di Marialucia Conistabile
In particolare nei campioni , inviati per le analisi all'Istituto superiore di Brindisi, è stato riscontrato un contenuto di radionuclidi nella norma. Negativo è stato anche l'esito delle indagini mirate a verificare l'eventuale presenza di metalli pesanti (cadmio, piombo e mercurio) nei pesci pescati nel tratto di mare vibonese.A promuovere l'indagine tossicologica sullo "stato di salute" del pescato tra Pizzo e Nicotera è stato, nei giorni scorsi, il direttore generale dell'Asp Rubens Curia al fine di dare garanzie ai consumatori a seguito delle preoccupazioni sorte sulla presunta presenza di rifiuti radioattivi inabissati nel Tirreno calabrese. Preoccupazioni direttamente legate al consumo e all'acquisto dei prodotti ittici.
E allora per tagliare la testa al toro e, al di là dell'esito dei rilievi sul fondo del mare, nel tentativo di dare certezze ai consumatori dall'Azienda sanitaria vibonese è partito lo "screening" sul pesce locale. Operazione che ha visto lavorare in sinergia non solo i vertici aziendali – il direttore generale Curia e direttore sanitario Franco Petrolo – ma anche il direttore del Dipartimento della prevenzione, Cesare Pasqua e l'Ufficio veterinario dell'area funzionale Igiene degli alimenti di origine animale, diretto dal dott. Saverio Paglianiti, che ha subito avviato una serie di prelievi di campioni di diverse specie di pescato su tutta la costa vibonese.
I campioni sono stati, dunque, portati all'attenzione dell'Istituto zooprofilattico di Catanzario, diretto dal dott. Francesco Casalinuovo che, a sua volta, si è avvalso del superiore Istituto di Brindisi per sottoporre i campioni ai dovuti esami. Tranquillizzante l'esito degli accertamenti pervenuto all'Asp che segnalano un contenuto di radionuclidi nella norma e l'assenza di metalli pesanti nel pescato oggetto di indagini.
da La Gazzetta del Sud (25 novembre 2009)
da La Gazzetta del Sud (25 novembre 2009)
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