31 gennaio 2012

Il Presidente della Repubblica firma il decreto di scioglimento di Briatico

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Appare oggi sul sito ufficiale del Quirinale nella sezione degli atti firmati il Decreto del Presidente della Repubblica del 24/01/2012:

"D.P.R. 24/01/2012
Scioglimento del consiglio comunale di BRIATICO ( Vibo Valentia ) per la durata di diciotto mesi e contestuale affidamento della gestione del medesimo comune alla commissione straordinaria composta da: dott.ssa Giuseppina VALENTI - viceprefetto; dott. Pasquale DE LORENZO - viceprefetto aggiunto; dott.ssa Francesca IANNO' - funzionario economico finanziario."

Il Presidente Napolitano ha quindi firmato l'atto, su richiesta del Ministro dell'Interno per il tramite del Consiglio dei Ministri del 20 gennaio 2012, che scioglie il Consiglio Comunale di Briatico ed assegna alla Commissione Straordinaria le sorti del nostro paese per un periodo di 18 mesi, si ora attende la pubblicazione per studiarne con attenzione i contenuti.

Antonio Esposito

Odissea, due condanne e cinque assoluzioni


Per alcuni imputati disposti dal giudice nuovi atti d'indagine sui movimenti bancari 
di Giuseppe Baglivo


Due condanne, cinque assoluzioni, un non doversi procedere per difetto di querela, un'assoluzione per alcuni capi d'imputazione e per il resto la necessità di disporre ulteriori atti di indagine – per lo più in relazione alle movimentazioni sui conti bancari – nei confronti dei rimanenti imputati.
Questo il verdetto del processo in abbreviato nato dall'operazione "Odissea", scattata nel settembre del 2006 grazie alle denunce dei testimoni di giustizia Giuseppe Francolino, Giuseppe Grasso e Francesca Franzè. Il gup, Gabriella Lupoli, ha condannato ad un totale di 8 anni e cinque mesi, più 13mila e 400 euro di multa, Massimo Guastalegname, 33 anni, di Triparni, mentre per il fratello Leonardo, 43 anni, anche lui di Triparni ma residente a Brescia, la pena complessiva ammonta a 6 anni e 1.270 euro di multa.
Ad entrambi gli imputati, difesi dall'avv. Giuseppe Pugliese, venivano contestati i reati di estorsione e rapina ai danni dell'imprenditore Giuseppe Francolino, costretto secondo l'accusa a subire minacce nell'agosto 2005 se non avesse pagato gli interessi usurari sulla somma elargitagli da Massimo Guastalegname, il quale rispondeva da solo anche del reato di usura. Il non luogo a procedere per difetto di querela è stato quindi dichiarato dal gup nei confronti di Leonardo Franzè, 48 anni, di Vibo Marina (avv. Pasquale Pacenza), che doveva rispondere di usura ai danni dei coniugi Grasso- Franzè. L'assoluzione «perché il fatto non sussiste» è stata invece decretata per: Francesco Giuseppe, detto Pino, Bonavita, 66 anni, di Briatico; Antonino Accorinti, 56 anni, di Briatico; Salvatore Muggeri, 35 anni, di Zambrone e Giuseppe Garrì, 40 anni, di San Costantino di Briatico, tutti difesi dall'avv. Giuseppe Bagnato. A Giuseppe Garrì veniva contestata la detenzione illegale ed il porto in luogo pubblico di una pistola, mentre Antonino Accorinti, Salvatore Muggeri e lo stesso Giuseppe Garrì erano accusati di estorsione «per aver costretto nel 2001 Giuseppe Grasso – secondo l'accusa poi caduta – a non partecipare ad una licitazione privata indetta dall'amministrazione del Comune di Briatico, al fine di trarne profitto attraverso l'esecuzione dei lavori da parte di ditte loro compiacenti».
L'assoluzione di Francesco Giuseppe Bonavita riguarda invece un'ipotesi di estorsione ai danni di Giuseppe Grasso che sarebbe stato minacciato, secondo l'originaria accusa, al fine di abbandonare i lavori per degli impianti idraulici che interessavano anche all'impresa dell'imputato. L'assoluzione «perché il fatto non sussiste» interessa poi Giuseppe De Luca, 60 anni, di San Gregorio d'Ippona (avv. Salvatore Staiano) e Salvatore Sorrentino, 54 anni, di Vena Superiore (avv. Giuseppe Di Renzo e Alfredo Gaito).
Entrambi dovevano rispondere, in concorso, di usura ai danni di Giuseppe Grasso e di estorsione ai danni di Grasso e della moglie, Francesca Franzè. Il gup, in ordine alla posizione di Sorrentino, relativamente ad altro episodio di usura ai danni dei Grasso-Franzè ha però ritenuto necessario approfondire alcuni temi di indagine «rimasti completamente inesplorati sebbene essenziali ai fini del vaglio dell'ipotesi accusatoria». Stessa decisione è stata presa dal giudice per gli imputati: Filippo Gerardo Gentile, 57 anni, di Zambrone; Paolino Lo Bianco, 49 anni, di Vibo; Giuseppe Francesco Niglia, 64 anni, di Briatico; Nicolino Mazzeo, 42 anni, di Mesiano di Filandari; Alessandro Ventre, 44 anni, di Vena Superiore; Antonio Tripodi, 48 anni, di Porto Salvo; Giuseppe Sicari, 50 anni, di Paradisoni di Briatico. Il gup ha, quindi, delegato la Questura al deposito di tali risultanze investigative, assegnando alla stessa 90 giorni di tempo e rinviando l'udienza al 29 maggio. Il pm Santi Cutroneo nella requisitoria pronunciata a febbraio dello scorso anno aveva chiesto per tutti una condanna a 6 anni.

26 gennaio 2012

Anche i pescatori vibonesi sono sul piede di guerra.

Alcuni pescatori nel porto di Vibo Marina
Ribattezziamolo il “movimento delle lampare" anche se di movimento e di lampare non se ne vedranno per qualche tempo. Perchè i pescatori e gli armatori del comparto marinaro del vibonese sulle loro barche ci stanno solo per abitudine e amore per il mestiere che fanno. Da qualche giorno infatti sono fermi al porto e oggi, complice anche il blocco dei trasporti, hanno aderito allo sciopero nazionale indetto dalle sigle sindacali di settore. Un comparto decisamente bistrattato al pari degli autotrasportatori, dove però manca ancor più la percezione collettiva dell'importanza strategica, occupazionale ed economica. La loro protesta può infatti non apparire selvaggia, perchè bloccando le imbarcazioni non si crea il caos come quello creato invece dai loro colleghi di “strada”, ma è alla stessa maniera di notevole importanza. I pescatori lavorano in sordina, di notte, mentre tutti dormono. Garantiscono freschezza di prodotto, diversificazione alimentare ogni giorno e un indotto rilevante. Non si sa poi tanto dall'incontro che alcuni rappresentanti dei pescatori hanno chiesto ed ottenuto con il comandante della Capitaneria di Porto, in quanto la stampa è stata interdetta dall'entrare in sala, ma di sicuro le richieste dei “lupi di mare” vertono essenzialmente sui due punti principali: caro carburanti e l'applicazione dell'iva sullo stesso. Inoltre, a una situazione generale che già non invoglia i pescatori a continuare il loro lavoro va aggiunta la carenza del prodotto. Il pesce scarseggia e da quando è entrato in vigore il regolamento comunitario 1967/2006, che ha ridotto lo sforzo di pesca, le imprese sono ancora più in crisi. Ad esempio, per i pescatori professionali l’applicazione dell’Iva sul carburante potrebbe essere una stangata peggiore di quella prospettata, perché l’aliquota applicata potrebbe non essere al 10% come per l’agricoltura e la pesca in acque interne, ma al 21%. I pescatori la incassano al 10%, ma la pagano al 21. Quell’11% di differenza dovrebbe venirgli rimborsato e questo non è cosa facile. D’altronde del gasolio non ne possono fare a meno e a queste condizioni più della metà dell'incasso di giornata è destinato al pagamento del carburante. Se prima poi usufruivano di un abbattimento dell’80% dei contributi sui marinai, ora l’esenzione è scesa al 60% e questo influisce ulteriormente sull’incasso finale. Ad ogni modo domani i pescatori rimarranno ancorati al porto, in attesa di conoscere gli sviluppi del vertice di giovedì presso il ministero delle Politiche agricole tra il titolare del dicastero Mario Catania e alcuni rappresentati sindacali nazionale del settore. Nel frattempo conviene stare fermi perchè almeno così non si va a perdere.

Angelo De Luca

25 gennaio 2012

Auguri alla Commissione straordinaria, benvenuti!

Briatico lì 25/01/2012

Oggi dopo il decreto di scioglimento del consiglio dei Ministri di venerdì; si sono insediati nel nostro Comune i tre commissari straordinari provvisori, di cui dobbiamo dire “speriamo che diventino definitivi” al più presto.
In nomi per ordine puramente casuale, anche perché ancora non si conoscono alla perfezione gli incarichi.
Giuseppina Valenti “vice prefetto”
De Lorenzo Pasquale “vice prefetto aggiunto”
Francesca Iannò “ Funzionario economico”
A loro il benvenuto di tutta la popolazione briaticese, con la speranza che nel nostro Comune si possano sentire come a casa propria. 
Le dottoresse Valente e Iannò hanno subito accolto, le mamme degli alunni della scuola media ed elementare, le quali sono state rassicurate dalla promessa di rimettere nel più breve tempo possibile in sesto la situazione riscaldamenti, trasporto e tempo prolungato. Sono state in compagnia di tutto il personale comunale per una breve pausa caffè, per farsi conoscere ed apprezzare.  
La dottoressa Valenti, stamane, appena arrivata ha celebrato il primo matrimonio con rito civile, per due ragazzi della piccola frazione di Potenzoni.
Si aspetta ancora il Dottor De Lorenzo, in arrivo a Lamezia in tarda mattinata.
La situazione che troveranno in Comune sarà sicuramente delle peggiori, ma confidiamo nel loro lavoro per rimettere in sesto tutto, e che scongiurino la chiusura della Banca Carime di Briatico.

Un augurio sincero di Buon Lavoro!

Luigi Barillari

24 gennaio 2012

GLI AUTOTRASPORTATORI PARALIZZANO ANCHE VIBO




A Vibo Valentia il risveglio comincia dal blocco. Di notte, mentre ancora tutti dormono, gli autotrasportatori lentamente marciano verso gli svincoli autostradali, crocevia simbolo del commercio su gomma. Le uscite di Pizzo, Sant’Onofrio e Serre si affollano progressivamente di autoarticolati, camion e camioncini. Il motto è uno solo: da qui non passa nessuno. Nessuno della categoria si intende. Perché evidentemente la forza sta nell’unione e il disagio si crea paralizzando ogni arteria. Verso le 11 qualcuno, approfittando del caos, tenta invano di forzare il blocco e di ritornare a casa. Ma niente da fare. Con rabbia e decisione, alcuni camionisti vedono e provvedono. Via le chiavi dal cruscotto, “parcheggia il furgone e rimani qui con noi”. Del resto, gli autotrasportatori conoscono bene le loro responsabilità, perchè è logico che se lasci fermo il tuo mezzo per un po' di tempo, il disagio che crei non è solamente quello del traffico. Nei loro rimorchi c'è la benzina per camminare, il farmaco per curare, la pasta per mangiare, il detersivo per pulire. Lo sciopero diventa selvaggio per conseguenza e non per volere. Quindi la certezza è che prima o poi “nella cupola romana”- così come chiamata da molti di loro – si accorgeranno dell'importanza di questo settore. Il loro problema non è a quanto pare il rincaro del carburante. Qui c’è altro da fronteggiare. Nicola Lo Bianco, rappresentante della Trasporti Uniti, è chiaro in questo senso: “Possono pure portare il gasolio a 3 euro – dice – in fin dei conti noi non ci stiamo battendo solo per questo. Quello che chiediamo e che chiederemo sarà di reimpostare un po’ tutta la burocrazia che giro intorno al settore trasporti. I pedaggi, le assicurazioni, l’adeguamento delle tariffe, la regolazione dei pagamenti che non si capisce perché quando devono farli a noi sono lunghi e quando noi dobbiamo farli agli altri devono essere massimo 30-60 (giorni ndr), i contratti uguali garantiti. Queste cose sono il principio dal quale partire, perchè sono questi i veri ostacoli che ci impediscono di svolgere un'attività già di per se dura e affaticante”. Gli fa eco un altro autotrasportatore, il quale ci mette al corrente di come la sua attività nel giro di qualche anno abbia dovuto dimezzare il suo personale. “Avevamo dieci mezzi che trasportavano carburante in tutta la regione – dice Antonio - Poi, improvvisamente, per delle questioni legate al pagamento di alcune tasse andate a ruolo con Equitalia, siamo passati da 45 mila euro a 300 mila a quasi 2 milioni. Ora – continua rammaricato – ho dovuto licenziare gli operai e tornare con mio padre a guidare gli unici due mezzi che ci sono rimasti”. Una storia paradossale la sua, finita a male per via di un detassamento risalente al 2006, quando per colpa dell’alluvione le istituzioni avevano promesso a tutti i colpiti di congelare le imposte in attesa della ripresa delle attività. Così non è stato, o meglio, in attesa che si faccia piena luce, lui è stato costretto a vendere. Insomma, come già accaduto in Sicilia con il Movimento dei forconi, anche da queste parti l’intenzione è quella di fare la voce grossa “almeno fino al 27 di gennaio”. Aspettando che qualcosa si muova. La loro battaglia è appena iniziata.

Angelo De Luca

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