Trasporti in tilt dopo la chiusura della stazione ferroviaria Vibo-Pizzo
I pendolari chiedono l'istituzione di servizi navetta per il collegamento con altri centri
di Lino Fresca
«Profondamente indignati ma decisi a lottare perchè venga salvaguardato il diritto alla mobilità dei vibonesi e tutelata la vocazione turistica di questa provincia».
È questo il sentimento dominante che è prevalso nel corso dell'incontro tenutosi ieri mattina nella sede dell'Amministrazione provinciale, per affrontare la grave emergenza innescata dall'interruzione della tratta ferroviaria Vibo-Pizzo-Rosarno. Alla riunione hanno partecipato il presidente dell'Amministrazione provinciale Francesco De Nisi, gli assessori Paolo Barbieri (Trasporti), Maria Salvia (Politiche sociali), Vincenzo Morelli (Affari generali) nonchè i sindacalisti Sergio Pititto (Cisl), Gianfranco Pugliese (Cgil) Pasqualino Barbieri (Uil) che guidavano le rispettive delegazioni di categoria.
Nel corso dell'incontro sono stati rimarcati i gravi disagi subiti soprattutto dall'utenza pendolare che per motivi di studio o di lavoro utilizzava il trasporto ferroviario per raggiungere Vibo Valentia. «Basti pensare – ha sottolineato l'assessore Salvia – a molti studenti dell'Istituto nautico di Pizzo provenienti dalla provincia di Reggio Calabria , che in queste ultime settimane non sono più riuscite a raggiungere la scuola, anche a causa della mancanza di un servizio di navetta sostitutivo. Per non parlare dei problemi che gravano sul conservatorio "Torrefranca", nel quale insegnano molti docenti che provengono da altre province».
Studenti, innanzitutto, ma anche moltissimi lavoratori costretti ormai a fare i conti con una situazione che non lascia ben sperare in una soluzione celere. È convinzione degli amministratori provinciali e dei sindacalisti, infatti, che lo stop necessario per rimettere la linea dopo lo smottamento che ne ha determinato l'interruzione, durerà ben oltre i tre mesi previsti da Trenitalia Spa. «Un atteggiamento quello tenuto – dalle Ferrovie , che non è accettabile – ha duramente riservata alla provincia vibonese rispetto a quella reggina, dove stanno operando per migliorare i servizi ferroviari».
Sulla stessa lunghezza d'onda Paolo barbieri, che ha convocato la riunione e coordinato la discussione, denunciando l'atteggiamento ostruizionistico di Trenitalia che, nonostante le continue sollecitazioni da parte del suo assessorato, non ha fornito alcun chiarimento specifico sulla situazione in atto, nonchè sui servizi di navetta sostitutivi, che pure erano stati annunciati. «Contro il muro di gomma innalzato dalla società sta rimbalzando invano anche la regione – ha affermato Barbieri – che ancora detiene le competenze in materia di di trasporti. Le decisioni che ha assunto Trenitalia sono state adottate in maniera assolutamente unilaterale, senza confrontarsi con nessuno. E questo è inaccettabile, vista la natura pubblica del servizio espletato».
Che i rapporti con Trenitalia siano tesi lo conferma la recente presa di posizione dell'assessore regionale ai Trasporti Demetrio Naccari Carlizzi, che si è detto pronto a porre in essere un piano straordinario per superare l'emergenza, istituendo servizi di navetta per poi rivalersi sul gestore del trasporto ferroviario Ed è questa la soluzione che nell'immediato appare più percorribile, come hanno ventilato anche i partecipanti alla riunione di ieri.
da La Gazzetta del Sud (27 febbraio 2009)
27 febbraio 2009
26 febbraio 2009
Briatico. Gravi disagi per studenti grazie a Ferrovie dello Stato
Sono uno dei 22 genitori che hanno figli che studiano a Tropea e impiegano il treno unico mezzo di collegamento tra le due città. Data l'interruzione della doppia linea, da oggi sono stati modificati unilateralmente gli orari esistenti di partenza da Briatico verso Tropea (ore 7,30) e da Tropea a Briatico (ore 13,50) con conseguente grave disagio agli studenti che si configura come limitazione al diritto allo studio e un danno economico per le famiglie degli stessi.
Compatibilmente con le esigenze "superiori" Vi chiedo di prendere in esame un ritocco negli orari (anticipazione) che possa limitare il disagio ai nostri figli anche loro cittadini Italiani o in subordine prevedere delle fermate nelle due località interessate di treni che hanno l'orario coincidente con quello precedente.
Sperando in un Vostro riscontro o in qualche proposta alternativa, distinti saluti.
In nome e per conto proprio e degli altri genitori coinvolti.
Giuseppe Conocchiella
Compatibilmente con le esigenze "superiori" Vi chiedo di prendere in esame un ritocco negli orari (anticipazione) che possa limitare il disagio ai nostri figli anche loro cittadini Italiani o in subordine prevedere delle fermate nelle due località interessate di treni che hanno l'orario coincidente con quello precedente.
Sperando in un Vostro riscontro o in qualche proposta alternativa, distinti saluti.
In nome e per conto proprio e degli altri genitori coinvolti.
Giuseppe Conocchiella
24 febbraio 2009
Carnevale 2009. Un luogo e un tempo dove tutto era lecito e capovolto
Sull’evento anche l’intervento dell’antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani Quando Carnevale si chiamava Vincenzo Questa sera alle 19.00 a San Costantino di Briatico tra i fumi di peperoncino piccante
di Franco Vallone
L’amministrazione Comunale di Briatico e l’associazione “Eleutheria” organizzano, per questa sera, l’evento carnascialesco che annualmente richiama a San Costantino di Briatico migliaia di persone per partecipare alla farsa di Re Carnevale. Secondo l’assessore alla cultura del comune, Agostino Vallone, “è un vero errore disperdere quanto di interessante abbiano saputo produrre nel tempo oscuri autori del ceto popolare i cui nomi sono fatalmente destinati all’oblio. Si tratta di un patrimonio culturale di tutto rispetto che la voce del popolo del paese tramandava, di generazione in generazione”. Tra le numerose tradizioni del territorio vibonese quella del carnevale occupava nel passato una pagina importante della vita della comunità. La festa di Re Vicenzuni veniva infatti vissuta come momento di aggregazione e rappresentava la vera festa popolare, era, per un attimo, la libertà più assoluta, la festa del popolo senza limiti, il luogo del ridere, dello scherzo e della follia, del capovolgimento delle cose, dell’esternazione della materialità e dell’abbondanza alimentare. Nella festa tutto diviene lecito, ogni gerarchia viene sovvertita, cadono i tabù ed i rapporti divengono spontanei e disinibiti, superando i freni inibitori imposti dalle convenzioni sociali e le barriere culturali create da differenze di età, di classe e di sesso. Il singolo si spoglia della sua individualità per fondersi e confondersi nel vortice della festa che attraverso il vino rosso e la carne di maiale, la danza, la musica e i fumi piccanti del peperoncino, permettono di liberarsi, di annullarsi per ritrovarsi assieme a tutta la comunità, con gli altri, a condividere emozioni comuni che esulano dalla sfera quotidiana, emozioni in cui l’elemento materiale e quello simbolico trovano la loro sintesi. Anche a San Costantino di Briatico, a Carnevale, tutto il popolo era in piazza per improvvisare un corteo funebre che, per le strade del paese accompagnava le spoglie di Re Vincenzo, rappresentato da un pupazzo di cenci e paglia. Oggi, ancora una volta, si rivive l’atmosfera del Carnevale degli anni passati per come è stato tramandato. Gli organizzatori, attraverso questo evento, vogliono rendere omaggio alla memoria di Grazioso Garrì autore di un poemetto satirico in vernacolo del 1930 dal titolo “Discurzu a Carnalavari” declamato in piazza nel giorno di “carnalavari”, recuperato e curato dal figlio, Giuseppe Garrì. “Oggi - scrive il Garrì – a distanza di poco più di mezzo secolo, poco o nulla rimane di quel mondo arcaico che improntò la vita quotidiana delle generazioni passate fatta per molti versi di privazioni e di stenti, ma anche di appartenenza e di aggregazione che aveva lo straordinario potere di animare la vita di un villaggio e di dare un senso alla grama quotidianità. L’evoluzione dei tempi ci ha fatto conoscere un relativo benessere materiale, ma nello stesso tempo ha cancellato tradizioni e costumi che avevano un’intrinseca valenza umana e culturale di cui tutti avvertiamo oggi la mancanza, ma che forse non riusciremo più a far rivivere”. “La manifestazione del nostro paese – afferma il professore Luigi M. Lombardi Satriani - si inserisce in un ampio quadro rituale molto presente in tutta Europa, nel quale, nella veste scherzosa del divertimento, il processo e la condanna di Carnevale, il corteo funebre dello stesso Carnevale e numerosissimi altri tratti si articolano concretamente testimoniando una vicenda plurisecolare e svolgendo profonde funzioni culturali.” Stasera, alle ore 19.00, a San Costantino di Briatico si risveglieranno, ancora una volta, gli antichi, arcaici personaggi della storia di Carnevale.
di Franco Vallone
L’amministrazione Comunale di Briatico e l’associazione “Eleutheria” organizzano, per questa sera, l’evento carnascialesco che annualmente richiama a San Costantino di Briatico migliaia di persone per partecipare alla farsa di Re Carnevale. Secondo l’assessore alla cultura del comune, Agostino Vallone, “è un vero errore disperdere quanto di interessante abbiano saputo produrre nel tempo oscuri autori del ceto popolare i cui nomi sono fatalmente destinati all’oblio. Si tratta di un patrimonio culturale di tutto rispetto che la voce del popolo del paese tramandava, di generazione in generazione”. Tra le numerose tradizioni del territorio vibonese quella del carnevale occupava nel passato una pagina importante della vita della comunità. La festa di Re Vicenzuni veniva infatti vissuta come momento di aggregazione e rappresentava la vera festa popolare, era, per un attimo, la libertà più assoluta, la festa del popolo senza limiti, il luogo del ridere, dello scherzo e della follia, del capovolgimento delle cose, dell’esternazione della materialità e dell’abbondanza alimentare. Nella festa tutto diviene lecito, ogni gerarchia viene sovvertita, cadono i tabù ed i rapporti divengono spontanei e disinibiti, superando i freni inibitori imposti dalle convenzioni sociali e le barriere culturali create da differenze di età, di classe e di sesso. Il singolo si spoglia della sua individualità per fondersi e confondersi nel vortice della festa che attraverso il vino rosso e la carne di maiale, la danza, la musica e i fumi piccanti del peperoncino, permettono di liberarsi, di annullarsi per ritrovarsi assieme a tutta la comunità, con gli altri, a condividere emozioni comuni che esulano dalla sfera quotidiana, emozioni in cui l’elemento materiale e quello simbolico trovano la loro sintesi. Anche a San Costantino di Briatico, a Carnevale, tutto il popolo era in piazza per improvvisare un corteo funebre che, per le strade del paese accompagnava le spoglie di Re Vincenzo, rappresentato da un pupazzo di cenci e paglia. Oggi, ancora una volta, si rivive l’atmosfera del Carnevale degli anni passati per come è stato tramandato. Gli organizzatori, attraverso questo evento, vogliono rendere omaggio alla memoria di Grazioso Garrì autore di un poemetto satirico in vernacolo del 1930 dal titolo “Discurzu a Carnalavari” declamato in piazza nel giorno di “carnalavari”, recuperato e curato dal figlio, Giuseppe Garrì. “Oggi - scrive il Garrì – a distanza di poco più di mezzo secolo, poco o nulla rimane di quel mondo arcaico che improntò la vita quotidiana delle generazioni passate fatta per molti versi di privazioni e di stenti, ma anche di appartenenza e di aggregazione che aveva lo straordinario potere di animare la vita di un villaggio e di dare un senso alla grama quotidianità. L’evoluzione dei tempi ci ha fatto conoscere un relativo benessere materiale, ma nello stesso tempo ha cancellato tradizioni e costumi che avevano un’intrinseca valenza umana e culturale di cui tutti avvertiamo oggi la mancanza, ma che forse non riusciremo più a far rivivere”. “La manifestazione del nostro paese – afferma il professore Luigi M. Lombardi Satriani - si inserisce in un ampio quadro rituale molto presente in tutta Europa, nel quale, nella veste scherzosa del divertimento, il processo e la condanna di Carnevale, il corteo funebre dello stesso Carnevale e numerosissimi altri tratti si articolano concretamente testimoniando una vicenda plurisecolare e svolgendo profonde funzioni culturali.” Stasera, alle ore 19.00, a San Costantino di Briatico si risveglieranno, ancora una volta, gli antichi, arcaici personaggi della storia di Carnevale.
22 febbraio 2009
20 febbraio 2009
In vetrina alla Bit bellezze ambientali e prodotti tipici locali
Il territorio provinciale alla ribalta nazionale
Un itinerario virtuale fra le risorse, i paesaggi, la gastronomia e la cultura del made in Vibo. L'amministrazione provinciale si è imbarcata per la trasferta milanese nell'avventura targata Bit, che si terrà fino a domenica, e quest'anno, hanno avvertito dalla Provinci, la promozione del territorio «non sarà più fine a se stessa». L'assessore al Turismo, Gianluca Callipo, insieme all'assessore alla Cultura Michelangelo Mirabello, aveva già improntato il programma, ed è pronto per tuffarsi nel "Villaggio Calabria" allestito dalla Regione, dove lo stand della Provincia sarà ospitato.
Settantotto metri quadrati per proporre le bellezze del territorio e non solo. E, infatti, su sette totem, i visitatori saranno accompagnati a fare un viaggio attraverso le immagini suggestive dei luoghi, ognuno dedicato ad un aspetto dell'offerta turistica locale: dalla Costa degli dei all'entroterra montano, dall'enogastronomia al patrimonio culturale e archeologico. Ma l'offerta della Provincia non si ferma alle immagini, spazio, infatti, è stato dato ai programmi degli eventi turistici di tutto il territorio, previsti per il 2009.
Un calendario che la Provincia ha stilato dopo aver condotto un "censimento" degli eventi in programma nei vari comuni. Mentre, depliant, infine, sono stati realizzati per i tour operator che, così, avranno anche la possibilità di portare a casa una faccia della Calabria inedita e che, sicuramente, contribuirà a far sì che il turismo non sia solo stagionale. Insomma, «basta alle passerelle istituzionali – ha spiegato l'assessore Callipo – non è più tempo di promozione fine a se stessa: la partecipazione alla Bit 2009 sarà all'insegna di un approccio commerciale concreto che possa sostenere con efficacia l'offerta turistica vibonese, offrendo agli operatori nuovi strumenti e canali di diffusione».
da La Gazzetta del Sud (20 febbraio 2009)
da La Gazzetta del Sud (20 febbraio 2009)
19 febbraio 2009
Un Calendario per raccontare l’Infiorata di Potenzoni
di Franco Vallone
Ci sono proprio tutti i milioni di petali colorati di Potenzoni in questo Calendario 2009, dedicato esclusivamente all’Infiorata, prodotto e distribuito in questi giorni, in leggero ritardo, a tutta la comunità. Il calendario, stampato per i tipi delle edizioni Grillo di Zambrone, è stato curato da Francesco Benito Artesi, Francesca Artesi, Nadia Berardi, Daniela Calzone, Enzo Calzone, Domenico Comerci e Francesco Scordamaglia, componenti della neo costituita Commissione operativa pro infiorata. Il patinato calendario, a colori e di grande formato, si compone di otto pagine che raccontano, per immagini, dell’opera dei bravi infioratori del paese e dei sedici lunghi anni dei quattro rioni del piccolo borgo, frazione di Briatico: Rione Agave, Rione Chiesa, Rione Glicine e Rione Torre. Quattro rioni che, in attesa della diciassettesima edizione dell’infiorata, vivono nella quotidianità ma già pensano all’organizzazione di un evento che annualmente riesce a richiamare migliaia di persone. Con questo calendario 2009 l’effimera opera degli infioratori si prolunga nel tempo e per tutto un anno, attraverso le pagine che illustrano i ventidue colorati tappeti di petali scelti tra centinaia di immagini conservate. Sono vere e proprie opere d’arte popolare, sempre uniche e irripetibili, che durano purtroppo solo il tempo di un pomeriggio e di una processione del Corpus Domini ma che si proiettano nel futuro e nella memoria collettiva attraverso la ripetibilità delle immagini catturate, degli scatti fotografici, delle riprese dei video e dei filmati, dei tanti articoli di stampa pubblicati e dei servizi televisivi messi in onda. Sul calendario duemilanove, in prima pagina campeggia il Santissimo, l’ostensorio del Corpus Domini, vero simbolo ed essenza della stessa infiorata potenzonese. Una manifestazione giunta quest’anno alla 17a edizione, con la professionalità raggiunta dai maestri infioratori, che non ha nulla ha da invidiare alle analoghe manifestazioni che si svolgono in Italia, a Genzano e Noto. Nelle pagine che seguono tanti bellissimi rosoni e tappeti infiorati con i simboli dell’iconografia cristiana, la processione della confraternita che accompagna il santissimo, i preti, la banda, i fedeli e i visitatori. Alla fine nell’ultima pagina, l’immagine più bella: l’ostensorio che passa per primo sul tappeto di fiori, è la soglia simbolica del varcare, del passare di Cristo per le strade infiorate di Potenzoni, piccolo paese della Calabria che per un giorno diventa speciale.
Ci sono proprio tutti i milioni di petali colorati di Potenzoni in questo Calendario 2009, dedicato esclusivamente all’Infiorata, prodotto e distribuito in questi giorni, in leggero ritardo, a tutta la comunità. Il calendario, stampato per i tipi delle edizioni Grillo di Zambrone, è stato curato da Francesco Benito Artesi, Francesca Artesi, Nadia Berardi, Daniela Calzone, Enzo Calzone, Domenico Comerci e Francesco Scordamaglia, componenti della neo costituita Commissione operativa pro infiorata. Il patinato calendario, a colori e di grande formato, si compone di otto pagine che raccontano, per immagini, dell’opera dei bravi infioratori del paese e dei sedici lunghi anni dei quattro rioni del piccolo borgo, frazione di Briatico: Rione Agave, Rione Chiesa, Rione Glicine e Rione Torre. Quattro rioni che, in attesa della diciassettesima edizione dell’infiorata, vivono nella quotidianità ma già pensano all’organizzazione di un evento che annualmente riesce a richiamare migliaia di persone. Con questo calendario 2009 l’effimera opera degli infioratori si prolunga nel tempo e per tutto un anno, attraverso le pagine che illustrano i ventidue colorati tappeti di petali scelti tra centinaia di immagini conservate. Sono vere e proprie opere d’arte popolare, sempre uniche e irripetibili, che durano purtroppo solo il tempo di un pomeriggio e di una processione del Corpus Domini ma che si proiettano nel futuro e nella memoria collettiva attraverso la ripetibilità delle immagini catturate, degli scatti fotografici, delle riprese dei video e dei filmati, dei tanti articoli di stampa pubblicati e dei servizi televisivi messi in onda. Sul calendario duemilanove, in prima pagina campeggia il Santissimo, l’ostensorio del Corpus Domini, vero simbolo ed essenza della stessa infiorata potenzonese. Una manifestazione giunta quest’anno alla 17a edizione, con la professionalità raggiunta dai maestri infioratori, che non ha nulla ha da invidiare alle analoghe manifestazioni che si svolgono in Italia, a Genzano e Noto. Nelle pagine che seguono tanti bellissimi rosoni e tappeti infiorati con i simboli dell’iconografia cristiana, la processione della confraternita che accompagna il santissimo, i preti, la banda, i fedeli e i visitatori. Alla fine nell’ultima pagina, l’immagine più bella: l’ostensorio che passa per primo sul tappeto di fiori, è la soglia simbolica del varcare, del passare di Cristo per le strade infiorate di Potenzoni, piccolo paese della Calabria che per un giorno diventa speciale.
17 febbraio 2009
13 febbraio 2009
Da Vibo Valentia un interessante volume dal titolo “Il processo di internazionalizzazione delle imprese agroalimentari in Calabria”
di Franco Vallone
Curato dal dottor Luigi Sisi, responsabile di Agropromotion di Vibo Valentia, con la collaborazione di Cia Calabria, UCI Calabria, Provincia di Vibo Valentia e Camera di Commercio di Vibo Valentia è stato pubblicato, per LibrAre edizioni, il volume dal titolo “Il processo di internazionalizzazione delle imprese agroalimentari in Calabria”. Nei ringraziamenti per la riuscita della grande operazione culturale Sisi cita tra gli altri Maurizio Caruso Frezza, Francesco Mangone, Nazzareno Fiorillo e Domenico Curigliano. Gli interscambi internazionali sono diventati negli ultimi 20 anni sempre più consistenti, sia per merce trasportata, sia per la diffusione delle culture e tradizioni tra le varie nazioni. I mercati esteri diventano così sempre più competitivi, nuovi paesi emergenti si affacciano in mercati industrializzati, rendendo necessaria una identificazione al proprio territorio ed un richiamo al “made in Italy”, che ha, nei confronti del resto del mondo, una forte connotazione di prodotti di qualità, legata alla sua storia e tradizioni culturali. La Calabria, purtroppo, difetta un po’ nell’attività di export dei prodotti agroalimentari, pur presentando una buona performance produttiva, con prodotti di qualità legati alla tradizione gastronomica della regione, aspetto che potrebbe costituire uno dei punti di forza e di identificazione dei prodotti e di creare dei vantaggi competitivi rispetto alla concorrenza. Il volume curato da Luigi Sisi, nella prima parte, mette in evidenza quella che è l’attività di commercializzazione della Calabria nel settore agroalimentare, uno dei settori più importanti della regione, con una qualità dei prodotti identificativi del territorio. Confrontando la sua attività di export in tale settore rispetto alle altre regioni risulta al terzultimo posto, seguono la Basilicata e la Valle D’Aosta. I dati evidenziano una debole attività nel proporre i prodotti agroalimentare del nostro territorio nei confronti dei mercati esteri, soprattutto Nord Americani. Nella seconda parte il prezioso libro si propone una possibile attività di programmazione nei confronti dei mercati esteri, partendo dall’analisi delle proprie potenzialità, all’analisi dei mercati esteri ed alle modalità di ingresso per creare interscambio commerciale. “Una attività di monitoraggio di questo tipo è - evidenzia Luigi Sisi - indispensabile, in ogni modo, per programmare qualsiasi attività nei confronti dei paesi esteri, questo per orientare meglio le proprie risorse, sviluppando nel modo ottimale quei programmi più adatti alle caratteristiche del territorio, dei prodotti e delle imprese, secondo quelle che sono le esigenze e le aspettative dei mercati di riferimento consentendo una ottimizzazione degli investimenti ed una strategia di offerta dei propri prodotti in relazione a quelle che sono le potenzialità presenti e gli obiettivi prefissati. Pertanto, qualsiasi iniziativa si voglia intraprendere nei confronti dei mercati esteri, è bene che si proceda secondo una precisa attività di pianificazione, avere, perciò, una visione chiara della situazione dell’attività delle imprese del nostro territorio, comprese le loro potenzialità e debolezze, nonché quelle degli altri paesi, e come procedere nel modo ottimale nelle proposte nei confronti dei mercati internazionali”. Nel libro sono anche indicati alcuni aspetti necessari per le imprese che decidono di rivolgersi in particolare al mercato statunitense, dalla iscrizione alla FDA (Food and Drug Administration), all’adeguamento dell’etichettatura e ad alcune informazioni sul mercato Nord americano, informazioni base per poter attivare con sicurezza l’attività di export. Bisognerebbe che periodicamente, almeno una volta l’anno, si realizzasse una attività di monitoraggio e di performance del’attività di commercializzazione estera del settore agroalimentare, per proporre delle soluzioni che possano in qualche modo migliorare l’attività di proposta e di vendita dei nostri prodotti. Una vera e propria guida per fare chiarezza nell’universo delle imprese agroalimentari calabresi che si confrontano con un mondo sempre più globalizzato.
Curato dal dottor Luigi Sisi, responsabile di Agropromotion di Vibo Valentia, con la collaborazione di Cia Calabria, UCI Calabria, Provincia di Vibo Valentia e Camera di Commercio di Vibo Valentia è stato pubblicato, per LibrAre edizioni, il volume dal titolo “Il processo di internazionalizzazione delle imprese agroalimentari in Calabria”. Nei ringraziamenti per la riuscita della grande operazione culturale Sisi cita tra gli altri Maurizio Caruso Frezza, Francesco Mangone, Nazzareno Fiorillo e Domenico Curigliano. Gli interscambi internazionali sono diventati negli ultimi 20 anni sempre più consistenti, sia per merce trasportata, sia per la diffusione delle culture e tradizioni tra le varie nazioni. I mercati esteri diventano così sempre più competitivi, nuovi paesi emergenti si affacciano in mercati industrializzati, rendendo necessaria una identificazione al proprio territorio ed un richiamo al “made in Italy”, che ha, nei confronti del resto del mondo, una forte connotazione di prodotti di qualità, legata alla sua storia e tradizioni culturali. La Calabria, purtroppo, difetta un po’ nell’attività di export dei prodotti agroalimentari, pur presentando una buona performance produttiva, con prodotti di qualità legati alla tradizione gastronomica della regione, aspetto che potrebbe costituire uno dei punti di forza e di identificazione dei prodotti e di creare dei vantaggi competitivi rispetto alla concorrenza. Il volume curato da Luigi Sisi, nella prima parte, mette in evidenza quella che è l’attività di commercializzazione della Calabria nel settore agroalimentare, uno dei settori più importanti della regione, con una qualità dei prodotti identificativi del territorio. Confrontando la sua attività di export in tale settore rispetto alle altre regioni risulta al terzultimo posto, seguono la Basilicata e la Valle D’Aosta. I dati evidenziano una debole attività nel proporre i prodotti agroalimentare del nostro territorio nei confronti dei mercati esteri, soprattutto Nord Americani. Nella seconda parte il prezioso libro si propone una possibile attività di programmazione nei confronti dei mercati esteri, partendo dall’analisi delle proprie potenzialità, all’analisi dei mercati esteri ed alle modalità di ingresso per creare interscambio commerciale. “Una attività di monitoraggio di questo tipo è - evidenzia Luigi Sisi - indispensabile, in ogni modo, per programmare qualsiasi attività nei confronti dei paesi esteri, questo per orientare meglio le proprie risorse, sviluppando nel modo ottimale quei programmi più adatti alle caratteristiche del territorio, dei prodotti e delle imprese, secondo quelle che sono le esigenze e le aspettative dei mercati di riferimento consentendo una ottimizzazione degli investimenti ed una strategia di offerta dei propri prodotti in relazione a quelle che sono le potenzialità presenti e gli obiettivi prefissati. Pertanto, qualsiasi iniziativa si voglia intraprendere nei confronti dei mercati esteri, è bene che si proceda secondo una precisa attività di pianificazione, avere, perciò, una visione chiara della situazione dell’attività delle imprese del nostro territorio, comprese le loro potenzialità e debolezze, nonché quelle degli altri paesi, e come procedere nel modo ottimale nelle proposte nei confronti dei mercati internazionali”. Nel libro sono anche indicati alcuni aspetti necessari per le imprese che decidono di rivolgersi in particolare al mercato statunitense, dalla iscrizione alla FDA (Food and Drug Administration), all’adeguamento dell’etichettatura e ad alcune informazioni sul mercato Nord americano, informazioni base per poter attivare con sicurezza l’attività di export. Bisognerebbe che periodicamente, almeno una volta l’anno, si realizzasse una attività di monitoraggio e di performance del’attività di commercializzazione estera del settore agroalimentare, per proporre delle soluzioni che possano in qualche modo migliorare l’attività di proposta e di vendita dei nostri prodotti. Una vera e propria guida per fare chiarezza nell’universo delle imprese agroalimentari calabresi che si confrontano con un mondo sempre più globalizzato.
Revocati gli arresti domiciliari a Niglia
di Pino Brosio
Revocata la misura degli arresti domiciliari a Salvatore Niglia. Il ventenne, la sera del 18 dicembre 2008, era stato ammanettato perchè nelle vicinanze di una cabina adibita a spogliatoio in un lido balneare di proprietà della famiglia, erano state trovate piante di marijuana essiccate per un peso complessivo di 1,6 kg, nonchè una bilancia.
La Guardia di finanza, nel condurre le sue indagini, era risalita sino al giovane briaticese al quale, in sede di convalida, il pm Fabrizio Garofalo contestava il reato di detenzione di sostanza stupefacente con l'aggravante della ingente quantità. Aggravante, che, però, nella stessa udienza, veniva esclusa dal giudice Gabriella Luppoli.
Successivamente, l'avv. Giuseppe Bagnato, difensore di fiducia di Salvatore Niglia, presentava l'istanza di revoca degli arresti domiciliari. Nella stessa sottolineava, tra l'altro, che, essendo egli stesso presente al momento della perquisizione e del sequestro delle piante di marijuana, aveva potuto constatare che erano di qualità scadente e, di conseguenza, anche per il cattivo stato di conservazione, non potevano contenere una quantità di principio attivo superiore a quella prevista dai parametri della "tossicologia". Il giudice ha sostituito i domiciliari irrogando al Niglia l'obbligo della firma.
da La Gazzetta del Sud (13 febbraio 2009)
da La Gazzetta del Sud (13 febbraio 2009)
12 febbraio 2009
Nuove apparecchiature mediche a Tropea
Il commissario dell'Azienda sanitaria punta al rilancio della struttura ospedaliera
di L.F.
Molte delle scelte di politica sanitaria del commissario straordinario dell'Azienda sanitaria, Rubens Curia, coincidono con il rilancio dell'ospedale di Tropea. Una di queste scelte è il potenziamento degli organici del personale medico e paramedico che rappresenta uno dei mali storici del presidio ospedaliero della cittadina turistica.
Il manager, per assicurare servizi sempre più efficienti, è deciso ad accelerare il passo per dotare la struttura sanitaria di nuove attrezzature mediche. In parte l'ha già fatto acquistando un ecocardiocolordoppler, un ecografo per il reparto di Urologia. Inoltre è in via di definizione la gara per l'acquisto del litotritore. Per far girare meglio il nosocomio, inoltre, il commissario straordinario, ha avviato l'iter per il concorso di dirigente di secondo livello (ex primario) del reparto di Urologia.
Grande balzo in avanti anche per l'installazione della Tac. Infatti sono stati consegnati i lavori. Sta per essere definito anche l'acquisto di nuove apparecchiature per l'endoscopia digestiva.
Un'altra svolta, nell'ambito del presidio ospedaliero, è rappresentata dall'entrata in funzione del consultorio familiare nel quale opereranno in stretta sinergia: psicologa, assistente sociale, ginecologa, pediatra, ostetrica, e infermiere. I locali, per ospitare il nuovo servizio, saranno reperiti all'interno del nosocomio. Rifinanziato anche l'Hospice per i malati terminali. Infine importanti novità in materia di sicurezza. Il manager ha dato disposizione per la verifica degli impianti di tutti gli elevatori del presidio ospedaliero e dei poliambulatori. Non va dimenticato che il nosocomio è stato dotato di oltre 140 armadietti per gli operatori e 5 lavapadelle.
da La Gazzetta del Sud (12 febbraio 2009)
da La Gazzetta del Sud (12 febbraio 2009)
10 febbraio 2009
Parcheggi " selvaggi" vicino alla Provincia
Volevo esprimere i miei più sinceri complimenti per i brillanti risultati conseguiti dalla Polizia provinciale nel corso del 2008.
Ho letto che nella conferenza stampa, durante la quale è stato fornito il resoconto dell'attività svolta nell'anno da poco concluso, è stato annunciato che sono state effettuate circa mille e trecento contravvenzioni per eccesso di velocità; che sono state effettuate venti multe per abusivismo; quaranta multe per accessi abusivi sulle strade provinciali; che sono stati individuati ottantuno spazi pubblicitari abusivi.
Veramente, non c'è che dire. Complimenti, un gran bel risultato!
Anche se a leggere bene i dati non sembra davvero un gran risultato aver sanzionato solo venti multe per abusivismi di varia natura in una terra madre di tutti gli abusivismi e non si capisce bene perché, se gli spazi pubblicitari abusivi accertati sono stati ben 81, ne siano stati rimossi soltanto 35.
Ma lasciamo stare questi dettagli, vi scrivo per un altro motivo. Spesso ho letto sui giornali che la classe dirigente è specchio della società civile, che esprime i suoi difetti e i suoi pregi.
Io sono un lavoratore che ogni mattina si alza presto per raggiungere Vibo Valentia da San Gregorio d'Ippona. Alle 6,00 del mattino il viaggio è tranquillo e la strada è sicura. Invece al rientro, che coincide con l'ora di pranzo, è tutto un caos, una vera e propria giungla. Le difficoltà maggiori si incontrano all'altezza della sede dell'Amministrazione provinciale dove, quotidianamente, vengono parcheggiate le auto sulla strada provinciale restringendo in maniera significativa la carreggiata con enorme pericolo per le autovetture in transito.
È vero che la Polizia provinciale non può fare nulla contro il traffico nell'ora di punta ma almeno, ritengo, potrebbe impegnarsi a mantenere sicure le strade e a contestare le infrazioni che appaiono più palesi. Comprendo, sempre leggendo i dati forniti in conferenza stampa, che la Polizia provinciale è stata impegnata costantemente sul territorio, che ha dovuto controllare quotidianamente i vari autovelox, ma è mai possibile che non ci si accorga di quello che succede sotto il proprio naso ogni giorno?
Quando escono dalla sede provinciale forse girano lo sguardo all'insù o chiudono gli occhi?
È mai possibile che non sia stata elevata una multa per le auto parcheggiate pericolosamente sotto i propri uffici?
Io da cittadino che vuole rispettare le leggi e vuole aiutare le autorità nel loro lavoro quotidiano, ho inviato lettere, raccomandate, sono andato a parlare di persona, presso tutti i Corpi preposti alla sicurezza stradale: dalla Polizia municipale a quella Stradale.
Tutti mi hanno ascoltato, tutti mi hanno detto che non è loro competenza intervenire. Tutti fanno orecchie da mercante e i diritti più elementari vengono calpestati quotidianamente. Chi li rivendica è trattato come uno scocciatore.
Ecco perché ognuno poi preferisce farsi gli affari propri e la Calabria continua ad essere una terra da cui fuggire.
E in attesa della prossima conferenza stampa le auto continueranno ad essere parcheggiate tranquillamente in ogni posto.
Complimenti.
09 febbraio 2009
Federica, la sua festa dà forti emozioni
Oltre duemila persone al Palasport di Vibo Marina alla manifestazione per i 18 anni della ragazza morta due anni fa. Madrina della serata Anna Tatangelo
Inaugurata la Fondazione che opererà nei settori sociale e sanitario con particolare attenzione verso i giovani
di Lidia Ruffa
Sono tante le ragazze che arrivate al traguardo della maggiore età, sognano di poter festeggiare con parenti ed amici in modo speciale. E la festa organizzata sabato al palasport di Vibo Marina, in quello che sarebbe stato il giorno del diciottesimo compleanno di Federica, è stata un susseguirsi di emozioni, dall'inizio alla fine. Solo che lei, per uno strano caso del destino non c'era. È morta quel tragico 26 gennaio di due anni fa, a causa di un intervento di appendicectomia eseguito, una settimana prima, all'ospedale Jazzolino.
"Buon Compleanno Federica" oltre che titolo dell'evento, era la frase che assieme alla sua foto, faceva da sfondo al palcoscenico sul quale si sono esibiti vari gruppi musicali, scelti appositamente da Saverio, fratello della ragazza scomparsa prematuramente. Alla serata condotta da Massimo Proietto e Italia Caruso, ha assistito un palazzetto gremito di gente. Tra gli oltre duemila presenti, tantissimi giovani e i suoi ex compagni di classe, gli alunni del liceo scientifico "G. Berto" che visibilmente commossi hanno partecipato alla festa in ricordo della loro giovane amica.
La serata che è iniziata con l'esibizione di due ballerini della scuola di danza Arabesque, la stessa frequentata per anni da Federica, è proseguita all'insegna della musica. Il gruppo musicale dei "Porci Comodi", le diciottenni "For Love" e la cantante jazz Rosa Martirano infatti, hanno eseguito alcuni dei brani preferiti da Federica.
Ma le emozioni si sono fatte ancora più forti quando la madrina d'eccezione dell'evento, la cantante Anna Tatangelo, appena salita sul palco ha stretto in un forte abbraccio la mamma di Federica, Maria Sorrentino. «Non potevo mancare a questa serata – ha affermato la Tatangelo – ero la sua cantante preferita e oggi, sono venuta qui soprattutto per regalare un sorriso a due genitori che soffrono immensamente per la scomparsa prematura della loro figlia. Quanto è successo a Federica – ha concluso – mi sconvolge, non è possibile che al giorno d'oggi accadano ancora cose del genere».
La cantante che ha quindi chiuso la serata, eseguendo la canzone "Colpo di Fulmine", uno dei suoi brani che più piaceva a Federica .
Durante la serata "Buon Compleanno Federica", organizzata da Ruggero Pegna, è stata presentata inoltre, la "Fondazione Federica per la vita onlus" che inizierà le sue attività con il "progetto giovani". Il coordinatore, Don Mimmo Battaglia, presidente del centro Calabrese di solidarietà, ha sottolineato che «questo sarà un modo per far rivivere Federica attraverso le nostre opere e per far volare sempre più in alto il suo sogno».
Particolarmente emozionante poi, è stato il momento in cui i genitori Maria e Pino Monteleone hanno voluto ricordare la loro Federica con le immagini dei suoi saggi danza.
A ricordare i sogni e le passioni di Federica, ci ha pensato anche la sua insegnante di lettere, Vittoria Saccà, autrice del libro "Federica per la vita", per la quale Federica era «il punto di forza della classe. Studiosa, tranquilla e sempre sorridente portava avanti con passione il suo amore per il giornalismo, il libro infatti – ha proseguito l'insegnante – lo ha scritto Federica con i suoi articoli fatti durante gli anni di scuola, per il giornalino del liceo».
Un omaggio a Federica è stato portato inoltre, dallo stilista Antongiulio Grande e dal maestro orafo Gerardo Sacco che ha donato una sua creazione alla fondazione.
Allo spettacolo hanno assistito inoltre, numerose autorità tra cui Doris Lo Moro, il sen. Francesco Bevilacqua, il sindaco Franco Sammarco, Bruno Censore (consigliere regionale), tanti amministratori e il presidente della Regione, Agazio Loiero il quale ha affermato che «da una tragedia è nato uno strumento di vita, oggi infatti – ha proseguito il Presidente – assistiamo ad un compleanno di vita e non di morte, perchè il ricordo di Federica è vivo più che mai».
da La Gazzetta del Sud (9 febbraio 2009)
Inaugurata la Fondazione che opererà nei settori sociale e sanitario con particolare attenzione verso i giovani
di Lidia Ruffa
Sono tante le ragazze che arrivate al traguardo della maggiore età, sognano di poter festeggiare con parenti ed amici in modo speciale. E la festa organizzata sabato al palasport di Vibo Marina, in quello che sarebbe stato il giorno del diciottesimo compleanno di Federica, è stata un susseguirsi di emozioni, dall'inizio alla fine. Solo che lei, per uno strano caso del destino non c'era. È morta quel tragico 26 gennaio di due anni fa, a causa di un intervento di appendicectomia eseguito, una settimana prima, all'ospedale Jazzolino.
"Buon Compleanno Federica" oltre che titolo dell'evento, era la frase che assieme alla sua foto, faceva da sfondo al palcoscenico sul quale si sono esibiti vari gruppi musicali, scelti appositamente da Saverio, fratello della ragazza scomparsa prematuramente. Alla serata condotta da Massimo Proietto e Italia Caruso, ha assistito un palazzetto gremito di gente. Tra gli oltre duemila presenti, tantissimi giovani e i suoi ex compagni di classe, gli alunni del liceo scientifico "G. Berto" che visibilmente commossi hanno partecipato alla festa in ricordo della loro giovane amica.
La serata che è iniziata con l'esibizione di due ballerini della scuola di danza Arabesque, la stessa frequentata per anni da Federica, è proseguita all'insegna della musica. Il gruppo musicale dei "Porci Comodi", le diciottenni "For Love" e la cantante jazz Rosa Martirano infatti, hanno eseguito alcuni dei brani preferiti da Federica.
Ma le emozioni si sono fatte ancora più forti quando la madrina d'eccezione dell'evento, la cantante Anna Tatangelo, appena salita sul palco ha stretto in un forte abbraccio la mamma di Federica, Maria Sorrentino. «Non potevo mancare a questa serata – ha affermato la Tatangelo – ero la sua cantante preferita e oggi, sono venuta qui soprattutto per regalare un sorriso a due genitori che soffrono immensamente per la scomparsa prematura della loro figlia. Quanto è successo a Federica – ha concluso – mi sconvolge, non è possibile che al giorno d'oggi accadano ancora cose del genere».
La cantante che ha quindi chiuso la serata, eseguendo la canzone "Colpo di Fulmine", uno dei suoi brani che più piaceva a Federica .
Durante la serata "Buon Compleanno Federica", organizzata da Ruggero Pegna, è stata presentata inoltre, la "Fondazione Federica per la vita onlus" che inizierà le sue attività con il "progetto giovani". Il coordinatore, Don Mimmo Battaglia, presidente del centro Calabrese di solidarietà, ha sottolineato che «questo sarà un modo per far rivivere Federica attraverso le nostre opere e per far volare sempre più in alto il suo sogno».
Particolarmente emozionante poi, è stato il momento in cui i genitori Maria e Pino Monteleone hanno voluto ricordare la loro Federica con le immagini dei suoi saggi danza.
A ricordare i sogni e le passioni di Federica, ci ha pensato anche la sua insegnante di lettere, Vittoria Saccà, autrice del libro "Federica per la vita", per la quale Federica era «il punto di forza della classe. Studiosa, tranquilla e sempre sorridente portava avanti con passione il suo amore per il giornalismo, il libro infatti – ha proseguito l'insegnante – lo ha scritto Federica con i suoi articoli fatti durante gli anni di scuola, per il giornalino del liceo».
Un omaggio a Federica è stato portato inoltre, dallo stilista Antongiulio Grande e dal maestro orafo Gerardo Sacco che ha donato una sua creazione alla fondazione.
Allo spettacolo hanno assistito inoltre, numerose autorità tra cui Doris Lo Moro, il sen. Francesco Bevilacqua, il sindaco Franco Sammarco, Bruno Censore (consigliere regionale), tanti amministratori e il presidente della Regione, Agazio Loiero il quale ha affermato che «da una tragedia è nato uno strumento di vita, oggi infatti – ha proseguito il Presidente – assistiamo ad un compleanno di vita e non di morte, perchè il ricordo di Federica è vivo più che mai».
da La Gazzetta del Sud (9 febbraio 2009)
07 febbraio 2009
A FEDERICA
Camminavi su una distesa di sabbia
Onde i granelli osavano accollarsi tra loro,
a gruppi si dividevano, formando piccole orme
e tra esse emergevano bagliori di diamantite luci.
I passi solcati sul viso cocente della sabbia
Lasciavano orme che sembravano rincorrersi
Come appositamente tracciate , una , un’altra.
E allor che ti voltasti, vedesti che era te che cercavano.
Sempre piu’ veloci e piu’ vicine le vedesti alle tue spalle
E corresti, corresti veloce piu’ della gazzella
E ancor piu’ veloce corresti, con la furia di un tiepido vento
E udisti nelle tue vene, un sangue urlante pulsare.
ti girasti velocemente intorno, come se danzassi
e d’improvviso udisti, i respiri di un muto silenzio
Perdesti lo sguardo che come impazzito incomincio’ a ondeggiare
Tra i granelli, i riflessi e le milioni di orme.
Mai riuscivano a sorpassarti
E solo loro, leste ti seguivano
E tu, cosi’ piccola, mai riuscisti a rincorrerle
E per paura i tuoi respiri cominciarono a singhiozzare.
Girasti, girasti e ancora girasti
E vedesti te, persa al centro di una danza
Che le orme iniziarono a ballare
E con esse anch’tu prendesti a volteggiare.
Il cielo sopra i tuoi occhi, tacito osservava
Il sole difendeva le orme dalle buie ombre
Le tue mani impazzite , rabbiose le colpirono
Ma esse , mai si distrussero e ancora ti seguirono.
ti vedesti persa, sola e urlasti aiuto
Solo dei miseri gabbiani udirono i tuoi vagiti
E allora cadesti e ,atterrasti soffice
dov'era caldo e senza orme.
Appena scrutasti intorno con gli occhi stanchi
E ti vedesti sospesa sopra i primi increspi del mare.
La’ alcun orma piu’ ti pote’ seguire,
allor che sulla sabbia, solo li’ poterono sostare.
Il tuo nome urlavano , cercandoti impazzite
Urla disperate e furiose, ma tu sorda non volesti udire,
al cielo donasti il tuo corpo e la tua rassegnazione,
perche’ da esso venisti e ad esso sepesti di dover tornare.
Giusy Staropoli
Onde i granelli osavano accollarsi tra loro,
a gruppi si dividevano, formando piccole orme
e tra esse emergevano bagliori di diamantite luci.
I passi solcati sul viso cocente della sabbia
Lasciavano orme che sembravano rincorrersi
Come appositamente tracciate , una , un’altra.
E allor che ti voltasti, vedesti che era te che cercavano.
Sempre piu’ veloci e piu’ vicine le vedesti alle tue spalle
E corresti, corresti veloce piu’ della gazzella
E ancor piu’ veloce corresti, con la furia di un tiepido vento
E udisti nelle tue vene, un sangue urlante pulsare.
ti girasti velocemente intorno, come se danzassi
e d’improvviso udisti, i respiri di un muto silenzio
Perdesti lo sguardo che come impazzito incomincio’ a ondeggiare
Tra i granelli, i riflessi e le milioni di orme.
Mai riuscivano a sorpassarti
E solo loro, leste ti seguivano
E tu, cosi’ piccola, mai riuscisti a rincorrerle
E per paura i tuoi respiri cominciarono a singhiozzare.
Girasti, girasti e ancora girasti
E vedesti te, persa al centro di una danza
Che le orme iniziarono a ballare
E con esse anch’tu prendesti a volteggiare.
Il cielo sopra i tuoi occhi, tacito osservava
Il sole difendeva le orme dalle buie ombre
Le tue mani impazzite , rabbiose le colpirono
Ma esse , mai si distrussero e ancora ti seguirono.
ti vedesti persa, sola e urlasti aiuto
Solo dei miseri gabbiani udirono i tuoi vagiti
E allora cadesti e ,atterrasti soffice
dov'era caldo e senza orme.
Appena scrutasti intorno con gli occhi stanchi
E ti vedesti sospesa sopra i primi increspi del mare.
La’ alcun orma piu’ ti pote’ seguire,
allor che sulla sabbia, solo li’ poterono sostare.
Il tuo nome urlavano , cercandoti impazzite
Urla disperate e furiose, ma tu sorda non volesti udire,
al cielo donasti il tuo corpo e la tua rassegnazione,
perche’ da esso venisti e ad esso sepesti di dover tornare.
Giusy Staropoli
"Buon compleanno Federica" Stasera lo spettacolo a Vibo Marina
Anna Tatangelo madrina all'inagurazione della Fondazione
di Marialucia Conistabile
Tutto è ormai pronto al Palasport di Vibo Marina per lo spettacolo "Buon compleanno Federica", voluto dai genitori della ragazza, morta due anni fa per le conseguenze insorte durante un intervento di appendicite, nel giorno in cui (cioè oggi) Federica avrebbe compiuto diciotto anni.
Lo spettacolo, che avrà inizio stasera alle ore 21, vedrà come testimonial e super ospite Anna Tatangelo, cantante preferita di Federica, che ha aderito gratuitamente all'iniziativa. Inoltre nel corso della serata – che sarà condotta da Massimo Proietto e Italia Caruso – sarà anche presentata la Fondazione "Federica per la vita onlus".
Per questa festa speciale Maria Sorrentino, mamma di Federica, ha chiesto il coordinamento artistico-organizzativo di Ruggero Pegna, produttore e autore di numerosi interventi a scopo benefico e umanitario. "Buon compleanno Federica" vedrà sul palcoscenico l'omaggio di giovani artisti calabresi (tra cui i "Porci comodi" di Mimmo Labate; le "For Love", i ragazzi della scuola Arabesque e la cantante jazz Rosa Martirano). Inoltre un omaggio a Federica sarà portato anche dallo stilista Anton Giulio Grande e dal maestro orafo Gerardo Sacco che creerà un suo gioiello da donare alla Fondazione. La serata prevede, tra l'altro, la lettura di ricordi da parte di Vittoria Saccà, insegnante di Lettere di Federica, e gli interventi di don Mimmo Battaglia, presidente del Centro calabrese di Solidarietà che curerà il Progetto Giovani della neonata Fondazione e Ruggero Pegna che ha scritto e organizzato l'evento (patrocinato da Comune, Provincia e Regione) che vedrà la partecipazione degli ospiti del tutto gratuita.
Durante la serata Maria Sorrentino, presidente della Fondazione "Federica per la vita", presenterà il programma per l'anno 2009: Progetto dei giovani per i giovani; Promozione della tutela della salute e della cultura della donazione; Valorizzazione del ruolo delle famiglie nell'ambito dell'assistenza socio-sanitaria; Servizi e attività di sostegno e supporto a famiglie e malati.
La mamma di Federica ha chiesto il contributo, anche economico, di quanti «animati da spirito di solidarietà intendono partecipare all'attuazione degli obiettivi prefissati», attraverso donazioni al seguente conto corrente intestato alla Fondazione: IT34T0525642831000000902324. Le erogazioni sono deducibili ai fini Irpef/Ires nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato.
da La Gazzetta del Sud (7 febbraio 2009)
di Marialucia Conistabile
Tutto è ormai pronto al Palasport di Vibo Marina per lo spettacolo "Buon compleanno Federica", voluto dai genitori della ragazza, morta due anni fa per le conseguenze insorte durante un intervento di appendicite, nel giorno in cui (cioè oggi) Federica avrebbe compiuto diciotto anni.
Lo spettacolo, che avrà inizio stasera alle ore 21, vedrà come testimonial e super ospite Anna Tatangelo, cantante preferita di Federica, che ha aderito gratuitamente all'iniziativa. Inoltre nel corso della serata – che sarà condotta da Massimo Proietto e Italia Caruso – sarà anche presentata la Fondazione "Federica per la vita onlus".
Per questa festa speciale Maria Sorrentino, mamma di Federica, ha chiesto il coordinamento artistico-organizzativo di Ruggero Pegna, produttore e autore di numerosi interventi a scopo benefico e umanitario. "Buon compleanno Federica" vedrà sul palcoscenico l'omaggio di giovani artisti calabresi (tra cui i "Porci comodi" di Mimmo Labate; le "For Love", i ragazzi della scuola Arabesque e la cantante jazz Rosa Martirano). Inoltre un omaggio a Federica sarà portato anche dallo stilista Anton Giulio Grande e dal maestro orafo Gerardo Sacco che creerà un suo gioiello da donare alla Fondazione. La serata prevede, tra l'altro, la lettura di ricordi da parte di Vittoria Saccà, insegnante di Lettere di Federica, e gli interventi di don Mimmo Battaglia, presidente del Centro calabrese di Solidarietà che curerà il Progetto Giovani della neonata Fondazione e Ruggero Pegna che ha scritto e organizzato l'evento (patrocinato da Comune, Provincia e Regione) che vedrà la partecipazione degli ospiti del tutto gratuita.
Durante la serata Maria Sorrentino, presidente della Fondazione "Federica per la vita", presenterà il programma per l'anno 2009: Progetto dei giovani per i giovani; Promozione della tutela della salute e della cultura della donazione; Valorizzazione del ruolo delle famiglie nell'ambito dell'assistenza socio-sanitaria; Servizi e attività di sostegno e supporto a famiglie e malati.
La mamma di Federica ha chiesto il contributo, anche economico, di quanti «animati da spirito di solidarietà intendono partecipare all'attuazione degli obiettivi prefissati», attraverso donazioni al seguente conto corrente intestato alla Fondazione: IT34T0525642831000000902324. Le erogazioni sono deducibili ai fini Irpef/Ires nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato.
da La Gazzetta del Sud (7 febbraio 2009)
06 febbraio 2009
Processu a Carnavalari 2009. San Costantino di Briatico
L’Associazione Culturale Eleutheria con la partecipazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Briatico, al fine di promuovere e recuperare le tradizioni popolari, presenta:
Il processo a Carnevale - “U processu a Carnalavari” , commedia liberamente tratta dall’opera “Discurzu a Carnalavari” di Grazioso Garrì a cura del Prof. G. Garrì.
L’evento, che si terrà nel centro storico di San Costantino di Briatico in piazza “Raffaele Lombardi Satriani”, prevede:
- Ore 19:00
Il Processo a Carnevale che si svolgerà in Piazza Raffaele Lombardi Satriani “j’arredu o largu”. Si tratta di una satira colorita arricchita dalle testimonianze delle persone che hanno vissuto personalmente le antiche tradizioni.
La commedia vedrà confrontarsi i tanti personaggi che accusano Carnalavari per i suoi comportamenti disonesti che hanno messo in subbuglio la cittadinanza.
Il processo, celebrato da Don Girolamu, dovrà dirimere la controversia prima dell’imprevisto che stravolgerà la sentenza.
Saranno i Cummari e i Cumpari ad accusare Carnalavari alla presenza del Dottore del paese, persona stimata e benevola con il gentil sesso, pronto ad ogni intervento al fine di tutelare la salute dei cittadini. Il tutto avverrà alla presenza della moglie di Carnalavari, la signora Corajisima (Quaresima), la figlia e il Prete che staranno vicino a Carnalavari accusato e infamato.
- Ore 20:00
Al rullo dei tamburi Corteo Funebre Goliardico “cu Carnalavari mortu” per le vie del paese
- Ore 21:00
“Appiciamu Carnalavari” ! In Piazza Baracche “largu barracchi” verrà bruciato Carnevale.
A seguire ci sarà “u ricunzulu a Carnalavari” con salsicce e vino…
L’Associazione Culturale Eleutheria vi invita a partecipare all’evento al fine di mantenere vive le tradizioni e l’autenticità della nostra Regione. La commedia sarà recitata con versi dialettali grazie anche alla cortese collaborazione degli abitanti del luogo.
Come ogni tradizione che si rispetti, il tutto, sarà impreziosito dall’aspetto enogastronomico con salsicce e vino.
Vi aspettiamo !!!!!

per informazioni: info@associazioneeleutheria.org
Il processo a Carnevale - “U processu a Carnalavari” , commedia liberamente tratta dall’opera “Discurzu a Carnalavari” di Grazioso Garrì a cura del Prof. G. Garrì.
L’evento, che si terrà nel centro storico di San Costantino di Briatico in piazza “Raffaele Lombardi Satriani”, prevede:
- Ore 19:00
Il Processo a Carnevale che si svolgerà in Piazza Raffaele Lombardi Satriani “j’arredu o largu”. Si tratta di una satira colorita arricchita dalle testimonianze delle persone che hanno vissuto personalmente le antiche tradizioni.
La commedia vedrà confrontarsi i tanti personaggi che accusano Carnalavari per i suoi comportamenti disonesti che hanno messo in subbuglio la cittadinanza.
Il processo, celebrato da Don Girolamu, dovrà dirimere la controversia prima dell’imprevisto che stravolgerà la sentenza.
Saranno i Cummari e i Cumpari ad accusare Carnalavari alla presenza del Dottore del paese, persona stimata e benevola con il gentil sesso, pronto ad ogni intervento al fine di tutelare la salute dei cittadini. Il tutto avverrà alla presenza della moglie di Carnalavari, la signora Corajisima (Quaresima), la figlia e il Prete che staranno vicino a Carnalavari accusato e infamato.
- Ore 20:00
Al rullo dei tamburi Corteo Funebre Goliardico “cu Carnalavari mortu” per le vie del paese
- Ore 21:00
“Appiciamu Carnalavari” ! In Piazza Baracche “largu barracchi” verrà bruciato Carnevale.
A seguire ci sarà “u ricunzulu a Carnalavari” con salsicce e vino…
L’Associazione Culturale Eleutheria vi invita a partecipare all’evento al fine di mantenere vive le tradizioni e l’autenticità della nostra Regione. La commedia sarà recitata con versi dialettali grazie anche alla cortese collaborazione degli abitanti del luogo.
Come ogni tradizione che si rispetti, il tutto, sarà impreziosito dall’aspetto enogastronomico con salsicce e vino.
Vi aspettiamo !!!!!

per informazioni: info@associazioneeleutheri
Dal sequestro al caso politico, edilizia bloccata
Golden House. Il dirigente della sezione Urbanistica indagato per aver rilasciato "permessi" a costruire in zona R3 reagisce Il legale di Consoli: legittime quelle autorizzazioni. Lettera di "fuoco" al sindaco Sammarco
di Nicola Lopreiato
Dal sequestro d'urgenza dei due residence al caso politico il passo è breve. Il sequestro preventivo di appartamenti e ville realizzati nelle zone alluvionate di Vibo Marina e Bivona rischia di aprire una ferita piuttosto profonda nell'amministrazione di palazzo "Luigi Razza". La aree sulle quali si stavano ultimando 120 appartamenti (zona ex Galsini di Vibo Marina) e quella di Bivona, dove erano in costruzione villette da vendere ad acquirenti stranieri, vengono indicate ad alto rischio idrogeologico (R3) e per questo motivo sui fabbricati è scattato il sequestro. In particolare, secondo quanto emerso, sarebbe stato violato il decreto del commissario per l'emergenza ambientale emanato subito dopo la disastrosa alluvione del 3 luglio 2006. L'autorità giudiziaria ha spedito pure 6 avvisi di garanzia ad altrettante persone per abuso d'ufficio e concorso in abusivismo edilizio. Tra queste imprenditori, professionisti e il dirigente della sezione urbanistica di palazzo "Luigi Razza", l'arch. Giacomo Consoli. Quest'ultimo (è stato lui stesso a comunicare, tramite il suo legale l'avv. Antonello Fuscà, di essere stato indagato) ha subito precisato, sempre tramite il legale, «di essere a disposizione della Procura della Repubblica, chiedendo di essere sentito per fornire, con tutta serenità, i chiarimenti sulle ipotesi accusatorie prospettate, in ordine alle quali è certo di dimostrare la sua assoluta estraneità. Ciò sulla considerazione che il procedimento amministrativo istruito documentalmente dal settore comunale dell'Urbanistica, che ha portato al rilascio dei permessi di costruire oggetto d'indagine, è pienamente legittimo ed immune da vizi. Nondimeno, l'indagato – precisa l'avv. Fuscà – non può non esprimere sconcerto per lo sproporzionato risalto mediatico che è stato dato a livello nazionale alla vicenda, come pure esterna forti perplessità sulla ricorrenza dei presupposti per l'adozione di un decreto cautelare in via d'urgenza da parte del pm il quale ha ritenuto di discostarsi dalla procedura ordinaria che prevede valutazioni della richiesta e l'esame degli atti da parte del giudice delle indagini preliminari».
Ma c'è anche un risvolto politico che potrebbe avere immediati effetti sulla stessa amministrazione. Il sindaco Sammarco da parte sua, ha chiesto le necessarie informazioni al dirigente. La "replica" di Consoli, invece, in serata, forse dopo "appropriate" consultazioni: «Alla luce dell'interpretazione della Procura della Repubblica, a far data da oggi, saranno rigettate tutte le richieste di permesso di costruzione e Dia (denuncia di inizio attività) per nuove costruzioni ricadenti nelle aree di fatto considerate come R3, stante la mancata realizzazione delle opere di messa in sicurezza previste dal Piano Versace». E poi ancora: «In ordine all'avvio delle procedure di annullamento in autotutela di tutti i permessi di costruire e della Dia, già assentite, relative a nuove costruzioni ricadenti nelle aree indicate nel Piano Versace, chiede che l'amministrazione comunale voglia tempestivamente fornire al sottoscritto esaustivo atto di indirizzo».
Consoli, nella comunicazione al Sindaco e all'assessore all'Urbanistica Carmelo Aiello, spiega, inoltre, che dalle motivazioni poste alla base della misura cautelare si evince che, «secondo l'interpretazione della Procura, tutte le aree incluse nel Piano per gli interventi infrastrutturali di emergenza e di prima sistemazione idrogeologica, sono da considerarsi "di fatto" a rischio elevato R3 e ciò per la circostanza che non risultano essere stati effettuati gli interventi di messa in sicurezza previsti dal piano in questione». Consoli, fa presente, infine, che dallo stesso decreto di sequestro si evince che i permessi per costruire, rilasciati successivamente alla pubblicazione del "Piano Versace 1" «devono essere annullati in via di autotutela».
Sulla vicenda è intervenuta anche l'on. Angela Napoli che si è congratulata con l'operazione coordinata dal procuratore Mario Spagnuolo e portata avanti dai sostituti Golin e Cangiano, che hanno seguito il lavoro della Gdf: «Non avrei mai immaginato – ha detto Angela Napoli – che potesse arrivare a costruire anche nel disastro dell'alluvione. Mi piacerebbe verificare se, e come, in queste illiceità vi è l'intervento della 'ndrangheta».
da La Gazzetta del Sud (6 febbraio 2009)
di Nicola Lopreiato
Dal sequestro d'urgenza dei due residence al caso politico il passo è breve. Il sequestro preventivo di appartamenti e ville realizzati nelle zone alluvionate di Vibo Marina e Bivona rischia di aprire una ferita piuttosto profonda nell'amministrazione di palazzo "Luigi Razza". La aree sulle quali si stavano ultimando 120 appartamenti (zona ex Galsini di Vibo Marina) e quella di Bivona, dove erano in costruzione villette da vendere ad acquirenti stranieri, vengono indicate ad alto rischio idrogeologico (R3) e per questo motivo sui fabbricati è scattato il sequestro. In particolare, secondo quanto emerso, sarebbe stato violato il decreto del commissario per l'emergenza ambientale emanato subito dopo la disastrosa alluvione del 3 luglio 2006. L'autorità giudiziaria ha spedito pure 6 avvisi di garanzia ad altrettante persone per abuso d'ufficio e concorso in abusivismo edilizio. Tra queste imprenditori, professionisti e il dirigente della sezione urbanistica di palazzo "Luigi Razza", l'arch. Giacomo Consoli. Quest'ultimo (è stato lui stesso a comunicare, tramite il suo legale l'avv. Antonello Fuscà, di essere stato indagato) ha subito precisato, sempre tramite il legale, «di essere a disposizione della Procura della Repubblica, chiedendo di essere sentito per fornire, con tutta serenità, i chiarimenti sulle ipotesi accusatorie prospettate, in ordine alle quali è certo di dimostrare la sua assoluta estraneità. Ciò sulla considerazione che il procedimento amministrativo istruito documentalmente dal settore comunale dell'Urbanistica, che ha portato al rilascio dei permessi di costruire oggetto d'indagine, è pienamente legittimo ed immune da vizi. Nondimeno, l'indagato – precisa l'avv. Fuscà – non può non esprimere sconcerto per lo sproporzionato risalto mediatico che è stato dato a livello nazionale alla vicenda, come pure esterna forti perplessità sulla ricorrenza dei presupposti per l'adozione di un decreto cautelare in via d'urgenza da parte del pm il quale ha ritenuto di discostarsi dalla procedura ordinaria che prevede valutazioni della richiesta e l'esame degli atti da parte del giudice delle indagini preliminari».
Ma c'è anche un risvolto politico che potrebbe avere immediati effetti sulla stessa amministrazione. Il sindaco Sammarco da parte sua, ha chiesto le necessarie informazioni al dirigente. La "replica" di Consoli, invece, in serata, forse dopo "appropriate" consultazioni: «Alla luce dell'interpretazione della Procura della Repubblica, a far data da oggi, saranno rigettate tutte le richieste di permesso di costruzione e Dia (denuncia di inizio attività) per nuove costruzioni ricadenti nelle aree di fatto considerate come R3, stante la mancata realizzazione delle opere di messa in sicurezza previste dal Piano Versace». E poi ancora: «In ordine all'avvio delle procedure di annullamento in autotutela di tutti i permessi di costruire e della Dia, già assentite, relative a nuove costruzioni ricadenti nelle aree indicate nel Piano Versace, chiede che l'amministrazione comunale voglia tempestivamente fornire al sottoscritto esaustivo atto di indirizzo».
Consoli, nella comunicazione al Sindaco e all'assessore all'Urbanistica Carmelo Aiello, spiega, inoltre, che dalle motivazioni poste alla base della misura cautelare si evince che, «secondo l'interpretazione della Procura, tutte le aree incluse nel Piano per gli interventi infrastrutturali di emergenza e di prima sistemazione idrogeologica, sono da considerarsi "di fatto" a rischio elevato R3 e ciò per la circostanza che non risultano essere stati effettuati gli interventi di messa in sicurezza previsti dal piano in questione». Consoli, fa presente, infine, che dallo stesso decreto di sequestro si evince che i permessi per costruire, rilasciati successivamente alla pubblicazione del "Piano Versace 1" «devono essere annullati in via di autotutela».
Sulla vicenda è intervenuta anche l'on. Angela Napoli che si è congratulata con l'operazione coordinata dal procuratore Mario Spagnuolo e portata avanti dai sostituti Golin e Cangiano, che hanno seguito il lavoro della Gdf: «Non avrei mai immaginato – ha detto Angela Napoli – che potesse arrivare a costruire anche nel disastro dell'alluvione. Mi piacerebbe verificare se, e come, in queste illiceità vi è l'intervento della 'ndrangheta».
da La Gazzetta del Sud (6 febbraio 2009)
05 febbraio 2009
Costruzioni in aree alluvionali, sequestri per 30 mln euro
A Vibo Valentia, sono 120 appartamenti e 8 complessi
(ANSA) - VIBO VALENTIA, 5 FEB - La Guardia di finanza ha sequestrato a Vibo Valentia appartamenti e complessi residenziali, per un valore di 30 milioni di euro. Erano stati realizzati in aree a forte rischio idrogeologico colpite in passato da alluvioni. Sono stati sequestrati, complessivamente, 120 appartamenti e otto complessi residenziali. Una delle aree e' quella di Bivona, colpita nel luglio del 2006 da un'alluvione che provoco' la morte di tre persone, tra cui un bambino.
da ANSA (5 febbraio 2009)
Sembra inoltre che sia indagato per la vicenda un funzionario tecnico del Comune di Vibo Valentia, cosa gravissima ed ignobile dopo la tragedia sopportata da tutti quel 3 luglio di 2 anni e mezzo fa.
(ANSA) - VIBO VALENTIA, 5 FEB - La Guardia di finanza ha sequestrato a Vibo Valentia appartamenti e complessi residenziali, per un valore di 30 milioni di euro. Erano stati realizzati in aree a forte rischio idrogeologico colpite in passato da alluvioni. Sono stati sequestrati, complessivamente, 120 appartamenti e otto complessi residenziali. Una delle aree e' quella di Bivona, colpita nel luglio del 2006 da un'alluvione che provoco' la morte di tre persone, tra cui un bambino.
da ANSA (5 febbraio 2009)
Sembra inoltre che sia indagato per la vicenda un funzionario tecnico del Comune di Vibo Valentia, cosa gravissima ed ignobile dopo la tragedia sopportata da tutti quel 3 luglio di 2 anni e mezzo fa.
04 febbraio 2009
Vibo e Provincia. Pd nella bufera, ecco tutte le contestazioni
La relazione presentata dall'ufficio provinciale delle adesioni agli organismi regionali registra tutti gli intrecci emersi durante il tesseramento

Tra le anomalie segnalate: negli elenchi figurerebbero anche persone con precedenti giudiziari
di Nicola Lopreiato
Tutti gli intrecci che hanno portato al blocco delle primarie nel Pd sono racchiusi nella relazione, con relativi verbali allegati, che l'ufficio provinciale per le adesioni ha spedito agli organismi regionali, ai quali ora spetta prendere le opportune decisioni.
Un quadro piuttosto desolante attraverso il quale si evince chiaramente che le regole dettate da Veltroni per mettere in piedi un partito aperto e democratico sono completamente saltate; il tutto in funzione delle adesioni e delle tessere. I tabulati indicano 17.475 iscrizioni così divise: 11.652 adesioni e 5.823 tessere. Un numero eccessivo, che secondo quanto annota l'ufficio delle adesioni, potrebbe essere giustificato dall'elevato numero dei candidati, all'incirca 400 tra delegati e aspiranti segretari di Circolo.
In particolare l'ufficio, coordinato da Tiziana Corallini, nella relazione ha evidenziato non poche anomalie. Al primo posto anche l'indicazione in base alla quale negli elenchi delle iscrizioni «figurerebbero persone con precedenti giudiziari», anche se la stessa commissione precisa che «si tratta di un fenomeno limitato e circoscritto ad alcune realtà territoriali».
Lascia parecchi dubbi «l'eccessivo numero delle tessere rilasciate al costo di 5 euro, anziché a 15 euro, peraltro anche in assenza della richiesta dichiarazione di essere disoccupato, studente o titolare di pensione sociale, condizioni queste che, com'è noto, costituiscono presupposto essenziale per conseguire il beneficio della medesima riduzione di costo». Tra le anomalie viene indicato anche «il peculiare trend delle iscrizioni che ha conosciuto inusitati picchi di crescita». Nei comuni Zungri e Brognaturo «il numero degli iscritti è superiore ai voti riportati dal Partito democratico alle politiche del 2008». Inoltre, viene, evidenziato che nei due Comuni in questione il numero «degli iscritti con tessera è pari a 94 mentre quello degli aderenti all'albo raggiunge la soglia dei 490».
E poi ancora: in sette Comuni (San Gregorio, Sorianello, Soriano, Briatico, Capistrano, Polia e Francavilla) la percentuale di partecipazione, data dalla somma di tessere rilasciate ed adesioni raccolte, è distribuita tra l'80 per cento e il 100 per cento rispetto al dato elettorale considerato; nei Comuni in questione, infatti, il numero degli iscritti con tessera è di 564 e quello degli aderenti all'abo di 1.813.
In venti Comuni la medesima percentuale di partecipazione varia tra il 50 e l'80 per cento con i tesserati che si attestano a 2.730 e gli aderenti 5.936. In un altro Comune, invece, iscritti 43 e aderenti 222. In 17 centri la percentuale varia tra il 30 per cento e il 50; in questi, il numero dei tesserati è pari a 2.087, mentre il numero degli aderenti è di 2.968. Solo in quattro Comuni il numero dei tesserati è superiore agli aderenti: Acquaro, Mileto, Filandari e Piscopio. Soltanto in sette Comuni (Limbadi, Rombiolo, Vallelonga, Vazzano, Vene-Triparni, Longobardi e Zaccanopoli) la percentuale degli iscritti è intorno al 30 per centro, risultando così in linea tendenziale con il dato nazionale.
Poi il caso della città capoluogo dove si sono registrate delle contestazioni formali. In questo caso si sono registrate 200 adesioni e 35 tessere rilasciate a persone non residenti, sostenendo di essere domiciliati in città per ragioni di lavoro. Molti di loro però non avrebbero indicato l'indirizzo e il luogo di svolgimento dell'attività lavorativa.
Altro capitolo evidenziato dalla relazione riguarda l'ultimo giorno delle iscrizioni, ovvero il 17 gennaio scorso. In quell'occasione il componente dell'ufficio comunale per le adesioni Enrico Scaramuzzino ha rassegnato le dimissioni chiedendo alla commissione regionale di essere personalmente sentito in relazione a fatti verificatisi nel corso delle operazioni di tesseramento; mentre un altro componente del seggio si allontanava senza più rientrare.
Alla relazione, vengono, inoltre allegate tutte le contestazioni sorte nei Comuni di Zungri, Cessaniti, Capistrano, Filogaso, Pizzo, Nardodipace, Zaccanopoli, Ricadi, Monterosso, Maierato, Acquaro, Sant'Onofrio, Nicotera, Vibo Marina, Filandari e San Nicola Da Crissa.
da La Gazzetta del Sud (4 febbraio 2009)
da La Gazzetta del Sud (4 febbraio 2009)
03 febbraio 2009
Risonanza magnetica, un nuovo servizio che era atteso da decenni
Presentato da Rubens Curia l'innovativo sistema di diagnostica
Il commissario: l'Azienda sanitaria dice basta alla politica del rattoppo. A Tropea presto la Tac
di Stefania Marasco Nuovo sistema di diagnostica ad alto campo per l'ospedale "Jazzolino" che, finalmente, dopo attese e casi di malasanità, si dota di una risonanza magnetica che, da oggi, sarà in funzione nel nosocomio più "criticato" d'Italia, che ha deciso di dire no «alla politica del rattoppo», ha subito spiegato ieri in conferenza stampa il commissario straordinario dell'Asp, Rubens Curia.
Nuove frontiere e nuova mentalità, l'imperativo del nuovo corso inaugurato da Curia che ha spiegato: «Questo è un traguardo significativo per le legittime attese della popolazione. Era un atto dovuto per la popolazione che ha subìto fino ad oggi non pochi disagi per questa carenza che viene superata grazie, anche, all'impegno di tutto il personale. L'avvio – ha sottolineato – della gara d'acquisto della risonanza magnetica è intervenuto il 3 novembre 2006, la necessità di realizzare lavori ad hoc per l'adeguata installazione dell'impianto e della sofisticata macchina, ma anche l'assenza di medici competenti per l'attivazione del servizio, ne aveva ritardato il varo». Ma il puzzle che, pezzo dopo pezzo, l'Azienda sanitaria sta cercando di definire, inizia a prendere forma, grazie «ad una politica – ha aggiunto Curia – di piccoli passi». E, invece, un salto è quello che questa nuova risonanza farà compiere all'ospedale e agli utenti che ne potranno beneficiare. Infatti, ha spiegato il commissario, l'obiettivo è di utilizzarla giornalmente per le visite dei ricoverati e alcuni giorni a settimana per tutti gli altri cittadini.
E, adesso, ha annunciato ancora Curia, «l'attenzione è rivolta alla realizzazione della tac per il presidio di Tropea, dove sono, infatti, iniziati i lavori per la sua sistemazione». A spiegare il sistema di diagnostica, poi, ci ha pensato il direttore dell'Unità operativa di Radiologia Sandro Baldari: «Questo è un nuovo sistema destinato all'analisi del corpo intero con la massima efficacia clinica e si pone nel segmento di eccellenza dei sistemi da 1,5 T. Grazie ad un potenziato hardware – ha aggiunto – e ad una nuova interfaccia utente, consente di esplorare nuove frontiere su tutti i campi di applicazione cliniche avanzate: dalla neuro, al body, alla mammella, all'angio, all'osteoarticolare, al cardio. In virtù delle nuove tecnologie implementate su questo sistema, qualunque paziente potrà essere esaminato con successo con risultati di altissimo contenuto diagnostico».
Una tappa che si profila «fondamentale per il servizio della diagnostica», quindi, come ha voluto sottolineare anche il dott. Antonio Orlando, direttore sanitario emerito, e che rappresenta la via per la rinascita dell'ospedale "Jazzolino", per il quale il commissario Curia ha in cantiere ancora altri progetti. E, proprio in questa direzione, va, infatti, l'intenzione di potenziare, anche, il reparto di radiologia con altro personale. Tutti obiettivi che hanno l'unico scopo di ridare alla sanità il posto che le spetta, anche in questa provincia, con l'unico rammarico che arrivano dopo troppe tristi pagine di cronaca. Presenti, fra gli altri, il presidente della Conferenza dei sindaci, Carmelo Nobile, accompagnato dai sindaci Raffaele Loiacono e Franco Barbalace, e il dott. Giuseppe Scalzo, che ha curato la procedura progettuale della macchina.
da La Gazzetta del Sud (03 febbraio 2009)
da La Gazzetta del Sud (03 febbraio 2009)
Scarsa sicurezza, gli studenti del "Berto" occupano la Provincia
Protesta dei ragazzi delle sedi staccate
di Cristina Iannuzzi
Il problema si trascina da mesi. I nuovi locali da assegnare al liceo scientifico "G. Berto", non si trovano e ieri mattina gli studenti hanno occupato la sede della Provincia ritenuta responsabile della mancata soluzione del problema. L'Ente, infatti, ha un contenzioso in atto con il proprietario del nuovo edificio, adiacente all'attuale liceo, che avrebbe dovuto ospitare le nuove aule. In attesa che questo contenzioso si risolva, cinque classi sono state sistemate in alcuni garage di via Cavour e le altre 11 in via Domenico Savio. Locali non idonei e non a norma di sicurezza.
Da qui la protesta degli studenti che ieri hanno occupato la l'atrio della Provincia per chiedere a gran voce locali più sicuri. Con loro anche insegnanti e genitori che hanno avuto un incontro con il presidente Francesco De Nisi e con l'assessore all'edilizia scolastica Giuseppe Barbuto, il quale ha ricordato che la Provincia aveva indetto un bando di gara per il reperimento di nuove aule. Gara però andata deserta. «Ci troviamo in una situazione che ci è piovuta addosso – ha sottolineato Barbuto riferendosi all'edificio che l'Ente vorrebbe acquistare mentre la sola intenzione del proprietario è quella di darla in affitto – e adesso stiamo cercando alacremente di trovare una soluzione alternativa». Al momento una via d'uscita potrebbe essere – secondo Barbuto – quella di trasferire sei aule a Palazzo Vangeli e le rimanenti a palazzo Tripiccione.
«È inaccettabile l'ipotesi di sistemare le classi in tre diversi edifici», ha affermato il rappresentante del comitato dei genitori Domenico Ciconte. Quest'ultimo ha quindi avanzato la proposta di trasferire le classi nei locali dell'Istituto d'arte. Barbuto al termine dell'incontro andato avanti per alcune ore, si è impegnato a sottoporre le due soluzioni al vaglio del dirigente scolastico Giuseppe Carrà. Dal rappresentante degli studenti Marco De Lorenzo infine l'appello che presto si risolva la controversia per potere dare la possibilità a tutti gli alunni di usufruire di una scuola idonea e sicura.
Le assicurazioni della Provincia hanno quindi interrotto la protesta degli studenti che da oggi riprenderanno regolarmente le lezioni.
da La Gazzetta del Sud (03 febbraio 2009)
da La Gazzetta del Sud (03 febbraio 2009)
01 febbraio 2009
Spopolamento sulla Costa. Se anche gli dei piangono
I dati Istat mostrano un inquietante calo demografico
di VALERIO COLACI (vibo@calabriaora.it)
L’Istat ogni dieci anni esegue i censimenti della popolazione e, periodicamente, raccoglie dati dai vari Uffici anagrafe, offrendo una puntuale fotografia di quello che è l’andamento demografico comune per comune. Sarebbe bene che, ogni tanto, gli amministratori dessero una sbirciatina a questi dati che, a volte, mostrano dei tracolli di popolazione preoccupanti che dovrebbero mettere in allarme e spingere all’attuazione, a tutti i livelli possibili, di politiche volte ad invertire delle tendenze che stanno portando sempre più paesi al pressoché completo spopolamento. Eh sì, perché il fenomeno è oggi più che mai attuale e drammatico, e non si può rimanere inermi dinnanzi al rischio che interi centri vengano cancellati. Se si può fare qualcosa, qualunque cosa, bisogna agire per impedire che questi centri divengano dei veri e propri “paesi fantasma”. In attesa che l’invito venga recepito, una sbirciatina alla popolazione della nostra provincia l’abbiamo data noi (dati Istat aggiornati a gennaio 2008) e, come detto, la situazione in molti casi non è per niente incoraggiante. Per comodità di trattazione abbiamo diviso i 50 centri che compongono la provincia di Vibo per aree (costa, comuni che gravitano attorno al capoluogo, Serre, Altomesima, area Poro, area Angitola,) analizzando ciascuna di esse separatamente. Oggi ci occuperemo dell’area marina (Briatico, Joppolo, Nicotera, Parghelia, Pizzo, Ricadi, Tropea, Zambrone). Come per ciascuna zona, anche qui è interessante notare come, salvo qualche eccezione, i comuni seguano in linea di massima lo stesso andamento. La maggior parte, (Briatico, Joppolo, Pizzo Ricadi, Tropea) infatti, durante il 2007 ha guadagnato popolazione, ed anche negli altri 3 casi (Nicotera, Parghelia e Zambrone) la perdita è inferiore all’ 1% (cosa che, comunque, deve preoccupare se il decremento è costante negli anni, perché, pian pianino, goccia a goccia che si toglie arriva a seccare pure il mare). Ricadi, in particolare, con 123 abitanti in più, si presenta come il comune più virtuoso dell’area (4787 abitanti), seguito a ruota da Pizzo con 110 residenti in più (9120 in tutto, il più popoloso dopo Vibo). Ricadi, virtuoso lo è anche in considerazione dell’intero territorio provinciale, considerando che è tra gli unici 2 (insieme a Ionadi) a presentare il suo massimo storico proprio nel 2008, con un trend che, a partire dal censimento del ’71, è costantemente in crescita. Protetto dagli dei nella cui costa rientra, lo stesso comune (superato da Ionadi, unico altro centro con lo stesso andamento) fa segnare un altro quasi record, con una differenza tra picco minimo (2488 abitanti nel 1861, anno del primo censimento del neonato stato italiano) e massimo in crescita straordinaria (2299 abitanti, ben il 48% in più). Nell’area, sembrano tenere Pizzo (meno 4,6% rispetto ai 9560 abitanti del massimo storico del censimento del 1961) e Tropea (che con una popolazione di 6835 abitanti perde 8 unità nel 2007, un irrisorio -0,1%, e 118, -1,7%, in riferimento al dato massimo registrato nel 1951) entrambe in considerevole crescita rispetto al minimo storico, rispettivamente nel 1881 e nel 1861. Intorno al 15% in meno rispetto al picco massimo si collocano Briatico (che guadagna, nel 2007, 45 abitanti, raggiungendo 4084 iscritti all’anagrafe, erano 4826 nel ’51) e Zambrone (più 4 nell’ultimo anno per arrivare a 1846 anime contro le 2129 del 1921). Ma c’è di peggio, e se Ricadi, per la costa, segna il suo massimo storico nel 2008, a Parghelia spetta la maglia nera con i suoi 1371 abitanti (-12 dal 2007) ed un meno 52,1% rispetto al picco massimo storico del 1901 (2860). Un tracollo. Ma è in buona compagnia, visto che Joppolo (+9 nel 2007), passando dai 4236 abitanti del 1921 agli attuali 2134, perde il 49,6%, e Nicotera, che nel 1911 contava ben 10816 residenti, ha perso il 40,3% della popolazione, passando a 6456 abitanti (-55 rispetto all’ultimo anno). Forse sarà per effetto dell’erosione delle coste. Come dire che anche al mare c’è chi ha i suoi guai. Chissà se qualche amministratore ci ha fatto caso. Chissà di chi le colpe. Chissà se si studiano rimedi.
da CalabriaOra (31 gennaio 2009) -p.39
di VALERIO COLACI (vibo@calabriaora.it)
L’Istat ogni dieci anni esegue i censimenti della popolazione e, periodicamente, raccoglie dati dai vari Uffici anagrafe, offrendo una puntuale fotografia di quello che è l’andamento demografico comune per comune. Sarebbe bene che, ogni tanto, gli amministratori dessero una sbirciatina a questi dati che, a volte, mostrano dei tracolli di popolazione preoccupanti che dovrebbero mettere in allarme e spingere all’attuazione, a tutti i livelli possibili, di politiche volte ad invertire delle tendenze che stanno portando sempre più paesi al pressoché completo spopolamento. Eh sì, perché il fenomeno è oggi più che mai attuale e drammatico, e non si può rimanere inermi dinnanzi al rischio che interi centri vengano cancellati. Se si può fare qualcosa, qualunque cosa, bisogna agire per impedire che questi centri divengano dei veri e propri “paesi fantasma”. In attesa che l’invito venga recepito, una sbirciatina alla popolazione della nostra provincia l’abbiamo data noi (dati Istat aggiornati a gennaio 2008) e, come detto, la situazione in molti casi non è per niente incoraggiante. Per comodità di trattazione abbiamo diviso i 50 centri che compongono la provincia di Vibo per aree (costa, comuni che gravitano attorno al capoluogo, Serre, Altomesima, area Poro, area Angitola,) analizzando ciascuna di esse separatamente. Oggi ci occuperemo dell’area marina (Briatico, Joppolo, Nicotera, Parghelia, Pizzo, Ricadi, Tropea, Zambrone). Come per ciascuna zona, anche qui è interessante notare come, salvo qualche eccezione, i comuni seguano in linea di massima lo stesso andamento. La maggior parte, (Briatico, Joppolo, Pizzo Ricadi, Tropea) infatti, durante il 2007 ha guadagnato popolazione, ed anche negli altri 3 casi (Nicotera, Parghelia e Zambrone) la perdita è inferiore all’ 1% (cosa che, comunque, deve preoccupare se il decremento è costante negli anni, perché, pian pianino, goccia a goccia che si toglie arriva a seccare pure il mare). Ricadi, in particolare, con 123 abitanti in più, si presenta come il comune più virtuoso dell’area (4787 abitanti), seguito a ruota da Pizzo con 110 residenti in più (9120 in tutto, il più popoloso dopo Vibo). Ricadi, virtuoso lo è anche in considerazione dell’intero territorio provinciale, considerando che è tra gli unici 2 (insieme a Ionadi) a presentare il suo massimo storico proprio nel 2008, con un trend che, a partire dal censimento del ’71, è costantemente in crescita. Protetto dagli dei nella cui costa rientra, lo stesso comune (superato da Ionadi, unico altro centro con lo stesso andamento) fa segnare un altro quasi record, con una differenza tra picco minimo (2488 abitanti nel 1861, anno del primo censimento del neonato stato italiano) e massimo in crescita straordinaria (2299 abitanti, ben il 48% in più). Nell’area, sembrano tenere Pizzo (meno 4,6% rispetto ai 9560 abitanti del massimo storico del censimento del 1961) e Tropea (che con una popolazione di 6835 abitanti perde 8 unità nel 2007, un irrisorio -0,1%, e 118, -1,7%, in riferimento al dato massimo registrato nel 1951) entrambe in considerevole crescita rispetto al minimo storico, rispettivamente nel 1881 e nel 1861. Intorno al 15% in meno rispetto al picco massimo si collocano Briatico (che guadagna, nel 2007, 45 abitanti, raggiungendo 4084 iscritti all’anagrafe, erano 4826 nel ’51) e Zambrone (più 4 nell’ultimo anno per arrivare a 1846 anime contro le 2129 del 1921). Ma c’è di peggio, e se Ricadi, per la costa, segna il suo massimo storico nel 2008, a Parghelia spetta la maglia nera con i suoi 1371 abitanti (-12 dal 2007) ed un meno 52,1% rispetto al picco massimo storico del 1901 (2860). Un tracollo. Ma è in buona compagnia, visto che Joppolo (+9 nel 2007), passando dai 4236 abitanti del 1921 agli attuali 2134, perde il 49,6%, e Nicotera, che nel 1911 contava ben 10816 residenti, ha perso il 40,3% della popolazione, passando a 6456 abitanti (-55 rispetto all’ultimo anno). Forse sarà per effetto dell’erosione delle coste. Come dire che anche al mare c’è chi ha i suoi guai. Chissà se qualche amministratore ci ha fatto caso. Chissà di chi le colpe. Chissà se si studiano rimedi.
da CalabriaOra (31 gennaio 2009) -p.39
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