31 marzo 2009

RIFLETTORI SU “SAVERIO STRATI”, LO SCRITTORE CALABRESE DIMENTICATO.

di Giusy Staropoli


Tra i fiumi di ginepri, le essenze dei cedri, il canto soffuso dei gelsomini, il fluttuare armonico delle zagare e il profumo candido dei bergamotti, la Calabria sempre chiusa nel silenzio mistico del suo angolo di Sud, fu da tutti i tempi terra feconda , madre di grandi intelletti e luminari.
In ogni suo leggero lembo di terra innata fu la mestria dell’arte e la sua cultura imperatrice.
Da Crotone che diede i natali a Pitagora, Cosenza che vide la scienza di Telesio, convergiamo il cammino, dritto verso lo splendore della citta’ del sole , la Bella Reggio Calabria, dove uomini che hanno lasciato il segno, regnano ininterrottamente nelle scaglie di una memoria che vive tra le imponenti pagine della storia italiana.
E’ proprio nelle balconate che si affacciano sul mare dello stretto, che parte della cultura italiana trova profonde radici sin dai tempi piu’ antichi , tra i tanti ricordando Tommaso Campanella , Corrado Alvaro, Leonida Repaci, Saverio Strati.
Spesso quindi, il ripercorrere le elevate tempra della cultura d’Italia che nel tempo fece la sua grande storia, ci porta per caso a riscoprire che tali maestranze partono a gran voce da una Calabria che si scopri’ da subito un nobile salotto letterario.
Spesso pero’, il ripercorrere a ritroso le gradinate di una storia colta , che altrettanto spesso veste questa terra, si inciampa in frastagli che percuotono il suono di una Calabria letteraria scalfita nelle sue preziose rarita’.
Tra gli scrittori ancori vivi dello scorso secolo che vestono ancora oggi, il lustro culturale di questa terra, trova il suo possente trono proprio in questo angolo di meridione ,Saverio Strati.
Da subito Strati inizio’la sua carriera di scrittore, penetrando come una furia nel panorama letterario italiano, cogliendo di sorpresa il lettore, che diede pieni consensi da subito alla sua coinvolgente e ricca narrativa. Il suo avvento tra le pagine dei libri Mondadori , fu per l’uomo calabrese emigrato nel nord dell’Italia, un risultato oltre le aspettative che lo porto’ a raggiungere vette elevate di popolarita’, che oggi pero’, portano la sua personalita’ ad atterrare in quella parte di mondo e tra quella folla di gente che spesso dimentica. Stabilitosi a Scandicci, vicino Firenze, negli anni floridi della sua carriera, oggi, Strati fa i conti con la depressione dell’abbandono di un salotto letterario dove su di lui immotivato spegne i riflettori lasciandolo nel buio. Dopo anni di duro lavoro e sacrifici , finiti i compensi riusciti a racimolare grazie alla sua arte letteraria di tutta una vita, lo scrittore calabrese, e’ costretto a vivere ai limiti di un sacrificio ancora maggiore , dopo la stanchezza del lavoro, in quanto a lui non riconosciuto alcun compenso che gli permetta di vivere dignitosamente la parte finale della sua partita nella vita. Per questo egli stesso, grande sapiente e intellettuale, come gia’ accaduto per altri,chiede gli venga elargito un vitalizio tale da permettergli una dignita’ finale alla sua stessa storia.
E la Calabria ? Quale riconoscenza a chi targato “Uno di noi”, uomini che lasciano il segno, oggi vive a riflettori spenti ?
La Calabria non dimentica. E’ triste la sua cova , e’ piena di ferite la sua trama. Ma la Calabria ha innato l’orgoglio per le sue piu’pregiate opere d’arti, e non dimentica.
Allora, oggi, e’ prorpio la Calabria, che a Saverio Strati ha sempre riconosciuto il sacrificio del suo lavoro nonche’ le sue nobili ed elevate dati di scrittore, che vuole ricominciare a scrivere una pagina che forse potrebbe essere l’inizio di un nuovo libro, rialzando i riflettori sullo scrittore dimenticato. Si mobilita infatti un’intera regione, dislocata nei suoi vari comparti e istituzioni a ridare allo scrittore sepolto , la sua giusta riconoscenza.
Parte di quella migrazione letteraria che lascia mancati ed euforici successi che un sud non avrebbe mai potuto dare , per le sue carenze di forza lavoro e capienza intellettuale dormente in loco, Saverio Strati ,oggi rappresenta uno degli ultimi scrittori viventi del ‘900, al quale la Calabria deve grandi riconoscenze, per aver saputo nelle sue opere riportare per esteso spesse volte, la vita, i profumi e i venti furiosi di una terra, che fu la sua prima casa .
Saverio Strati nasce tra le infinite rarita’ e bellezze magistrali delle terre aspromontane. Nasce a S. Agata del Bianco –RC- il 16 agosto del 1924.
Cresce in una modesta famiglia , dove il sacrificio dei genitori, riusciva a non far mai mancare il pane sulla loro tavola. Finite le scuole elementari, avrebbe voluto continuare gli studi, ma non gli fu’ possibile perche’ le condizioni in cui si trovava la sua famiglia non l’avrebbero permesso. Quella di Strati fu una famiglia molto povera.
Il padre, era un piccolo muratore, che per sopravvivere , coltivava la terra che era stata presa in affitto da alcuni signori, dove spesse volte anche Saverio, era piegato ad aiutare il padre nel faticoso lavoro dei campi. Col tempo, imparo’ anche lui a fare il muratore, diventando abbastanza bravo. A 18 anni infatti, divenne “capo-mastro”, e riusciva a guadagnare lo stesso compenso di suo padre, ma fu in quel momento della sua vita , che la voglia di leggere fu piu’ forte del resto delle sue emozioni. A 21 anni, poi, nel 1945, fu forte la sua voglia di andare oltre la maestria del muratore e oltre i confini delle sue terre, che chiese aiuto economico ad uno zio, fratello di sua madre che viveva in America.
Saverio ricevette da lui subito dei soldi e la promessa di un sostenimento mensile che lui stesso gli avrebbe fatto avere. Cosi’ ando’ a Catanzaro, dove prese lezioni private da eccellenti professori e da esterno riusci a prendere la maturita’ classica. Da qui, poi, si iscrisse presso la facolta’ di Lettre e e Filosofia , all’universita’ di Messina.
Scrivere , per Saverio negli anni divenne ,un elemento essenziale per la sua esistenza, tanto che nel 1950-1951, incomincio’ a scrivere senza freni, quasi fosse un turbine di parole impazzito dalla necessita’ di metterle su carta. Ebbe poi , la grande fortuna di seguire delle lezioni su Giovanni Verga che venivano tenute da Giacomo De Benedetti. Fu proprio a lui, che dopo una sempre piu’ profonda conoscenza, Saverio fece leggere i racconti de”La Marchesina”. Superando le aspettative di Saverio, che speravano, ma non credevano in un giudizio positivo da parte del suo professore, De Benedetti, ne rimase affascinato, al punto che presento’ l’opera a Arnoldo Mondadori, dove lui era il curatore de “Il Saggiatore”.
Da qui la carriera dello scrittore nato e cresciuto nelle terre dell’Aspromonte, grazie allo zio d’America , che diventa la sua forza economica, spicca il volo nei piu’importanti salotti letterari italiani.
A seguire , scrisse poi altre opere , tra cui: La Teda”, 1957, “Tibi e Tascia” che vinse il premio Vaillon a Losanna nel 1960.
Conobbe poi una ragazza in Svizzera, della quale si innamoro’ . Si sposo’ subito dopo, e rimase in Sizzera per circa 6 anni, dove scrisse “Noi Lazzaroni”, romanzo nel quale affronta fortemente il tema dell’emigrazione.
Nel 1972, torno’ in Italia, dove scrisse nuovi romanzi, tra cui “Il nodo”, “Gente in viaggio”. Tra il 1975/76, scrisse “Il Selvaggio di Santa Venere”, con il quale vinse il premio “Supercampiello” nel 1977.
A questo, seguirono poi altri romanzi, fino al 1991, quando la casa editrice Mondadori, con la quale nasce Saverio Strati scrittore, rifiuta di pubblicare “Melina”, e rigetto’ il suo ultimo romanzo “Tutta una vita”che poi rimase del tutto inedito.
Con i premi ricevuti e i libri pubblicati durante tutta la sua carriera, Strati, accumulo’ il gruzzolo che lo aiuto’ a vivere in tutti questi anni di luci basse sulla sua vita da scrittore. Ma oggi che le sua tanto ambita scrittura, e’ costretta a deglutire l’amarezza della mancata riconoscenza e della mancata quantita’ di luce che possa farla rivivere, lo scrittore torna e chiede le giuste e dovute rendite per il lavoro svolto durante la sua vita.
E oggi, che Strati torna , il salotto letterario italiano e’ giusto si riconfermi eccellente e apra nuovi riflettori sullo scrittore. E’ giusto che L’Italia oggi scriva per Strati le pagine di un libro dedicate a chi prima ha scritto libri per l’Italia intera; e che la storia possa rendere giusta tra le sue pagine, la notorieta’ letteraria tale della consapevolezza dell’eccellenza , dello scrittore di Scandicci, dello scrittore di Calabria.
Allora, che siano i giovani di questo secolo nuovo, a leggere Saverio Strati, a ripercorrere le strade che hanno formato la sua narrativa e a simulare in questa frenesia dell’essere, moderna e apatica , i tratti di uno scrittore costruito a cavallo di due tempi, sperimentando il paragone di due pensieri a confronto,e alla fine , trovare nella narrazione di Strati i segni tangibili che eguagliano il vociare di due secoli, elevandone un unico pensiero.



Lo scrittore Saverio Strati

Adotta un kilowatt anche a Briatico

Caro fajettu,

Ti scrivo per segnalarti un iniziativa di grande importanza popolare, visto che le politiche di oggi vanno contro tendenza al movimento mondiale ed ai segnali che il presidente Americano sta lanciando Barack Hussein Obama. Prego tutti di leggere questo articolo, documentarvi e prendere in seria considerazione che la cosa è fattibile anche a Briatico, per il resto il compito del blog non è di divulgare la notizia ma di commentarla ed esprimere anche la vostra.........



Adotta un kilowatt

22/02/2009 - F.G.

Pane? Pasta? Olio? Vino? E se invece di alimenti si acquistasse in gruppo un pannello solare?
L'inedita esperienza dell'acquisto in gruppo di un impianto fotovoltaico in grado di produrre 24.000 kWh all'anno.

L'idea «Adotta 1 kW» si deve a un'intuizione di Marco Mariano, agricoltore cuneese, e si è sviluppata sostanzialmente tramite la rete informatica: blog, mailing list e un po' di articoli di giornali e in poco tempo sono stati messi insieme quasi 60 soci del progetto. Una sorta di gruppo d'acquisto per il fotovoltaico.

Tutto nasce poco più di un anno fa, quando nell'inverno 2007 Marco Mariano lancia la proposta di acquistare un impianto fotovoltaico da 20 kW di potenza attraverso piccole quote individuali.
L'idea è quella di costruire un «campo» fotovoltaico (circa 150 mq di pannelli) su un terreno di proprietà dell'agricoltore attraverso la partecipazione di numerosi cittadini. In questo modo anche chi non ha la disponibilità economica di realizzare un proprio impianto fotovoltaico può contribuire all'acquisto di uno collettivo: si pensi che per le piccole taglie i costi sono di 6-7000 EUR per kW
di potenza.

Una cooperativa solare
La «raccolta fondi» è stata svolta inizialmente tramite parenti e conoscenti; molte adesioni sono state raccolte tramite il blog di Marco, poi attraverso il sito www.solarecollettivo.it, grazie ad un notevole passaparola informatico e per finire partecipando ad alcune fiere di settore, come «Fa' la cosa giusta» a Torino e «Expoenergie» a Cherasco.

Dal dire al fare c'è di mezzo la burocrazia e un attento studio sulle modalità operative per realizzare l'acquisto (ed il ricavo) collettivo. Inizialmente si pensava di costituire una società di persone, idea esclusa per gli alti costi di gestione. Si è cercato quindi un ente che avesse necessità di energia elettrica, in particolare una cooperativa, che potesse anche allargare la propria base sociale. Il gruppo di acquisto avrebbe finanziato l'impianto solare, l'avrebbe installato ed i partecipanti del progetto sarebbero diventati soci della cooperativa.

Dopo un primo tentativo non riuscito, si è individuato come partner del progetto la Cooperativa Proteo di Mondovì, già attiva nel settore ambientale, poiché gestisce la raccolta differenziata nella zona. La cooperativa ha acquistato l'impianto solare, coprendo in parte i costi pari a 100.000 euro, con capitale proprio (24.000 euro). I restanti 76.000 euro sono stati raccolti attraverso
il finanziamento collettivo....

Fonte http://www.aamterranuova.it/article3006.htm


Ringrazio tanto Luigi per la segnalazione, fate altrettanto e sarete bene accetti!

Lottizzazione a Briatico, il Sindaco in Procura

Andrea Niglia e il responsabile dell'ufficio tecnico saranno sentiti oggi dal sostituto Fabrizio Garofalo e dal cap. Raffaele Giovinazzo
Il magistrato intende chiarire tutti i contorni della vicenda relativa all'area sequestrata
di Marialucia Conistabile

Saranno sentiti oggi, dal sostituto procuratore Fabrizio Garofalo e dal capitano Raffaele Giovinazzo, il sindaco di Briatico Andrea Niglia e il responsabile dell'ufficio tecnico comunale Sisto Scordo. Salta invece l'incontro, per motivi di salute, con l'imprenditore Francesco Mamone, proprietario dell'area lottizzata di località "Cocca Petrosa" di Briatico sottoposta il 23 marzo scorso a sequestro preventivo.
Obiettivo del magistrato è di chiarire ulteriormente alcuni aspetti della vicenda oggetto d'indagine che si trova ancora in una fase post-investigativa sentendo l'amministratore e alcuni dei soggetti direttamente interessati. Al contempo quest'ultimi forniranno elementi a supporto dell'attività amministrativa spiegando al sostituto – che ipotizza nei confronti di tutti gli indagati (complessivamente nove) i reati di abuso d'ufficio, falso, corruzione e violazione della normativa ambientale – i vari passaggi e i risvolti dell'azione intrapresa dagli uffici comunali, sulla scorta di regolari autorizzazioni come da sempre sostenuto.
Contestualmente al sequestro dell'area di 21mila metri quadrati di località "Cocca Petrosa (del valore di due milioni di euro) – disposto dal procuratore Mario Spagnuolo e dal sostituto Garofalo – i carabinieri del Comando provinciale, della locale stazione e del Nucleo tutela ambientale di Cosenza hanno proceduto alla notifica di nove avvisi di garanzia. Oltre al Sindaco, al responsabile dell'ufficio tecnico e all'imprenditore, infatti, risultano indagati Michele Ventrice, geometra e dipendente dell'ufficio tecnico di Briatico; il fratello Francesco Ventrice, progettista e direttore dei lavori delle opere di urbanizzazione in fase di realizzazione in tre lotti dell'area sequestrata; Francesco Niglia e la moglie Lorenzina Grillo (genitori del Sindaco) e i coniugi Raffaele Riga e Maria Fragale, proprietari – come i genitori del primo cittadino – di uno dei tre lotti oggetto della misura preventiva della Procura.
Secondo i magistrati nell'area sottoposta a sequestro preventivo – provvedimento per il quale a distanza di circa un giorno dall'operazione è stata inoltrata, da parte della Procura, istanza di convalida al gip – sarebbero stati consumati illegittimità e abusi in quanto la zona è sottoposta a vincolo ambientale per cui, prima di procedere alla lottizzazione a scopo edilizio e al rilascio delle autorizzazioni per le opere di urbanizzazione e a costruire, il Comune avrebbe dovuto acquisire sia il nullaosta dell'Autorità di bacino, sia il via libera della Soprintendenza ai beni paesaggistici e ambientali. Tra i rilievi mossi dalla Procura «l'inutilità pubblica» di alcune opere di urbanizzazione, come una strada a fondo cieco solo di collegamento fra i lotti.
In particolare per il procuratore Spagnuolo e il sostituto Garofalo gli indagati avrebbero agito in concorso, violando la normativa, al fine di agevolare la lottizzazione abusiva procurando «ingiusto vantaggio patrimoniale» a persone che «orbitano nell'amministrazione comunale», tra cui «i genitori del Sindaco, un geometra dell'ufficio tecnico, peraltro fratello del progettista e direttore delle opere illecitamente assentite».

da La Gazzetta del Sud (31 marzo 2009)

28 marzo 2009

Feedati di Rosso Fajettu!

Di seguito un utile video in italiano che spiega cosa sono e come utilizzare i feed rss, consiglio a tutti di utilizzare questa tecnologia per seguire Rosso Fajettu e tutti i vostri blog e siti preferiti. Feedatevi di Rosso Fajettu!

27 marzo 2009

Briatico. Il sindaco Niglia: "Sicuro dell'operato mio e dei tecnici"

di Gianluca Prestia

BRIATICO-Si dice tranquillo e sicuro del suo operato, dell'amministrazione e di quello dei tecnici del Comune. Una difesa a spada tratta, quindi quella di Andrea Niglia, sindaco del comune costiero, che nasce anche dal fatto che tutta la documentazione visionata e prelevata dai carabinieri guidati dai capitani Stefano di Paolo e Raffaele Giovinazzo, sia al comune che nelle abitazioni private, è al suo dire, in piena regola.
Allo stesso tempo, il primo citadino ha affermato di "non aver gradito il clamore mediatico nato attorno alla vicenda, con l'arrivo di un vasto schieramento di forze dell'ordine. Sarebbe stato opportuno acquisire prima di tutti gli atti del Comune e poi, semmani, procedere al sequestro preventivo di atti che provano la chiarezza e la leggittimità dell'operato della mia amministrazione. E' mancata in questo un atteggiamento di discrezione".
Niglia, ha, inoltre, evidenziato come la zona del terreno sia categoria B2 che prevede l'intervento diretto, senza lottizzazione e in quel caso non c'è stata alcuna variazione dal 1979 fino ad oggi. "E - ha aggiunto l'interessato - nonostante tutto, i lotti al di sotto della zona B2 sono muniti di parere ambientale già agli atti el comune. Atti che sono stati acquisiti oggi. Aspetto con serenità di essere ascoltato dal magistrato per poter ribattere alle accuse mosse nei miei contronti".


da Il Quotidiano della Calabria (24 marzo 2009)


Ringrazio molto per la segnalazione Lorenzo.

Ricordando Giovanni Parisi a Vibo

di Franco Vallone

Il ricordo di quando ritornò nella sua Vibo per un incontro dei campionati del Mondo
Era il lontano 1997, a Vibo l’atteso incontro del campionato del mondo superleggeri WBO, Giovanni Parisi VS Nigel Wenton. Qualche giorno prima il classico incontro con la stampa, in una delle sale del 501 Hotel, a presentarlo l’allora presidente della Provincia Enzo Romeo, l’assessore allo Sport e Cultura Concettina Di Gesu e lui, il campione, Giovanni Parisi che parlava con alcuni dei suoi amici vibonesi, con l’editore Mario Porcelli e con Maurizio Bonanno. Sabato 4 ottobre, il ring è sotto la grande tensostruttura fatta erigere per l’occasione a contrada Bitonto, sull’area Ottocannali. Il ring è illuminato da una luce accecante, i due sfidanti si guardano e iniziano a battersi. Il guantone colpisce per la prima volta lo zigomo del pugile, il viso battuto si colora di rosso e il pubblico applaude lungamente. Qualcuno abbassa gli occhi, l’immagine è troppo forte e cruda. I primi a salire sul ring sono pugili dai nomi che nessuno conosce, non esiste il più bravo e il meno bravo, agli occhi dei presenti solo uno dei due diventa, dopo poche battute, quello simpatico, l’altro è obbligatoriamente da fischiare. Passano le ore, i pugili di supporto costruiscono spettacolo con le loro sfide, ma è il sangue il vero personaggio della serata, sangue che scende sui visi emaciati dei pugili, colora di rosso i loro pantaloncini bianchi, macchia tutto ciò che li circonda. Ore 22,00, un pugno centra il viso del pugile di turno, il sangue schizza veloce verso l’alto, arriva a toccare il soffitto bianco della tenda, si forma una rosa di sangue.


La gente adesso non tiene più lo sguardo basso, oramai si è abituata alla presenza ematica, gli sguardi non fanno più caso al liquido rosso che sgorga a fiotti dai corpi dei pugili. Il sangue chiama sangue, il pubblico grida, fischia, applaude… la gente urla come affamata, carica di una enorme voglia di vittoria. Tutti sono qui per vedere vincere Giovanni Parisi, pugile nato a Vibo Valentia. L’arbitro dai guanti di lattice bianco e il medico incaricato controllano la profonda ferita lacero contusa sull’occhio insanguinato di un pugile e bloccano uno degli incontri con un freddo “ko tecnico”. La gente fischia forte. L’acqua, sui corpi accaldati dei pugili, evapora velocemente sotto i potenti riflettori e crea uno strano effetto di corpi fumanti. La gente grida forte “ammazzalo, ammazzalo, stendilo a terra, fagli male, colpiscilo più forte…”. Il numeroso pubblico di Vibo fischia l’arrivo di Nigel Wenton, il ring è occupato da tante belle ragazze e vistose macchie di sangue, un rosso forte che testimonia gli incontri appena conclusi. Arriva Giovanni Parisi, il campione vibonese. Tutti si alzano in piedi e mostrano le grandi immagini che ritraggono Giovanni il pugile, stampati in tempi da record da Mario Porcelli e dalla sua Mapograf, icone centuplicate di un mito della boxe. La gente scandisce il ritmo della musica e Parisi è già sul ring. Inni nazionali d’America, Inghilterra e Italia, fischi e applausi; poi inizia il tanto atteso grande incontro. Le telecamere di Rete Kalabria inquadrano le belle rose rosse distribuite alle gentili signore presenti all’incontro ma lo sport rude e maschio è nel suo momento più alto, i pugni sono sempre più concludenti, tanti pugni e la gente di Vibo Valentia urla sempre di più, poi, all’inizio dell’ottavo round il sangue rosso esce fuori, si affaccia copioso dal viso dell’inglese e l’incontro è già concluso!. Parisi, il vibonese, ha vinto, è ancora il Campione del Mondo.

25 marzo 2009

Lucia & Armando, due Grillo a New York

di Franco Vallone


















Lei attrice e regista, lui fotografo di moda, s’incontrano nel cuore della Grande Mela per parlare della loro Calabria
È la prova che l’oramai globalizzante e globalizzato Facebook può diventare anche un potenziale e valido strumento per attivare, tenere e mantenere importanti contatti di lavoro, oltre che d’amicizia, in campo internazionale. Tramite questo prezioso social network abbiamo fatto incontrare, se così si può dire, a New York, due personaggi di sangue vibonese. Lei si chiama Lucia ed è un’affermata attrice regista italoamericana di New York, lui, Armando, è, invece, un noto fotografo di moda, nativo di Vibo Valentia, che vive a Milano e gira il mondo con la sua macchina fotografica attorno ai grandi eventi mondani e alle più importanti sfilate fashion delle case di moda internazionali. Il loro cognome è comune, si chiamano Grillo e sono tutti e due, per versi diversi, operatori dell’immagine. Conosciamo Lucia Grillo da tempo, i sui genitori sono calabresi nativi di Francavilla Angitola, lei invece è nata proprio nella Grande Mela. Non si conoscevano i due Grillo, da seimila chilometri di distanza, tramite fb, come viene chiamato confidenzialmente facebook, siamo riusciti a farli conoscere e incontrare per uno champagne tra i mitici grattacieli di Manhattan, per farci raccontare dei loro successi e per farli parlare del loro lavoro e dei luoghi lontani della loro Calabria. Lucia e Armando si sono incontrati qualche giorno fa al famoso Bryant Park Grill, proprio dietro la storica New York Public Library, la biblioteca della città di New York, nel parco dove ogni stagione si svolge il Fashion Week, luogo eletto e raffinato dove s’incontrano divi del cinema, attori e registi, e dove le persone più famose del mondo vengono per scegliere cosa indossare la stagione successiva. Armando ha volato sull’Atlantico, è arrivato da Milano per realizzare foto alle modelle mentre sfilano sul catwalk, sotto le tende bianche che riempiono e rendono affascinante il parco dell’omonimo Bryant. Armando ha, alle spalle, una storia d’emigrazione di successo, diversa. È andato via dalla sua città di nascita, Vibo Valentia, per seguire la sua grande passione per la fotografia. Prima a Milano, dove collabora con il fotografo più conosciuto nell’ambiente della moda, poi a Londra, Parigi ed ora è inviato, dalle riviste più prestigiose, a New York City. Lucia, è arrivata da soli due isolati di distanza, appena uscita dallo studio televisivo dove ha effettuato delle riprese per il programma di cui è produttrice e corrispondente. L’attrice ha studiato recitazione alla prestigiosa scuola Lee Strasberg prima di laurearsi in cinema e teatro alla New York University. Oggi lavora tra New York, Los Angeles, Roma e Regno Unito come attrice di teatro e cinema, modella e regista.. Le foto del profilo di Facebook aiutano a riconoscersi sin da subito, si incontrano. Lucia e Armando parlano delle loro origini, dell’orgoglio d’essere calabresi e lo fanno parlando in dialetto calabrese, ripercorrono mentalmente le vie della città di Vibo Valentia. Lucia racconta e si racconta, vuole sempre più bene alla terra dei suoi genitori, la Calabria a cui dedica anche la realizzazione di due cortometraggi. "A pena do pana", che le fa vincere il RIFF Roma Independent Film Festival e le fa ricevere il titolo d’Ambasciatrice della Calabria, e“Ad Ipponion”, un film con gli attori locali, Giuseppe Mancari, Consuelo Fiumara, Gerry Buccinnà. E tornando in Calabria, proprio per girare questi lavori, le chiedono il perché di questa scelta, del perché dopo aver lavorato con Spike Lee ("Summer of Sam/Panico a New York e di seguito uno spot televisivo per la Finlandia Vodka) e con altri mitici personaggi nel mondo del cinema, abbia fatto questa scelta rischiosa. Lucia risponde che vuole “dare qualcosa” alla “sua” amata terra, cosa che cerca di fare attraverso il suo lavoro con i giovani della zona in cui sono nati i suoi genitori, e tramite la scrittura di un lungometraggio ambientato in Calabria. Intanto proprio tra qualche giorno, il 27 marzo, esce nelle sale italiane il film “Duplicity” con Julia Roberts e Clive Owen, dove Lucia ha avuto un ruolo da attrice con dialoghi in italiano. L’altro Grillo a NY, Armando, è nato a Vibo nel 1980, figlio d’arte, ha iniziato la sua attività di fotografo presso lo studio del padre, Franco Grillo, sin dall’età’ di 6 anni, quando inizia a prendere confidenza con la prima macchina fotografica, poi continua ad apprendere fino a 20 anni e successivamente frequenta un corso di fotografia a Milano. Da qui inizia una vera e propria scalata, verso un traguardo ancora da raggiungere, “perché –aggiunge e sottolinea Armando- nella fotografia c’e’ sempre qualcosa da imparare”. Dopo una lunga gavetta a confrontarsi giorno per giorno con tanta gente di alto livello nel mondo della fotografia. Prima inizia col fare da assistente ad un noto fotografo fino a quando, poi, viene notato e chiamato dall’agenzia Imaxtree (leader nel mondo nel campo della moda). Armando ha lavorato nel Party Dior 60° alla reggia di Versailles come fotografo ufficiale per Style.Com (sito di Vogue America” la più grande rivista di moda nel mondo”) ed oggi si ritrova a fotografare in tutte le capitali della moda, da New York a Milano, da Londra a Parigi, per migliaia di scatti, ad immortalare in cataloghi redazionali e sfilate, le più belle top model del momento per riviste come Gioia, Elle Francia, Elle.com. e tante altre. Le sue foto si possono ammirare, quasi ogni settimana, sulla rivista Gioia, sia in copertina che nei vari redazionali. Lui comunque, nonostante il successo, è rimasto un ragazzo modesto e con i piedi per terra, e continua ad amare, come Lucia, le sue radici, la sua Calabria e la sua Vibo Valentia.

Briatico I magistrati Spagnuolo e Garofalo chiederanno stamane la convalida del sequestro dell'area di località "Cocca Petrosa"

Lottizzazione abusiva, gli atti passano al gip Al vaglio degl'inquirenti il contenuto dei computer prelevati nell'Ufficio tecnico comunale
di Marialucia Conistabile


Carabinieri davanti al Comune di Briatico


Sarà depositata stamattina al gip, dai pubblici ministero Mario Spagnuolo e Fabrizio Gatofalo, la richiesta di convalida del provvedimento di sequestro preventivo dell'area di oltre 21mila metri quadrati di località "Cocca Petrosa" di Briatico. Il giudice per le indagini preliminari avrà ora dieci giorni di tempo per decidere in merito e convalidare o meno il provvedimento.
Una superficie quella oggetto del sequestro preventivo (del valore di 2 milioni di euro), sulla quale vige il vincolo ambientale, frazionata in 15 lotti, tre dei quali ceduti. Lottizzazione che, per il procuratore di Vibo Spagnuolo e il sostituto Garofalo, sarebbe avvenuta senza l'acquisizione da parte del Comune di Briatico del nullaosta dell'Autorità di bacino e del via libera della Soprintendenza ai beni paesaggistici e ambientali. Passaggi obbligati prima di procedere alla lottizzazione a scopo edilizio e al rilascio delle autorizzazioni per le opere di urbanizzazione e a costruire.
In queste ore, inoltre, inquirenti e investigatori – all'operazione hanno partecipato i carabinieri del Comando provinciale e del Nucleo tutela artistico-ambientale di Cosenza – sono al lavoro per esaminare il materiale sequestrato, in particolar modo quello reperito nell'abitazione dell'imprenditore Francesco Mamone (proprietario dell'area lottizzata). Al contempo al vaglio degli inquirenti vi è pure il contenuto dei computer sequestrati nell'Ufficio tecnico del Comune di Briatico. In questo caso le valutazioni procedono in modo celere al fine di consentire all'Ufficio di andare avanti con il lavoro.
Contestualmente al sequestro dell'area di località "Cocca Petrosa" i militari hanno notificato nove informazioni di garanzia. Destinari, oltre a Mamone, il sindaco di Briatico Andrea Niglia; il responsabile dell'Ufficio tecnico comunale Sisto Scordo; il geometra Michele Ventrice, dipendente dell'Ufficio tecnico; il fratello Francesco Ventrice, progettista e direttore dei lavori delle opere di urbanizzazione in fase di realizzazione in tre lotti dell'area sequestrata; Francesco Niglia e la moglie Lorenzina Grillo (genitori del sindaco); Raffaele Riga e la moglie Maria Fragale. Sia i coniugi Niglia, sia i Riga figurano acquirenti di due dei tre lotti ceduti da Mamone.
Secondo i pm che hanno firmato il provvedimento di sequestro gli indagati avrebbero agito in concorso, violando la normativa, al fine di agevolare la lottizzazione abusiva, procurando «ingiusto vantaggio patrimoniale» a persone che «orbitano nell'amministrazione comunale» e cioè «i genitori del sindaco e un geometra dell'Ufficio tecnico, peraltro fratello del progettista e direttore delle opere illecitamente assentite».
In particolare per gli inquirenti sarebbero state compiute illegittimità in quanto le opere di urbanizzazione in tre particelle (1088, 1096, 1098), per le quali l'Ufficio tecnico aveva rilasciato permesso a costruire per la loro realizzazione, «essendo destinate a servire esclusivamente i fondi derivanti dalla lottizzazione, senza essere collegate al restante tessuto urbanistico e poste al servizio della collettività».
Le stesse, inoltre, per i pm «non erano eseguite né in attuazione di strumenti attuativi adottati dal consiglio comunale, né sulla base di una convenzione di lottizzazione, approvata sulla base di delibera del Consiglio».


da La Gazzetta del Sud (25 marzo 2009)

24 marzo 2009

Abusivismo, indagato il sindaco di Briatico

Andrea Niglia è coinvolto insieme ad altri otto collaboratori nell'inchiesta condotta dai carabinieri abuso e violazione delle norme urbanistiche. Sono in corso le perquisizioni
Abusivismo, indagato il sindaco di Briatico 23/03/2009 Il sindaco di Briatico, Andrea Niglia, è indagato insieme ad altre otto persone tra amministratori e responsabili del settore tecnico nell’ambito di una inchiesta dei carabinieri per abuso e violazione delle norme urbanistiche.
I carabinieri della compagnia di Vibo Valentia e del nucleo tutela patrimonio artistico stanno eseguendo da stamani numerose perquisizioni degli uffici e delle abitazioni delle nove persone indagate. L’indagine riguarderebbe l’utilizzo di un terreno, del valore di circa due milioni di euro, sequestrato stamattina.
In evidenza:
Tra le abitazioni realizzate sul terreno sequestrato stamani dai carabinieri nell’ambito di una inchiesta su una lottizzazione abusiva che ha anche portato all'emissione di nove avvisi di garanzia c'era anche la casa del sindaco di Briatico, Andrea Niglia.
Nonostante le prescrizioni infatti, il Comune avrebbe rilasciato le autorizzazioni per la costruzione di un gruppo di palazzine.
Le indagini hanno avuto inizio nei mesi scorsi dopo la segnalazione di un imprenditore del vibonese. Sul terreno sorgono già tre palazzine, e una di queste sarebbe intestata al sindaco di Briatico.
Le nove persone sono accusate a vario titolo di abuso d’ufficio, falso, corruzione, violazione di norme ambientali ed urbanistiche e lottizzazione abusiva.


da Il Quotidiano della Calabria (23 marzo 2009)

21 marzo 2009

Gli allievi fittano un intero bus, per tre mesi, per raggiungere Tropea e poter seguire le lezioni scolastiche

di Franco Vallone

Briatico- Una ventina di allievi delle scuole superiori di Briatico e San Leo di Briatico, che frequentano giornalmente le varie classi degli istituti scolastici di Tropea , da qualche giorno raggiungono la scuola con un bus tutto esclusivo e privato. Non sono proprio ragazzi super ricchi…è successo che a seguito dello sconvolgimento degli orari dei treni sulla tratta Lamezia-Rosarno via Tropea, e impossibilitati per tre mesi a poter raggiungere la sede scolastica, i ragazzi di Briatico, senza per forza doversi alzare troppo presto, fare continuo ritardo alle lezioni e rientrare a casa nel tardo pomeriggio, si sono organizzati in gruppo. Si sono rivolti a Nicola D'Ascoli, un sensibile operatore che dirige l'azienda di servizi C.R.C.S. di Briatico, ed hanno chiesto di fittare, per tre mesi, un intero pullman affinché effettui, giornalmente, un servizio di navetta tra Briatico e Tropea, e viceversa, seguendo il classico storico orario che segue e consente gli orari di entrata-uscita delle diverse scuole. Una bella provocazione, un invito agli organi competenti per una collaborazione fattiva, ma anche un vero e proprio successo per un'iniziativa che, con un piccolo contributo personale ed in modo collettivo, elimina qualche disagio creato dalle ferrovie con il blocco della linea via Vibo-Pizzo ed il conseguente spostamento d'orari, soppressione di treni e ritardi sulla vecchia tratta via Tropea, che permette attualmente orari ferroviari non certamente compatibili con gli orari scolastici. Un successo dell'iniziativa, dicevamo, ma anche un ulteriore sforzo economico per tante famiglie già duramente provate e colpite dalla ben più nota e globale crisi economica di questi tempi.

Briatico. Il Tar "riapre" il bar Caffetteria del Corso



Riapre il bar "Caffetteria del Corso a Briatico. Il Tar di Catanzaro, II sezione (presidente dott. Fiorentino, relatore dott.ssa Verlengia), nella camera di consiglio del 12 marzo scorso, ha accolto il ricorso proposto da Emanuele Melluso (difeso dagli avvocati Anselmo Torchi ae Fabrizio Laudadio) contro il provvedimento di revoca della licenza per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevante emesso dal Comune di Briatico.
Il Comune aveva avviato una procedura amministrativa volta alla revoca della licenza dell'esercizio commerciale del bar denominato "Caffetteria del Corso" di Briatico. Tale iniziativa, secondo gli avvocati difensori del ricorrente, veniva effettuata in violazione delle disposizioni normative che disciplinano la materia relativa all'esercizio delle attività commerciali collegata con quella di pubblica sicurezza.
Pertanto, i giudici amministrativi, ritenendo fondato l'impianto difensivo e sussistente il pregiudizio prospettato nel ricorso predisposto dagli avvocati Tochia e Laudadio, hanno accolto la richiesta di sospensiva del provvedimento impugnato, consentendo così a Emanuele Melluso la ripresa della propria attività commerciale.

da La Gazzetta del Sud (21 marzo 2009)

20 marzo 2009

Stalking, si aggrava la posizione del geometra

Salvatore Domenico Russo raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare in carcere: dai domiciliari avrebbe contattato le vittime
Oltre duecento le persone raggirate dal funzionario tra cui anche qualche impresa

di Marialucia Conistabile

Si appesantisce la posizione di Salvatore Domenico Russo, 64 anni, geometra della Regione al quale ieri è stato notificato un provvedimento di aggravamento della custodia cautelare.
L'uomo – ai domiciliari da martedì 11 marzo per stalking, concussione, violenza o minaccia e contraffazione di pubblici sigilli – avrebbe contattato alcune delle sue vittime per indurle a ritrattare. Da qui il nuovo provvedimento del Tribunale di custodia cautelare ma questa volta in carcere. In altre parole dall'attività investigativa sarebbe emerso il rischio di inquinamento delle prove e della reiterazione dei reati che avevano portato al fermo di otto giorni fa.
Già il giorno successivo al primo arresto numerose persone si sono presentate ai carabinieri della Stazione per denunciare i raggiri che avrebbero subìto dal funzionario il quale avrebbe chiesto delle somme di denaro promettendo posti di lavoro od offrendo la possibilità di aprire tabaccherie in virtù del suo asserito incarico di responsabile del settore tabacchi dell'ente regionale. In base a quanto finora dichiarato dalle persone che, a decine, si sono presentate dal luogotenente Nazzareno Lopreiato, comandante della Stazione, la richiesta delle somme sarebbe stata giustificata con la necessità di "ungere le ruote giuste".
Al momento sarebbero circa duecento le persone raggirate da Russo e nel mezzo dell'affaire – che avrebbe fruttato diversi milioni di euro – ci sarebbe anche qualche impresa. Queste ultime, da quanto emerso dalle indagini, venivano contattate dal funzionario della Regione nel suo ufficio il quale avrebbe promesso, dietro compenso, di inserirle negli elenchi di fiducia.
Inoltre nel corso delle deposizioni sarebbero venute alla luce delle vicende incredibili, definite «agghiaccianti» dagli stessi investigatori. Come quella di una commerciante di un piccolo centro del Vibonese che sarebbe stata convinta da Russo della possibilità di aprire una tabaccheria, dietro il corrispettivo di alcune migliaia di euro. Alla fine, secondo l'accusa, la somma consegnata dalla donna sarebbe arrivata a oltre 150mila euro. La stessa pur di mettere l'attività e di far fronte alle richieste ha, inoltre, venduto tutti i propri beni cedendo finanche la propria attività commerciale. Richieste che non si sarebbero fermate neanche davanti alla malattia del marito della commerciante, morto dopo alcuni mesi quando la famiglia era oramai in totale stato di indigenza.
Altra storia, sempre legata al miraggio dell'apertura di una tabaccheria, racconterebbe dell'appropriazione, da parte di Russo, dell'intero patrimonio della persona raggirata che, avendo consegnato oltre 200mila euro in due anni, chiedeva al funzionario di lasciargli qualche euro per fare la spesa. In altri casi, invece, i carabinieri avrebbero scoperto che alcune delle vittime dei raggiri avevano addirittura consegnato i libretti di pensione dei propri genitori al funzionario, per pagare le sue continue richieste di denaro. E ancora dalle indagini sarebbe pure emerso come, allo scopo di convincere le proprie vittime a continuare nei pagamenti, il geometra li avrebbe avvertiti che se si fossero tirati indietro tutto quello che era stato dato sarebbe andato perso, proprio quando mancava poco per ottenere ciò per cui si era tanto pagato e sofferto.
E mentre al Comando provinciale continua il via-vai di persone che, in un modo o in un altro, si sarebbero trovate a dover fare i "conti" con Russo e che, a seguito dell'arresto, si sono precipitate a sporgere denuncia, altro particolare portato alla luce dall'attività investigativa riguarda la documentazione che Russo avrebbe "costruito" attraverso l'uso di una fotocopiatrice e di un computer. A seguito delle perquisizioni dei militari, infatti, sono state trovate decine di lettere intestate a vari enti regionali e locali della pubblica amministrazione con le quali il funzionario avrebbe simulato l'avvio di pratiche autorizzative o di assunzione inesistenti. Come è stato accertato dagli investigatori la composizione dei documenti sarebbe avvenuta grazie a una fotocopiatrice e a un computer. In pratica Russo avrebbe fatto un sapiente collage, tanto che, a un occhio inesperto, i documenti sarebbero potuti apparire genuini e provenienti dagli uffici regionali.

da La Gazzetta del Sud (20 marzo 2009)

17 marzo 2009

BRIATICO: VIOLA OBBLIGO DIMORA E INCONTRA PREGIUDICATI, ARRESTATO

Vibo Valentia, 16 mar. - (Adnkronos) - I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno arrestato un pregiudicato, Rosario Antonino Romano di 57 anni, ristoratore di Briatico, perche' continuava a frequentare altri pregiudicati nonostante l'obbligo di dimora. L'uomo era stato arrestato dal Ros di Brescia nell'ambito dell'operazione 'Nduja' con l'accusa di traffico di sostanze stupefacenti e associazione a delinquere di tipo mafioso. I carabinieri lo hanno pedinato a lungo monitorando i suoi contatti, tra cui alcuni pregiudicati di Briatico con il quale si spostava sul territorio. Ieri pomeriggio sono quindi intervenuti all'ennesima violazione degli obblighi e lo hanno arrestato.

da Il Riformista (16 marzo 2009)

16 marzo 2009

La Polstrada intensifica i controlli sull'A3 e lungo la strada statale 18

Ritirate 3 patenti per guida in stato d'ebrezza e decurtati 60 punti
di Marialucia Conestabile


Oltre all'incidente verificatosi nella tarda serata di sabato sull'A3 – con un tir precipitato in una scarpata dopo che il conducente (trovato con un tasso alcolemico tre volte superiore al limite consentito) ne aveva perso il controllo – la notte scorsa le pattuglie della Sezione della Polstrada sono state alle prese con il rafforzamento dei controlli sugli assi viari della provincia al fine di contrastare i comportamenti di guida pericolosi.
Nel corso dei servizi – che oltre al tratto autostradale (dallo svincolo di Pizzo a quello di Rosarno) hanno riguardato la statale 18, nel tratto vibonese – sono state controllate 75 autovetture e identificate 88 persone. Gli agenti, inoltre, hanno proceduto a eseguire gli specifici controlli sulle condizioni fisiche alla guida di 43 conducenti, tutti giovani e d'età compresa fra i 20 e i 30 anni, i quali sono stati sottoposti al controllo del tasso alcolemico, tramite l'etilometro. Per tre di loro, si tratta di due operai e uno studente tutti residenti a Lamezia Terme, è scattata la denuncia all'autorità giudiziaria per guida in stato di ebrezza con contestuale ritiro delle patenti di guida. Nell'ambito dei controlli – coordinati dal dirigente della Sezione della Polstrada, Pasquale Ciocca – sono state contestate complessivamente 29 infrazioni al codice della strada con la sottrazione di 60 punti dalle patenti. Gli agenti della Polstrada, oltre che con l'etilometro, hanno agito con l'ausilio di altre attrezzature speciali quali i precursori e telelaser.

da La Gazzetta del Sud (16 marzo 2009)

15 marzo 2009

Briatico. La Passione Vivente 2009


E mo vi parru chija tradizioni, chi suscitau sempri forti emozioni.
A storia i l'Omu v'aju a cuntari, ma i na manera particulari.
Si metti in scena, cara genti, pe' vui tutti a passioni viventi.
Ai 12.30 i lu 5 D'APIRLI, u Signuri a Gerusalemme viditi trasiri.
E alli 7.30, quandu scura, si cumpleta' a scrittura.
..Non perditivi 'sta tradizioni... Vaci in scena di Cristu a passioni!

(Locandina e testo di Mariella Matera)

14 marzo 2009

Briatico. Consegnata una targa all’eroico autista dello scuolabus, Giuseppe Mazzitelli

Mandaradoni e i fatti tragici del 16 dicembre Ricordati ieri sera nel corso di una commovente cerimonia in Consiglio Comunale.
di Franco Vallone


Il Vicesindaco ed il Sindaco mentre consegnano la targa a Mazzitelli


BRIATICO - Una lettera della Comunità della frazione Mandaradoni era pervenuta, da qualche giorno, al sindaco, Andrea Niglia e a tutto il Consiglio Comunale di Briatico. La missiva sottolineava quanto “sia duro ritornare sui tragici avvenimenti che tanto lutto e disperazione hanno portato nelle famiglie della nostra piccola comunità. Ma, prosegue la lettera, grande è l’affetto che nutriamo nei confronti del nostro concittadino Giuseppe Mazzitelli, scampato miracolosamente alla strage di quel funesto 16 dicembre del 2008”. La comunità, che firma la lettera, riteneva doveroso chiedere un “giusto riconoscimento pubblico all’atto eroico compiuto per portare in salvo i cinque alunni innocenti che a bordo dello scuolabus ritornavano a casa dalla scuola”. Segue poi una breve sintesi degli accadimenti che ricordano la cronaca di quelle tragiche ore: “era il 16 dicembre, intorno alle 12.50. alla guida dello scuolabus, il signor Mazzitelli stava entrando nel centro abitato, percorrendo corso Garibaldi, quando ha visto il corpo esanime di Vincenzo Rizzo riverso per terra. Per quell’orrenda visione, i bambini atterriti si sono messi a gridare ma il signor Mazzitelli ha cercato subito di tranquillizzarli, dicendo loro che era solo caduto. In realtà egli intuì immediatamente cosa fosse successo, e guardingo proseguì verso il centro del paese. Improvvisamente, all’altezza di una semicurva, ha visto la mano armata di fucile dell’omicida che camminava dall’altra parte della strada. Con freddezza ed autocontrollo ha continuato a guidare il bus, senza però mai distogliere lo sguardo dal fucile. Quando ha visto le canne di quell’arma sollevarsi e minacciare la sua vita e quella dei suoi passeggeri, il signor Mazzitelli capì subito le intenzioni dell’omicida e, in un lampo, si piegava di lato, gridava ai bambini terrorizzati di coricarsi sul pavimento dello scuolabus e, tenendo ben saldo il volante, accelerava e continuava la sua corsa, mentre dalle bocche di quel fucile, che poco prima aveva succhiato la vita del povero Rizzo, partiva una rosa di piombo ed una grandine di pallini investiva il pulmino e mandava in frantumi i vetri dello stesso i cui frammenti procuravano numerose ferite al volto del Mazzitelli. Nonostante le sofferenze, resosi conto che l’omicida non proseguiva più nella sua folle azione, dopo un centinaio di metri, il signor Giuseppe arrestava il bus, faceva scendere i bambini miracolosamente illesi, portandoli al sicuro nelle abitazioni vicine. Dopodichè, ha prontamente telefonato al 113, al 112 ed al centralino del Comune informando le autorità di quanto stava accadendo”. La lettera della comunità di Mandaradoni prosegue rimarcando il fatto che “dalla testimonianza di alcuni cittadini si evince che Giuseppe Mazzitelli si è preoccupato principalmente dell’incolumità dei bambini che erano a bordo del pulmino. Il suo pensiero principale è stato soprattutto quello di salvare le loro vite e restituire ai genitori il loro figli sani e salvi. Un atto così ricco d’umanità, di solidarietà, d’altruismo, d’abnegazione e di coraggio con grande eco sociale, culturale ed istituzionale non può che definirsi eroismo. Ecco perché riteniamo, conclude la nota, che questa persona ha dato all’intera comunità di Briatico una lezione indimenticabile ed esemplare che va al di là del compimento del proprio dovere (…).” La lettera della comunità di Mandaradoni si conclude poi con i ringraziamenti alle forze dell’ordine, alle istituzioni e agli uomini della Chiesa e con una richiesta di un giusto accoglimento. Richiesta la cui risposta è arrivata e si è concretizzata ieri sera con un commovente incontro in Consiglio Comunale svoltasi all’interno della sala consiliare del Municipio di Briatico. Nel corso dell’incontro sono stati consegnati alle due vedove, Rizzo e Grasso, dei mazzi di fiori, una targa è stata consegnata dal sindaco Niglia all’autista del pulmino, Giuseppe Mazzitelli, a cui sono andati anche una pergamena, consegnata dal sindaco baby e dei fiori consegnati dal vice sindaco baby. Infine regali a ricordo della cerimonia anche per i cinque bambini presenti sullo scuolabus quel triste tragico giorno di dicembre.

L'intervento dell'assessore Vallone

13 marzo 2009

Sarebbero decine le persone cadute nella trappola delle presunte truffe

L'arresto di Salvatore Domenico Russo apre nuovi scenari
Perquisito l'ufficio della Protezione civile dove ilgeometra lavora. Numerose le denunce presentate
di Nicola Lopreiato

Le indagini dei carabinieri vanno avanti. L'arresto del geometra Salvatore Domenico Russo, 64 anni, dipendente della Regione e attualmente in servizio alla ripartizione della Protezione civile i cui uffici si trovano in località Aeroporto, potrebbe offrire «nuovi e clamorosi sviluppi».
Ieri mattina decine di persone si sono presentate alla stazione dei carabinieri per presentare le loro denunce. Si tratterebbe, secondo quanto si è appreso, di persone che sostengono di essere state raggirate dal geometra. Ovviamente si tratta di denunce che meritano d'essere riscontrate. Situazioni differenti, ma tutte legate, secondo l'ipotesi investigativa che viene seguita dal luogotenente Nazzareno Lopreiato, da un comune denominatore: spillare denaro attraverso vari marchingegni e quando la situazione lo richiedeva venivano messe in essere anche minacce e intimidazioni.
Sulla base di quanto sta emergendo Salvatore Domenico Russo avrebbe approfittato di situazioni particolari delle persone per avvicinarsi a loro e promettere posti di lavoro a giovani disoccupati dietro pagamento di consistenti somme di denaro; in altre situazioni, sempre secondo quanto starebbe emergendo dalle denunce che i carabinieri stanno raccogliendo, lo stesso impiegato regionale avrebbe fatto da intermediario per il rilascio di permessi relativamente agli sportelli per il gioco del lotto e del totocalcio, mentre in altri casi avrebbe promesso l'apertura di un tabacchino.
E sulla base delle numerose denunce che stanno arrivando sul tavolo del luogotenente Lopreiato potrebbero scattare nuove contestazioni da parte del magistrato Francesco Rotondo che coordina le indagini. Un'indagine che si sta allargando, quindi, a macchia d'olio, e proprio in virtù dell'alto numero di denunce ieri i carabinieri della stazione sono stati costretti a calendarizzare gli appuntamenti. Alcune delle vittime nella mattina di ieri si erano presentate in Questura ma sono state dirottate verso la caserma dei carabinieri.
Sempre nella mattinata di ieri i militari hanno perquisito l'ufficio della Protezione civile dove Russo lavora, ma le risultanze delle indagini, per il momento, non sono state rese note. Inoltre, i carabinieri stanno cercando di capire dal materiale a loro disposizione se Russo in queste operazioni di presunta truffa e concussione che gli vengono al momento contestate abbia potuto contare sull'appoggio di altri soggetti. Le indagini, in tal senso, sono orientate anche in alcuni istituti bancari. Qualora si dovesse accertare che le "operazioni" venivano poste in essere insieme ad altri soggetti allora i carabinieri non escludono che possa scattare anche il reato di associazione. Si tratta, ovviamente, di ipotesi che dovranno essere valutate dal magistrato inquirente.
Si stima, in base alle denunce raccolte dai carabinieri, che il volume d'affari messo in piedi ammonti a due milioni di euro. Una cifra enorme che lascia increduli persino gli investigatori, «se così fosse – dicono alla stazione dei carabinieri – allora ci troveremmo di fronte ad un caso simile a quello che ha visto coinvolta Vanna Marchi».

da La Gazzetta del Sud (13 marzo 2009)

12 marzo 2009

Calabria/ Vibo, le promette lavoro per figlio e poi la perseguita

Lei gli dà 22mila euro. Arrestato 64enne per stalking

Roma, 11 mar. (Apcom) - Un arresto per stalking da parte dei carabinieri di Vibo Valentia. In manette un geometra della Regione Calabria, Salvatore Domenico Russo, 64enne, che avrebbe approfittato della sua posizione ricevendo nel tempo circa 22mila euro, ovvero tutti i risparmi di una madre alla quale aveva promesso di far assumere suo figlio 20enne in Regione a tempo indeterminato in poche settimane. Per l'uomo, l'accusa è di atti persecutori (il cosiddetto stalking, per la prima volta applicato in Calabria dall'entrata in vigore del provvedimento), concussione, truffa e violenza o minaccia. L'uomo, infatti, dopo la denuncia presentata ai carabinieri da parte della donna, l'aveva minacciata affinché ritirasse la denuncia ai carabinieri.

Circa un mese fa, i carabinieri hanno notato per strada un uomo inveire contro una donna e suo figlio e hanno deciso di vederci chiaro, scoprendo che lei si era rivolta a lui perché preoccupata di trovare un posto di lavoro a suo figlio. L'uomo si era detto interessato, chiedendo alcune centinaia di euro per avviare la pratica di assunzione in Regione. Ma in pochi mesi le richieste si erano fatte sempre più esose e i modi gentili erano diventati minacce. Così, in 3 mesi, la donna ha consegnato tutti i suoi risparmi. Si è poi rivolta ai carabinieri per poterlo rintracciare, provocando le ire dell'uomo che l'ha tempestata di telefonate a tutte le ore del giorno e della notte minacciandola di terribili conseguenze se non avesse ritirato la denuncia.

Sconvolta e terrorizzata, la donna ha nuovamente avvertito i carabinieri di Vibo Valentia che hanno fatto scattare gli appostamenti e i pedinamenti. E ieri lo hanno colto sul fatto proprio davanti alla sede della Provincia dove l'uomo, incrociando per caso la sua vittima, l'ha insultata in mezzo alla strada ribadendole l'ordine perentorio di ritirare la querela, pena una vendetta esemplare.

Entrambi sono stati portati in caserma, dove la donna ha confessato di aver dato tutti i soldi al che ormai da mesi ha paura di uscire di casa e a causa dello stress ha cominciato addirittura a perdere i capelli. Immediato l'arresto. Nella sua auto, i militari hanno anche trovato anche alcuni timbri falsificati di numerosi enti pubblici e una grande quantità di documenti con le firme di centinaia di persone, forse anche loro vittime dei raggiri e delle minacce che, evidentemente, secondo i militari, ha messo in piedi un vero e proprio business, giocando sulla buona fede e lo stato di bisogno degli altri. I carabinieri stanno ora esaminando tutti i documenti. Altre vittime potrebbero presentarsi in caserma per raccontare le loro vicende.


da VirgilioNotizie.it (11 marzo 2009)

Sacal(Aeroporto Lamezia Terme) annuncia l’incremento dei voli per Pisa, il raddoppio del collegamento con Bologna e un nuovo volo per Venezia



Incremento dei voli e nuovi collegamenti. Sono tante le novità che giungono dalla Società di gestione dell’Aeroporto di Lamezia Terme che in questi mesi ha lavorato con fervore e impegno per far fronte alla crisi che da molti mesi è in atto nel settore aereo.

Ma andiamo con ordine.

Dal 30 marzo si parte da Lamezia per Roma con i nuovi collegamenti effettuati da Blu Express, la low cost della Blu Panorama, e per Bologna con Ryanair. Il 5 aprile è la volta del nuovo collegamento per Venezia operati dalla nuova Alitalia. E, dal 6 giugno, saranno incrementate da Ryanair le frequenze per Pisa.

Ryanair, la più grande compagnia aerea d’Europa per tariffe basse, a partire dal 6 giugno 2009 incrementa le frequenze del collegamento Lamezia Terme-Pisa che diventa infatti giornaliero.
Anche la rotta per Bologna raddoppia. Oltre che con Airone, che assicura un collegamento quotidiano ormai da qualche anno, il capoluogo emiliano sarà raggiungibile da Lamezia a partire dal 30 marzo 2009 con voli Ryanair.
Ma le novità non finiscono qui. Dal 5 aprile 2009, infatti, Venezia sarà più vicina alla Calabria grazie ad Alitalia.
Particolare soddisfazione per l’incremento delle frequenze con Pisa e per gli imminenti collegamenti con Bologna e Venezia viene espressa dal presidente di Sacal, Eugenio Ripepe, che tiene a ricordare il costante impegno messo in campo per stringere una salda alleanza commerciale con Ryanair, così come con Alitalia, oltre le tante iniziative di marketing a sostegno dei voli, con azioni di promozione organizzate in regione, e le partecipazioni alle varie fiere del turismo.
“Sacal - spiega Ripepe - è costantemente impegnata nel consolidare i rapporti con le compagnie aeree con cui da tempo ha avviato rapporti commerciali, e nel ricercare nuovi vettori low cost in grado di rispondere alle esigenze dei calabresi. All’accordo stipulato con Blu Panorama, compagnia low cost, che dal 30 marzo avvierà nuovi collegamenti con Roma, ne seguiranno a breve altri.
Questo impegno, obiettivo primario della Società, oggi ha dato i suoi frutti - ribadisce il presidente-. L’intuizione di Sacal di attivare un volo per Pisa si è rivelata in breve un vero successo, con coefficienti di riempimento sempre elevati e numero di prenotazioni entusiasmante: in soli due anni sono stati trasportati da e per Lamezia circa 100.000 passeggeri. L’incremento dei voli a partire dal 6 giugno certamente aumenterà il numero di passeggeri. Anche Bologna, ne sono certo, funzionerà: perché rappresenta un’altra destinazione di rilievo, anch’essa strategica per raggiungere l’intera Emilia-Romagna, ma pure le confinanti aree regionali. Anche per il capoluogo emiliano c’è poi da considerare la spinta “etnica” con una nutrita presenza calabrese concentrata nella città felsinea e nei suoi dintorni, ma anche, per esempio, nelle città di Parma e Reggio Emilia”.
“Che dire poi di Venezia - spiega ancora Ripepe -, città considerata tra le più belle al mondo, anche questo collegamento, che sarà attivato dal 5 aprile dalla nuova Alitalia, sono sicuro sarà gradito ai calabresi ma anche a tutti coloro che dal Veneto e da tutta l’Italia nord-orientale intendano visitare la nostra terra. Insomma credo che Sacal stia dimostrando fino in fondo il suo impegno nel migliorare l’offerta e garantire ai calabresi di raggiungere più mete possibili e, nello stesso tempo, cerca di favorire il turismo verso la Calabria. Un aeroporto è come una moderna porta d’accesso al territorio e alla sua economia in grado di sviluppare attività, in grado di creare opportunità per gli operatori del settore turistico. Naturalmente bisogna saper cogliere l’occasione.”

da Sacal.it (06 marzo 2009)

09 marzo 2009

Invalida civile al 100 per cento viene però ritenuta abile al lavoro

L'odissea di una bracciante agricola affetta da una malattia rara


Da dieci anni è stata riconosciuta invalida civile al 100 per cento, a causa di una malattia rara di origine neurologica, e percepisce l'assegno di accompagnamento, ma l'Inps continua a non riconoscerla inabile al lavoro come bracciante agricola per cui aveva versato i contributi assicurativi. Anzi, come la stessa racconta, appena si è ammalata – da allora sono passati ormai oltre 20 anni – l'avevano riconosciuta inabile, ma dopo una visita di controllo a distanza di un anno, miracolosamente sarebbe ritornata abile al lavoro, nonostante la persistenza della grave malattia, che non le dà tregua, per cui è previsto l'accompagnatore.
Dopodichè Maria Rosa G., questo il suo nome, di 55 anni residente a San Gregorio d'Ippona ha pensato di rivolgersi al Tribunale di competenza, ma le due perizie medico legali che la riguardano e con cui viene riconosciuta inabile al lavoro sono ancora ferme tra migliaia di fascicoli.
Il marito della donna Antonio – a sua volta trapiantato di fegato in Germania – spiega che col riconoscimento dell'inabilità al lavoro la moglie verrebbe a percepire un qualcosa in più sulla pensione (nel caso in cui le fosse riconosciuta quella di inabilità al lavoro dovrebbe scegliere tra le due) e che con la liquidazione degli arretrati potrebbe portarla in un centro specializzato per tentare una cura almeno alle gambe (di dimensioni tre volte maggiori di quelle normali), che è come se non le avesse.
Ma anche questa ultima illusione è sfumata, in quanto proprio tre giorni fa il Tribunale che avrebbe dovuto discutere la sua causa, l'ha rinviata al 2010. Cioè al prossimo anno. Tempi, comunque, troppo lungi per la donna – alle prese con la malattia e con la sua salute che continua a peggiorare di giorno in giorno – e per la sua famiglia. Motivo per cui Maria Rosa è rimasta con in mano un pezzo di carta su cui i sanitari hanno prescritto il ricovero in un centro ultraspecializzato, pena gravissimi pericoli per la sua vita. Una vicenda drammatica che però rischia di finire nelle sabbie mobili dell'apatia e del disinteresse generale.


da La Gazzetta del Sud (9 marzo 2009)

08 marzo 2009

Briatico di Pippo Anile

In ricordo di Filippo Accorinti

Oh mio caro zio sei stato un uomo fantastico, hai resistito fin a quando hai potuto e per questo ti dedico tutto il mio affetto.

Alessia Accorinti

07 marzo 2009

Vibo Marina. Sprofonda piazza Capannina Spazzato via pure il lungomare

I lavori realizzati non più tardi di un anno fa
di L.F.



Sprofonda una parte di piazza Capannina e del lungomare, a Vibo Marina. I lavori per metterli a nuovo sono serviti a ben poco visto che il mare ha distrutto parte della pavimentazione e dell'impianto di illuminazione realizzati lo scorso anno. Anche in questa occasione la forza del mare è stata implacabile. Infatti le mareggiate degli ultimi giorni, dopo aver sbriciolato una parte del muro di protezione, hanno risucchiato il pietrisco sottostante facendo collassare su se stessa la pavimentazione che aveva cambiato il volto dell'unica piazza del quartiere "Pennello".
Il primo a scendere in campo, dopo il crollo, Mino De Pinto, presidente del Sib (Sindacato italiano balneari) il quale chiede l'immediato intervento di Regione, Provincia e Comune. «Se non si attivano immediatamente questi tre Enti – afferma De Pinto – si rischia di far saltare la prossima stagione balneare. Bisogna correre subito ai ripari per salvare quello che resta della piazza. Mi auguro che si trovino subito i finanziamenti necessari per avviare i lavori di ripristino dell'intera zona».
De Pinto, da sempre in prima linea per la salvaguardia del litorale cittadino, sostiene che i lavori che si andranno a fare non saranno sufficienti a mettere al riparo da futuri danni l'intera zona. «Per mettere in sicurezza il quartiere Pennello – rileva il presidente del Sib – occorrono le barriere frangiflutti a mare che la Provincia ha messo già in cantiere. I lavori però non sono stati ancora conclusi».

da La Gazzetta del Sud (07 marzo 2009)

05 marzo 2009

14 persone denunciate nel Vibonese per truffa

VIBO VALENTIA. Quattordici persone sono state denunciate dagli agenti del Nucleo mobile della tenenza della guardia di Finanza di Tropea, in seguito ad alcuni accertamenti sulle posizioni reddituali presentate agli uffici del comune di Zambrone, centro turistico della costa vibonese, per ottenere le prestazioni economiche socio-assistenziali previste per le persone che versano in condizioni disagiate. I denunciati si sono resi responsabili del reato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, finalizzata alla truffa. Attraverso la presentazione di false dichiarazioni relative alle posizioni reddituali dei propri nuclei familiari, i soggetti beneficiari avrebbero indotto in errore l’ente pubblico ottenendo l’erogazione di un indebito contributo, o di una quota superiore a quella realmente spettante. L’indagine delle Fiamme Gialle, segue quella analoga svolta dallo stesso Reparto nello scorso anno nel Comune di Briatico che aveva portato alla denuncia di altre 19 persone.

da Il Giornale di Calabria (4 marzo 2009)

L'immensa distanza che separa Cosenza da Reggio Calabria

L'inchiesta Sono più di tre le ore di percorrenza per raggiungere la punta dello stivale
Oltre ai lavori sulla A3 ora anche quelli ai tratti ferroviari colpiti da frane
di Carlo Minervini

Davanti agli occhi ci sono solo rotaie, led luminosi che indicano binari, destinazioni e immancabili ritardi. L'odore tipico della stazione che è sempre un po' difficile togliersi di dosso. I sedili un po' lisi, i bagni che a volte funzionano e altre no, nelle infinite percorrenze dell'immenso vuoto calabrese. Abituarsi non è semplice, soprattutto perché rode un po' sapere che al nord, percorrenze perfino più lunghe come la Bologna-Milano (attualmente servita dall'alta velocità Frecciarossa) vengono coperte in un terzo del tempo. Dati alla mano. Ma Cosenza-Reggio Calabria non è Milano-Bologna e lo sappiamo. Lo sappiamo come lo sanno gli studenti dell'Unical, che dal 25 febbraio impiegano da tre ore (senza ritardi) in su per raggiungere l'ateneo di Arcavacata.
La frana dicembrina di Mileto ha scombinato i piani dei viaggiatori: dal 25 febbraio chiuso il tratto Vibo/Pizzo-Rosarno con conseguente dirottamento – solo per i regionali e alcuni intercity – sulla via a binario unico di Tropea. Con, talora, fermate ulteriori come Briatico, Santa Domenica, Nicotera. Una percorrenza più lunga di quella già di per sé non brevissima che c'era prima.
Gli studenti che affollavano le banchine delle stazioni ora sembrano diminiure, benché il mondo sospeso che sta sotto Salerno non offra grandi alternative. «Come raggiungere Arcavacata?» è uno dei quesiti che s'ascoltano più spesso ma che restano sempre un po' come tutto, in balìa del nulla. Le alternative ci sono, ma è come se non ci fossero. Autobus e macchine, per arrivare dalla punta dello stivale, devono attraversare la A3. La Salerno-Reggio. Quella che, dal dettagliato prospetto che offre l'Anas sul proprio sito segna una serie infinita di x, di segnali di pericolo, di restringimenti di carreggiata, di cantieri aperti da una vita, di deviazioni attraverso strade interne.
«E siccome l'elicottero personale non possiamo permettercelo, dobbiamo affrontare l'ennesima crisi dei trasporti», dicon gli studenti davanti alle difficoltà oggettive di una terra che ha sempre difficoltà oggettive da affrontare, da fronteggiare, da risolvere.
«Non solo. Sono pochi i treni diretti. La maggior parte fermano a Paola. Col rischio che basta qualche minuto di ritardo per costringerci ad attendere il treno successivo per arrivare a Castiglione».
Serviranno tre mesi, secondo le stime di Trenitalia, per risolvere la questione e bonificare l'area interessata dallo smottamento. Un tempo infinito però per chi deve viaggiare quasi tutti i giorni, per i pendolari che non possono permettersi una casa o per chi vuole tornare alla propria.
«Parliamo di eccellenze ma noi abbiamo sempre difficoltà a vederle», sono i commenti rassegnati che si odono dalle banchine e dalle pensiline. È l'eterno balletto delle «potenzialità inespresse» di una regione fuori dall'Europa, lontana dall'Italia che conta, cui restano solo e sempre le briciole e le ferite da leccarsi.


da La Gazzetta del Sud (03 marzo 2009)

01 marzo 2009

Treni, l'Italia si ferma a Lamezia

Dopo le frane e i continui disagi sulla Salerno-Reggio Calabria altri problemi per i viaggiatori. In una zona già disastrata. Chiuso un tratto per tre mesi

di VINCENZO FOTI


ROMA - Prima le frane, l'autostrada dei lavori in corso, ora i treni. Forti disagi in arrivo sulla ferrovie del profondo Sud. Dal 25 febbraio e per i successivi tre mesi, la linea Battipaglia-Reggio Calabria verrà chiusa tra Vibo Valentia e Mileto per importanti lavori di manutenzione. Alcuni treni a lunga percorrenza per Reggio e per la Sicilia verranno quindi deviati sul vecchio binario unico via Tropea, altri termineranno la corsa nella stazione di Lamezia Terme Centrale, da dove si potrà proseguire su treni regionali o su autobus sostitutivi lungo l'autostrada A3. Stando a quanto comunicano le Fs, saranno garantiti i treni notturni (Espressi ed Intercity Notte) per Reggio e Sicilia. Gli orari di arrivo e di partenza a sud di Lamezia verranno modificati per i convogli deviati; tre Eurostar su quattro e almeno due Intercity su tre saranno limitati a Lamezia.

Il programma preciso e completo dei treni con relative variaizoni d'orario - in queste ore al vaglio dell'assessore regionale ai Trasporti Demetrio Naccari - si potrà consultare sul sito www.ferroviedellostato.it e verrà comunicato attraverso i punti informativi di stazione, apposite locandine e la testata radio on line 'Fs News'.

La violenta ondata di maltempo prenatalizia, aggravata dalle continue e intense piogge di questi giorni, ha dunque avuto la meglio su una terra già da anni martoriata. Moltissimi i comuni e le vie di comunicazione che da settimane lottano contro allagamenti, frane e smottamenti. Da poco è ricomparso il sole, ma il freddo continua ad attanagliare la popolazione e le precipitazioni non cessano. Secondo il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, l'emergenza Calabria dovrebbe rappresentare l'occasione ''per impostare una seria politica di prevenzione'' del territorio. ''Quando ho chiesto i fondi al ministero dell'Economia, di ieri e di oggi - ha dichiarato - e quando ho impostato iniziative per la tutela del suolo con il ministero dell'Ambiente, di ieri e di oggi, non ho mai trovato grandi aperture''. Un'ordinanza della Protezione Civile ha individuato in 15 milioni di euro la cifra per gli interventi più urgenti.

In Calabria però la storia delle calamità naturali è piuttosto lunga. Per limitarci ai casi del nuovo millennio: l'alluvione di Soverato del 2000 (13 morti al camping 'Le Giare'); le frane di Favazzina che nel 2001 e nel 2005 hanno provocato il deragliamento di due treni, per fortuna senza vittime (ancora oggi, per ordine della magistratura, i convogli transitano da quel punto a 20 all'ora); l'alluvione di Vibo Valentia del 2006 (quattro morti). Lo scorso dicembre, nel tratto ferroviario tra Vibo Valentia e Mileto aperto nel 1971 e che fin dall'inizio manifestò problemi di stabilità, il pietrisco che sostiene i binari si è sbriciolato in modo irrimediabile, tanto che i treni da due mesi continuano a transitare a senso unico alternato, con pesanti ritardi e disagi per i viaggiatori.

Ora che, per risolvere il problema in via definitiva, Rete Ferroviaria Italiana si accinge a chiudere la linea, arrivano puntuali le proteste. Qualche sindacato ha già scritto al prefetto di Reggio Francesco Musolino temendo la congestione della A3; gli esperti dicono che la ferrovia storica via Tropea, con la sua potenzialità di 70 treni al giorno, è in grado di smaltire il surplus di traffico. Ma di sicuro i disagi per la provincia e per la Sicilia non mancheranno. Al porto di Reggio, sono continue le proteste dei pendolari per la riduzione degli aliscafi per Messina.

Sul fronte stradale la situazione è ancora più drammatica. L'A3 Salerno-Reggio è stata ripetutamente chiusa e riaperta in più punti a causa della neve; qualche anno fa imprigionò addirittura centinaia di automobilisti che si spostavano per Natale. Anche la Statale 106 Jonica ha subito fortissimi danni. Sulla Statale 18 della costa tirrenica piovono invece detriti dei terrazzamenti sovrastanti i centri abitati di Bagnara, Favazzina e Scilla.

I cittadini di Bagnara ci segnalano in particolare le condizioni di dissesto idrogeologico che tormentano le principali arterie di viabilità nel loro territorio. Uno stato di cose che si protrae da decenni, nell'indifferenza o nella connivenza dei politici con la criminalità organizzata, ma senza nessuno che alzi la voce sul serio, nessuno che si scuota dal torpore della rassegnazione o che si rifiuti di continuare a subire.

Con la chiusura, a fine gennaio, dell'A3 fra Scilla e Villa San Giovanni, per arrivare a Reggio si doveva passare da Gambarie d'Aspromonte impiegando quattro ore per percorrere 35 chilometri. E poiché senza strada non si arriva nemmeno all'aeroporto, ecco l'immobilità totale, ecco la Calabria tagliata fuori dal mondo (specie la provincia di Reggio), ecco dei cittadini italiani ancora una volta privati dei loro diritti. E c'è chi parla di Ponte sullo Stretto.

da Repubblica.it > Economia (20 febbraio 2009)


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Treni, interrotta la linea per il Sud. Come sopravvivere ai disagi

Informatica. Truffa e falso, denunciati due studenti minorenni

Due studenti minorenni sono stati denunciati dai carabinieri di Tropea con l'accusa di truffa e falso.
Il fatto è avvenuto a Joppolo, centro turistico sulla costa vibonese, dove i carabinieri hanno stroncato sul nascere una truffa orchestrata dai due ragazzi ai danni di alcuni abitanti del paese.
In sostanza, i due "commercianti" in erba, che risiedono nel vicino comune di Nicotera, attraverso la falsificazione di documenti, vendevano per via telematica computer, macchine fotografiche ed altro, facendosi versare un anticipo negli uffici postali dietro promessa della consegna della merce. Merce che, logicamente, non è mai arrivata agli acquirenti.
Probabilmente, però, i due minorenni si sono lasciati prendere la mano dal buniess tanto da provocare la reazione delle persone "gabbate" che sono ricorse ai carabinieri presentando regolari denunce.
Da qui l'avvio delle indagini che si sono concluse con le due denunce.

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