di Cristina Iannuzzi

Nonostante in città come nel resto della provincia ci sia un numero elevato di elettrodotti, cabine di trasformazione, antenne per la telefonia mobile, ripetitori radio e tv, che fanno pensare ad un inquinamento elettromagnetico di notevoli dimensioni, la situazione è invece sotto controllo. È stato infatti accertato che il 95% delle apparecchiature elettromagnetiche presenti nel vibonese rientrano nei limiti di legge.

Nonostante in città come nel resto della provincia ci sia un numero elevato di elettrodotti, cabine di trasformazione, antenne per la telefonia mobile, ripetitori radio e tv, che fanno pensare ad un inquinamento elettromagnetico di notevoli dimensioni, la situazione è invece sotto controllo. È stato infatti accertato che il 95% delle apparecchiature elettromagnetiche presenti nel vibonese rientrano nei limiti di legge.
È il risultato dell'indagine condotta dalla EcoEngineering, la società romana specializzata nella rilevazione e nella mappatura delle fonti elettromagnetiche che ieri mattina ha presentato i risultati di un'indagine commissionata dall'assessorato provinciale all'Ambiente.
L'EcoEngineering negli ultimi quattro mesi ha censito tutto il territorio, con la rilevazione dei livelli di radiazione in alta e bassa frequenza. In particolare sono state monitorate 170 stazioni radio base per telefonia cellulare, 63 sorgenti tv e radio; 323 monitoraggi ad alta frequenza e 80 a bassa frequenza; per un totale di 4mila rilevamenti.
Dall'indagine sono emerse solo tre aree che superano i livelli di guardia: la zona del Castello, in via Pierpaolo Pasolini, dove insistono ripetitori radio e tv; a Santa Domenica di Ricadi, in prossimità dei ripetitori di alcune stazioni radio che trasmettono in FM; nonché un'area di Monte Poro e precisamente a Spilinga, in zona Curatolo.
In queste tre zone è stato rilevato un superamento dei limiti di legge che sfora di poco la soglia dei 6 volt per metro (nel caso di zone ad alta concentrazione di persone, come gli edifici pubblici), e di 20 volt per metro (nel caso di spazi aperti).
Per quanto riguarda, invece le onde a bassa frequenza (elettrodomestici, elettrodotti, linee elettriche) tutte le emissioni sono risultate a norma.
«Il censimento – ha rilevato l'assessore Francesco Marcianò – sarà ora messo a disposizione di tutti i Comuni che potranno consultarlo in qualsiasi momento per la concessione dei permessi per l'installazione di nuove fonti elettromagnetiche. Anche se questa ricerca – ha ribadito l'assessore – non esprime considerazioni di carattere medico, ci fornisce dati certi sui quali lavorare per escludere anche il minimo rischio per la salute pubblica».
Nel corso della conferenza stampa è stato inoltre evidenziato che tutti i comuni del vibonese sono sprovvisti dei regolamenti per l'insediamento degli impianti radioelettrici; strumenti di razionalizzazione urbanistica che consentirebbero di registrare localmente le fonti di inquinamento elettromagnetico, riducendo il rischio che in caso di installazione di nuovi impianti vengano superati i limiti di legge. All'incontro erano presenti il responsabile dell'ufficio provinciale per il risparmio energetico Franco Saragò e il consigliere comunale Pino Gambardella, presidente del Comitato per la salute pubblica.
da La Gazzetta del Sud (30 gennaio 2009)
-> Elettrosmog su Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Elettrosmog
da La Gazzetta del Sud (30 gennaio 2009)
-> Elettrosmog su Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Elettrosmog
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