di Marialucia Conistabile
Frane sulla strada provinciale 522, tra Pizzo e Vibo Marina e problemi in via delle Calabrie, a Bivona, dove oltre 200 abitazioni "galleggiano" sull'acqua.
Una giornata, quella di ieri, non solo all'insegna del maltempo ma anche dei disagi, soprattutto per i residenti del quartiere di Bivona i quali temono che le fondamenta di qualche edificio possano cedere.
Sulla provinciale 522 la frana si è verificata nel primo pomeriggio. La massa di terra ha travolto una cabina dell'Enel, che riforniva il rione Stazione, e il traffico è stato bloccato. Si è anche temuto che la frana potesse aver sepolto qualche persona, ma le Unità cinofile hanno fugato ogni timore. Sul posto vigili del fuoco, carabinieri e polizia municipale. Sempre nel pomeriggio un altro smottamento ha interessato lo stesso tratto verso Vibo Marina. Qualche ora prima un'altra frana aveva interrotto la linea ferroviaria tra Francavilla Angitola e Pizzo. Intorno alle 15, comunque, al termine degli interventi dei tecnici di Rfi la linea è stata riattivata anche se il traffico dei treni è rimasto rallentato a causa del maltempo.
A Bivona, invece, si è ripetuto lo stesso problema dello scorso anno. Nella prima e seconda traversa di via delle Calabrie, le case "galleggiano" sull'acqua. In pratica nell'intera zona (un chilometro quadrato) l'acqua che si infiltra nelle fondamenta, raggiunge i seminterrati, li allaga, nonostante ognuno abbia più di una pompa, e impregna interi edifici. Anche i secondi e terzi piani.
Una situazione allarmante a cui neanche le pompe sistemate da palazzo "Luigi Razza" riescono a far fronte. Ieri mattina, infatti, l'acqua si era già infiltrata in diverse abitazioni anche se la situazione più grave è quella dell'edificio su tre piani in cui vivono altrettante famiglie. Il terreno attiguo (dove una costruzione è stata bloccata) era diventato un acquitrino ed è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Vibo Marina i quali, per diverse ore, hanno pompato acqua per poi lasciare il campo alla ditta inviata dal Comune. Lo scorso anno per riportare la falda a livelli tollerabili le pompe sono rimaste in attività per 15 giorni, 24 ore su 24.
Ma il problema, con il passare del tempo e la mancanza di interventi mirati ed efficaci, si è ulteriormente aggravato. In poche parole da anni, ormai, le fondamenta delle abitazioni affondano nell'acqua e il timore è che, da un momento all'altro, possano cedere. Soprattutto quelle dello stabile su tre piani dove vivono le famiglie Russo, Sorrentino e Pugliese.
Ieri mattina a lanciare l'ennesimo allarme è stato Mimmo De Martino, che abita in via delle Calabrie. Lo scorso 5 febbraio con altri residenti aveva segnalato la preoccupante situazione sia al Comune, sia all'Autorità di bacino (che in passato ha fatto anche un sopralluogo nella zona al quale però non è seguito alcun intervento)e alla Protezione civile. Solo ieri però qualcosa si è mosso. A stigmatizzare l'assenza di efficaci interventi anche il consigliere circoscrizionale Nicola Di Betta.
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