Attesa tra oggi e domani la decisione del Tribunale in merito all'istanza di dissequestro
di Marialucia Conistabile
Tra oggi e domani si conoscerà la decisione del Tribunale del riesame (presidente Anna Maria Loiacono, giudici Cristina De Luca e Gabriella Lupoli) in merito al dissequestro dell'area di località "Cocca Petrosa" di Briatico, chiesto dalle difese degli indagati.
E ieri, davanti al Riesame, l'udienza è stata caratterizzata dalla battaglia sferrata dalle difese tendente a dimostrare l'inutilizzabilità della perizia della Procura, che ha disposto il sequestro dell'area poi convalidato dal gip, e di conseguenza l'insussistenza degli elementi a supporto dell'ipotesi dell'accusa.
Intanto nell'udienza di ieri il pm Fabrizio Garofalo ha depositato due ulteriori perizie integrative (complessivamente sono cinque), mentre dal canto loro gli avvocati Antonio Porcelli, Antonello Fuscà, Michele Accorinti, Domenico Colaci e Belvedere, hanno presentato una copiosa documentazione comprendente non solo dettagliate relazioni tecniche, ma anche memorie difensive. Il tutto allo scopo di dimostrare quella che i legali definiscono «infondatezza» dell'ipotesi accusatoria che ritengono si basi su una «consulenza tecnica fatta male».
Inoltre nel corso dell'udienza davanti al Tribunale del riesame, oltre alle contestazioni sollevate sulla perizia le difese hanno sostenuto la validità della qualificazione della zona come B2, cioè ad espansione, così come previsto dal vigente Prg adottato nel 2003. Qualificazione che unitamente ai permessi ottenuti dalla Soprintendenza (in quanto l'area è soggetta a vincolo paesaggistico) anch'essi esibiti al Riesame, di fatto, escluderebbe l'ipotesi di reato di lottizzazione abusiva e dell'illegittimità dei permessi a costruire rilasciati dal Comune di Briatico. In poche parole per la difesa del sindaco di Briatico Andrea Niglia e dei suoi genitori (Francesco Niglia e Lorenzina Grillo), per quelle di Francesco Mamone, Sisto Scordo, Francesco e Michele Ventrice, Raffaele Riga e la moglie Marisa Fragale, il consulente del pm avrebbe, tra l'altro, lavorato su mappe ricavate da Internet senza mai recarsi a Briatico e, dunque, senza mai prendere atto del fatto che l'area lottizzata si trova al centro di una zona urbanizzata.
da La Gazzetta del Sud (28 aprile 2009)
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