostra volontà; il sindaco di fatto è colui il quale si interessa realmente a chi gestisce la sua volontà, applaudendo quando tutto volge in favore della collettività e bacchettando quando misteriosamente i conti non tornano. Cari amici lettori, cari briaticesi.. spero che il nostro blog vi sia sembrato “super partes”, spero che abbiate capito il senso di essere imparziali e obiettivi quando in ballo c’è l’interesse di tutti, spero che vi siate divertiti a leggere i nostri articoli e spero che da essi ne abbiate tratto la giusta idea. Domenica e lunedì sarà un giorno dedicato al voto, dunque sarebbe bello fare il record dei record: 100% di affluenza. Carta di identità, cartella elettorale, la penna, la vostra coscienza. In quell’urna sarete solo voi a decidere. Niglia o Prestia? Buon elezioni a tutti!
 

26 marzo 2010

Antonio Montesanti nominato presidente del Parco marino



Prende forma il Parco marino regionale "Fondali di Capocozzo - Sant'Irene - Vibo Marina - Pizzo - Capo Vaticano - Tropea", per il quale, proprio nei giorni scorsi, il presidente della Regione, Agazio Loiero, ha nominato presidente Antonio Montesanti. Una nomina giunta a Montesanti con la consegna del decreto che Loiero ha voluto portare direttamente al neo presidente.
Tutela delle specie animali e vegetali, delle singolarità faunistiche, della biodiversità e dei valori paesaggistici della fascia costiera, i "compiti" del Parco marino che era stato istituito dalla giunta regionale, su proposta dell'ormai ex assessore all'Ambiente, Diego Tommasi. Un iter che oggi, porta alla soddisfazione di Montesanti, della Pro loco di Vibo marina e della Consulta economica portuale Santa Venere per l'ulteriore passo in avanti.
«Dopo anni di impegno – ha sottolineato il neo presidente – sulle questioni ambientali e di iniziative svolte per la riscoperta delle tradizioni e della cultura del mare, questa nomina conferma la volontà del governatore di agire concretamente per il bene della regione. Sono sicuro – ha aggiunto – che, in sinergia con gli organi regionali tutti, non si deluderanno le aspettative di quanti hanno creduto nell'istituzione del parco come occasione di tutela, valorizzazione e sviluppo della Costa degli dei e dei territori compresi fra Pizzo e Capo Vaticano».
Proprio per dare il via a questi percorsi virtuosi, è intenzione di Montesanti, «avviare contatti con le associazioni ambientaliste e le associazioni di categoria, non trascurando di incontrare quanti quotidianamente lavorano con abnegazione per la tutela delle nostre coste e del mare, come la Capitaneria di porto, la Guardia di finanza e l'Arpacal, così come tutti i sindaci compresi nell'area del Parco».
In questa direzione anche l'invito rivolto alla comunità e alle associazioni di inviare i propri contributi e consigli all'email del Parco marino regionale (parcocostadeglidei@libero.it).

fonte news: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=69069&Edizione=11&A=20100326

25 marzo 2010

Quello strano lenzuolo di pacifica protesta rivendicato su rosso fajettu

Il messaggio sulla casa dell'orrore edilizio, casa Piccione


Un simpatico messaggio è stato “appeso” su casa Piccione sul lungomare. Il lenzuolo recita appassionatamente: “ Amministrazione prenditi cura di questo orrore”. La firma A.E. sembra corrispondere alle iniziali di Associazione Euriatikon, molto attiva sul territorio da qualche tempo a questa parte e che forse, visto il momento delicato delle elezioni comunali, ha pensato bene di manifestare il suo disappunto su di alcune questioni mai prese in considerazione, come appunto la casa Piccione. Crediamo a buon diritto che questa sorta di appello, sia rivolto non a qualcuno in particolare, bensì a tutti coloro i quali siederanno sulla poltrona del Palazzo di via Margherita, laddove sarebbe utile, nonché produttivo, instaurare una binario comunicativo tra pubblico e privato, in modo da trovare soluzioni per l’abbattimento di tali ecomostri e magari ricreare, laddove vi era cemento a pezzi, spazi di pubblica utilità per l’utilizzo della cittadinanza. In effetti la fatiscente casa Piccione, posizionata tra l’altro in una zona strategica e molto panoramica del paese, è in chiaro contrasto con l’aspetto paesaggistico del luogo, abbruttendo uno spazio che altrimenti sarebbe davvero valorizzato. Detto questo, crediamo opportuno ribadire il messaggio anonimo a metà (A.E.) e indirizzarlo a chi di competenza, in modo da prendersi davvero a cuore quell’orrore.


Casa Piccione vista da Street View

NIGLIA O PRESTIA?

Veleni e programmi, un mese intenso di lotta per assicurarsi la carica più prestigiosa. Queste sono le loro idee per il futuro, teniamolo bene in mente!
di Angelo De Luca

I candidati alla poltrona di Sindaco, Andrea Niglia e Franco Prestia

BRIATICO- Dopo la settimana dei comizi, che hanno visto le due liste “Rinnoviamo la nostra città” e “Democratici briaticesi” battagliarsi a suon di critiche e promesse su tutte le piazze del Comune di Briatico, diamo uno sguardo ai programmi e all’idee che sono emerse dalle parole dei due candidati principali nelle varie kermesse dei giorni scorsi. La lista numero 2 di  Andrea Niglia, forte della precedente amministrazione, vara la cosiddetta “fase 2”, ovverosia un continuum gestionale indispensabile per rilanciare nuove idee, molte delle quali già in cantiere, utili al miglioramento costante del paese. La lista numero 1 di Franco Prestia, traccia venti punti programmatici, fondamentali a suo dire, per centrare tutte le priorità del quale il paese ha bisogno. Ma andiamo per ordine. Confrontando le due agende, la differenza che separa l’idea Prestia dall’idea Niglia non è poi così distante; evidentemente, i problemi da risolvere sono ben noti e altrettanto chiari nell’immaginario dei due aspiranti sindaci. Il problema idrico ad esempio, compare in tutti i programmi, con l’intenzione da ambedue le parti, di sistemare in maniera netta ed efficace tutta la rete. La proposta Prestia in tal senso, sembra voler agire più intensamente al problema, con innanzitutto la necessità di rimediare allo spreco dovuto alle “perdite di tracciato”, attivando un adeguato sistema di controllo della rete, in modo da sfruttare tutto il flusso di acqua proveniente dai serbatoi comunali, soddisfacendo così i bisogni dei cittadini da un lato e dall’altro attuare un ottimo risparmio di risorse. L’agricoltura e la pesca, altre priorità nelle agende dei due candidati, potrebbero essere motivo di reale crescita economica del paese, dove per caratteristiche socio-culturali, Briatico e il suo hinterland sono da sempre considerati a vocazione ittico-agricola. La proposta Niglia in tal senso, sembra voler considerare meglio questa possibilità di sviluppo, volendo predisporre innanzitutto degli sportelli informativi specificatamente indirizzati a queste categorie. In più vi è l’idea di incentivare le cooperative che hanno voglia di misurarsi e competere nel settore del “primario”. Il capitolo “turismo”, occupa un posto privilegiato nei due programmi, dove l’intenzione maggiore è quella di portare Briatico a competere alla pari di Pizzo e Tropea. Diversa l’idea di Niglia da quella di Prestia, dove il primo punta decisamente alla costruzione di un porto per il rilancio totale del turismo, sperando nell’effetto domino che questi può produrre, mentre il secondo punta alla valorizzazione dell’esistente, ovverosia la riqualificazione culturale e strutturale del paese secondo standard che competono alla città, privilegiando l’eco-sostenibilità. Lo sviluppo sociale, tema poco considerato ad oggi, rientra anch’esso nei programmi politici, con Prestia deciso a scommettere sulle associazioni e sul volontariato per il rilancio morale del paese, sfruttando una risorsa esistente come l’Anap, per colmare tutte le mancanze, che hanno reso negli anni il paese come un contenitore vuoto senza identità culturale e che oggi più che mai sente il bisogno di ricrearsi socialmente. Niglia dal canto suo, appare sensibile anch’esso alla necessità di non abbandonare le fasce deboli, puntando tutto sulla salvaguardia della famiglia. I temi “esclusivi” dei due candidati riguardano due settori cruciali, dal quale occorrerebbe non prescinderne, sia che vinca uno, sia che vinca un altro. Infatti, Prestia punta molto sulla creazione di “occupazione”, mettendo il Comune al servizio del cittadino come ente trasparente che forma categorie di lavoro, che indirizza persone nel mondo del lavoro, che snellisce le pratiche burocratiche per lo svolgimento delle attività di lavoro. Niglia invece punta molto sulla “sicurezza del territorio”, sia in termini di legalità, che in termini di salvaguardia, volendo monitorare il paese e preservarlo dal pericolo di erosione costiera e di rischio idrogeologico. Per quanto riguarda il capitolo delle opere pubbliche, i due candidati assicurano degli interventi di riqualificazione atti a migliorare la viabilità, i centri storici, gli impianti sportivi, gli spazi pubblici e quant’altro concerne questo settore. Andrea Niglia o Franco Prestia? A pochi giorni dalle elezioni il paese si interroga sulle possibilità reali di cambiamento, sperando comunque nell’efficacia e nella competenza dei due candidati a sindaco. Dando uno sguardo ai blog “paesani”, notiamo come per il popolo della rete sia Andrea Niglia il vincitore, con 297 preferenze contro le 196 di Franco Prestia, anche se come di consueto sarà l’urna “spogliata” del 29 marzo a decretare il prossimo cittadino di Briatico.

Il municipio di Briatico

Maria Maddalena non ha casa in Vaticano

Un libro e una storia affascinante di Francesco Deodato, tenente colonnello dell'Esercito      
di Franco Vallone



Si chiama Francesco Deodato, è calabrese ed è un tenente colonnello dell' Esercito Italiano che ama la ricerca storica e la scrittura. Deodato, già ufficiale dei Carabinieri (nel 1999 come Capo Ufficio Motorizzazione era responsabile degli automezzi dei Carabinieri di tutta la Calabria), per il suo ultimo libro ha utilizzato gli strumenti propri di una metodologia investigativa al servizio della ricerca culturale. I risultati, a ricerca completata e a pubblicazione avvenuta, sono veramente brillanti. Lui, il colonnello scrittore, è nato a Ionadi, in provincia di Vibo Valentia, il 7 giugno del 1955, e con tutta la sua inedita metodologia è sceso nel profondo della storia per indagare nelle vicende di Maria Maddalena e del suo tempo,  per cercare di scoprire, riscoprire e recuperare una importante figura della cristianità velata, una Maddalena quasi sempre pervasa da un alone di fitto mistero. Il volume di Francesco Deodato è titolato “Maria Maddalena non ha casa in Vaticano” ed è stampato dalle edizioni Adhoc di Vibo Valentia. Nelle 192 pagine fitte di sensazionali scoperte, di elementi iconografici, ma prima di tutto di narrazione di viaggio, di vere e proprie indagini alla scoperta di elementi, di confronti, comparazioni, svelazioni e rivelazioni. La traccia, l'elemento essenziale dell'indagine investigativa culturale viene in questo volume esaltata, è un vero intreccio di storia e leggenda che porta Deodato ad offrire al lettore una nuova Maddalena, inedita “icona del sacro e archetipo del sacerdozio femminile. Una Maria Maddalena alter ego del suo sposo uomo, profeta, Rabbi e figlio di Dio.” Una storia, o meglio tante storie intessute tra loro, con dei parallelismi ta divino e terreno, tra cielo e terra, con una continua fusione dell'elemento destino che, per l'autore, “nessuno dovrà e potrà mai scindere”. Un libro molto particolare, tutto da scoprire, che lascia il lettore attaccato alle pagine, fino all'ultimo rigo di scritto, con continui colpi di scena e scoperte che si susseguono. Francesco Deodato guarda, osserva, indaga, scopre e risponde a tantissimi quesiti storici fino ad oggi di difficile interpretazione con delle riflessioni-soluzioni molte volte inedite, con ragionamenti e prove inconfutabili che chiamano in causa, più volte, anche i  Vangeli apocrifi, scritti che furono esclusi dall'ufficialità della Chiesa. Deodato sottolinea che è necessaria una riflessione sull'attendibilità e non attendibilità di quanto è stato scelto e di quanto escluso da parte della Chiesa ufficiale. Il ricercatore colonnello dopo aver “scavato” in numerosi contenitori di fonti storiche, documenti, testi e scritti, continua la sua ricerca a Rennes le Chateau, in Francia, una esperienza in loco alla ricerca di testimonianze, ancora di tracce, di elementi d'indagine, di impronte lasciate nella storia, nelle storie e nelle leggende. Da questo “viaggio” escono fuori importanti ipotesi su quella che sarebbe l'origine, del perché è stato messo in atto un vero e proprio oscuramento della figura della Maddalena da parte della Chiesa. Un vero innamorato della figura di Maria Maddalena, Deodato, che riesce a interpretare, da acuto investigatore, anche quanto passa inosservato ad altri studiosi. Numeri che si ripetono e che rinviano ad altro, simbologie arcaiche, segni templari, monumenti della cristianità e statue di demoni, soffitti stellati e steli funerarie, croci di pietra e testimonianze iconografiche evanescenti che Francesco Deodato risolve e traduce in un lavoro letterario carico del fascino della scoperta storico-culturale.

24 marzo 2010

Condannato a 11 anni Antonio Mancuso torna ai "domiciliari"

Boss del clan di Limbadi

Torna a casa Antonio Mancuso, 71 anni, ritenuto il capo dell'omonimo clan di Limbadi e già condannato con sentenza divenuta definitiva a 11 anni di carcere, nell'ambito del processo denominato Dinasty Affari di Famiglia. A disporre gli arresti domiciliari, per motivi di salute, è stato il giudice di sorveglianza di Pisa, dove Antonio Mancuso era detenuto da quando la sentenza era divenuta definitiva.
Sulla base di quanto sentenziato dai giudici della Corte d'Appello di Catanzaro, che ha confermato il verdetto del Tribunale, Antonio Mancuso è ritenuto colui il quale gestisce gli interessi del gruppo criminale, svolgendo un importante ruolo (che caratterizza la sua posizione all'interno dell'organizzazione, da definire di natura apicale). Antonio Mancuso, che le persone intercettate e coinvolte nel processo Dinasty, nei vari colloqui chiamano "Zi Ntoni", secondo quanto affermato dalla Corte è la persona che «agisce sempre per dirimere contrasti, dissidi e incomprensioni nell'ambito della "famiglia"». Inoltre, è indicato, nelle diverse conversazioni registrate, come uno degli "zii grandi" (gli altri sono Pantaleone Mancuso 1947, e Cosmo Michele Mancuso) espressione che di per sé sottolinea il rilievo, quasi carismatico, che gli viene riconosciuto».
Inoltre Antonio Mancuso interviene nella ripartizione dei proventi delle estorsioni tra gli associati, programmando le attività del gruppo e autorizzandole preventivamente. A lui i gregari si rivolgono nel momento in cui temono rappresaglie in seguito a danneggiamenti e atti intimidatori, come nel caso di Domenico Mancuso che gli si rivolge dopo aver effettuato il danneggiamento dell'autolavaggio di Agostino Papaianni e il pestaggio dello stesso.
Antonio Mancuso, inoltre, è ritenuto responsabile di due estorsioni a imprenditori turistici.

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=68155&Edizione=11&A=20100324

Favelloni di Cessaniti. Una discarica all'ingresso del paese con eternit in bellavista

Di Franco Vallone



E' un vero e proprio, anche se poco raffinato, bigliettino da visita per Favelloni. La bella frazione di Cessaniti, denominata da molti anni "il Villaggio dei Murales" e, prima ancora, "Favelloni Piemonte", oggi delude passanti, turisti, visitatori e residenti con un bel pugno nell'occhio determinato da una vera e propria discarica che si apre improvvisa davanti al cimitero del paese, davanti alla chiesa della Madonna del Lume, recentemente restaurata e accanto ad un largo di accesso al paese, ben curato, pulito e sapientemente arredato con tanto di  panchine, palme e monumento. La discarica a cielo aperto si è formata piano piano e oggi si è ingrossata a dismisura proprio dietro la curva che sale da Briatico, all'imboccatura di via Rovigo, stradina che porta al bellissimo centro storico. I rifiuti sono ammassati proprio a ridosso di un segnale di stop oramai completamente circondato da numerose carcasse di lavatrici, cucine e altri elettrodomestici, pezzi di tettoia, armature in ferro, frammenti di grossi tubi e di una canna fumaria in eternit ed ogni altro elemento di rifiuto e di scarto urbano. Proprio sopra la discarica fanno capolino i bellissimi ulivi secolari che contornano un albero, sempre di ulivo, ritenuto dalla gente di Favelloni antico di mille anni. Favelloni d'estate, ma non solo d'estate, è meta di tanti turisti richiamati dai numerosi murales dipinti sugli esterni delle case ed è un vero peccato continuare a lasciare questo brutto  “bigliettino” all'ingresso del paese.

23 marzo 2010

Revocati i domiciliari per i fratelli Casuscelli

Revocati, dal giudice Cristina De Luca, gli arresti domiciliari nei confronti dei fratelli Francesco, Antonio e Simone Casuscelli, che sono tornati così liberi.
Il giudice, infatti, ha accolto la richiesta avanzata dai difensori dei tre fratelli (avvocati Giuseppe Di Renzo e Antonello Fuscà), originari di Briatico ma residenti in città e titolari di un esercizio pubblico.
Francesco, Antonio e Simone Casuscelli erano stati arrestati nello scorso mese di febbraio dai carabinieri per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di una perquisizione, infatti, nella loro abitazione erano stati rinvenuti 10 grammi di cocaina, già suddivisi in dosi, e due panetti di hascisc del peso complessivo di 184 grammi. Già in sede di convalida il gip aveva concesso ai tre fratelli gli arresti domiciliari.(m.c.)

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=67698&Edizione=11&A=20100323

22 marzo 2010

Vibo Marina, vendita di prodotti ittici avariati Arrestati padre e figlio

Sequestrati e distrutti oltre 40 chili
di Marialucia Conistabile

Leonardo e Antonio Morello

A richiamare l'attenzione dei carabinieri della Compagnia non sono state le grida dei due venditori ambulanti per reclamizzare i propria messi in vendita, ma sarebbe stato il cattivo odore che da essi proveniva.
E così seguendo la scia del non proprio gradevole "profumo" i carabinieri della Stazione di Vibo Marina si sono ritrovati davanti a oltre quaranta chilogrammi di prodotti ittici, esposti al sole e agli agenti atmosferici, privi di alcuna certificazione e tenuti in condizioni igieniche pessime.
Dal constatare le condizioni in cui il pescato veniva tenuto a intervenire, il passo per i militari di Vibo Marina è stato brevissimo. Gli stessi, infatti, hanno subito bloccato la vendita e richiesto l'intervento dei veterinari dell'Azienda sanitaria per una visita ispettiva. Visita durante la quale i veterinari hanno accertato la non commestibilità per l'uomo dei prodotti ittici messi in vendita e la totale assenza di qualsiasi tipo di certificazione sanitaria. Esito degli accertamenti che ha fatto scattare l'arresto nei confronti dei due venditori per commercio di sostanze alimentari nocive, in concorso.
Accusa che è stata formalizzata nei confronti di Leonardo Morello, di 63 anni e del figlio Antonio, di 37, entrambi del Vibonese, i quali stavano smerciando il pesce in una delle strade di Vibo Marina. Entrambi sono stati accompagnati nelle camere di sicurezza dell'Arma in attesa delle decisioni dell'Autorità giudiziaria.
Al contempo i carabinieri della Stazione di Vibo Marina hanno provveduto a sequestrare e a distruggere immediatamente gli oltre 40 chilogrammi di prodotti ittici.


20 marzo 2010

PRESTIA PUNTA ALLA CONCRETEZZA: “INDISPENSABILE IL GIOCO DI SQUADRA”

Il candidato a sindaco promuove il suo gruppo di “lavoro” e spinge la cittadinanza a sposare il sogno di rinnovamento.
di Angelo De Luca


I componenti della lista Rinnoviamo la nostra città, al centro il candidato Sindaco Franco Prestia



BRIATICO- Nonostante un vento pungente di una domenica di marzo, piazza IV novembre, nutrita da molti cittadini incuriositi, ha accolto la lista “Rinnoviamo la nostra città”, la quale ha riproposto, dopo più di 10 anni, il “dimenticato” comizio pubblico. 16 candidati e un timoniere, Franco Prestia. Decide di usare il buon senso, senza attaccarsi alle beghe nel solito tam-tam di batti e ribatti con gli avversari. Chi lo conosce sa, che il medico Prestia non ha bisogno di giustificazioni per portare “fieno in cascina”, lui è al servizio dei cittadini, da sempre. E’ così, la sua arma migliore la sfodera con le parole dei candidati, che a turno prendono la parola, non per una semplice presentazione di rito, ma per esporre e parlare di Briatico. “Le critiche le lasciamo agli altri – commenta laconico il medico – noi ci misuriamo sui programmi, sulle cose che intendiamo fare, non di certo abbiamo bisogno di spargere veleno, perché i voti ce li prendiamo sul campo, non sulle chiacchere”. Ed effettivamente la strategia è molto chiara. Lavorare in sintonia con i candidati, così come vuole la tradizione dell’autentica politica, che in più riprese Prestia chiama “indispensabile gioco di squadra”. Usa la metafora il candidato a Sindaco per la lista numero 1, definendosi come “ un capitano che guida una squadra di calcio, dove io non rappresento l’uomo più forte, bensì l’uomo di esperienza al servizio di uomini coraggiosi e competenti nei propri settori”. Belle parole di stima, evidentemente è consapevole dell’importanza che ricopre la pluralità all’interno di una coalizione. Sergio Bagnato, il più giovane candidato in lista, apre la serata con un discorso incentrato sui giovani e sui loro disagi, sostenendo con forza l’idea secondo cui “è fondamentale che la politica si occupi del nostro futuro; è fondamentale che la politica attui un programma incentrato sulla possibilità di creare le condizioni utili a far rimanere la gente qui, nella terra dove sono nati. La cosa che più mi fa rabbia – continua il giovane “rinnovatore” – è vedere la rassegnazione nei volti dei miei amici, disillusi da tutte le promesse fatte e mai mantenute. Io mi candido per rappresentare questa classe, dipinta a più riprese come una generazioni allo sbando. Mi domando solamente se mai qualcuno si sia mai interessato realmente ai loro problemi, e allo stato attuale posso dire che nessuno lo hai mai fatto”. Qualche frecciatina da più parti arriva, del resto, dopo il tiro al bersaglio di questi giorni, un contrattacco, seppur nascosto tra le righe, era in da tenersi in conto. Gianfranco Bulzomato, stizzito dalle critiche dei giorni scorsi, da “casa Niglia” in quel di San Leo, dopo le sue promesse di considerazione verso la piccola frazione, rispedisce il messaggio al mittente e chiude il discorso con “ è inelegante sentirsi già vincitori, d’altra parte questo è un chiaro sintomo della paura di perdere”. “ Sentiamo qualcuno parlare di “metamorfosi” – conclude in fine Prestia - ora mi chiedo, dove l’hanno vista questa metamorfosi? Non sto nemmeno a dire cosa si è fatto e cosa non si è fatto, basta semplicemente fare un giro nel paese e notare lo stato di abbandono di strade e spazi pubblici, o addirittura basta leggere il loro consuntivo quinquennale, citando una spesa su tutte: 3.781 euro in 5 anni per la pulizia delle spiagge. Ecco la metamorfosi”. L’atmosfera calda di questo periodo è una consuetudine pre-elettorale, la “battaglia” entra nel vivo; vuoi vedere che magari qualcosa cambia per davvero?

Passione Vivente di Briatico. XIII Edizione

19 marzo 2010

L'ospedale s'avvia verso la normalità Completato anche il Pronto soccorso

Realizzati un nuovo ingresso, camera calda, aree triage, per patologie e osservazione breve intensiva
di Marialucia Conistabile

«Ci attrezziamo per non fare morire la gente...» aveva detto il governatore Agazio Loiero nel dicembre di due anni fa, prima dell'inaugurazione di un'ala del nuovo Pronto soccorso dello Jazzolino. E da oggi la struttura di prima emergenza è degna d'essere chiamata tale. Niente di eccezionale, solo la normalità che allo Jazzolino assume spesso le caratteristiche della straordinarietà, perché un Pronto soccorso da "Ear" con camera calda, attesa sorvegliata, triage, aree per le varie urgenze (codici rosso, giallo, verde e bianco) e stanze (sei posti letto complessivamente) per l'osservazione breve intensiva, l'ospedale non lo aveva mai avuto. L'utenza – e di pazienti ogni anno ne arrivano oltre 60mila – infatti, poteva solo immaginarlo.
Un nuovo ingresso, poi suddiviso per area carrabile e pedonale, consente l'accesso al Pronto soccorso "corretto e rifondato" dalla parte laterale attigua a un supermarket. Una volta dentro i casi saranno dislocati nelle varie aree da infermieri specializzati in triage. Poi, a seconda delle valutazioni mediche, ognuno procederà lungo il proprio percorso (rosso, giallo, verde e bianco). Ma per un Pronto soccorso nuovo di zecca l'Asp ha anche, e non da adesso, provveduto al potenziamento delle unità mediche e alla formazione professionale del personale che opererà nella trincea dello Jazzolino, diretta dal dott. Vincenzo Natale.
La struttura completata dopo circa tre anni di lavori e di rivisitazione degli originali progetti _ al fine di rendere il tutto più funzionale – è stata inaugurata ieri mattina. Si tratta della seconda inaugurazione, ma se la qualità dell'assistenza sarà al passo con quella strutturale e beh, allora meglio due inaugurazioni che niente, o peggio solo parole per opere che non sarebbero mai state fatte. Al proposito è stato molto chiaro il direttore generale dell'Asp, Rubens Curia il quale, nel presentare la nuova struttura ha ribadito più volte il concetto di normalità. Una strada imboccata dal direttore generale, anche grazie alla "spinta" della Procura che il vecchio Pronto soccorso aveva posto sotto sequestro, fin dal suo insediamento. Una strada per molti versi in salita considerate le condizioni dello Jazzolino che spesso non lasciano margine a rivoluzioni copernicane. Passo dopo passo, comunque, si tenta di dare concretamente dignità non solo ai luoghi, ma anche ai pazienti e al lavoro che il personale svolge. Intanto da lunedì notte sarà operativo il servizio di guardia attiva al laboratorio dell'ospedale. Un impegno per una "straordinaria normalità" riconosciuto sia dal sindaco Franco Sammarco – il quale ha comunque sottolineato l'importanza che riveste per il territorio la costruzione del nuovo ospedale – sia dal presidente della Provincia Francesco De Nisi, per il quale «si passa dalle parole ai fatti». Gli atavici ritardi e l'inadeguatezza dello Jazziolino è stata invece ribadita dal sindaco di Serra Raffaele Lo Iacono, intervenuto assieme a Franco Barbalace (sindaco di Spilinga) per conto della Conferenza dei sindaci.
E di dignità del malato e del lavoro svolto ha parlato don Fortunato Figliano il quale ha impartito la benedizione il quale ha auspicato che «l'intelligenza di chi opera venga illuminata dalla presenza di Dio». Alla cerimonia – presenti i direttori sanitario e amministrativo dell'Asp, Franco Petrolo e Francesco Procopio e introdotta da Giuseppe Sarlo – hanno anche partecipato i consiglieri regionali Pietro Giamborino e Bruno Censore, don Ignazio Toraldo, Tina Priolo (Tribunale dei malati) e i segretari di Cgil, Cisl e Uil.


18 marzo 2010

Il Satellite NASA EO-1 sopra Maierato

di Franco Vallone

Queste due immagini comparative provengono dall'Advanced Land Imager del satellite N.A.S.A. EO-1. Riprendono gli effetti della enorme frana che ha colpito il paese di Maierato il 16 febbraio 2010. Come si evidenzia chiaramente dal confronto fra le due immagini riprese prima e dopo lo smottamento, dal satellite si riesce a definire la reale e drammatica estensione del fenomeno e con successive immagini si potrà verificare se la stessa zona si è stabilizzata, soprattutto su ampia scala. La prima foto si riferisce ad una ripresa Nasa del 13 marzo del 2003, la seconda immagine è di pochi giorni fa, del 14 marzo del 2010 e testimonia come nel giro di soli sette anni la geografia del territorio possa cambiare con modificazioni importanti visibili dall'altezza in cui gravitano i satelliti. Da immagini simili a queste di Maierato si sono potuti identificare circa cento smottamenti di diversa entità provocati nel mese di febbraio dal maltempo nella sola Calabria  e risulta quindi molto rapido eseguire un censimento preciso e dettagliato del dissesto idrogeologico di tutta la regione. Il satellite offre infatti un sistema veloce dell'esecuzione del  rilievo grafico dei luoghi colpiti per predisporre risposte immediate di prevenzione, di messa in sicurezza e di altri interventi sul territorio.

NIGLIA SICURO: “VINCEREMO NOI!”

Aperti i giochi, i democratici briaticesi all’assalto della piazza: “ Meritiamo la riconferma”
di Angelo De Luca


I Democratici Briaticesi. Andrea Niglia al centro durante il comizio

BRIATICO- Andrea incalza, Lidio affonda. Il copione del comizio di sabato è apparso intenso di idee e progetti, ma al confronto con “gli altri”, i democratici non hanno esitato a fare terra bruciata intorno a loro e dichiararsi i vincitori indiscussi della tornata. “ Che bello riproporsi in questa sede dove 5 anni fa ci prendemmo in mano la vostra fiducia – spiega sorridente Andrea Niglia – “Ricordo che il giorno dopo la vittoria ci apparve davanti gli occhi uno scenario incredibile: un Comune disastrato. Oggi siamo di nuovo qui per dirvi che abbiamo portato a termine il nostro impegno, tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, Briatico non deve avere padroni!” Messaggio chiaro e forte. La numerosa platea applaude e ride dietro le battute simpatiche e gli aneddoti raccontati da tutti i componenti della lista, che non esitano a dire la loro, anzi, ai punti, le 5 donne del Sindaco mostrano una verve al di sopra delle righe, “umiliando” i loro compagni maschi. Progetti realizzati tanti; progetti futuri di più. “ Noi crediamo fortemente nell’attuazione della “fase 2” del nostro percorso, perché non è finita qua, cari amici – continua Niglia – “la fase 1 è stata portata a termine, avendo ridato dignità al paese innanzitutto, avendo costruito una Briatico migliore; nel segno della continuità abbiamo il dovere di vedere i nostri progetti realizzati, perché adesso avviene la trasformazione, con tutte quella serie di opere già commissionate e che a breve saranno iniziate.” Il porto, la realizzazione del parco del divertimento, la costruzione di impianti polivalenti, un asilo nido; l’agenda teorica è zeppa di appuntamenti con la storia, perché se tali opere verranno davvero costruite, è innegabile che il paese sarà radicalmente trasformato. “ Loro, gli altri per così dire, dicono di voler lavorare per il paese, ma la loro lista rende merito al mio lavoro. Si chiamano “Rinnoviamo la nostra città”, non potevano trovare nome migliore, perché se c’è qualcuno che rinnova, quello sono io, che ho scelto la gioventù a mio sostegno, laddove io stesso la rappresento. Rinnovamento? Sono sempre le stesse persone da 20 anni, hanno governato in passato e ora si ripropongono.” Niglia velenoso, Niglia simpatico, Niglia politico, Niglia ideologo. Non v’è dubbio che la sua lista ruota essenzialmente attorno a lui. Il più giovane sindaco d’Italia ha imparato presto il mestiere dell’oratore, politicamente ineccepibile. E i suoi maestri sono li ad accerchiarlo; Lidio Vallone e Francesco Massara su tutti, rendono merito alla loro scommessa vinta, la scommessa di un ragazzo che ben presto si è messo sulle spalle la pesante responsabilità di sindaco. Due ore intense di dibattito e conclusioni finali del candidato alla regione Vallone, il quale sferra l’ultimo attacco al suo vecchio compagno di merenda Franco Prestia: “ Non dovete votare quella persona, a livello politico sleale, a capo di una lista suicida che non ha motivo di esistere. Sono deluso che gente del calibro di Gianfranco Bulzomato e Sergio Bagnato abbiano sposato quel finto progetto di rinnovamento, perché certa gente non merita nessun appoggio.” Come si suol dire, la tipica chiusura col botto, mentre la gente divertita ascolta in ultima battuta, la storiella sul “gran visir”, magistralmente interpretata dal professoressa Massara; poi tutti a congratularsi mangiando dolci. Una dura giornata all’insegno delle riconferme. Briatico? La sfida è appena iniziata.

17 marzo 2010

Corajisima un fantoccio magico-rituale

di Franco Vallone



Hanno bocca, occhi e naso cuciti con il filo nero, ricordano tanto quelle antiche bamboline vudù utilizzate nelle pratiche magiche e, in fondo, un pizzico di magia questi piccoli fantocci appesi sulle porte delle case la contengono anche. Sono le Corajisime, quaresime, tristi bambole di pezza che in questi giorni possiamo ritrovare a Caulonia, Placanica e Bova in provincia di Reggio Calabria, ad Amaroni, San Floro, in provincia di Catanzaro, a Briatico in provincia di Vibo Valentia e in tanti altri paesi della Calabria e del Meridione d'Italia. Un'usanza antica, arcaica, che ha una originaria funzione pagana legata al culto dionisiaco, oggi mantenuta in vita da anziane signore legate saldamente alla tradizione.  A Briatico la signora Concetta Francica per anni e per decine e decine di volte ha rinnovato l'antico rito. Oggi lei oramai è troppo anziana per  appendere la Corajisima ed ha passato il testimone tradizionale alla figlia Jole che continua e continuerà annualmente ad appendere la strana bambolona di pezza. A poche centinaia di metri dall'uscio di casa Francica, nello stesso quartiere Baraccone, la signora Carmela espone, con le stesse procedure ritualizzate, una seconda Corajisima.  Le Corajisime, le Curemme, Quarjisime, o anche Quaremme, sono fantocci vestiti di nero e di bianco, i colori del lutto, hanno in mano un fuso con della lana ed una rocca. Sotto il vestito delle Corajisime un bastoncino struttura, avvolto da stracci, con un limone conficcato in basso (in alcune zone anche una patata, un limoncello o un'arancia selvatica). A questo limone si inseriscono, in modo circolare, sette penne di gallina, sei bianche ed una nera o colorata. Il limone, l'arancia o la patata rappresenta il sesso femminile, le sette penne l'interdizione temporanea al rapporto sessuale, il periodo d'astinenza quaresimale, la quarantena. Un antico calendario simbolico, magico rituale, che ad Amaroni è completato da collane di uva passita e fichi secchi e in altri paesi da un pezzo di guanciale, un peperoncino e uno spicchio d'aglio, che scandisce i giorni di magra dopo il periodo grasso. Carnevale e Quaresima, infatti, per la cultura popolare, sono fratello e sorella ma anche marito e moglie, e con la morte di re Carnevale iniziano, in attesa della Pasqua, le sette settimane di Quaresima. Ogni domenica quaresimale, dopo aver partecipato alla santa messa, da questa simbolica bambola rituale, viene estirpata una penna bianca. L'ultima penna, quella nera o colorata, viene tirata dal limone proprio la mattina di Pasqua ad indicare la fine dell'astinenza e del tempo quaresimale. L'astinenza sessuale comunque non era la sola limitazione di questo periodo. Durante le sette settimane non si potevano mangiare dolci, non ci si doveva pettinare i capelli, non si spazzava il pavimento, non si mangiava carne, non si dovevano aggiustare i letti, non si doveva cucire e non si doveva cucinare in modo troppo elaborato. Nascono così tanti proverbi calabresi che ricordano queste limitazioni ma anche la successiva fine del periodo d'astinenza con le campane "sciolte" e suonate a gloria del giorno di Pasqua: "Gloria sonandu campanara mangiandu" (Gloria suonando dolci mangiando) o "Gloria sonandu a machina passando" (Gloria suonando a macchina cucire). Ed anche nei campi e sul mare tutte le attività lavorative si fermavano per rispetto al Cristo ed alla sua Passione: "'U ventu 'no volava, 'u mari 'no vangava, Corajisima aspettava" (Il vento non volava, il mare non bagnava, Quaresima aspettava). La Quaresima ed i suoi rituali calabresi sono legati ai ritmi della natura, al ciclo delle stagioni, ma anche al mondo sotterraneo e della resurrezione della terra per l'arrivo della primavera. Numerosi sono i riferimenti tra queste usanze, il mondo antico della Magna Grecia, e i rituali praticati in occasione della semina a devozione di Persefone (e successivamente nel periodo Romano con Proserpina). Anche in tali periodi, della durata di quaranta giorni, era uso piangere, lamentarsi ed astenersi dai doveri coniugali e da ogni divertimento. Un calendario simbolico colorato di nero e di bianco, un momento soglia di morte e di vita, di negativo e di positivo, di buono e di cattivo allo stesso tempo, contrapposizioni forti consegnate da millenni ad una vecchia bambola magica con la quale segnare il tempo in attesa della rinascita, della resurrezione e del risveglio della natura.

Attentati a catena, il Prefetto convoca il Comitato

La violenza criminale alza il tiro e l'escalation degli attentati degli ultimi giorno lo dimostrano. Bar, negozi e auto incendiati rappresentano un vero e proprio campanello d'allarme. Per questo motivo il prefetto di Vibo Valentia, Luisa Latella, ha convocato per martedì prossimo un comitato per l'ordine e la sicurezza. Si tratterà di un vero e proprio tavolo operativo per mettere a punto un piano di contrasto alla nuova ondata criminale. Anche se bisogna registrare che nel frattempo alcuni provvedimenti sono stati adottati disponendo maggiori controlli su tutto il territorio della cittadina turistica.
Attualmente a Tropea è in atto anche la campagna elettorale in vista del rinnovo del consiglio comunale del 28 e 29 marzo prossimi. Nel mirino degli attentatori in questi giorni anche alcuni candidati ai quali sono state date alle fiamme anche loro autovetture. E in virtù di ciò si teme che la situazione possa pure denerare.

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=65042&Edizione=11&A=20100317

16 marzo 2010

L'odissea di due giovani tra banche, burocrazia e credito inaccessibile

Sei anni di ostacoli: l'ultimo finanziamento garantito al 100% ma la pratica è rimasta ancora senza esitodi Stefania Marasco

C'è chi dice che si deve continuare a credere. Nella giustizia, nelle Istituzioni, nella società. Poi, ti alzi guardi dalla finestra e osservi un mondo che non ci crede più. É rassegnato, guarda alla violenza come alla normalità, guarda al non diritto come alla quotidianità. La mattina Francesco Greco quando si sveglia apre la finestra e guarda questo mondo. Tra la rabbia e la disperazione.
Non ha più niente da quel 20 ottobre dello scorso anno, quando chiudendo la porta della sua pizzeria a Vibo Marina, ha chiuso la porta ai suoi sogni, alla sua voglia di fare. Alla voglia di vita, che nel 2008, lo aveva abbandonato, tentando il suicidio. Una porta chiusa a quei giovani che ci provano, senza successo.
Così, ha chiuso quella porta, anche, Francesco e non ha voluto bussare a quella degli usurai, come in troppi purtroppo hanno fatto per tornare a respirare.
Lui quasi non respira più, affogato da quel sogno che gli aveva fatto credere che una Calabria onesta e operosa è possibile. Era il 6 maggio del 2003, quando sua sorella Marisa aveva deciso di dare un volto a questo sogno, una pizzeria a Vibo Marina, in tasca speranze, un diploma dell'Alberghiero e i risparmi di una famiglia che non si era ancora rassegnata.
I primi passi, verso la burocrazia. Quella che dietro gli sportelli ha solo numeri. L'associazione di categoria, la prima tappa per poter ottenere un prestito agevolato e, poi, in banca, dove, «il direttore – racconta – mi assicurò che nell'arco di tre mesi avrei ottenuto il finanziamento e che nel frattempo avrei potuto utilizzare un carnet di assegni che consigliava di postdatare a 90 giorni. Mi disse che avrei potuto utilizzare la somma di 20mila euro offrendo delle garanzie». Un'ipoteca sulla casa della madre e l'attività di Marisa, le garanzie, «mia madre firmò una cambiale dell'importo di 20mila euro».
Poi, il 13 luglio del 2004 la comunicazione «che Artigianfidi aveva deliberato per l'importo di 94mila euro e la durata di 60 mesi con garanzia del 50%» e l'attesa di un «consiglio d'amministrazione in banca». Attesa lunga, però. Fino ai problemi, quelli che si chiamano «protesto del primo assegno» nell'ottobre del 2004 e contestuale revoca del fido. Quindi, a valanga pignoramenti e guai. Una nuova richiesta di finanziamento tramite il consorzio Fidart di 60mila euro, il 17 marzo 2006 ammessa «a garanzia assistita dalla fideiussione dei miei genitori e con una garanzia da loro prestata pari all'80% che a luglio veniva aumentata sino all'100% con l'acquisizione di un pegno pari a 8mila euro». Sempre a luglio un'altra banca «comunicava telefonicamente la necessità di reperire 8mila euro».
Soldi da trovare, di nuovo tra i parenti. Ma la pratica di nuovo senza esito, perchè anche questa volta l'accesso al finanziamento Fidart non era stato concesso, con motivi comunicati solo dopo una diffida dell'avvocato Giovanna Fronte, in cui si spiegava «che vi era un conto in sofferenza con il sistema bancario». Questa una sintesi, attraverso i 6 anni, di attesa, che continua ancora oggi. Tra esposti, lettere e nuovi ostacoli, perchè l'ultimo sos era stato lanciato tre mesi fa, «dopo un intervento di Confidi – spiega l'avv. Fronte – eravamo riusciti ad avere un finanziamento con garanzia al 100%, per un importo di 50mila euro». Sempre in attesa, fra dicembre e marzo, dell'ok della banca per il mutuo «che ha voluto inoltre l'ipoteca sulla casa della madre e da un mese ora aspettiamo il via libera del notaio».
Niente da aggiungere... Nella città che soffoca i sogni, nel Sud che toglie la speranza, «dove non si può andare avanti». L'avvocato ha a cuore i suoi assistiti, s'indigna e non si rassegna a vedere due giovani a cui è stato tolto tutto, «non hanno più niente, fra il silenzio di tutti, ma qui – si domanda – come si va avanti?». Una domanda che si pone anche Francesco che da mesi non lavora, «tranne i debiti – spiega – che continuano a lievitare. Hanno accettato tutte le pratiche e, quindi, non riesco a capire. Non so cosa altro possano volere, hanno persino fatto un'ipoteca nonostante la garanzia di Confidi al 100%. Ho una famiglia, due figli». Cerca un altro lavoro, adesso, Francesco. Perchè messa una pietra sopra i suoi sogni, deve andare avanti. Anche se prima o dopo «qualcuno dovrà assumersi le sue responsabilità».
Chissà, se accadrà... Se andrà così nella terra delle parole e delle promesse. Dove c'è un avvocato che lotta, fra il silenzio e la rassegnazione di un'intera comunità. E, dove dalla finestra il mondo che si scorge è solo quello di Francesco.

15 marzo 2010

ANDREA NIGLIA E I SUOI 5 ANNI: “IL NOSTRO LAVORO VA PREMIATO”

di Angelo De Luca

BRIATICO- Aveva solo 29 anni quando Andrea Niglia, sindaco di Briatico, vinceva le elezioni comunali e si sedeva sulla poltrona del Palazzo di via Margherita. Oggi, dopo 5 anni di convinta amministrazione, è deciso ad affrontare di nuovo la sfida che lo attende, riproponendosi ai suoi elettori con lo stesso spirito e la stessa voglia che lo ha fatto vincere nel 2005. Rinnova la sua “squadra” introducendo figure molto giovani, dando spazio alle quote rosa ( 5 donne su 16) e puntando tutto sulla trasparenze e sull’autenticità del lavoro svolto. “La mia parola d’ordine è continuità” – spiega il giovane Sindaco – “perché dopo 5 anni sento di meritarmi la fiducia. Ho fatto tanto per questo paese, raccogliendo un’eredità pesante da gestire, visto che il Comune, prima della mia entrata in scena, ha subito lo scioglimento dell’amministrazione per infiltrazione mafiosa. Con me il paese ha riacquistato la dignità che merita un paese normale..e non è cosa poco.” Che Andrea Niglia sia un esperto di economia, data la sua professione di docente universitario in quel di Messina, lo si capisce subito dai dati e dagli interventi fatti proprio in questo campo, dove all’indomani del suo insediamento ha ben compreso la necessità di rimettere a posto le cose, partendo proprio dal risanamento dei conti pubblici. Infatti, spiega apertamente Niglia “ arrivare a governare un paese e vedere le casse in rosso mi ha fatto capire l’importanza di sistemare alcune cose. 2.897.194 euro di passivo non è semplicemente qualcosa che manca, è un disastro difficile da rinsaldare. E’ con orgoglio che oggi posso dire che siamo in attivo, avendo rispettato e onorato la gestione della cosa pubblica.” Il rientro del debito, tra le altre cose, è stato possibile anche grazie ad una collaborazione dei cittadini, che sollecitati dall’amministrazione, hanno iniziato a pagare le tasse, che al termine del 2003 vedeva solo il 35% dei contribuenti rispettare le regole. “ Oggi – continua il primo cittadino – “ il gettito fiscale è pari all’84%, cosa che mi fa ben sperare per il futuro, perché è indispensabile per un Comune avere dei cittadini che regolarizzano i loro debiti, per un semplice motivo: il miglioramento dei servizi. Infatti grazie a questo, noi, prima ancora che il Governo Berlusconi abolisse l’Ici sulla prima casa, abbiamo tagliato ad esempio mezzo punto percentuale ogni anno, gravando così meno sulle imposte catastali dei contribuenti.” Per quanto riguarda il capitolo delle opere pubbliche ( 6 milioni di euro circa finanziati in 5 anni), molte sono quelle in corso d’opera, vedi la piazza/anfiteatro sul lungomare o i marciapiedi su via D’Annunzio; quelle già completate, come la pavimentazione del piazzale “La Rocchetta” ( 120.000 euro) o il potenziamento strutturale dell’impianto di depurazione di località San Giorgio( 150.000 euro); quelle già commissionate e in attesa dell’inizio dei lavori, su tutti il porto turistico, progetto al quale il Sindaco crede molto, che per certi versi rappresenta un sogno personale e ambizioso destinato a realizzarsi a breve: “ il porto è un volano di sviluppo incredibile, dove non solo cambierà il volto al paese, ma lo introdurrà in una dimensione completamente diversa alla quale, ad oggi, i cittadini non hanno mai assistito, perché intorno ad esso crescerà Briatico, sia in termini economici, sia i termini di presenze.” L’idea che regna nell’immaginario amministrativo dei “democratici briaticesi” è quella di veder riconosciuto il lavoro fatto fin qui, perché ripartire dopo 18 mesi di commissariamento non era affatto facile e come recita lo slogan promosso dai candidati, bisogna credere “nel segno della continuità..ad maiora.” Ad ogni modo, oggi Andrea Niglia presenterà i suoi candidati al pubblico, in un incontro che avverrà alle 17 presso le sale Anap di Briatico, e dove durante la conferenza esporrà dettagliatamente il suo programma elettorale.

14 marzo 2010

COMUNALI 2010 BRIATICO. LA PROPOSTA DI PRESTIA

20 punti di programma della lista “Rinnoviamo la nostra città” incentrati sulla valorizzazione del territorio e delle risorse umane presenti.
di Angelo De Luca
Franco Prestia, candidato Sindaco con la lista "Rinnoviamo la nostra città"
per il comune di Briatico
BRIATICO- A sentirlo parlare, il medico di Briatico Franco Prestia, sembra essere un bambino alle prese con il primo giorno di scuola. Sorridente, appassionato, deciso ad affrontare la sfida. Eppure la sua carriera politica non è nuova, avendo ricoperto più volte la carica di amministratore e consigliere di Comune e Provincia. Si presenta così, 57 anni e un curriculum degno di chi crede nella forza di un progetto comune, con la sua esperienza di uomo consapevole di lavorare sempre e comunque con e per la gente; la sua professione di medico, uno di quelli che ancora ti arriva a casa con la borsetta e l’udibile, la svolge egregiamente da 30 anni, conquistando “sul campo” la stima delle persone che hanno la fortuna di conoscerlo. Ora si presenta sul serio agli elettori, con un progetto mirato ed autorevole, tutto incentrato su di un piano ambientale, sociale e culturale. Dei 20 punti di programma, ne proponiamo solo alcuni, perché come afferma lo stesso Prestia “voglio che la gente venga ad ascoltarlo questa domenica per intero nel mio comizio in piazza IV novembre.” Un comizio di piazza, come non si vedeva da tempo a Briatico, che rende il giusto merito ad una lista che è decisa ad affrontare la sfida partendo proprio dall’agorà. “Ero indeciso se chiamare la lista “Riviviamo o Rinnoviamo” – dice il medico – “perché la necessità che avverto ogni giorno che passa, è contenuta essenzialmente in queste due parole. Abbiamo bisogno di riscoprire il nostro paese e questo avviene solo se valorizziamo l’esistente, senza andare a ricercare imprese al di fuori della nostra portata strutturale.” Briatico, in effetti, è un paese da scoprire, figlia di un tempo che la vide protagonista negli ’70, quando i turisti e la gente del luogo affollavano il paese, ma che lentamente negli anni ha calato il sipario, apparendo oggi come un borgo figlia del tempo che fu. “Ricordo -continua Prestia- “quando da giovane vivevo il paese d’estate, non si riusciva a camminare tant’erano le persone che si godevano ogni angolo dei nostri luoghi, ai tempi ad esempio dello Squalo 33 e della piccola discodance in via Marina..altri tempi.” A sentire parlare gli abitanti, sembra che davvero quelli furono anni d’oro, anni in cui Briatico era ricordato dai passanti stagionali come “il paese che ama il suo turista”, avendo istaurato con lui un rapporto quasi familiare, e dove ancora oggi, si aspetta l’estate per incontrarli come sempre ad ogni estate. “Il turismo è l’elemento fondante del nostro programma, Briatico essenzialmente vive, o meglio, viveva di questo, e noi – afferma deciso il candidato a Sindaco – vogliamo farlo rivivere e rifiorire con una serie di interventi che tendono migliorarlo “in progress”. 

Il logo di Rinnoviamo la nostra città


Non c’è turismo se non prima si fa vivere bene la popolazione, perché il primo turista che intendiamo avere è il nostro paesano stesso. Le basi della nostra idea di turismo – continua Prestia – sono strettamente collegate alla necessità di riqualificazione del territorio, dove  intendiamo svolgere un efficace lavoro di valorizzazione dell’esistente ( centri storici, borgo marinaro, spiagge, lungomare ecc ecc), riqualificazione della rete idrica, revisione totale dell’Ici e, cosa importantissima, riassetto totale del servizio di nettezza urbana, perché il biglietto da visita che il nostro paese deve avere è senza dubbio quello della pulizia e dell’ordine costante”. Simpaticamente il medico si abbandona ad una confessione che stupisce e incuriosisce: “abbiamo in mente un’idea molto precisa su questo, ma non svelo tutto adesso, aspetta domenica.” E aspetteremo. Intanto valutiamo positivamente la teoria del suo progetto, che vede tra le altre cose, delle iniziative molto interessanti sul piano delle politiche sociali, ambito, questo, di scarso interesse istituzionale da almeno 15 anni e dove “Rinnoviamo la nostra” città ha deciso di scommettere per incentivare le relazioni tra società civile e cosa pubblica, tra migranti e giovani del luogo, tra fasce deboli e fasce forti, tra scettici e ottimisti.

11 marzo 2010

Pericolo Amianto alle Poste di Briatico

di Franco Vallone

L'ufficio postale di Briatico

Ufficio Postale di Briatico, i piccoli adesivi esposti passano quasi inosservati, sono poco leggibili per potersi definire avvisi e sembrano, per restare in tema, dei francobolli... ma fortunatamente qualcuno ha pensato bene di fotocopiarli e di ingrandirli in formato A4 e di affiggerli anche nell'area clienti, per renderli visibili anche al pubblico. L'invito dei controllori delle Poste ai dipendenti dell'ufficio, attraverso questi "adesivi avviso" è quello di lesionare il meno possibile le pareti dell'edificio, evitando perforazioni e sbriciolamenti. Utenti e dipendenti ora sanno cosa c'è dentro quelle pareti postali, quale materiale si nasconda. Ed esplode il "caso amianto" anche all'ufficio postale di Briatico. L'altra mattina molti utenti, in attesa di sbrigare affari di sportello, si sono accorti del messaggio, si sono allarmati ed hanno chiesto informazioni più dettagliate sulla reale situazione dell'ufficio Postale. La comparsa in sede di una scritta (ripetiamo, di pochi centimetri e poco leggibile) che annunciava il pericolo e la presenza di questo pericolosissimo materiale nell'intera struttura era passato inosservato a molti, per lo più indaffarati ad eseguire versamenti, ad effettuare spedizioni di corrispondenza o intenti alla compilazione dei moduli di bollette di pagamento e a non perdere la priorità nel seguire le interminabili file. L'ufficio postale di Briatico, a quanto si è capito, rientrerebbe tra gli sportelli calabresi ancora da bonificare dall'amianto. Ricordiamo comunque che il materiale denominato amianto di per sé non è pericoloso, diventa però letale quando deteriorato, polverizzato e quando queste polveri entrano in contatto con i polmoni di uomini e animali. Gli utenti del servizio postale (ma il fatto interesserà anche i dipendenti che passano tante ore di lavoro all'interno dell'ufficio) chiedono a questo punto che si faccia chiarezza sulla questione e che si avvii nel breve periodo una indagine conoscitiva da parte dell'Arpacal sullo stato ambientale della struttura, che in molti punti appare danneggiata dall'usura del tempo e dalle frequentazioni dei briaticesi e, dopo la chiusura della sede di San Costantino, anche degli abitanti dei paesi viciniori. Lo chiedono anche alcune delle numerose famiglie che abitano nei dintorni dell'ufficio postale di via Cocca nuova. La storia dell’amianto nelle Poste è uguale a quella che purtroppo quotidianamente vivono in Italia, tanti lavoratori e tanti cittadini che un bel giorno della loro vita hanno scoperto, nella maniera più drammatica, di lavorare o abitare in uffici e case piene d’amianto. Secondo alcuni esperti la presenza di materiali contenenti amianto nei pannelli perimetrali e in quelli divisori in un ufficio postale (come nel caso di Briatico) non comporta, di per sé, che esista un pericolo per la salute degli occupanti. I rischi potrebbero arrivare con interventi che dipendono dall’imprevedibilità (es.: lavori di manutenzione degli impianti elettrici, istallazione e manutenzione di impianti di condizionamento e di riscaldamento, ma anche furti con scasso o rapine) e, quindi, dalla probabilità del danneggiamento del materiale. Sull'esperienza di tante altre sedi delle poste che avevano lo stesso problema sono due le possibili soluzioni che si prospettano all'orizzonte, e tutte e due molto costose: o “demiantalizzare” o “incapsulare” l'intera struttura.


(RFj)per info sull'amianto(o asbesto):

Briatico. Porto e rilancio del settore turistico nel programma dei due candidati

Niglia e Prestia intensificano gli incontri con i cittadinidi Lino Fresca

Andrea Niglia e Franco Prestia





Briatico
Entra nel vivo la campagna elettorale dei candidati a sindaco, Andrea Niglia (Democratici Briaticesi), e Francesco Prestia (Rinnoviamo la nostra città). Sicuro di essere riconfermato alla guida dell'Amministrazione il sindaco uscente Niglia, in questi giorni frenetici, sta incontrando imprenditori, operatori turistici, commercianti e giovani per illustrare il suo programma elettorale che, nella realizzazione del porto turistico, ha l'elemento trainante. «Con un'opera di queste dimensioni – ha affermato Niglia – cambieremo il volto di Briatico. Una infrastruttura come questa è destinata a diventare punto di riferimento per i diportisti nazionali ed internazionali. Per rilanciare turisticamente la nostra cittadina abbiamo bisogno di maggiori presenze».
Il porto, che è stato progettato dal gruppo Ati di Bari, costerà circa 30 milioni di euro. I lavori verranno avviati il prossimo mese di ottobre. Ad eseguirli sarà sempre il gruppo imprenditoriale barese. L'infrastruttura, una volta realizzata, avrà 420 posti barca. In quest'operazione il Comune non dovrà sostenere alcun costo. L'area scelta per la realizzazione dell'infrastruttura è ubicata in località "Torretta".
Niglia, aggiunge, che se gli elettori gli rinnoveranno il mandato proseguirà il completamento di alcune opere pubbliche diventate indispensabili per lo sviluppo urbanistico di Briatico. «Si tratta – ha sottolineato – della realizzazione "ex novo" della rete idrica e fognaria. Costo dei lavori circa 6 milioni di euro». Sabato prossimo, alle ore 15, all'Anap, il sindaco uscente presenterà candidati e programma.
A sbarrare la strada al sindaco uscente, Francesco Prestia il quale contrappone un programma che punta a fare di Briatico una delle "Perle del turismo calabrese". Incontrando i cittadini, il candidato a sindaco della lista civica "Rinnoviamo la nostra città" ha assicurato che la riqualificazione e la valorizzazione del tessuto urbano di Briatico sono i punti di forza del suo progetto politico che mira a produrre sviluppo e occupazione. Prestia, guardando al futuro, aggiunge che una cittadina marinara come Briatico ha bisogno di un Piano spiaggia, di nuove strutture turistiche (ristoranti, pizzerie, bar, dancing e pub) e di ampie aree parcheggio. «Una città che vive di turismo – ha ribadito – deve essere dotata dei necessari servizi per poter competere con altre realtà calabresi. Chi ci voterà deve sapere che la nostra azione politica sarà finalizzata alla risoluzione dei problemi della collettività».
Il professionista, che è sceso in campo per vincere, ha rimarcato inoltre il suo impegno per la legalità e trasparenza nella gestione della cosa pubblica. «Senza questi due elementi fondamentali non ci può essere alcuna rinascita per il nostro territorio che ha enormi potenzialità». Domenica prossima, alle ore 18, all'Anap, Prestia, presenterà i candidati alla cittadinanza.


fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=61772&Edizione=11&A=20100311

10 marzo 2010

EURIATIKON BUSSA ALLE PORTE DEI CANDIDATI ALLE COMUNALI: “DATECI SPAZIO, NE ABBIAMO BISOGNO”

di Angelo De Luca

Armando Barillari, il nuovo Presidente dell'Associazione Euriatikon


Briatico- Ebbene si, un associazione culturale si regge fondamentalmente sulla collaborazione attiva dei propri soci, dei volontari e delle istituzioni. Una sinergia indispensabile che mira essenzialmente ad uno scopo: la crescita. Per crescita potremmo intendere migliaia di significati, ma Euriatikon diffida da tutti i disguidi letterali e si concentra solo su uno: la crescita culturale del paese. Briatico è per certi versi un paese “tribù”, dove si concentrano al suo interno tanti amanti del proprio paese, estimatori oziosi di tempi che furono ed estimatori pensanti di quello che sarà. Peccato che al momento della “messa in pratica”, Briatico diviene un paese “fantasma”, dove alla voce “socialità”, marchiamo un penosissimo zero in classifica. E ritroviamo i fannulloni della piazza, i giovani senza arte e parte, i vecchietti solitari, i frustrati, malpagati e sfruttati ( da Rino Gaetano ndr). Insomma un paese ricco di storia, cultura e tradizioni abbandonato alla sorte e al tempo, che ahimè, passa per tutti. Nasce così Euriatikon, un associazione di persone, che intendono collaborare per restituire la giusta dimensione al paese. L’asset associativo è cambiato da qualche giorno, il presidente delle prima era Euriatikon si dimette; ora al suo posto subentra il vice, Armando Barillari, che con il Consiglio Direttivo ha dato il via ai lavori per la pianificazione dell’estate. Ovvio che una pianificazione va sostenuta, creduta, finanziata. Il gruppo giovani di Briatico è tra i più attivi di sempre, dopo nemmeno un anno ha già un nome, ora è arrivata l’iscrizione nel registro provinciale delle associazioni di volontariato,nel settore delle “politiche sociali”. Insomma qualcosa ha creato, qualcosa creata dal nulla, solo dalla voglia e dalla passione; cosucce da niente, perché le cosucce da niente non hanno prezzo, non hanno bisogno di finanziamenti e dunque, purtroppo, non attecchiscono consensi in larga scala. Un associazione culturale dev’essere libera di muoversi e non deve assolutamente strizzare l’occhiolino a questa o quella parte politica. Questo perché? Perché il lavoro di un associazione culturale è quello di affiancare qualunque amministrazione si siede in Palazzo, senza “do ut des”, senza beceri scambi. Chi collabora per avere il meglio deve avere, non diciamo il meglio perché al giorno sarebbe un’utopia, ma quanto meno un aiuto. Dunque, Euriatikon chiede ai suoi amministratori una mano, un segnale di dialogo, un elogio, una qualunque cosa possa incentivare il loro lavoro con e per il paese, perché l’obiettivo di veder crescere Briatico, non deve stare in mano a pochi “eletti”, ma deve vivere nella coscienza dei cittadini in primis,e nelle virtù di coloro che sentono proprie le capacità di ideare in secundis. A poche settimane dalle elezioni, il Consiglio Direttivo chiede esplicitamente ai candidati delle due liste un semplice riconoscimento della propria parte attiva e si auspica alla fine della tornata elettorale un incontro per stabilizzare le proprie posizioni in base al lavoro che ad ognuno compete. Il neo-presidente Barillari lancia il monito: “Dateci spazio, ne abbiamo bisogno.”

09 marzo 2010

Fogne ancora in agguato a Bivona Basta una pioggia e arriva la melma

La denuncia dei cittadini che chiedono interventi definitivi
di S.M.

Via delle barche, piazza Toscana, via del Pescatore, la traversa del Lido degli aranci, per iniziare... Non semplice questione di toponomastica, perchè ad accomunare le vie di Bivona c'è altro. Una questione per così dire di odori e igiene, precisamente. Perchè pioggia e fogna da quelle parti viaggiano in simbiosi. Una inizia, l'altra segue... Da brave compagne di viaggio.
Non servono grandi temporali da "fine del mondo", basta un acquazzone, una pioggia un pò più fitta ed ecco servite vie e piazze: sulle strade compare la cara "fogna" o meglio la melma nauseabonda che fuoriesce. Senza "remore", si potrebbe dire, e senza che ancora si sia riuscito a capire di chi sia la responsabilità. Perchè "Carneade", chi era costui? E questo si chiedono i cittadini, chi ci vive a contatto con quegli odori e chi è stanco di sopportare. Vogliono sapere a chi spetta attuare interventi o se, come succede ultimamente, la lettera andrà indirizzata alla Procura.
«Il Comune, il Nucleo industriale, continuano a passarsi le responsabilità, mentre noi continuiamo a convivere con la fogna e con i rischi sanitari che ne conseguono». Da qui, le domande, gli interrogativi, le perplessità della gente che chiede "lumi", in particolare, sui depuratori, sul loro funzionamento, su chi debba garantire la manutenzione delle pompe di sollevamento e su come mai soprattutto questo sia un problema che si ripresenta ciclicamente. Come dire, si chiede a chi ne ha la competenza, di spiegare cos'è che non va, considerato che il fenomeno non sembrerebbe essere del tutto normale.
Domande su domande, le stesse che oramai sembrano susseguirsi da anni, senza che vengano date risposte esaurienti e, soprattutto, senza che vengano messi in campo interventi definitivi. Mentre l'unica certezza, spiegano i cittadini, è che Via delle barche, piazza Toscana, via del Pescatore, la traversa che porta al Lido degli aranci continuano a convivere con il problema. E così accade che in via del pescatore la fogna che fuoriesce dai tombini delle condotte ha formato un lago di melma che emana un odore nauseabondo.
Odore e non solo, perchè pur "turandosi" il naso a preoccupare è il rischio sanitario che si corre. Perchè in tutte quelle vie c'è gente che ci abita e che proprio lì passa le sue giornate.
Un rischio che si ripercuote su tutto il sistema, sul mare e sulla salute dei cittadini. E per il quale si chiede certezza. Perchè la pioggia purtroppo non la si potrà "debellare" o per magia non fare cadere proprio su Bivona e, quindi, la speranza è che sia il problema fogna ad essere risolto. Una volta per tutte e definitivamente. Sic et sempliciter, senza nè proclami nè solidarietà... Solo perchè è un diritto di chi vive a Bivona poter respirare un pò d'aria "profumata"...

fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=60816&Edizione=11&A=20100309

Analisi impietosa del sindacato Ugl per l'inarrestabile declino di Pizzo

L'osservatorio Ugl della polizia boccia la città: troppa criminalità
di Francesco Iannaci


Pizzo, una città in balia della criminalità organizzata, dove l'anarchia regna sovrana. Gli avvenimenti degli ultimi mesi hanno fatto salire il livello di insicurezza tra la cittadinanza. Ma, bombe e atti intimidatori ai danni di imprenditori e commercianti sono solo la punta dell'iceberg di un sottobosco in cui l'impunità è ormai diventata la normalità. E, infatti, quello che si nasconde dietro le azioni eclatanti della criminalità organizzata, secondo l'Osservatorio per la sicurezza pubblica e la criminalità (Ugl Polizia di Stato), lascerebbe pensare ad una vera e propria deriva democratica.
Secondo i componenti del sindacato provinciale, Pizzo ha subìto una metamorfosi. Da ridente cittadina, nel giro di pochi anni, si è trasformata in una paese fantasma, dove è diventato difficile vivere. Una vera emergenza di ordine e sicurezza pubblica, che frusta qualsiasi velleità di sviluppo.
Un'analisi impietosa, insomma, quella fatta dall'Osservatorio dell'Ugl, che mette in evidenza, però, una situazione allarmante sotto molteplici aspetti, dalla viabilità allo sbando, agli abusi di potere, alla mancanza di un trasporto pubblico efficiente. Ogni circostanza, ogni comportamento che vada contro le regole contribuisce a creare il clima di insicurezza ed impunità. «Ma se da una parte la cittadinanza – scrivono in una nota i componenti del sindacato di Polizia – è oramai da anni soffocata da una cappa di interessi criminali, sotto gli occhi di tutti e che si manifestano con un "modus operandi" che a tratti ricorda la violenza di alcune realtà del Sud America, dall'altra è interessata da un'aberrante deriva socio-culturale».
Il dito è puntato contro l'immobilismo delle Istituzioni, che non fanno niente per cambiare lo stato delle cose. Per rendersi conto di quanto il livello di impunità abbia raggiunto ormai livelli da paura, si legge ancora nella nota, «basterebbe farsi un giro in paese per notare automobili parcheggiate in maniera selvaggia, cinture non allacciate, caschi indossati solo quando c'è la possibilità di essere sottoposti ad un controllo delle forze dell'ordine e ciclomotori e motocicli (alcuni addirittura prive di targa), che insieme a delle mini-moto impazzano per le vie del paese. In tutto questo caos, sguazzano personaggi nullafacenti e di dubbia moralità, che continuano a muoversi indisturbati a bordo di potenti e costosissimi mezzi. E che dire – continua – di quei delinquenti che si impossessano di abitazioni di edilizia popolare, allacciandosi abusivamente alla rete elettrica ed idrica. Tutti stanno a guardare o si girano dall'altra parte. A nulle serve denunciare, fare esposti o annotare, nessuno interviene».
Riflettori, poi, su via Nazionale, dove vige l'anarchia assoluta del codice della strada: si parcheggia sulle strisce pedonali, negli spazi riservati ai portatori di handicap, sui marciapiedi. Caso del tutto particolare riguarda, invece, l'istituzione dei parcheggi a pagamento, dichiarata illegittima dall'Autorità di vigilanza per i contratti pubblici. Altra piaga che affligge la cittadina tirrenica è il lavoro nero.
«I nuovi schiavi Bulgari di etnia rom, sono sempre sfruttati da i soliti caporali e imprenditori, in tutti i settori, specialmente in quello agricolo ed edile, non disdegnando la prostituzione. Gli stessi schiavi che abbassano il costo del lavoro, operando in assenza delle più elementari condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza. In gioco – concludono – non c'è solo l'immagine di una città affossata nell'anarchia più totale ma una partita fondamentale per il futuro del nostro paese e dei nostri figli; che cosa abbiamo fatto per evitare loro questa torre di Babele?».


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