di Giusy Staropoli

Dopo essersi classificata vincitrice del premio Giovanni Paolo Secondo a Pompei, per il secondo anno consecutivo, Giusy Staropoli, viene selezionata tra i finalisti del premio di poesia Il Saggio citta’ di Eboli, dove e’ stata premiata insieme agli altri finalisti provenienti da tutta Italia ,il 25 Luglio nel chiostro San Francesco della citta’ di Eboli. Al premio Giusy Staropoli si classifica con una poesia importante “3 Luglio 2006- L’alluvione di Vibo Valentia”, dove l’autrice riesce al meglio a far riemergere attraverso le parole il canto gridato di un’ ingrata mattina di luglio, che lascia morte e devastazione in una terra gia’ debole.
Emergendo ancora nel campo letterario, colleziona nuovi successi, classificandosi seconda al premio di poesia Vincenzo Licata citta’ di Sciacca, dove ritira il riconoscimento il 1 Agosto. Il premio a carattere nazionale, e’ intitolato alla figura del poeta siculo dalla poetica semplice e intensa allo stesso tempo , alla quale Giusy Staropoli sembra quasi di appartenere, proprio per quel canto corale e accorato per il mare, e la sua terra, quest’ultima che dell’autrice rimane la prima musa ispiratrice.
Giusy Staropoli si classifica al secondo posto con una poesia fuori dalla poetica Staropoliana, trattando il tempo atroce dello stupro. “Era suo Padre”, questo il titolo dell’opera,valutata da una giuria molto qualificata, tra la quale il critico d’arte Prof. Tanino Bonifacio, aggiudicatasi il secondo posto con la seguente motivazione:
“Era suo Padre è un testo poetico fondato essenzialmente su un linguaggio narrativo dalla chiara struttura simbolica.
Il componimento è di forte e drammatico impatto affettivo, con lucida e decisa espressività, esso illumina poeticamente quella zona d’ombra terrifica che è la violazione dell’innocenza umana, descrizione di una follia incomprensibile che rende buia e martoriata la prospettiva di una vita futura.
La ferita, anzi le ferire infinite, dell’Anima in questa poesia prendono corpo con una descrizione raffinata che documenta attraverso frammenti di immagini metaforiche; descrizione che non cede e non deborda mai nel facile realismo di tipo didascalico.
La parola poetica di Era suo Padre , pur concepita per rendere un’immagine dalla immediata impronta psicologica, ha il grande merito di essere un’ importante strumento di riflessione dal forte sussulto etico.
Sciacca lì 01, agosto 2009
Prof. Tanino Bonifacio”
Dunque grandi soddisfazioni per Giusy Staropoli, la quale e’ al lavoro su nuove raccolte una delle quali vorra’ interpretare la vita semplice vissuta e parlata della sua terra, utilizzandone la lingua d’origine, dunque un’opera interamente in vernacolo.
La poesia, e dunque la scrittura rimangono per Giusy Staropoli “Il miracolo di riprodurre a parole i suoni impercettibili del cuore”.