30 gennaio 2010

Capitaneria di porto, "sentinella" del mare

Individuati relitti, sequestrati alcune strutture, 5 km di spadare e 48 tonnellate di tonni

di Lina Fresca


Tutela ambientale, controllo del demanio marittimo, vigilanza sulle risorse ittiche e sicurezza in mare e sulle spiagge. Questi i settori su cui la Capitaneria di porto di Vibo Marina ha concentrato la sua attività operativa lo scorso anno. Un'attività intensa che le ha consentito di centrare importanti obiettivi.
Ieri mattina, il comandante Luigi Piccioli, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Vibo Marina, ha illustrato i risultati conseguiti dai suoi uomini vigilando nel tratto di mare compreso tra i comuni di Nicotera e Maratea. Tra le attività di maggiore rilievo, l'alto ufficiale, ha evidenziato quella relativa al censimento delle navi affondate nelle acque della Calabria. I relitti individuati sono stati 45 dei quali più della metà affondati durante la seconda guerra mondiale. Per il momento, non è stata rinvenuta alcuna nave dei veleni. «Questo – ha affermato il comandate Piccioli – ha portato una certa serenità tra i pescatori calabresi che per circa sei mesi hanno fatto letteralmente la fame». Le indagini hanno visto il coinvolgimento del Reparto ambiente marino ed il Nucleo speciale Nsi del comando generale delle Capitanerie di porto.
La Guardia costiera ha usato il pugno di ferro soprattutto nella tutela dell'ambiente. I controlli a mare e sulla terra ferma hanno permesso di rilevare numerose fonti di inquinamento; effettuare la mappatura e la verifica delle condotte fognarie marine e della depurazione; monitorare le foci dei fiumi e dei relativi corsi d'acqua. In particolare il sequestro del porticciolo di Gizzeria Lido e le operazioni "Terme Luigiane", "Porticciolo San Lucido", "Fiume Mesima" e "Fiume Oliva", hanno disinnescato vere e proprie bombe ecologiche che avrebbero potuto compromettere l'ecosistema marino già fortemente malato nei comuni di Nicotera e Gizzeria Lido. Il comandante Piccioli, soffermandosi sul fiume Mesima, l'ha definito «una cloaca a cielo aperto». La causa del forte inquinamento sono gli scarichi fognari della stragrande maggioranza dei comuni vibonesi che sono tenuti sotto stretta sorveglianza dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.
Sulla tutela delle risorse ittiche, la Capitaneria di porto, ha saputo contrastare efficacemente la pesca illegale che rischia di impoverire, ancora di più, il mare calabrese. A tal proposito sono stati sequestrati 5 chilometri di rete illegale a Tropea e 48 tonnellate di tonni nei porti di Cetraro e Vibo Marina. La vendita all'asta di questo pescato ha portato nelle casse dello Stato 120mila euro.
Anche i numeri dei controlli in mare e sulle spiagge sono di tutto rispetto. Le missioni sono state 423 di cui 48 per assistenza a mare e 375 per polizia marittima. I soccorsi, invece, 139. Quelli a persone 101, mentre 38 a mezzi navali. Ventuno sono stati i sequestri di stabilimenti balneari e natanti. Sul fronte repressivo le sanzioni amministrative sono state 293: 50 per unità sotto costa, 26 per acquascooter, 10 per assenza di bagnino, 65 per stabilimenti balneari, e 142 per altre violazioni.



fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=40086&Edizione=11&A=20100130

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