27 febbraio 2009

Vibo. Vertice in Provincia tra forze politiche e sindacali: denunciata la totale indifferenza di Trenitalia

Trasporti in tilt dopo la chiusura della stazione ferroviaria Vibo-Pizzo
I pendolari chiedono l'istituzione di servizi navetta per il collegamento con altri centri
di Lino Fresca


«Profondamente indignati ma decisi a lottare perchè venga salvaguardato il diritto alla mobilità dei vibonesi e tutelata la vocazione turistica di questa provincia».
È questo il sentimento dominante che è prevalso nel corso dell'incontro tenutosi ieri mattina nella sede dell'Amministrazione provinciale, per affrontare la grave emergenza innescata dall'interruzione della tratta ferroviaria Vibo-Pizzo-Rosarno. Alla riunione hanno partecipato il presidente dell'Amministrazione provinciale Francesco De Nisi, gli assessori Paolo Barbieri (Trasporti), Maria Salvia (Politiche sociali), Vincenzo Morelli (Affari generali) nonchè i sindacalisti Sergio Pititto (Cisl), Gianfranco Pugliese (Cgil) Pasqualino Barbieri (Uil) che guidavano le rispettive delegazioni di categoria.
Nel corso dell'incontro sono stati rimarcati i gravi disagi subiti soprattutto dall'utenza pendolare che per motivi di studio o di lavoro utilizzava il trasporto ferroviario per raggiungere Vibo Valentia. «Basti pensare – ha sottolineato l'assessore Salvia – a molti studenti dell'Istituto nautico di Pizzo provenienti dalla provincia di Reggio Calabria , che in queste ultime settimane non sono più riuscite a raggiungere la scuola, anche a causa della mancanza di un servizio di navetta sostitutivo. Per non parlare dei problemi che gravano sul conservatorio "Torrefranca", nel quale insegnano molti docenti che provengono da altre province».
Studenti, innanzitutto, ma anche moltissimi lavoratori costretti ormai a fare i conti con una situazione che non lascia ben sperare in una soluzione celere. È convinzione degli amministratori provinciali e dei sindacalisti, infatti, che lo stop necessario per rimettere la linea dopo lo smottamento che ne ha determinato l'interruzione, durerà ben oltre i tre mesi previsti da Trenitalia Spa. «Un atteggiamento quello tenuto – dalle Ferrovie , che non è accettabile – ha duramente riservata alla provincia vibonese rispetto a quella reggina, dove stanno operando per migliorare i servizi ferroviari».
Sulla stessa lunghezza d'onda Paolo barbieri, che ha convocato la riunione e coordinato la discussione, denunciando l'atteggiamento ostruizionistico di Trenitalia che, nonostante le continue sollecitazioni da parte del suo assessorato, non ha fornito alcun chiarimento specifico sulla situazione in atto, nonchè sui servizi di navetta sostitutivi, che pure erano stati annunciati. «Contro il muro di gomma innalzato dalla società sta rimbalzando invano anche la regione – ha affermato Barbieri – che ancora detiene le competenze in materia di di trasporti. Le decisioni che ha assunto Trenitalia sono state adottate in maniera assolutamente unilaterale, senza confrontarsi con nessuno. E questo è inaccettabile, vista la natura pubblica del servizio espletato».
Che i rapporti con Trenitalia siano tesi lo conferma la recente presa di posizione dell'assessore regionale ai Trasporti Demetrio Naccari Carlizzi, che si è detto pronto a porre in essere un piano straordinario per superare l'emergenza, istituendo servizi di navetta per poi rivalersi sul gestore del trasporto ferroviario Ed è questa la soluzione che nell'immediato appare più percorribile, come hanno ventilato anche i partecipanti alla riunione di ieri.

da La Gazzetta del Sud (27 febbraio 2009)

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