30 maggio 2009

Giusy Staropoli, poetessa briaticese, vince per il secondo anno, il premio di poesia Giovanni Paolo Secondo a Pompei


Giusy Staropoli, poetessa briaticese, vince per il secondo anno, il premio di poesia Giovanni Paolo Secondo a Pompei, con la lirica “Essere”.
Per il secondo anno consecutivo, Giusy Staropoli, viene selezionata tra i vincitori del Premio Giovanni Paolo Secondo a Pompei. Premio letterario di grande spessore che quest’anno ha avuto come tema “La donna”, la quale e’ stata piu’ volte posta al centro del mondo dall’amato pontefice Giovanni Paolo Secondo. Il premio, vede :

Alta Adesione della Presidenza della Repubblica Italiana con Targa d'argento .

Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Premio della Presidenza del Senato.

Premio di rappresentanza della Camera dei Deputati.

Alta Adesione della Delegazione Pontificia per il Santuario di Pompei.

Patrocinio del Consolato della Repubblica di Polonia in Napoli.

Patrocinio dell'azienda di cura, soggiorno e turismo di Pompei.

Grande soddisfazione dunque per Giusy Staropoli, poetessa briaticese, che tra i tanti riconoscimenti avuti, si vede protagonista per il secondo anno di un premio tanto ambito che nella precedente edizione ha visto la partecipazione di cira 4000 artisti, provenienti da ogni parte d'Italia.
Tra le tante soddisfazioni, ricordiamo che piu’ volte le sue poesie si sono viste protagoniste di vari riconoscimenti come, nel 2005 le piu’ alte congratulazioni da parte di sua Santita’ Benedetto XVI, nonche’ i riconosciuti meriti da parte dell’ex presidente Ciampi. Vincitrice del premio di poesia Giovanni Paolo Secondo 2008, a Pompei, . Premio Pitecusae D’Oro, conferitoLe a
Ischia. Secondo posto al premio di poesia Giugno Locrese 2008 a Locri . Per il secondo anno consecutivo, Premio Giovanni Paolo Secondo 2009 a Pompei .
Presente nell’antologia “Tropea Onde Mediterranee 2008” , “Tropea Onde Mediterranee 2009” -Meligrana Editore-, nell’antologia poetica “Giovanni Paolo Secondo Santo Subito”–Edizioni Sabinae-. Presente nell’antologia poeti contemporanei, Foglie di vita. Presente ancora nell’antologia in uscita “Una poesia per l’Abruzzo”, il cui ricavato sara’ devoluto ai terremotati abruzzesi, la quale e’ possibile acquistare anche su internet; presente nell’antologia “Karol il Grande”, la quale le verra’ consegnata il prossimo Luglio in Quirinale a Roma. Pubblicata a dicembre 2008 la sua prima raccolta “La mia terra” –Edizioni Sabinae- dedicata alla terra di Calabria, con prefazione di Gerardo Sacco, orafo calabrese di spessore internazionale.

Grande quindi l'entusiasmo e la gioia per il raggiungimento di questo nuovo traguardo della piccola"Poetessa del Cuore", cosi' definita dai lettori, per la profondita’ e la capacita’ di rendere reale attraverso la poesia il senso di cio’ che si vuole esprimere, e quindi come lei stessa dice, compiere il miracolo di riprodurre a parole i suoni impercettibili del cuore.
A Ottobre a Pompei, la cerimonia di premiazione, alla presenza di importanti autorita’ e istituzioni del mondo ecclesiastico e civile.

da http://giusystar.myblog.it

29 maggio 2009

Oggi il grande batterista Virgil Donati a Vibo Valentia

di Franco Vallone



Vibo Valentia - Per iniziativa dell’Associazione Musicale Beat di Vibo Valentia, il batterista australiano Virgil Donati sarà oggi in città, per un seminario di perfezionamento sull’arte della batteria presso la biblioteca comunale, dalle ore 16,00 alle ore 20,00. L’iniziativa, diretta ad aspiranti batteristi calabresi e non, è stata promossa dal presidente dell’associazione, Massimo Russo, patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia, in collaborazione con il Pentagramma di Matteo Puzzello. Cresce, intanto, l’attesa per questo grande evento che vedrà salire in cattedra uno dei massimi esponenti del settore. Donati riceve la sua prima batteria all'età di soli 3 anni. A 15 entra a far parte di una rock band , registra tre album e suona in tour. A 19 anni parte per gli Stati Uniti per studiare. Terminata l'esperienza americana, a 21 anni ritorna in Australia dove la sua carriera ha una svolta; viene chiamato a suonare con artisti come il pianista jazz George Cables, il cantante Mark Murpy, Branford Marsalis e Kenny Kirkland, Melissa Etheridge. Nei primi anni 90 con i Southern Sons grazie all'album d'esordio vince il doppio disco di platino. Nel frattempo tra la metà degli anni 80 e 90 Virgil si interessa alla musica progressive-fusion, suonando con Loose Change e successivamente On the Virg. Nel 1996 si trasferisce stabilmente in America dove ha un'intensa attività produttiva suonando con Derek Sherinian (Planet X), Steve Vai, Scott Henderson, Steve Walsh, Frank Gambale, Mark Boals, Tribal Tech, Dave Stewart, Josh Stone e molti altri.Virgil è un batterista dotato di molta tecnica e velocità, seguito e apprezzato in tutto il mondo svolge, oltre la sua attività di concertista,anche una intensissima attività di seminari che lo vede oramai sempre più al centro dell’attenzione di tutti i musicisti del mondo, batteristi e non. Un’artista versatile ed originale e altamente creativo, dunque, per un seminario al quale già sono state registrate molte adesioni, dalla Calabria, dalla Sicilia e anche dalla Puglia, segno che anche da noi la passione per questo genere di musica è molto diffusa.


28 maggio 2009

Cessaniti “Laboratorio delle Fiabe”

di Franco Vallone


Cessaniti –“Le fiabe, in dialetto faraguli, fiorite tra il popolo e ripetute dal popolo, si potrebbero raggruppare, se il raggruppamento non fosse pericoloso, secondo i soggetti e le influenze. Profondi segni hanno lasciato in Calabria “ i faraguli” o” rumanze” che affondano le proprie radici nelle leggende classiche o nelle narrazioni di divinità, eroi, miti della Magna Grecia”. Tracce più profonde o se si preferisce segni, hanno lasciato le genti nordiche e altre tracce hanno lascito gli Arabi, contadini ed indovini a volte trasformati e plasmati a vita nuova, come le fiabe raccontate da questi bambini di Cessaniti, Pannaconi, Mantineo, Favelloni, San Marco, San Cono, Piana Pugliese, proprio oggi, nell’anno Domini 2009 in una giornata, inondata di sole ed interamente dedicata al mondo delle fiabe, che si è svolta nella piazza antistante il Municipio e la chiesa di San Basilio di Cessaniti. L’evento, denominato “Il Laboratorio delle Fiabe”, alla sua prima edizione, è stato organizzato dall’Associazione Culturale Panta Rei, presieduto da Agata Mazzitelli, e dall’Istituto Comprensivo Scolastico di Cessaniti. Tutte le fiabe, inedite ed originali, sono state lette e animate in piazza davanti ad una numerosa platea costituita da una miriade di bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, da insegnanti e genitori degli allievi e da tanti ospiti. Dopo l’apertura dei lavori da parte del presidente dell’associazione, la parola è passata ai relatori, a Giuseppe Bianco, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo, al sindaco di Cessaniti, Bruno Mobrici, allo psicologo Silvano Leonessi e all’Assessore all’Istruzione Massimiliano Colloca. A fare da cornice e da sfondo a tutte le iniziative in programma e in cartellone, per “Gentile” concessione, una interessante scenografia dedicata al mondo fiabesco allestita per l’occasione dall’architetto Mariella Gentile. Tra gli sponsor dell’iniziativa l’assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Cessaniti e il Sistema Bibliotecario Vibonese presente in piazza con una stazione mobile e tanti libri.

25 maggio 2009

Parco Marino Regionale "Fondali di Capocozzo - S.Irene - Vibo Marina - Pizzo - Capovaticano - Tropea"


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Parco Marino Regionale in una mappa di dimensioni maggiori



Legge Regionale n. 13/2008 Istituzione Parco Marino Regionale "Fondali di Capocozzo S. Irene Vibo Marina Pizzo Capovaticano Tropea" <pdf visualizza>

Goletta Verde naviga sulla rotta dei sei parchi marini regionali



TROPEA - Dalla Riviera dei cedri, agli Scogli di Isca; dalla Costa dei gelsomini, alla Costa viola e ai Fondali di Capocozzo-Sant'Irene-Vibo Marina-Capo Vaticano-Tropea; dalla Baia di Soverato a Sant'Andrea dello Jonio. Località che rappresentano la road map del viaggio di Goletta Verde di Legambiente sulla rotta dei parchi marini regionali.
Navigazione per i mari calabresi conclusa ieri mattina a Tropea dove l'assessore regionale all'Ambiente Silvio Greco ed esponenti di Legambiente – nell'undicesima giornata europea dei parchi – hanno fatto il punto sull'attività svolta nell'ultimo mese. A bordo dello storico veliero "Catholica" Antonio Nicoletti (Legambiente nazionale) e Franco Saragò (Legambiente regionale) hanno sottolineato il duplice obiettivo centrato nell'arco di un mese: è stata monitorata l'evoluzione dello stato costiero calabrese ed è stato ribadito, attraverso il coinvolgimento della gente, il ruolo fondamentale che i parchi (siano essi terrestri o marini) svolgono, non solo nella tutela della natura e della biodiversità, ma anche per uno sviluppo economico sostenibile e rispettoso del territorio.
Tranne l'area protetta di Sant'Andrea dello Jonio, proposta da Legambiente, tutti gli altri parchi marini calabresi sono stati istituiti, con legge regionale, nell'aprile dello scorso anno. Gli stessi, però, non sono mai partiti a causa di una serie di fattori, non ultimo quello legato alla loro gestione. Un punto evidenziato dagli esponenti di Legambiente, ma soprattutto dall'assessore regionale Greco il quale, senza peli sulla lingua, ha ribadito l'inutilità di mettere in moto meccanismi fini a sè stessi, o addirittura creare ingombranti carrozzoni utili solo ai giochi politici. «Non sono per niente intenzionato a fare le cose tanto per fare – ha detto Greco – e la storia dei parchi in questa regione, tranne qualche eccezione, parla di inefficienze e incapacità. I parchi marini decolleranno solo e soltanto quando ci saranno persone in grado di farli realmente funzionare. Altrimenti è tempo perso e il segnale che si dà è di sfiducia verso le istituzioni». Concetto ripreso e rimarcato anche da Saragò e da Nicoletti. Quest'ultimo in particolare ha puntato il dito controil Parco regionale delle Serre «in mano a politicanti che non fanno certo un favore alla natura. Se questa è la logica dei parchi, allora meglio non averne!».
Ma la problematica dei parchi marini e terrestri presenta tante altre sfaccettature, tutte legate alla gestione del territorio e quello calabrese, sul fronte della tutela ambientale, non può certo dare lezioni. «Sul territorio regionale abbiamo 660 discariche – ha spiegato l'assessore regionale all'Ambiente – e i fatti di Motta San Giovanni e Crotone, tanto per fare esempi più recenti, la dicono lunga sull'inquietante scenario che ci troviamo di fronte. Rappresentano segnali – ha proseguito – di un territorio che dal 1989 al 1995 ha ricevuto di tutto e di più. In questi giorni sto facendo il giro delle Prefetture per l'individuazione di tutti i siti e sto cercando dio reperire i fondi per una zonizzazione corretta. È questa la realtà e da qui bisogna partire per cambiare le cose, affinché il mantenimento, la conservazione e l'efficacia degli ecosistemi naturali della nostra regione, che sono la missione di questo assessorato all'ambiente, diventino realmente efficaci con il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i calabresi».
Altro problema emerso nel corso dell'incontro quello relativo alla depurazione e all'erosione costiera, sollevato da Girolamo Pungitore (Consorzio della costa tirrenica). E sull'erosione il Consorzio – come ha anche evidenziato il sindaco di Ricadi Domenico Laria – ha predisposto uno studio. Ma anche per il fenomeno dell'erosione l'assessore Greco ha chiarito: «Il problema dell'erosione è un pò come l'uovo di Colombo. Se ne parla ma non si risolverà fino a quando la logica degli interventi rimarrà quella delle opere puntiformi. Il fenomeno dell'erosione va studiato e affrontato in una logica di unità fisiografica, del mare Tirreno e del mare Adriatico. Gli interventi vanno pensati e progettati in quest'ottica».
All'incontro erano, inoltre, presenti Maria Rosaria Paluccio e Franco Falcone (segreteria regionale di Legambiente) e rappresentati delle associazioni Kronos, Cisom e Leganavale

da Lameziaweb.biz (25 maggio 2009)

Oggi(ieri) a Briatico Al via la maratona per l’Abruzzo

di PINO ALBANESE

L’Istituto scolastico comprensivo di Briatico ed il consiglio comunale baby hanno organizzato per domani alle 15, la prima maratona della solidarietà a favore delle popolazioni terremotate dell’Abruzzo. La manifestazione dà la possibilità ai partecipanti di potersi iscrivere in quattro diverse categorie, suddivise per fasce di età, che vanno dai sei anni in su. La gara partirà dal piazzale La Rocchetta, della Marina di Briatico, e dopo un percorso che costeggerà il suggestivo litorale raggiungerà il Villaggio Dolomiti e si concluderà effettuando il percorso di ritorno alla Rocchetta. Saranno premiati i primi classificati di ogni categoria, a cura del sindaco junior Maria Joel Conocchiella, dell’as - sessore allo sport junior Giacomo Bagnato, del dirigente scolastico Rocco Cantafio e del sindaco del comune Andrea Niglia. A conclusione della manifestazione sarà offerto un buffet di dolci da parte dei genitori dei componenti il consiglio dei ragazzi. Il consesso baby si era già distinta per l’adozione a distanza di un bambino in Kenia, mobilitandosi per una raccolta volontaria di fondi, con la vendita di sacchetti di agrumi nelle varie piazze del comune, raggiungendo considerevoli risultati, che hanno fatto sì, che gli alunni contribuissero soprattutto a sensibilizzare tutta la popolazione briaticese sul grave problema.

da Il Quotidiano della Calabria p.32 (24 maggio 2009)

23 maggio 2009

Archeologia, recuperati nel Vibonese sette mila reperti

Nell’ambito della stessa attività è stato messo sotto sequestro il Museo di Nicotera

Archeologia, recuperati nel Vibonese sette mila reperti 22/05/2009 Sono tre le persone denunciate in stato di libertà dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale della Calabria, in provincia di Vibo Valentia, per impossessamento illecito di beni archeologici a seguito dell’operazione che ha portato al sequestro di 7.300 reperti e al sequestro dell’ex Museo civico di Nicotera attualmente denominato «Museo provinciale di mineralogia e petrografia».
L’indagine, coordinata dalla procura della Repubblica di Vibo Valentia, dallo scorso mese di novembre ad oggi si è articolata in tre scaglioni e ha portato al recupero di beni archeologici e paleontologici illecitamente detenuti.
Già a novembre i militari avevano perquisito la struttura museale di Nicotera dove avevano sequestrato 123 reperti archeologici e 593 paleontologici dopo avere rilevato la mancanza di atti autorizzativi da parte della struttura.
Ad aprile, in seguito a perquisizioni domiciliari, erano stati sequestrati altri 6.600 di reperti provenienti da siti di Cessaniti, Nicotera, Ionadi, Capo Vaticano, Briatico, Tropea. I risultati dell’operazione sono stati illustrati ai giornalisti dal Procuratore della Repubblica di Vibo, Mario Spagnuolo, dal sostituto procuratore Enrica Medori, dal comandante del Nucleo tutela culturale Raffaele Giovinazzo e dalla Soprintendente archeologa della Calabria, Caterina Greco.
« Come vedete – ha detto il procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo nella conferenza stampa che si è tenuta stamattina nel suo ufficio, a cui hanno partecipato anche il sovraintendente Caterina Greco ed il colonnello Giovanni Roccia – il vibonese non c'è soltanto criminalità e mafia, ma c'è un patrimonio artistico dei enorme valore che noi abbiamo il dovere di conservare e tramandare alle future generazioni».
Alcuni reperti appartengono al periodo della Magna Grecia, mentre i fossili che sono quelli più abbondanti, all’età terziaria.


Il museo
L'ex Museo Civico di Nicotera, sequestrato dai carabinieri nell’ambito di un’operazione che ha portato al recupero di 7000 reperti archeologici, è un piccolo gioiello espositivo allestito nelle sale del Castello Ruffo.
Dal 2002, dopo la chiusura, il museo ha riaperto con il nome “Museo provinciale di mineralogia e petrografia». Al suo interno sono custoditi materiali di provenienza locale relativi ad un arco di tempo cronologico molto ampio che va dalla preistoria fino all’età medievale, coprendo un periodo dall’800 avanti Cristo al 400 dopo Cristo, tra cui i reperti relativi all’epoca arcaica in cui nella marina di Nicotera doveva trovarsi l’Emporion della colonia di Medma. Presente nel museo anche una raccolta numismatica e frammenti di ceramica medievale oltre a varie ceramiche romane del quarto secolo avanti Cristo. Esposti i resti fossili di mammiferi preistorici e un frammento di osso parietale di un bambino del tipo Neanderthal, ma anche corredi dell’Età del bronzo finale della necropoli di Torre Galli e quelli dell’Età del ferro. Dalle tombe a fossa delle zone vicine provengono coppelle, fusaiole, pendagli bronzei, fibule e armi come lance e grandi pettorali. Raccolto in una delle sale anche materiale del sesto e quinto secolo avanti Cristo, proveniente dagli scavi della zona marina. Custodite nel piccolo museo anche statuette con soggetti mitologici, prodotte dalla scuola artigiana di Medma e di cui i pezzi più pregiati sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

da Il Quotidiano della Calabria (22 maggio 2009)

Odissea: chieste condanne per 28 anni di carcere

di Monica Centofante - 22 maggio 2009
Vibo Valentia. Ha chiesto condanne per complessivi 28 anni di carcere il pm Marisa Manzini che ieri, davanti al Tribunale di Vibo Valentia, ha terminato la sua requisitoria nell’ambito del processo stralcio Odissea.


Contro tre imputati appartenenti alle “famiglie” Mancuso di Limbadi e La Rosa di Tropea: Domenico Mancuso, alias “The red” (chiesti 12 anni per associazione mafiosa e tentata estorsione aggravata); Antonio Vacatello (9 anni per associazione mafiosa, 
gioco d'azzardo e usura); Pasquale Quaranta (7 anni per associazione mafiosa e spari in luogo pubblico).
Nel corso della requisitoria il pubblico ministero ha ridisegnato il profilo della “famiglia” Mancuso e del potere esercitato sul territorio vibonese, concentrandosi, in particolare, sulla figura di Domenico Mancuso. Figlio di Francesco detto “Tabacco” e considerato ai vertici della cosca.
Domenico Mancuso, ha spiegato la Manzini, avrebbe assunto il controllo delle attività economiche della ‘ndrina di appartenenza (in particolare nel settore dei villaggi turistici ) in seguito agli arresti eseguiti con l’operazione Dinasty. E, tra le altre cose, avrebbe favorito l’impresa del suo presunto prestanome Davide Callisto. Al quale avrebbe chiesto “di fare interessare un appartenente al Corpo della Guardia di Finanza”, affinché individuasse le lottizzazioni da effettuare su Vibo Valentia “con l'assicurazione che, una volta individuati i lavori avrebbe provveduto lo stesso Mancuso a trovare il modo per accaparrarseli, dato che ‘a Vibo è tutto a posto’.”. Una vicenda “inquietante – ha sottolineato il pm - perché fornisce un quadro di commistione di assoluta gravità”, dal momento che “l'appartenente alla Gdf” avrebbe consigliato a Callisto “di avvalersi della collaborazione criminale di Mancuso al fine di ottenere il lavoro senza alcuna sorta di difficoltà”.
Dopo aver ripercorso la carriera criminale di Antonio Vacatello e Pasquale Quaranta, la dott.ssa Manzini ha inoltre chiesto la confisca dei beni riconducibili a Vacatello e già sequestrati.
Le prossime udienze, dedicate alle repliche delle difese e alla sentenza, si terranno i prossimi 19 e 20 giugno.

da Antimafiaduemila.com (22 maggio 2009)

20 maggio 2009

La prima comunione finisce in rissa

Stavano festeggiando la loro prima comunione al ristorante quando sono venuti alle mani. La piccola scaramuccia tra due ragazzini di 10 anni è stata la scintilla che ha provocato una megarissa tra i loro familiari, finita con vari contusi, un accoltellato, un arresto per tentato omicidio e sei denunce.


Lo scontro tra le due famiglie è avvenuto ieri pomeriggio, in un ristorante di Cressa, in provincia di Novara. Il tutto è nato da un litigio tra i due festeggiati, che nel parcheggio del ristorante hanno iniziato a picchiarsi. Lo scontro si è esteso ai genitori, che invece di separarli hanno pensato bene di far valere con le mani le loro ragioni. Nel piazzale antistante il ristorante sono volati pugni e calci tra gli uomini dei due nuclei familiari, uno originario di Gela e l'altro di Briatico, in Calabria.
Un uomo è stato lanciato contro una vettura in sosta e ne ha sfondato il parabrezza. La rissa ha rischiato di finire in tragedia quando uno dei parenti, un ragazzo siciliano di 25 anni, residente da tempo a Novara, ha estratto un coltello e ha ferito un rivale ventitreenne, residente a Castano Primo, in provincia di Varese.
Solo l'intervento in massa dei carabinieri ha riportato la calma. L’accoltellatore è finito in carcere con l'accusa di tentato omicidio, altre sei sono state denunciate per rissa, due uomini sono stati ricoverati in ospedale e una decina hanno dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso. Nonostante l’intervento dei militari dell’Arma, per evitare altri guai è stato necessario separare i due gruppi in due diversi ospedali: i siciliani a Borgomanero, i calabresi a Novara.

da Rainews24 (20 maggio 2009)

18 maggio 2009

Ambiente: sequestro impianto stoccaggio pet- coke in Calabria

Carabinieri e Finanza in azione a Vibo Marina, 4 avvisi garanzia

VIBO VALENTIA, 18 MAG - I carabinieri di Catanzaro e la Guardia di finanza hanno sequestrato a Vibo Marina un impianto di stoccaggio del Pet Coke. I militari hanno posto sotto sequestro anche l'area dove il materiale viene depositato nei pressi del porto. Il provvedimento e' stato disposto dal gip di Vibo su richiesta della Procura della citta' calabrese. L'iniziativa della magistratura riguarda le modalita' di stoccaggio del materiale ritenuto altamente tossico. Emessi quattro avvisi di garanzia.Il sequestro dell'impianto di stoccaggio del materiale, residuo della lavorazione del petrolio, e' stato adottato a seguito di indagini condotte dai carabinieri del Noe e di agenti della stazione navale della Guardia di finanza avviate a settembre. Alla base del provvedimento c'e' la presenza di ingenti quantitativi di pet-coke che sarebbero stati stoccati senza le necessarie misure per evitarne la dispersione nell'ambiente. I militari avrebbero accertato che in occasione dell'arrivo di due navi dagli Usa e dal Venezuela non sono state adottati gli accorgimenti necessari ad evitare che il materiale si disperdesse nell'ambiente. L'indagine ha messo in evidenza la presenza di polveri sottili, l'inadeguatezza delle barriere poste all'ingresso e l'inidoneita' del sistema di raccolta delle acque.

da ANSA (18 maggio 2009)

La sanità a Vibo Valentia

di Nicola Conocchiella

Cari Amici,
mi preme metterVi a conoscenza di quanto successo, ancora una volta, (e sono tante) in occasione di urgenza di controllo sanitario per improvviso malore, a Qualcuno della mia Famiglia. Stavolta si è sentito male mio fratello Domenico, mesi fa era stato mio Padre, un paio di anni fa, mia figlia Valentina, prima ancora mio fratello Mario: tutti, ribadisco TUTTI questi miei Familiari, hanno avuto difficoltà ad usufruire del servizio pubblico o non sono riusciti ad ottenerlo affatto e quando hanno avuto risposta, questa è stata pessima ! Oggi pomeriggio, verso le 15 e 00', mio fratello Domenico veniva accompagnato d'urgenza alla Guardia Medica per un dolore acuto ed improvviso: il dott. Agostino Vallone, in servizio, lo visitava e, dopo avergli praticato un'iniezione di antidolorifico, lo inviava al Pronto Soccorso per accertamenti più approfonditi e cure adeguate.
Al Pronto Soccorso dell' Ospedale di Vibo, il medico di turno, alle richieste di controlli e cure per i sintomi manifestati, rispondeva candidamente e letteralmente a mia Cognata, che Lo aveva accompagnato: " Mi dispiace, ma avete SBAGLIATO OSPEDALE (!!??), non siamo in grado di fare nessun esame adeguato ai sintomi manifestati perchè il reparto di Urologia è ......a Tropea(evidentemente, almeno, aveva fatto una diagnosi di disturbi all'apparato urinario).

Alle rimostranze degli Accompagnatori per la palese e vergognosa INEFFICIENZA dell' ASL vibonese che, per quanto concerne la spesa sanitaria, eccelle in ogni ramo, come apprendiamo dalle cronache, quasi sempre giudiziarie, interveniva, non ho capito bene come mai, un altro Medico che sottoponendo mio Fratello ad un esame strumentale , confermava trattarsi di dolore dovuto a calcolosi renale e gli praticava una flebo, mi pare, di antidolorifico.

Rifiutando l'eventuale ricovero nel succitato ospedale, per mancanza del reparto dedicato, i miei Familiari chiedevano cosa avrebbero dovuto fare in caso di recidiva dell'attacco di dolore al malato, poichè, era certo, non sarebbero tornati al Pronto Soccorso di Vibo: veniva risposto che.............il ricovero non sarebbe stato possibile ........neanche a Tropea poichè........da qualche giorno il reparto di UROLOGIA di Tropea è.....in ristrutturazione !!!

A questo punto, ritengo che i signori responsabili della Sanità Pubblica della ns provincia che non ha mai brillato per efficienza, in questi ultimi anni meno che mai, ma solo per favoritismi personali verso gli operatori sanitari ed appalti poco chiari in ogni settore amministrato, dovrebbero almeno pubblicare il piano di emergenza cui dovrebbero adeguarsi i malcapitati Cittadini in caso di urgenze, con direttive esplicite, invece di lasciarli correre di qua e di la, allo sbando, in cerca di un aiuto che sarà molto difficile trovare, considerato lo stato psicologico in cui ci si trova, e più difficile ancora ottenere, considerato lo sfascio organizzativo delle aziende sanitarie pubbliche. Meno male che hanno reintrodotto ed inasprito i tickets, così, di sicuro, se non potranno beneficiare del maggiore introito i servizi per i Cittadini, con incremento di presenza ed efficienza, ne beneficieranno i responsabili ad ogni livello, che incrementeranno i loro proventi quasi sempre,finora, immeritatamente ottenuti: credo che stiamo proprio arrivando alla classica "goccia che farà traboccare il vaso"!

SAREBBE ORA CHE OGNI RESPONSABILE VENISSE RETRIBUITO IN BASE A CAPACITA' ED EFFICIENZA NON IN BASE ALLA APPARTENENZA, E PAGASSE, ADEGUATAMENTE ALLE MANSIONI SVOLTE ED A QUANTO PERCEPITO, GLI ERRORI COMMESSI PER INCAPACITA', COLPA O DOLO, IN CONCORRENZA CON IL O I POLITIC..ant..I CHE LO HANNO "PIAZZATO" IN QUELL'INCARICO, MAGARI AL POSTO DI UN ALTRO PIU' VALIDO, MA CHE AVEVA "COLORE POLITICO" CADUTO IN DISGRAZIA, ALMENO AL MOMENTO: BASTA, LO "SPOIL SYSTEM" E' SOLO UNA VERGOGNA!!

da Nicola Conocchiella Blog (17 maggio 2009)

16 maggio 2009

BRIATICO. GARA DI PALLAVOLO Tra sport e solidarietà

di P.A.

BRIATICO - Un’importante manifestazione per la vita si è svolta nei giorni scorsi presso il campetto polifunzionale della scuola media. Si è trattato di un quadrangolare di pallavolo, che aveva lo scopo di diffondere la cultura della donazione e il conseguente trapianto di organi e tessuti. Organizzatori della manifestazione sono stati l’associazione culturale “Eleutheria” di San Costantino, la locale sezione Aido “Tania Conocchiella” e l’Istituto scolastico comprensivo, diretto da Rocco Cantafio.


da Il Quotidiano della Calabria (15 maggio 2009), p.25

Vibo, centinaia di persone indagate per truffa alla sanità pubblica

L’inchiesta riguarda le prestazioni sociali agevolate. Tutti gli indagati sarebbero risultati "falsi poveri"

Vibo, centinaia di persone indagate per truffa alla sanità pubblica 15/05/2009 Sono centinaia le persone indagate dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia per una truffa ai danni della santà pubblica. Su un campione di 300 persone residenti in tre comuni del vibonese, precisamente Nicotera, Limbadi, e Joppolo, ben 115 non hanno pagato il ticket.
È quanto è emerso da una indagine delle Fiamme gialle di Vibo Valentia che hanno denunciato 115 persone con l’accusa di truffa ai danni del servizio sanitario nazionale e falso ideologico.
Secondo quanto è emerso nel corso della conferenza stampa svoltasi nella caserma di Vibo Marina, i denunciati, attraverso false dichiarazioni, si erano trasformati in «falsi poveri» per evitare di pagare il ticket sanitario, quando invece dai controlli incrociati è emerso che tra loro vi erano delle persone, piccoli imprenditori, artigiani che avevano nascosto o dichiarato redditi che superano anche 60 mila euro l’anno.
Le indagini sono partite dall’acquisizione, presso l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo, delle certificazioni riferite al solo bimestre ottobre/novembre 2006, attraverso un analitico incrocio dei dati, effettuato tramite il sistema informativo dell’anagrafe tributaria.
Il dato allarmante è che oltre un terzo delle posizioni vagliate sono risultate irregolari e che tali irregolarità si riferiscono ad un breve segmento temporale. I responsabili, oltre ai risvolti penali che scaturiranno dalla denuncia, saranno chiamati a restituire le quote di esenzione di cui hanno indebitamente usufruito, maggiorate dalle sanzioni e dalle spese giudiziarie e deferiti alla magistratura contabile per i danni arrecati all’erario, valutati in diverse decine di migliaia di euro. Ma l'elemento significativo è che le persone coinvolte avrebbero redditi che arrivano anche a 60 mila euro.
Non è la prima volta che la guardia di finanza scopre, nel vibonese, false esenzioni. In un anno sono già state denunciate oltre 300 persone.

da Il Quotidiano della Calabria (16 maggio 2009)

15 maggio 2009

Briatico. Parcheggi misteriosi

di Franco Vallone

Briatico, zona chiesa del Carmine- il signor N.S. con queste linee bianche che consentono di parcheggiare le auto davanti alla sua porta e le sue due finestre, riuscirà ad uscire di casa?






Segnalate disservizi, verrete sempre pubblicati.

14 maggio 2009

FIGLIO LE INVIA TELEFONINO PER POSTA; ARRIVA UNA CAMICIA

(AGI) - Vibo Valentia, 14 mag. - Amara sorpresa per una donna che, nell'aprire il pacco che avrebbe dovuto contenere un telefonino, che il figlio le avevaspedito tramite le Poste Italiane in occasione della festa della mamma, vi ha invece trovato una camicia taroccata. Il fatto e' avvenuto a Vibo Valentia. Vittima una ex dipendente della azienda sanitaria L.F.. La donna ha denunciato l'accaduto alla Polizia.

da AGI.it(14 maggio 2009)

12 maggio 2009

Tropea, tenta di impiccarsi ma la corda non regge

La polizia ha trovato l'uomo, che soffriva di una forte depressione, per fortuna ancora vivo

12/05/2009 La corda che si era stretta intorno al collo per impiccarsi non ha retto ed è caduto esanime sul pavimento di casa. Così F.F., 44 anni, è stato trovato dai poliziotti dopo aver sfondato la porta di casa nella quale si era rinchiuso. Il fatto è avvenuto a Tropea, nel vibonese, dove l’uomo abitava dopo essere rientrato da Torino, dove aveva lavorato per tanti anni, dopo aver perso il lavoro. Caduto in depressione, aggravata dalla separazione con la moglie, ieri sera aveva deciso di farla finita impiccandosi, ma fortunatamante senza riuscirvi. Qualcuno ha chiamato gli agenti del vicino posto fisso di polizia che dopo avergli prestato le prime cure. L’uomo, successivamente soccorso dal 118, è stato trasferito in un centro specializzato.

da Il Quotidiano della Calabria (12 maggio 2009)

05 maggio 2009

Alluvione Vibo, per 11 persone chiesto il rinvio a giudizio

Il pm Francesco Rotondo ha chiesto il rinvio a giudizio di 11 persone indagate nel procedimento relativo all’alluvione che il 3 luglio 2006 ha devastato le frazioni costiere di Vibo Valentia

Chiesto il rinvio a giudizio per 11 persone indagate nell'ambito dell'inchiesta aperta dopo l’alluvione del 3 luglio 2006 che provocò anche la morte di tre persone: del piccolo Salvatore Gaglioti, delle guardie giurate Ulisse Gaglioti e Nicola De Pascale, oltre al ferimento di Bruno Virdò. Sarà il giudice dell’udienza preliminare Giancarlo Bianchi a decidere sul rinvio a giudizio o sull'eventuale proscioglimento.
Le persone coinvolte sono i funzionari dell’Anas Vincenzo Capozza e Francesco Giovanni Scopelliti, chiamati a rispondere di inondazione ed omicidio colposo. Per gli stessi reati, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Bernardo De Berardinis, responsabile dell’Ufficio di prevenzione dei rischi della Protezione civile. Per lui, Francesco Giovanni Scopelliti ed il funzionario della Regione Calabria Vincenzo Pizzonia, la pubblica accusa ha poi chiesto il rinvio a giudizio anche per i reati di lesioni personali in relazione alle ferite riportate da Bruno Virdò, il giovane che tentò di salvare il piccolo Salvatore Gaglioti.
Sempre Vincenzo Pizzonia, unitamente a Umberto Sirianni, Giovanni Ricca, Luigi Giuseppe Zinno, Massimo Nisticò e Pietro Paolo Larosa, tutti dipendenti e funzionari del Dipartimento Lavori pubblici della Regione, sono invece ritenuti responsabili – a detta del pm – di non aver provveduto a rimuovere le situazione di «criticità» evidenziate dal PAI (Piano di assetto idrogeologico).
Gli altri imputati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio sono Michele Adiletta e Faffaele Celia, responsabili dell’Anas. L'udienza è stata rinviata al 18 maggio prossimo.

da Il Quotidiano della Calabria (5 maggio 2009)

03 maggio 2009

DROGA: DUE GIOVANI ARRESTATI A VIBO VALENTIA

(AGI) - Vibo Valentia, 2 mag. - Due giovani Barletta Maurizio Barletta e Manuel De Gaetano, rispettivamente di 30 e 23 anni, sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia con l'ausilio di unita' cinofile, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L'arresto e' avvenuto intorno alla mezzanotte alla stazione ferroviaria di Vibo Marina in corrispondenza della sosta nella stazione del treno speciale istituito per portare i giovani al tradizionale concerto di Roma. I militari dell'Arma, diretti dal maresciallo Riccardo Astorina, avendo intuito che qualcuno dei viaggiatori potesse trasportare sostanze stupefacenti da rivendere tra la calca di giovani che stavano andando nella capitale da tutta Italia, hanno predisposto un mirato servizio di contrasto al fenomeno, servizio che ha dato i suoi frutti. .
Ed infatti poco prima dell'arrivo del convoglio ferroviario, anche grazie al fiuto delle unita' cinofile dell'Arma, gli uomini della Benemerita hanno notato dapprima il Barletta che risulta residente nel vicina comune di Rombiolo e successivamente il De Gaetano, residente a Briatico, che alla vista dei controlli e delle perquisizioni, tentavano di allontanarsi senza dare nell'occhio ma, soprattutto, stando a debita distanza dagli sguardi dei militari e dal naso dei cani antidroga presenti. I loro accorgimenti non sono pero' serviti a niente in quanto i militari avendo notato gli strani movimenti dei due giovani che, fra l'altro, non si conoscevano, hanno loro immediatamente intimato l'alt. I due pertanto, vistiti scoperti, hanno tentato un'ultima mossa provando a sbarazzarsi di alcuni involucri che avevano in tasca. Ma era ormai tardi in quanto Carabinieri, avendo notato perfettamente la scena, in pochi istanti li hanno bloccati. E' stato cosi' possibile accertare come il De Gaetano stesse trasportando 18 grammi di marijuana divisa in due involucri, mentre il Barletta 11. Per i due sono pertanto scattate le manette con l'accusa di detenzione ai fini dispaccio di sostanze stupefacenti e, dopo gli atti di rito, sono stati rinchiusi nelle celle della caserma dell'Arma in attesa delle decisioni dell'autorita' giudiziaria.

da AGI.it (2 maggio 2009)

01 maggio 2009

Briatico Il Tribunale del riesame annulla il decreto di sequestro dei lotti

I permessi per costruire sono conformi alla zonizzazione del Piano regolatore generale
In località "Cocca Petrosa" ora si potrà continuare a costruire come programmato
di Pino Brosio

Il Tribunale del riesame (presidente Anna Maria Loiacono, giudici Cristina De Luca e Gabriella Luppoli) ha accolto la richiesta presentata dai legali di Francesco Niglia, Lorenzina Grillo, Francesco Mamone, Sisto Scordo, Raffaele Riga, Maria Fragale e Michele Ventrice annullando il decreto di sequestro preventivo emesso dal gip lo scorso 3 aprile dell'area di Cocca Petrosa di Briatico. Tutti i richiedenti erano accusati, in sostanza, d'aver «saccheggiato» il territorio briaticese mediante una lottizzazione abusiva realizzata, peraltro, in chiaro dispregio delle risorse ambientali.
Un castello d'accuse che il Riesame, ascoltate le arringhe degli avvocati, letti e valutati elaborati tecnici, perizie di parte e d'ufficio, ha fatto crollare consentendo agli indagati di tirare un salutare sospiro di sollievo. Il provvedimento di dissequestro dei lotti è la conseguenza anche della constatazione che «la realizzazione degli insediamenti abitativi oggetto dei permessi a costruire sui lotti frazionati appare conforme – così scrivono i giudici in sentenza – sia alla zonizzazione del Piano regolatore generale che alle norme tecniche di attuazione che accedono allo stesso né si rinvengono difformità dei permessi a costruire rispetto alle prescrizioni di piano».
Tali dati, sommati anche «alla assenza di elementi di fatto e di diritto dai quali trarre, da un lato, la natura disarticolata del territorio sotto il profilo dell'assenza di opere di urbanizzazione primarie e secondarie e, dall'altro, la obbligatorietà dell'approvazione di strumenti attuativi da parte del Comune» non consentono, a parere del Tribunale del riesame, «di ritenere configurabile il fumus del reato di lottizzazione abusiva». I giudici non si fermano qui. A loro avviso, anche «le ulteriori ipotesi di reato contestate appaiono, in tal modo, sfornite anch'esse di supporto indiziario».
E, dal momento che agli indagati veniva contestata la mancanza del nulla-osta paesaggistico, sottolineano «il rilascio dello stesso a favore del Mamone Francesco per le aree soggette a vincolo ambientale». Si sgonfia, dunque, un caso che aveva fatto di Briatico l'emblema dell'abusivismo che di certo non manca lungo tutta la costa tirrenica vibonese, ma che, nella fattispecie, non sembra sussistere. La stessa articolata "reazione" degli indagati lascia supporre il loro convincimento d'aver operato nel rispetto delle regole. Non a caso davanti al Riesame si sono presentati con uno schieramento di legali e di tecnici di tutto rispetto.
A difendere le ragioni dei loro assisti ci hanno pensato gli avvocati Antonello Fuscà e i consulenti Antonino Zizzi, Federica Fiale e Nicola Vasta ( per Francesco Niglia e Lorenzina Grillo), l'avv. Domenico Colaci e l'ing. Domenico Basile (Michele Vetrice), e ancora gli avvocati Domenico Colaci e Paolo Belvedere del Foro di Paola (Raffaele Riga e Maria Fragale), gli avvocati Antonio Porcelli e Pietro Naso con l'ing. Stagno (Francesco Mamone) e, infine, l'avv. Michele Accorinti e l'ing. Mariano Arena (Sisto Scordo). La "partita", comunque, non s'è ancora conclusa.
A Briatico, alla luce delle risultanze, del Tribunale del riesame rimane un pò di stupore per le modalità dell'operazione. Per porre sotto sequestro l'area lottizzata e sequestrare atti negli uffici municipali – è questa una delle riflessioni che vengono fatte – si sono mossi un elicottero, sedici macchine e alcune decine di uomini delle forze dell'ordine. Sono state transennate anche le strade attorno al Comune con conseguente deviazione del traffico.

La Gazzetta del Sud (01 maggio 2009)

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