Trent’anni d’attesa, di iniziative abortite sul nascere, di programmi irrealizzati e di sogni infranti, sono stati cancellati in un sol colpo: Briatico avrà il suo porto. Quello che all'atto dell'insediamento dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Niglia era un'idea appena abbozzata presto si concretizzerà in un'opera mastodontica che cambierà radicalmente volto al paese, sia sotto l'aspetto turistico (con un maggior numero di presenze durante la stagione estiva) sia in termini di crescita economica di un territorio a cui sono mancate le occasioni di sviluppo. Opportunità che ora sono offerte dall'approdo turistico, dotato di 420 posti barca (su una superficie di 18.000 metri quadrati) la cui costruzione è totalmente a carico della ditta aggiudicatrice dei lavori: il Consorzio Stabile Poliart - Lombardi Progeyet Srl Polyart-Lombardi Project, società capogruppo con sede a Bari.
L'opera costerà qualcosa come 16 milioni di euro, che l’impresa recupererà con la gestione per 30 anni della struttura portuale. Nelle sue vicinanze, inoltre, sarà allestito un ampio parcheggio, su un'area di 4.000 metri quadrati, la cui copertura in pannelli solari fotovoltaici produrrà energia elettrica al servizio della stessa struttura. In più, una piccola zona sarà riservata all'insediamento di nuove attività turistiche e commerciali. Allo stato, l'iter burocratico è già partito con l'approvazione, mediante la determina del responsabile unico del procedimento (architetto Nicola Domenico Donato), dello schema di convenzione contenente le indicazioni delle tariffe da proporre ai futuri fruitori della banchina e il via libera, sotto l'aspetto della certificazione antimafia, da parte della prefettura. Ora si sta lavorando alacremente al progetto definitivo che è in itinere e sarà completato per fine mese, quando passerà al vaglio della Regione che dovrà valutarne l'incidenza e l'impatto ambientale. Il cantiere sarà aperto entro settembre dell'anno corrente con settembre del 2012 come data fissata per la consegna dell'opera finita. Lo scalo sorgerà in un punto strategico del comune, ossia in località “Marina di Briatico”, davanti alla torre saracena “La Rocchetta”(che si collocherà al centro dell'approdo turistico), una fascia costiera disseminata di strutture ricettive. Insomma, a Briatico si scrive la storia. Il sindaco Andrea Niglia e la suacompagine, nel mettere in pratica l'ambizioso progetto, hanno tenuto bene in mente non soltanto le ricadute economiche insite nella presenza dell'approdo turistico, ma anche e soprattutto i preventivabili risvolti sociali che si si accompagneranno ad esso: si parla di almeno 15 posti di lavoro. Tutto il progetto (curato dal capogruppo ingegnere e professore Ruggero Lecario) è a costo zero per l'ente comunale che è ricorso ad uno strumento agevolato per i lavori pubblici garantito dalla normativa europea: la finanza a progetto. Il Comune si limiterà ad assumersi l'onere di una strada alternativa, compresa nel Piano Triennale delle Opere pubbliche presentato dall'esecutivo municipale, larga 12 metri e lunga 100, destinata a consentire tranquillamente l'accesso dei natanti al molo e prevenire il possibile danneggiamento del vicino Arco del Mulino, monumento appartenente al patrimonio storico-artistico di Briatico che, quindi, non subirà alcun deturpamento. «Negli ultimi tre anni - ha dichiarato il primo cittadino Andrea Niglia - abbiamo lavorato intensamente per far sì che ai buoni propositi seguissero fatti concreti. E' stato effettuato uno studio preliminare e aperto un confronto con i responsabili della Cassa Depositi e Prestiti - Sezioni Grandi Mutui - di Roma, al fine di trovare una soluzione accettabile e minimizzare i costi di quella che io amo definire “un'impresa”. Sono contento di averla portata a buon fine. E' stato molto difficile raggiungere la meta ma finalmente ci siamo riusciti. Briatico avrà il suo porto, candidato a diventare un polo d'eccellenza per l'intero Vibonese. Tra l'altro, è in fase di progettazione un Centro servizi riservato ai diportisti e alla comunità briaticese dei pescatori, depositaria di una tradizione ittica che si perde nei tempi. Infine, Briatico e il suo comprensorio - ha concluso il giovane amministratore - non potranno che ricevere giovamenti dal costituendo approdo».

8 commenti:
...e ci potremo dimenticare di queste belle fotografie con l'acqua trasparent. Per quelli che ci sono cresciuti, è il posto più bello del mondo, con la spiaggia, "i guzzi" e tutto il resto...ben presto però se quello che dicono è vero ci potremo dimenticare i bagni "a' marina" e "i tuffi du' molu"... quando dappertutto l'acqua era sporca e l'unico posto pulito era la marina...il nuovo porto distruggerà tutto questo e metterà al suo posto cemento su cemento...porterà certamente dei posti di lavoro...sempre che il lavoro venga dato ai Briaticesi,ma
mi domando se è proprio questo quello che vogliamo...
sicuramente ci mancherà questo panorama che è da sempre simbolo della nostra città.
Sergio
Al porto sono stato sempre estremamente favorevole, e lo sono tuttora, a Briatico serve eccome, significa più opportunità, nuove possibilità.
Di tutti quelli che ho sentito, e non da ora, criticare questa infrastruttura nessuno ha mai accennato ad alternative tali da poter rianimare quel cadavere dell'economia briaticese, mai.
Io non critico le possibilità di crescita economica che potrebbe dare questa infrastruttura all'economia del nostro paese, anzi...
il mio commento è solo una nota nostalgica per un immagine che è stata simbolo della mia e della nostra gioventù, ma se questo è il prezzo che dobbiamo pagare per questa "ripresa", sono disposto a sacrificarla.
Soltanto, rimango un po scettico quando leggo che la gestione del porto rimarrà in mano di privati per i prossimi 30 anni; spero che in qualche modo l'amministrazione pubblica tuteli i cittadini di Briatico dando loro l'opportunità di partecipare attivamente a questa nuova fonte economica e non solamente di restare a guardare mentre come al solito i "forestieri" vengono e si arricchiscono sfruttando le NOSTRE RISORSE!
Sergio
Dire no ad un porto che potrebbe "Forse" cambiare volto a questo piccolo paesello nessuno potrebbe farlo.... Ma ad un porto impiantato in un sito unico come quello della marina allora fa' tanto riflettere! Perche' non il progetto del porto sotto il lungomare che sarebbe decisamente a stretto contatto-diretto- con il paese o nella zona di Cocca, dove non creerebbe invasione alcuna ne'di paesaggi ne' di memorie? Nell'articolo sul quotidiano si e' letto :con il nuovo porto turistico Briatico incomincera' a scrivere la sua storia.... Bhe' io invece penso che con la realizzazione del porto turistico alla marina, Briatico cancellera' l'intera pagina della sua storia che dopo la sepoltura tra le spine e l'abbandono delle spoglie di Briatico vecchio, i resti impolverati della sua storia sono rimasti tutti racchiusi li', in quello scorcio di marina tra le affrante e soleggiate pietre della torre e l'ormai sedotto mulino della rocchetta! Lo sviluppo di un paese non puo' avvenire mirando solamente al potere economico, ma un vero sviluppo e' un perfetto connubio tra tutto cio' che lo caratterizza storia, arte, economia e non e' rinunciando o meglio pagando dei prezzi che si potra' risorgere a vita nuova in questa terra amara...... Non saprei contarle le pagine di storia, le riviste i giornali e le televisioni in cui si e' mostrata una Calabria e dunque non solo la piccola Briatico , fatta di quella torre e quel mare ..... e come si puo' allora sgualcire cio' che racconta la storia dei padri, cio' che la racconta la storia dei figli , la nostra storia per questo dannato e forzato modernismo sconsiderato...... Il Porto sara' certo una grande risorse se misurato nei giusti modi e con gli obiettivi di un vero sviluppo sociale , ma chi abbia coscienza non permetta uno squilibrio innato e nel tempo immutato di quel lembo di terra e di mare e venga considerata l'idea di spostare questo seppur splendido progetto ovunque altro posto si voglia..... ma non si tocchi Briatico al centro del suo cuore: "la marina"......
perche' non c'e' piu' gente senza storia come non c'e' storia senza gente......
Se si è scelto di impiantarlo nella località della Marina, è perchè è l'unica zona che si presta al progetto. Sia sotto il lungomare che nella zona di Cocca, non ci sono i requisiti per la realizzazione del porto. Richiede un ampio spazio, una certa posizione che solo la marina ha. Inoltre, nella zona Marina ci sono due ampie zone di parcheggio che, invece, nelle altre due zone sopracitate mancano. Quindi, pensate ai grandi disagi di traffico (e non solo) se si decidesse di spostare la realizzazione nella zona lungomare o Cocca.
Per cui, l'unica zona adatta al progetto è la Marina. Ma non la prenderei come una notizia negativa, perchè è stata assicurata la conservazione del Mulino e della Rocchetta, che saranno invece valorizzati e assolutamente non distrutti (ci mancherebbe!).
io nn capisco xchè l'ammodernamento di un paese deve sempre e solo passare da opere di cemento e mai da opere di valorizzazione eco-sostenibili..il porto secondo me nn valorizza, semmai distrugge x imporsi cm risorsa unica..in qsto caso io avrei rivalutato la marina secondo gli standard ke gli competono, cioè,con la ristrutturazione totale del borgo, della torre e del mulino e con in più la messa in sicurezza del porto dei pescatori, ke cn le sue barchette colorate avrebbe potuto essere un punto di esclusività regionale..così invece avremo un "nuovo" ke distrugge un "vekkio", senza che il nuovo sia per forza nuovo, xchè nn si sta realizzando nulla di esclusivo..solo un copia e incolla visto e rivisto, cn l'eccezione però che in altri posti (vedi Tropea) si è prima riedificata la cultura e la tradizione tramite il rilancio morale della città, poi hanno costruito il porto..qui partiamo al contrario, sperando nell'effetto domino, ke secondo me nn avverrà..GENTE DI BRIATICO, RICORDATEVI KE IL PORTO NON SARA' IL VOSTRO, MA SARA' DI UNA SOCIETA' ESTERNA X 30 ANNI KE LO GESTIRA' A SUO PIACIMENTO, NON A VOSTRO! A voi nn resta altro ke guardarlo da lontano e farvi una passeggiata e dire "una volta qua c'era la marina"..ma qsta amministrazione c ha abituati alle sue privatizzazione degli spazi pubblici e soprattutto c ha abituati alla disapprovazione della cultura paesana..la nostra identità andrà a morire sotto tonnellate di cemento, poi però potremo dire "a briaticu avimu u portu"..DISASTRO AMMINISTRATIVO!
Mai stata cosi' daccodro Angelo su quello che dici..... e' importante riedificare con forza cio' che gia' c'e' e non versare cemento su pezzi di storia che fanno vivva la civilta' del nostro paese...... Si ascolti bene...un posto come la marina , un altro uguale non c'e'..
16 milioni di euro per "almeno" 15 posti di lavoro ... il conto è presto fatto: più di 1 milione a posto di lavoro ... diamoglieli direttamente ai "lavoratori"!!! e cerchiamo di ripristinare l'equilibrio naturale totalmente violentato a Briatico.
Non sarà solo campagna elettorale?
Nino
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