01 maggio 2009

Briatico Il Tribunale del riesame annulla il decreto di sequestro dei lotti

I permessi per costruire sono conformi alla zonizzazione del Piano regolatore generale
In località "Cocca Petrosa" ora si potrà continuare a costruire come programmato
di Pino Brosio

Il Tribunale del riesame (presidente Anna Maria Loiacono, giudici Cristina De Luca e Gabriella Luppoli) ha accolto la richiesta presentata dai legali di Francesco Niglia, Lorenzina Grillo, Francesco Mamone, Sisto Scordo, Raffaele Riga, Maria Fragale e Michele Ventrice annullando il decreto di sequestro preventivo emesso dal gip lo scorso 3 aprile dell'area di Cocca Petrosa di Briatico. Tutti i richiedenti erano accusati, in sostanza, d'aver «saccheggiato» il territorio briaticese mediante una lottizzazione abusiva realizzata, peraltro, in chiaro dispregio delle risorse ambientali.
Un castello d'accuse che il Riesame, ascoltate le arringhe degli avvocati, letti e valutati elaborati tecnici, perizie di parte e d'ufficio, ha fatto crollare consentendo agli indagati di tirare un salutare sospiro di sollievo. Il provvedimento di dissequestro dei lotti è la conseguenza anche della constatazione che «la realizzazione degli insediamenti abitativi oggetto dei permessi a costruire sui lotti frazionati appare conforme – così scrivono i giudici in sentenza – sia alla zonizzazione del Piano regolatore generale che alle norme tecniche di attuazione che accedono allo stesso né si rinvengono difformità dei permessi a costruire rispetto alle prescrizioni di piano».
Tali dati, sommati anche «alla assenza di elementi di fatto e di diritto dai quali trarre, da un lato, la natura disarticolata del territorio sotto il profilo dell'assenza di opere di urbanizzazione primarie e secondarie e, dall'altro, la obbligatorietà dell'approvazione di strumenti attuativi da parte del Comune» non consentono, a parere del Tribunale del riesame, «di ritenere configurabile il fumus del reato di lottizzazione abusiva». I giudici non si fermano qui. A loro avviso, anche «le ulteriori ipotesi di reato contestate appaiono, in tal modo, sfornite anch'esse di supporto indiziario».
E, dal momento che agli indagati veniva contestata la mancanza del nulla-osta paesaggistico, sottolineano «il rilascio dello stesso a favore del Mamone Francesco per le aree soggette a vincolo ambientale». Si sgonfia, dunque, un caso che aveva fatto di Briatico l'emblema dell'abusivismo che di certo non manca lungo tutta la costa tirrenica vibonese, ma che, nella fattispecie, non sembra sussistere. La stessa articolata "reazione" degli indagati lascia supporre il loro convincimento d'aver operato nel rispetto delle regole. Non a caso davanti al Riesame si sono presentati con uno schieramento di legali e di tecnici di tutto rispetto.
A difendere le ragioni dei loro assisti ci hanno pensato gli avvocati Antonello Fuscà e i consulenti Antonino Zizzi, Federica Fiale e Nicola Vasta ( per Francesco Niglia e Lorenzina Grillo), l'avv. Domenico Colaci e l'ing. Domenico Basile (Michele Vetrice), e ancora gli avvocati Domenico Colaci e Paolo Belvedere del Foro di Paola (Raffaele Riga e Maria Fragale), gli avvocati Antonio Porcelli e Pietro Naso con l'ing. Stagno (Francesco Mamone) e, infine, l'avv. Michele Accorinti e l'ing. Mariano Arena (Sisto Scordo). La "partita", comunque, non s'è ancora conclusa.
A Briatico, alla luce delle risultanze, del Tribunale del riesame rimane un pò di stupore per le modalità dell'operazione. Per porre sotto sequestro l'area lottizzata e sequestrare atti negli uffici municipali – è questa una delle riflessioni che vengono fatte – si sono mossi un elicottero, sedici macchine e alcune decine di uomini delle forze dell'ordine. Sono state transennate anche le strade attorno al Comune con conseguente deviazione del traffico.

La Gazzetta del Sud (01 maggio 2009)

4 commenti:

Lorenzo ha detto...

"Un elicottero, sedici macchine, decine di uomini delle forze dell'ordine, strade transennate" e per cosa? Per una PRESUNTA irregolarità, rivelatasi INESISTENTE!!!
Qualsiasi persona con UN MINIMO di cervello avrebbe prima letto tutti gli atti del Comune, verificandone l'abusivismo, e dopo (e solo DOPO) averlo constatato, avrebbe proceduto al sequestro della zona in località "Cocca Petrosa"!
Invece no!
Ecco la filosofia di coloro che hanno eseguito il sequestro: "Prima prendiamo gli atti per controllare l'EVENTUALE irregolarità e sequestriamo la zona (utilizzando un elicottero, sedici macchine, decine di uomini delle forze dell'ordine, strade transennate, tanto per fare un po' di inutile scalpore), e poi vediamo se si tratta veramente di un'area abusiva!!! Questa è l'Italia!

Fortunatamente, la giustizia (anche se con mooooooolta calma) ha ha fatto il suo corso. C'è voluto solo del tempo (sprecato).

bruno da roma ha detto...

Mi lascia molto perplesso il commento di Lorenzo: infatti non credo che la magistratura si muova senza motivazioni concrete e documentate. A me sembra che il dissequestro, come ho letto nella Gazzetta del Sud a Roma, ha coinciso anche con il ricorso in Cassazione del Procuratore.
Ancora non ho avuto modo di vedere la lottizzazione di cui si parla: comunque ho presente lo scempio che a Briatico è stato compiuto nella zona BRACE UNO: è semplicemtente un obbrobrio anche se mi hanno proposto, alcuni anni addietro, di acquistare una casa in quel tratto che era uno splendido pianoro sopra la costa.
Io desidero che la gente si riappropri delle bellezze naturali del nostro paese, senza farci abbagliare dalla possibilità di fare guadagni attraverso la speculazione.
Io ci spero.
Bruno da Roma

Fajettu ha detto...

Ecco l'articolo del ricorso alla Cassazione mi è sfuggito perchè non ho ancora rinnovato l'abbonamento alla Gazzetta del Sud. Mi scuso.

Bruno fammi capire, la magistratura ha delle prove concrete e documentate, benissimo. Perchè mette in azione un'operazione degna dell'arresto di Provenzano soltanto per ritirare dei documenti?

Mi pare di capire che sei coinvolto nella vicenda, ti prego di chiarire la tua posizione, non mi sembra serio continuare a discutere altrimenti.

bruno da roma ha detto...

Circa le prove della magistratura non mi riferivo alla vicenda in questione ma io penso che, in genere, la magistratura si muova su basi concrete: questo non esclude che la magistratura può prendere degli abbagli. Sono forse un utopista?
Io non ho interessi nella vicenda ma sono un innamorato della "Costa degli Dei" dove recupero tanta energia ogni volta che posso trascorrervi qualche giorno in quella zona. E poi sono sempre stato affascinato dalla posizione di Briatico e dalla passeggiata sul lungomare, da cui si può godere il panorama che va dallo Stromboli a tutto il golfo di Lamezia.
Grazie per le notizie che apprendo da Fajettu su quella zona: le immagini sul Molino della Rocchetta mi hanno fatto molta tristezza. A volte, tuttavia, aiutano a scuotere la sensibilità della gente la pubblicazione di immagini come quelle del Molino della Rocchetta.
Grazie
Bruno

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