26 maggio 2012

Un corteo silenzioso per Melissa Bassi


In piazza Municipio mons. Fiorillo (Libera) invita i ragazzi a non mollare e vivere senza dimenticare 
di Marialucia Conistabile

Il lungo corteo degli studenti per Melissa Bassi
Il rumore del silenzio, interrotto soltanto dal fruscio dei passi e da quello delle bandiere e dei palloncini. Le prime mosse dal vento, i secondi dagli studenti.
E per ricordare Melissa Bassi, la studentessa morta nell'attentato a Brindisi, sono arrivati in tanti. Tutti più o meno coetanei della ragazza, i quali hanno voluto che le uniche bandiere nel corteo fossero quelle di Libera. Un corteo, comunque, multicolore considerato che gli studenti vibonesi hanno gonfiato centinaia di palloncini che hanno mosso per la città, con particolare intensità in tre punti: davanti al Tribunale, all'ospedale e al Municipio. Un modo come un altro, certamente il più silenzioso, per dire ci siamo e con noi c'è Melissa, la tragedia che l'ha colpita e la voglia di continuare a parlare di lei, di riuscire a vedere il volto del suo assassino e a vivere per lei in un mondo meno violento e più giusto. Per ribadire – come don Luigi Ciotti ha già fatto e come ieri Alessia Ligato ha ripetuto – che ogni persona ha il diritto d'essere chiamata per nome. Un nome – quello di Melissa – che ieri è "risuonato" per le strade della città, nonostante il silenzio imposto al corteo. e mai come in questo caso a "parlare" sono state la presenza dei ragazzi e le parole scritte sugli striscioni. Con loro mons. Giuseppe Fiorillo e Matteo Luzza (entrambi di Libera), e la Cgil presente con il segretario generale e i segretari delle categorie.
Organizzata per telefono dalla nave della legalità – «perché anche Vibo voleva manifestare dopo quanto accaduto a Brindisi», ha ricordato Alessia Ligato, anche lei di Brindisi, ma ex allieva del Classico Morelli – l'iniziativa ha coinvolto numerosi studenti del Liceo classico, del Liceo artistico, del Liceo "Capialbi", dell'Itis, del Geometri e dell'Itc "Galilei".
Una volta in piazza Municipio le uniche parole sono state quelle pronunciate da mons. Fiorillo, il quale rifacendosi a un brano de "I fratelli Karamazov" ha incitato gli studenti a continuare a vivere per Melissa. Un refrain che si è potuto cogliere anche nelle dichiarazioni di Luzza – il quale ha ricordato le vittime di mafia – e nelle parole di Nicola Russo.

20 maggio 2012

Briatico. incendiate nella notte altre due auto della ditta Metacovering

Intorno alle 3 di stanotte un incendio, con molta probabilità di origine dolosa, ha distrutto un camion e un'automobile della ditta Metacovering, con sede a Briatico. Un autocarro e una Fiat Grande Punto sono stati dati alle fiamme durante la notte, ma non si tratta del primo episodio. Nella notte tra il 15 e il 16 maggio scorsi un'altra automobile , una Nissan, era stata bruciata nella frazione di San Leo, sempre nel vibonese. Prende corpo l'ipotesi di atto intimidatorio nei confronti di A.C., quarantotto anni, la signora titolare della ditta Metacovering. I Carabinieri proseguono le indagini per identificare i responsabili.

20 maggio 2012 - Fonte: http://www.ildispaccio.it/vibo-valentia/2901-vibo-incendiate-nella-notte-altre-due-auto-della-ditta-metacovering

14 maggio 2012

LA SOCIETA’ A.S. CITTA’ DI BRIATICO SCUOLA CALCIO MILAN APPRODA A MILANO


Siamo al primo anno di attività come società affiliata all’ A.C. Milan e un primo importante passo è stato compiuto approdando a Milano con sei dei nostri ragazzi che si sono distinti nell’anno Sportivo 2011/2012.
Al Cento Sportivo Vismara di Milano assieme a circa 50 ragazzi provenienti da tutta l’Italia hanno potuto lavorare con gli allenatori del settore Giovanile dell’A.C. Milan guidato dal famoso giocatore rossonero Filippo Galli.


Da sinistra verso destra.
Mattia Callipo 1998 (centrocampista difensivo), Francesco Caronzolo 1999 (centrocampista offensivo), Luigino Bruzzese 2001 (portiere), Christian Prestia 1998 (difensore sinistro), Kevin Scarmato 1999 (centrocampista), Francesco Grillo 1998 (attaccante)

Toni Scarmato Direttore Generale A.S. Città di Briatico Scuola Calcio Milan

10 maggio 2012

Briatico. Scioglimento, Franco Prestia contesta la relazione del Ministro Cancellieri.


Di Franco Prestia*


La commissione d’ accesso incaricata dal Prefetto, dopo sei mesi di indagine ispettiva, ha redatto la relazione che ha portato al Decreto con cui il Presidente della Repubblica ha disposto lo scioglimento per 18 mesi della mia Amministrazione.
Leggere le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del Consiglio Comunale di Briatico mi ha stupito e profondamente turbato perché, se pur è possibile che io abbia svolto la mia mansione di Sindaco con inesperienza e che, forse, avrei potuto fare di più e meglio, i principi su cui ho scelto di fondare tutta la mia attività mi impediscono di accettare che lo scioglimento sia stato determinato dalle ragioni descritte nella suddetta relazione.
Desidero, pertanto, chiarire ai lettori ed ai cittadini del mio Comune quale sia stato il mio modo di operare e quali i criteri che hanno ispirato la mia azione.
Occorre premettere che la Commissione (come da relazione allegata al Decreto del Presidente della Repubblica a me notificato il 24/01/2012) ha vagliato il periodo che va dal 01/01/2007 al 12/04/2011 mentre io mi sono insediato solo il 30 marzo 2010, ragione per cui, senza volere giudicare l’operato dell’Amministrazione che mi ha preceduto, ritengo opportuno fare riferimento solo al periodo in cui, nel ruolo di Sindaco, ho preso le mie decisioni, che sono pronto a spiegare e di cui assumo pienamente le mie responsabilità.
Tengo a precisare di non condividere la decisione di sciogliere la mia Amministrazione per ragioni che, per quanto trapela dal citato documento, non appaiono direttamente riconducibili all’attività svolta dalla stessa; seppure, in più punti del provvedimento, non manchino valutazioni superficiali, in quanto non supportate da elementi di riscontro, non idonee, pertanto, a rispecchiare in maniera veritiera lo stato dei fatti.
Ritengo che, al fine di attribuire alla relazione una consistenza ed una credibilità che difettano sotto il profilo sostanziale, si siano prospettati segnali di continuità tra l'attuale Amministrazione e quella del 2002, evidenziando già in questa la mia presenza e quella dell’ex vicesindaco, rispettivamente quali assessore al bilancio e consigliere comunale, ma omettendo di precisare che nulla è mai stato contestato ad entrambi ,sia sotto il profilo amministrativo, sia, men che meno, sotto il profilo penale.
Niente, dunque, che potesse fare apparire semplicemente non opportuna la nostra candidatura nella successiva competizione elettorale.
Nella relazione si fa riferimento a “concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi”; senza meglio specificare in che cosa consistano tali collegamenti ed in che modo sarebbe stato manifestato il condizionamento degli amministratori.
Si accenna a “legami tra gli amministratori e la locale consorteria criminale” tali da determinare una “situazione di palese condizionamento dell'attività amministrativa dell'Ente spesso esercitata in funzione degli interessi e delle regole della criminalità organizzata”, ancora una volta senza argomentare sul punto; ancora una volta omettendo di spiegare esplicitamente quali sarebbero i legami con la consorteria criminale e quando l’attività amministrativa sarebbe stata svolta in funzione degli interessi della predetta.
Si fa riferimento all’assunzione di soggetti con significativi precedenti penali” assunti a tempo determinato per la pulizia delle spiagge; su questo punto specifico tengo a soffermarmi, sia pur brevemente: non si è trattato né di una svista, né di una leggerezza né, tantomeno, della scelta di agevolare soggetti legati a nuclei malavitosi, ma di una scelta consapevole e voluta, di affidare quell’incarico a due fratelli, in disagiate condizioni economiche, che necessitavano e volevano lavorare; “macchiati” dalla colpa di avere venduto pesce da ambulanti senza nessuna licenza e/o autorizzazione, per sbarcare il lunario.
Si contesta “l’assunzione, da parte della cooperativa chiamata a gestire il servizio di scuolabus di Briatico, di quattro soggetti, due dei quali sono risultati collegati alla criminalità locale da stretti vincoli familiari mentre, per uno dei suddetti, sussistono anche vincoli di parentela con un consigliere di maggioranza a sua volta legato all'ambiente criminale”.
Premettendo che, con riferimento al caso specifico, nessuna assunzione è stata fatta dal Comune, ma dalla cooperativa affidataria, (L'altra Italia di tipo “b”, con sede in Vibo Valentia), secondo criteri che la stessa è libera di applicare in base alle norme del proprio Statuto, sorprende la circostanza che si critichi l’operato dell’Amministrazione e non si tenga in alcuna considerazione (anche ai fini della valutazione sull’eventuale scioglimento!) che l’incarico è stato affidato per un importo di € 57.000,00, contro una spesa dell’anno precedente di circa € 120.000,00 con un risparmio per l’Ente di circa 60.000,00.
Si critica la “l'assoluta discrezionalità del Sindaco nella scelta, effettuata senza alcuna effettiva valutazione delle professionalità richieste in relazione all'incarico da affidare e dei requisiti attitudinali dei candidati, che ha portato all'inserimento nell'ufficio di parenti di amministratori di cui uno ritenuto contiguo al massimo esponente della criminalità locale”.
A fronte di tali affermazioni, che mi interessano personalmente, devo rilevare che la mia Amministrazione ha, viceversa, indetto un bando pubblico (prot. 348 del 14/01/2011) per l’ufficio finanziario richiedendo due unità lavorative (un laureato ed un ragioniere).
La procedura è stata regolarmente eseguita, come da iter legislativo ex art. 110, comma 1, D. Lgs. 18/08/2000, n. 267; il bando e’ stato pubblicato su internet e una copia e’ stata inviata anche a vari comuni della provincia di VV per la successiva pubblicazione all’albo pretorio.
Le domande pervenute sono state esaminate in base ai criteri contenuti nel bando ed alla legge, in armonia con le esigenze del Comune e sono stati scelti due professionisti, per una spesa complessiva mensile di € 1.600,00 (equivalente a quella precedentemente sostenuta dall’Ente per un solo professionista, andato in pensione).
Non è dato comprendere quale sia stato il danno arrecato all'Ente, soprattutto ove si consideri che
gli incaricati, in meno di sei mesi, hanno riordinato l'ufficio finanziario del Comune, portando a conoscenza dell’Amministrazione l'enorme quantità di debiti, circa 15 milioni di euro e un'anticipazione di cassa della banca, per gli anni precedenti, non spettante per € 900.000.00 circa(!).
Quanto alla “elargizione di contributi effettuata pur in presenza di grave situazione di indebitamento del Comune”, rilevo che nell’anno 2010 abbiamo dato contributi a tutte le feste parrocchiali, all'infiorata di Potenzoni, al festival S. Costantino, al raduno dei giganti a Sciconi, al giorno della memoria nonché all’unica società sportiva presente sul territorio, per un contributo massimo concesso di € 2.000,00, con regolari impegni di spesa e copertura finanziaria; il tutto puntualmente documentato da atti presenti al Comune.
Inoltre, a Natale 2010 e' stato fatto un avviso pubblico per le famiglie bisognose a cui e' stato dato un contributo massimo di € 150,00 per famiglia, per un totale di € 2.650,00, di cui € 2.000,00, non previsti in bilancio in quanto donati dalla società' Italcementi a scopo sociale.
Sarebbe stato sufficiente leggere gli atti e aspettare l’inserimento delle somme nel successivo bilancio per verificare tutto ciò.
Voglio inoltre far presente che tali contributi non sono stati donati per l'anno 2011 perché venuti a conoscenza della grave situazione di indebitamento dell'Ente.
In relazione alla procedura attivata per la manutenzione ordinaria di due edifici scolastici affidata ad “una impresa di fiducia, per la quale sono stati poi accertati condizionamenti mafiosi da parte della prefettura”, premesso che la mia Amministrazione non ha disposto nessun lavoro di somma urgenza ma ha semplicemente fatto un affidamento diretto a due imprese, osservo che le imprese scelte sono state chiamate sulla base dell’albo esistente in Comune delle ditte di fiducia che collaborano con l’Ente.
Preciso inoltre che, alla notifica ricevuta da parte della Prefettura, l'Ufficio Tecnico del Comune di Briatico ha tempestivamente revocato l’affidamento del lavoro alla ditta.
Ed anche per quanto attiene il servizio di refezione scolastica 2010/2011, ritengo che nessuna irregolarità possa evincersi dalla sola circostanza che una impresa si sia aggiudicata un appalto per tre anni consecutivi, anche considerando che in altri comuni della provincia di VV la stessa ditta svolge il servizio da diversi anni con elevata professionalità.
Anche in merito alle denunciate irregolarità in tema di gestione urbanistica del territorio, noto che la relazione pecca di mancato approfondimento in ordine alle attività promosse e poste in essere dall’Amministrazione Comunale al precipuo fine di ottimizzare gli strumenti a disposizione per una corretta gestione del territorio ed il contrasto al fenomeno dell’abusivismo edilizio.
A tal fine, l’Amministrazione Comunale ha concluso un accordo con la Stazione dei Carabinieri di Briatico, il corpo dei Vigili Urbani e l’Ufficio Tecnico che prevedeva l’uscita congiunta al fine monitorare il territorio e controllare le segnalazioni pervenute.
Ecco, in sintesi, quello che abbiamo fatto in 18 mesi di Amministrazione Prestia: abbiamo aperto e utilizzato i locali della protezione civile come sede del corpo dei vigili urbani , e del C.i.l.o. (ufficio di collocamento), una scuola serale per licenza media inferiore per italiani e stranieri, e inoltre sede di guardia medica. Abbiamo installato pannelli fotovoltaici su quattro edifici scolastici del comune con fondi regionali per € 120.000, abbiamo appaltato l'isola ecologica a San Costantino per € 110.000; sono quasi completati i lavori di ristrutturazione della sala mensa della scuola media e messo in sicurezza altri locali della stessa per € 150.000.
Sono invece presso la stazione unica appaltante della provincia di Vibo Valentia, l’ammodernamento dell'asilo nido di San Leo insieme al comune di Zambrone, la strada del mare (dal fiume Murria al Dolomiti) 90.000 euro; la scuola materna di San Costantino progetto finito per 350.000 euro; la messa in sicurezza dei depuratori di Sciconi-Conidoni, Briatico e San Costantino euro 900.000 la progettazione è in corso; 800.000 per risanamento della costa; questi progetti e lavori sono tutti con finanziamenti regionali e comunitari quindi senza ricorrere alla famigerata cassa depositi e prestiti.
Ebbene, la Relazione conclude affermando che “l’attuale amministrazione non solo non ha adottato misure per garantire il risanamento e per assicurare una conduzione amministrativa funzionale agli interessi della collettività Briaticese ma, con il suo comportamento ha aggravato la già difficile condizione dell'Ente, precaria anche sotto il profilo finanziario. Tale realtà ha poi portato, il 28/09/2011, alla dichiarazione dello stato di dissesto e alla conseguente nomina del commissario straordinario di liquidazione”.
Mi vedo costretto a contestare con fermezza tali considerazioni.
Nella relazione mi sarei aspettato di leggere fatti, episodi specifici, tali da indurre a sciogliere un Consiglio Comunale, democraticamente eletto dalla cittadinanza.
Invece, amaramente noto una tendenza a contestare scelte politiche.
Avrei potuto sopportare la contestazione di errori di valutazione, scelte errate, ma non certo di atti illegittimi che possano aver favorito la criminalità organizzata, oppure di atti stipulati perché condizionato dall’ambiente malavitoso.
Fermo restando che posso avere commesso degli errori nella gestione della cosa pubblica affidatami per la fiducia in me riposta dagli elettori, e che di tali errori, che mi aspetto siano contestati in maniera chiara ed esplicita, sono pronto ad assumermi ogni responsabilità, per la convinzione che mi ha animato nello svolgimento del ruolo di Sindaco, rappresento che, durante il periodo della Amministrazione da me presieduta, il Comune ha risparmiato decine di migliaia di euro, adottando una politica volta al maggior risparmio possibile nel rispetto delle esigenze dei cittadini.
Come si poteva pensare realisticamente che, in un solo anno di amministrazione, si sarebbero potute sanare le casse comunali?
I debiti fuori bilancio ammontano ad € 2,6 milioni circa e altri 12 milioni sono di spese correnti, siamo a circa 15 milioni di euro di debiti, valutati per difetto.
Nel ribadire che il tutto è venuto alla luce anche grazie all'alta professionalità dei collaboratori dell’ufficio finanziario, che colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta, posso affermare con certezza e senza tema di smentite che la mia Amministrazione mai avrebbe potuto risanare, in poco più di 18 mesi di attività, la gravissima situazione economica del Comune, da noi sfortunatamente ereditata dalle precedenti Amministrazioni.
È stato fatto tutto quello che era possibile per tutelare gli interessi della collettività Briaticese.
Per la lotta all'evasione e il recupero di crediti sono stati promossi ed attivati diversi progetti.
Ne è stato avviato uno di “censimento utenze” per il servizio idrico integrato: in particolare, è stato costituito un gruppo di lavoro composto dai funzionari dell'ufficio tecnico e dell'ufficio finanziario coadiuvati da un membro esterno di comprovata esperienza nel campo. Questo progetto e' il primo ad essere eseguito nella provincia di V.V.
Inoltre, l’ufficio tecnico, con la cooperazione dell'ufficio finanziario, ha inviato solleciti di pagamento (con applicazione delle sanzioni previste dalla legge) per gli oneri di urbanizzazione (rateizzate con fideiussioni) e permessi a costruire rilasciati nel periodo dal 2001 al 2011, poiché avevamo notato che detti oneri, quantificati provvisoriamente, a costruzione ultimata non venivano saldati, con conseguente mancato introito alle casse comunali.
Inoltre, sono state stipulate convenzioni per quanto riguarda il servizio idrico ed il recupero di Ici e Tarsu non versate.
È evidente che tali iniziative, seppure di significativa importanza, non potessero essere sufficienti a far fronte alla profonda crisi di liquidità in cui versa l'Ente.
Pertanto, dopo aver consultato validi professionisti e vista l'impossibilita' di assicurare il livello minimo dei servizi essenziali, previa relazione del Revisore dei Conti, si è giunti alla inevitabile determinazione di ricorrere alla dichiarazione dello stato di dissesto dell'Ente.
Ritengo che una più attenta lettura delle delibere di giunta e di consiglio avrebbe potuto e dovuto portare ad una conclusione diversa.
Perdonatemi la frase, ma sono tremendamente offeso da quanto riportato nella relazione di scioglimento e rinnego con forza il suo contenuto.
A questo punto vorrei chiedere scusa ai miei concittadini dei disagi che forse, non volendo, posso avere provocato e poi vorrei fare una riflessione politica.
La nostra provincia e' formata da 52 comuni, alcuni amministrati dal centro sinistra altri dal centro destra, altri ancora da liste civiche. Di questi, 10 sono stati sciolti (alcuni anche 2 volte) altri lo saranno e persino l’ASL è commissariata, quasi tutti per infiltrazione mafiosa.
Rivolgendomi quindi ai nostri politici tutti, vorrei proporre un tavolo di discussione per parlare delle proprie esperienze, raccogliere suggerimenti, confrontarsi con il cittadino, collaborare per cercare una adeguata soluzione al problema. Dobbiamo avere il coraggio di dire come la pensiamo e prendere atto che lo scioglimento è un grave danno alla cittadinanza. L’organo giudiziario deve rimuovere le persone che realmente possano determinare lo scioglimento e lo stesso Comune dovrebbe potersi costituire parte civile contro chi ha mal governato la cosa pubblica.

* Ex Sindaco del Comune di Briatico

08 maggio 2012

Localizzato e catturato Mommo Macrì


Per sfuggire ai carabinieri avrebbe tentato di raggiungere un nascondiglio ricavato dietro una lavatrice 
di Marialucia Conistabile
Domenico Macrì "accompagnato" da due carabinieri


È finita a mezzogiorno di ieri la latitanza di Domenico Macrì (detto Mommo), 28 anni non ancora compiuti. Coinvolto nell'operazione "The goodfellas" (del 31 maggio 2010) è stato condannato in primo grado e con rito abbreviato a 4 anni e 8 mesi. Insieme agli altri imputati implicati nella stessa operazione è accusato di associazione per delinquere, estorsioni e detenzione di armi. Reati aggravati tutti dalle modalità mafiose (art. 7).
Per dieci mesi il giovane, ritenuto organico alla cosca Lo Bianco-Mantella, era riuscito a farla franca e a sfuggire a polizia e carabinieri che cercavano di fargli attorno terra bruciata. Ma ieri a "servirgli il pranzo" sono stati i militari della Compagnia e della Stazione di Vibo Marina i quali sono riusciti a localizzarlo e bloccarlo, nell'ambito dell'operazione "Cincinnato" – coordinata dal cap. Stefano Di Paolo, comandante della Compagnia – senza dargli il tempo di una benché minima reazione. Tant'è che il ventottenne si è reso conto della presenza dei carabinieri soltanto quando questi hanno sfondato la porta di una palazzina a tre piani nel quartiere Pennello, da tempo disabitata, dove si sarebbe trovato da alcuni giorni. E proprio la possibilità di un suo veloce spostamento ha indotto i carabinieri a intervenire subito. Il maresciallo Riccardo Astorina, comandante della Stazione di Vibo Marina, infatti, aveva avuto sentore di un probabile "cambio" di covo del ventottenne.
Al momento dell'irruzione dei carabinieri il giovane avrebbe tentato di raggiungere un seminterrato trovandosi però sulle scale altri militari. Alla loro vista avrebbe esclamato: «Non sparate, non scappo», prima di consegnarsi. Comunque non è escluso che, se avesse avuto il tempo di arrivare nel locale, probabilmente, Macrì sarebbe riuscito, ancora una volta, a sfuggire alla cattura. Dietro una lavatrice sistemata in un bagno, infatti, dopo due ore di ricerche, gli uomini dell'Arma hanno rinvenuto un anfratto realizzato per consentire a una persona di entrarci e nascondersi.
Nell'abitazione dove Mommo Macrì è stato localizzato, risultata di proprietà di un congiunto da tempo defunto, non sono state trovate armi, ma soltanto generi alimentari, qualche indumento e altro materiale che è stato posto sotto sequestro e che potrebbe aiutare gli investigatori nell'individuazione della rete di fiancheggiatori che ha protetto, così a lungo, la latitanza del ventottenne, anche perché – da quanto ipotizzato – non si sarebbe mai spostato dal Vibonese.
I particolari dell'operazione – il cui esito è stato accolto con soddisfazione dal procuratore della Dda Vincenzo Lombardo e dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli – sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa tenuta dal tenente colonnello Daniele Scardecchia, comandante provinciale dei carabinieri, dal capitano Di Paolo e dal maresciallo Astorina.
Nel luglio dello scorso anno Domenico Macrì era riuscito a sottrarsi all'arresto, lanciandosi da una delle finestre dell'abitazione. Era destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a seguito del pronunciamento del Tribunale del riesame. In pratica i fermi disposti il 31 maggio 2010 – nell'ambito dell'operazione "The goodfellas" – dalla Dda erano stati convalidati dal gip distrettuale che aveva firmato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per 10 degli indagati. Successivamente però il Tdl di Catanzaro aveva annullato la precedente ordinanza aprendo così le porte del carcere per molte delle persone coinvolte. Una decisione quest'ultima oggetto anche di interrogazioni parlamentari. Contro le scarcerazioni, comunque, la Dda di Catanzaro aveva proposto ricorso per Cassazione che ha annullato, con rinvio ad altra sezione del Tdl, il provvedimento del Riesame. Un nuovo Tdl si è così pronunciato sull'ordinanza cautelare firmata a giugno 2010 dal gip distrettuale Tiziana Macrì, riconoscendone la solidità degli elementi probatori, frutto del lavoro investigativo svolto dalla Squadra mobile vibonese, e disponendo .


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