Lo scorso dicembre uccise Vincenzo Rizzo e Vincenzo Grasso e ferì l'autista dello scuolabus
di Marialucia Conistabile
VIBO VALENTIA
Prima udienza, stamane davanti al gup Lucia Monaco, del processo con rito abbreviato a carico di Francesco Grasso, 68 anni, pensionato di Mandaradoni, frazione di Briatico, accusato del duplice omicidio dei cugini Vincenzo Rizzo e Vincenzo Grasso, entrambi di 68 anni e del tentato omicidio di Giuseppe Mazzitelli, 60 anni, tutti di Mandaradoni. Tramite il suo legale, avv. Francesco Sabatino, il pensionato ha, infatti, chiesto e ottenuto d'essere giudicato con l'abbreviato anziché dalla Corte d'Assise di Catanzaro.
Nel procedimento tutte le parti offese saranno rappresentate dall'avvocato Giovanni Marafioti, che si costituirà parte civile per i familiari delle vittime e per Mazzitelli. A sostenere la pubblica accusa sarà il sostituto Simona Cangiano.
Risale al 16 dicembre dello scorso anno il grave fatto di sangue consumato da Francesco Grasso, nella piccola frazione di Briatico. Vecchi rancori sarebbero alla base della giornata di terrore e morte a Mandaradoni, anche se i familiari delle vittime hanno sempre escluso di aver avuto alcun genere di interesse o di rapporto con l'omicida. In particolar modo dopo il tentato omicidio, dodici anni prima di Vincenzo Grasso, ferito con una coltellata proprio da Francesco Grasso.
Lo scorso 16 dicembre, intorno a mezzogiorno e mezza, il primo a cadere sotto i colpi di fucile cal. 12 sparati dal pensionato (l'arma non è mai stata ritrovata) fu Vincenzo Rizzo, contadino in pensione, centrato da due fucilate alla testa e al torace, praticamente davanti casa. L'omicida quel giorno sparò anche contro l'abitazione di Rizzo dove si era rinchiusa la moglie, accorsa al rumore degli spari, per non essere colpita.
Chiuso questo "conto" Francesco Grasso, fucile in pugno, si diresse in campagna per "regolare" quello rimasto ancora aperto con il povero Vincenzo Grasso, macellaio in pensione. Cercò di raggiungere l'uliveto dove l'uomo si trovava, attraversando i campi ma per imboccare il sentiero fu costretto a ritornare indietro, nei pressi della sua abitazione. Durante il tragitto il pensionato, ormai in preda a una follia omicida, incontrò un'autovettura e poi lo scuolabus del Comune di Briatico, con a bordo cinque bambini, condotto da Giuseppe Mazzitelli.
All'altezza del ponte di Mandaradoni l'autista incrociò Grasso. Poco prima percorrendo con il mezzo corso Garibaldi si era imbattuto nel corpo insanguinato del povero Vincenzo Rizzo. Nel momento in cui i due si ritrovarono alla stessa altezza l'omicida sparò contro lo scuolabus. Mazzitelli, rimasto ferito dai vetri, proseguì la corsa allontanando i bambini, Grasso invece (che, comunque, ha sempre dichiarato che il colpo contro lo scuolabus gli partì accidentalmente) proseguì raggiungendo l'uliveto e uccidendo con due fucilate alle spalle Vincenzo Grasso, che si trovava ai piedi di una scala, appoggiata a un albero.
Chiusi con il sangue i "conti" con i due cugini l'omicida si diede alla macchia nelle campagne circostanti. Dopo quattro giorni, sfinito dalla fuga e dal freddo, Francesco Grasso si consegnò al parroco di Zungri, don Felice La Rosa. All'alba raggiunse la locale caserma dei carabinieri, ma trovandola chiusa si diresse verso la chiesa. Fu il sacerdote ad accoglierlo e a informare i carabinieri dell'avvenuta resa.
da La Gazzetta del Sud (21 ottobre 2009)
da La Gazzetta del Sud (21 ottobre 2009)
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