Non c’è un posto in Italia come Rosarno, che come Rosarno riassuma i drammi e le contraddizioni della nostra epoca. Dall’economia globale a quella criminale, dalla mafia alle migrazioni. Rosarno è uno dei tanti paesi agricoli del Meridione dove gli immigrati sono sfruttati, sottopagati, umiliati. Ma è anche l’unico dove, fin dal 1992, sono vittime di sconcertanti episodi di violenza, comprese estorsioni e rapine, in un contesto dove la popolazione è oppressa da un sistema mafioso fatto di narcotraffico intercontinentale ed arcaismo brutale, boss, rapinatori e violenze quotidiane.
Dal 12 al 17 dicembre 2008, pochi chilometri quadrati di territorio italiano sono sconvolti dalla violenza: il ferimento dei due ivoriani avvenuto nei pressi della cartiera di San Ferdinando, la strage di Briatico, l’omicidio di un bracciante a Rosarno.
Gli Africani si ribellano. Inscenano blocchi e proteste, a Rosarno così come due mesi prima a Castel Volturno, contro la camorra. E’ il primo movimento antimafia dal basso e spontaneo della zona negli ultimi anni, è la prima bozza di ribellione ad un potere assoluto e brutale.
Il libro racconta un pezzo d’Europa dimenticato, analizza aspetti socio-economici (lavoratori marginali inseriti in un contesto mafioso moderno ed arcaico), giuridici (le leggi razziste che producono marginalità fino al lavoro servile), storici (dall’occupazione delle terre all’omicidio Valarioti fino alle lotte di massa contro la mafia), geopolitici (le grandi migrazioni dall’Africa all’Europa). Niente di più attuale, purtroppo
Il 12 settembre 2009 alle ore 18 Libreria di viaggi Finisterre p.zza truogoli di S. Brigida 25 Genova
da Genovapress.com (7 settembre 2009)

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