30 aprile 2009

"Codice rosso" attorno ai depositi costieri

Alluvione Il programma per la delocalizzazione pone in primo piano gli stabilimenti di Agip Petroli e Basalti energia srl
Nelle aree dismesse si prevedono aziende nautiche o centri di ricerca e innovazione
di Nicola Lopreiato

«Dall'alluvione alla rinascita».
Non è uno slogan, ma la reale intenzione del commissario per l'emergenza alluvione Agazio Loiero che intende avviare la delocalizzazione di alcune imprese ritenute a rischio dopo il violento nubifragio del 3 luglio 2006.
E il piano integrato di interventi strettamente legato all'ordinanza del commissario n. 61 del 7 luglio 2008 è stato illustrato ieri mattina nell'aula consiliare di palazzo "Luigi Razza" da Francesco De Grano, uno dei più stretti collaboratori del governatore, alla presenza del sindaco Franco Sammarco, nonché del responsabile della ripartizione Urbanistica Giacomo Consoli e degli assessori Enzo Insardà e Carmelo Aiello. All'incontro erano presenti anche il presidente della Provincia Francesco De Nisi con il consigliere Giuseppe Grillone, il presidente della IV Circoscrizione Gianfranco Spanarello, il presidente del Consorzio industriale Ottavio Bruni e il direttore Domenico Augurusa, nonché Maurizio Caruso Frezza per conto della Camera di commercio e i rappresentanti di Italpetroli.
Una riunione tecnica che ha fatto seguito a un precedente incontro tenutosi a Catanzaro negli uffici della Protezione civile. Sul tavolo della discussione il programma integrato di interventi nell'area di Vibo Marina con al primo punto la delocalizzazione dei depositi costieri cerchiati in rosso dal piano Versace. Il tutto attraverso aiuti alle imprese con la realizzazione di infrastrutture industriali nell'area di Portosalvo, la zona dove dovrebbero trovare posto i depositi costieri su un terreno che metterà a disposizione il Consorzio industriale. Le zone dismesse saranno bonificate, dopo un accorato studio di caratterizzazione ed i siti saranno avviati a recupero economico e produttivo attraverso un piano di messa in sicurezza.
Interessati alla delocalizzazione sono lo stabilimento dell'Agip Petroli e quello relativo alla Basalti energia srl, controllato da Italpetroli spa. Per raggiungere questo obiettivo servirà un piano di investimenti pubblico-privati che prevede il prolungamento dell'oleodotto fino alla nuova ubicazione dei depositi e la realizzazione infrastrutturale del nuovo polo industriale. Ed entrando nello specifico della copertura dei costi, i privati dovranno sostenere lo smontaggio dei depositi, il trasferimento delle attrezzature e degli impianti al nuovo sito, provvedere allo stesso montaggio e all'acquisto di eventuali nuove attrezzature. A totale carico del pubblico la realizzazione delle infrastrutture di collegamento dal Porto al nuovo stabilimento, nonché il prolungamento dell'oleodotto ed altre opere di supporto. Saranno finanziate anche le opere infrastrutturali sulla nuova area industriale e sono previsti affitti agevolati.
I privati, inoltre, non potranno abbandonare le aree dismesse sulle quali sono in programma appositi piani di caratterizzazione e interventi di bonifica. Mentre i costi per la nuova destinazione economica produttiva saranno finanziati con contributi pubblici. In questo caso si tratta di iniziative che avranno l'obiettivo di riqualificare l'area di Vibo Marina rilanciando il settore turistico come momento di supporto alla cantieristica navale leggera e alle attività di servizio al Porto.
Ma considerata la specializzazione dei gruppi interessati nel settore degli idrocarburi, il programma di delocalizzazione sulle aree dismesse prevede la realizzazione di uno o più centri o laboratori di ricerca di carburanti a basso impatto ambientale, così come si potrebbe prevedere un sostegno all'industria nautica. Altre ipotesi in campo per lo sviluppo di Vibo Marina potrebbero essere legate all'attività di ricerca e dei servizi innovativi alle imprese.
Le parti interessate, preso atto del programma illustrato, si sono date appuntamento fra venti giorni per meglio valutare il programma.

da La Gazzetta del Sud (30 aprile 2009)

29 aprile 2009

“Neve al chiaro di luna” il libro di Olga L’Andolina che racconta Zungri e la sua memoria

di Franco Vallone

“Un testo con la voce della gente, per raccontarsi sul filo della memoria, scavando nei ricordi della propria vita, delle relazioni intessute nel tempo, delle sofferenze e delle gioie”…con queste parole, in presentazione, inizia il volume Neve al chiaro di luna, il libro di Olga L’Andolina, una breve, lunga, storia della comunità zungrese raccontata direttamente dai cittadini. Il volume, curato dall’amministrazione comunale di Zungri, stampato da Romano Arti Grafiche di Tropea, con il progetto grafico di Saverina Mazzitelli, è un vero e proprio contenitore della memoria di un paese della Calabria. Una Zungri raccontata il più delle volte per bocca degli stessi protagonisti che la vivono quotidianamente. La “Zungri raccontata” diviene, quindi, elemento centrale, con la sua comunità, le vicende, gli accadimenti, le storie, le sue speranze e le sue lotte, i suoi lutti e i suoi dolori, raccontati dal basso, da quella cultura contadina che ancora oggi detiene caratteristiche genuine e sincere di ospitalità e generosità. Olga L’Andolina, l’autrice del libro, scava nella storia del paese del Poro, in quel paese della gialla ginestra e delle grotte degli “Sbariati”. Nel secondo capitolo del libro viene affrontata la tematica della genuina religiosità popolare del popolo di Zungri con la Madonna della Neve e il suo culto presente da secoli, in profondità, nel cuore della gente del posto. I riti e la festa, le ritualità annuali legate alle stagioni, gli eventi speciali della vita, sono questi gli elementi affrontati nel terzo capitolo con il fidanzamento, il matrimonio, i funerali e le varie feste popolari che sono direttamente testimoniate con tratti raccontati, con le varie pratiche e le usanze radicate e poi la terra con l’agricoltura, la pastorizia e la vita passata a raccogliere olive e a trasformarle in olio nei frantoi, la fatica della semina, della trebbiatura e della vita dei pastori raccontata da tante altre testimonianze dirette raccolte sul campo. Il quinto capitolo affronta la tematica della lingua, del dialetto, delle tante espressioni popolari contenute in proverbi, cantilene, indovinelli, canzoni, inni e leggende, tante storie raccontate e tramandate oralmente di generazione in generazione. Segue poi il capitolo, importante, dei grandi eventi, accadimenti della vita che hanno segnato tutta la comunità del paese, la vita sociale del vecchia Zungri, il passaggio del re, i terremoti che hanno più volte causato distruzione e lutti, la baraccopoli e la ricostruzione del paese, le guerre mondiali e poi la grande storia dell’emigrazione con le partenze, molte volte senza un ritorno, per le lontane Americhe. Nel capitolo successivo il territorio di Zungri viene analizzato attraverso gli strati storici e archeologici. L’insediamento rupestre, le grotte di Contrada Fossi, ma anche i luoghi sacri, punto di riferimento di tutta la comunità zungrese. L’ottavo e ultimo capitolo è un vero e proprio sguardo verso il futuro con una sottolineatura al vigore del passato, all’identità del paese, e della gente che lo compone, e all’analisi delle risorse e delle potenzialità del presente. Le cinquanta pagine che chiudono il volume di Olga L’Andolina sono un vero e proprio album dei ricordi. Un album dove hanno trovato posto centinaia di foto fornite dalla stessa gente di Zungri. Fotografie, strapiene di anima e di cuore, che raccontano e testimoniano alla gente di oggi e ai posteri, di feste del Santissimo lungo le strade polverose di un tempo, di processioni con il “Quadro” della Madonna della Neve, di bande musicali e apparati in chiesa, di comunioni e matrimoni con l’abito bianco, di donne e coppie, della vita agreste, di case e chiese, di emigrazione e guerra, di viaggi ed eventi comunitari. Quasi duecento pagine, di memoria e identità, volute dall’amministrazione comunale di Zungri, capeggiata dal sindaco Tino Mazzitelli, per non disperdere e per affermare una propria storia composta dalle vite, passate e presenti, di tutta la gente di Zungri.

28 aprile 2009

La Fiera Nautica al nastro di partenza

Venerdì nel porto di Vibo Marina l'inaugurazione dell'evento unico nel suo genere in tutta la regione
di Marialucia Conistabile

Fervono i preparativi a Vibo Marina per la seconda edizione della Fiera Nautica delle Calabriae, in programma dal Primo Maggio a domenica 3, unico evento del genere in tutta la regione che lo scorso anno ha contato oltre 40mila visitatori.
Insomma un'occasione da non perdere per il territorio e non solo per l'infrastruttura portuale che, nonostante tutto, si appresta a ripetere l'esperienza, quest'anno arricchita da una vera e propria guida di navigazione della Costa degli dei, denominata Portus, redatta dalla Camera di commercio. E proprio l'Ente camerale ricopre nell'operazione "Fiera Nautica" un ruolo propulsore facendo leva sulla sinergia innescata con la Consulta economica portuale Santa Venere, fulcro della fase organizzativa, e la Capitaneria di porto. Un vortice che ha coinvolto anche Regione, Provincia e Comune.
L'evento è stato presentato ieri mattina nella nuova sede della Camera di commercio al Valentianum, dal commissario Michele Lico. Presenti all'incontro anche il vice presidente della Consulta economica portuale Santa Venere, Franco Ranieri, il comandante della Capitaneria Luigi Piccioli, l'assessore provinciale Maria Salvia (nella duplice veste di dirigente dell'Istituto comprensivo di Vibo Marina) e il presidente della IV Circoscrizione Gianfranco Spanarello. L'inaugurazione della Fiera è prevista venerdì prossimo alle ore 10. Rispetto alla prima edizione quest'anno saranno allestiti più stand (oltre 35) che rimarranno aperti dalle 10,30 fino alle 22 e sono stati programmati anche degli spettacoli serali per i tanti visitatori, tra cui il concerto dell'Orchestra giovanile provinciale. Inoltre nelle tre giornate si svolgeranno tavole rotonde nel corso delle quali saranno trattate le varie problematiche legate al mare e alle sue attività.
All'inaugurazione della Fiera, presenti le massime autorità e il governatore Agazio Loiero, è atteso anche l'arrivo del sottosegretario alle Infrastrutture Reina.
Ma nel corso della presentazione il commissario della Camera di commercio ha posto l'accento sulla necessità di ampliamento della infrastruttura portuale ma anche sull'esigenza di fornire servizi ai diportisti. Insomma per Lico il porto di Vibo Marina merita d'essere al centro di un progetto integrato di rilancio, a partire dalla sistemazione delle banchine e dal prolungamento del molo foraneo. A tal proposito sia Lico sia Ranieri e Spanarello hanno sollecitato la politica a fare la sua parte nel senso che il progetto per la sistemazione dell'infrastruttura (che viene redatto dal Genio civile Opere marittime) manca di pochi passaggi per essere completato e quindi diventare esecutivo e accedere concretamente al finanziamento di 20 milioni, già previsto dal competente Ministero nella programmazione 2009/2011. L'indispensabilità di un progetto cantierabile è stata sottolineata dal commissario della Camera di commercio e dal vice presidente della Consulta anche in considerazione dell'orientamento del governo nazionale di dare priorità agli studi cantierabili. Per cui si potrebbe correre il rischio che i fondi destinati alla messa in sicurezza del Porto di Vibo Marina vengano dirottati altrove.
E la messa in sicurezza dell'infrastruttura, rappresenta uno dei passaggi essenziali, unitamente ad altre priorità quali la riqualificazione delle aree circostanti, la delocalizzazione dei depositi costieri e delle attività industriali. Una linea condivisa dal comandante Piccioli. Proprio alla Capitaneria di porto-Guardia costiera è andato il ringraziamento di Franco Ranieri non solo per il lavoro che i militari si apprestano ad affrontare, ma anche per la disponibilità dimostrata nella "concessione" di oltre 20mila metri quadrati di superficie indispensabile per l'allestimento degli stand e il montaggio dei moli espositivi. Ranieri, inoltre, ha sottolineato la vitalità e l'operatività dei privati alle quali non sempre si accompagna il coinvolgimento fattivo dei enti se è vero come è vero che del miglioramento e messa in sicurezza dell'infrastruttura portuale si parla ormai da decenni. Infine il presidente della IV Circoscrizione ha avuto toni critici nei confronti di palazzo "Luigi Razza" assente ieri alla presentazione della Fiera Nautica delle Calabriae.

da La Gazzetta del Sud (28 aprile 2009)

Lottizzazione a Briatico, la parola al Riesame

Attesa tra oggi e domani la decisione del Tribunale in merito all'istanza di dissequestro
di Marialucia Conistabile

Tra oggi e domani si conoscerà la decisione del Tribunale del riesame (presidente Anna Maria Loiacono, giudici Cristina De Luca e Gabriella Lupoli) in merito al dissequestro dell'area di località "Cocca Petrosa" di Briatico, chiesto dalle difese degli indagati.
E ieri, davanti al Riesame, l'udienza è stata caratterizzata dalla battaglia sferrata dalle difese tendente a dimostrare l'inutilizzabilità della perizia della Procura, che ha disposto il sequestro dell'area poi convalidato dal gip, e di conseguenza l'insussistenza degli elementi a supporto dell'ipotesi dell'accusa.
Intanto nell'udienza di ieri il pm Fabrizio Garofalo ha depositato due ulteriori perizie integrative (complessivamente sono cinque), mentre dal canto loro gli avvocati Antonio Porcelli, Antonello Fuscà, Michele Accorinti, Domenico Colaci e Belvedere, hanno presentato una copiosa documentazione comprendente non solo dettagliate relazioni tecniche, ma anche memorie difensive. Il tutto allo scopo di dimostrare quella che i legali definiscono «infondatezza» dell'ipotesi accusatoria che ritengono si basi su una «consulenza tecnica fatta male».
Inoltre nel corso dell'udienza davanti al Tribunale del riesame, oltre alle contestazioni sollevate sulla perizia le difese hanno sostenuto la validità della qualificazione della zona come B2, cioè ad espansione, così come previsto dal vigente Prg adottato nel 2003. Qualificazione che unitamente ai permessi ottenuti dalla Soprintendenza (in quanto l'area è soggetta a vincolo paesaggistico) anch'essi esibiti al Riesame, di fatto, escluderebbe l'ipotesi di reato di lottizzazione abusiva e dell'illegittimità dei permessi a costruire rilasciati dal Comune di Briatico. In poche parole per la difesa del sindaco di Briatico Andrea Niglia e dei suoi genitori (Francesco Niglia e Lorenzina Grillo), per quelle di Francesco Mamone, Sisto Scordo, Francesco e Michele Ventrice, Raffaele Riga e la moglie Marisa Fragale, il consulente del pm avrebbe, tra l'altro, lavorato su mappe ricavate da Internet senza mai recarsi a Briatico e, dunque, senza mai prendere atto del fatto che l'area lottizzata si trova al centro di una zona urbanizzata.

da La Gazzetta del Sud (28 aprile 2009)

27 aprile 2009

Centri storici, 12 i progetti validi

Nell’elenco il recupero della Villa comunale (1 milione e 476mila euro)
di Nicola Lopreiato

C’è delusione per le proposte progettuali selezionate dalla Regione, assessorato all’Urbanistica, per quanto concerne l’intero territorio provinciale. I progetti strategici che vedevano insieme più Comuni, infatti, sono stati smembrati ed a tal proposito non pochi sono i sindaci che hanno storto il naso(tra cui Briatico, ndr) di fronte alla graduatoria pubblicata. I progetti ammessi a finanziamento sono stati dodici. Si tratta di alcuni centri ricadenti sulla fascia costiera come Nicotera, Ricadi, Spilinga, Tropea e Zambrone. In questo caso le risorse previste ammontano a 6 milioni e 600 mila euro che saranno così suddivise: Nicotera sarà interessata alla riqualificazione dell’ex convento ubicato nel quartiere “Baglio” all’interno del quale dovrà essere ospitato il Centro per la dieta mediterranea. In questo caso il finanziamento prevede un importo di 1 milione di euro; a Ricadi invece, sarà realizzato il Museo paleontologico all’interno del palazzo Fazzari (700mila euro). Altro Museo sorgerà a Spilinga nella sede dell’ex Municipio dove dovrebbe trovare posto il Museo dei sapori e della valorizzazione dei prodotti tipici (500mila euro). In questo caso in vetrina finiranno ‘nduja e pecorino del Poro. Massiccio intervento anche a Tropea dove sarà ristrutturato palazzo Giffoni. Il progetto di recupero e riqualificazione, in questo caso, prevede la realizzazione di un Centro mediterraneo di cultura e innovazione. Obiettivo per il quale si prevede un finanziamento di 4 milioni di euro. A Zambrone, invece, è stato approvato il progetto per il restauro e l’adeguamento dell’ex centro sociale da destinare a Centro studi sul turismo (400mila euro). Giudicato idoneo anche il progetto di riqualificazione, recupero e valorizzazione della Villa comunale di Vibo per il quale è stato approvato un finanziamento di 1 milione 476mila euro circa. In questo caso l’assessore comunale Enzo Insardà punterebbe non solo a riqualificare la Villa comunale, ma nello stesso tempo a collegarla con Villa Gagliardi. Un progetto che era stato inserito nel programma dell’amministrazione Costa ma che non aveva trovato alcun supporto concreto, anche perché quell’esperienza amministrativa è finita anticipatamente. Collegare le due grandi aree verdi, secondo quanto ipotizzato dallo stesso assessore, non solo contribuirebbe ad allargare i confini degli spazi ma nello stesso tempo renderebbe fruibile maggiormente Villa Gagliardi che, per via di accessi poco comodi, è poco frequentata e quindi luogo ritenuto adatto per coppiette e tossicodipendenti. Rientrano nella graduatoria dell’assessorato all’Urbanistica anche i comuni di Sant’Onofrio, Stefanaconi e San Nicola da Crissa per i quali si prevede un finanziamento complessivo che si aggira sui 2 milioni di euro. Per quanto concerne Sant’Onofrio il progetto ritenuto valido è quello relativo all’acquisto e al recupero della vecchia clinica Raffaele Teti. In questo caso sono previsti 400mila euro e si tratterà di realizzare al suo interno un Museo. Mentre per quanto concerne Stefanaconi il progetto prevede risorse per 700mila euro ed interesserà la ristrutturazione e il recupero di palazzo Carullo da destinare a Casa della Cultura. Analogo il progetto previsto a San Nicola da Crissa, in questo caso sarà recuperato palazzo Mannacio all’interno del quale dovrà nascere il Museo delle Confraternite religiose e della pietà popolare nel Mezzogiorno d’Italia. Un progetto che prevede un finanziamento di 900mila euro. Interventi importanti, sono in programma anche per quanto riguarda altri tre comuni del Vibonese: la riqualificazione di palazzo Scarano a Dinami (400mila euro); l’approdo della Seggiola a Pizzo, ritenuto luogo strategico per l’approdo delle armi delle antiche Ferriere Serresi (400mila euro) e, infine, un altro progetto ammesso a finanziamento riguarda il recupero e il riattamento di palazzo Pisani a Serra San Bruno per la realizzazione di sale studio e sale espositive per mostre temporanee e permanenti. Anche in questo caso la somma prevista è di 400mila euro.

da La Gazzetta del Sud(27 aprile 2009), p.18

Sant’Onofrio e tutti quei silenzi del Pd

di Antonio Scuticchio - assemblea regionale Pd

CON Sant’Onofrio diventano sei i comuni della provincia commissariati per infiltrazioni mafiose negli ultimi 6 anni. Prima era toccato a Briatico, Nicotera, Soriano, San Gregorio d’Ippona e Parghelia. Insieme fanno più del 10% dei comuni vibonesi. E potrebbe non essere finita perché in altri comuni sono insediate tuttora commissioni d’ac - ceso. Ogni volta che viene sciolto o commissariato per mafia un comune il fatto muore più o meno lì. Nessuna analisi da parte delle forze politiche. Almeno in questo, in Calabria, c’è un perfetto spirito bipartisan: basti l’esempio del consiglio regionale, dove il centrodestra non ha mai affondato sulla vicenda Crea perché aveva il suo Gallo nell’ar - madio. Del resto, la ‘Ndrangheta è politicamente trasversale. Quindi meglio non parlarne A Sant’Ono - frio, si diceva, si è insediata la commissione antimafia. Ciò vuol dire che il Comune sarebbe stato sciolto anche senza le dimissioni del sindaco. Non metto la mano sul fuoco per nessuno (neanche per me stesso)ma conosco abbastanza Franco Ciancio da poter dire che è un uomo distante da determinate logiche di scambio politico-mafiose. Eppure il comune che lui guidava è stato macchiato di mafiosità per la seconda volta in meno di un ventennio. E si trattava di un comune dove la maggioranza si compendiava nel partito cui appartengo. Qual è, allora, il male oscuro di Sant’Onofrio? Come mai si alternano le maggioranze ma la mafia continua a controllare il municipio? Quante amministrazioni in provincia di Vibo Valentia controlla, direttamente o indirettamente, la criminalità? Parafrasando uno slogan caro a Walter Veltroni, forse we don’t care? A me sembra, invece, che ci debba importare. Ma un partito preoccupato più che altro a disquisire sulla “ri - visitazione” del tesseramento. Prima gli assetti di potere, insomma, poi il resto, compreso il problema delle infiltrazioni mafiose. E La selezione della classe dirigente, invece di esser fatta, viene fatta dalle Prefetture e dalle Procure. Alla timidezza con cui si affronta il problema mafia si sostituisce addirittura il mutismo quando c’è di mezzo la corruzione. Forse perchè anche quando qualcuno parla (vedi, il presidente della Provincia di Crotone Iritale), gli altri fanno il gioco delle tre scimmiette. Poi, in silenzio, si sbarazzano dei ribelle e si riprendono il potere perduto. Questo silenzio è ancora peggiore, perché non deriva dalla paura, ma dalla connivenza. Gli storiografi della corruzione politica in Italia hanno sempre rilevato i circoli viziosi che possono intrecciarsi tra questo fenomeno e quello della protezione politica della criminalità organizzata. Specie se entrambi vengono innescati dalla monetizzazione del consenso, o clientelismo, al quale ormai non si fa nemmeno più caso. Il mio partito non vuole o non riesce a capire che non si può proseguire in questa corsa al ribasso per ottenere qualche decina di amministrazioni in più. Veltroni aveva provato a dare l’imprinting, ma un uomo solo non può far molto. Ci vogliono regole interne e non mi pare ci siano: basti leggere il codice etico del Pd per rendersi conto di quanto sia morbido nei confronti dei rei contro la pubblica amministrazione. Di questa mollezza ho trovato tracce un po’ ovun - que nel pensiero del volgo. Mesi fa, a Lamezia, ho sentito dire che Speranza non sarà ricandidato “perché si è preoccupato soltanto della sicurezza senza pensare ai bisogni della gente. Sul fronte anticrimine e anticorruzione il sindaco di Vibo Valentia gode di credito affatto minore rispetto al suo collega lametino, ma forse non gli si vuol riconoscere il merito altrimenti si “rischia” di dover aprire la discussione sulla sua ricandidatura. Con questo approccio da indifferenti (nel senso Moraviano del termine) il PD, si sta presentando alle elezioni europee, nelle quali i partiti con le loro opinioni contano tanto, mentre il clientelismo conta poco o nulla. Preoccupa tanto, questo partito silente proprio sui suoi cavalli di battaglia di un tempo, il tempo in cui c’era l’Ulivo, un progetto sacrificato troppo presto ai mal di pancia dei politici di professione provenienti dalle settime file della 1° Repubblica. Dunque, se c’è, il Pd batta un colpo in questa provincia. Vediamo come recuperare l’etica della politica. Star zitti e aspettare l’oblio non è tattica politica, è l’oblio della politica.

da Il Quotidiano della Calabria (26 aprile 2009) p.30

22 aprile 2009

Briatico. Si afferma l’hockey su prato

Domani secondo turno delle semifinale under 14

BRIATICO - Si sta sviluppando in questa cittadina una disciplina poco usuale per il nostro territorio: l'hockey su prato. Lo sport si sta diffondendo con una certa rapidità, tanto che atleti e appassionati non fanno che aumentare. Questo grazie all'impegno di pochi e in primo luogo di Giovanna Di Giorgio, che è anche il medico sociale della squadra "Amici del mare" di Briatico. Incoraggianti i risultati ottenuti tanto che è in corso anche un campionato riservato agli under 14 di cui si stanno disputando le semifinali. Nel primo round netta l'affermazione delle due squadre briaticesi "Amici del mare 1" e "Amici del mare 2" che sul campo di Rende hanno battuto la squadra "Rinascita" di Cosenza rispettivamente per 4 a 1 e per 8 a 2. Le gare di ritorno sono previste per domani sul campo della ditta Polistena di Vibo Valentia, con inizio alle ore 15,30. E' sperabile che le gare siano circondate da una cornice di pubblico adeguata allo spettacolo che tale attività sportiva riesce ad offrire.

da Il Quotidiano della Calabria (21 aprile 2009), p.28

Case antisismiche, la risposta di un professionista

Se non ci fosse da piangere, mi verrebbe da ridere!
Naturalmente, essendo la lettera anonima, non ho riferimenti, ma, considerato il contenuto dello scritto,,immagino che la gentile Signora non abbia alcuna cognizione delle norme antisismiche per l'edificazione nelle ns zone, ma, ho motivo di credere, non solo Lei !
Purtroppo, forse o sicuramente tramite conoscenti, amici o passavoce, si sarà rivolta ad un geologo "anomalo", il quale, ha aggravato la situazione con le sue gravi affermazioni (se vere)che contrastano con la realtà: le indagini geotecniche con "carotaggi", o meglio prove penetrometriche per accertare la natura del terreno di fondazione, SONO OBBLIGATORIE NON DISCREZIONALI e la relativa relazione va allegata al progetto.
Per quanto riguarda il tipo di fondazioni, con micropali e piastra di fondazione, progettato dall'ingegnere torinese, non sappiamo con quale esperienza di costruzioni in zona sismica, ed il perchè abbia optato per queste fondazioni, bisogna ammettere che si tratta di una modalità di esecuzione delle fondazioni di un fabbricato antisismico, molto rara nelle ns zone, che viene utilizzata soltanto quando si tratta di edificare fabbricati multipiani e di una certa importanza che "scaricano" sulle fondazioni e sul terreno, pesi di una certa entità: non viene mai impiegata
per modestissimi edifici quale sembra essere quello edificato dalla Signora, ad un solo piano più mansarda.
Ad aggravare le convinzioni della Signora che scrive, anche le dichiarazioni del costruttore relative alla circostanza della MANCANZA generale di precauzioni costruttive nella costruzione di edifici nella ns zona: ma in quali mani è capitata o si è messa questa Signora!?
Da condividere con Lei soltanto la carenza di controlli, i quali, però, DEVONO ESSERE FATTI, IN PRIMIS, PROPRIO DAI PROFESSIONISTI CHE HANNO REDATTO IL PROGETTO, INCARICATI E PAGATI DAL COMMITTENTE E/O DAL PROPRIETARIO DELLA COSTRUZIONE.
Purtroppo le esternazioni del tipo di quella di che trattasi, molto superficiali, fanno più danno che utile.

nicola conocchiella.

p.s. : invito le associazioni professionali e quella dei costruttori, ad approfondire la problematica ed ad intervenire a tutela dei propri iscritti, essendo le affermazioni contenute nella lettera pubblicata e nel commento relativo, altamente lesive della professionalità locale.

21 aprile 2009

Briatico «Una casa antisismica? Sì, ma nessuno la sapeva costruire...»

Caro Direttore,
innanzi tutto complimenti per tutte le indagini svolte e per tutte le segnalazioni di imbrogli e irregolarità che lei e il Suo staff state denunciando, speriamo che prima o poi vengano ascoltate. In questi giorni si fa tanto parlare di regole antisismiche e io vorrei segnalarle ciò che mi è capitato. Nel 2003 ho comperato un terreno in Calabria, precisamente a Briatico. Zona altamente sismica. Io, venendo dal Piemonte dove la sismicità è quasi inesistente, mi sono premurata di conoscere tutti i parametri per edificare in maniera corretta e soprattutto sicura per me e i miei cari. Ho fatto fare i carotaggi da un geologo (in confidenza mi ha detto che quasi nessuno richiede le sue perizie per non aggravare i costi e così è costretto a insegnare invece che fare ciò per cui ha studiato) e ho fatto fare un progetto da un ingegnere di Torino. L’ingegnere aveva previsto fondazioni con micropali e piastra in cemento armato, cioè pali di sezione ridotta in quantità maggiore e molto profondi (con trivellazione) e piuttosto onerosi. Quando ho chiesto alle varie imprese questo tipo di fondazione che è adatta a luoghi sismici come la Calabria, nessuno e ribadisco nessuno mi ha detto che conosceva questo sistema e nessuno lo sapeva eseguire. Non sto parlando del muratore, sto parlando di imprese con tanto di ingegneri, geometri e capomastri. Ora possono ben fare le norme antisimiche ma se non si adeguano anche i costruttori allora a che servono le norme? Io ho cercato di trovare una soluzione che rispettasse i parametri facendo una platea con travi doppie incrociate nonostante la mia sia una villetta di un piano più mansarda, ma a detta del costruttore non sono molte le case che hanno preso queste precauzioni. In realtà come quella calabrese e siciliana dove la metà delle case è abusiva e i controlli sono nulli come è possibile rimediare? Molto spesso sono i proprietari che edificano senza avere conoscenze approfondite. Sono i controlli e non le regole che mancano, purtroppo.

Dio solo sa quanto lei ha ragione. Il suo caso particolare, così come ce lo racconta, è uno squarcio perfetto del nostro Paese, per chi lo vuole conoscere e raccontare davvero, non sorvolando sulle ali dei pregiudizi. E la sua ultima frase, fosse per me, la scriverei a caratteri cubitali sui nostri codici, nei libri di scuola dei nostri ragazzi, dentro le nostre case. In effetti, ogni volta che c’è un problema, o un’emergenza, arriva qualcuno a proporre nuove regole. Siamo il Paese delle norme e dei decreti (adesso il ministro Calderoli sta doverosamente lavorando di machete nella foresta dei cavilli, ma nessuno sa dirci neppure con esattezza quante sono le leggi in vigore). Ma, dico io, a che serve aggiungere sanzione su sanzione se poi nessuno le fa rispettare? A che serve mettere norme severe sui clandestini, se poi nessun tribunale li espelle davvero? A che serve mettere punizioni severe contro chi guida ubriaco, se poi le forze dell’ordine non riescono ad aumentare i controlli? E così, da ultimo: a che serve gridare all’allarme sismico, se per prima cosa non si vanno a prendere tutti quei costruttori che non hanno rispettato le leggi e non sono in grado di rispettarle, e si impedisce loro di edificare anche solo una cuccia per cani?

da Il Giornale.it (20 aprile 2009)

20 aprile 2009

Pizzo e gli infioratori di Potenzoni

di Franco Vallone

PIZZO - La città di Pizzo Calabro ha scelto Potenzoni di Briatico per vestire di fiori la strada, la piazza, il belvedere del cosiddetto spunduni e Potenzoni, proprio per il 23 aprile, il giorno dell’annuale festa di San Giorgio Martire, offre a Pizzo Calabro tutta la bravura dei suoi rinomati infioratori con i loro sedici anni d’esperienza. Quella dell’infiorata è, per la gente di Potenzoni, una vera e propria magia espressiva cucita addosso, con milioni di petali di fiori che le donne del paese sciolgono da corolle, pistilli e gambi, e fanno diventare, in un attimo, tante tavolozze di colori. Sono petali colorati che si animano attraverso le mani, esperte e sapienti, degli infioratori e si reinventano in qualcosa di contrastante, effimero ed eterno al contempo. Per tutta la comunità di Potenzoni di Briatico invitata, dal sindaco e dall’amministrazione comunale di Pizzo Calabro, a questo importante evento, è una bella occasione attraverso la quale far conoscere, sul campo, la maestria e manifestare un sentimento di profonda religiosità, ma anche per evidenziare il forte attaccamento alle proprie radici e alla propria identità locale di comunità capace di lavorare assieme. Giovedì mattina una pioggia di petali di tutti i colori verrà ad essere composta sul suolo napitino e l’opera ottenuta sarà poi esposta al mare, alla gente e al sole di Pizzo Calabro per questa speciale occasione della festa di San Giorgio Martire, patrono e protettore della città. Oggi, in attesa del Corpus Domini 2009 con la sua diciassettesima edizione dell’infiorata, Potenzoni unisce, per l’occasione, i suoi quattro rioni in un unico gruppo di lavoro. Agave, Chiesa, Glicine e Torre, uniti con i coordinatori e sotto gli occhi di tutti, produrranno assieme un unico lavoro dedicato a Pizzo, lo stemma del paese con l’effige di San Giorgio. I bellissimi tappeti in fiore che ogni anno tappezzano Potenzoni di Briatico vengono allestiti con materiali floreali che sembrano, nel risultato finale, veri morbidi tappeti dalle fibre raffinate e dai tessuti vellutati con disegni colorati dei più vivi colori che solo la natura sa offrire. Da sabato scorso tutta la comunità di Potenzoni è in fermento per concretizzare al meglio il lavoro infiorato di Pizzo che sarà visitato dalla solenne processione che si terrà alle ore 17.00 di giovedì sera alla presenza del vescovo di Mileto, Nicotera, Tropea, monsignor Luigi Renzo. Una pittura floreale che prenderà forma in mattinata, dipinta dal sentimento collettivo e devozionale della gente di Potenzoni che si incontra con quella di Pizzo. Un momento di spiritualità cristiana ma anche di grande espressività artistica e di orgoglio comunitario. In questa espressione di vitalità popolare sta il segreto semplice di quest'arte difficile, un’arte così insolita e che lascia stupefatti per la bellezza, la delicatezza, l'armonia e la perfezione dei disegni rappresentati nel vestire di fiori strade, vicoli e piazze.

Casa d'appuntamento nei pressi della chiesa

Prostituzione: arrestata una colombiana
di Francesco Iannaci

Una colombiana, Estela Astaiza, 30 anni è stata arrestata a Pizzo dai carabinieri della Compagnia con l'accusa di agevolazione e tolleranza della prostituzione.
L'operazione è stata portata a termine dai militari della stazione di Vibo Marina, che hanno accertato la presenza di una vera e propria casa di appuntamenti nel pieno centro storico della cittadina tirrenica, per di più a due passi dalla chiesa di San Rocco e San Francesco. I carabinieri, venuti a conoscenza di strani movimenti nei pressi di un'abitazione da poco presa in fitto dalla trentenne colombiana, residente a Trento, hanno effettuato una serie di appostamenti, nel corso dei quali hanno notato il via-vai giornaliero di molti uomini provenienti da tutta la provincia. Da qui l'irruzione. La donna e una connazionale, A.M., di 28 anni, sono state sorprese mentre riscuotevano la somma pattuita con uno dei clienti. Subito è scattato l'arresto per la Astaiza. Da ulteriori indagini è risultato che l'appartamento, dove le due colombiane ricevevano i loro clienti, era stato preso in affitto dalla Astaiza che lo utilizzava da alcuni giorni, con la connazionale. Inoltre, la donna per non destare sospetti si era rivolta ad un'agenzia immobiliare della zona facendosi passare per una delle tante straniere in cerca di lavoro.

da La Gazzetta del Sud (20 aprile 2009)

19 aprile 2009

Concessione della progettazione definitiva ed esecutiva della costruzione dell'approdo turistico in località Marina

Ente Appaltante: Comune di Briatico

Data scadenza: 17/04/2009

http://www.regione.calabria.it/allegati/bandialtreamm/2009/20090408_comune_briatico.pdf

da: http://www.regione.calabria.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2498&Itemid=145

Ecco il Bando(che consiglio fortemente di leggere) per la concessione del porto turistico di Briatico, a grandi linee si evince che la spesa è di oltre 4 milioni e 200 mila euro, verrà finanziato totalmente dal realizzatore che ne avrà la concessione per 30 anni. Il progetto preliminare prevede che il porto venga realizzato in località marina, dove c'è la Torre della Rocchetta per intenderci, ma in progettazione definitiva il vincitore del bando potrebbe spostare tutto in altra posizione, secondo indiscrezioni località Brace visto l'immediato accesso alla principale strada provinciale della costa. Sembra che le proposte di realizzazione giunte all'Ufficio Tecnico entro i termini pattuiti siano ben tre.

Briatico/ Trasportano 900 chili di rifiuti inquinanti, 3 arresti

Sono italiani residenti nel campo nomadi di Lamezia Terme

Milano, 18 apr. (Apcom) - I carabinieri della stazione di Briatico, in provincia di Vibo Valentia, durante una perlustrazione hanno sorpreso 3 rom di Lamezia Terme, Antonio Bevilacqua di 22 anni, Cosimo Bevilacqua di 25 e Antonio Bevilacqua di 31, mentre trasportavano a bordo di un furgone Iveco di proprietà di uno di loro, 900 chili di rifiuti speciali altamente inquinanti che, per legge, avrebbero dovuto essere smaltiti secondo particolari procedure per evitare negativi impatti ambientali.

I carabinieri erano a Brace di Briatico, alla ricerca di altra merce, e si sono accorti del cassone del mezzo ingombro di ogni sorta di lamierato. Hanno intimato l'alt ai tre e verificato sia la regolarità dei documenti di trasporto sia la composizione del carico.

I tre italiani, tutti residenti nel campo nomadi di Lamezia Terme, sono stati costretti ad accostare il proprio mezzo e ad ammettere di non avere alcun tipo di permesso per il trasporto dei 900 chili di rifiuti speciali altamente inquinanti ammassati alla meglio nel retro del mezzo.

I carabinieri hanno accertato che il vano di carico del camion era ingombro di ogni sorta di rifiuto inquinante come bombole di gas, carcasse di condizionatori ancora carichi di gas freon (sostanza nota per la sua alta volatilità e tossicità sia per l'uomo che per l'ambiente), carcasse di elettrodomestici ed apparecchiature elettroniche e parti di veicoli e di cucine, raccolti un po' ovunque in tutta la provincia e pronti per essere smaltiti illegalmente al fine di ricavarne i pochi metalli nobili ancora presenti. Metalli, in particolare il rame, che avrebbero poi dovuto essere venduti sul mercato nero.

Per i tre sono scattate le manette con l'accusa di trasporto non autorizzato di rifiuti pericolosi edinquinanti, così some disposto dal nuovo decreto antinquinamento esteso anche alla regione Calabria. Il mezzo e il carico sono stati sequestrati.


News da Virgilio Notizie (18 aprile 2009) - Foto da La Gazzetta del Sud(19 aprile 2009), p.46

18 aprile 2009

Grande partecipazione alla toccante Passione Vivente

Le tradizioni consolidate
di Pino Albanese

BRIATICO - La Sacra rappresentazione è stata tenuta nella Piazza IV Novembre ed è stata organizzata dal Gruppo dell'Oratorio della parrocchia San Nicola di Briatico, con il patrocinio della locale amministrazione comunale e la collaborazione dei padri Scalabriniani. Si sono rievocati gli ultimi momenti della vita terrena di Gesù, l'ultima Cena con gli apostoli, nonché la sua condanna a morte. La scena più suggestiva è stata quella riguardante la crocifissione di Gesù e la sua resurrezione, ambientata nella naturale zona “Solaro”. La manifestazione, giunta alla dodicesima edizione, ha visto un encomiabile impegno da parte di tutti i giovani frequentanti l'oratorio, affiancati dagli adulti, che per molte settimane si sono alacremente sottoposti a prove, per arrivare ad una ottimale preparazione, riconosciuta da tutti i presenti. Il gruppo ha curato la scenografia e tutte le altre attività connesse alla rappresentazione. I figuranti sono stati quaranta, tra cui ricordiamo Daniele Loiacono (Gesù), Rocco Morello (Barabba), Francesco Veterale (Pilato), Tersilia Noccioli (Madonna), Eleonora Borello (Maria Maddalena), Raffaele Napoleone (uno dei sommi sacerdoti) e Franco Satriani (la voce narrante). Tutti bravi gli attori, che si sono distinti anche per l'impegno profuso all'interno delle chiese cittadine, al fine di preparare i fedeli ai riti della settimana Santa. Queste manifestazioni vanno incoraggiate, in quanto intrise di valori spirituali, che avvicinano la gente verso il trascendente, allontanandola, seppur per breve tempo, dalle pochezze della vita quotidiana. Pertanto, un plauso va indirizzato agli organizzatori, i quali, visto il grande successo ottenuto, hanno assicurato la continuità della manifestazione per gli anni a venire. Alla fine della rappresentazione sacra, il Gruppo organizzatore ha voluto, tra gli altri, ringraziare per la collaborazione offerta i padri Scalabriniani, che hanno messo a disposizione i locali per le prove, le forze dell'ordine, la croce rossa, nonché Agostino Vallone, assessore comunale alla Cultura, per il contributo dato dall'ente da lui rappresentato. I riti si sono conclusi la domenica di Pasqua, con la tradizionale Affruntata, che rappresenta l'incontro di Cristo Risorto con la Madonna. L'Affruntata briaticese è una delle più antiche di tutto il territorio vibonese e per gli abitanti del centro costiero costituisce un inestimabile patrimonio culturale.

da Il Quotidiano della Calabria (17 aprile 2009), p. 25

Briatico Violenza criminale: furti e danneggiamenti a catena nelle abitazioni delle vacanze di località "Punta Safò" e "Brace uno"

Villetta incendiata due volte in dieci giorni Il Sindaco chiede maggiori controlli: molte persone hanno messo in vendita le loro case
di Lino Fresca


Incendi, furti e danneggiamenti. È quanto si verifica, da un anno a questa parte, nelle contrade "Punta Safò" e "Brace 1" del comune di Briatico che in inverno sono due lande desolate. Terre di nessuno dove le numerose ville disabitate sono in balia di vandali e ladruncoli. Negli ultimi mesi alcune di queste case estive sono state date alle fiamme. Altre sono state letteralmente svuotate di arredi o danneggiate. Quanto accade in queste due zone potrebbe essere finalizzato a creare un clima di tensione tra i proprietari per costringerli a pagare la guardiania. Aggirandosi per le strette strade di Punta Safò si ha la sensazione che qualcuno degli abitanti del luogo vorrebbe parlare. La paura, però, li frena perchè sanno già cosa potrebbe capitare alle loro abitazioni per una parola di troppo.
Bocche cucite, quindi, tra i proprietari di queste strutture abitative per paura di possibili ritorsioni. Nonostante la consegna del silenzio, però, i raid incendiari, le "visite" dei ladri, i danneggiamenti ai giardini con il taglio di alberi ornamentali e da frutta, in questi ultimi mesi, si sono moltiplicati. A confermarlo è lo stesso primo cittadino, Andrea Niglia, il quale sostiene che questi episodi, che andrebbero fermati con controlli del territorio più rigidi, stanno spopolando le due zone ad alta densità turistica. «I danni per l'economia locale – aggiunge il Sindaco – sono notevoli. Negli ultimi mesi numerose persone hanno deciso di mettere in vendita le loro abitazioni perchè non si sentono sufficientemente tutelate. Se l'esodo dovesse essere massiccio sarà un grosso contraccolpo anche per le strutture turistiche che in località Punta Safò sono numerose. La nostra economia dipende dall'industria turistica. Se viene meno questa per la nostra comunità sarebbe la fine». Per fermare l'esodo verso altre località turistiche il primo cittadino chiede il rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell'ordine soprattutto nelle ore notturne.
Gli ultimi incendi sono di poche giorni fa. A finire nel mirino dei soliti ignoti due ville ubicate nelle contrade Punta Safò e Brace 1. Una di queste abitazioni è del dentista Antonio Naccari il quale non sa darsi una risposta dopo che la sua villa è stata, in pochi giorni, per ben due volte di fila data alle fiamme. «Non ho mai subito – taglia corto il dentista – alcuna richiesta estorsiva o minaccia».
Dopo i raid incendiari dei giorni scorsi contro l'abitazione dell'odontoiatra vibonese, alcuni abitanti del luogo sostengono che nella zona si vedono più carabinieri. «Questo non è sufficiente – ribadiscono –. Per scoraggiare i malintenzionati occorre ben altro. Come prima cosa i carabinieri dovrebbero intensificare i controlli nelle ore notturne. In particolare dalle 23 alle 4. Alcuni mesi fa in una villa che si trova a poche centinaia di metri da casa nostra sono stati rubati tutti gli arredi. Se ci fossero stati maggiori controlli i ladri non avrebbero avuto il tempo di ripulire da cima a fondo un'abitazione posta su due piani. Per frenare questo assalto continuo alle nostre abitazioni dalle forze dell'ordine ci aspettiamo ben altro»


La villetta del dentista Antonio Naccari


da La Gazzetta del Sud (18 aprile 2009)

Alluvione, al via lunedì i lavori su cinque torrenti

Provincia - Saranno messi in sicurezza


Partiranno lunedì i cinque interventi infrastrutturali di adeguamento e messa in sicurezza dei torrenti maggiormente colpiti dall'alluvione del 3 luglio 2006.
Soggetto attuatore è la Provincia a seguito dell'Accordo di programma quadro siglato, a suo tempo, tra il ministero e Regione, che mette a disposizione per gli interventi 2 milioni e 800mila euro.
In particolare – secondo quanto reso noto dal presidente della Provincia, Francesco De Nisi – i lavori (che riguarderanno sia la messa in sicurezza dei torrenti sia degli attraversamenti stradali e ferroviari) interesseranno il fosso Calzone (torrente Bravo) dove sarà adeguato il ponte di via del Pescatore, con la demolizione e ricostruzione dell'attuale sostegno dell'infrastruttura stradale e rifacimento del ponte di viale delle Industrie; la fiumara Trainiti, con rimozione del materiale alluvionale e ampliamento dell'alveo dalla strada provinciale 522 alla foce e il fosso Cutura (La Badessa), con adeguamento del canale coperto nei pressi della foce e contestuale rifacimento dell'attraversamento della vecchia linea ferroviaria, che rappresenta il punto di massima criticità.
Inoltre interventi saranno effettuati al fosso Galera (Antonucci, dove in aderenza al Piano Versace è previsto il rifacimento completo del canale esistente nel tratto compreso tra la strada ferrata e la foce del torrente, per aumentarne profondità e portata. In programma anche la demolizione e la ricostruzione degli attraversamenti stradali (a iniziare da quello di viale delle Industrie) e adeguamento di quelli ferroviari. Infine lavori riguarderanno anche il fosso Sant'Anna con la demolizione e ricostruzione del ponte sulla provinciale 522, che attraversa il torrente, con innalzamento di circa due metri della sede stradale.

da La Gazzetta del Sud (18 aprile 2009)

17 aprile 2009

Linea Salerno – Reggio Calabria, da domenica riprende la circolazione su un solo binario fra Mileto e Vibo Pizzo

Con un anticipo di circa 40 giorni rispetto al programma, riprende il passaggio dei convogli sospeso il 25 febbraio scorso per consentire lavori di consolidamento dell’infrastruttura. L’investimento complessivo per gli interventi è stato di 21milioni di euro


Dalla mezzanotte di sabato prossimo, con un anticipo di circa quaranta giorni rispetto ai tempi programmati, riapre la linea ferroviaria Tirrenica precedentemente interrotta fra le stazioni di Mileto e Vibo Pizzo. La circolazione in entrambi i sensi di marcia avverrà su un solo binario, mentre sull’altro proseguiranno gli interventi di consolidamento dell’infrastruttura.

I lavori, iniziati da RFI il 25 febbraio, hanno comportato un investimento complessivo di 21 milioni di euro comprensivo delle opere connesse, e sono stati necessari per consolidare un tratto di linea ferroviaria di mezzo chilometro interessato, nel dicembre 2008, da un consistente movimento franoso causato dal dissesto idrogeologico del terreno. I tecnici hanno ricostruito integralmente e con particolari accorgimenti circa duecento metri di linea ferroviaria.

Da domenica 19 aprile verrà quindi ripristinato l’orario dei treni in vigore prima dell’interruzione, con la fine tutte le limitazioni e le deviazioni di percorso adottate per il traffico ferroviario lungo la linea alternativa Eccellente – Rosarno. In particolare, i convogli a lunga percorrenza limitati nella stazione di Lamezia (gli Eurostar e l’Intercity Plus 590/521, da e per Roma) arriveranno e partiranno nuovamente da Reggio Calabria, mentre non saranno più instradati via Tropea i rimanenti Intercity Plus, gli Intercity Notte e gli Espressi. Tornano inoltre a circolare sulla linea Tirrenica tutti i treni Espressi da e per la Sicilia confermati integralmente durante il periodo dell’interruzione. Interamente ripristinata anche l’offerta dei treni regionali, anch’essa modificata durante l’interruzione.

Nel percorrere il tratto di linea ancora interessato dai lavori sul binario adiacente, i treni ridurranno precauzionalmente la velocità e potranno allungare i tempi di viaggio fino a 15 minuti.




da FSnews.it (16 aprile 2009)

16 aprile 2009

Briatico. La giornata della legalità

Per «imparare a vivere»

Le istituzioni ai ragazzi: «Dobbiamo crescere insieme»

Verba movent exempla trahunt. Ed è per questo che i grandi personaggi del mondo della politica, della cultura e della giustizia sono andati a trovare i ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Briatico per la seconda “Giornata della legalità”. I ragazzi hanno potuto quindi fare la conoscenza dell’onorevole Mario Tassone, Componente parlamentare della Commissione Antimafia, del professor Luigi Maria Lombardi Satriani, ordinario all’Università “La sapienza” di Roma, e del Procuratore capo del Tribunale di Vibo Valentia Mario Spagnuolo. Per l’occasione l’auditorium dell’Anap, adiacente alla sede centrale “Raffaele Lombardi Satriani”, era gremito in ogni ordine di posto di giovani provenienti da tutte le frazioni della “Città del mare”. Ragazzi che si sono sentiti ascoltati e tenuti in considerazione dagli ospiti intervenuti e, per questo, hanno manifestato loro grande interesse e attenzione. A relazionare i lavori è stato il preside Rocco Carmelo Cantafio, che in più occasioni ha coinvolto gli alunni del suo Istituto in iniziative del genere, con lo slogan “Formare i piccoli per farli diventare grandi verso le istituzioni”. L’intera manifestazione, organizzata grazie anche all’impegno del professore Antonio Petracca, responsabile scolastico per la legalità, è stata invece coordinata dall’avvocato Salvatore Pisani.
«Siamo noi – ha affermato in apertura l’avvocato Spagnuolo – che dobbiamo apprendere da voi, dalla vostra gioia di vivere». Il Procuratore ha raccontato ai ragazzi la favola di Hazanov Boris, “L’ora del re”, che narra di come un re, nonostante la guerra sopraggiunta a perturbare la quiete del suo regno, sia rimasto al suo posto, conservando le sue abitudini e rappresentando per il suo popolo un esempio, con il suo grande senso del dovere e col suo coraggio. Grazie a questa storia, realmente accaduta nel regno di Danimarca durante il secondo conflitto mondiale, Spagnuolo ha lanciato un chiaro messaggio ai ragazzi, dimostrando come, con la loro presenza, le istituzioni sono presenti di fronte alle loro esigenze di educazione alla convivenza civile.
«Il senso del dovere – ha poi aggiunto -, compagno naturale dell’epoca dei diritti e dei doveri, deve accompagnare ognuno di noi, poiché abbiamo dei compiti ai quali nessuno deve sottrarsi».
L’onorevole Tassone, volendo ampliare la discussione da un punto di vista diverso, ha spiegato come: «Un Paese, una nazione, sono fondate sulle famiglie, e la loro armonia deve partire proprio dalle famiglie. La magistratura, quindi, può ben agire quando la società è formata da famiglie con dei principi e questo può verificarsi – ha proseguito rivolgendosi al preside Cantafio - in contesti come Briatico, in cui è presente la forza della scuola, anche attraverso queste iniziative a favore della legalità». Secondo Tassone, inoltre, alla base di tutto, vi è quindi «la formazione verso la legge, verso il rispetto degli altri, della vita e delle proprietà altrui, e la comprensione di regole condivise, così com’è condivisione la vita stessa, di fronte alle sue sfide, poiché il senso di legalità è senso di amicizia, compagnia degli altri».
A Lombardi Satriani è toccato chiudere questa seconda “Giornata della legalità”. Il professore ha catturato l’attenzione di tutti poiché ha esordito dicendo: «Ritorno con piacere nella mia scuola media, alla quale mi sento organicamente legato, essendo nato a San Costantino di Briatico». Entrando nel vivo del dibattito, Lombardi Satriani ha quindi elogiato anch’esso il ruolo della manifestazione voluta da Cantafio, spiegando che «la pedagogia della legalità si fonda sul sentirsi parte di una comunità, si può avere solo se uno studente ha interiorizzato questi concetti, li ha fatti propri, e non se gli vengono imposti. Nella scuola si cura l’apprendimento di saperi per il raggiungimento di mete sociali, ben vengano questi momenti». Ma questi momenti «non devono rimanere – ha proseguito – come la lettera dei buoni propositi di Natale, perché il giorno dopo la celebrazione ciò che noi oggi cerchiamo di evitare può nuovamente manifestarsi». Per l’ordinario de’ “La sapienza”, quindi, la scuola non deve limitarsi ad una funzione celebrativa, ma attraverso «una riflessione sulla legalità potrà offrire alla società la sua funzione pedagogica». Infine un messaggio di speranza verso chi affronta le ingiustizie: «A volte i piccoli vincono i grandi, così come David vinse con l’intelligenza, e l’ausilio di una sola fionda, il gigante Golia».
Al termine dell’incontro, su incoraggiamento di Cantafio, alcune ragazze hanno voluto porgere le loro domande a Spagnuolo su temi come i pentiti, la scorta e la professione di magistrato, e il procuratore ha risposto con pazienza e usando semplici parole alle sue piccole interlocutrici.

Francesco Barritta,
Calabria Ora, p. 35

da Tropeanews.com (16 aprile 2009) :

http://www.tropeanews.com/?p=2462

14 aprile 2009

L’Abruzzo martoriato e la deificazione del premier

di LUIGI M. LOMBARDI SATRIANI


Domenica scorsa, Pasqua di Resurrezione, numerosi centri calabresi - Arena, Filogaso, Maierato, Vibo Valentia, Briatico, comune capoluogo del mio paese San Costantino, e tanti altri - si è svolto il rito dell'Affruntata o della Cunfrunta. Protagonisti della rituale la Madonna, Cristo Risorto e san Giovanni, rappresentati da statue che i fedeli muovono processionalmente per le vie del paese. La Madonna, chiusa nel suo nero dolore, è posta in una traversa rispetto alla strada principale. Altri fedeli accompagnano il Cristo Risorto. San Giovanni, alla vista del Cristo, va di corsa dall'Addolorata per comunicarle la Resurrezione, ma la Madre non crede al lieto annuncio. San Giovanni Ritorna perciò dal Cristo per raggiungere una seconda volta la Madonna ancora però senza essere creduto. La terza volta la Madonna inizia a credergli e si muove in maniera sempre più rapida verso il Figlio, che ugualmente di corsa le si avvicina. Nel momento in cui le due statue si incontrano, alla Madonna cade il manto nero e resta avvolta da un manto celeste: la Mater dolorosa ha ceduto il posto alla Mater gloriosa: le tre statue proseguono quindi l'iter processionale nell'esultanza pasquale. In qualche altro centro calabrese, a esempio a Dasà, il rito si svolge il martedì successivo e gli abitanti Ricavano da esso auspici di buon augurio o nefasti, nel caso qualcosa tratto non vada per il giusto verso. Si tratta della “messa in scena” della dialettica vita-morte, che viene affrontata e trascesa, in nome appunto del Cristo Risorto, che ha consentito all'umanità la liberazione dal peccato, morte dell'anima.
Gigantesca teatralizzazione della speranza, di una vita vincitrice di una morte, della sconfitta di un dolore assorbito dalla felicità, di una esistenza più serena e pietosa. Le comunità grazie al rito dell'Affruntata possono ripetere rassicurate: incipit vita nova. Spero con tutto il cuore che tale inizio di vita nuova sia possibile al più presto per i martoriati centri abruzzesi colpiti nei giorni scorsi da un terremoto apportatore di distruzione di vite, case, edifici pubblici, attrezzature, relazioni che tramano la vita associata rendendola dotata di senso e di tepore.
Puntuale come dopo ogni sisma, è scoppiato il dibattito sul sito dove sia più opportuno ricostruire gli insediamenti. Le diverse posizioni si fronteggiano accampando ognuna le proprie ragioni. Nelle settimane successive a ogni terremoto è stata avanzata, sempre per ragioni di sicurezza, di opportunità, la tesi secondo la quale occorreva ricostruire altrove. A poco valgono per i sostenitori di questa tesi le considerazioni di quanti sottolineano che un centro, grande o piccolo che sia, non è soltanto insieme di edifici e di strade, ma è, essenzialmente, trama di ricordi, fonte di memoria, di identità, senso di appartenenza, spazio umanato da paure, da speranze, da progetti, da sogni.
Non è questione marginale quella del dove ricostruire, essa investe radicalmente l'orizzonte di vivibilità, l'esistenza stessa dei centri rinnovati, necessariamente fulcro di domesticità, ovvero di trascendimento della chiusa datità del fluire meccanico dei giorni. È un'antica questione, si è detto. Così fu per il dibattito nei mesi successivi al terremoto del 28 dicembre 1908, che rase al suolo quasi interamente le città di Reggio Calabria e di Messina. Per questa città si discusse a lungo se fosse opportuno o meno ricostruire l'università e al dibattito partecipò pure Gaetano Salvemini, che insegnava in quegli anni nell'ateneo messinese e che perse nel terremoto i suoi familiari.
Così fu per il terremoto del Belice (1968), quando si scelse la ricostruzione in altro sito - Gibellina e così via - che però, per quanto impreziosito da opere d'arte e da iniziative instancabilmente promosse dal sindaco del tempo, Ludovico Corrao, non riuscì ad aggregare effettivamente la vita comunitaria.
Così fu per il terremoto dell'Irpinia (1980), per cui molti intellettuali progressisti e doverosamente innovatori si produssero sui giornali in interventi che reclamavano la sparizione, in nome appunto del progresso, dei paesi presepi.
In quell'occasione anche io intervenni nel dibattito sottolineando ironicamente l'indifendibilità degli “scialli neri” di fronte ai “terremoti perfetti”.
Il 31 ottobre 2002 la comunità molisana di San Giuliano di Puglia fu devastata da un terremoto nel quale, fra l'altro, per il crollo della scuola persero la vita 27 piccoli alunni con la maestra. In quell'occasione, il presidente del Consiglio del tempo Silvio Berlusconi, forte della sua immagine di costruttore di città, pensando evidentemente alla sua Milano 2, promise per il paese di far costruire piste ciclabili. Anche in Abruzzo, Berlusconi (al quale va riconosciuto il merito di avere impresso alle operazioni di soccorso un'innegabile efficienza e di una ripetuta presenza nei luoghi del disastro) non è riuscito a trattenersi dal lanciare l'idea di costruire una new town L'Aquila in tempi rapidi per dare una casa agli sfollati.
Berlusconi pensa evidentemente alla già ricordata e per lui redditizia Milano 2, alle new town, alle città satelliti. Al suo efficientismo decisionista e autoreferenziale sfugge il fatto che le banlieue francesi sono diventate, da sogno di città giardino, sobborghi in fiamme, spazi per la rivolta di giovani ed emarginati (la “teppaglia” cara alla terminologia di Sarkozy), e considera irrilevante la contrarietà degli addetti ai lavori, quali l'architetto Fucksas, l'urbanista Gregotti, psicologi, sociologi, antropologi, rei ai suoi occhi anzitutto di essere intellettuali - e magari “comunisti” - sempre pronti a parlare male dell'Italia, cioè di lui stesso. Tant'è. Questo è l'uomo, avviato ormai inarrestabilmente a un processo di deificazione. E si tratta di un io (o d-io) destinato a durare a lungo.


da OSSIMORI, rubrica del Quotidiano della Calabria (14 aprile 2009)

Briatico. Affruntata 2009 con incidente. Fotoracconto

Foto esclusive di Franco Vallone




13 aprile 2009

Maltempo: Cade tegola, ferita una donna che assiste ad una processione

Una donna di 50 anni, Anna Napoleone, è rimasta ferita a Briatico per la caduta, a causa del forte vento, di una tegola da uno stabile. Il fatto è accaduto mentre la donna stava assistendo alla tradizionale processione della "Affruntata" che simboleggia l'incontro di Maria con il Cristo Risorto, uno degli appuntamenti religiosi dei riti della Settimana Santa. La donna è stata soccorsa e trasportata in ospedale dove è stata ricoverata in osservazione. Le sue condizioni non sarebbero gravi.

da L'Unione Sarda (12 aprile 2009)
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Secondo alcune testimonianze il vento non era molto forte, lo si deduce anche dal fatto che a cadere è stata solo una tegola(presa in custodia dai carabinieri) in tutto il circondario, mi viene da pensare che non fosse fissata bene. Auguro alla Signora Anna di guarire in fretta e di agire legalmente contro i proprietari dello stabile.

10 aprile 2009

Prefettura Vibo Valentia. Gli Osservatori sul Credito

Gli Osservatori hanno il compito di monitorare l'andamento dei flussi del credito sul territorio, analizzare le problematiche in merito che potranno sorgere e proporre soluzioni da applicare a livello locale. L'analisi dei dati avverrà con disaggregazione per dimensione e settore produttivo e riguarderà sia le quantità sia le condizioni applicate a famiglie e imprese.
Essi hanno sede presso le Prefetture dei capoluoghi di regione, sono coordinati dal Prefetto del capoluogo di regione e operano con il supporto tecnico-amministrativo delle Direzioni territoriali dell'economia e delle finanze, secondo le indicazioni fornite dal Capo dipartimento dell'amministrazione generale del personale e dei servizi del Ministero dell'economia e delle finanze.
I Prefetti svolgono, altresì, un'attività di monitoraggio dei singoli casi di controversie che possono insorgere in merito all'erogazione del credito. L'attività è finalizzata a facilitare un riesame delle pratiche a un livello più elevato della struttura gerarchica della banca interessata.
A tal fine il Prefetto nell'ambito della provincia di competenza raccoglie, in modo riservato, le istanze e i reclami dei clienti delle banche che si ritengono danneggiati nell'erogazione del credito.
Le istanze devono essere redatte compilando i moduli in allegato 2 (se imprese) o allegato 3 (se famiglie), reperibili anche nei siti istituzionali www.interno.it e www.tesoro.it.
Le stesse devono essere trasmesse all'indirizzo di posta elettronica dell'Osservatorio della Prefettura di competenza, o per posta ordinaria all'Ufficio di Gabinetto del Prefetto. In quest'ultimo caso, il modulo deve essere firmato dal mittente.

Scarica gli allegati:



* Scarica: Istanza per le Imprese
* Scarica: Istanza per le Famiglie

Indirizzo di posta elettronica a cui mandare la richieste:
specialiosservatori.pref_vibovalentia@interno.it

09 aprile 2009

L'attività per tutelare la cipolla rossa Igp sarebbe alla base del rogo nell'azienda

Francesco Schiariti non molla e denuncia: non si è puntato all'imprenditore ma al Consorzio
di Concetta Schiariti


«Mi sento ringiovanito di 5 anni. Continuo per la mia strada con maggiore forza e coraggio». A distanza di 24 ore dall'incendio doloso che gli ha devastato l'azienda, Francesco Schiariti, tra i più grossi produttori di Cipolla rossa di Tropea Calabria Igp, spiega di non sentirsi paralizzato dal violento attentato subìto. Dal duro colpo, per reazione, ha acquisito una maggiore convinzione in merito al progetto che dovrà portare avanti.
«Non mi sono mai tirato indietro rispetto agli impegni presi – spiega Schiariti – tantomeno lo farò oggi, dopo il riconoscimento del marchio di Indicazione geografica protetta». Non ha dubbi in merito alla causa del violento incendio. «Non si è puntato all'imprenditore – aggiunge – ma si è voluto frenare il Consorzio nato per tutelare e promuove la cipolla Igp. Abbiamo disturbato i grandi poteri che avrebbero voluto destabilizzarci».
Sul mercato nazionale e internazionale si producono 2 milioni di quintali di cipolla, di cui solo 200mila provengono dalle aziende dell'Alto Tirreno calabrese, l'area vocata alla produzione. «Per anni quella coltivata fuori da questa specifica zona – chiarisce Schiariti – è stata spacciata per "cipolla tipo Tropea". Si tratta di un milione e 800mila quintali provenienti anche dal mercato estero e confezionati nel nord Italia, dove erano confusi e smistati per "rossa di Tropea". Il disciplinare dell'Igp impone, invece, il confezionamento nella zona di produzione e, quindi, allontana ogni possibilità di frode». Del resto, di recente i tecnici del Consorzio, dopo aver setacciato le maggiori catene di supermercati nazionali, hanno compilato un corposo dossier dove, nero su bianco e con fotografie, hanno denunciato le anomalie all'Autorità antifrode preposta.
Da ieri, le manifestazioni di solidarietà espresse a Francesco Schiariti si accavallano. Tra queste, il presidente della Provincia Francesco De Nisi ha detto: «È come se le molotov utilizzate per bruciare l'azienda di Francesco Schiariti, una delle poche realtà imprenditoriali di successo del territorio, siano state lanciate contro ogni vibonese onesto che spera di vivere e lavorare in maniera "normale", senza essere costretto a chiedersi chi sia il bersaglio di turno di questo stillicidio di violenza mafiosa». Stessa vicinanza dal consorzio Goel della Locride, che condanna il vile attentato e si dice «certo dell'impegno quotidiano per il ripristino della legalità e della giustizia» e da Nino Macrì, consigliere provinciale Pdl che si rivolge ai parlamentari calabresi, affinchè «si impegnino a dare alla regione la sicurezza indispensabile al suo progresso».

da La Gazzetta del Sud (9 aprile 2009)

Leggi anche la notizia dell'Incendio del Consorzio sul Quotidiano della Calabria.

Venerdì Santo al Calvario di San Leo Vecchio

di Franco Vallone

Domani sera, Venerdì Santo, alle 18.00, presso i ruderi abbandonati di San Leo Vecchio di Briatico, borgo distrutto dal terremoto del 1783, si svolgerà, per il secondo anno consecutivo, il riallestimento dell’antico calvario a tre croci. Nella soglia simbolica tra il tramonto e la notte, tra la luce e il buio, l’antico calvario, icona della Passione di Cristo, verrà allestito con fasci di palme e ulivo. Nella nicchia centrale del calvario alcuni fiori di viola e garofani rossi, come la tradizione più antica prevede, poi l’antico manufatto, a metà strada tra San Costantino di Briatico e la nuova San Leo, verrà illuminato da decine di lumini rossi. Per la realizzazione di questa operazione culturale de Le Stanze della Luna è stata, anche quest’anno, ripulita la zona, da rovi ed erbe alte. Sarà già buio quando il vecchio calvario, illuminato da una fioca e suggestiva luce rossa, riprenderà vita, in un’ambientazione, altamente simbolica, che serve a sensibilizzare al recupero dell’identità del più antico calvario del territorio di Briatico. All’iniziativa, ideata dallo scenografo Franco Vallone e dalla psicologa Cristina Tumiati, patrocinata dal Comune di Briatico, attraverso l’Assessore alla Cultura, Agostino Vallone, sarà presente il sindaco Andrea Niglia, l’antropologo Luigi M. Lombardi Satriani, P. Maffeo Pretto, direttore del Centro Studi Scalabrini ed esperto di Pietà Popolare, la regista Donatella Baglivo, il fotografo Tommaso Prostamo. Alla nicchia centrale del calvario, attraverso un simbolico gesto, verrà consegnata la copia di un antico testo, un “Orologio della Passione” che si recitava in vernacolo proprio nella zona di San Leo Vecchio, un documento recuperato nel ’900 dall’illustre folklorista Raffaele Lombardi Satriani di San Costantino di Briatico. Ma ecco come Luigi M. Lombardi Satriani, nell’edizione dello scorso anno, ha illustrato ai presenti, la funzione e il valore antropologico dei calvari: “I calvari segnavano la fine dell’abitato, erano costruiti al termine del paese, una posizione significativa perché così i calvari si pongono tra l’esterno e l’interno, e, rappresentando il ricordo della passione e morte di Cristo, possono essere visti come una sorta di tomba paradigmatica del Cristo. Ma Cristo, a sua volta, è morto paradigmatico, perchè Cristo muore e attraverso la sua resurrezione tutta l’umanità risorge, questo è anche il senso liturgico, il senso cristiano della risurrezione di Cristo. I calvari costituiscono una sorta di protezione simbolica di tutto l’abitato rispetto alle negatività, ai pericoli. Come le mura recintavano lo spazio abitato proteggendolo dai rischi realistici c’è anche la necessità di proteggerli da un rischio simbolico, rappresentato dalla negatività. Il Cristo e il calvario costituiscono la protezione massima per l’abitato. Anche a San Costantino, al termine del paese, era posto il calvario, come anche a Briatico e in tanti altri paesi, poi, naturalmente, l’espansione urbanistica molte volte supera anche spazialmente questo; va in crisi il modello urbanistico, e quindi anche la griglia di protezione. Volendone dare una lettura antropologica, Mariano Meligrana ed io nell’opera Il Ponte di San Giacomo, abbiamo parlato di questa funzione di tomba paradigmatica del Cristo; il calvario costituisce una linea di demarcazione, è la protezione massima. Stabilisce una sorta di “al di qua e al di là”. Divide lo spazio dove c’è la legge, la comunità, la città, da uno spazio dove c’è il disordine. Nell’architettura tradizionale dei nostri paesi e nella topografia simbolica i calvari assumono un significato fondante, di grandissima valenza, quindi costituiscono anche una testimonianza, oltre che architettonica, anche di quella che
era la cultura tradizionale dei nostri paesi. Il mascherone con la lingua di fuori, con le corna, ad esempio, ha per il territorio una funzione apotropaica, contro il male, contro l’invidia, contro il malocchio. Il calvario ha una funzione ancora più complessiva, di protezione, di tutto lo spazio.
Protegge il noto dall’ignoto, carico di minaccia, di pericolo. Rende lo spazio del paese - di fronte a questo calvario c’era appunto San Leo Vecchio - uno spazio abitabile senza pericolo, ovviamente senza pericolo simbolico.


Le Stanze della Luna
Via XXV Aprile, 20
89900 Vibo Valentia
Cell. 3477617742

08 aprile 2009

Partito il volo settimanale “Air Alps” da Lamezia Terme per Perugia

Ripepe annuncia già il raddoppio della frequenza.

E’ operativo il nuovo volo Lamezia Terme\Perugia. Il collegamento è partito con frequenza settimanale (si effettua il sabato: da Perugia per Lamezia alle h. 13.40; da Lamezia per Perugia alle h. 15,40) ed è stato attivato dalla Compagnia Air Alps, che impiega i veloci aerei Dornier da 31 posti. Air Alps ha sede a Innsbruck, capoluogo del Tirolo, in Austria. E’ attiva dal 1998, appunto con una flotta di 7 moderni aerei Dornier 328, e concentra la sua azione sul mercato italiano.
Il nuovo volo che collega l’Aeroporto Internazionale della Calabria con l’Aeroporto Internazionale dell’Umbria, va a soddisfare le richieste della folta comunità di calabresi residenti nel capoluogo umbro e nei dintorni, che dopo aver appreso qualche mese fa, l’imminente avvio del collegamento, hanno più volte contattato la Società di gestione dello scalo lametino, per sollecitarne appunto l’attivazione.

Esprime soddisfazione per questo ulteriore obiettivo raggiunto, il presidente di Sacal, Eugenio Ripepe: “alla crisi - spiega - abbiamo reagito come dovevamo reagire: cioè cercando di potenziare l’offerta e le destinazioni, e soprattutto cercando di farlo con vettori low cost, che praticano tariffe in grado di stimolare il traffico, di invogliare a servirsi con maggiore frequenza del trasporto aereo. Dopo il nuovo volo per Bologna con Ryanair, quello per Roma con blu-express, quello per Venezia con Alitalia\Cai, siamo riusciti a concretizzare anche il progetto di collegare la Calabria con il cuore dell’Italia, la verdissima Umbria, e dare così risposta concreta ai tanti calabresi che in questa regione risiedono stabilmente e che vogliono raggiungere direttamente e comodamente il territorio calabrese; e a quelli che dalla Calabria hanno necessità di recarsi sovente in Umbria”.
“Il volo è partito con cadenza settimanale - spiega Ripepe - da principio solo il sabato. Ma posso già annunciare che il lavoro fatto per incrementare le frequenze e la collaborazione in tal senso concertata con il presidente della Sase, la Società di gestione dell’aeroporto di Perugia, Mario Fagotti, ha fatto sì che la Compagnia Air-Alps abbia già dato disponibilità per portare i voli da uno a due a settimana. Dal 1 maggio si volerà infatti, non più il sabato, ma i giorni di lunedì e venerdì. Volevo poi tranquillizzare i tanti corregionali che ci hanno contattato: non escludiamo comunque l’utilizzo di più capienti aeromobili e quindi, eventualmente, di altri vettori interessati a potenziare le frequenze da\per Perugia con costi bassi”.
“Come per Pisa - chiarisce Ripepe - un volo fortemente voluto per servire la nutrita comunità calabro-toscana, fatta soprattutto di studenti e professionisti che hanno garantito un exploit di prenotazioni e quindi generato il potenziamento della tratta, divenuta infatti giornaliera, pensiamo che anche su Perugia ci sia da lavorare e da ‘raccogliere’. Ecco perché i nuovi voli verranno attivati il lunedì e il venerdì: per permettere a chi vuole rientrare dall’Umbria in Calabria, o a chi vuol raggiungere Perugia da Lamezia, di organizzarsi dei comodi weekend.”
“L’impegno quotidiano di ricerca di nuovi vettori per rispondere alle esigenze dei cittadini calabresi - tiene a sottolineare Ripepe - continua incessante. Sta però agli stessi calabresi cogliere, e per così dire, sostenere, le opportunità che noi offriamo… Il buon andamento dei coefficienti di riempimento dei voli è purtroppo la ‘conditio sine qua non’, l’irrinunciabile condizione per il loro mantenimento e potenziamento. Non si tratta, infatti, di voli ‘finanziati’: e la Sacal d’altronde non potrebbe permettersi di finanziarli... Dunque, devono stare in piedi da soli: cioè viaggiare pieni o quasi. O, come si dice in gergo, con un buon ‘load factor’ per sostenere le economie dei vettori. Pena, la cancellazione da parte di chi li ha attivati.”

Per maggiori informazioni e prenotazioni: tel. 06 2222 - www.airalps.at

da Sacal.it (07 aprile 2009)

07 aprile 2009

Erosione costiera sottovalutata. Assenti oltre metà dei Comuni interessati

La delusione del presidente della Provincia di Vibo che ha stigmatizzato l’assenza di molti sindaci ad una riunione convocata ad hoc


VIBO VALENTIA. “Questo atteggiamento di indifferenza verso problematiche cruciali per lo sviluppo non è più ammissibile. Gli amministratori comunali hanno il dovere di partecipare attivamente alla programmazione degli interventi finanziabili, in caso contrario si assumeranno dinnanzi ai cittadini la piena responsabilità di questa ingiustificabile apatia amministrativa”. Lo ha detto il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Francesco De Nisi, per stigmatizzare l’assenza di più della metà dei Comuni invitati a partecipare, nella sede dell’Ente, ad una riunione sulla programmazione degli interventi contro l’erosione costiera, finanziabili con i fondi del Por 2007/2013. In seguito ad una serie di incontri tenutisi alla Regione, ai quali hanno partecipato tutte le Province calabresi, - spiega una nota della Provincia - si è stabilito di coinvolgere attivamente le Amministrazioni comunali, affinché partecipino alla pianificazione delle opere a difesa del suolo e dei litorali, indicando criticità maggiori e priorità. Ogni Provincia, dunque, sta provvedendo a coordinare questa programmazione di base, al fine di fornire alla Regione indicazioni puntuali sui progetti considerati di primaria importanza. In quest’ottica si inserisce la riunione di oggi, alla quale erano stati invitati a partecipare i Comuni della fascia costiera. Ma su nove amministrazioni - si fa rilevare - hanno risposto all’appello soltanto in quattro: Vibo Valentia, Pizzo, Zambrone e Parghelia; mentre hanno dato forfait Briatico, Joppolo, Nicotera, Ricadi e Tropea. Secondo gli accordi con la Regione, entro il 24 aprile le Province dovranno elaborare delle schede informative che sintetizzino tutte le opere da inserire eventualmente nella programmazione degli interventi. Indicazioni che dovrebbero scaturire proprio da questi incontri organizzati a livello provinciale. “Un passaggio fondamentale, quindi, ma a quanto pare non tutti ritengono di dover prestare attenzione all’utilizzo dei fondi comunitari, salvo poi stracciarsi le vesti se dovessero rimanere esclusi - ha aggiunto De Nisi -. Ora convocherò una nuova riunione, dando così un’altra possibilità a chi ha disertato l’incontro. Qualora non si presentassero anche stavolta andremo avanti senza il loro apporto”. La Provincia ha acquisito uno studio di fattibilità per opere antierosione sul litorale di Zambrone, per un costo complessivo di circa 2,4 milioni di euro, presentato dal sindaco Pasquale Landro. Dal canto suo, il commissario prefettizio di Parghelia, Domenico Imbarzano, ha annunciato la presentazione in brevissimo tempo di un progetto preliminare relativo alla soluzione delle stesse problematiche Identica cosa farà il Comune di Pizzo, come anticipato dal sindaco Fernando Nicotra, che nel corso dell’incontro di oggi ha evidenziato anche le maggiori criticità del litorale napitino, in particolare in “zona stazione” e in località Marinella, nei pressi del campo sportivo, dove più intensa è l’azione erosiva del moto ondoso. Infine, il Comune di Vibo Valentia, in rappresentanza del quale era presente l’assessore ai Lavori pubblici Antonio Iannello. L’amministratore, dopo aver illustrato gli interventi già avviati da Palazzo Luigi Razza, ha informato la Provincia che provvederà a trasmettere in tempi brevi uno studio di fattibilità per la mitigazione del rischio nelle zone comprese tra Vibo Marina e Bivona.

da Il Giornale di Calabria (7 aprile 2009)

Briatico. Fiamme in una casetta a Scrugli

Di proprietà d'un dentista. Auto a fuoco a S. Costantino
di Marialucia Conistabile

BRIATICO. Non solo fiamme a Filandari, la notte scorsa, ma anche a Briatico e a San Costantino Calabro, oltrechè in località Maiata a Vibo Valentia.
Insomma una notte di fuoco che ha visto correre i vigili del fuoco da una parte all'altra del territorio comunale. A dare il via alla scia di fiamme è stato, intorno alle 22,45 di domenica, l'incendio che si è sviluppato in località "Punta Scrugli" di Briatico e ha interessato il miniappartamento di proprietà del dott. Antonio Naccari, dentista di Vibo Valentia. Le fiamme, sulla cui natura sono in corso indagini da parte dei carabinieri, non avrebbero provocato danni rilevanti e avrebbero interessato perlopiù suppellettili. Un episodio che, comunque, viene seguito dagli investigatori dell'Arma con la massima attenzione i quali, al momento, non escludono alcuna pista.
Sempre l'altra notte un'autovettura è stata danneggiata da un incendio a San Costantino Calabro, altro centro del Vibonese. Anche in questo caso carabinieri e vigili del fuoco stanno cercando di accertare la natura delle fiamme che si sono sprigionate in piena notte e hanno interessato la Renault Megane di proprietà di Filippo De Luca, titolare di una pizzeria del luogo. Al momento, comunque, non viene esclusa la causa accidentale.

da La Gazzetta del Sud (07 aprile 2009)

Briatico. Lottizzazione, il gip convalida il sequestro

Legittimo il provvedimento disposto, con urgenza, dalla Procura lo scorso 19 marzo sull'area di località "Cocca Petrosa" di Briatico
«Il permesso a costruire subordinato all'esistenza di opere di urbanizzazione primaria»
di Marialucia Conistabile


Convalidato dal gip, Lucia Monaco, il sequestro preventivo disposto, in via d'urgenza, lo scorso 19 marzo dai pm Mario Spagnuolo e Fabrizio Garofalo, riguardante l'area di località "Cocca Petrosa" di Briatico, frazionata in 15 lotti sulla quale vige il vincolo paesaggistico-ambientale.
Nel provvedimento di convalida il gip, che dispone al contempo il sequestro preventivo del terreno interessato, ipotizza il reato di lottizzazione mista. «La denunciata inesistenza di opere di urbanizzazione primaria nella zona d'interesse – evidenzia, tra l'altro, il gip – trova un obiettivo riscontro nella planimetria allegata al progetto assentito con permesso a costruire (n. 9/2008), laddove è prevista la predisposizione infrastrutturale di servizi primari da collegare alla rete comunale esistente, posta al di fuori del contesto dei lotti edificabili». E, inoltre, il gip rileva che «negli elaborati tecnici (del 4.7.2007) riferiti ai fabbricati» per i quali era stato richiesto il nulla osta paesaggistico «la predisposizione di forniture poste a servizio di ciascun fabbricato esclude la previsione di opere di urbanizzazione complessiva. L'emergente peculiarità delle condizioni della zona – prosegue il gip – rendeva necessaria l'autorizzazione lottizzatoria ai fini della pianificazione urbanistica di zone disarticolate per garantire uno sviluppo urbanistico concretamente aderente all'assetto risultante dagli strumenti urbanistici e, specificatamente, per adeguarne i contenuti al contesto delle zone omogenee limitrofe di tipo B; ciò – rileva il gip Monaco – nel rispetto della normativa edilizia (art. 28 L. 1150/1942) e delle stesse norme tecniche di attuazione (art. 6 Nta) del Prg che hanno considerato la necessità di tale intervento proprio in relazione alle zone con scarsezza di servizi (cd disarticolate) la cui urbanizzazione non può essere lasciata all'iniziativa del singolo privato e attuata in relazione al singolo intervento edificatorio, ma deve essere regolamentata da uno strumento attuativo di ampia portata al fine di garantire una più organica sistemazione urbanistica tale da sostenere il carico edilizio complessivamente previsto». Rilevato tutto ciò per il gip «tale intervento non può reputarsi meramente facoltativo da parte della PA (art.62 Nta) posto che la necessità di una pianificazione attuativa è rimessa non auna scelta facoltativa degli enti locali, ma a una precisa previsione di legge (n. 1150/1942 art. 28), in relazione alle aree prive di urbanizzazione o dove vi è comunque l'obiettiva esigenza di raccordare il nuovo intervento edificativo con l'aggregato abitativo preesistente, potenziando le opere di urbanizzazione pregresse. Coerentemente a tali principi – osserva il gip – l'art. 12 Dpr 380/2001, subordina il rilascio del permesso a costruire comunque all'esistenza di opere di urbanizzazione primaria o alla previsione, da parte del Comune, dell'attuazione delle stesse contemporaneamente alla realizzazione dell'intervento oggetto del permesso».
A tal riguardo il giudice sottolinea: «La giurisprudenza della Suprema Corte ha sostenuto che la lottizzazione abusiva è configurabile, in difetto di pianificazione attuativa, anche in quelle zone ove preesistono opere di urbanizzazione proporzionalmente insufficienti, sia quantitativamente sia qualitativamente, a soddisfare i bisogni abitativi dei residenti, presenti e futuri, precisando che la valutazione del grado di urbanizzazione deve coincidere con l'intero perimetro del comprensorio oggetto di pianificazione attuativa e non può limitarsi alle sole aree di contorno dell'edificio progettato».
Altri rilievi vengono mossi dal gip Lucia Monaco relativamente alla violazione della normativa ambientale; norma alla quale – secondo quanto osservato dal gip – solo una parte del frazionamento (la zona a monte posta a ridosso della strada comunale) non era soggetta in quanto ricadeva nella zona B, già in epoca anteriore al 1985.
Contestualmente al sequestro preventivo, disposto in via d'urganza dalla Procura lo scorso 19 marzo, informazioni di garanzia sono stati notificati al sindaco della cittadina, Andrea Niglia, al responsabile dell'Ufficio tecnico comunale Sisto Scordo, al geometra Michele Ventrice, dipendente dell'Ufficio tecnico, al fratello Francesco Ventrice, progettista e direttore dei lavori delle opere di urbanizzazione in fase di realizzazione in tre lotti dell'area sequestrata, all'imprenditore Francesco Mamone, proprietario dell'area, a Francesco Niglia e alla moglie Lorenzina Grillo (genitori del Sindaco), a Raffaele Riga e alla moglie Marisa Fragale. Le due coppie vengono tirate in ballo in quanto figurano acquirenti di due dei tre lotti ceduti da Mamone.

da La Gazzetta del Sud (07 aprile 2009)

05 aprile 2009

Lunedì 6 Aprile Giuseppe Gagliardi e Peppe Voltarelli a Pizzo Calabro Marina con la loro “musica per gli occhi”

di Franco Vallone


Gli eventi di cinema più importanti, da qualche tempo, passano anche da Pizzo Calabro grazie al Circolo del Cinema “Lanterna Magica”, presieduto oggi da Antonietta Villella e con un prezioso lavoro alle spalle condotto, negli anni passati, prima da Patrizia Ruoppolo e successivamente da Vera Bilotta. “Musica per gli occhi” è il titolo del prossimo evento, un divertente incontro di Lanterna Magica che si terrà questa sera, lunedì 6 aprile, alle ore 21.00, presso la sala proiezioni del Museo della Tonnara di Pizzo Marina. Il linguaggio del cinema e quello della musica, assieme, per raccontare la nostra terra di Calabria e non solo. Il sodalizio artistico tra Giuseppe Gagliardi e Peppe Voltarelli nasce nel 2003 con un documentario musicale che andava a sviscerare le dinamiche sociali, umane e culturali della nuova emigrazione calabrese in Germania. Il titolo è Doichlanda da cui è tratto un simpatico videoclip musicale, Onda Calabra, una sorta di parabola provocatoria e divertita dei tanti modi di essere calabresi nel mondo. Tre anni dopo, nel 2006, i due artisti calabresi alzano il tiro e sfornano La vera leggenda di Tony Vilar, un film che ha letteralmente fatto il giro del mondo, partendo dal grandioso esordio internazionale al Tribeca Film Festival di New York diretto da Robert De Niro. Il film è stato presentato a diversi film festival nel mondo, dall’Australia al Canada, dall’Argentina agli Stati Uniti passando per l’Irlanda, l’Inghilterra, la Scozia, la Serbia e la Croazia. In Italia è uscito nelle sale nel 2006, a un mese dall’anteprima del Festival di Roma ed è stato programmato su Rai Uno e Sky Cinema. La serata di Pizzo presenta un menù ricco, in cui si alterneranno le immagini dei videoclip musicali realizzati da Gagliardi e la musica live di Voltarelli. Con un finale a sorpresa: l’anteprima del cortometraggio Belly Button Broth, diretto dal regista con la colonna sonora originale di Peppe Voltarelli, che uscirà nelle sale cinematografiche il prossimo 17 aprile, abbinato al film Focaccia Blues. Il corto è una favola raccontata da Omero Antonutti (indimenticabile voce narrante del Favoloso mondo di Amelie), tratta dalla novella dello scrittore italo-americano Peter Oliva e racconta la vicenda amorosa di un giovane pastaio che in preda alla passione inventa il tortellino. “Musica per gli occhi” riesce a colpire veramente tutti, profondamente. Una traccia forte che si sprigiona dalle produzioni e dalle riproduzioni dei lavori del regista Giuseppe Gagliardi e del cantante attore Peppe Voltarelli, un originalissimo risultato artistico, iconografico e di musicalità, con addosso uno sguardo antropologico, mai retorico e molte volte fortemente ironico, con riferimenti di grande attualità, che si immergono e riemergono continuamente nelle culture meridionali in loco, in Calabria, Puglia, Campania e Sicilia, ma anche, e soprattutto, in alcune zone dell’Europa, in Svizzera, Germania, Belgio e anche nelle lontane americhe degli emigrati dei sud dell’Italia. Vita quotidiana, esaltazione di stereotipi e tipologie, usi e modi, suoni e voci, riti e passioni che diventano straordinario contenuto filmico.

Giuseppe Gagliardi e Peppe Voltarelli

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