07 febbraio 2009

A FEDERICA

Camminavi su una distesa di sabbia

Onde i granelli osavano accollarsi tra loro,

a gruppi si dividevano, formando piccole orme

e tra esse emergevano bagliori di diamantite luci.



I passi solcati sul viso cocente della sabbia

Lasciavano orme che sembravano rincorrersi

Come appositamente tracciate , una , un’altra.

E allor che ti voltasti, vedesti che era te che cercavano.



Sempre piu’ veloci e piu’ vicine le vedesti alle tue spalle

E corresti, corresti veloce piu’ della gazzella

E ancor piu’ veloce corresti, con la furia di un tiepido vento

E udisti nelle tue vene, un sangue urlante pulsare.



ti girasti velocemente intorno, come se danzassi

e d’improvviso udisti, i respiri di un muto silenzio

Perdesti lo sguardo che come impazzito incomincio’ a ondeggiare

Tra i granelli, i riflessi e le milioni di orme.



Mai riuscivano a sorpassarti

E solo loro, leste ti seguivano

E tu, cosi’ piccola, mai riuscisti a rincorrerle

E per paura i tuoi respiri cominciarono a singhiozzare.



Girasti, girasti e ancora girasti

E vedesti te, persa al centro di una danza

Che le orme iniziarono a ballare

E con esse anch’tu prendesti a volteggiare.



Il cielo sopra i tuoi occhi, tacito osservava

Il sole difendeva le orme dalle buie ombre

Le tue mani impazzite , rabbiose le colpirono

Ma esse , mai si distrussero e ancora ti seguirono.



ti vedesti persa, sola e urlasti aiuto

Solo dei miseri gabbiani udirono i tuoi vagiti

E allora cadesti e ,atterrasti soffice

dov'era caldo e senza orme.



Appena scrutasti intorno con gli occhi stanchi

E ti vedesti sospesa sopra i primi increspi del mare.

La’ alcun orma piu’ ti pote’ seguire,

allor che sulla sabbia, solo li’ poterono sostare.



Il tuo nome urlavano , cercandoti impazzite

Urla disperate e furiose, ma tu sorda non volesti udire,

al cielo donasti il tuo corpo e la tua rassegnazione,

perche’ da esso venisti e ad esso sepesti di dover tornare.



Giusy Staropoli

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