28 settembre 2009

Il Barracuda? Si trova anche nel mare di Briatico


BRIATICO (VIBO VALENTIA) – Tra ancore romane e resti di antichi vascelli, al largo di Briatico, in provincia di Vibo Valentia, non è raro imbattersi in branchi di barracuda mediterranei. Il barracuda mediterraneo, infatti, spesso confuso con il suo strettissimo «parente», il luccio di mare anche se molto più raro e privo delle caratteristiche bande scure verticali, da qualche anno ama nuotare al largo delle coste calabresi. Finora, la sua presenza, invece, era circoscritta in un ristretto bacino dell’Atlantico orientale come, ad esempio, Capo Verde, Canarie ed Azzorre.
Il fatto che, specie negli ultimi dieci anni si sia registrata una sua crescente presenza nel Mediterraneo dimostrerebbe, secondo gli studiosi, l’innalzamento della temperatura delle acque del cosiddetto «mare nostrum» che ha creato un ambiente naturale per specie come il barracuda mediterraneo diventandone, nello stesso tempo, attrazione per gli appassionati. Caratteristica del barracuda mediterraneo, che vive fino a cento metri di profondità, è il fatto che preferisce vivere al largo. In presenza di isole e di promontori, però, può avvicinarsi alle coste specialmente nelle vicinanze di scogli a picco e coste alte e rocciose. Ed è molto probabilmente per questo che ha scelto il largo di Briatico come suo habitat, diventandone, inconsapevolmente, un’attrazione per gli appassionati.

Da Il Quotidiano della Calabria (27 settembre 2009, p.58)

su Wikipedia(dove il giornalista ha evidentemente scopiazzato):
http://it.wikipedia.org/wiki/Sphyraena_viridensis

27 settembre 2009

Briatico “perde” la preziosa biblioteca del Centro Scalabrini con i suoi 16.000 volumi

di Franco Vallone

(RF)Padre Maffeo Pretto, lo guardo e mi chiedo:
"Ma l'assessore alla cultura non si è ancora dimesso?"


Oramai è più che confermato, la biblioteca del Centro Studi Scalabrini per le Migrazioni Meridionali dopo vent'anni lascia Briatico per altra destinazione. I quasi sedicimila volumi sono stati impacchettati per essere trasferiti a San Nicola da Crissa, presso la struttura che a breve ospiterà il Centro Studi voluto dall'antropologo sannicolese Vito Teti, docente dell'Unical. Briatico perde anche questa grande risorsa culturale “ma, - per come comunicato dallo stesso Padre Maffeo Pretto, fondatore e curatore della biblioteca, - dal Comune di Briatico non si è evidenziato nessun interesse a far rimanere la struttura culturale in paese. Soltanto tre giorni fa è arrivato in biblioteca l'assessore comunale alla cultura, ma ormai i volumi stavano per essere imballati negli scatoloni... e le trattative con il Comune e l'Associazione Crissa di San Nicola da Crissa erano state già concluse. La biblioteca è uno strumento di ricerca, in assenza dell'elemento ricerca o di un gruppo di ricerca la biblioteca rimane solo uno sterile deposito di libri” in queste parole, sempre a firma di P. Maffeo Pretto, si racchiude il significato più vero e profondo di intendere il termine “biblioteca”. Una biblioteca nata a Simbario con un fondo originario di poco più di trecento volumi, poi, successivamente, per tre anni a Favelloni di Cessaniti, dove la biblioteca inizia a prendere forma con ben 5000 volumi catalogati e dopo, stabilmente, a Briatico, dove si raggiungono i 16000 volumi presenti, ben allineati in ordine di tematica, tra gli scaffali. Padre Maffeo Pretto ci racconta dei tanti ragazzi di tutto il comprensorio che negli anni si sono formati su quelle pagine, dei tanti studiosi, di chi doveva affrontare la stesura di una tesi o semplicemente di una ricerca più approfondita, dei sacrifici economici ma anche dei piccoli grandi aiuti. Dell'Anap Calabria di Briatico che, sensibile alla cultura, per qualche tempo aveva pagato l'affitto delle casette che ospitavano la biblioteca presso Piazza Marconi. Poi i libri diventano tanti,c'è la frenetica ricerca di spazi più ampi. Si riesce così a trovare una struttura, posta proprio di rimpetto al palazzo municipale, con Callipo, il proprietario, che concede la grande casa, simbolicamente per soli 300 mila lire l'anno. Ma alla morte del proprietario, ricorda ancora P. Maffeo, le cose cambiarono, gli eredi pretesero 300 euro al mese fino ad arrivare alla recente richiesta, raddoppiata, di 600 euro al mese. A chi chiede come mai la biblioteca non viene ospitata nell'oratorio, padre Maffeo risponde ricordando loro che la biblioteca non è proprietà della Parrocchia ma è una vera e propria parte dello CSER, il Centro Studi Emigrazione di Roma. Come si ricorderà gli Scalabriniani sono arrivati in Calabria negli anni sessanta per comprendere il mondo calabrese, cioè la storia, la cultura e la religiosità popolare; in tutte le parti del mondo nelle quali svolgono la loro assistenza agli emigrati gli scalabriniani hanno incontrato forti gruppi di calabresi fra i più uniti ed attivi anche in campo religioso, da qui l'esigenza e l'urgenza di un incontro con le realtà della Calabria. C'è da sottolineare che la Biblioteca di Briatico vantava tra l'altro la “presenza”, nel suo interno, di ben 3000 volumi sul mondo calabrese, 3000 volumi di antropologia culturale, 2500 volumi sulla religiosità popolare, 2000 di storia oltre che varie enciclopedie, riviste e libri di letteratura, teologia e filosofia.

Briatico. Carabinieri intervengono per sedare una lite e vengono aggrediti

Rocco Morello che durante
la Passione Vivente a Pasqua interpreta
Barabba dimostra cosa significa calarsi nella parte


Briatico (Vibo Valentia). I Carabinieri intervengono per sedare una lite tra parenti e vengono aggrediti. L’incredibile vicenda è avvenuta in località Baraccone di Briatico dove, intorno alle 20, si era sviluppato un acceso diverbio tra zio e nipote per vecchi rancori mai sopiti. Qualcuno degli abitanti della zona, visto che dalle parole in pochi minuti si era passati alle urla ed alle mani, decide quindi di chiamare i Carabinieri per sedare gli animi.

I militari dell’Arma della locale Stazione ed i loro colleghi del Gruppo Operativo Calabria, intervenuti in pochi minuti sul posto, hanno modo di notare come gli animi tra Rocco Morello, 52enne della zona, e suo nipote fossero tutt’altro che sereni e stessero volando calci e pugni da entrambe le parti.

I militari della Compagnia di Vibo Valentia, diretta dal capitano Stefano Di Paolo, non ci pensano due volte a separare i litiganti per riportarli alla ragione ma, il loro intervento, scatena la furia del Morello che si scaglia contro gli stessi militari.

Ne segue un acceso parapiglia al termine del quale due militari hanno riporto lesioni giudicate guaribili in pochi giorni ed il Morello è invece finito ammanettato e dichiarato in arresto con l’accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. La sua notte, dopo gli atti di rito, è quindi finita in una delle celle dell’Arma da cui è uscito per essere accompagnato, dagli stessi militari che ha aggredito, dinanzi al giudice del Tribunale di Vibo Valentia che ha convalidato l’operato dei militari dell’Arma disponendo l’obbligo di dimora all’interno del Comune di Briatico.


da Newz.it (26 settembre 2009)

24 settembre 2009

Briatico. Il Tdl annulla il sequestro dell'immobile in zona Brace


Briatico. Il Tribunale del riesame ha depositato il provvedimento con il quale ha accolto le ragioni della difesa e dissequestrato l'immobile, realizzato per civile abitazione, in località Brace a Briatico.
Il Tdl (presidente Bianchi, relatore Piscitelli, a latere Gallo) ha, infatti, dichiarato nullo il provvedimento disposto nell'agosto scorso dalla Procura della repubblica ed eseguito dai carabinieri della stazione di Briatico. Una vicenda nel corso della quale sono stati emessi quattro avvisi di garanzia nei confronti del proprietario dell'immobile, del titolare dell'impresa, che ha realizzato l'imponente costruzione, del direttore il direttore dei lavori e del progettista. A ricorrere al Tribunale del riesame avverso al provvedimento di sequestro eseguito è stato l'avvocato Salvatore Tropea, del foro di Cosenza.

da La Gazzetta del Sud (24 settembre 2009)

22 settembre 2009

Briatico. Nasce la "Euriatikon"

Una nuova realtà associazionistica
di Pino Albanese

Sergio Bagnato e Armando Barillari

BRIATICO - Costituita l'associazione “Euriatikon” su iniziativa di un centinaio di giovani, i quali hanno avvertito una forte esigenza di aggregarsi tra loro, al fine di contribuire alla crescita socio-culturale del territorio comunale ed al suo sviluppo. La denominazione della libera associazione deriva dal nome della vecchia Briatico. La sede sociale è già operativa nei locali sul bel lungomare, in attesa di altri disponibili, già richiesti all'amministrazione comunale, guidata da Andrea Niglia. L'Associazione, composta per lo più da giovani, ma che non preclude l'iscrizione anche di adulti e comunque gliono dare un apporto propositivo con la loro esperienza di diverso tipo, si prefigge come attività prioritaria: la promozione culturale, sociale, turistica, ambientale, sportiva e del tempo libero, con la collaborazione delle associazioni presenti sul territorio ed il patrocinio degli enti locali.

L'organo direttivo è così composto: Sergio Bagnato, presidente; Armando Barillari, vice-presidente; Gisella Tedesco, segretaria; Filippo Calafati, tesoriere ed i componenti Vincenzo Accorinti, Antonio Esposito, Mariella Matera e Francesco Rizzo. Il presidente Bagnato e il suo vice Barillari hanno dichiarato che il programma dell'associazione prevede di affrontare e di proporre con urgenza, alla pubblica amministrazione, la soluzione di alcune gravi problematiche esistenti nel comune, attraverso un serio confronto e dialogo costruttivo, per la definizione delle stesse. Inoltre, si cercherà, nelle attività dell'associazione, di sensibilizzare il più possibile tutti
quei giovani desiderosi di contribuire ad un salto di qualità della vita del paese, attraverso iniziative nelle scuole, organizzando corsi di lingue straniere, laboratori di vario tipo, recupero delle tradizioni, corsi per guide turistiche, con l'apertura di un ufficio informazioni. Inoltre, si cercherà di fondare una società di pallavolo, sempre che ci siano le condizioni per poter disputare incontri dei campionati regionali. A tal proposito, è urgente che Briatico si doti di una struttura sportiva polivalente, al fine di consentire ai giovani di praticare le discipline più più svariate, in quanto non ci deve essere soltanto l'opportunità di giocare a calcio. Uno degli argomenti che sta particolarmente a cuore all'Associazione è il problema della tutela ambientale del bel litorale marino e di tutto il territorio, oltre a quello di organizzare delle giornate ecologiche, in collaborazione con le istituzioni scolastiche locali. In più, i soci si prefiggono di sensibilizzare i commercianti per l'abbellimento delle vie e dei balconi, con degli arredi, fiori e tanto verde all'esterno degli esercizi, per rendere il paese più accogliente. In sostanza, sentendo questi giovani, Briatico può diventare ancora più bella se ci sarà la collaborazione di tutti e non demandando tutto alle istituzioni pubbliche.

Così come sta avvenendo in altri centri, verrà chiesta l'autorizzazione al Comune, per "adottare" le aiuole negli ingressi del paese e nel centro abitato.
A tale riguardo, sarà chiesto un incontro col sindaco Niglia per concordare, assieme ad altre associazioni e gruppi locali, altre eventuali iniziative su varie problematiche, con l'unico obiettivo di promuovere uno spirito di aggregazione e soprattutto, col contributo e le idee di tutti, operare per rivitalizzare, rendere sempre più attraente e nell'insieme migliorare la qualità della vita della comunità briaticese.

da Il Quotidiano della Calabria (22 settembre 2009, p.29)

Per conoscere l'Associazione Euriatikon vai su: http://euriatikon.ning.com

20 settembre 2009

I PADRI SCALABRINIANI "ABBANDONANO" BRIATICO

di Nicola Conocchiella (http://nicolaconocchiella.spaces.live.com)

E' di questi giorni l'abbandono della ns piccola comunita': in silenzio, come erano arrivati oltre quattro lustri orsono, gli ultimi padri scalabriniani sono andati via da Briatico, lasciando parrocchie e comunita' ed anche il nuovo oratorio, alla cui costruzione hanno partecipato fattivamente quasi tutti i cittadini di Briatico.

E' andato via, tra gli altri, anche Padre Maffeo Pretto, grande studioso dell'emigrazione e fondatore e custode della rinomata biblioteca avente sede in un edificio di fronte alla casa comunale: anche la biblioteca, sembra, sara' trasferita, con ulteriore danno per i briaticesi !
la cosa che sorprende e' che, mentre nelle comunita' viciniori, alla sola minaccia di trasferimento di qualche, pur valido, sacerdote impegnato nelle parrocchie, ci sono state le "levate di scudi" da parte dei cittadini, contro il trasferimento, a Briatico, nonostante le opere e le attivita' degli "Scalabriniani", siano state molte ed imponenti, basta rammentare la realizzazione dell'oratorio "San Nicola", il restauro delle chiese, i campetti sportivi, la socializzazione di bambini, ragazzi ed anche adulti, i corsi a vario indirizzo, le gite e le escursioni organizzate per tutti, nessuno, dico nessuno, di chi poteva ed avrebbe dovuto farlo, ha mosso anche un solo dito per opporsi nei modi e nei termini civili, a questo evento che definire triste e' ben poco: ce ne accorgeremo, credo purtroppo per noi, alquanto presto!

Da non dimenticare che fu gia' traumatica per il paese, la perdita per trasferimento, di Padre Zeffirino Parolin, sebbene tale scelta fosse stata del tutto personale e, per molti come per me, completamente inspiegabile: era stato proprio questo "grande" missionario scalabriniano ad iniziare un modo nuovo di operare, da responsabile del culto nella comunita' briaticese, tra la gente e la gente aveva apprezzato e lo seguiva.

Fu grazie a Padre Zeffirino che si inventarono le sagre ai fini sociali: per contribuire alla realizzazione di opere pubbliche utili, tutti, grandi e piccini, si sentivano, cosa mai successa a Briatico, uniti e determinati verso un comune e concreto obiettivo.
Poi, purtroppo, si insinuo' la cosiddetta "politica", che pero' e' tutt'altro, e tutto fini' a "tiraemolla" tra questa e quella "fazione": padre zeffirino ci abbandono' ed il sogno, piano piano, anche con "l'aiuto" del vescovo del tempo, come sappiamo tutti, si infranse contro le meschinita' umane ed i pettegolezzi che, da sempre, hanno solo causato danni e non altro. Che fine fara' (o ha gia' fatto !?), l'oratorio san nicola, e le attivita' sociali collegate !? Se qualcuno puo', anzi se "vuole", perche' "volere e' potere", intervenga ad evitare l'irreparabile !

Credo che ci sia ancora, seppur piccolo, barlume di speranza: non lasciamo che venti anni di impegno svaniscano nel nulla, o, peggio, finiscano proprio come non avremmo mai voluto, e perche' questo non succedesse, siamo anche arrivati a manifestare uniti, non molti anni fa!!!

Briatico. Giovane arrestato con 50 grammi di hashish

AGENTI della sezione narcotici della Squadra Mobile hanno arrestato un giovane di 23 anni, Daniele Ciccone, di 23 anni di Briatico, perché trovato in possesso di un panetto di 50 grammi di hashish.

L'arresto nel corso di un servizio di prevenzione, disposto dal questore Filippo Nicastro, nella zona di Vibo Marina. Gli agenti della narcotici, diretti dal vice questore Emanuele Rodonò, sulla statale 522 che conduce a Tropea, nella adiacenze di Vibo Marina hanno fermato un'Alfa Romeo 145 per un controllo, notando un evidente imbarazzo nel conducente, fatto che li ha insospettiti tanto da effettuare una perquisizione della vettura nel corso della quale ecco saltare fuori la droga.

Il giovane veniva pertanto dichiarato in arresto e messo a disposizione del pm Fabrizio Garofalo, il quale valutati i fatti e alla luce dei chiarimenti forniti dall'indagato e dal suo difensore, avvocato Giuseppe Bagnato, ha disposto la scarcerazione inattesa che venga fissata l'udienza di convalida davanti al gip.


da Il Quotidiano della Calabria (19 settembre 2009, p.23)

19 settembre 2009

'Ndrangheta e ambiente, due grandi priorità

Il prefetto Luisa Latella individua nell'azione di contrasto alle cosche e di tutela delle risorse paesaggistiche i punti su cui incidere
In primo piano anche la riconversione del patrimonio immobiliare confiscato ai clan
di Marialucia Conistabile

Il prefetto Luisa Latella con al suo fianco Gianni Tomeo

Una delle priorità? La situazione ambientale. Questione intesa in senso lato dal prefetto Luisa Latella che, a distanza di circa quindici giorni dal suo insediamento, ha tratteggiato a grosse linee quelli che saranno alcuni degli obiettivi della sua azione nel Vibonese. L'ha fatto nel suo primo incontro con i rappresentanti degli organi d'informazione.
Per il prefetto Latella, con alle spalle, fra l'altro, 20 anni di esperienza professionale a Reggio Calabria, situazione ambientale non significa soltanto tutela delle risorse paesaggistiche. Certo la tutela rappresenta un punto da cui partire, ma considerato che l'industria turistica vibonese per il territorio e per l'intera regione rappresenta una delle maggiori fonti di reddito e che su di essa si concentrano gli appetiti della 'ndrangheta, allora questione ambientale significa pure contrasto alla criminalità organizzata.
Da qui alla problematica della confisca dei patrimoni «agli 'ndranghetisti, necessaria e fondamentale» il passo è breve, anche se più lungo sembra invece essere quello legato alla "bonifica" dei beni requisiti e al loro riutilizzo a favore delle collettività interessate. Ma anche su questo fronte il Prefetto si è già mosso, aprendo una larga breccia. Di forte impatto simbolico – e non solo perché ha innescato ulteriori passaggi concreti – è stato il recente sopralluogo svolto da Latella a Limbadi, in alcuni degli edifici confiscati al clan Mancuso e nei quali dovrebbero sorgere la prima Università dell'antimafia e altri servizi correlati.
Quindi la lotta alla criminalità organizzata diventa una sorta di crocevia per imboccare le strade delle altre problematiche legate alla complessa "questione ambientale". Ma da che parti la si guardi, la situazione si presenta più intricata del previsto. Infatti, dopo i duri colpi assestati dall'autorità giudiziaria, negli anni passati, alla 'ndrangheta vibonese l'attività su questo fronte sembra essersi in un certo qual modo rallentata. Intanto le cosche hanno avuto il tempo di leccarsi le ferite ma hanno lavorato riconquistando, sebbene più in sordina e con meno spavalderia rispetto al passato, la gestione di settori importanti trainanti della holding 'ndrangheta. Un fronte questo lungo il quale il Prefetto si è mosso con i piedi di piombo. Nel sottolineare la professionalità del procuratore capo Mario Spagnuolo e delle forze di polizia, Latella ha posto in risalto che la città capoluogo e la provincia hanno «oggi le condizioni per poter ripartire. Gli effetti non sono mai immediati – ha osservato – ma ritengo che a breve si facciano sentire. Vibo deve sperare e bene».
Poi, considerato che il Prefetto non ha avuto difficoltà a chiamare le cose con il loro nome e a inquadrare le varie tematiche del territorio nel giusto contesto – nel quadro complessivo di un'azione che mira a "riconsegnare" non solo dignità ma anche capacità gestionali alle collettività – rientrano a gamba tesa sia il contrasto al racket, sia la necessità di portare a termine le procedure che interessano diversi enti locali.
Relativamente all'azione di repressione del racket il Prefetto non è andato per le vie traverse. Ha, infatti, sottolineato l'assenza dell'imprenditoria in iniziative di supporto alle vittime che intendono denunciare. Al contempo ha fatto presente l'esistenza, ma solo praticamente sulla carta, dei due organismi che fanno capo a Comune e Provincia. Per il resto ufficialmente è zero assoluto. «Nella lotta al racket è fondamentale l'azione sinergica Stato-associazioni – ha evidenziato –. Già le denunce si contano sul palmo di una mano, se poi s'aggiunge l'assenza dell'imprenditoria, allora così non si va da nessuna parte».
Coadiuvata dal capo di gabinetto Marco Oteri e da Gianni Tomeo, la dottoressa Latella ha poi affrontato la problematica legata alle commissioni d'accesso agli atti in alcuni Comuni e alle procedure che ne conseguono. «Sciogliere un consiglio comunale per inquinamento mafioso non è mai una scelta piacevole, perché segna un pò la sconfitta di tutti – ha osservato – ciò nonostante si procederà, logicamente con la necessaria prudenza, e quanto dovrà essere fatto si farà».

da La Gazzetta del Sud (19 settembre 2009)

BRIATICO: Se ne và uno dei pochi veri patrimoni Culturali del paese.

di Sergio Bagnato(*)

In seguito alla fine del mandato dei padri Scalabriniani,che tanto hanno fatto per il nostro piccolo centro costiero, assistiamo ad una enorme perdita: và via infatti Padre Maffeo Pretto, autore di interessanti volumi di antropologia culturale,una personalità di rilievo del nostro paese e insieme a lui, la Biblioteca Centro Studi Scalabrini.
Laddove ci giudicano carenti di cultura, noi diamo prova a questa tesi.Si, perchè la "Biblioteca del Centro Studi Scalabrini" è una delle più importanti del vibonese in ordine agli studi sui problemi del Mezzogiorno e dell'emigrazione. La vocazione della biblioteca si inserisce nella tradizione dell'ordine scalabriniano per quanto riguarda la documentazione e gli studi sui fenomeni migratori.

La biblioteca raccoglie complessivamente 12000 libri di storia, antropologia, letteratura e relativi ai problemi del Mezzogiorno,un PATRIMONIO CULTURALE ENORME.

La biblioteca finirà certamente in ottime mani, perchè credo che padre Maffeo non l'avrebbe mai ceduta in mani sbagliate;
ma allo stesso tempo penso che sarebbe stato bello averle potuto trovare una sistemazione qui a Briatico dove si è sviluppata e dove penso che non la si sarebbe certamente abbandonata alla polvere.

Troppo poco si è parlato di questa vicenda, una responsabilità oggettivamente anche nostra, che non ci siamo avvicinati e interessati prima a questa realtà, a questa ricchezza.
Non sono chiare neanche le dinamiche dell'accaduto, se sia stata trasferita altrove per volontà di padre Maffeo o per la materiale assenza di un loco per questi volumi e di qualcuno che li potesse gestire.
Sono domande cui vorrei trovare risposta anche attraverso questo post.


(*)Presidente Associazione Euriatikon

17 settembre 2009

Briatico. Incendiata l'auto di una dipendente della Provincia

Malviventi allo stato ignoti hanno cosparso di liquido infiammabile e poi dato fuoco all'auto di proprietà di una donna M.C.F., 49 anni, del luogo, dipendente presso l'amministrazione provinciale, nonchè consorte dell'ex sindaco Costantino Massara. L'episodio si è verificato l'altra notte nel centro abitato del Comune costiero. L'auto, una Lancia Y, ha riportato danni solo alla parte posteriore. Sul posto si sono recati prontamente i carabinieri della stazione che hanno avviato le indagini e gli uomini del distaccamento di Vibo Marina dei vigili del fuoco che hanno provveduto a domare la fiamme.

da Il Quotidiano della Calabria (16 settembre 2009, p.25)

13 settembre 2009

PROGETTO AZZURRO DELL’ASSOCIAZIONE “FRANCESCO PUGLIESI” ONLUS




Anche quest’anno l’Associazione “Francesco Pugliesi” Onlus di Favelloni ha realizzato il Progetto Azzurro a favore di anziani e diversamente abili. Dal 20 al 30 agosto i volontari della Onlus favellonese hanno accompagnato sulla spiaggia di Briatico i 43, tra anziani e disabili, a trascorrere giornate liete e all’insegna del divertimento. Per il secondo anno consecutivo l’associazione si è ricordata dei sofferenti. I 40 volontari che hanno voluto trascorre le loro giornate sotto l’ombrellone e in acqua regalando un sorriso a chi soffre, sono oggi pienamente soddisfatti dell’iniziativa. Per come ha riferito lo stesso presidente dell'associazione, Filippo Pugliesi, “rispetto al primo anno il Progetto è notevolmente cresciuto sia nei numeri e sia nella qualità del servizio; questo progetto si sta imponendo all’attenzione di tutto il territorio, tant’è che quest’anno sono stati ospiti, alcuni utenti della Casa di Riposo dell’Asl di Vibo Valentia. Altri anziani e disabili del territorio che avrebbero voluto partecipare all’iniziativa, non lo hanno potuto fare perché l’Associazione ha dovuto chiudere il numero dei partecipanti per mancanza di fondi”. C'è da sollonierare che la presenza degli utenti della casa di riposo di Moderata Durant è stata molto importante per il Progetto Azzurro, attraverso essa si è dato un segno tangibile di come un’eventuale collaborazione tra l’associazione privata di Favelloni e l’azienda sanitaria può essere assai proficua nella promozione e realizzazione di servizi di cui il nostro territorio sente fortemente la mancanza. Pensando al Progetto Azzurro 2010- è stato detto- il presidente della Onlus Pugliesi e i suoi volontari, cercheranno di realizzare una più organica e stabile collaborazione con l’ASL di Vibo Valentia, alla quale l’associazione intende offrire i propri mezzi e volontari per la progettazione e l’erogazione di servizi a favore di anziani e disabili e il Progetto potrebbe essere un’ottima occasione per dimostrare che la sinergia tra associazionismo pubblico e privato non può che essere fonte di ricchezza per la società vibonese. La lettera che la Signora Amelia Reitano, assistente sociale presso la casa di riposo dell’ASL, ha riempito di gioia e orgoglio i volontari della Pugliesi ed il suo presidente: “è necessario far crescere la consapevolezza pubblica che l’allungamento della vita è una conquista dell’uomo e della società civile… I soggetti istituzionali e sociali – continua la lettera – possono insieme far uscire dalla logica emergenziale la discussione sui temi della vecchiaia e trasformare ciò che da più parti è considerato un problema in un’opportunità. L’obiettivo del Progetto Azzurro per anziani e disabili è quello di promuovere l’invecchiamento attivo ed il sostegno alla fragilità che le persone che invecchiano ed i disabili possono incontrare nel loro percorso di vita”. Queste parole spingono l’Associazione Pugliesi a cercare il raccordo con i servizi pubblici, sicuri di poter dare un contributo per lo sviluppo dei servizi sociali. Nella giornata tipo nell’ambito del Progetto Azzurro gli utenti venivano accompagnati presso la spiaggia di Briatico antistante il chioscho dei signori Vita. La mattinata si svolgeva tra giochi di società, canti e bagni. Gli anziani e i disabili erano accompagnati dai volontari e da operatori sanitari, tra questi va sottolineata la competenza di Stefano Scrugli, infermiere presso l’ASL di Milano, che ha speso le sue ferie in Calabria a disposizione del Progetto. Per il pranzo gli utenti venivano accompagnati presso la Casa del Sacro Cuore dei Dehoniani, dove c’è stata una visita del Vescovo di Mileto, il quale è rimasto piacevolmente impressionato dall’iniziativa. Nel suo intervento di chiusura del progetto il Presidente Filippo Pugliesi ha voluto ringraziare i soggetti pubblici e privati che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, tra questi i Comuni di Cessaniti, di Ionadi e di Zambrone, la CSV e le aziende private: le Compagnie Assicurative di Vibo Valentia Sara, Aurora, Fondiaria, Progress, l’impresa Vinci, la Edil Scavi, il centro estetico Next Generation di Lo Briglio Antonio. Senza il sostegno finanziario di questi enti non sarebbe stato possibile il Progetto Azzurro.

Franco Vallone

11 settembre 2009

Incendi: sorpreso mentre appicca il fuoco, arrestato In un bosco di Pizzo Calabro, aveva gia' provocato un rogo

(ANSA) - PIZZO (VIBO VALENTIA), 11 SET - E' stato bloccato e arrestato mentre, con liquido infiammabile e un accendino, stava per appiccare un incendio in un bosco. I carabinieri di Pizzo Calabro hanno sorpreso Leonardo Calfapietra, di 36 anni, dopo che l'uomo aveva provocato un altro incendio a Francavilla Angitola. Testimoni avevano descritto l'incendiario su una Fiat Punto blu. I carabinieri hanno rintracciato l'auto con a bordo accendini e liquidi infiammabili vicino a un bosco, dove poi hanno bloccato Calfapietra.

da ANSA.it (11 settembre 2009)

08 settembre 2009

ALLA LIBRERIA FINISTERRE PRESENTAZIONE DEL LIBRO GLI AFRICANI SALVERANNO ROSARNO

Immigrati rosarnesi mentre attendono di essere sfruttati


Non c’è un posto in Italia come Rosarno, che come Rosarno riassuma i drammi e le contraddizioni della nostra epoca. Dall’economia globale a quella criminale, dalla mafia alle migrazioni. Rosarno è uno dei tanti paesi agricoli del Meridione dove gli immigrati sono sfruttati, sottopagati, umiliati. Ma è anche l’unico dove, fin dal 1992, sono vittime di sconcertanti episodi di violenza, comprese estorsioni e rapine, in un contesto dove la popolazione è oppressa da un sistema mafioso fatto di narcotraffico intercontinentale ed arcaismo brutale, boss, rapinatori e violenze quotidiane.
Dal 12 al 17 dicembre 2008, pochi chilometri quadrati di territorio italiano sono sconvolti dalla violenza: il ferimento dei due ivoriani avvenuto nei pressi della cartiera di San Ferdinando, la strage di Briatico, l’omicidio di un bracciante a Rosarno. 
Gli Africani si ribellano. Inscenano blocchi e proteste, a Rosarno così come due mesi prima a Castel Volturno, contro la camorra. E’ il primo movimento antimafia dal basso e spontaneo della zona negli ultimi anni, è la prima bozza di ribellione ad un potere assoluto e brutale.
Il libro racconta un pezzo d’Europa dimenticato, analizza aspetti socio-economici (lavoratori marginali inseriti in un contesto mafioso moderno ed arcaico), giuridici (le leggi razziste che producono marginalità fino al lavoro servile), storici (dall’occupazione delle terre all’omicidio Valarioti fino alle lotte di massa contro la mafia), geopolitici (le grandi migrazioni dall’Africa all’Europa). Niente di più attuale, purtroppo

Il 12 settembre 2009 alle ore 18 Libreria di viaggi Finisterre p.zza truogoli di S. Brigida 25 Genova

da Genovapress.com (7 settembre 2009)

06 settembre 2009

Briatico, sequestrata una "foce"

di Franco Vallone

Il tipico nastro che delimita di solito le aree sotto sequestro, quello rosso e bianco, svolazza da ieri sera alla brezza marina, a pochi metri dalla battigia e dal mare. Ad essere sottoposta a "sequestro probatorio" questa volta è la foce di una delle fiumare di Briatico, precisamente la foce del torrente Spatari, località Rocchetta, a due passi dalla marina del rinomato centro costiero. La foce della fiumara, come scritto sulla tabella affissa sul nastro, è stata sequestrata dal Comando Carabinieri per la tutela della salute, i N.A.S. di Catanzaro, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia.
Per la stesura del nastro di sequestro non è stato necessario utilizzare paletti di sostegno... è bastato utilizzare gli irti ferri arrugginiti che sbucano in loco, alla foce della stessa fiumara, tra un copertone di trattore, uno scheletro di lavatrice e altri residui da discarica.

Questa sera a Venezia un film con Giuseppe Imineo girato anche per le strade della provincia di Vibo


di Franco Vallone

All'inizio, quando il regista Valerio Jalongo venne in avanscoperta a Pizzo, ospite di Vera Bilotta e del Circolo Lanterna Magica, il film si doveva chiamare semplicemente "Film Bianco", oggi, a distanza di un anno e più, il nuovo lavoro di Jalongo è già uscito e stasera (Domenica 6 settembre) verrà proiettato al Festival del Cinema di Venezia. Film Bianco durante le riprese ha cambiato nome, proprio durante una delle fasi della lavorazione del film in Calabria, il nuovo titolo "Di me cosa ne sai" è stato suggerito, o meglio ispirato, casualmente e per strada, dal cinematografaro Giuseppe Imineo di Filogaso. Ora quel film è pronto per concorrere a pieno titolo a Venezia ed è stato presentato in concorso alla quinta edizione delle Giornate degli autori (Venice Days), all'interno della stessa Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2009. "Di me cosa ne sai" è un film docu-drama, una sorta di interessante documentario che indaga e racconta dello stato del cinema in Italia. Un vero e proprio un guardarsi allo specchio, o meglio allo schermo, dello stesso cinema. Fino agli anni Settanta il cinema italiano dominava la scena internazionale, arrivando perfino a fare concorrenza ad Hollywood e a tutta la cinematografia americana. Poi, nel volgere di pochi anni, il rapido declino, la fuga dei nostri maggiori produttori, la crisi dei grandi registi-autori, il crollo della produzione. Ma quali sono le vere cause e le circostanze di questo declino? Nel cercare di dare una risposta a questa domanda, “Di Me Cosa Ne Sai” tenta di raccontare questa grande mutazione culturale. Iniziato come un’amorosa indagine sul cinema italiano, “Di me cosa ne sai” diventa così un docu-drama che alterna testimonianze dei protagonisti di allora a frammenti della vita culturale e politica degli ultimi trent’anni: un vero e proprio diario di bordo di un affascinante viaggio che racconta l’Italia da nord a sud, attraverso sale cinematografiche e ragazzini teledipendenti, Berlusconi e Fellini, centri commerciali e direttori di telegiornale, storie di esercenti appassionati e registi che lottano per i propri film, testimonianze di proiezionisti girovaghi e di grandi registi europei… Nel film "Di me cosa ne sai" di Jalongo molte scene sono state girate in Calabria, a Palmi e Bagnara, ed in particolare nella provincia di Vibo Valentia, a Papaglionti di Zungri, a Serra San Bruno, Filogaso, San Nicola da Crissa, Tropea, Vibo Marina, ma anche a Briatico e Francavilla Angitola dove nei pressi di un'antica chiesa del rione Pendino è stato allestito, proprio grazie a Imineo, un cinema all'aperto con macchina di proiezione a carboni e schermo con il lenzuolo al vento. Questa sera nella città lagunare, alle ore 17.00, il film verrà presentato al Festival del Cinema più importante d'Italia e, per questa irripetibile occasione, a Venezia, ospite di Valerio Jalongo, ci sarà anche Giuseppe Imineo di Filogaso, definito oggi l'ultimo cinematografaro della Calabria. Imineo durante le riprese ha accompagnato il regista per paesi e contrade di tutta la provincia di Vibo Valentia per raccontare, davanti alle videocamere, la sua affascinante avventura con il cinema durata quasi sessant'anni. C'è da precisare che nel film di Valerio Jalongo compaiono tra l'altro, oltre a Giuseppe Imineo, anche Giulio Andreotti, Mario Monicelli, Silvio Berlusconi, Wim Wenders, Marco Bellocchio, Bernardo Bertolucci, Vittorio De Seta, Maurizio Nichetti, Vincenzo Mollica, Carlo Verdone, Francesca Comencini, Michele Placido, Clemente Mimun e tanti altri operatori dello spettacolo e del mondo del cinema.

02 settembre 2009

Vibo: madre di due disabili minaccia di incatenarsi davanti a Palazzo Chigi

Caterina Calì è la madre di Giuseppe ed Ivan Tavella, di 37 e 30 anni, due giovani ridotti allo stato vegetativo da una distrofia muscolare progressiva

02/09/2009
«Sono pronta ad incatenarmi a Roma, davanti a Palazzo Chigi, al Parlamento o al Quirinale. Qualcuno deve aiutarmi a mantenere in vita i miei figli disabili».
A parlare è Caterina Calì, di Vibo Valentia, madre di Giuseppe ed Ivan Tavella, di 37 e 30 anni, due giovani ridotti allo stato vegetativo da una distrofia muscolare progressiva.
Entrambi sono ricoverati nell’istituto «Don Gnocchi» di Parma, la città in cui, dopo aver lasciato la Calabria, si sono laureati. «Nel nostro Paese – racconta la donna – si è discusso molto della libertà di morire per chi si trova in uno stato vegetativo, ma non si garantisce l’esistenza per quanti si ostinano a vivere nonostante la malattia».
Caterina Calì assiste da anni i suoi due figli. In Calabria non ha trovato una struttura adeguata per le esigenze per i suoi ragazzi, per cui ha dovuto trasferirisi in Emilia.
A Parma i due giovani vengono assistiti, «ma il servzio è insufficiente», lamenta. «Nel mese di agosto – dice – a causa di carenza di personale, nessuno ha aiutato i miei figli a fare la doccia. Ho dovuto provvedere io personalmente con l’aiuto di una badante. Inutile protestare con la direzione dell’istituto e con la Prefettura. Il problema – prosegue – non riguarda solo me, ma tanti altri ragazzi ricoverati nella struttura. Non è giusto che le cose vadano così. Quindi – ribadisce – qualcuno si faccia carico del problema. Sono disposta, lo ripeto, anche ad andare a Roma dal presidente della Repubblica».


da Il Quotidiano della Calabria (2 settembre 2009)

01 settembre 2009

Incidente stradale nel Vibonese, muore 19enne

Alberto Crigna è morto mentre il fratello Girolamo di 21, è rimasto gravemente ferito



Un giovane di 19 anni, Alberto Crigna, ha perso la vita in seguito ad un incidente stradale avvenuto mentre era alla guida della sua autovettura con a fianco il fratello Girolamo di 21, a sua volta rimasto gravemente ferito.
Il fatto è avvenuto stamattina poco prima delle 4 a Spilinga, un comune del vibonese.
I due fratelli, allevatori del luogo, a bordo di una Fiat Punto si stavano recando nella stalla di loro proprietà per accudire gli animali, arrivati nel pressi del campo sportivo di Spilinga, sono andati a sbattere contro un muro laterale. Scattati i soccorsi, sul posto sono arrivati i carabinieri, il personale del 118 e i vigili del fuoco per estrarre i corpi dalle lamiere. Ma per Alberto non c'è stato nulla da fare. Il fratello Girolamo invece è stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale di Vibo dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico.


da Il Quotidiano della Calabria (31 agosto 2009)

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