
Asilo, scuola materna, scuola dell'infanzia, chiamatelo come volete, la sua denominazione non cancella affatto i segni di uno stato di degrado e di abbandono per carente manutenzione da parte di chi dovrebbe tutelare la salute, la sicurezza e l'incolumità dei piccoli ospiti che giornalmente lo frequentano per ben sette ore e mezza, dalle 8.30 alle 16.00. L' asilo non sembra avere i requisiti igienico ambientali per poter rimanere aperto in questo modo. Allo stato delle cose e dei fatti presenta al suo interno numerose infiltrazioni d'acqua piovana che hanno determinato vistose chiazze sul soffitto, con acqua, muffe e distaccamento di colore e intonaco. Alcune plafoniere elettriche dei neon si trovano proprio nel pieno delle chiazze d'umidità, sotto, sul pavimento, bacinelle di plastica sono poste e posizionate sotto le perdite al fine di raccogliere l'acqua piovana. La struttura presenta anche alcune fratture in verticale e orizzontale che corrono, in più zone, lungo le pareti. Con il recente temporale ed il vento dell'altro ieri la guaina bitumata e impermeabilizzante della copertura del tetto è letteralmente volata via. Una parte è caduta nel giardino dell'istituto, accanto alle piccole giostre arrugginite, un'altra parte penzola ancora oggi dallo stesso tetto sulle finestre dell'asilo. Da giovedì scorso tutti i bambini provenienti da Briatico sono stati riportati indietro dai genitori mentre quelli di San Leo sono stati fatti entrare dai propri genitori. Nella stessa mattinata l'assessore alla cultura del comune aveva assicurato l'immediata firma di inagibilità da parte del sindaco del paese, Andrea Niglia. Ma l'asilo, a tutt'oggi, rimane regolarmente aperto. Alcuni genitori dei bambini, sabato mattina, hanno telefonato ai vigili del fuoco che prontamente intervenuti sul posto hanno potuto rilevare e accertare l'esistenza di alcuni problemi in alcuni locali dell'edificio.
Pur non rilevando problemi strutturali dell'edificio hanno segnalato aree non praticabili dai bambini e dalle insegnanti per le vistose infiltrazioni piovane. Allo stato l'edificio non può dirsi pienamente sicuro con un'aula chiusa, uno spazio del bagno interdetto all'uso per distaccamento di intonaco, altri spazi da cui piove visibilmente. Il preside dottor professor Rocco Cantafio ha intanto diramato una nota sulle condizioni della scuola dell'infanzia di san Leo dove precisa, a sindaco, genitori e docenti, che “corre obbligo di dichiarare, visto che i genitori non hanno fatto entrare i propri figli nell'edificio di S. Leo, visto che lo scrivente ha fatto un sopralluogo, che l'edificio di San Leo non è in quello stato di precarietà e di rischio di cui si vocifera fra i genitori degli allievi che non hanno lasciato i figli a scuola, impedendo il servizio ai docenti”. Poi il preside aggiungele sue motivazioni: “pur non essendo un tecnico, ma nemmeno uno sprovveduto, ci vorrebbe un intervento di somma urgenza per riparare (ripezzare) il manto catramoso (guaina), sul tetto dell'edificio della suddetta struttura, eliminando quelle circoscritte infiltrazioni. (…) L'epigrafante deduce che anziché di chiudere l'edificio di S. Leo, sarebbe opportuno ripristinarlo con “spese esigue” di “somma urgenza”, (…) quantificando 1000/2000 Euro. (...) Dunque, conclude Rocco Cantafio, tanto per dovere di scienza e coscienza, poi l'amministrazione comunale può fare le scelte che ritiene più opportune, ma non a danno dei bambini, per volontà strumentalizzatrice dei grandi”.
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