La realizzazione delle opere di difesa del litorale di Briatico si blocca nuovamente. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Lucia Monaco, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, ha, infatti, disposto il sequestro del cantiere ubicato in località "Brace 1" dove sono in corso i lavori che il Comune di quel centro costiero, a seguito di regolare gara d'appalto, ha affidato alla ditta Icad Costruzioni s.r.l. con sede in Napoli.
Con lo stesso provvedimento il gip ha, altresì, disposto il sequestro di un escavatore di proprietà di Giuseppe La Piana e di sei automezzi appartenenti alla ditta Salvatore Mazzei di Lamezia Terme, attualmente sottoposti a sequestro probatorio richiesto dai carabinieri e convalidato dal pubblico ministero in data 21 novembre 2009. Non è stata, invece, accolta la richiesta di sequestro riguardante un autocarro di proprietà di Biagio D'Imperio. Contestualmente, il gip ha dichiarato la propria incompetenza territoriale attivando la procedura per la trasmissione degli atti all'autorità giudiziaria di Lamezia Terme.
La storia dei frangiflutti briaticesi si arricchisce così di un nuovo capitolo. Nei mesi scorsi, infatti, c'erano stati il sequestro di cantiere e mezzi disposto dal pubblico ministero e un'ordinanza di annullamento emanata dal Tribunale del riesame. Ora arriva il provvedimento del gip Lucia Monaco mirato, tra le altre cose, ad evitare il rischio ritenuto «attuale e concreto» che la libera disponibilità degli automezzi da parte della persona indagata «possa agevolare la protrazione dell'attività criminosa» con le immaginabili conseguenze. L'intera vicenda ha preso il via nello scorso mese di novembre. I carabinieri della stazione di Vibo, guidati dal luogotenente Nazzareno Lopreiato, nel corso di operazioni di controllo mirate a prevenire reati nel settore delle opere pubbliche, notando un via vai di camion carichi di massi in granito, soffermavano la loro attenzione sul cantiere di località "Brace 1" di Briatico.
Successivamente, accertavano che il materiale veniva prelevato da una cava ubicata in località "Sidero" della frazione Caronte di Lamezia Terme peraltro già sottoposta a sequestro preventivo e affidata in custodia al proprietario Salvatore Mazzei più volte incorso nelle maglie della giustizia e in quel periodo agli arresti domiciliari. Accertavano, inoltre, nel corso di un formale controllo al cantiere briaticese che cinque automezzi erano intestati allo stesso Mazzei, mentre un sesto camion risultava intestato alla società finanziaria Iveco spa con sede in Torino.
Nella stessa occasione, sul cantiere, i militari dell'Arma sottoponevano a controllo Biagio D'Imperio, trovato a bordo di un autocarro, e due suoi dipendenti. Identificavano anche Giuseppe La Piana intento a lavorare a bordo di un escavatore. Il prosieguo dell'attività investigativa portava anche a verificare che negli uffici del Comune di Briatico non esistevano contratti di subappalto o cottimo e neppure l'eventuale autorizzazione della stazione appaltante al subentro di altre ditte alla Icad Costruzioni di Napoli. Le stesse ditte trovate ad operare sul cantiere di località "Brace 1" risultavano sprovviste di certificazione antimafia. Un quadro indiziario ampio che portava al sequestro di cantiere e mezzi ed ai successivi provvedimenti giudiziari sfociati ora nel sequestro preventivo disposto dal gip.
In sede di Riesame, la difesa di Biagio D'Imperio aveva esibito un contratto stipulato con la Icad che impegnava lo stesso a trasportare, con mezzi propri, nel cantiere di Briatico, ben settemila tonnellate di massi. Un contratto con la Icad veniva presentato anche da Giuseppe La Piana, ma solo per il noleggio di un escavatore. In realtà, il gip ha ritenuto che le cose siano andate diversamente.
fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=41332&Edizione=11&A=20100202
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