31 dicembre 2009

Trasversale, cadono le ultime barriere

Loiero: un'opera che diventa realtà e concretizza il nostro impegno
di Stefania Marasco



L'isolamento delle zone interne dipende da quella arteria. Una strada di collegamento fra Jonio e Tirreno, ma non solo 56 km di asfalto, anche, 43 anni di cantieri. Era l'anno 1966, quando il Comitato regionale per la programmazione economica suggerì di mettere in cantiere una strada a scorrimento veloce fra Jonio e Terreno, passando per le Serre. Nel 1967 fu la Regione a indicarla come riferimento per le infrastrutture calabresi. La posa della prima pietra a Simbario nel 2005, nel 2008 era prevista la conclusione. Il più grande investimento mai visto al Sud. Che faceva gola alla criminalità. Attentati, un omicidio. Ad ottobre, a scendere in campo le Istituzioni con la firma di un protocollo d'intesa per vigilare e portare a termine questo lavoro. Dall'Anas anche una data: il 2010. E, finalmente, ieri anche un segno. Quello che dovrebbe rappresentare la svolta.
«Più di 44 milioni di euro per abbattere distanze storiche. La Trasversale delle Serre diventa ormai realtà». Questa la notizia del presidente Agazio Loiero che ha annunciato che sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il relativo bando di gara per lavori e servizi. Un bando per un investimento di oltre 44 milioni di euro, finanziato con i fondi Por Calabria, per i lavori di realizzazione di tre nuovi lotti della strada statale 182 "Trasversale delle Serre", che attraversano i comuni di Soriano Calabro, Pizzoni, Sant'Onofrio, Vazzano, Vallelonga e Simbario, tutti, quindi, quelli ricadenti nella provincia di Vibo Valentia.
E, in particolare, ad essere realizzati saranno i lotti che vanno dalla località Cimbello al bivio per Montecucco, dallo svincolo di Serre dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria alla strada provinciale fondovalle del Mesima e a seguire fino al valico del Colle Scornari, per un'estensione complessiva di 4,5 km. Lavori la cui durata, spiegano dall'Anas, prevista è di 870 giorni.
«Era uno dei grandi impegni che avevamo assunto per modernizzare la Calabria migliorandone le comunicazioni – ha spiegato il presidente della Regione – e ci stiamo riuscendo grazie ad una accorta politica di spesa dei fondi comunitari 2000-2006 che il centrodestra aveva praticamente perso e che noi abbiamo recuperato. Penso che questo possa essere considerato un giorno importante per i cittadini vibonesi».
Insomma, un 31 dicembre con il "botto" che fa dunque ben sperare per il nuovo anno, dopo le tante attese. «Su quest'opera – ha aggiunto Loiero – ho puntato fin dall'inizio del mio governo, convinto della sua importanza strategica per l'intera regione». E, le zone interessate, spiegano il perchè dell'importanza di quest'opera che riguarda il tratto dalla A3, svincolo Serre, alla provinciale fondovalle del Mesima e da qui al viadotto Scornari, nel primo tronco, da località Cimbello a bivio Montecucco, mentre nel terzo, l'intervento in questione avrà uno sviluppo complessivo di 6 chilometri e 300 metri, e prevede l'ammodernamento di viabilità esistenti con adeguamento della sezione stradale a 10 metri e mezzo secondo la categoria extraurbana secondaria.
Lavori che, in totale, ammontano a 44 milioni 299.245 euro, di cui poco più di 31 sono a base d'appalto per lavori e servizi e che sono stati resi possibili appunto grazie ai fondi Por 2000-2006. Il progetto definitivo per appalto integrato, invece, è stato approvato due giorni fa dall'Anas, mentre il relativo bando di gara per la progettazione esecutiva e i lavori è stato pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. Soddisfatto, anche il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci: «Abbiamo prestato fede all'impegno di pubblicare questi bandi entro l'anno. Con questi nuovi appalti è stato compiuto un altro importante passo nella direzione dell'obiettivo posto dall'Anas, ovvero di procedere senza indugi al potenziamento delle infrastrutture calabresi».
 

30 dicembre 2009

Vibo. Concerto di Capodanno in piazza Municipio dei Modena City Ramblers






Concerto di Capodanno in piazza Municipio dei Modena City Ramblers. I dettagli dell'importante kermesse musicale illustrati ieri mattina durante una conferenza stampa tenutasi nella sala giunta di palazzo "Luigi Razza". All'incontro con i giornalisti presenti il sindaco Franco Sammarco e l'assessore provinciale al Turismo Gianluca Callipo. La manifestazione, organizzata da Provincia e Comune, proietta la città nei circuiti internazionali della grande musica.
Il gruppo dei Modena City Ramblers, che si esibirà sera dell'1 gennaio, alle ore 19,30, calca i palcoscenici nazionali ed internazionali ormai da quasi un ventennio. La formazione, nata nel 1991 come gruppo folk irlandese, nel corso degli anni ha acquisito un'identità meticcia per un'insolita commistione tra stili musicali irlandese ed emiliano. Lo stile della band (Combat-folk), ogni anno che passa, si arricchisce di ritmi e testi tipicamente latino-americano.
Entusiasta per la presenza in città del gruppo musicale il sindaco Sammarco il quale ha affermato: «Sono molto contento per il fatto che, insieme alla Provincia, siamo riusciti a mettere in piedi un evento musicale di questa portata per la collettività». L'assessore Gianluca Callipo, dal canto suo, ha sottolineato: « È una grande soddisfazione aver collaborato con l'amministrazione di palazzo "Luigi Razza"».

[fonte]:http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=20201&Edizione=11&A=20091230

29 dicembre 2009

Presepe Vivente rinviato al 30 dicembre

Mi è stato segnalato dagli organizzatori del Presepe Vivente di San Costantino di Briatico che l'evento è stato rinviato causa maltempo al 30 dicembre 2009. Questa sera invece alle 18.00 presso la Scuola Elementare di San Costantino di Briatico è prevista una divertente tombolata con musica e ricchi premi.

Non mancate!

28 dicembre 2009

Ritrovati a Serra altri resti umani. Si teme si tratti di Andreacchi

Delle ossa umane sono state trovate dalla Polizia a Serra San Bruno nelle vicinanze del luogo dove venti giorni fa era stato già ritrovato un femore e un cranio. Si teme siano dello scomparso Pasquale Andreacchi


Ossa umane sono state trovate dalla Polizia in un bosco a Serra San Bruno. Il ritrovamento è avvenuto a poche centinaia di metri dal punto in cui il 9 dicembre scorso furono rinvenuti altri resti umani, un teschio ed un femore, gettati in un cassonetto per i rifiuti. Non si esclude che i resti trovati oggi e quelli scoperti il 9 dicembre appartengano alla stessa persona. L’ipotesi che viene fatta è che si tratti di Pasquale Andreacchi, di 18 anni, scomparso l’11 ottobre scorso a Serra San Bruno. A rafforzare l’ipotesi che i resti appartengano ad Andreacchi c’è il fatto che accanto alle ossa trovate oggi c’erano una scarpa da tennis ed una maglia che il padre del giovane avrebbe riconosciuto, secondo quanto riferito da alcune fonti investigative, come appartenenti al figlio. Il legale della famiglia Andreacchio, l’avvocato Vincenzo Albanese, dopo la scoperta il 9 dicembre dei resti nel cassonetto dei rifiuti, aveva sostenuto che prima di giungere ad una conclusione circa l’identità della persona cui appartengono le ossa occorre attendere l’esito del Dna, disposto dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.

[fonte]: http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/vibo_serra_scomparso_andreacchi_ritrovamento_ossa_1256.html

27 dicembre 2009

Poteri forti e trasversalismo soffocano la città

Le aspettative della gente fiaccate dai giochi messi in piedi da aggregazioni politiche bipartisan
di Nicola Lopreiato

Autocandidature, riunioni tra correnti, aspiranti sindaci già convinti di arrivare al ballottaggio e poi incontri tra partiti e rappresentanti di questa o quella sigla che al massimo rappresentano loro stessi.
La fiera pre elettorale comincia ad entrare nel vivo. Ma l'aspetto più sconcertate della vicenda, sulla quale è necessario riflettere, è che mai come in questa occasione la città potrebbe cadere nelle mani di fazioni trasversali che operano per nome e per conto di poteri forti, dietro le quali si celano quasi sempre grandi interessi, che non sono certo quelli della comunità. Un pericolo che già comincia ad emergere dalle mosse e dalle schermaglie di questi giorni.
A contribuire ad alimentare questo gravissimo rischio è il fallimento della politica, le scarse capacità di una classe dirigente sempre pronta ed attenta a coltivare il proprio orticello anziché pensare agli interessi della città. In questa ottica le prime gravi responsabilità sono da ricondurre alla spaccatura esistente nel Partito democratico, ostaggio di correnti e capi correnti armati l'uno contro l'altro; all'interno del quale c'è chi è pronto a scendere a patti con chiunque pur di accaparrarsi qualche voto alle prossime elezioni regionali. Come spiegare altrimenti la formazione di liste composte soprattutto da gente che qualche mese fa si è presentata in massa ad iscriversi al Pd ed che oggi è pronta a mascherarsi dietro il simbolo di una formazione civica e schierarsi al fianco del candidato dell'Udc?
Ma non è solo questa l'anomalia che potrebbe registrarsi in questa ormai imminente campagna elettorale per la conquista di palazzo "Luigi Razza". Nuovi scenari potrebbero delinearsi dopo le primarie del 10 gennaio, giorno in cui il popolo del Pd sarà chiamato a indicare il suo candidato alla guida della Regione. In particolare, lo scontro tra il governatore Agazio Loiero e il presidente del consiglio regionale Giuseppe Bova, potrebbe avere delle ripercussioni devastanti sulla politica cittadina, o meglio sulla campagna elettorale per le comunali, determinando la fortuna o la sfortuna di qualche candidato a sindaco, in questo caso di Elio Costa che è l'uomo scelto dal Pdl, di Antonino Daffinà (Udc) e della persona che sarà indicata dallo stesso Pd. A tal proposito non possono essere sottovalutate le voci che si rincorrono all'interno del Partito democratico e in base alle quali se a vincere le primarie sarà Bova, una frangia consistente dei sostenitori di Loiero potrebbero addirittura schierarsi ufficialmente dalla parte del candidato del Pdl. Così come un'altra è pronta a sfilarsi e dare una mano al candidato dell'Udc.
Un trasversalismo che affosserebbe definitivamente le aspettative della città e nello stesso tempo metterebbe una pietra tombale sulla politica di rinnovamento che viene proclamata da più parti. Un quadro desolante che non lascia intravedere nulla di buono e che fiacca le tante aspettative della gente. Programmi e progetti di sviluppo, lavoro e occupazione, legalità e trasparenza cedono il passo agli intrecci oscuri della politica, alla ricerca spasmodica di candidati e di voti, costi quel che costi. La politica delle buone intenzioni si infrange contro il muro invalicabile del trasversalismo e dei gruppi di potere che hanno deciso di mettere le mani sulla città. Un terreno sul quale trovano spazio i mestieranti di giornata sempre pronti a servire i potentati di turno.
Un quadro desolante a cui guarda con interesse quell'onda grigia che sembra abbia ormai travolto tutto e tutti fino a sommergere la città degli onesti e dei cittadini liberi.

[fonte]: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=18879&Edizione=11&A=20091227

26 dicembre 2009

Religiosità e Cultura a S. Costantino di Briatico

Organizzato dall’associazione “Eleutherìa” e dalla comunità parrocchiale


Rivive, a distanza di circa un decennio dall’ultima edizione, la tradizione del Presepe Vivente a San Costantino di Briatico. La riproposizione dell’opera sacra, che si svolgerà domenica 27 con inizio alle ore 18 per concludersi intorno alle 20, è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra la l’ associazione culturale Eleutherìa e la comunità parrocchiale. Si tratta di un evento particolare che, oltre all’aspetto religioso, ha un interessante valore artistico e, in più, un nesso con la tradizione e la cultura del posto. Le scene saranno allestite in località cosiddetta “Ammu”, quartiere più antico del paese, e verranno dislocate in un percorso unidirezionale che collega via 4 Novembre a piazza Lombardi Satriani. Farà da sfondo, quindi, la caratteristica cornice del paese vecchio e alcuni antichi mestieri artigianali arricchiranno lo scenario rendendolo originale e vivace. In piazza Lombardi Satriani, “tappa” degli attori del Presepe, sarà inoltre possibile degustare antichi sapori tipici della zona: “curujicchi”, pani i casa e pitta china. “Il Presepe Vivente- ci ha spiegato Stefania Aprile, Presidentessa di Eleutherìa- vuole essere la rappresentazione della nascita di Gesù Bambino in uno spaccato della vita contadina nel periodo compreso tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. E’ perciò un’occasione per mettere in mostra una cultura oramai abbondantemente superata –ha proseguito- ma di cui spesso si ha la memoria attraverso i ricordi degli anziani o i detti di uso comune. Le case del centro storico – ha poi specificato- si animeranno delle voci dei “lavandai”, “pasturi”, “cestinari”, “tessitrici” “falegnami”, “ricottari” che con la loro fervente attività faranno appunto rivivere la civiltà contadina dei primi del ‘900” . Lo scopo degli organizzatori, come dicevamo, oltre al certamente predominante aspetto religioso, è perciò di natura culturale: far rivivere un passato che non si vuole dimenticare. Da ben due mesi a San Costantino di Briatico si lavora alacremente soprattutto durante i fine settimana per creare questo percorso “magico” tra l’atmosfera natalizia, gli antichi mestieri e i sapori tipici del territorio. “Nulla è stato tralasciato: tutto è stato trattato con estrema cura e conoscenza, fino a rendere ogni piccolo particolare importante e caratteristico- ha precisato la stessa dottoressa Aprile- costruire un pozzo, un ovile, gli scenari, i costumi, la capanna di Giuseppe e Maria hanno impegnato persone e tempo, ma il risultato- ha concluso- sarà qualcosa di inaspettato di cui non vogliamo anticipare nulla per non rovinare quella che speriamo sia per tutti una “suggestiva sorpresa”. A completamento della ricorrenza della nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, dopo questo appuntamento religioso-culturale, nella stessa frazione di Briatico è previsto un altro momento di socialità e, in questo caso, divertimento. Martedì 29, infatti, si terrà una tombolata organizzata, come già successo lo scorso anno, da Eleutherìa presso la scuola elementare del paese. L’appuntamento, che avrà inizio alle ore 18:30, ha l’obiettivo di riunire tutta la comunità, giovani e meno giovani, per condividere un momento di svago e di spensieratezza.
Approfittiamo infine di questo spazio, visto che si parla dell’associazione Eleutherìa, per ricordare che si è in attesa dell’uscita del bando per la seconda edizione del Mediterranea Sound Festival, evento estivo di qualità organizzato dallo stesso sodalizio. L’appuntamento musicale, che ha dato ulteriore visibilità al piccolo paese di San Costantino, è rivolto a band emergenti. Il regolamento dovrebbe essere fra poco disponibile sul sito ufficiale della manifestazione (www.mediterraneasoundfestival.it). Dopo la recente partecipazione dei rappresentanti dell’associazione per pubblicizzare il festival al “Meeting delle Etichette indipendenti” di Faenza, importante incontro tra gli operatori del settore, l’edizione “Zerodiceci” si preannuncia ancora più interessante con sempre rinnovata e crescente voglia di entusiasmare e di sorprendere.

di Mario Vallone

[fonte]: http://www.tropeaedintorni.it/religiosita-e-cultura-a-s-costantino.html

22 dicembre 2009

MERCATINO DI NATALE 2009. L’associazione Euriatikon promuove l’iniziativa natalizia per eccellenza, per la prima volta in paese

di Angelo De Luca

BRIATICO- E’ stato un pomeriggio da ricordare quello di domenica in piazza IV novembre, dove la mobilitazione giovanile, tramite la nascente associazione culturale “Euriatikon” ha riedificato l’antica usanza del “Mercatino di Natale”. E’ il secondo appuntamento organizzato dai giovani, dopo lo stupendo spettacolo estivo de “Radici in musica” di questa estate. Circa venti aziende locali, con i loro prodotti di artigianato ed enogastronomici, hanno fatto da cornice a questa bellissima iniziativa, rifinita da diverse attività svoltesi durante tutto l’arco della giornata. Giochi a premi, soprattutto per bambini, gastronomia a tema, con i famosi “culluricchji” e le zeppole, salsicce, vino, dolci natalizi, preparati per l’occasione dalle mamme dei giovani del luogo. Interessanti sono stati i due concerti tenutisi nella Chiesa di San Nicola: il primo organizzato dal gruppo orchestrale della Scuola Media “Lombardi Satriani”, il secondo dal più famoso coro “Gospel’s time” di Cosenza. Un progetto che la Euriatikon è riuscito a sviluppare dopo mesi di duro lavoro organizzativo, in un paese dove la mancanza di un ente promotore di piccoli eventi, cultura e ricerca della socialità, fa sentire il suo peso specialmente nei periodi invernali, quando ai piedi della “Torretta” tutto tace in silenzio, aspettando che qualcosa accada. Un gruppo di giovani uniti da quell’insaziabile voglia di “fare”, che merita un occhio di riguardo e più attenzione istituzionale, perché sono anni ormai che nessuno si preoccupa più dei ragazzi di Briatico. “Lo scopo” – dichiara Gisella Tedesco, una delle giovanissime dell’associazione – “è quello di riportare in vita un paesino che giorno dopo giorno si chiude in se stesso, lasciando morire la voglia di costruire, penalizzando così noi e i più piccoli. Mettersi in gioco è una delle prerogative del nostro gruppo, perché non possiamo abbandonare un posto così storico e tuttavia così dimenticato.” Qualcosa si muove nella direzione giusta dunque, qualcosa che ha il sapore dolce della rivalsa, dopo anni passati in sordina. Una serata che nonostante il maltempo ha vestito la piazza, spesso e volentieri desolata, a festa, sottolineando un aspetto importante: l’unione fa la forza; la forza produce la socialità; la socialità rianima un paese. Certi dettagli non vanno di certo messi in secondo piano, perché laddove un paese soffre, più difficile è costruire, specie se si deve fare i conti con la “solitaria” forza della poca gente attiva. I giovani sono tra questi e i giovani di Briatico si riprendono il loro spazio, puntando tutto sulla cultura e sulla riedificazione delle tradizioni del proprio paese.


Due attivi ragazzi dell'Associazione predispongono l'impianto elettrico

Ragazzi dell'Associazione Euriatikon montano gli stand

Gli stand cominciano ad animarsi

Le ragazze dell'Associazione Euriatikon in azione

Il mercatino in piena attività

Il concerto in chiesa del gruppo Gospel's Time


21 dicembre 2009

Un progetto di salvaguardia per la Costa degli Dei

I sindaci con Loiero per contrastare il fenomeno di erosione costiera che rischia di cancellare le spiagge più belle della Costa degli Dei. Si prevede una spesa di 35 milioni

Un progetto di salvaguardia per 50 chilometri di costa da Nicotera a Zambrone è stato presentato questo pomeriggio al presidente della Giunta Regionale, Agazio Loiero, dal consorzio che raggruppa i comuni di Nicotera, Ioppolo, Ricadi, Tropea, Parghelia, Zambrone e Briatico. L'incontro tra amministratori locali e tecnici con il presidente Loiero, incontro introdotto dal sindaco di Ricadi, Domenico Laria, e dal presidente del Consorzio, Salvatore Vecchio, si è svolto nel municipio del «capoluogo» del Capo Vaticano. Il progetto elaborato dai tecnici dei comuni interessati da un fenomeno di erosione costiera che rischia di cancellare le spiagge più belle della Costa degli Dei prevede una spesa di 35 milioni di euro che, in base alla richiesta dei sindaci, dovrebbe essere finanziata con i fondi Por. Il presidente Loiero, che ha illustrato agli amministratori presenti le linee guida di un progetto per la tutela del territorio calabrese per il quale è previsto un finanziamento di oltre 800 milioni di euro (progetto che sarà presentato martedì prossimo a Lamezia a tutti i sindaci della Calabria) ha assunto l'impegno politico di valutare il problema postogli. “Questa è una delle zone più belle e turisticamente più importanti della Calabria dove si concentra un'economia rilevante - ha detto Loiero - ed anche per questo motivo ci faremo carico del progetto che è stato elaborato. In un quadro di priorità, vedremo di includerlo, magari per moduli, negli interventi che andremo a fare in difesa del territorio». In serata il presidente Loiero, a Palmi, ha incontrato gli amministratori della zona per discutere con loro di alcune emergenze del territorio.

[fonte] http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/vibo_progetto_costa_erosione_ricadi_sindaci_loiero_4785.html

LA PRIORITA’ SIAMO NOI. NO-PONTE

Un “No al ponte” deciso, per non rincorrere l’idea di una nuova “cattedrale nel deserto” o “ponte sull’acqua” che dir si voglia.
di Angelo De Luca

Il no al ponte. La prima battaglia di massa che deve culminare con la rinuncia definitiva da parte del Governo. I faraoni sono estinti già da qualche millennio, ma rivivono nell’immaginario del sempre più “miracolato” Silvio B. La Calabria, così come la Sicilia, avrebbero davvero bisogno di un rilancio, ma tale rilancio non può passare attraverso l’edificazione di un ponte. No. Per diversi motivi. Fra tutti c’è la primaria necessità di ricostruire una viabilità decisamente disastrata, senza accennare continuamente alla gravità della situazione A3, dove tra gare d’appalto infiltrate e conseguenti cantieri bloccati, dove la mancanza di fondi necessari al completamento, dove la lentezza dei lavori, ha decisamente contribuito al “crack” dell’economia regionale. Sempre meno gente è decisa ad affrontare la sfida A3, e il turismo prende la strada più ordinata e decisamente più accessibile della “location” meno incasinata. Sempre meno gente si affida al nostro prodotto tipico o comunque alla delocalizzazione di grandi industrie di distribuzione, perché far partire un tir da Catania o da Reggio Calabria, significa farlo arrivare a destinazione 2 giorni dopo. E intanto la Camera formalizza il “si” del progetto; dunque l’idea è quella di finanziare la “missione ponte” tramite una serie di interventi privati, che copriranno, si dice, i tre/quarti di spese, e un intervento dello Stato , che completerà il pezzo di puzzle mancante, tramite una nota impresa, la Impregilo S.p.a., guarda caso, migliore “amica” di tutte le opere volute da mister B., su tutte la costruzione inutile del Mose a Venezia. Un’idea, quella del ponte, che fa gola a molte persone da diversi millenni, addirittura dal 200 a.c. , quando Lucio Cecilio Metello si era messo in testa di unire quei due lembi di terra, per far passare molto più comodamente i 140 elefanti conquistati a Cartagine. Altri tempi. Altre storie. Altri imperatori. Tra l’altro i Romani non dovevano collaborare con nessuno, ne con la gente locale, ne con i guardiani locali. Cosa che in realtà potrebbe succedere ora. Ma questo è un capitolo a parte, dove forse mister B. ha già messo in preventivo la tangentina per i suoi amici/nemici mafiosi. Ma il problema resta ancora un altro. Il ponte, serve a chi? Il problema pendolari lo tronchiamo subito: bene, alla luce del progetto attuale, le zone interessate per l’appoggio dei pilastri di sostegno, saranno Punta Pellaro ( Calabria) e Punta d’Alì ( Sicilia). Per chi conosce le due zone, è evidente che il pendolare non potrà giovare della velocità di tragitto del ponte per un motivo essenziale: la distanza dall’arrivo a terra è al quanto lontana dal centro-città di Messina e dal centro città di Reggio Calabria; loro seguiranno il vecchio percorso del ferry-boat, che tanto ha attratto i turisti negli ultimi decenni. Pagheranno il solito euro di passaggio pedonale, contro i 40 solo andata del pedaggio. Un altro problema è derivato dall’impatto idrogeologico che il ponte avrà a danno del già instabile sottosuolo calabro-siculo. È storia nota l’allontanamento costante dell’isola con la terra ferma, un fenomeno che seppur di piccolissima entità (circa 10 mm ogni 10 anni), resta attivo da sempre. Bisogna non confondere, come spesso succede quando si parla di “grandi opere”, la rinuncia con l’esigenza, perché il territorio, arrivato al suo minimo storico di agibilità, ha bisogno di interventi massicci nei settori “infrastrutture”, “ambiente”, “bonifica del territorio”, “ricostruzione post-catastrofi” e “viabilità”. E non bisogna confondere il “piano ponte” con l’aumento dell’occupazione, perché qualora si mettesse in moto una macchina organizzativa, come il risanamento completo delle due regioni, l’occupazione potrebbe senza dubbio salire anche senza i lavori del ponte. E’ necessario che la campagna informativa delle varie manifestazioni possa davvero creare un movimento capace di far cambiare idea ai nostri uomini di Governo, sottolineando come il problema dello sviluppo deve passare necessariamente attraverso l’opinione di chi in certi posti ci vive. Non possiamo sempre passare per i soliti “trogloditi” di turno, sprezzanti del nuovo disegno tecnologico, perché noi, cittadini del sud, moriamo ancora perché piove mezz’ora più del solito e le nostre case crollano, perché qualcuno ha regalato condoni laddove il condono rappresentava solo un ulteriore pericolo di vita; moriamo perché le strade sono dissestate e gli incidenti mietono vittime a raffica. La rincorsa allo sviluppo non deve mai confondersi con i sogni Napoleonici di chi aspira solo a costruire senza criterio, in una parte di mondo dove lui non ha mai abitato. ( in ricordo dei morti per l’alluvione del messinese, del vibonese, del crotonese, dei morti sulla A3, sulla statale 106, sulle autostrade siciliane, le vittime innocenti di Cosa Nostra e della ‘Ndrangheta, noi cittadini comuni onesti, vittime del silenzio delle istituzioni.)

19 dicembre 2009

Mercatino di Natale 2009 - I Edizione

di Nicola Calafati


Anche a Briatico, in Piazza IV novembre, il 20 dicembre a partire dalle ore 15:00 si svolgerà il classico mercatino di Natale che, con nomi e usanze diverse, troviamo in tutte le città del mondo.
Dal Nord al Sud, il Natale è anche bancarelle colorate, luci, giochi, musica, leccornie di ogni tipo, oggetti rigorosamente artigianali, candele, decorazioni, profumi e sapori.
Un appuntamento imperdibile che riempie di magia il centro di Briatico, ove ci si potrà intrattenere immaginando che il tempo si sia fermato.
Il Mercatino sarà composto in parte da moltissimi artigiani della provincia di Vibo Valentia, che metteranno in mostra i propi prodotti; diversi stand gastronomici saranno presenti lungo il pecorso, dove si potranno gustare un'infinità di bontà accompagnate da un ottimo vino rigorosamente "locale".
Durante la serata, non potevano mancare giochi ed intrattenimenti per adulti e bambini; i piccoli, con la certezza di vincere si divertiranno tra luna park e giocattoli, mentre i più grandi potranno sfidarsi in giochi di abilità ed ingegno.
La serata sarà accompagnata da diversi eventi culturali, artistici e musicali:
Mostra di Pittura arte moderna e Mostra di presepi artigianali
accompagnati da 2 concerti natalizi:
il primo verso le ore 18:00, vedrà esibirsi l'Orchestra della Scuola Media Statale di Briatico all'interno della Chiesa Madre,
il secondo intorno le ore 20:30 sarà l'esibizione di un coro Gospel, composto da 18 persone, che animeranno la serata anche e
soprattutto con la partecipazione del pubblico, attraverso la loro arte musicale fatta di musica Natalizia, Spirtual, R&B e Jazz.

18 dicembre 2009

Conocchiella dirige in onore di Maria

Un lungo applauso a conclusione della celebrazione
di Francesco Barritta


La messa in onore di Maria Santissima Immacolata, quest’anno, ha avuto un motivo in più per rimanere nella memoria dei fedeli di Briatico. Le celebrazioni, infatti, sono state accompagnate per la prima volta dal coro e dall’orchestra. Dopo una suggestiva novena, che ha avuto inizio alle 5,30 di mattina, così come ha deciso il nuovo parroco Salvatore Lavorato, e che è stata seguita da numerosi fedeli, è finalmente arrivata la celebrazione della Santa Messa.

Per la Santa messa dell’8 dicembre la chiesa della città del mare era stracolma di fedeli, provenienti dal capoluogo e dalle frazioni. Il coro polifonico “San Nicola”, per l’occasione, è stato affiancato da un’orchestra appositamente costituita. Ma la singolarità dell’evento non è soltanto questa, poiché durante la celebrazione è stata presentata, in prima esecuzione assoluta, la “Messa Mariana” per coro e orchestra composta per la solennità dell’Immacolata Concezione di Maria dal giovanissimo Fabio Conocchiella, talento locale che si sta distinguendo nel campo musicale e si sta ponendo positivamente all’attenzione della critica, ricevendo prestigiosi riconoscimenti e ambiti premi.

Conocchiella ha anche diretto, in una magistrale interpretazione, il coro e l’orchestra. Il primo composto dai soprani Francesca Mannella, Vincenza Nicolino, Rossella Paolì e Francesca Prostamo, dai contralti Maria Gemma Costantino, Anna Galati, Francesca Gaudino, Mariella Matera, Tersilia Noccioli, dai tenori Francesco Landro, Fabio Prostamo, Simone Prostamo, e dai bassi Nicola Landro e Lorenzo Prostamo. Ad accompagnare i componenti del coro, poi, vi erano gli orchestrali Sharon Tommaselli ed Eleonora De Biase, primo e secondo violino, Edoardo Tropeano alla viola, Igor Macrì al violoncello, Magda Muscia e Clalia Barbieri, primo e secondo flauto, Giulia Tropeano al corno, Giorgio Schiavone al filicorno e Francesca Staropoli all’organo.

Al termine della celebrazione, il parroco ed i presenti hanno dedicato ai coristi, agli orchestrali ed al giovanissimo compositore che li ha diretti, un lungo ed emozionante applauso, giusto tributo per esprimere il riconoscimento nei confronti di chi ha regalato una simile esecuzione ed ha contribuito, con essa, al raggiungimento quella partecipazione spirituale ed emotiva che predispone l’animo alla preghiera. “Soli Deo Gloria”, ha commentato Conocchiella, citando Bach e San Paolo, ovvero “la gloria solamente a Dio”.

fonte: http://www.tropeaedintorni.it/conocchiella-dirige-in-onore-di-maria.html

Carlo Vavalà parla dei Mancuso e delle loro interferenze nelle faide. La testimonianza del collaboratore coinvolto nel caso Conocchiella

Episodi che il pentito sostiene di avere appreso da altre persone


«Dottore, questo processo dura da dieci anni, non mi posso ricordare tutto». Sono le parole rivolte al pm Giampaolo Boninsegna dal collaboratore di giustizia (non più sottoposto a programma di protezione) Carlo Vavalà, ascoltato ieri in video conferenza nel maxi processo scaturito dall'operazione Genesi che vede imputate 43 persone legate, secondo l'accusa, alle "famiglie" Mancuso di Limbadi, Galati di Mileto, Prostamo-Pititto di San Giovanni, Soriano di Filandari, Nesci-Albanese-Oppedisano di Candidoni, Prateria e San Pietro di Caridà.
«Lei non si preoccupi della durata del processo – ha replicato il pm della Dda di Catanzaro – e riferisca ciò che sa». E Vavalà, ai domiciliari dopo la condanna definitiva rimediata quale telefonista della banda che sequestrò nel 1991 il dentista Giancarlo Conocchiella (il corpo venne ritrovato nel 1996, in un pozzo, proprio grazie alle rivelazioni di Vavalà), ha sostanzialmente confermato al Tribunale, presieduto da Antonino Di Marco (a latere Manuela Gallo ed Alessandro Piscitelli), quanto reso in un interrogatorio del 2000. «Collaboro dal 1996 – ha spiegato Vavalà – e conoscevo la famiglia Candela di Favelloni. In carcere Raffaele Fiamingo mi disse che Luigi e Peppe Mancuso volevano prendersi il Vibonese e appoggiarono gli Accorinti nella faida di Zungri con i Niglia. All'epoca il capo era Luigi Mancuso, e Peppone Accorinti, Raffaele Fiamingo e Saverio Razionale erano i killer dei Mancuso, lo sapevano tutti».
Stando al collaboratore, lo "zampino" dei Mancuso (Vavalà ha indicato Luigi, Peppe e Antonio Mancuso) ci sarebbe stato anche nelle faide fra i Petrolo ed i Bonavota a Sant'Onofrio, ed in quella fra gli Evolo di Paravati ed i Galati di Mileto. Su quest'ultimo scontro, Vavalà ha spiegato che «Carmine Galati rispettava di più Peppe Mancuso che Luigi, e mi disse che a Mileto comandava lui, sempre però in rapporto coi Mancuso».
Quindi, i racconti fatti in carcere a Rebibbia a Vavalà da Giovanni Palumbo (oggi pure lui collaboratore), definito «killer dei Pesce di Rosarno e che doveva prendere un carico di droga da "zio Luigi" Mancuso». Droga che, invece, Nicola Candela di Favelloni (presunta vittima della lupara bianca), secondo Vavalà, «andava a prendere dalle parti di Nicotera e Tropea, al villaggio Sayonara, che era sotto il controllo dei Mancuso, e poi la portava al Nord, mentre una parte finiva in un campeggio di Briatico».
Il collaboratore ha quindi raccontato che Vincenzo Bonavota gli spiegò come per tutte le attività illecite del vibonese «bisognava chiedere il permesso ai Mancuso» e versare poi una percentuale nella "bacinella". Rispondendo, infine, ad una domanda del pm, Vavalà ha dichiarato che «il farmacista Marcellini di Vibo Marina, suocero di Conocchiella, pagava 40 milioni di rata a Luigi e Peppe Mancuso, circostanza sentita dire in carcere». Prossima udienza il 21 gennaio. Di scena, ancora Vavalà e poi il collaboratore Rosario Michienzi di Stefanaconi.

Fonte: http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaGiornale.aspx?art=14130&Edizione=11&A=20091218

>Briatico. Arrestato dai Carabinieri per resistenza e detenzione illegali di armi

Briatico (Vibo Valentia). Ancora un arresto da parte degli uomini della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia, diretta dal capitano Stefano Di Paolo. Questa volta ad essere oggetto delle attenzioni degli uomini della Benemerita è stato Salvatore Antonio Napoli, 60enne di Briatico ben noto alle forze dell’ordine e protagonista, alcuni mesi fa, del tentato omicidio di un giovane ragazzo nella frazione S. Leo di Briatico.
I Carabinieri della Stazione della località balneare alle porte del capoluogo lo hanno fermato durante un posto di controllo e, dati i suoi recenti trascorsi, hanno deciso di sottoporlo ad una minuziosa perquisizione. La decisione ha scatenato la furia dell’uomo che ha pensato bene di prendere una grossa cassetta di legno che aveva con sé e di lanciarla all’indirizzo dei Carabinieri nella speranza di farli desistere dal proprio intento. Grazie alla prontezza di riflessi i militari hanno evitato il colpo immobilizzando l’uomo per impedirgli di lanciare qualcos’altro. Sono stati attimi concitati ma, in pochi istanti, i Carabinieri hanno riportato alla normalità la situazione, scongiurando ulteriori rischi e dando corso alla perquisizione dell’uomo e della propria abitazione.
Un’attività lunga e minuziosa che ha portato al rinvenimento di un vero e proprio campionario di armi. Infatti i Carabinieri, al termine di una lunga e minuziosa perquisizione, hanno rinvenuto all’interno dell’abitazione ben 3 coltelli a serramanico di varie dimensioni, 2 spranghe di oltre 1 metro di lunghezza e 60 proiettili cal. 6 in perfetto stato di conservazione. Immediato quindi l’arresto dell’uomo, attualmente sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di armi e munizioni. Così, dopo gli atti di rito, l’uomo ha finito la propria serata presso il carcere di Vibo Valentia in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.


L’attività evidenzia come sia puntuale e stringente il controllo del territorio e delle persone socialmente pericolose da parte degli uomini della Benemerita che hanno ulteriormente intensificato gli sforzi in vista delle prossime festività natalizie.


fonte: http://www.newz.it/2009/12/17/briatico-arrestato-dai-carabinieri-per-resistenza-e-detenzione-illegali-di-armi/23416/

17 dicembre 2009

Briaticese. LE DUE CAPOLISTE SI DIVIDONO LA POSTA IN PALIO

Termina a reti inviolate la sfida tra le due prime della classe.
Di Simone Grasso

CATANZARO – Nella domenica in cui la prima partita “verità” è andata concludendosi in un pareggio, la squadra della Torretta non riesce a ribattere al Cessaniti , che si impone di misura sul Marcellinara, giocando così lo scontro diretto con il vantaggio del punto in più in classifica. In una partita dove sulla carta sarebbero dovuti essere gli attaccanti di entrambe le squadre ad avere la meglio sulle difese, sono state le difese invece ad averle su di loro. Il risultato può illudere molti, infatti, in virtù dello 0-0, si potrebbe indurre a pensare ad una partita noiosa, priva di azioni importanti; al contrario, il match è stato ricco di gioco e occasioni da gol da entrambe le parti. Durante i novanta minuti la squadra di casa colpisce due legni e fallisce un rigore, parato dal sempre attivo Mazzeo che ormai ci ha preso gusto nel negare i tiri dagli undici metri. L’ Asc non rimane assolutamente a guardare, anzi gioca bene e mostra segni di miglioramento, soprattutto a centrocampo, rispetto alle scorse partite, nonostante Mister Vasinton presenti in campo la stessa formazione proposta nell’ultima in casa contro il Francavilla, con il ritorno dal 1’ minuto di Sambiase al posto di Niglia sulla fascia destra. Un pareggio giusto tra l’ Asc e il Prasar per l’equilibrio mostrato fra le due squadre. Match emozionante sino alla fine. Dopo tutto, questo punto basta a dare la giusta carica per affrontare al meglio il derby dei vicini, sia di casa che di classifica, il quale sicuramente regalerà altrettante emozioni e si spera anche gol; questa partita sarà decisiva sia per la classifica che per il proseguo della stagione. Perciò durante questa settimana bisognerà lavorare sodo per fare in modo che la disorganizzazione e gli erroracci mostrati nelle scorse partite siano del tutto eliminati, visto che a bussare alle porte del “San Nicola” sarà la rivale principale del campionato, quel Cessaniti di mister Nicolino, che l’Asc non ha mai perso ancora una partita e che metterà a dura prova la voglia di “primato” della squadra del presidente Centro.

14 dicembre 2009

Calabria. Viaggio nella regione-discarica

Un paese dove si muore di tumore, in silenzio. Un terreno destinato all’apicoltura biologica accanto ad un discarica tossica. Rifiuti sotterrati vicino la pista dell’aeroporto, seppelliti nei muri delle scuole, accumulati accanto ai centri abitati, depositati nei pressi delle falde acquifere. Nel porto di Gioia Tauro arrivano 72 tonnellate di batterie israeliane. In quello di Vibo Marina i residuati del petrolio nigeriano. Eternit, pet-coke, resti di animali. E scorie radioattive, almeno in tre siti. Viaggio in una regione-discarica: come la Campania, forse peggio della Campania

di Laura Galesi e Antonello Mangano

La mappa delle discariche

“Così termina la storia di un viaggio. Avete ascoltato e avete veduto ciò ch’è abituale, ciò che succede ogni giorno. Ma noi vi preghiamo: se pur sia consueto, trovatelo strano! Inspiegabile, pur se normale! Quello che è usuale, vi possa sorprendere! Nella regola riconoscete l’abuso e dove l’avete riconosciuto procurate rimedio!” Bertolt Brecht – “L’eccezione e la regola”

"In Calabria vi sono oltre 500 discariche abusive e la regione, considerato che le discariche regolari stanno esaurendosi, potrebbe trovarsi nell’identica situazione in cui l’emergenza rifiuti ha messo in ginocchio la Campania". E` quanto emerso dall`audizione tenuta a Reggio Calabria dalla "Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e reati connessi", un nome barocco per una struttura nata dopo il disastro napoletano.

La grande attenzione sulle vicende dei mari calabresi ha tenuto finora fuori dai riflettori la situazione nell’interno della regione. Il territorio è vasto e poco popolato, le zone montuose inaccessibili, l’omertà diffusa. Anche quando tacere diventa molto più pericoloso che denunciare.

Radiazioni

Per almeno tre siti è stata ipotizzata la presenza di scorie radioattive: Serra d’Aiello, Casignana, Cosoleto. Nel paese in provincia di Cosenza, la vicina Procura della Repubblica di Paola rilevava una “radioattività strumentale è molto più alta del normale, da tre a sei volte; [ed] un incremento notevole, rispetto al circondario, di leucemie e tumori”. Un anno fa, i carabinieri sequestravano una discarica contenente 5.500 chili di rifiuti speciali pericolosi nei pressi di Casignana, in provincia di Reggio Calabria. Veniva ipotizzata la presenza di materiale radioattivo. Il mistero – mai chiarito - iniziava con cinque tonnellate di rifiuti affidati a due ditte di smaltimento e sparite nel nulla. Ma la situazione più grave è quella di Cosoleto, novecento abitanti alle falde dell’Aspromonte.

Nel gennaio del 2008, l’allora sindaco Angelo Surace scriveva una drammatica lettera al ministro per la salute Livia Turco ed a tutte le autorità locali. “I dati relativi al numero delle persone decedute per cause tumorali sembrano enormemente preoccupanti”, denunciava. Quattro mesi dopo terminava il mandato di Surace, che non sarà rieletto. “C’è chi ha detto che ho bloccato l’economia del paese, che si basa sull’olio di oliva. Cosa tra l’altro non vera perché non ci sono stati effetti negativi sulle vendite”, ci racconta l’ex sindaco. “Secondo alcuni, meritavo una denuncia per procurato allarme. Ma la maggior parte della gente era con me. Oggi, invece, è rassegnata. La situazione è evidente a tutti. Siamo un piccolo paese. In città, puoi anche non rendertene conto, ma in un centro con poche centinaia di abitanti basta vivere sul posto per sentire le voci, osservare i conoscenti che muoiono o si ammalano”, prosegue.

“La gente ha paura, non vuole testimoniare”, conclude con amarezza Surace. “Persino il parroco ha tentato di ottenere qualche informazione sui siti tossici: ‘ditemelo almeno in confessione, sono tenuto al segreto’. Niente. Promettevo alle persone che sarebbero rimaste nell’anonimato, ma nessuno ha voluto parlare, c’è paura di esporsi. Le voci sull’argomento sono tantissime. Ho saputo di gente che ha visto camion con fusti gialli e verdi contrassegnati dai teschi che indicano i rifiuti tossici. Ho conosciuto un forestale che ha visto operazioni di allargamento delle strade di montagna per far transitare mezzi pesanti. Ho sentito persino di una famiglia che avrebbe accettato di farsi seppellire i fusti nel cortile di casa”. Intanto a Cosoleto si continua a morire, in silenzio.

Pet-Coke

E’ una sottile polvere nera, scarto della lavorazione del petrolio. Si usa come combustibile nei cementifici. La Nigeria ne “produce” tanto, ma in Europa deve essere trasportato e stoccato con estrema prudenza perché altamente tossico. Lo scorso maggio, a Vibo Valentia, venivano sequestrati 20 mila metri quadri di terreno usati proprio per lo stoccaggio del pet-coke. Il trasporto avveniva senza il rispetto delle norme, al punto che le polveri si depositavano su auto e balconi. Le navi provenivano dal Venezuela e dagli Stati Uniti. Nell’ottobre 2008 una nave scaricava nei moli di Vibo Marina pet-coke proveniente dai pozzi petroliferi africani. Nel corso di una surreale riunione, alcuni consiglieri comunali esprimevano dubbi sulle autorizzazioni e sui rischi per la salute delle persone. In contemporanea, infatti, sarebbe stato scaricato sulle banchine grano per uso alimentare.

Restando in tema di porti, a Gioia Tauro alla fine dello scorso anno, sono state sequestrate settantadue tonnellate di scarti e rottami di batterie al piombo esauste provenienti da Israele. Quarantaquattromila chili erano invece in partenza verso il Pakistan, nello stesso periodo. Un container proveniente da Modugno, nei pressi di Bari, ufficialmente conteneva “materia prima seconda”, cioè ottenuta dal riciclaggio: in realtà erano rifiuti urbani e speciali diretti in Asia. Nel porto calabrese, sono innumerevoli i sequestri di armi, stupefacenti, merce contraffatta, persino sigarette. Ma si tratta di una piccolissima parte del totale.

Molti edifici pubblici di Crotone, in particolare alcune scuole, sono stati costruiti mescolando il calcestruzzo con i rifiuti tossici della fabbrica Pertusola. Dall’ultimo screening, effettuato all’inizio dell’autunno da un consulente della Procura, 290 studenti di quattro scuole elementari e superiori avrebbero assorbito concentrazioni di zinco, nichel, cadmio, uranio e piombo. In precedenza, nell’ambito dell’inchiesta “Black Mountains”, erano state sequestrate 19 aree dove venivano stoccate illegalmente le scorie della stessa Pertusola e dell’Ilva di Taranto. Le analisi citavano alte concentrazioni di arsenico in tutte le aree interessate, che si trovano vicino ad aree abitate. Nella zona sarebbero stati smaltiti illegalmente un totale di 350 mila tonnellate di rifiuti tossici.

Quadrilatero tossico

Località Zimarda, nei pressi di Mileto. Un’area destinata all’apicoltura, alla produzione di miele biologico. Ed invece a pochi centinaia di metri la Finanza sequestrava 19 tonnellate di rifiuti tossici e speciali, di cui 5 di eternit in lastre frammentate, distribuiti su 21 mila metri quadri. A poca distanza, erano stati scaricati quantità tali di rifiuti da deviare il corso naturale del fiume Russo.

Si tratta di una delle situazioni più gravi della provincia di Vibo Valentia, scoperta nello scorso giugno. Ma non certo l’unica: tutta l’area è disseminata da discariche di ogni tipo. Dieci quintali di rifiuti tra cui pannelli di eternit e scarti e frattaglie di animali: resti di macellazione che avevano attirato nella zona numerosi cani randagi ed insetti (il fetore poteva essere avvertito a decine di metri di distanza), individuati dai carabinieri dell’8 elinucleo alle porte del comune di San Gregorio. Duecentomila metri quadri individuati nei pressi di Vibo Valentia dalla Finanza, nell’autunno del 2008, con dentro 27 tonnellate di rifiuti. Duemilacinquecento metri quadri di terreno sequestrati a Rombiolo dalla polizia provinciale, sul letto di un affluente del fiume Mesima. Millecinquecento metri quadri nel comune di Filandari: scarti di bitume, pneumatici di mezzi pesanti, oli esausti, lamierati di veicoli. Poi 300 mila metri cubi di rifiuti speciali in località “Cacariaci” di San Gegorio d’Ippona, che potrebbero aver contaminato le sottostanti falde acquifere. Infine, nei pressi di Vibo Valentia, 5 mila metri quadri e 20 tonnellate di rifiuti di ogni genere che hanno quasi ostruito il corso del vicino torrente Levrisi.

Aeroporto

Proseguiamo il viaggio nella provincia di Reggio. Lo scorso febbraio, nei pressi di San Luca, dunque in pieno Aspromonte, i carabinieri del Noe sequestravano un’ampia discarica contenente rifiuti speciali pericolosi. Una delle storie più gravi è quella che riguarda il piccolo centro di Motta San Giovanni, dove migliaia di Tir provenienti dalla centrale a carbone “Federico II” di Brindisi, venivano a scaricare i veleni dell’Enel in una cava a pochi chilometri da Reggio Calabria. Fanghi altamente nocivi che dalle argille finivano in mare. Nel marzo 2007, i forestali ponevano sotto sequestro un deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non, nell’alveo del torrente Tuccio, nei pressi di Melito Porto Salvo. Alla fine di settembre, la Guardia di Finanza sequestrava, nei pressi di Taurianova, 15 mila metri quadrati contenente rifiuti dannosi.

E, per finire, a luglio i carabinieri del NOE comandati dal capitano Paolo Minutoli sequestravano 80 mila metri cubi di rifiuti (in particolare residui di bitume e tubi in plastica) nei pressi di una pista di volo dell’aeroporto di Reggio Calabria. Veniva denunciato l’amministratore della società di gestione dello scalo.


Segnalato da Angelo De Luca

fonte: http://www.terrelibere.org/terrediconfine/3899-calabria-viaggio-nella-regione-discarica


12 dicembre 2009

Briatico. Viola la sorveglianza speciale, arrestato dai Carabinieri

Briatico (Vibo Valentia). Nuovo arresto degli uomini della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia, diretta dal capitano Stefano Di Paolo, che ieri hanno ammanettato Antonio Mario Tripodi, 45enne ben noto alle forze dell’ordine ed attualmente sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Vibo Valentia. Ad accorgersi di lui sono stati i Carabinieri della Stazione di Briatico che lo hanno notato, insieme ad altre 3 persone gravate da precedenti di polizia, nei pressi della cittadina costiera mentre erano intenti a parlare tra loro.
Appena hanno notato lo strano capannello di uomini i Carabinieri hanno deciso di verificare cosa stessero facendo ed hanno provveduto ad identificare tutti. Ci sono voluti solo pochi istanti ai Carabinieri per accertare, attraverso la banca dati del Ministero dell’Interno, come il Tripodi fosse gravato da una misura di prevenzione che ne vietasse l’allontanamento dal capoluogo senza la preventiva autorizzazione delle competenti autorità.
L’uomo, vistosi scoperto, ha tentato di giustificarsi affermando di aver violato le prescrizioni solo di poche centinaia di metri e che non credeva che il divieto di non allontanarsi dal comune fosse così tassativo. Scuse del tutto vane che non lo hanno salvato dall’arresto con l’accusa di violazione delle prescrizioni inerenti la sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno, in forza delle norme antiterrorismo varate alcuni anni fa. Il disoccupato è stato quindi rinchiuso nelle camere di sicurezza dell’Arma in attesa del processo con rito direttissimo.
Ancora una volta la costante pressione esercitata dai Carabinieri su tutto il territorio ha portato all’arresto dell’ennesimo sorvegliato che sperava di violare impunemente le prescrizioni impostegli e che ha dovuto sperimentare di persona come il controllo della Benemerita sia forte e tangibile in tutto l’hinterland vibonese.

da: http://www.newz.it/2009/12/11/briatico-viola-la-sorveglianza-speciale-arrestato-dai-carabinieri/22846/

11 dicembre 2009

Controlli sulle strade, denunciate sette persone



Tropea. Proseguono i controlli serrati, messi in atto dai carabinieri della Compagnia di Tropea, su tutta la costa. Nel corso di un controllo legato alla circolazione stradale, sette sono state le persone denunciate dai militari.
Durante i servizi estesi lungo tutta la costa, i militari dell'Arma delle relative stazioni, coordinati dal tenente Giovanni Migliavacca, a Spilinga hanno denunciato un operaio di 38 anni P.R., di Gioia Tauro, sorpreso con due coltelli a serramanico mentre viaggiava a bordo della sua autovettura. Altro coltello a serramanico è stato trovato dai militari della stazione di Nicotera addosso ad un automobilista di Cinquefrondi, R.P., operaio di 62 anni.
E sempre in possesso di armi, a Joppolo, i militari hanno denunciato un giovane di 25 anni, operaio, a sua volta trovato con altri due coltelli all'interno della propria autovettura. Altri due automobilisti, M. A. 25 anni, di Ricadi, e M.G., 23 anni, di Zambrone, inoltre, sono stati denunciati dai militari della radiomobile per guida in stato d'ebbrezza. Infine, un ucraino di 64 anni, K.D., è stato denunciato per contraffazione dei documenti di circolazione.

da La Gazzetta del Sud (11 dicembre 2009)

10 dicembre 2009

“Gli africani salveranno Rosarno”: un libro, una realtà, un’emergenza.

di Angelo De Luca

VIBO VALENTIA- Ore 17, Sistema bibliotecario vibonese: un libro, uno scrittore, un ex sindaco, un volontario rosarnese, pochi presenti. Inizia il dibattito-presentazione. Antonello Mangano ricalca fatti concreti realmente accaduti: la “rivolta” pacifica degli africani nel 2008, stanchi di subire continue vessazioni, violenza razziali, violenze fisiche. Le ‘ndrine bussano alle porte, qualora ci fossero porte, di quegli stabili abbandonati, come l’ex Cartiera di Rosarno, abitati da 500 persone, resi schiavi dai nuovi colonialisti. Il racket, e non solo, ai danni di persone che raccimolano 25 euro al giorno per 14 o 16 ore lavorative. Un’emergenza umana e sociale dal quale il libero cittadino non può sottrarsi; ci siamo davvero dimenticati di essere figli di emigrati? Il loro apporto all’economia regionale può essere decisivo, perché la loro imponente forza lavoro, la loro energia nel lavoro, il loro grande patrimonio culturale, può, insieme al nostro, riqualificare la nostra regione. La Calabria, da terra di migranti si è trasformata in terra di immigrati, che ad oggi rappresentano il 3% della popolazione. “E’ un dovere morale, umano, sentire nostre le sofferenze dei poveri d’Africa – sostiene il grande ex sindaco, oggi uomo di cultura Peppino Lavorato – bisogna combattere insieme per un mondo migliore, anche per le nuove generazioni. Quando leggo che in Italia il problema ordine pubblico è determinato dalla presenza di lavoratori stranieri, mi viene un moto di indignazione profonda. Non escludo che nelle grandi città del Nord possano esserci stranieri appartenenti ad organizzazioni criminali. Ma nel Mezzogiorno, e sicuramente a Rosarno ed in Calabria, i lavoratori stranieri sono vittime di azioni criminali. Non solo sono sottopagati, costretti a vivere in condizioni disumane, ma molti di loro sono stati derubati, pestati, alcuni ammazzati. La ‘ndrangheta, che colpisce la popolazione onesta di Rosarno e della Calabria, colpisce ancora in modo più feroce gli stranieri, perché più deboli.” La legge dell’accoglienza proposta dalla Giunta Loiero è rimasta nel cassetto, solo alcuni comuni hanno aderito con orgoglio a tale progetto, come nel caso di Badolato e di Riace, paesini del basso Jonio, dove la solidarietà e l’umanità delle amministrazioni comunali e della gente civile, ha ridato un po’ di speranza a questi popoli sfortunati. “I nostri prodotti tipici vengono fatti da schiavi” – grida – ancora Peppino Lavorato, “così come succede in Asia con le multinazionali dello sport e così come succede in Africa con gli schiavi dell’oro e dei diamanti.” Che strazio, sapere che anche noi ci comportiamo da perfetti schiavisti, sfruttando più volte la dignità dei fratelli d’Africa, vittime di “un usurpazione canaglia” dei nostri potentati nelle loro terre d’origine, per saziare i nostri bisogni occidentali, e vittime del nostro becero colonialismo “malandrino” che li costringe a lavorare nei campi e a vivere in condizioni disumane, per arricchire le nostre famiglie e per favoreggiare le cosche ‘ndranghestiste della Piana. Il libro è uno strumento di conoscenza e di cultura, peccato però che alle orecchie dei più sordi risuoni come un’eco lontano dal quale non poter attingere alcun che, per non scontentare i priori della xenofobia, che tra l’altro governano il Paese, e i priori del “potestà” locale, che tra l’altro governano le nostre terre.

09 dicembre 2009

Mediterranea Sound Festival al Mei

Organizzata a S. Costantino dall’associazione Eleutheria

Evento musicale al “Meeting degli Indipendenti” di Faenza

di Mario Vallone

Si arricchisce di nuove esperienze, recepisce ulteriori spunti per migliorarsi e si fa conoscere. Stiamo parlando del Mediterranea Sound Festival, evento musicale di qualità riservato a band emergenti tenutosi per la prima volta l’estate scorsa a S. Costantino di Briatico, organizzato dai giovani della locale associazione culturale Eleutheria presieduta da Stefania Aprile. L’iniziativa aveva registrato ampio successo di pubblico ed aveva avuto come ospite speciale Peppe Voltarelli, ex cantante de “Il parto delle nuvole pesanti”, il quale, oltre ad eseguire qualche brano, aveva per l’occasione vestito i panni di presidente della Giuria. Due rappresentanti del sodalizio, Giuseppe Vallone e Massimiliano Barba, si sono recati a Faenza dove, a fine novembre, hanno preso parte alla rinomata tre giorni di fiera musicale del Mei (Meeting degli Indipendenti). L’appuntamento faentino, giunto alla tredicesima edizione, è un incontro di assoluta importanza tra i vari operatori dell’ambito musicale soprattutto etichette e artisti emergenti. Per comprendere la rilevanza della rassegna basta citare qualche numero: oltre 30 mila presenze, più di 400 artisti dal vivo, 350 videoclip, 300 espositori, oltre 150 convegni e presentazioni e ben 200 media accreditati. In pratica, in un ampio spazio di 15 mila metri quadrati sono stati allestiti numerosi tendoni, dove si sono esibiti i gruppi, e padiglioni espositivi, all’interno dei quali sono stati creati spazi promozionali e si sono tenuti: convegni, proiezioni e premiazioni. Sono saliti sul palco per una breve esibizione anche i Mr Connecticut, la giovane band che si è aggiudicata il prestigioso premio della critica “Rino Gaetano” alla scorsa edizione del festival di S. Costantino, ed i Nuju, gruppo calabrese invitato come ospite alla scorsa manifestazione estiva. Questo contesto, come facilmente intuibile, ha rappresentato un’ottima opportunità per i due rappresentanti di Eleutheria per divulgare la propria iniziativa, raccogliere idee per migliorarla, osservare nuove tendenze e, soprattutto e più concretamente, prendere contatti con nuove band per la prossima edizione del festival. I ragazzi recatisi a Faenza sono rimasti piacevolmente sorpresi da questa fruttuosa ed entusiasmante esperienza. Ci hanno raccontato cosa hanno cercato di fare, cosa hanno visto e come lo hanno vissuto. Il primo giorno hanno predisposto tutto il materiale promozionale necessario e iniziato a distribuirlo alle numerose band e agli appassionati suscitando il loro interesse. Non avendo uno stand vero e proprio si sono appoggiati a quello della “Rete dei festival” e poi “impossessati” (questo il termine da loro utilizzato) del medesimo spazio. Nel pomeriggio della seconda giornata i rappresentanti del sodalizio di S. Costantino hanno inoltre partecipato ad uno dei tanti convegni previsti dalla rassegna. Più precisamente, quello tenuto da Danilo Grossi, responsabile della “Rete dei festival”. In tale incontro, continuato il giorno seguente, sono state trattate le problematiche comuni ai festival e le prospettive future. L’ultima giornata i due rappresentanti di Eleutheria sono andati ad un altro convegno organizzato da Marco Ambrosi, giovane musicista e operatore culturale originario di Zambrone. All’incontro, intitolato “Musica contro le mafie”, hanno partecipato anche Massimo Ghiacci dei Modena city Ramblers e, in video conferenza, il giornalista Carlo Lucarelli della trasmissione Blu Notte assieme a Don Ciotti dell’associazione Libera Terra. Ai tre giorni della kermesse, come dicevamo così ricca di appuntamenti che in questo esile spazio non è possibile neppure citare, hanno preso parte anche il Ministro alle politiche giovanili Giorgia Meloni e tanti altri personaggi, noti e meno noti, della musica italiana. Non ci resta che tenere d’occhio il sito ufficiale dell’evento www.mediterraneasoundfestival.it e aspettare l’uscita del nuovo bando per la prossima edizione soprannominata “MsfZerodieci” convinti che si tratterà di un appuntamento sempre più partecipato, vivo e voglioso di affermazione nel panorama degli eventi musicali estivi calabresi e non solo.

da Il Quotidiano della Calabria (8 dicembre 2009)

Resti umani in un cassonetto nel Vibonese. Apparterrebbero a 18enne scomparso

I RESTI SARANNO SOTTOPOSTI ALL'ESAME DEL DNA
Tra le ossa ritrovate a Serra San Bruno anche un teschio con un foro provocato da un'arma da fuoco ed un femore

MILANO - Sarà attraverso l'esame del Dna che si potrà accertare l'identità dei resti umani trovati mercoledì mattina in un cassonetto dei rifiuti a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia. Gli accertamenti medico legali sono stati disposti dal sostituto procuratore della Repubblica di Vibo, Santi Cutroneo, che coordina le indagini degli agenti del commissariato di Serra San Bruno. Tra i resti ritrovati, che non sono scarnificati, c'è un teschio con un foro, compatibile con un colpo d'arma da fuoco, ed un femore le cui dimensioni in lunghezza fanno ipotizzare che la vittima fosse molto alta. Il periodo della morte, secondo i primi accertamenti del medico legale, risalirebbe ad alcuni mesi. Tutti questi elementi fanno ipotizzare che i resti apparterrebbero a Pasquale Andreacchi, di 18 anni, scomparso l'11 ottobre scorso a Serra San Bruno.

IL RITROVAMENTO - Il ritrovamento è stato fatto da tre operai del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Quando hanno preso il cassonetto per svuotarlo nell'autocompattatore si sono accorti dei resti umani ed hanno allertato la polizia di Stato. Gli investigatori hanno sentito alcune persone legate alla vicenda della scomparsa di Adreacchi. Sono stati compiuti anche sopralluoghi nel cimitero ed in zone di campagna per verificare se, nelle ultime ore, ci sono state delle rimozioni di cadaveri. Sull'attività investigativa i poliziotti mantengono il massimo riserbo. Il giorno della scomparsa Andreacchi, che lavora nel maneggio del padre situato nelle vicinanze del Santuario di Santa Maria del Bosco, uscì di casa senza dire niente di particolare ai genitori. Nel corso della serata fu notato in giro per il paese ma non fece rientro a casa. Sulla scomparsa del giovane gli investigatori ipotizzano che possa essere legata a contrasti con qualche persona probabilmente scaturiti dalla vendita di animali.

da Corriere.it (9 dicembre 2009)

08 dicembre 2009

L’ASC BRIATICESE VINCE MA NON CONVINCE

La squadra della Torretta grazie a uno strepitoso Arena si impone anche sul Francavilla.
di Simone Grasso

BRIATICO- La Briaticese nonostante la vittoria per 5 a 3 non convince affatto . La partita bella e spettacolare solo nella prima mezz’ora di gioco e per i tanti gol , ma brutta per la disorganizzazione tattica e mentale di entrambe le squadre , in difesa ma soprattutto nella zona mediana del campo. Questi tre punti li hanno conquistati senza dubbio Arena e Mazzeo, il primo oggi segna ben quattro gol e dimostra tanta voglia e determinazione per tutti i 90 minuti, mentre il secondo sul punteggio di 2 a 0 para un rigore, che molto probabilmente avrebbe condizionato negativamente per la sua squadra l’esito del match . Durante il primo tempo l’Asc è padrona del campo e grazie a due bellissimi gol di Arena e alla strepitosa parata di Mazzeo sul tiro dagli undici metri, sembra aver messo in ghiaccio la partita. Invece il secondo tempo è caratterizzato da un susseguirsi di ribaltamenti di fronte e da ben 6 gol; questo accade non per merito degli avversari quanto per demerito della squadra di casa che scende in campo molto disordinata e con la convinzione di aver già vinto; ma viene smentita proprio da un suo difensore che beffa il proprio estremo difensore con un disastroso autogol che di fatto riapre la partita. Subito il gol la squadra di Briatico accusa il colpo e invece di reagire si fa chiudere dagli avversari nella propria metà campo e alla prima occasione utile il Francavilla riesce a pareggiare, sfruttando nel miglior modo possibile un’ incertezza dello stesso Nicola Niglia . Finalmente dopo aver subito il secondo gol la Briaticese si sveglia, e con una seconda meravigliosa doppietta del solito Arena si porta di nuovo in vantaggio, ma ancora la partita non è finita , infatti quando la maggior parte dei tifosi stava abbandonando gli spalti , il Francavilla riesce a segnare grazie a un erroraccio di Mazzeo, riaprendo nuovamente la partita. A otto minuti dalla fine grazie all’ennesimo schema di punizione , provato più volte in allenamento, riesce a trovare la gioia del gol anche Daniele Vasinton, che prima di allora aveva fatto poco o nulla. Insomma questa partita è stata caratterizzata da giocate magistrali dei singoli e non dal bel gioco mostrato dai ragazzi di Mister Vasinton in alcune partite precedenti.

Le Pagelle

Mazzeo 7: Nel primo tempo dimostra tanta sicurezza sia nelle uscite e sia nelle parate, soprattutto in quella sfoderata sul calcio di rigore; per questo motivo si meriterebbe mezzo voto in più ma non lo ottiene per l’ingenuità che ha causato il terzo gol degli avversari.
Cavallaro 6: Oggi il campo inagibile non lo aiuta, perciò concede qualche occasione in più del solito e regala più di una volta la palla al suo diretto avversario. Nel secondo tempo a differenza dei suo compagni di reparto appare molto più sicuro e spazza i palloni più insidiosi come può. INCERTO
N. Niglia 5: Nel primo tempo bene, illudendo un po’ tutti di avere recuperato la sua forma migliore. Nella seconda metà di partita segna un bellissimo gol, peccato che sia nella porta sbagliata; anche il secondo gol del Villafranca avviene per una sua incertezza. MALDESTRO
Diego Vasinton 6.5: Fa tante sovrapposizioni cercando sempre lo spazio per crossare ma sempre con scarsissimi risultati. Bisognerebbe fare un buon allenamento sui cross poiché la voglia non manca. PROPOSITIVO
Granato 6: Sempre al servizio della squadra, a differenza del compagno di reparto si propone molto poco ma mantiene sempre bene la posizione. PREMUROSO
Leo Niglia 6.5: La sua prestazione è basata su tanta corsa ma poca determinazione,infatti, si trova più di una volta faccia a faccia con il portiere avversario ma non riesce mai a metterla dentro. SPRECONE ( dal 1’ minuto Sambiase 5: Sbaglia passaggi elementari in continuazione e ciò lo fa innervosire così si becca anche una pesante ammonizione)DISASTROSO
La Rosa 6.5: Oggi è obbligato a svolgere un doppio ruolo , quello di mediano recuperando tantissimi palloni e quello di regista lanciando a rete i propri compagni. BRAVO.
Daniele Vasinton 5: Se La Rosa si ritrova a svolgere un doppio ruolo è soprattutto per colpa sua, la sua pessima prestazione è stata salvata da un gol astuto scaturito da un intelligentissimo schema di punizione.
Runca 5,5: Non si affatica tanto a correre infatti quando bisogna farlo lancia il pallone lungo linea chiedendo così a Diego Vasinton di correre e cercare il cross al posto suo. INOPEROSO ( dal 25’ st Cannatà 6.5: A differenza del compagno che ha sostituito oggi vuole dimostrare tutto il suo valore e per farlo da veramente l’anima, si propone sempre e quando c’è il bisogno aiuta i compagni raddoppiando sempre gli avversari)
R. Melluso 6: Oggi a differenza di tutte le altre partite fa sempre la giocata migliore per lui e per i compagni, anche quando potrebbe puntare dritto verso la porta preferisce passare la palla al compagno. ALTRUISTA
Arena 9.5: 5/11/09 questa data se la sarà segnata da qualche parte e se la ricorderà per sempre, infatti non capita tutti i giorni di segnare 4 gol in una sola partita salvando la faccia a qualcuno. Sbaglia due occasioni da rete facili e prende un giallo evitabile ciò gli costa mezzo voto in meno. Meno male che aveva un dolore alla spalla. SUPER


Mister Vasinton 5.5: Mezzo voto in più solo per lo schema da punizione ricercati in allenamento da lui. Se la Briaticese dimostra tanta disorganizzazione tattica e tanta improvvisazione è solo per colpa sua. Molti giocatori vengono utilizzati fuori dal loro ruolo naturale e non si spiega il perché. SALVATO DAI SINGOLI

06 dicembre 2009

Briatico. Mercatino di Natale 2009 - I Edizione

L'Associazione Euriatikon presenta:


Mercatino di Natale 2009 - I Edizione
Briatico - Piazza IV Novembre
20 dicembre 2009 - dalle ore 15

Aspettando il Natale… a tavola

di Franco Vallone



Nel Meridione, ed in particolare in Calabria, la festa del Natale veniva celebrata con profondo senso religioso e con sentita partecipazione da parte di tutto il popolo. Dall'analisi degli atteggiamenti ritualizzati legati al periodo natalizio emergono elementi che sono da inserire in quello che viene comunemente chiamato folklore, ma che, in effetti, era ed è comportamento e costume delle culture popolari. Il tempo e lo spazio assumono, con l'avvicinarsi del Natale, una diversità, diventano luoghi e tempi speciali. La quotidianità veniva abbandonata, si costruivano spazi sacri, diversi, dove tutto si trasformava e si circondava di un alone di mistero e d'irripetibilità. Il paese stesso cambiava aspetto, o meglio, diventava un altro paese, si rinnovava nell'attesa della Santa Notte. Tutto veniva organizzato in funzione della notte straordinaria della Nascita Santa e del giorno di Natale, e i giorni che seguivano erano di attesa del Capodanno, del capo di misi e d’annu novu, ma anche di ritorno graduale, attraverso il Capodanno prima e l'Epifania dopo, alla normalità, alla fine della sacralità dello spazio e del tempo speciale. Una soglia immaginaria apriva le feste con la novena, un punto di entrata che si percepiva al suono delle zampogne, delle pipitule e delle nenie dei suonatori della novena presenti sulle strade di tutti i paesi e che annunciavano ogni sera l'approssimarsi del Natale. Nelle case, nelle chiese e per le strade venivano allestiti presepi con occhi di canne, muschi e casette di cartone, pastori di taju e creta e fondali di cieli stellati. Presepi che si rinnovavano nella tradizione di ogni anno. La sera, davanti a questi paesaggi pieni di luci di lumini, di frutta e di pastori, ma incompleti per l'assenza di Gesù Bambino nella grotta, venivano intonati canti e lodi. Le famiglie riunite cercavano di rinsaldare vecchie amicizie, eliminando rancori, odio e inimicizie, sforzandosi di costruire pace, aprendosi al perdono e alla fratellanza. Tutti si riunivano per trascorrere insieme le feste. Gli anziani vivevano giorni felici in compagnia dei propri cari, degli emigrati che tornavano da lontano per le feste, se potevano tornare. I poveri venivano anche da altri paesi nella speranza di ricevere qualcosa, dei fichi secchi, delle zeppole, delle castagne, o per essere ospitati per un piatto di minestra calda ed un bicchiere di vino. Ma a proposito del pranzo natalizio c'è da dire che l'abbondanza alimentare, sognata tutto l'anno diveniva il punto da realizzare a tutti i costi. Il cenone di Natale era un rito vero e proprio, durante il quale si dovevano portare a tavola e mangiare, o quantomeno assaggiare, tredici pietanze diverse. In alcune zone della Calabria tredici dovevano essere i tipi di frutta da presentare sulla tavola. Una curiosità: molti presepi venivano allestiti con pittejare (pale di fichidindia) con i frutti più grossi attaccati, rami di arancio con arance sanguigne o dolci, fasci di mirtilli e corbezzoli, melograni, mandarini e qualche frutto fuori stagione, fuori tempo. Questi frutti servivano per colorare i paesaggi, le scenografie del presepe, ma anche per avere a Natale frutta a volontà. Le donne della famiglia, riunite, iniziavano a cucinare sin dalle prime ore dell'alba. Al mattino presto si sentivano già odori di broccoli e cavolfiori affogati, zucca fritta con la menta, stoccafisso con olive e patate, baccalà arrostito e fritto, frittelle e tante altre ricette tradizionali e poi i tredici tipi di frutta. In questa lunga lista dovevano essere presenti fichi secchi ripieni preparati a croce, limoncelli, sorbe, corbezzoli, melograni, arance, mandarini, castagne infornate, arance dolci, melone d'inverno, noccioline americane, castagne pasticcate, fichi d'india, nocciole, mandorle e noci.Era un vero e proprio contare e mangiare, assaggiare e cassarijari, passare in rassegna più pasti possibili, più pietanze, più dolci e più frutta; riferimenti legati certamente alle tradizioni più antiche e pagane, alle cene di Licinio Lucullo, ai Saturnali. Tutto questo produceva due tipi di comportamento temporale e spaziale: stare a tavola continuamente a giocare, mangiare e bere e l'andare in chiesa a pregare ed attendere, a mezzanotte, la nascita di Gesù tra le luci, gli addobbi e l'odore forte dell'incenso, del mirto e della cera di candela. A casa i giochi di carte e di tombola avvenivano vicino al fuoco del braciere o attorno al focolare dove ardeva il cosiddetto zuccu di Natali, un grosso pezzo di legno scelto appositamente e benedetto con preghiere e riti comportamentali dal capofamiglia. Fuori, sulle strade, i bambini giocavano giorno e notte con le nocciole e la fosseja. Il Natale era anche momento di indossare i vestiti fatti cucire per l'occasione e le scarpe nuove della festa. Altro simbolo festivo erano i dolci fatti in casa in modo semplice, torrone di zucchero, mandorle e cannella, pignolata con il miele, pitte filate, zeppole, ciceriate, bucconotti, susumelle, crispeddi…La notte di Natale finalmente arriva, dopo la lunga attesa l'evento divino, straordinario, ed è subito festa. La messa di mezzanotte e non si sente più il freddo, il buio, il gelo. La notte di Natale è anche la notte dei segreti. Le anziane tramandavano rituali magici alle giovani. Procedure antiche contro le magarie, il malocchio e le affascinazioni. Le affascinazioni, le magarie, le parole, le formule rituali, le cose di magia di un mondo sotterraneo che solo in quella notte di bene poteva essere rivelato.

01 dicembre 2009

Il "gruppo di giovani" sconfigge il Pd e affida il Comune a Maria Luisa Brosio

A capo di una formazione civica incassa 492 preferenze contro le 353 della lista guidata da Vita
di Concetta Schiariti

Parghelia
Vince e stravince la lista civica "Parghelia unita per il Futuro". Con 492 voti è schiacciante la vittoria della compagine guidata da Maria Luisa Brosio, primo sindaco di Parghelia dopo il commissariamento dell'Ente locale a causa di infiltrazioni mafiose, avvenuto nel settembre del 2007.
Un risultato storico che porta con sè numerosi primati. È la prima volta, infatti, che la popolazione di Parghelia decide di proclamare una donna a capo del proprio Paese. Ed è, ancora, la prima volta che la compagine di maggioranza, che andrà a comporre il futuro civico consesso, vedrà al suo interno, principalmente, volti giovani. A prendere atto, invece, della clamorosa sconfitta è il capo lista Giuseppe Vita, espressione del Partito Democratico, che ha riportato 353 preferenze.
Si è, così, concluso un triste capitolo che ha visto gli abitanti di Parghelia reagire in massa di fronte ai seggi elettorali. Si sono presentati numerosi alle urne per riprendere in mano la gestione del proprio territorio. Dei 1319 aventi diritti al voto, ben 864 abitanti hanno varcato la soglia dei due seggi elettorali, uno nella frazione di Fitili e l'altro a Parghelia. Con una percentuale del 65,50% dei voti validi espressi, Parghelia è tornata alla normale amministrazione della cosa pubblica.
Sulle spalle dei neo eletti, da ieri sera, si è posata una grande responsabilità. Quella di riavvicinare la popolazione alla casa municipale e, soprattutto, quella di marcare il passo della gestione legale dell'Ente locale. E, non ultima, quella di programmare le sorti future del proprio territorio. «Non mi aspettavo una vittoria così netta – ha esordito il neo sindaco Maria Luisa Brosio, evidentemente emozionata a fine scrutinio – Sento una grande responsabilità verso tutti gli abitanti di Parghelia. Da subito inizieremo a lavorare con forte impegno e passione per dare il giusto riscatto al nostro paese».
Immediata è scattata la stretta di mano con Giuseppe Vita che, dopo essersi congratulato con il neo primo cittadino, ha detto: «Prendo atto della nostra sconfitta e della vittoria dei giovani. Noi abbiamo scelto di presentarci con un chiaro schieramento politico. Ringrazio i miei elettori che, comunque, sono stati numerosi. Dal canto nostro faremo una costruttiva opposizione per contribuire alla crescita di Parghelia».
Si è giunti a questo risultato dopo una campagna elettorale in cui i due schieramenti hanno, serenamente, animato il confronto politico. Perché, reciprocamente, convinti dell'importanza storica di questo momento. Allo stesso tempo, è chiaro che il risultato segna, altresì, una netta divisione locale scoppiata all'interno del Partito Democratico. Che ha portato numerosi cittadini, nel silenzio delle urne, a dare la propria preferenza alla lista civica "Parghelia unita per il Futuro". Che, quindi, si aggiudica in seno al neo consiglio comunale otto seggi di maggioranza, a cui, naturalmente, si aggiunge quello del sindaco. Siederanno, invece, sui banchi dell'opposizione i 4 primi eletti della lista del Partito Democratico.

da La Gazzetta del Sud (1 dicembre 2009)

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