L'ordinanza emessa a seguito di una conferenza dei servizi
di Marialucia Conistabile
Divieto della Capitaneria di porto allo sbarco e movimentazione di qualsiasi forma di materiale denominato Pet-coke». Il divieto – oggetto dell'ordinanza 6/2009 – riguarda l'intero ambito portuale.
A monte del provvedimento – emanato anche a seguito del parere negativo in merito allo sbarco e movimentazione del Pet-coke espresso il 27 marzo scorso nell'ambito di un'apposita conferenza dei servizi – vi è un'attività istruttoria avviata dalla Capitaneria per qualche mese a titolo sperimentale. Iniziativa dettata dalla necessità di vagliare eventuali problematiche relative al traffico di Pet-coke, che ha visto interagire Provincia, Comune, Azienda sanitaria provinciale, Arpacal-Dipartimento provinciale, con l'acquisizione del parere del consulente chimico del Porto di Vibo Marina.
Lavori preliminari ai quali, lo scorso 27 marzo, è seguita, nei locali della Capitaneria, una conferenza dei servizi nel corso della quale tutti gli intervenuti hanno espresso parere negativo in merito allo sbarco e alla movimentazione del Pet-coke negli ambiti portuali di Vibo Marina «per motivi di criticità ambientale connesse alle attuali tecnologie, attrezzature e sistemi di sbarco».
Inoltre, sempre nell'ambito della conferenza dei servizi la Capitaneria ha evidenziato altre problematiche, di ordine tecnico-operative, connesse all'ormeggio delle navi che trasportano il prodotto, ma soprattutto relative alla sicurezza portuale dovute alla congestione, durante lo sbarco, delle banchine, delle aree carrabili e delle strade (sia in ambito portuale, sia in quelle immediatamente limitrofe) soprattutto – osserva in una nota la Capitaneria di porto – in considerazione della vicinanza di un deposito costiero di oli minerali.
da La Gazzetta del Sud (2 aprile 2009)
Di Pet-Coke sulle nostre coste se ne sono occupati spesso gli amici di:
Percorsi di autonomia amministrativa e mentale
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