04 febbraio 2009

Vibo e Provincia. Pd nella bufera, ecco tutte le contestazioni

La relazione presentata dall'ufficio provinciale delle adesioni agli organismi regionali registra tutti gli intrecci emersi durante il tesseramento
Tra le anomalie segnalate: negli elenchi figurerebbero anche persone con precedenti giudiziari
di Nicola Lopreiato



Tutti gli intrecci che hanno portato al blocco delle primarie nel Pd sono racchiusi nella relazione, con relativi verbali allegati, che l'ufficio provinciale per le adesioni ha spedito agli organismi regionali, ai quali ora spetta prendere le opportune decisioni.
Un quadro piuttosto desolante attraverso il quale si evince chiaramente che le regole dettate da Veltroni per mettere in piedi un partito aperto e democratico sono completamente saltate; il tutto in funzione delle adesioni e delle tessere. I tabulati indicano 17.475 iscrizioni così divise: 11.652 adesioni e 5.823 tessere. Un numero eccessivo, che secondo quanto annota l'ufficio delle adesioni, potrebbe essere giustificato dall'elevato numero dei candidati, all'incirca 400 tra delegati e aspiranti segretari di Circolo.
In particolare l'ufficio, coordinato da Tiziana Corallini, nella relazione ha evidenziato non poche anomalie. Al primo posto anche l'indicazione in base alla quale negli elenchi delle iscrizioni «figurerebbero persone con precedenti giudiziari», anche se la stessa commissione precisa che «si tratta di un fenomeno limitato e circoscritto ad alcune realtà territoriali».
Lascia parecchi dubbi «l'eccessivo numero delle tessere rilasciate al costo di 5 euro, anziché a 15 euro, peraltro anche in assenza della richiesta dichiarazione di essere disoccupato, studente o titolare di pensione sociale, condizioni queste che, com'è noto, costituiscono presupposto essenziale per conseguire il beneficio della medesima riduzione di costo». Tra le anomalie viene indicato anche «il peculiare trend delle iscrizioni che ha conosciuto inusitati picchi di crescita». Nei comuni Zungri e Brognaturo «il numero degli iscritti è superiore ai voti riportati dal Partito democratico alle politiche del 2008». Inoltre, viene, evidenziato che nei due Comuni in questione il numero «degli iscritti con tessera è pari a 94 mentre quello degli aderenti all'albo raggiunge la soglia dei 490».
E poi ancora: in sette Comuni (San Gregorio, Sorianello, Soriano, Briatico, Capistrano, Polia e Francavilla) la percentuale di partecipazione, data dalla somma di tessere rilasciate ed adesioni raccolte, è distribuita tra l'80 per cento e il 100 per cento rispetto al dato elettorale considerato; nei Comuni in questione, infatti, il numero degli iscritti con tessera è di 564 e quello degli aderenti all'abo di 1.813.
In venti Comuni la medesima percentuale di partecipazione varia tra il 50 e l'80 per cento con i tesserati che si attestano a 2.730 e gli aderenti 5.936. In un altro Comune, invece, iscritti 43 e aderenti 222. In 17 centri la percentuale varia tra il 30 per cento e il 50; in questi, il numero dei tesserati è pari a 2.087, mentre il numero degli aderenti è di 2.968. Solo in quattro Comuni il numero dei tesserati è superiore agli aderenti: Acquaro, Mileto, Filandari e Piscopio. Soltanto in sette Comuni (Limbadi, Rombiolo, Vallelonga, Vazzano, Vene-Triparni, Longobardi e Zaccanopoli) la percentuale degli iscritti è intorno al 30 per centro, risultando così in linea tendenziale con il dato nazionale.
Poi il caso della città capoluogo dove si sono registrate delle contestazioni formali. In questo caso si sono registrate 200 adesioni e 35 tessere rilasciate a persone non residenti, sostenendo di essere domiciliati in città per ragioni di lavoro. Molti di loro però non avrebbero indicato l'indirizzo e il luogo di svolgimento dell'attività lavorativa.
Altro capitolo evidenziato dalla relazione riguarda l'ultimo giorno delle iscrizioni, ovvero il 17 gennaio scorso. In quell'occasione il componente dell'ufficio comunale per le adesioni Enrico Scaramuzzino ha rassegnato le dimissioni chiedendo alla commissione regionale di essere personalmente sentito in relazione a fatti verificatisi nel corso delle operazioni di tesseramento; mentre un altro componente del seggio si allontanava senza più rientrare.
Alla relazione, vengono, inoltre allegate tutte le contestazioni sorte nei Comuni di Zungri, Cessaniti, Capistrano, Filogaso, Pizzo, Nardodipace, Zaccanopoli, Ricadi, Monterosso, Maierato, Acquaro, Sant'Onofrio, Nicotera, Vibo Marina, Filandari e San Nicola Da Crissa.

da La Gazzetta del Sud (4 febbraio 2009)

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