09 gennaio 2009

Vibo-Pizzo, la stazione resterà chiusa tre mesi

Il tempo necessario per i lavori di ripristino del tratto fino a Mileto danneggiato da una frana durante l'ultima ondata di maltempo.A mobilitarsi i pendolari e i gestori del bar: vogliamo solo essere tenuti in considerazione

di Stefania Marasco

L'altoparlante non annuncerà nè arrivi nè partenze per un pò di tempo nella stazione di Vibo Pizzo. Circa tre mesi di stop, a partire dal 17 o dal 27 gennaio, durante i quali si lavorerà per ripristinare il tratto ferroviario, fra Vibo e Mileto, danneggiato da una frana, causata dall'ultima ondata di maltempo. Lavori che, quindi, faranno trasferire il traffico ferroviario sulla linea Vibo Marina - Tropea.
Questa la "quasi" notizia, sulla quale ancora non è stata fatta del tutto chiarezza, però. Perchè di avvisi, di annunci nella stazione non ce ne sono. A mobilitarsi, infatti, sono stati diversi pendolari, che stanno raccogliendo delle firme, e la famiglia che gestisce il bar della stazione. «Non sappiamo con chi parlare – ha spiegato Caterina Ceravolo – i nostri unici interlocutori sono quelli del Compartimento di Reggio Calabria. É giusto che si facciano i lavori, ma vorremmo solo essere tenuti in considerazione».
Più semplicemente, a Vibo Pizzo vorrebbero essere informati sulle date, sulla durata dei lavori, e sulle possibili alternative, su cui discutere, che possano andare incontro alle esigenze dei viaggiatori e dei gestori del bar. «Anche perchè – ha aggiunto la Ceravolo – se la stazione chiude per tre mesi, visto che io lavoro con i monopoli di stato, con la lottomatica, devo avere il tempo di disdire». Per i pendolari, invece, l'ipotesi avanzata, hanno spiegato, «è che si mettano degli autobus che colleghino Rosarno e Lamezia con Vibo, in modo che chi viaggia possa raggiungere lo stesso la stazione e prendere le automobili parcheggiate qui».
Il disagio, insomma, è tangibile, ma ad essere contestati non sono i lavori e questo i pendolari ci tengono a precisarlo. Vogliono avere voce in capitolo, vogliono che si sappia che come utenti hanno delle necessità, dettate dal lavoro, «la tratta di Vibo Marina – hanno spiegato alcuni viaggiatori – sicuramente non potrà reggere il traffico e saranno inevitabili ritardi e disagi, per questo chiediamo una soluzione che tenga in considerazione tutte le esigenze e le difficoltà. Per questo chiediamo che siano celeri a fare un programmazione da discutere insieme».
Un punto d'incontro, ecco la richiesta. Un appello che rivolgono, anche, al primo cittadino Franco Sammarco, al quale hanno chiesto di essere ricevuti, e al presidente della Provincia, Francesco De Nisi, «perchè questo – ha aggiunto Caterina Ceravolo – è un problema che riguarda tutta la comunità». Un sos rivolto, infine, anche al senatore Franco Bevilacqua.
Non una protesta, solo la legittima richiesta di essere coinvolti su una scelta che inevitabilmente si ripercuoterà su di loro. Perchè ai pendolari, che lavorano in città, non sarà concesso un permesso fino al ripristino della linea, alla famiglia che gestisce il bar non sarà dato un altro esercizio commerciale per colmare il tempo perso. E, forse, accendere i riflettori sulla stazione sarà un "toccasana" anche per la stessa, «visto che – ha concluso la Ceravolo – vive completamente abbandonata da tutti, nei giorni di festa non funzionava neanche l'altoparlante, le porte sono rotte ed è sempre isolata».
Il treno sta per passare, e prima che la città provincia, perda anche la stazione, sarebbe il caso di preoccuparsi e salirci almeno su questo treno.

da La Gazzetta del Sud (9 gennaio 2009)

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