La movimentazione del pet-coke nel porto di Vibo Marina al centro di un'indagine scientifica dell'Arpacal. In particolare il personale del dipartimento provinciale dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente – coordinato dal dott. Mariano Romeo – hanno come obiettivo la verifica di un'eventuale correlazione fra movimentazione e presenza di polveri fini nell'ambiente circostante.
Per attuare il monitoraggio – che, comunque, avrà le caratteristiche di un vero e proprio controllo ambientale nell'area del porto – il personale dell'Arpacal si avvarrà del sofisticato laboratorio mobile per le analisi delle polveri sottili, di cui il dipartimento provinciale è stato di recente dotato.
L'intero ciclo di utilizzo del pet-coke (solido carbonioso, sottoprodotto della raffinazione del petrolio, che può essere usato come combustibile grazie al suo elevato potere calorico) nell'area portuale sarà quindi oggetto dell'indagine che scandaglierà i vari momenti: dallo scarico sulla banchina sino agli utilizzatori finali.
Per anni il pet-coke è stato oggetto di un contenzioso giuridico riguardo al fatto che questa sostanza potesse essere considerata un rifiuto e non un combustibile. Però, nonostante una recente sentenza della Corte di Cassazione abbia riconosciuto il pet-coke come combustibile, il suo utilizzo deve seguire regole molto rigide. «Infatti il pet-coke – spiega il dott. Romeo – è una preoccupante finte di polveri sottili che, penetrando nell'organismo attraverso i polmoni, possono arrecare danni alla salute. Le ripetute segnalazioni a Vibo Marina di depositi di polveri sui balconi, sui panni stesi e sulle autovetture della zona, hanno pertanto destato viva preoccupazione fra la popolazione residente, soprattutto in prossimità dello scalo portuale».
Da qui l'esigenza dell'indagine scientifica che consentirà di verificare se esiste o meno una correlazione tra la movimentazione del pet-coke e la presenza di polveri sottili nell'ambiente circostante. Grazie al sofisticato laboratorio mobile e all'utilizzo contemporaneo di sue stazioni anemometriche (per la valutazione della velocità della direzione del vento) l'Arpacal potrà comunicare in tempo reale alla Capitaneria di porto di Vibo Marina i dati sulla dispersione delle polveri sottili. In questo modo la Capitaneria potrà intervenire con tempestività per la sospensione temporanea o definitiva dello scarico di materiale. «Si tratta pertanto di una forma di tutela ambientale – spiega il direttore del dipartimento provinciale dell'Arpacal, Mariano Romeo – che mira a prevenire eventuali danni. Infatti, rilevando precocemente gli inquinanti è possibile impedirne l'accumulo salvaguardando in tal modo la salute dei cittadini della zona».
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