Revocata la misura degli arresti domiciliari a Salvatore Niglia. Il ventenne, la sera del 18 dicembre 2008, era stato ammanettato perchè nelle vicinanze di una cabina adibita a spogliatoio in un lido balneare di proprietà della famiglia, erano state trovate piante di marijuana essiccate per un peso complessivo di 1,6 kg, nonchè una bilancia.
La Guardia di finanza, nel condurre le sue indagini, era risalita sino al giovane briaticese al quale, in sede di convalida, il pm Fabrizio Garofalo contestava il reato di detenzione di sostanza stupefacente con l'aggravante della ingente quantità. Aggravante, che, però, nella stessa udienza, veniva esclusa dal giudice Gabriella Luppoli.
Successivamente, l'avv. Giuseppe Bagnato, difensore di fiducia di Salvatore Niglia, presentava l'istanza di revoca degli arresti domiciliari. Nella stessa sottolineava, tra l'altro, che, essendo egli stesso presente al momento della perquisizione e del sequestro delle piante di marijuana, aveva potuto constatare che erano di qualità scadente e, di conseguenza, anche per il cattivo stato di conservazione, non potevano contenere una quantità di principio attivo superiore a quella prevista dai parametri della "tossicologia". Il giudice ha sostituito i domiciliari irrogando al Niglia l'obbligo della firma.
da La Gazzetta del Sud (13 febbraio 2009)
da La Gazzetta del Sud (13 febbraio 2009)
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