08 febbraio 2007

La mappa delle cosche

Una grande “famiglia” e tante ‘ndrine satellite. Venti cosche in una provincia con meno di 200 mila abitanti, crocevia della ‘ndrangheta calabrese tra le piane di Gioia e di Lamezia, tra Reggino, Cosentino e Crotonese, tra fascia ionica e tirrenica.
Scritto da C.O.



Lo sforzo investigativo che in questi ultimi anni si è tradotto in maxioperazioni con centinaia di arresti e già decine di condanne passate in giudicato - grazie soprattutto al lavoro compiuto dalla Squadra mobile di Vibo Valentia guidata dal vicequestore Rodolfo Ruperti e dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Marisa Manzini - ha consentito alle forze inquirenti di tracciare una vera e propria mappatura delle consorterie ‘ndranghetiste esistenti sul territorio vibonese. La più potente, che assume la connotazione di “locale”, è quella di Limbadi-Nicotera, la famiglia Mancuso, alle quale rispondono tutte le altre ‘ndrine del Vibonese. Nella zona del Poro comanda la cosca degli Accorinti-Fiamingo, egemone nei comuni di Rombiolo, Zungri, Zaccanopoli, Cessaniti, Briatico e Spilinga. Nel comprensorio di Filadelfia, Francavilla Angitola, Monterosso Calabro, Pizzo e Polia sono gli Anello-Fiumara a gestire gli affari della malavita. I Bonavota-Petrolo-Patania, invece, sono egemoni sui comuni di Sant’Onofrio, Stefanaconi e Filogaso. I Bertucci, invece, estendono la loro influenza nei territori di Brognaturo e Simbario. I Ciconte su Serra San Bruno, Mongiana, Soriano e Sorianello. I Cracolici-Manco dominano nella zona tra Maierato e Pizzo. Mentre su San Gregorio d’Ippona, Ionadi, Cessaniti, Pizzo e Vibo città si estende il potere dei Fiarè-Gasparro. Nella zona delle Serre spadroneggia il clan Vallelunga, unitamente ai Loielo-Gallace. Nella zona delle Preserre, sui comuni di Dasà, Arena e Acquaro, è forte l’influenza dei Maiolo. I La Rosa, invece, gestiscono i traffici illeciti tra Tropea, Parghelia, Zambrone e Drapia. Nella città capoluogo i sodalizi di maggiore potere sono invece i Lo Bianco-Barba, i Mantino-Tripodi, i Pardea e i Pugliese. A San Calogero dominano i Mazzitelli, mentre a Mileto e San Costantino Calabro i Mazzolla. Nella zona dell’Alto Mesima, e in particolare su Dinami, la famiglia più potente è quella dei Morfei-Oppedisano, mentre i Pititto-Prostamo sono egemoni nel comprensorio di Mileto. I Soriano hanno invece la loro zona d’influenza a Filandari. Sopra tutte queste cosche vi è il “locale” dei Mancuso, che ha la sua base operativa tra Limbadi e Nicotera, ma che estende il proprio potere in tutto il territorio della provincia di Vibo Valentia.
Una rilevante densità mafiosa, dunque, per un territorio che mantiene le proprie propaggini criminali fino in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana, stringendo un forte legame con i clan Piromalli-Molé di Gioia Tauro, Pesce e Bellocco di Rosarno. Estorsioni, usura, narcotraffico, infiltrazioni negli appalti e nelle forniture, queste le attività grazie alle quali le cosche del Vibonese hanno sin qui rimpinguato le proprie casse, arrivando anche ad influenzare settori della politica e delle istituzioni. Un impero che, d’altronde, ha iniziato a vacillare con una serie di vaste operazioni che hanno finito con l’incidere sulla sua struttura, portando all’arresto di capi e gregari e accendendo i riflettori sugli spazi di influenza nel tessuto economico e imprenditoriale. “Genesi”, “Dinasty – Affari di famiglia”, “Rima”, “Odissea”, “Dinasty 2 – Do ut des”, e ancora “Pos”, “Asterix”, “Flash”, “Van Helsing”, “Mangusta”, “Senza respiro”… Operazioni compiute a ritmi regolari, che hanno scompaginato un assetto consolidatosi da trent’anni a questa parte, senza che vi fosse mai una efficace attività di contrasto. Ma dal 2000 in poi, l’arrivo a Vibo Valentia di unità investigative d’eccellenza e il lavoro compiuto dai pm Patrizia Nobile, prima, e Marisa Manzini, oggi, hanno scosso un sistema nel quale lo Stato progressivamente ha iniziato a riappropriarsi del suo territorio.

da CalabriaOra(07 febbraio 2007)

6 commenti:

Anonimo ha detto...

La ricostruzione dell'articolo, fatta dai pm e dalle unità investigative, è sempre stata conosciuta da tutti, bastava leggere un qualsiasi libro sulla 'ndrangheta dei primi anni 90.
Si scriveva in questi libri che in Calabria c'erano circa 5000 affiliati mafiosi. Su meno di 2 milioni di abitanti. E si ricostruivano le organizzazioni mafiose con nomi e cognomi. Nella provincia di Vibo dove ci sono circa 170000 abitanti, la percentuale sembrerebbe molto più alta. Facciamo adesso un ragionamento ipotetico, ma se fosse solo 1 su 200, avremmo circa 400 affiliati mafiosi nella provincia. Poniamo che solo 200 hanno un'influenza di tipo forte su 10 persone, e gli altri 200 un'influenza di tipo più debole solo su 5 persone, ci troveremmo con 200 affiliati e 3000 altri collegati, e questi avranno degli amici o dei parenti? ma sicuramente
quanti? Tenendo conto della vecchia struttura delle famiglie calabresi, almeno una trentina. Per cui dal nostro calcolo ipotetico risulta che circa 90000 persone sono in qualche modo mafiose. E le altre 80000, oneste, ma proprio oneste! Gli onesti riusciranno a vincere?
E chiedo a tutti: come riusciranno gli onesti a non fare a amicizia con i mafiosi? Ai posteri l'ardua sentenza.

PDNO

Fajettu ha detto...

Caro PDNO,

tra onesto e mafioso, come si intuisce dai tuoi calcoli, ci sono molte sfumature, e non credo che sia una questione chi vince tra onesto e mafioso, se credi che sia una vittoria non fare amicizia con o mafioso o con un amico dell'amico di un mafioso.

La questione è che, solo nel Vibonese, lo 0,24% della popolazione condiziona, e non poco, il restante 99,76% che sia amico, amico dell'amico, amico dell'amico dell'amico o onesto. Questa constatazione magari "sfugge" a chi dovrebbe intervenire per arginare la criminalità, ma personalmente quando fanno gli arresti "a mosca cieca" e annunciano: Abbiamo sgominato la cosca Tizia, non so voi, ma mi sento preso per il culo.

Anonimo ha detto...

Anch'io mi sento preso per il culo. Il mio commento si basava su un ragionamento ipotetico/statistico. Che può essere fatto da chiunque. La realtà come ben dici è difficile da afferrare basandosi solo sui numeri. Ma noi come possiamo influenzare questa visione sbagliata della nostra realtà? E ti chiedo ma nello 0,24 % ci metti pure i politici corrotti?

Cordiali saluti.

PDNO

Fajettu ha detto...

Ma noi come possiamo influenzare questa visione sbagliata della nostra realtà?

Non credo che scambiare un tipo di influenza con un'altra giovi alla nostra società, si rischia di passare dalla padella alla brace. L'unica cosa che si può fare è garantire alla gente i suoi diritti, quelli fondamentali. La gente a quel punto si regolerà di conseguenza, scegliendo quello che gli pare, in bene o in male.


E ti chiedo ma nello 0,24 % ci metti pure i politici corrotti?

No ma vista la loro posizione hanno più colpe di chi li corrompe.

Anonimo ha detto...

MA VI CHIEDO ,PERCHè SE UNO è FIGLIO HO UN NIPOTE O CUGINO O COGNATO, O COGNATO DEL CUGINO DEL NIPOTE DI UN BOSS ,E UN MAFIOSO!E AL CONTRARIO AL NORD ITALIA Sè UN NIPOTE DI UN ASSASSINO, è UNO QUALUNQUE SENZA COLPE?E POI
SE UNO è UN CARABINIERE E POI SI CONGEDA SAREBBE UN EX CARABINIERE ,VI CHIEDO COME SI CONGEDANO TUTTE QUESTE MIGLIAIA DI PERSONE INNOCENTI ?ANDANDO IN BRASILE NOOOOOOO SE VANNO IN BRASILE vUOL DIRE CHE SI STANNO ESPANDENDO !!!E IN CINA CI VENGONO PURE A ROMPERE I COGLIONI??NON Cè BISOGNO CHE CI METTIAMO 2 DITA IN BOCCA ,BASTA SOLO CHINARE LA TESTA X NON SPORCARCI LA CAMICIA ,CHE A SUA VOLTA E UNA CAMICIA che ha odore....INDOVINATE: di M.....A

Fajettu ha detto...

___________________________

Questo succede a causa della struttura della 'ndrangheta divisa in 'ndrine, ognuna di queste è una famiglia ben definita ed identificabile, gli appertenenti della stessa sono quelli riconosciuti come gli unici destinatari degli incarichi di maggior rilievo, chi è esterno alla famiglia è un semplice tirapiedi, è il sangue che determina chi sarai e non è una metafora. Quindi puoi immaginare le implicazioni e le conclusioni a cui arrivano gli inquirenti. Ovvio che sbagliano, del resto lo Stato finora mi pare che abbia solo perso e pure male.

SE UNO è UN CARABINIERE E POI SI CONGEDA SAREBBE UN EX CARABINIERE ,VI CHIEDO COME SI CONGEDANO TUTTE QUESTE MIGLIAIA DI PERSONE INNOCENTI ?ANDANDO IN BRASILE NOOOOOOO SE VANNO IN BRASILE vUOL DIRE CHE SI STANNO ESPANDENDO !!!E IN CINA CI VENGONO PURE A ROMPERE I COGLIONI??

Seguendo il tuo schema se si congedano diventano ex innocenti a questo punto è facile pensare che si stanno espandendo

NON Cè BISOGNO CHE CI METTIAMO 2 DITA IN BOCCA ,BASTA SOLO CHINARE LA TESTA X NON SPORCARCI LA CAMICIA ,CHE A SUA VOLTA E UNA CAMICIA che ha odore....INDOVINATE: di M.....A

non oso indovinare

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