I dati Istat mostrano un inquietante calo demografico
di VALERIO COLACI (vibo@calabriaora.it)
L’Istat ogni dieci anni esegue i censimenti della popolazione e, periodicamente, raccoglie dati dai vari Uffici anagrafe, offrendo una puntuale fotografia di quello che è l’andamento demografico comune per comune. Sarebbe bene che, ogni tanto, gli amministratori dessero una sbirciatina a questi dati che, a volte, mostrano dei tracolli di popolazione preoccupanti che dovrebbero mettere in allarme e spingere all’attuazione, a tutti i livelli possibili, di politiche volte ad invertire delle tendenze che stanno portando sempre più paesi al pressoché completo spopolamento. Eh sì, perché il fenomeno è oggi più che mai attuale e drammatico, e non si può rimanere inermi dinnanzi al rischio che interi centri vengano cancellati. Se si può fare qualcosa, qualunque cosa, bisogna agire per impedire che questi centri divengano dei veri e propri “paesi fantasma”. In attesa che l’invito venga recepito, una sbirciatina alla popolazione della nostra provincia l’abbiamo data noi (dati Istat aggiornati a gennaio 2008) e, come detto, la situazione in molti casi non è per niente incoraggiante. Per comodità di trattazione abbiamo diviso i 50 centri che compongono la provincia di Vibo per aree (costa, comuni che gravitano attorno al capoluogo, Serre, Altomesima, area Poro, area Angitola,) analizzando ciascuna di esse separatamente. Oggi ci occuperemo dell’area marina (Briatico, Joppolo, Nicotera, Parghelia, Pizzo, Ricadi, Tropea, Zambrone). Come per ciascuna zona, anche qui è interessante notare come, salvo qualche eccezione, i comuni seguano in linea di massima lo stesso andamento. La maggior parte, (Briatico, Joppolo, Pizzo Ricadi, Tropea) infatti, durante il 2007 ha guadagnato popolazione, ed anche negli altri 3 casi (Nicotera, Parghelia e Zambrone) la perdita è inferiore all’ 1% (cosa che, comunque, deve preoccupare se il decremento è costante negli anni, perché, pian pianino, goccia a goccia che si toglie arriva a seccare pure il mare). Ricadi, in particolare, con 123 abitanti in più, si presenta come il comune più virtuoso dell’area (4787 abitanti), seguito a ruota da Pizzo con 110 residenti in più (9120 in tutto, il più popoloso dopo Vibo). Ricadi, virtuoso lo è anche in considerazione dell’intero territorio provinciale, considerando che è tra gli unici 2 (insieme a Ionadi) a presentare il suo massimo storico proprio nel 2008, con un trend che, a partire dal censimento del ’71, è costantemente in crescita. Protetto dagli dei nella cui costa rientra, lo stesso comune (superato da Ionadi, unico altro centro con lo stesso andamento) fa segnare un altro quasi record, con una differenza tra picco minimo (2488 abitanti nel 1861, anno del primo censimento del neonato stato italiano) e massimo in crescita straordinaria (2299 abitanti, ben il 48% in più). Nell’area, sembrano tenere Pizzo (meno 4,6% rispetto ai 9560 abitanti del massimo storico del censimento del 1961) e Tropea (che con una popolazione di 6835 abitanti perde 8 unità nel 2007, un irrisorio -0,1%, e 118, -1,7%, in riferimento al dato massimo registrato nel 1951) entrambe in considerevole crescita rispetto al minimo storico, rispettivamente nel 1881 e nel 1861. Intorno al 15% in meno rispetto al picco massimo si collocano Briatico (che guadagna, nel 2007, 45 abitanti, raggiungendo 4084 iscritti all’anagrafe, erano 4826 nel ’51) e Zambrone (più 4 nell’ultimo anno per arrivare a 1846 anime contro le 2129 del 1921). Ma c’è di peggio, e se Ricadi, per la costa, segna il suo massimo storico nel 2008, a Parghelia spetta la maglia nera con i suoi 1371 abitanti (-12 dal 2007) ed un meno 52,1% rispetto al picco massimo storico del 1901 (2860). Un tracollo. Ma è in buona compagnia, visto che Joppolo (+9 nel 2007), passando dai 4236 abitanti del 1921 agli attuali 2134, perde il 49,6%, e Nicotera, che nel 1911 contava ben 10816 residenti, ha perso il 40,3% della popolazione, passando a 6456 abitanti (-55 rispetto all’ultimo anno). Forse sarà per effetto dell’erosione delle coste. Come dire che anche al mare c’è chi ha i suoi guai. Chissà se qualche amministratore ci ha fatto caso. Chissà di chi le colpe. Chissà se si studiano rimedi.
da CalabriaOra (31 gennaio 2009) -p.39
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