21 febbraio 2012

Calabria/Regione: consiglieri opposizione, no a iniquo piano Carime-Ubi


20 Febbraio 2012 - 13:49

(ASCA) - Reggio Calabria, 20 feb - ''In data 4 gennaio 2012, il Gruppo Ubi-Carime ha resi noti, attraverso la presentazione del proprio Piano Industriale, gli interventi che intende attuare sulla propria rete commerciale a partire dalla fine del mese di febbraio. Tali interventi prevedono la chiusura di 23 minisportelli di cui 11 ubicati in Calabria ed in particolare nella provincia di Cosenza''. Lo rilevano, in una interrogazione al Presidente della Regione Calabria, i consiglieri regionali Carlo Guccione (Pd), Domenico Talarico (Idv) e Ferdinando Aiello (Sel).

''Tra gli sportelli interessati alla chiusura sono previsti - sostengono i consiglieri - quelli dei Comuni di Grimaldi, Rocca Imperiale marina, Cutro, Francavilla Marittima, Carolei, Squillace, Gioiosa Jonica, Delianova, Briatico, Bovalino, Molocchio dove la Carime opera da tempo; nel Comune di Grimaldi, in particolare, la filiale Ubi-Carime opera da circa 72 anni e l'immobile in cui e' ubicato e' di proprieta' della stessa banca; tale filiale svolge anche servizio di tesoreria per lo stesso Comune di Grimaldi e per i Comuni viciniori di Belsito, Malito e Altilia; la massa dei depositi e degli investimenti e' sempre stata attiva''.

''Questa decisione - sostengono - costringera' l'utenza zonale a rivolgersi allo sportello di Rogliano, creando pesanti ed evidenti disagi alla clientela nonche' ulteriori costi aggiuntivi per imprese e famiglie in tempi non facili, a causa della perdurante crisi economica in atto; lo stato di progressivo depauperamento dei servizi in un'area gia' fortemente penalizzata come quella del Savuto incide pesantemente anche sulla qualita' della vita dei residenti di tale area''.

''Lo sproporzionato numero di chiusure di sportelli in provincia di Cosenza e in Calabria e la successiva trasformazione di alcuni di essi in mini sportelli non appare in alcun modo giustificabile, poiche' la stessa UBi-Banca non ha fornito, finora, a giustificazione ed a sostegno di tale decisione, nessun dato riguardante l'operativita' delle filiali e la loro redditivita'. Cio' avviene in un quadro in cui in Calabria il costo del denaro e' il piu' alto d'Italia e che, nel corso del 2011, la nostra e' stata la regione in cui si e' registrato il calo piu' sensibile della concessione di crediti alle imprese; tale manovra si appaleserebbe, quindi, come un chiaro segnale di marginalizzazione e ridimensionamento della presenza di UBI nel Mezzogiorno e come un vero e proprio atto di disimpegno nei confronti del territorio calabrese, dimenticando di aver ereditato la grande storia della Cassa di Risparmio che per decenni ha operato con grandi successi nella nostra regione''.

I tre consiglieri Chiedono di '' sapere quali iniziative urgenti ed improcrastinabili si intendono assumere nei confronti del Gruppo UBI-Carime per scongiurare l'attivazione in Calabria di un Piano Industriale discriminatorio, iniquo e dannoso, che andrebbe solo ad impoverire e marginalizzare ulteriormente un tessuto economico regionale gia' fortemente indebolito e penalizzato dalle ''rapine'' e dagli ''scippi'' continui dell'ex Governo Berlusconi-Tremonti''.


fonte: http://www.asca.it

19 febbraio 2012

Una lettera per te Aldo


Dopo la partita Reggina-Empoli, Mariella Epifanio, cognata del compianto Aldo Ferraro, operaio 33enne morto nel cantiere della diga sul Menta a Reggio Calabria travolto da un muro di cemento, scrive:

Ho visto ciò che tu vedevi con i tuoi occhi; ho sentito ciò che tu sentivi ogni domenica con le tue orecchie e con il tuo cuore. Stadio Granillo, un immenso campo da gioco verde; i giocatori amaranto correre da un capo all’altro per vincere; i tamburi e i canti di incitazione di quella splendida gente reggina, gente con un cuore grande come pochi. Gente che conoscevi benissimo e amavi perché da 4 anni ormai, vivevi più con loro che con noi.
Il cuore batteva forte a pensare che li, ogni domenica c’eri tu. Che esultavi, che godevi di ogni azione della tua squadra del cuore. E batteva ancor più forte a pensare il tuo piccolo Lorenzo in campo col capitano della Reggina Bonazzoli e con gli altri campioni. La confusione e lo stordimento erano all’apice,  fino al momento in cui non ho visto visto Lorenzo in braccio ad un giocatore dell’Empoli, Stovini, ex giocatore della magica Reggina quando era in serie A (così mi hanno detto. Io di calcio non ne capisco niente).
Escono dagli spogliatoi con Lorenzo in braccio. Lorenzo indossava fiero e con un po’ di timidezza quella divisa che anche tu hai sognato di potergli vedere un giorno addosso. Era bello come il sole. Aveva scritto dietro “Ferraro” e portava il tuo numero, quello che indossavi sempre quando giocavi a calcio: il 9! Lo hanno  adagiato delicatamente a terra. Lui guardava davanti a se imbambolato e intimorito. I componenti delle due squadra si sono salutati passandosi vicino e ognuno di loro, passando vicino al tuo Lorenzo, lo accarezzavano sulla testa. 


E’ un immagine che mi da un’emozione immensa, che mi stringe il cuore. Il quella carezza sul capo, c’è tutto l’amore che, tutti coloro i quali ti hanno conosciuto e tutti coloro i quali hanno sentito parlare di te senza conoscerti, vogliono dare al tuo Lorenzo e alla tua Gabriella. Sai, terminati i saluti tra di loro, mica voleva venirsene Lorenzo fuori dal campo? Sembrava estasiato, come se volesse godere ancora di quel campo verde meraviglioso. Poi, lo ha preso in braccio il capitano della Reggina Bonazzoli e lo ha accompagnato da Gabriella a bordo campo. Le ha donato un fascio di fiori mentre l’altoparlante spiegava che quella partita sarebbe stata dedicata a te, ai due anni dalla tua scomparsa, in quel campo dove tu vivevi da tifoso della reggina, li in quella terra dove per lavoro, avevi lasciato la tua meravigliosa e gioviale vita. Hai visto Aldo che bella cosa ti abbiamo organizzato? E chissà se anche qua ci avrai messo qualcosa di tuo,… se volevi vedere insieme la tua famiglia e i tuoi migliori amici al Granillo?... Sapevi farti amici tutti, non ti sarà di certo stato difficile farteli anche li dove sei ora… Molti dei tuoi migliori amici sono venuti al Granillo, anche chi allo stadio non ci era mai andato e ora lo ha fatto per te. E altri apposta per vedere tuo figlio in campo, sono venuti  in aereo. Vedi carissimo Aldo, tante sono le persone che ti amano e amano ciò che tu hai lasciato di te in mezzo a noi: Lorenzo e Gabriella. Semplicemente perché eri un vero amico, una delle rare persone sincere e amabili esistenti in questo mondo.
Guardo e riguardo tutte le foto che sono state scattate in quel momento e piango per quello che è stato e che poteva essere, per questo meraviglioso gesto che la Reggina Calcio ci ha onorato di vivere li in tuo ricordo. Sono orgogliosa di averti avuto come cognato-fratello! Siamo stati tutti orgogliosi di vedere il tuo Lorenzo in mezzo ai tuoi campioni.
L’immagine che avrò per sempre nella mia mente di questo evento? Il tuo piccolo Lorenzo in mezzo a quel campo immenso e tutti i giocatori passargli vicino, sorridergli e accarezzargli il capo. E Gabriella li, accanto a lui, orgogliosa di te e di vostro figlio.
T’avevo fatto un giuramento e lo porterò avanti fino a quando avrò vita.
Ciao Aldo
MARIELLA EPIFANIO

14 febbraio 2012

'I Giganti di Lorena Costa' di Salvatore Libertino

Briatico un Comune senza scampo


L'Ex sindaco Prestia - al centro - all'opera nel maggio 2010

A leggere tutto di un fiato le motivazioni per il quale il Comune di Briatico è stato sciolto si rischierebbe di rimanere increduli. Un paese di mafiosi presunti o affermati. Chiunque in pratica ha beneficiato di posti di lavoro, di appalti e di interessi in quanto referente, parente o affine a questa o a quella consorteria. Non solo dei “locali”, ma anche dei “forestieri”. Come nel caso di uno dei quattro autisti dello scuola-bus, legato da stretta parentela “con un pregiudicato arrestato, nel luglio 2010, nel corso dell'operazione antimafia “Crimine”. Un Comune, dunque, in balia della criminalità organizzata, dove addirittura ci potrebbe essere anche lo zampino di personaggi di levatura criminale internazionale. Ovviamente, questo forse centra poco o niente, ma tale e tanta è la mole di informazione arrivata sulla scrivania della Prefettura di Vibo Valentia negli scorsi mesi che nell'affaire Briatico tutto fa brodo.

L'incipit della relazione di Anna Maria Cancellieri
“Il Comune di Briatico (…) presenta forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che compromettono la libera determinazione e l'imparzialità dell'amministrazione, il buon andamento de il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio per lo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica. (…) Nel documento si da atto di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti e indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale. (...) In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi".

“Concreti, univoci e rilevanti”
Più che delle frequentazioni e delle amicizie tra amministratori e capiclan locali, quello che più interessa all'interno di una dinamica complessiva del decreto di scioglimento sono, o dovrebbero essere, i vantaggi avuti da terzi nel naturale modus operandi dell'amministrazione, secondo un principio di “do ut des”. E' il caso delle assunzioni a tempo determinato per la pulizia delle spiagge nel luglio 2010 di “soggetti con significativi precedenti penali, collegati all'ambiente malavitoso locale, disposte, su interessamento di amministratori in carica, senza ricorrere agli ordinari criteri di selezione”. E' il caso dell'assunzione di “quattro soggetti, due dei quali sono risultati collegati alla criminalità locale da stretti vincoli familiari” in occasione del reclutamento di personale per il servizio scuola-bus. E' il caso dei due, “di cui uno ha precedenti pensali e frequentazioni con soggetti malavitosi”, letturisti della Sorical. E' il caso del personale reclutato per per l'espletamento dei servizi di raccolta differenziata, il quale “vantava documentate frequentazioni di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata”. E' il caso delle due unità necessarie alla conduzione e alla gestione dell'ufficio finanziario, “di cui uno ritenuto parente di un amministratore contiguo al massimo esponente della criminalità locale”. E' il caso del reclutamento da parte dello staff del sindaco “di una persona vicina all'ambiente delinquenziale locale”. E' il caso de ”l'elargizione di contributi in favore di ditte legate o vicine al più volte referente locale”. E' il caso della ditta incaricata per il terzo anno consecutivo alla refezione scolastica e “riconducibile alla locale consorteria”. E poi piani spiaggia, mai approvati a dire il vero, pilotati e lottizzazioni (Brace-Anticaglia) “anormali”. Insomma, se tali personaggi sono espressione di altrettanti personaggi, va da se che Briatico è quasi totalmente colluso. Almeno per una questione di numeri e di logica.

La “famigerata” banda Prestia
Pochi mesi di amministrazione Prestia sono bastati per mettere di nuovo a soqquadro l'intero establishment briaticese. Nonostante la commissione di accesso agli atti avesse preso possesso della documentazione a partire dal 2007, nella relazione del miniterno non vengono neanche menzionati i punti oscuri, venuti alla luce dopo l'analisi del revisore dei conti, dell'epoca Andrea Niglia. Così, i 12 milioni ed oltre di buco hanno lasciato il posto ad altri fatti, certamente importanti, ma meno compromettenti al pari "di un falso in bilancio", "di alcune distrazioni di fondi", "di anticipazioni di cassa fuorilegge", di diversi atti ingiuntivi e pignoramenti ai danni del Comune e di molto altro. Ma questa, forse, è un altra storia.

Angelo De Luca - 10 febbraio 2012

12 febbraio 2012

Briatico «Apparato burocratico caratterizzato da strette parentele e contiguità con i clan»


La relazione prefettizia mette in luce una gestione improntata da irregolarità gravi, diffuse e reiterate 
di Giuseppe Baglivo
Novembre 2011. Il Prefetto Latella consegna "con molta cautela" la targa antimafia al Vicesindaco La Gamba
È una relazione dettagliata quella firmata dal Ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, che accompagna il decreto presidenziale con cui il 21 gennaio sono stati sciolti gli organi elettivi del Comune di Briatico per infiltrazioni mafiose. L'Ente sarà guidato per 18 mesi dai viceprefetti Giuseppina Valenti e Pasquale De Lorenzo, e dal funzionario economico-finanziario, Francesca Iannò.
La relazione spiega che l'accesso agli atti del Comune è stato disposto dal Prefetto il 12 aprile scorso a seguito di accertamenti delle Forze dell'ordine «avviati anche in relazione ai numerosi esposti riguardanti sia l'amministrazione appena eletta, sia la precedente», cioè l'amministrazione del sindaco Francesco Prestia e quella del predecessore, Andrea Niglia. La relazione prefettizia – datata 3 novembre 2011 – costituisce quindi «parte integrante» della proposta di scioglimento del Consiglio comunale avanzata dal Ministro poiché nella stessa «si dà atto di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti degli amministratori con la criminalità organizzata di tipo mafioso», e con un «ambiente politico-amministrativo fortemente compromesso in una gestione caratterizzata da irregolarità gravi, diffuse e reiterate, anche risalenti nel tempo».
La relazione evidenzia infatti «segnali di continuità» fra l'attuale amministrazione Prestia e quella guidata dal sindaco Costantino Massara – anche questa sciolta per infiltrazioni mafiose nel marzo 2003 –, posto che «il sindaco e vicesindaco attuali» – Francesco Prestia e Massimo La Gamba – «avevano rivestito, rispettivamente, le funzioni di assessore al Bilancio e di consigliere comunale di maggioranza nel Consiglio comunale allora disciolto». Una fitta rete di parentele e contiguità con esponenti dei clan locali caratterizzerebbe per il ministro l'apparato burocratico del Comune ed il consiglio comunale con «documentate frequentazioni di alcuni membri della giunta e del Consiglio dell'attuale amministrazione con il principale referente della cosca, talora sfociate in relazioni amichevoli o rapporti di lavoro fra il predetto esponente della criminalità, o società al medesimo riconducibili, e parenti degli amministratori».
I condizionamenti della criminalità, del resto, sarebbero molteplici. Per la pulizia delle spiagge gli amministratori in carica hanno infatti «formalizzato in via d'urgenza nel luglio 2010», e senza ricorrere «agli ordinari criteri di selezione», l'assunzione a tempo determinato di soggetti «con significativi precedenti penali, collegati all'ambiente malavitoso locale ed al referente della cosca egemone». La cooperativa che gestisce a Briatico il servizio di scuolabus comunale avrebbe invece assunto due soggetti legati «da stretti vincoli familiari alla criminalità locale».
Uno di questi sarebbe inoltre parente «di un consigliere comunale di maggioranza, a sua volta legato all'ambiente criminale», mentre un altro avrebbe legami familiari «con un pregiudicato arrestato a luglio 2010 nell'operazione antimafia "Crimine"». Frequentazioni con malavitosi, oltre che precedenti penali, anche per un soggetto assunto nel servizio idrico, mentre «il modus operandi del Comune ha confermato modalità già poste in essere dalla precedente amministrazione per le assunzioni nella pulizia delle spiagge nella stagione balneare 2008 e per l'espletamento della raccolta differenziata».
Anche in quell'occasione, gran parte del personale reclutato «vantava documentate frequentazioni» con esponenti delle cosche. «L'assoluta discrezionalità del sindaco nella scelta di unità per l'ufficio finanziario, effettuata senza alcuna oggettiva valutazione delle professionalità richieste» avrebbe invece portato all'assunzione di parenti degli amministratori, di cui uno «contiguo al massimo esponente della criminalità locale».
Il sindaco avrebbe poi reclutato per il proprio staff «una persona vicina all'ambiente delinquenziale», mentre dell'elargizione di contributi – nonostante il grave indebitamento del Comune e «procedure contabili non rispettose della normativa» – avrebbe beneficiato anche «una società sportiva riconducibile alla famiglia del noto esponente della criminalità locale». Ditte legate alle cosche si sarebbero quindi assicurate il servizio di refezione scolastica, «per il terzo anno consecutivo con un ribasso d'asta irrisorio», e la manutenzione di due edifici scolastici, mentre per la manifestazione "agosto – briaticese" sono state pagate somme «non previste, né impegnate» in favore di ditte legate al «referente locale della cosca egemone».
Dulcis in fundo, la lottizzazione in località "Brace- Anticaglia" con i fabbricati realizzati da una ditta legata da rapporti con la famiglia del locale referente della criminalità organizzata, mentre «senza chiarire i motivi» l'amministrazione comunale ha riaperto la procedura per il "Piano spiaggia", con il «massimo esponente della criminalità locale» che risulta aver svolto «un ruolo significativo nelle valutazioni dell'amministrazione sull'adozione del Piano».

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