Salvatore Domenico Russo raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare in carcere: dai domiciliari avrebbe contattato le vittime
Oltre duecento le persone raggirate dal funzionario tra cui anche qualche impresa
di Marialucia Conistabile
Si appesantisce la posizione di Salvatore Domenico Russo, 64 anni, geometra della Regione al quale ieri è stato notificato un provvedimento di aggravamento della custodia cautelare.
L'uomo – ai domiciliari da martedì 11 marzo per stalking, concussione, violenza o minaccia e contraffazione di pubblici sigilli – avrebbe contattato alcune delle sue vittime per indurle a ritrattare. Da qui il nuovo provvedimento del Tribunale di custodia cautelare ma questa volta in carcere. In altre parole dall'attività investigativa sarebbe emerso il rischio di inquinamento delle prove e della reiterazione dei reati che avevano portato al fermo di otto giorni fa.
Già il giorno successivo al primo arresto numerose persone si sono presentate ai carabinieri della Stazione per denunciare i raggiri che avrebbero subìto dal funzionario il quale avrebbe chiesto delle somme di denaro promettendo posti di lavoro od offrendo la possibilità di aprire tabaccherie in virtù del suo asserito incarico di responsabile del settore tabacchi dell'ente regionale. In base a quanto finora dichiarato dalle persone che, a decine, si sono presentate dal luogotenente Nazzareno Lopreiato, comandante della Stazione, la richiesta delle somme sarebbe stata giustificata con la necessità di "ungere le ruote giuste".
Al momento sarebbero circa duecento le persone raggirate da Russo e nel mezzo dell'affaire – che avrebbe fruttato diversi milioni di euro – ci sarebbe anche qualche impresa. Queste ultime, da quanto emerso dalle indagini, venivano contattate dal funzionario della Regione nel suo ufficio il quale avrebbe promesso, dietro compenso, di inserirle negli elenchi di fiducia.
Inoltre nel corso delle deposizioni sarebbero venute alla luce delle vicende incredibili, definite «agghiaccianti» dagli stessi investigatori. Come quella di una commerciante di un piccolo centro del Vibonese che sarebbe stata convinta da Russo della possibilità di aprire una tabaccheria, dietro il corrispettivo di alcune migliaia di euro. Alla fine, secondo l'accusa, la somma consegnata dalla donna sarebbe arrivata a oltre 150mila euro. La stessa pur di mettere l'attività e di far fronte alle richieste ha, inoltre, venduto tutti i propri beni cedendo finanche la propria attività commerciale. Richieste che non si sarebbero fermate neanche davanti alla malattia del marito della commerciante, morto dopo alcuni mesi quando la famiglia era oramai in totale stato di indigenza.
Altra storia, sempre legata al miraggio dell'apertura di una tabaccheria, racconterebbe dell'appropriazione, da parte di Russo, dell'intero patrimonio della persona raggirata che, avendo consegnato oltre 200mila euro in due anni, chiedeva al funzionario di lasciargli qualche euro per fare la spesa. In altri casi, invece, i carabinieri avrebbero scoperto che alcune delle vittime dei raggiri avevano addirittura consegnato i libretti di pensione dei propri genitori al funzionario, per pagare le sue continue richieste di denaro. E ancora dalle indagini sarebbe pure emerso come, allo scopo di convincere le proprie vittime a continuare nei pagamenti, il geometra li avrebbe avvertiti che se si fossero tirati indietro tutto quello che era stato dato sarebbe andato perso, proprio quando mancava poco per ottenere ciò per cui si era tanto pagato e sofferto.
E mentre al Comando provinciale continua il via-vai di persone che, in un modo o in un altro, si sarebbero trovate a dover fare i "conti" con Russo e che, a seguito dell'arresto, si sono precipitate a sporgere denuncia, altro particolare portato alla luce dall'attività investigativa riguarda la documentazione che Russo avrebbe "costruito" attraverso l'uso di una fotocopiatrice e di un computer. A seguito delle perquisizioni dei militari, infatti, sono state trovate decine di lettere intestate a vari enti regionali e locali della pubblica amministrazione con le quali il funzionario avrebbe simulato l'avvio di pratiche autorizzative o di assunzione inesistenti. Come è stato accertato dagli investigatori la composizione dei documenti sarebbe avvenuta grazie a una fotocopiatrice e a un computer. In pratica Russo avrebbe fatto un sapiente collage, tanto che, a un occhio inesperto, i documenti sarebbero potuti apparire genuini e provenienti dagli uffici regionali.
da La Gazzetta del Sud (20 marzo 2009)
0 commenti:
Posta un commento