di Marialucia Conistabile
Dalla Scuola di polizia di Vibo dove ha incontrato gli sfollati di Maierato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, è andato via con una promessa: «Ci rivedremo tra dieci giorni per fare il punto della situazione e avere contezza di come evolvono le cose. Così voi avrete modo di controllare se quanto vi dico corrisponde a verità. Eppoi – ha aggiunto – dovrò conoscere la piccola Benedetta e i suoi genitori».
Prima della tappa alla Scuola di polizia, dove ha annunciato che da oggi può partire il piano di rientro dei residenti del centro storico di Maierato, Bertolaso aveva effettuato un sopralluogo nella zona dell'imponente frana. Arrivato alle 15,30, a bordo di un elicottero nel campo sportivo del piccolo centro del Vibonese, si è poi diretto in auto nella zona colpita per una ricognizione ravvicinata, effettuata assieme all'assessore regionale all'Ambiente Silvio Greco e ai componenti della Commissione grandi rischi. Con loro anche il sindaco di Maierato Sergio Rizzo, il prefetto Luisa Latella, il questore Filippo Nicastro, i vertici delle forze dell'ordine. Un folto gruppo al quale più tardi si è aggiunta il ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo la quale ai piedi della collina franata ha parlato di «visione sconvolgente».
Tutto sommato, comunque, la situazione non sarebbe catastrofica, al contrario nonostante la gravità del fenomeno (liquefazione della frana, cioè della terra) che ha colpito pesantemente la parte sud di Maierato – definito «rarissimo» e dovuto solo a cause naturali – il tutto rientrerebbe nei canoni della "normalità" dal punto di vista dell'assestamento del territorio. Insomma anche se si dovessero verificare altri cedimenti si tratterebbe di movimenti naturali e preventivati. Per il momento, però, non potranno rientrare nelle abitazioni circa 400 persone, cioè tutte quelle che risiedono nella fascia della "zona rossa" tracciata attorno alla grande frana, nella parte sovrastante (parte alta di via Garibaldi) e nella zona cimitero (fino a contrada Carvalì) e in quella sottostante (la parte terminale di via Don Raffaele Arcella e quella a sinistra di via Cavalieri di Vittorio Veneto che dà direttamente sul versante della parte terminale della frana).
Il sindaco Rizzo e i tecnici comunali hanno già perimetrato le varie zone per cui è chiaro il quadro dei rientri che inizieranno stamattina anche se a scaglioni, cominciando dalla parte della Caserma dei carabinieri a salire. Ciò al fine di non creare intasamenti nella parte alta del paese. Ma come è stato ieri sottolineato prima dal sindaco e poi da Bertolaso i maieratani sapranno come comportarsi anche in questa occasione. «Finora avete avuto pazienza e avete collaborato – ha detto Sergio Rizzo – e per il vostro comportamento ho ricevuto soltanto elogi e congratulazioni. Continuiamo così dimostrando che i maieratani sanno come comportarsi e come cavarsela in qualunque circostanza».
Alla comunità anche i complimenti del capo della Protezione civile – «maieratani, gente esemplare» – che ha sottolineato «la capacità» dimostrata dal sindaco in questa straordinaria occasione. «Assieme al prefetto di Vibo Luisa Latella – ha osservato Bertolaso – hanno svolto un lavoro egregio, straordinario non sottovalutando niente e impedendo bilanci molto più pesanti». Dal canto suo Rizzo ha posto in risalto l'operatività dimostrata dai vari segmenti della Protezione civile, Vigili del fuoco e forze dell'ordine in testa.
Finita la prima fase dell'emergenza, comunque, il caso Maierato continuerà ad essere considerato e trattato come un'emergenza nazionale. Al contempo un gruppo tecnico-scientifico continuerà a monitorare il territorio e a rilevare le condizioni nel loro evolversi, soprattutto nell'ala destra della frana (zona nord del paese) dove, tra l'altro, si trova un gasdotto ad alta pressione. Monitoraggio che sarà sia strumentale sia visivo. Inoltre ulteriori interventi, per la messa in sicurezza del territorio, sono in fase di pianificazione per quanto riguarda lo svuotamento di un lago che si è creato dopo la frana, a causa dell'ostruzione del fiume Scotrapiti e che ha raggiunto circa dieci metri di profondità. Al tempo stesso viene attentamente valutata la portata d'acqua che defluisce verso il paese (zona frana) dall'area industriale.
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